Minsk-Мінск-Минск, Mahilëŭ-Магілёў-Могилёв-Mogilev, Homel-Гомель-Gomel, Hrodna-Гро́дна-Grodno, Brėst-Брэст (Bielorussia-Белару́сь-Belarus) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Sarete affascinati dall’architettura sovietica, dalle massicce strutture in calcestruzzo come tributo alla classe operaia le quali mostrano il vero potere dell’autorità, vi incanterete alla vista dei suoi panorami, si delizierete dalla cucina locale e poi vi stupirà con la sue strepitosa vita notturna.
Un viaggio attraverso la splendida capitale Minsk, la fortezza di Brest ma anche delle altre piccole cittadine come Gomel, Grodno e Mogilev.


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Da poco Aleksandr Lukaenko, il più longevo dittatore d’Europa presidente dal 1994, ha firmato un decreto con cui elimina il visto per entrare nel suo paese ai cittadini di 80 nazioni: tra questi tutti i residenti dell’Unione Europea.

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LA MAPPA


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Chisinau e Tiraspol: Alla scoperta della Moldavia e dello stato fantasma della Transnistria

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 Cosa vedere, storia, foto e video
Chisinau-Кишинёв (Moldavia-Moldova)
Tiraspol/Тирасполь (Transnistria-Transdniestria)

Come molte città capitale Chisinau è il trampolino di lancio per esplorare la Moldavia e soprattutto fare escursioni nella famosa cantina di Cricova. Durante la seconda guerra mondiale Chișinău venne quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti e dai combattimenti. Nel dopoguerra la città venne ricostruita secondo il progetto dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev. La popolazione crebbe in maniera rapida e l’amministrazione sovietica iniziò ad edificare numerosi edifici pubblici e privati in stile stalinista. Negli anni sessanta vennero costruiti numerosi blocchi di abitazioni popolari che ancora oggi dominano le periferie di Chișinău. Nel 1977 venne danneggiata da un violento terremoto.

Un capitolo a parte invece devo dedicare a Tiraspol: ai confini orienti dell’Europa e precisamente all’interno della Moldavia esiste uno Stato fantasma: ha una sua bandiera, un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento, una sua moneta, un suo esercito, una sua polizia ma nessun paese al mondo ne riconosce l’esistenza. Si chiama Transnistria: una sottile striscia di territorio moldavo che si estende tra la sponda est del fiume Dniester e il confine ucraino. E’ l’unica repubblica sovietica ancora esistente al mondo: stelle rosse e statue bronzee di Lenin fanno ancora parte del panorama urbano della ‘capitale’ Tiraspol. Enorme quella che troneggia davanti al pazzo del Soviet supremo e che ho avuto il piacere e la sana follia di visitare personalmente.


Cliccate sulla mappa su una delle 2 città che ho visitato per farvi un’idea degli articoli, foto, video e tanto altro che ho prodotto a Chisinau-Кишинёв (Moldavia-Moldova) e a Tiraspol/Тирасполь (Transnistria-Transdniestria)

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Chisinau-Кишинёв (Moldavia-Moldova) – Cosa vedere, storia, foto e video.

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Chișinău

Chișinău (in russo: Кишинёв, traslitterato: Kišinëv) è la capitale e la città più popolosa (876.231 abitanti nel 2011) della Moldavia. La città è posta lungo il fiume Bîc.

La città era conosciuta precedentemente con il suo nome in russo: Кишинёв? (Kišinëv o Kišinjov). La traslitterazione italiana deriva invece dalla normalizzazione dei segni diacritici presenti nel nome scritto in alfabeto latino.

L’origine del nome viene attribuita alla coesione di due parole dell’antico moldavo chișla nouă che vuol dire “sorgente nuova”. Secondo una delle leggende della nascita della città, la sorgente d’acqua venne trovata da alcuni monaci ortodossi e nei suoi pressi questi ultimi decisero di costruirvi la Chiesa di San Masaracchio. La presenza della sorgente sarebbe stata l’incentivo alla fondazione del centro abitato.

La città è posta lungo il fiume Bîc, affluente del Nistru (in moldavo Nistru in russo Dniestr)ed è divisa in cinque distretti amministrativi. Chișinău ha una superficie di 120 km² e il suo intero distretto municipale è vasto 635 km². Si trova a 113 m s.l.m.

 

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE Il book fotografico di Chisinau (Moldavia)

Il book fotografico di Chisinau (Moldavia)

 

Trasporti

I trasporti pubblici della capitale moldava sono organizzati in tre tipologie: linee di autobus, che si snodano attraverso la città, raggiungendo anche diversi villaggi vicini, linee di filobus, e linee di maxitaxi. I maxitaxi sono dei pulmini, molto più economici degli autobus, le cui linee coincidono con quelle di bus e filobus (il numero seguito da una a indica il percorso della medesima linea di autobus; il numero seguito da una t indica il percorso di un filobus). Non esiste una rete di metropolitana.

La città è dotata di un aeroporto internazionale (l’Aeroporto Internazionale di Chișinău) che collega la Moldavia alle principali città d’Europa ed alla Russia.

La stazione ferroviaria internazionale, recentemente ristrutturata, offre collegamenti diretti giornalieri con Bucarest, Mosca, Odessa, San Pietroburgo e Leopoli e bisettimanali per Minsk.

Un po’ di storia dell’ultimo secolo

Dopo la prima guerra mondiale la città passò sotto il controllo del Regno di Romania. Nel 1940 fu occupata dall’armata rossa a seguito del Patto Molotov-Ribbentrop e riannessa all’URSS, divenendo la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Moldava, una delle sue quindici repubbliche costitutive. A seguito dell’Operazione Barbarossa le truppe romene, coadiuvate da quelle tedesche, rioccuparono temporaneamente la città, per poi perderla definitivamente nell’estate-autunno 1944. Durante la seconda guerra mondiale Chișinău venne quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti e dai combattimenti. Nel dopoguerra la città venne ricostruita secondo il progetto dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev. La popolazione crebbe in maniera rapida e l’amministrazione sovietica iniziò ad edificare numerosi edifici pubblici e privati in stile stalinista. Negli anni sessanta vennero costruiti numerosi blocchi di abitazioni popolari che ancora oggi dominano le periferie di Chișinău. Nel 1977 venne danneggiata da un violento terremoto.

