Piramide 38° Parallelo – Fiumara d’Arte di Tusa: sospesa tra mare, montagna e poesia
Se qualcuno vi dicesse che in provincia di Messina, su una collina spazzata dal vento tra gli ulivi e il mare Tirreno, si erge una piramide di trenta metri in acciaio, probabilmente pensereste a una bizzarria, una di quelle storielle da raccontare al ritorno dalle vacanze. Invece esiste, è là, e vale ogni chilometro di strada tortuosa per andarla a cercare.
Si chiama Piramide 38° Parallelo è opera dello scultore toscano Mauro Staccioli, è stata inaugurata il 21 marzo 2010 dopo due anni e mezzo di lavori e fa parte della Fiumara d’Arte, uno dei più grandi parchi di sculture all’aperto d’Europa. Dodici opere distribuite su oltre venti chilometri lungo il corso del fiume Tusa, tra i Monti Nebrodi e la costa tirrenica siciliana, nei comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano e Tusa.
DOVE SI TROVA
La piramide sorge in contrada Belvedere, nel territorio di Motta d’Affermo, un borgo di nemmeno seicento anime aggrappato alle colline a quasi cinquecento metri di altitudine. Da qui lo sguardo spazia sul mar Tirreno, le Isole Eolie e il profilo del vulcano Stromboli all’orizzonte. Più in basso, sulla costa, si intravedono gli scavi dell’antica città di Halaesa, una delle più antiche poleis della Sicilia. La posizione non è casuale: le coordinate geografiche della collina coincidono con il 38° parallelo Nord, la stessa linea immaginaria che attraversa Lisbona, Atene, Ankara, Seul e non da meno, segna anche il confine tra le due Coree.
Staccioli ha voluto trasformare quel segno cartografico, di solico associato a divisioni e conflitti, in una linea di connessione: un invito alla pace e alla bellezza che attraversa continenti e culture.
IL RITO DELLA LUCE
Ogni anno, nei giorni del solstizio d’estate, la Fondazione Antonio Presti apre eccezionalmente la piramide al pubblico per il Rito della Luce. Non è una rassegna, non è un festival: è un percorso fisico che diventa metafora di un percorso spirituale. Si entra nel tunnel in silenzio, nel buio, e si avanza fino al centro, dove un lettore o un poeta recita versi. Poi si esce, dal buio alla luce baluginante del crepuscolo, rigenerati. È un viaggio luce-buio-luce, morte-rinascita, materia-spiritualità.
Negli ultimi anni, la Fondazione ha coinvolto gli studenti delle scuole del Parco dei Nebrodi e del Parco delle Madonie: durante l’anno incontrano poeti, scrivono versi e poi al solstizio leggono le loro poesie dentro la piramide. Una semina di bellezza, come la chiama Presti, che cresce anno dopo anno.
L’apertura straordinaria non è limitata al solstizio: in genere la piramide viene aperta per alcune domeniche tra giugno e luglio con ingresso libero.
LA FIUMARA D’ARTE: IL CONTESTO

La Fiumara d’Arte è uno straordinario museo a cielo aperto nato dall’idea di trasformare il territorio in un luogo d’incontro tra arte, natura e paesaggio. Lungo il corso della fiumara di Tusa sorgono monumentali opere di artisti contemporanei, immerse tra colline e panorami mediterranei. Tra le più celebri la già citata Piramide ma anche la finestra sul mare, il monumento per un poeta morto, il labirinto di Arianna e tanti altri ancora.
COME ARRIVARE
- In auto: dalla A20 Messina-Palermo, uscita Santo Stefano di Camastra. Da lì seguire le indicazioni per Motta d’Affermo (circa 15 minuti di strada collinare). La piramide è in contrada Belvedere, ben visibile dalla strada.
- A piedi: dalla piazzola di sosta parte un breve sentiero sterrato che sale alla piramide (5-10 minuti di camminata). Scarpe comode e acqua sono d’obbligo, soprattutto d’estate.
- Quando andare: il momento più suggestivo è senza dubbio il solstizio d’estate, per il Rito della Luce. Ma anche in qualsiasi altra sera, al tramonto, la piramide regala uno spettacolo indimenticabile. In primavera e in autunno il clima è mite e i campi di fave e papavero intorno alla piramide compensano l’eventuale chiusura dell’accesso interno.