La frontiera di Kuźnica Białystok (Polonia): terra del contrabbando dalla vicina Grodno/Hrodna (Bielorussia)

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Białystok è una cittadina di frontiera della Polonia che dista solo una ottantina di chilometri da Grodno/Hrodna o Гро́дна che dir si voglia in lingua Bielorussa. Così vicine ma nello stesso tempo così lontane: da un lato l’unione europea di cui facciamo parte e dall’altra parte della dogana la più restrittiva Bielorussia che guarda più verso la “sorella” Russia.
Sul confine orientale polacco è terra di contrabbando. Dopo l’ingresso della Polonia nell’area Schengen, il traffico verso la Bielorussia si è ridotto della metà e quello che ho visto in prima persona viaggiando da solo in treno da Grodno/Hrodna  a Białystok è qualcosa di allucinante.

Di ritorno dal mio viaggio invernale in Bielorussia, deciso di attraversare la frontiera verso la Polonia da Grodno a Białystok in treno per poi proseguire verso Varsavia. Salito sul treno mi ritrovo da solo in una carrozza ma fino a qui nulla di grave, fino a quando qualche istante prima della partenza vengo raggiunto da un 5 uomini con dei sacchetti giganti neri come quelli della spazzatura che mi fanno cenno di non muovermi e non parlare.
In 5 minuti succede l’impossibile: 2 di loro si mettono come piantoni nelle 2 porte di accesso della carrozza e gli altri loschi individui escono fuori dai sacchetti dei avvitatori a batteria e con una velocità inaudita, smontano diversi pannelli del treno, riempiono le loro cavità con pacchetti di sigarette e altro ancora per poi richiudere tutto e andare via!

E ora che faccio? Vado via? Rimango? PANICO!!!
Sono da solo in una di posti meno controllati e più corrotti d’Europa e sono in questa situazione poco piacevole. Non ho neanche il tempo di pensarci su che il treno si ferma e salgono sul vagone i poliziotti per i controlli di routine per l’uscita dalla Bielorussia: tutto procede molto veloce e dopo qualche domanda mixando il mio russo e inglese tutto scorre liscio e la polizia di Lukašenko ritorna a terra.
Il treno riparte e dopo qualche minuto mi ritrovo già in Polonia alla stazione Kuźnica Białystok: il treno si ferma per i controlli in entrata nell’Unione Europea. Qui inizio a sudare freddo perchè i poliziotti polacchi iniziano a controllare tutto il treno: trolley, sacchi vari, sotto i seggiolini, sopra i seggiolini e … iniziano a smontare con degli avvitatori alcuni pannelli di copertura del vagone!!!
Dico alcuni perchè non so se un caso, non so se la polizia è corrotta ma sicuramente è un dato di fatto che i poliziotti hanno smontato soltanto i pannelli senza la “roba” dentro e dopo 10 minuti scendono dal treno e ci rimettiamo in moto verso la stazione centrale di Białystok.

Il tempo di fare un centinaio di metri, ritornano i 5 simpatici amici di prima e si ripete la scena: 2 di loro si mettono come piantoni nelle 2 porte di accesso della carrozza e gli altri 3 con gli avvitatori a batteria smontano i pannelli del treno, riprendono la “roba” dalle cavità e rimettono tutto nei sacchi neri. Che scena!!! Mi sembra di essere in un film quando arrivati alla stazione centrale di Białystok tutti e 5 scendono prima di me e con aria indifferente si dileguano con questi sacchi giganti neri sulla spalla dietro la stazione.

I polacchi si sono guadagnati” il pane, e il mito “dell’ermetico confine orientale” dell’UE con la Bielorussia è crollato ancora una volta tra controlli superficiali o corruzione locale … fate voi.


 

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