Nel 1991 Chișinău è capitale della Repubblica Moldava indipendente dall’URSS.
Cosa vedere

A Chisinau i luoghi di interesse turistico non sono numerosi e, poiché non esistono mete da vedere“obbligatoriamente”, la capitale moldava rappresenta più che altro una città da girare e da scoprire passeggiandovi a piedi. Purtroppo del suo antico centro rimane ben poco a causa dei bombardamenti, tuttavia la città offre al turista un ventaglio di possibilità tra le quali risaltano alcuni bei musei ed incantevoli parchi.
Il punto migliore per cominciare la visita è comunque la zona centrale, dove i più famosi parchi di Chisinau si fronteggiano formando due diamanti nel cuore della città. In quest’area sono da vedere: la Porta Sacra, risalente al 1841 e nota anche come l’Arco di Trionfo di Chisinau; il Parcul Chisinau (Kishinev), tour nella capitale della vita notturna della Moldava Catedralei, il “Parco della Cattedrale”, dominato dalla principale Cattedrale Ortodossa della capitale (Cattedrale della Natività di Cristo), con la sua deliziosa torre campanaria del 1836; il mercato dei fiori, aperto 24 ore su 24 sul lato nord-occidentale del parco; il Palazzo del Governo, il colossale edificio posto di fronte alla Porta Sacra; il Palazzo del Parlamento, situato qualche centinaio di metri più a nord; ed il Palazzo Presidenziale. La Gradina Publica Stefan cel Mare si Sfint, il parco pubblico, è la zona migliore di Chisinau per le passeggiate. L’entrata è dominata dalla presenza di una statua del 1928 di Stefano il Grande, grande principe medievale moldavo che tutt’ora incarna il glorioso passato del paese.
Nella parte nord-orientale del parco è situato il grande Cinema Patria, costruito dai prigionieri di guerra tedeschi nel 1947 ed ancora in attività. Particolare e variopinto, il mercato centrale rappresenta una valida alternativa per trascorrere un pomeriggio diverso. Il vociare, le sfrenate contrattazioni, la quantità di gente che percorre la vasta area lungo Str Mitropolit Varlaam ricordano vagamente l’atmosfera del bazar di Istanbul.
Tra i musei principali ricordiamo: il Museo Nazionale di Storia, il capostipite di tutti i musei della città, dove sono conservati manufatti archeologici provenienti da Orheiul Vechi; il Muzeul de Arte Plastice, che ospita un’interessante collezione di arte europea contemporanea, arte popolare, icone e chincaglieria medievale; il Museo di Archeologia ed Etnografia, dove ammirare ricostruzioni di case tradizionali delle varie regioni della Moldavia ed una pittoresca esposizione di stuoie, tappeti e arazzi tradizionali tessuti a mano; il Museo di Storia di Chisinau, che ripercorre la storia della città dall’epoca della sua fondazione con reperti archeologici e fotografie; ed il Museo Puskin, situato all’interno di un cottage dove il poeta russo Alexander Puskin trascorse tre anni di esilio dal 1820 al 1823.
Una caratteristica che spesso stupisce i turisti in visita a Chisinau è la sfolgorante vita notturna della capitale della Moldavia, animata fino all’alba da numerosi locali pieni di gente. Anche nei semplici ristoranti e pizzerie la musica domina sovrana, e tale è il successo di gente che In alcune discoteche ed in certi club bisogna essere preparati a passare attraverso i metal detector ed a sopportare l’esibizionismo macho dei buttafuori, anche se l’atmosfera del locale ripaga spesso le sopportazioni iniziali. Tra i locali più in auge segnalamo il Drive che si trova in Calea Orheiului, e la discoteca Famous in Strada Bucuriei. Le notti spumeggianti di Chisinau sono diventate un mito fra gli occidentali, che purtroppo vengono qui a “caccia” soprattutto di ragazze e donne, per tentare unaconquista facile.
Per evitare i locali pretenziosi e divertirsi in un ambiente studentesco, si può fare visita al circolo culturale universitario, aperto ogni venerdì e sabato a partire dalle 20. Un’esperienza da provare è trascorrere una serata al Teatro d’Opera e Balletto, situato in B-dul Stefan cel Mare, il cui programma è particolarmente ricco e variegato.


La Transnistria … lo stato fantasma dell’est Europa che ha come capitale Tiraspol

Ai confini orienti dell’Europa esiste uno Stato fantasma. Ha una sua bandiera, un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento, una sua moneta, un suo esercito, una sua polizia. Ma nessun paese al mondo ne riconosce l’esistenza. Si chiama Transnistria: una sottile striscia di territorio moldavo che si estende tra la sponda est del fiume Dniester e il confine ucraino. E’ l’unica repubblica sovietica ancora esistente al mondo: stelle rosse e statue bronzee di Lenin fanno ancora parte del panorama urbano della ‘capitale’ Tiraspol. Enorme quella che troneggia davanti al pazzo del Soviet Supremo. Ma dietro la vernice rossa del veterocomunismo si nasconde il vero potere: la mafia russa, che ha trasformato questa repubblica in un paradiso del contrabbando di droga, petrolio, alcool, sigarette e soprattutto armi.

La Transnistria (in russo Приднестровская Молдавская Республика, Repubblica Moldava di Pridnestrov’e) è uno stato indipendente de facto non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex – repubbliche dell’Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990. Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.

Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l’adesione alla Russia in seguito all’annessione unilaterale della Crimea.

Il nome della regione deriva dal nome del fiume Nistro a dipendenza dal lato di vista: la Transnistria è, infatti, posta sulla sponda orientale del fiume. In italiano sarebbe corretto il termine Cisnistria per la regione geografica anche se generalmente è conosciuta col suo nome rumeno Transnistria oppure talvolta Transdniestria. L’unico nome formale, sancito dalla Costituzione della Repubblica indipendente è Приднестровская Молдавская Республика (Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika) in russo, Република Молдовеняскэ Нистрянэ (Republica Moldovenească Nistreană) in moldavo, Придністровська Молдавська Республіка (Prydnistrovs’ka Moldavs’ka Respublika) in ucraino. L’abbreviazione usata dalle autorità è quella in lingua russa, ossia PMR (ПМР).

Il nome breve utilizzato localmente è Pridnestrovie, traslitterazione ufficiale del russo Приднестровье secondo un editto presidenziale del 2000 (seguendo un uso parzialmente difforme rispetto alle traslitterazioni scientifiche del cirillico, che imporrebbero di scrivere Pridnestrov’e). Da un punto di vista etimologico i nomi derivano da varianti del termine Transnistria inteso come “oltre il fiume Nistro”: Pridnestrov’e significa, infatti, “presso il fiume Nistro”.

Tiraspol

Tiraspol (letteralmente città del Tyras, antico nome del fiume Nistro) è il centro amministrativo della Transnistria, regione secessionista della Moldavia, dichiaratasi indipendente come “Repubblica Moldava della Transnistria” (“Republica Moldovenească Nistreană” o “Pridnestrovie”).
La città conta circa 190 000 abitanti. Si trova sulla riva sinistra (orientale) del fiume Nistro.

Caratteristiche

È conosciuta per essere una delle poche città rimaste che non sono ancora largamente cambiate da quando facevano parte dell’Unione Sovietica. Sono ancora presenti molte statue di Lenin e accanto a dipinti di Stalin ci sono quelli di Che Guevara.

A Tiraspol sono presenti molti tipi di industrie, tra cui mobilifici e industrie di materiali elettrici. La città è anche sede dell’azienda Elektromash, di cui il Presidente Igor Smirnov è stato direttore generale: specializzata in prodotti elettrici, l’azienda è sospettata di fare da copertura per lo smercio di armamenti illegali destinati al terrorismo internazionale[2].

Nel 1989 la città aveva una popolazione di circa 190.000 abitanti: il 18% erano russi, il 32% ucraini e il 38% moldavi (nel 1919 i moldavi erano il 42%). È stato stimato che, dopo una certa crescita negli anni 1990 la popolazione sia di nuovo diminuita ai livelli del 1989, e secondo il World Gazetteer raggiunge circa 162.000 abitanti. Dopo la secessione dalla Moldavia molti moldavi sono infatti fuggiti, e si pensa che la popolazione moldava nella città sia scesa al 13% del totale.

 

 

 

 

 

 

Mosca-Moscow-Москва, San Pietroburgo-Санкт Петербург, Kazan-Казань-Казан (Russia/Россия) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Russia

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La Federazione Russa (in russo: Российская Федерация, traslitterato: Rossijskaja Federacija), chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia, il più vasto stato del pianeta con una superficie di 17 075 400 km² (per oltre la metà quasi disabitato).

Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi (14), considerando anche stati con ridotto riconoscimento internazionale gli stati confinanti con la Russia diventano 16 (vanno aggiunti Abcasia e Ossezia del Sud entrambe riconosciute dalla Russia). Inoltre possiede dei confini marittimi con il Giappone (attraverso il mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering). È bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall’oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l’exclave dell’Oblast’ di Kaliningrad, compresa tra mar Baltico, Polonia e Lituania. Nel 2013 contava circa 143,5 milioni di abitanti, ha come capitale Mosca ed è tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e asiatica dalla catena montuosa degli Urali.

Come principale successore dell’Unione Sovietica, la Russia ha mantenuto il seggio di membro permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Resta tutt’oggi una grande potenza, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel secondo dopoguerra, con la Guerra fredda e l’opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l’altra superpotenza, gli Stati Uniti. Stato con una forte influenza politica, specialmente all’interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell’Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, e la Georgia (uscita nel 2008). È inoltre uno degli stati fondatori dell’Unione eurasiatica, che comprende oltre la Russia, la Bielorussia, l’Armenia e il Kazakistan.

Nei primi anni del XXI secolo l’economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è considerata uno dei cinque paesi a cui ci si riferisce con l’acronimo BRICS.[6] La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall’autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione.[7] Dal 18 marzo 2014, in seguito all’esito di un referendum che vide la schiacciante vittoria di coloro favorevoli all’annessione alla Russia ed era stato indetto dalle forze politiche della Repubblica autonoma di Crimea che si era proclamata unilateralmente indipendente dall’Ucraina in data 11 marzo 2014, è cominciato l’iter amministrativo di integrazione della penisola di Crimea (compresa quindi anche la città autonoma di Sebastopoli) come nuovo soggetto federale della Federazione Russa, sebbene la mossa sia contestata dalla quasi totalità delle nazioni.


 

 

Mosca (book fotografico e video)

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Mosca (in russo: Москва, traslitterato: Moskva; in latino: Moscua/Mosqua, Moscovia, Moscha) è la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa. Secondo Forbes 2013, Mosca è la città con il più alto numero di milionari residenti nel mondo, è stata classificata come la nona città più costosa al mondo da Mercer ed è una delle più grandi economie urbane, essendo classificata come una città alfa globale, ed è anche una delle destinazioni turistiche in più rapida crescita secondo il MasterCard Global Destination Cities Index. Mosca è la megalopoli più settentrionale e fredda della Terra,[senza fonte] la più popolosa in Europa, e la settima più popolosa del mondo. È sede della Torre di Ostankino, la più alta struttura d’Europa; della Mercury City Tower, il più alto grattacielo d’Europa e del Centro internazionale di affari di Mosca. Con più di 12 milioni di abitanti (18 milioni nell’area metropolitana) è la prima città d’Europa per popolazione e la residenza di circa un decimo dei cittadini russi nonché seconda per estensione superficiale, sempre per quanto concerne il continente europeo.

Mosca sorge sulle sponde del fiume Moscova, e occupa una superficie di 2.550 km². La città è ben nota per la sua architettura unica che consiste in molti edifici storici tra cui la Cattedrale di San Basilio con le sue cupole colorate e i magazzini GUM. Con più del 40% del suo territorio ricoperto da piante, è una delle capitali più verdi d’Europa e del mondo; tra i parchi più belli della città ricordiamo: il Gorkij Park, il Kolomenskoye Park e il Parco Caricyno. Nel corso della sua storia la città è stata capitale di una successione di stati: del Granducato di Mosca prima, del Regno russo poi, e infine dell’Unione Sovietica. Mosca è considerata il centro della cultura russa, essendo stata casa di molti prestigiosi artisti, scienziati e sportivi russi nel corso della sua storia e perché è sede di molti musei, accademie, istituzioni politiche e teatri. Mosca è anche sede del Governo della Federazione russa, situato nel Cremlino di Mosca, una cittadella medievale fortificata, oggi sede del Presidente russo. Il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa sono uno dei tanti siti Patrimonio dell’umanità della città. Infine anche il Parlamento russo (composto dalla Duma di Stato e dal Consiglio federale) ha sede nella città.

La città è servita da un’ampia rete di transito, che include: 4 aeroporti internazionali (Šeremet’evo, Domodedovo, Vnukovo e Bykovo), 9 stazioni ferroviarie, numerosi tram, un sistema monorotaia, e una delle più grandi e profonde metropolitane del mondo, la Metropolitana di Mosca, la prima più frequentata in Europa e la quarta più frequentata nel mondo. Essa è conosciuta come uno dei punti di riferimento della città ed è famosa per la ricchezza dell’architettura delle sue 194 stazioni (tra quelle considerate più belle troviamo: Komsomol’skaja, Ploščad’ Revoljucii, ovvero Piazza della Rivoluzione che da sulla Piazza Rossa, e Kievskaja).

Mosca fu fondata nell’anno 1147 da Jurij Dolgorukij. Il suo perimetro si estese nel 1960 fino a includere i paesi limitrofi di Babuškin, Kuncevo, Ljublino, Perovo, Tušino e (nel 1986) di Solncevo. Nel corso del tempo la città ha ricevuto numerosi epiteti, che si riferiscono alle sue dimensioni e allo status preminente all’interno della nazione: La Terza Roma (Третий Рим), La Pietra Bianca (Белокаменная), Il Primo Trono (Первопрестольная), Le Quaranta Fortezze (Сорок Сороков), e Città Eroe (город-герой). Il nome degli abitanti in russo è “москвич” (moskvich), reso in italiano con moscovita al singolare e moscoviti al plurale.

La metropolitana di Mosca

La metropolitana di Mosca (in russo: Московский метрополитен имени В.И. Ленина, Moskovskij metropoliten imeni V.I. Lenina?, trad. Metropolitana moscovita a nome di V.I. Lenin), che si estende per quasi tutta la capitale russa, è il secondo sistema di metropolitana più frequentato al mondo per numero medio di passeggeri al giorno (dopo quello di Tokyo). È degna di nota anche per la ricca realizzazione di alcune stazioni, che recano esempi dell’arte del realismo socialista.

Molte stazioni hanno cambiato nome, alcune persino più di una volta; la metropolitana stessa fu inizialmente intitolata a Lazar’ Moiseevič Kaganovič.

La metropolitana di Mosca comprende 320,9 km di binari, 12 linee e 192 stazioni. In una normale giornata lavorativa trasporta tra gli 8 ed i 9 milioni di passeggeri. Tutte le linee sono identificate da un numero. La linea 5 – Kol’cevaja (in russo kol’co significa “anello”), interseca con un percorso circolare lungo circa 20 km tutte le altre linee, escluse la Kachovskaja e la Butovskaja.

Sulle linee radiali gli annunci delle stazioni sono fatti da una voce maschile sui treni diretti verso il centro cittadino, da una voce femminile sui treni che invece si allontanano verso le periferie. Sulla linea circolare gli annunci con voce maschile sono fatti sui treni che percorrono la linea in senso orario e con voce femminile per i treni che viaggiano in senso antiorario.

La maggior parte dei binari e delle stazioni è nel sottosuolo, benché le linee 1, 2 e 4 attraversino la Moscova viaggiando su ponti. Su un ponte, la linea 1 attraversa anche il fiume Jauza. Un’eccezione è costituita dalla linea Filëvskaja, che percorre un lungo tratto in superficie tra le stazioni Kievskaja e Molodëžnaja comprendendo 7 altre stazioni.

Architettura

Mosca possiede un patrimonio architettonico di rilevanza mondiale. La città è nota soprattutto per la Cattedrale di San Basilio, con le sue eleganti cupole a cipolla, così come la Cattedrale di Cristo Salvatore e le Sette Sorelle. Il primo Cremlino fu costruito a metà del XII secolo.

La struttura medioevale di Mosca era concepita con mura concentriche e strade radiali che si intersecano. Questo layout, così come i fiumi di Mosca, hanno contribuito a plasmare lo sviluppo della città nei secoli successivi.

Il Cremlino è stata ricostruito nel XV secolo. Le sue torri e alcune delle sue chiese sono state costruite da architetti italiani, prestando alla città un po’ di aura del rinascimento. Dalla fine del XV secolo, la città fu abbellita da un numero crescente di strutture in muratura come monasteri, palazzi, mura, torri e chiese.

L’aspetto della città non cambiò molto dal XVIII secolo. Le case erano costruite con tronchi di pino e abete rosso, con tetti a scandole intonacate con zolle o coperti da corteccia di betulla. La ricostruzione di Mosca nella seconda metà del XVIII secolo è stata resa necessaria non solo dagli incendi costanti, ma anche per le esigenze della nobiltà. Gran parte degli edifici cittadini in legno sono stati sostituiti da edifici in stile classico.

Per gran parte della sua storia architettonica, Mosca è stata dominata da chiese ortodosse. Tuttavia, l’aspetto generale della città è cambiato drasticamente durante il periodo sovietico, soprattutto a causa dello sforzo su larga scala di Iosif Stalin di “modernizzare” la città. I piani di Stalin inclusero una rete di ampi viali e strade, alcune delle quali con più di dieci corsie, che, pur semplificando notevolmente il movimento attraverso la città, sono state realizzate a spese di un gran numero di edifici e distretti storici. Tra le molte vittime delle demolizioni di Stalin era la torre Sukharev, un punto di riferimento cittadino di lunga tradizione, così come numerosi palazzi ed edifici commerciali che costeggiavano le strade principali. Il nuovo status della città come la capitale di una nazione totalitaria profondamente laica, portò alla demolizione di numerosi edifici religiosamente significativi particolarmente vulnerabili. Molte delle chiese della città, che nella maggior parte dei casi erano gli edifici più antichi e importanti della città, andarono distrutti; alcuni esempi notevoli sono la Cattedrale di Kazan e la Cattedrale di Cristo Salvatore. Negli anni 1990, entrambe sono stati ricostruite. Molte chiese più piccole, invece, sono andate perdute.

Mentre il periodo stalinista è stato caratterizzato dalla decurtazione della creatività e dell’innovazione architettonica, i precedenti anni post-rivoluzionari avevano visto una crescita di radicali nuovi edifici realizzati in città. Particolarmente degni di nota furono gli architetti costruttivisti della Vchutemas, realizzatori di importanti edifici come il Mausoleo di Lenin. Un altro importante architetto fu Vladimir Šukhov, famoso per la torre Šukhov, una delle tante torri iperboloidi progettate da Šukhov. Fu realizzata tra il 1919 e il 1922 come torre di trasmissione per una società televisiva russa. Šukhov lasciò un’eredità duratura per l’architettura costruttivista dei primi anni della Russia sovietica. Progettò spaziose gallerie di negozi, in particolare i grandi magazzini GUM sulla Piazza Rossa.

Forse il contributo più riconoscibile del periodo staliniano sono le cosiddette Sette Sorelle, che comprendono sette grattacieli enormi sparsi in tutta la città, posti a una distanza circa uguale dal Cremlino. Una caratteristica distintiva dello skyline di Mosca, la loro forma imponente sarebbe stata ispirata dal Manhattan Municipal Building a New York City, e il loro stile, con esterni intricati e una grande guglia centrale, è stato descritto come architettura gotica stalinista. Tutte le sette torri possono essere viste dalla maggior parte dei punti più alti della città; sono tra le costruzioni più alte del centro di Mosca, a parte la torre di Ostankino, che, quando è stato completata nel 1967, era la più alta struttura autoportante del mondo e oggi rimane la settantaduesima, collocandosi tra edifici come il Burj Khalifa di Dubai, il Taipei 101 a Taiwan e la CN Tower di Toronto.

L’obiettivo sovietico di fornire alloggi per ogni famiglia e la rapida crescita della popolazione cittadina hanno portato alla costruzione di grandi blocchi abitativi monotoni. Questi possono spesso essere identificati per età, robustezza di costruzione o ‘stile’, a seconda della zona ed i materiali utilizzati. La maggior parte di esse risalgono al periodo post-Staliniano e gli stili spesso prendono il nome del leader di allora al potere (Brežnev, Khruščëv, ecc.). Solitamente si trovano in uno stato di cattiva manutenzione.

Anche se la città possiede ancora alcuni palazzi di cinque piani, costruiti nella prima metà del 1960, i recenti edifici con più appartamenti sono di solito alti almeno 9 piani e hanno ascensori. Si stima che Mosca abbia oltre il doppio degli ascensori di New York City e quattro volte di più di Chicago. Moslift, una delle principali società operanti negli ascensori della città, ha circa 1500 meccanici reperibili su chiamata, per liberare i residenti rimasti chiusi in essi.

Gli edifici di epoca stalinista, presenti soprattutto nella parte centrale della città, sono enormi e di solito ornati con motivi che richiamano al realismo socialista. Tuttavia, piccole chiese – quasi sempre Ortodosse- possono essere trovate in tutta la città e offrono scorci del suo passato. La vecchia via Arabat, una popolare strada turistica che un tempo era il cuore di una zona bohémien, conserva la maggior parte dei suoi edifici antecedenti al XX secolo. Molti edifici che hanno trovato posizione lungo le strade principali del centro città (dietro le facciate staliniste di via Tverskaya, per esempio) sono anch’essi esempi di architettura borghese tipiche dei tempi zaristi. Il palazzo Ostankino, Kuskovo, Uzkoe e altri grandi patrimoni, appena fuori Mosca originariamente appartenerono ai nobili di epoca zarista, e alcuni conventi e monasteri, sia all’interno che all’esterno della città, sono aperti ai moscoviti e turisti.

Vari tentativi sono stati fatti per ripristinare i molti esempi meglio conservati dell’architettura cittadina pre-sovietica. Queste strutture restaurate sono facilmente individuabili per i loro nuovi colori brillanti e dalle facciate immacolate. Molti di questi restauri sono stati criticati per la presunta mancanza di rispetto all’autenticità storica. Il facciatismo è ampiamente praticato.[13]

All’esterno delle case spesso si trovano targhe che informano i passanti che un personaggio noto un tempo viveva lì. Spesso, le placche sono dedicati alle celebrità sovietiche non note al di fuori della Russia. Vi sono anche molte “case museo” di famosi scrittori russi, compositori e artisti.

Lo skyline di Mosca si sta rapidamente modernizzando con diversi nuovi grattacieli in costruzione.

Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale è stata ampiamente criticata per la pesante distruzione che ha colpito molti edifici storici. Si stima che un terzo del centro storico di Mosca è stato distrutto negli ultimi anni[14] per fare spazio ad appartamenti e hotel di lusso.[15] Altri edifici storici, tra cui l’hotel Moskva del 1930 e il magazzino Voentorg del 1913, sono stati rasi al suolo e ricostruiti nuovamente con l’inevitabile perdita del valore storico. Negli ultimi 12 anni più di 50 edifici con lo status di monumento furono abbattuti e molti di essi risalivano al XVII secolo.[16] Alcuni critici si chiedono anche se il denaro utilizzato per la ricostruzione degli edifici rasi al suolo non poteva essere utilizzato per la ristrutturazione delle strutture decadenti, tra cui molte opere dell’architetto Konstantin Melnikov[17] e la stazione della metropolitana Majakovskaja.

Parchi e monumenti

Vi sono 96 parchi e 18 giardini a Mosca, tra cui quattro giardini botanici. Vi sono anche 450 chilometri quadrati di zone verdi oltre a 100 chilometri quadrati di foreste.[18] Mosca è una città molto verde rispetto ad altre città di dimensioni analoghe dell’Europa occidentale e del Nord America. Vi sono in media di 27 metri quadrati di parchi per persona a Mosca rispetto ai 6 di Parigi, ai 7,5 di Londra e agli 8,6 di New York.

Il Gorkij Park (che prende il nome da Maksim Gor’kij), è stato fondato nel 1928. La parte principale (689 mila quadrati metri)[19] lungo il fiume Moscava contiene attrazioni per bambini (compresi una ruota panoramica, specchi d’acqua con barche e biciclette d’acqua), spazi per la danza, campi da tennis e altre strutture sportive. Confina con il Giardino Neskutčnyj (408 mila metri quadrati), il più antico parco di Mosca ed ex residenza imperiale, creato come risultato dell’integrazione di tre tenute nel XIX secolo. Il giardino ospita il Teatro Verde, uno dei più grandi anfiteatri aperti in Europa, in grado di contenere fino a 15 mila persone.

Diversi parchi comprendono una sezione conosciuta come “Parco della Cultura e riposo”, talvolta posti accanto ad una zona selvaggia (questo include parchi come Izmajlovskij, Fili e Sokolniki. Alcuni parchi sono designati come parchi forestali (Lesopark).

Izmajlovskij Park, creato nel 1931, è uno dei più grandi parchi urbani del mondo insieme a Richmond Park a Londra. La sua superficie di 15,34 chilometri quadrati è sei volte superiore a quella del Central Park a New York.[19]

Sokolniki Park, dal nome della caccia al falco che si teneva in passato, è uno dei più antichi parchi di Mosca e ha una superficie di 6 chilometri quadrati. Un cerchio centrale con una grande fontana è circondato da betulla, acero e olmi. Un labirinto composto di sentieri immersi nel verde si trova al di là dei laghetti del parco.

Il parco nazionale Losiny Ostrov, con una superficie totale di oltre 116 chilometri quadrati, confina con il parco Sokolniki ed è stato il primo parco nazionale della Russia. Appare abbastanza selvaggio ed è anche conosciuta come la “città taiga”. Qui possono essere visti degli alci.

Cycin è il principale Orto Botanico di Accademia delle Scienze, fondato nel 1945, è il più grande d’Europa.[21] Esso copre il territorio di 3,61 chilometri quadrati e preserva una esibizione dal vivo di oltre 20 mila diverse specie di piante provenienti da diverse parti del mondo, nonché un laboratorio per la ricerca scientifica. Esso contiene anche un roseto con 20 mila cespugli, un dendrarium e un bosco di querce rosa, con l’età media degli alberi di oltre 100 anni. Vi è anche una serra che occupa più di 5000 metri quadrati di superficie.

Il Centro espositivo di tutte le Russie (Всероссийский выставочный центр), anche se ufficialmente nominato “fiera permanente”, è in realtà uno degli esempi più importanti di architettura monumentale di epoca stanliniana. Tra le grandi aree del parco ricreativo vi sono decine di padiglioni elaborati, ciascuno dei quali rappresenta sia un settore dell’industria sovietica e della scienza o di una delle repubbliche dell’URSS. Anche se, nel corso del 1990, è stato, e per qualche parte lo è ancora, impropriamente usato come un gigantesco centro commerciale (la maggior parte dei padiglioni sono affittati alle piccole imprese), esso conserva ancora la maggior parte dei suoi monumenti architettonici, tra cui due fontane monumentali (Fiore di Pietra e amicizia delle nazioni) ed una panoramica a 360 gradi.

Il parco Lilac, fondato nel 1958, è noto per la sua esposizione permanente di sculture e un grande roseto.

Mosca è sempre stata una destinazione popolare per i turisti. Alcune delle più famose attrazioni includono la città, patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa che è stato costruito tra il XIV e XVII secolo. La chiesa dell’Ascensione presso Kolomenskoe, risalente al 1532, è anch’essa un patrimonio mondiale dell’UNESCO e un’altra attrazione molto popolare.

Vicino alla nuova Galleria Tret’jakov vi è un giardino di sculture, Museon, spesso chiamato “il cimitero dei monumenti caduti” che espone le statue dell’ex Unione Sovietica rimosse dal loro posto dopo lo scioglimento.

Altre attrazioni popolari includono lo Zoo di Mosca, un giardino zoologico in due sezioni collegate da un ponte, con quasi un migliaio di specie e più di 6.500 esemplari. Ogni anno, lo zoo attira più di 1,2 milioni di visitatori.

Molti dei parchi di Mosca e giardini sono ambienti naturali protetti.

Panoramica

Uno dei musei d’arte più importanti di Mosca è la Galleria Tret’jakov, fondata da Pavel Michajlovič Tret’jakov, un ricco mecenate delle arti che ha donato la sua grande collezione privata alla città. La Galleria Tret’jakov è divisa in due edifici. La galleria Tret’jakov antica, che è la galleria originale e si trova sulla riva sud del fiume Moscava, ed espone lavori della classica tradizione russa. Qui possono essere ammirate le opere di pittori pre-rivoluzionari famosi, come Il’ja Efimovič Repin, nonché la opere dei primi pittori delle icone russe. I visitatori possono anche osservare i rari originali dell’iconografo Andrej Rublëv della prima metà del XV secolo.[48] La galleria di Tret’jakov nuova, realizzata in epoca sovietica, contiene principalmente opere di artisti sovietici, così come di alcuni dipinti contemporanei, ma vi è una certa sovrapposizione con l’antica Galleria Tret’jakov per quanto riguarda l’arte degli inizi del XX secolo. La nuova galleria comprende una piccola ricostruzione del celebre monumento di Vladimir Evgrafovič Tatlin alla Terza Internazionale e una miscela di altre opere d’avanguardia di artisti come Kazimir Severinovič Malevič e Vasilij Vasil’evič Kandinskij. Opere caratteristiche del realismo socialista si possono trovare all’interno dei padiglioni della nuova Galleria Tretyakov.

Un altro museo d’arte della città di Mosca è il Museo Puškin delle belle arti, fondato tra gli altri dal padre di Marina Ivanovna Cvetaeva. Il Museo Pushkin è simile al British Museum di Londra in quanto i suoi saloni rappresentano una sezione trasversale di opere sulla civiltà del mondo, con molte copie di sculture antiche. Tuttavia, ospita anche dipinti famosi di ogni epoca occidentale; opere di Claude Monet, Paul Cézanne, e Pablo Picasso sono presenti nella collezione del museo.

Il Museo statale di storia della Russia (Государственный Исторический музей) è un museo di storia russa situato tra la Piazza Rossa e Piazza del Maneggio. La sua collezione va dalle reliquie di tribù preistoriche che abitavano la Russia, a opere d’arte inestimabili acquisite dai membri della dinastia Romanov. Il numero totale di oggetti che qui si trovano raggiunge i diversi milioni. Il Museo Politecnico[49], fondato nel 1872 è il più grande museo tecnico della nazione, offre una vasta gamma di invenzioni storiche e conquiste tecnologiche, tra cui automi umanoidi dal XVIII secolo e il primo computer sovietico. La sua collezione contiene più di 160.000 articoli.

Mosca è anche il cuore dello spettacolo russo, tra cui il balletto e il cinema. Vi sono 93 teatri, 132 cinema e 24 sale da concerto a Mosca. Tra i molti teatri di Mosca e di balletto vi è il Teatro Bol’šoj, il teatro Vachtangov e il Teatro d’Arte di Mosca. I repertori in una tipica stagione di Mosca sono numerosi e moderne interpretazioni di opere classiche, sia operistiche o teatrali.

La Casa Internazionale di Musica inaugurata nel 2003 è conosciuto per i suoi spettacoli di musica classica. Essa possiede anche il più grande organo della Russia.

Vi sono anche due grandi circhi di Mosca: Il Circo Statale di Mosca e il Circo sul Tsvetnoy Boulevard.

Il Museo dei cosmonauti posto sotto il Monumento ai conquistatori dello spazio che si trova alla fine del Viale dei Cosmonauti è il luogo della memoria per il programma spaziale sovietico.

La filmografia sovietica sono parte integrante della storia del cinema russo e del cinema russo d’avanguardia e lo studio cinematografico Mosfil’m è stato il luogo di produzione di molti film classici.[53] Tuttavia, nonostante la continua presenza e la grande reputazione internazionale dei cineasti russi, lo studio oggi è molto meno prolifico di un tempo. Film rari e storici possono essere visti nel cinema Salut, dove i film della collezione dal Museo del Cinema[54] vengono mostrati regolarmente.

Il Museo di Architettura statale Ščusev, che si trova non lontano dal Cremlino, è il museo nazionale di architettura russa e prende il nome dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev.

Tra gli altri musei cittadini che si possono menzionare l’Arsenale del Cremlino, il Museo Bulgakov, il Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militarie il Museo di arte multimediale.

Vita notturna

La città è ricca di diversi tipi di locali, ristoranti e bar. Il centro della città di Mosca e Rublevka (la zona più costosa della città) possiedono una vasta scelta di strutture di lusso. La via Tverskaya è una delle strade più trafficate dello shopping.

L’adiacente Tretyakovsky Proyezd, posta a sud di via Tverskaya, ospita boutique di lusso come Bulgari, Tiffany & Co., Armani, Prada e Bentley.[55] La vita notturna a Mosca è cresciuta dalla fine dell’era sovietica oggi la città vanta alcune tra le più grandi discoteche del mondo.


 

San Pietroburgo (book fotografico e video)

 

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Book fotografico di San Pietroburgo (Russia)

San Pietroburgo (in russo: Санкт-Петербург, traslitterato: Sankt-Peterburg) è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti (2012), nonché il porto più importante del paese. È inoltre una città federale. Fondata dallo Zar Pietro il Grande (1682-1725) sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nella baia omonima, parte del golfo di Finlandia, fu a lungo capitale dell’Impero russo, sede della Corte degli Zar ed oggi è uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

La città sorge alla foce del fiume Neva, sul Mar Baltico e include nella sua ampia area urbana anche alcune isole. È situata ai confini con la Finlandia e l’Estonia, sulla riva più orientale del Golfo di Finlandia, equidistante da Helsinki e Tallinn. È capoluogo del Distretto Federale Nordoccidentale e dell’Oblast’ di Leningrado, pur non facendone parte.

L’area della città di estende per 605,8 chilometri quadrati. L’area del soggetto federale è di 1.439 chilometri quadrati, che comprende San Pietroburgo (con gli ottantuno circondari comunali), nove città comunali – (Kolpino, Krasnoe Selo, Kronštadt, Lomonosov, Pavlovsk, Petergof, Pushkin, Sestroretsk, Zelenogorsk) – e ventuno insediamenti comunali.

San Pietroburgo è situata sulla pianura della taiga lungo le rive della Baia della Neva del Golfo di Finlandia e sulle isole del delta del fiume. Le isole più grandi sono l’isola Vasil’evskij, l’Isola Krestovskij e l’isola Dekabristov e Krestovsky. L’istmo careliano, nord della città, è una zona rinomata per il turismo. A sud di San Pietroburgo si trovano spesso delle formazioni di Klint baltico.

L’altitudine della città varia dal livello del mare al suo punto più alto di 175,9 metri della collina Orekhovayas. Parte del territorio della città a ovest della Prospettiva Liteyny non supera i 4 metri sul livello del mare e ha sofferto di numerose inondazioni. Le inondazioni a San Pietroburgo sono conseguenti ad un’onda lunga nel Mar Baltico, causata da condizioni meteorologiche, dai venti e dalla superficie della Baia della Neva. Le quattro inondazioni più disastrose si sono verificate nel 1824 (421 centimetri sopra il livello del mare, durante la quale oltre trecento edifici sono stati distrutti), nel 1924 (380 centimetri), nel 1777 (321 centimetri), nel 1995 (293 centimetri) e nel 1975 (281 centimetri). Per preveire questi eventi, è stata inaugurata nel 2005 la diga di San Pietroburgo.

Dal XVIII secolo, il terreno della città è stato innalzato artificialmente, in alcuni punti di oltre 4 metri, fondendo insieme le varie isole e cambiando l’idrologia cittadina. Oltre alla Neva e ai suoi affluenti, altri importanti fiumi del soggetto federale di San Pietroburgo sono il Sestra, l’Okhta e l’Izhora. Il lago più grande è il Sestroretsky Razliv a nord, seguito dal Lakhtinsky Razliv e da altri laghi più piccoli.

Grazie alla sua posizione in circa 60° N di latitudine la lunghezza del giorno a Pietroburgo varia attraverso le stagioni, dalle 5:53-18:50. Il periodo che va da metà maggio a metà luglio, quando il crepuscolo può durare tutta la notte è chiamato le “notti bianche” o “sole di mezzanotte”.

Precedenti nomi

Pietrogrado (in russo: Петроград, traslitterato: Petrograd), dal 31 agosto (18 agosto del Calendario Giuliano) 1914 al 26 gennaio 1924[1].
Leningrado (in russo: Ленинград, traslitterato: Leningrad), dal 26 gennaio 1924 al 6 settembre 1991.

La città

San Pietroburgo possiede tre grattacieli: la “Torre Leader” (140 m), L'”Alexander Nevsky” (124 m) e l'”Atlantic City” (105 m), tutti e tre sono situati lontano dal centro storico. L’attuale normativa vieta la costruzione di edifici alti nel centro della città. La torre televisiva di San Pietroburgo con i suoi 310 metri è la struttura più alta in città. Tuttavia, vi è stato un controverso progetto approvato dalle autorità cittadine, e conosciuto come “Centro Okhta”, per costruire un palazzo di 396 metri. Nel 2008, il World Monuments Fund ha incluso lo skyline storico di San Pietroburgo sulla lista dei 100 siti più a rischio di estinzione a causa delle previste edificazioni che rischiano di danneggiarlo irrimediabilmente.[16] Il progetto del “Centro Okhta” è stato definitivamente annullato alla fine del 2010 mentre il progetto del “Centro Lakhta” si avvia alla periferia della città. Il complesso comprende un grattacielo di 463 metri di altezza adibito ad ospitare uffici e vari altri edifici più bassi per diversi usi. Il progetto del “Centro Lakhta” ha suscitato molte meno polemiche e, a differenza del precedente progetto abbandonato, non è considerato dall’UNESCO come una potenziale minaccia per il patrimonio culturale trovandosi molto lontano dal centro storico. La costruzione del grattacielo è già iniziata, l’edificio dovrebbe essere pronto per il 2017. Si presume che esso sarà il più alto in Russia e in Europa.

A differenza di Mosca, a San Pietroburgo l’architettura storica dal centro della città, in gran parte costituita da edifici barocchi e neoclassici del XVIII XIX secolo è stata in gran parte conservata; anche se un certo numero di edifici sono stati demoliti dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi. Il più antico edificio tutt’oggi esistente è una casa in legno costruita per Pietro I nel 1703 sulla riva del Neva vicino a piazza Trinity. Dal 1991 il centro storico di San Pietroburgo e i relativi gruppi di monumenti sono stati elencati dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

L’insieme della Fortezza di Pietro e Paolo con la Cattedrale di Pietro e Paolo prendono una posizione dominante sull’isola Zayachy lungo la riva destra del fiume Neva. Ad ogni mezzogiorno un cannone spara un colpo a salve dalla fortezza. La moschea di San Pietroburgo, la più grande moschea d’Europa, quando è stata aperta nel 1913, è situata sulla riva destra. La Strelka, che divide il fiume in due grandi bracciali, la Neva Bolshaya e la Neva Malaya, è collegata alla sponda nord (Isola di Petrogradsky) attraverso il ponte Birzhevoy. La costa meridionale dell’isola Vasil’evskij lungo la Neva Bolshaya presenta alcuni degli edifici più antichi della città, risalenti al XVIII secolo, tra cui il Kunstkamera, i Dodici collegi, il Palazzo Menšikov e la Accademia russa di belle arti.

Al sud, sulla riva sinistra del Neva, collegata all’isola di Vasil’evskij attraverso il ponte del palazzo, si trovano il palazzo dell’Ammiragliato, il vasto complesso del Museo dell’Ermitage che si estende lungo il Lungoneva Dvorcovaja e che comprende il barocco Palazzo d’Inverno, ex residenza ufficiale degli imperatori russi, così come il neoclassico Palazzo di Marmo neoclassico. Il Palazzo d’Inverno si affaccia sulla Piazza del Palazzo, la piazza principale della città dove vi è la Colonna di Alessandro.

La Prospettiva Nevskij, è anch’essa situata sulla riva sinistra della Neva, ed è il viale principale della città. Inizia all’Ammiragliato e corre verso est vicino alla Piazza del Palazzo. La Prospettiva Nevskij attraversa il Moika (ponte verde), il canale Griboedov, la via Sadovaya, il canale Fontanka, incontra la Prospettiva Liteyny e procede alla piazza Vosstaniya vicino alla stazione ferroviaria Moskovsky, dove si incrocia con la Prospettiva Ligovsky e si rivolge verso il Monastero di Aleksandr Nevskij. Il Passaggio, la Chiesa cattolica di Santa Caterina, la casa dei libri (ex edificio dell’azienda Singer in stile Art Nouveau), il Grand Hotel Europa, la Chiesa Luterana di San Pietro e San Paolo, la biblioteca nazionale russa, il teatro Aleksandrinskij la statua di Caterina la Grande, la Cattedrale di Kazan’, il palazzo Stroganov, il palazzo Aničkov e il palazzo Beloselsky-Belozersky sono tutti situati lungo quel viale.

Il monastero di Aleksandr Nevskij, destinato ad ospitare le reliquie di San Alexander Nevsky, è un importante centro di educazione cristiana in Russia. Contiene anche il Cimitero Tichvin con tombe di molti pietroburghesi celebri.

Sul terreno tra la Neva e Prospettiva Nevsky si trovano la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, il palazzo Mikhailovsky che ospita il Museo Russo, il Campo di Marte, il castello Mimajlovskij, il giardino d’estate, il Palazzo di Tauride, l’Istituto Smol’nyj e il convento Smol’nyj.

Molti punti di riferimento importanti sono situati ad ovest e a sud del Palazzo dell’Ammiragliato, tra cui la Cattedrale della Trinità – Izmajlovskij, il Palazzo Mariinskij, l’Hotel Astoria, il famoso Teatro Mariinskij, la Cattedrale di Sant’Isacco e la Piazza del Senato, anche noto come Piazza dei Decabristi con la statua del Cavaliere di Bronzo, monumento equestre del XVIII secolo a Pietro il Grande, che è considerato uno tra i simboli più riconoscibili della città.

Altri simboli di San Pietroburgo includono la banderuola a forma di una piccola nave in cima alla guglia dorata dell’Ammiragliato e l’angelo dorato sulla sommità della Cattedrale di Pietro e Paolo. Vi sono centinaia di piccoli ponti a San Pietroburgo che si estendono sui numerosi canali e affluenti della Neva, alcuni tra i più importanti dei quali sono il Moika, Fontanka, il canale Griboedov, l’Obvodnyj kanal, la Karpovka e la Smolenka. A causa della intricata rete di canali, San Pietroburgo è spesso chiamata la “Venezia del Nord”. I fiumi e canali nel centro della città sono fiancheggiati da argini di granito. Gli argini e i ponti sono separati da fiumi e canali di granito o parapetti in ghisa.

I sobborghi meridionali della città sono caratterizzati da antiche residenze imperiali, tra cui Peterhof, con le maestose fontane a cascata fontana e parchi, Carskoe Selo, con il Palazzo di Caterina in stile barocco e il neoclassico Palazzo di Alessandro e la reggia di Pavlovsk (reggia), contenente un palazzo a cupola dell’imperatore Paolo I di Russia e uno dei più grandi parchi in stile inglese in Europa. Alcuni altri palazzi situati nelle vicinanze e facenti parte del patrimonio mondiale, tra cui un castello e il parco di Gatčina, in realtà appartengono a l’Oblast’ di Leningrado piuttosto che a San Pietroburgo. Un altro sobborgo notevole è Kronštadt con le sue fortificazioni del XIX secolo e monumenti navali, che occupa l’isola Kotlin nel Golfo di Finlandia.

Musei

San Pietroburgo possiede più di duecento musei, molti dei quali sono ospitati in edifici storici. Il più grande di essi è il Museo dell’Ermitage, all’interno della ex residenza imperiale e con una vasta collezione di arte. Il Museo Russo è un grande museo dedicato specificamente all’arte russa. Un altro museo di ate importante è il Museo Stieglitz.

Gli appartamenti di alcuni pietroburghesi famosi sono stati trasformati in musei, tra cui Alexander Pushkin, Fëdor Dostoevskij (Museo letterario memoriale Fëdor Michajlovič Dostoevskij), Nikolaj Rimskij-Korsakov, Feodor Chaliapin, Alexander Blok, Vladimir Nabokov (Museo letterario Vladimir Nabokov), Anna Achmatova, Michail Michajlovič Zoščenko, Iosif Aleksandrovič Brodskij, così come alcuni del palazzi e parchi dei sobborghi meridionali (il Palazzo di Alessandro, il Palazzo di Caterina e il Palazzo di Marmo).

Il Kunstkamera, con la sua collezione iniziata nel 1714 da Pietro il Grande per raccogliere curiosità provenienti da tutto il mondo, a volte è considerato il primo museo della Russia. Il Museo etnografico russo, che è stato diviso dal Museo russo, è dedicato alle culture dei popoli della Russia, ex Unione Sovietica e dell’Impero Russo.

Un certo numero di musei forniscono informazioni sulla storia sovietica di San Pietroburgo, tra cui il Museo dell’assedio, che descrive l’assedio di Leningrado e il Museo di Storia Politica.

Altri musei importanti sono il Museo navale militare centrale fino al 2013 ospitato nel palazzo della Antica Borsa di San Pietroburgo, il Museo dell’Artico e dell’Antartico e il Museo memoriale Suvorov. In città si trovano ormeggiate due navi storiche oggi trasformate in musei l’incrociatore Aurora e il rompighiaccio Krasin.

Turismo

San Pietroburgo vanta un notevole patrimonio storico e culturale ed è quindi considerata una destinazione turistica molto attraente.

Il complesso architettonico cittadino e suburbano del XVIII e XIX secolo è conservato in forma praticamente invariata. Per vari motivi (compresa la distruzione su larga scala durante la seconda guerra mondiale e la costruzione di edifici moderni nel dopoguerra nei più grandi centri storici d’Europa), San Pietroburgo è diventata una riserva unica degli stili architettonici europei degli ultimi tre secoli. La perdita da parte di San Pietroburgo dello status di capitale ha aiutato la città a conservare molti dei suoi edifici pre-rivoluzionari, in quanto le architetture moderne e i “progetti di prestigio” proposti nel periodo sovietico sono state realizzate a Mosca; ciò ha impedito in gran parte il sorgere di architetture del medio-tardo XX secolo e ha contribuito a mantenere l’aspetto architettonico del centro storico della città.

L’aspetto originale e maestoso di San Pietroburgo, nonostante la presenza di palazzi dall’architettura un po’ severa e formale del dopoguerra, nasce dalla varietà di dettagli architettonici, compresi viali lunghi e diritti, vasti spazi, giardini e parchi, sculture monumentali e decorative. Il fiume Neva e i numerosi canali sono ben integrati con gli spazi cittadini. Tutte queste vie d’acqua sono in evidente rilievo attraverso tutta la città, con i loro argini e ponti che aggiungono dettagli ulteriori di fascino all’atmosfera già unica di San Pietroburgo.

Il centro storico di San Pietroburgo, incluso dal 1990 nella lista dell’UNESCO dei Patrimoni dell’umanità, annovera architetture, monumenti e musei celebri in tutto il mondo. Nuovi programmi turistici e visite guidate sono state sviluppati per coloro che desiderano godere del patrimonio culturale cittadino.

La città dispone di 221 musei, 2000 biblioteche, più di 80 teatri, 100 organizzazioni concertistiche, 45 gallerie e sale espositive, 62 cinema e circa 80 altri istituti culturali. Ogni anno la città ospita circa 100 festival e vari concorsi di arte e cultura.

Nonostante l’instabilità economica degli anni 1990, non un solo teatro importante o museo fu chiuso a San Pietroburgo; al contrario molti nuovi sono stati aperti, ad esempio, un museo privato di marionette (aperto nel 1999) è il terzo museo del suo genere in Russia, dove le collezioni di oltre 2000 bambole sono presentate. La città non è solo sede del famoso Museo dell’Ermitage e del Museo di Stato Russo con la sua ricca collezione di arte russa ma anche di palazzi e monumenti prestigiosi.

Le attrazioni architettoniche del XVIII e XIX secolo comprendono poi la Fortezza di San Pietro e San Paolo, la Cattedrale della Resurrezione, l’Istituto Smol’nyj, la Piazza del Palazzo con il Palazzo d’Inverno, la Prospettiva Nevskij, il palazzo della borsa e la sede dell’Università statale, ospitata nel Collegio dei dodici sull’Isola Vasilyevskiy, Piazza Dekabristov con il monumento a Pietro il Grande (eretto nel 1782), il Teatro Mariinsky, Via Rossi e Piazza Ostrovskij, Piazza delle Arti, il Castello degli ingegneri, e la Sinagoga grande corale.

Con un programma culturale ricco e un gran numero di siti del patrimonio mondiale, nonché una infrastruttura turistica in via di sviluppo, San Pietroburgo è diventata tra i centri più importanti del mondo della cultura e del turismo.

La posizione di San Pietroburgo, vicina al circolo polare artico, fa sì che il crepuscolo duri per tutta la notte durante l’estate, soprattutto da metà maggio a metà luglio; questo fenomeno è conosciuto come notti bianche e in questo periodo la vita culturale della città è ancora più fervente e attiva.

Molti edifici storici della città sono stati restaurati per il trecentesimo anniversario della fondazione di San Pietroburgo (27 maggio 2003) e per il G8, svoltosi nella città nel 2006, altri sono in corso di restauro.


 

Kazan (book fotografico)

 

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Book fotografico di Kazan (Russia)

Kazàn’ (in russo: Казань in tàtaro Казан Qazan, in latino: Casanum o Cazanum) è la capitale del Tatarstan e l’ottava città della Russia per popolazione. È un importante centro commerciale, industriale e culturale, e rimane il più importante sito della cultura tatara. Si trova alla confluenza del Volga con il Kazanka, nella Russia europea centrale. La città è stata sede della XXVII Universiade dal 6 al 17 luglio 2013.

Luoghi d’interesse

Cremlino di Kazan
All’interno del cremlino della città, considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si trovano alcuni degli edifici più rappresentativi della capitale del Tatarstan. Ovvero:

La Torre Sjujumbike, edificio simbolo del cremlino, la cui storia è ancora avvolta nel mistero;
La Torre Spasskaja, che prende il nome dall’icona del Volto Santo (in russo: Спас Нерукотворный?);
La moschea di Qol-Şärif, considerata tra le più grandi moschee dell’intera Europa;
La cattedrale dell’Annunciazione, per secoli la più importante chiesa ortodossa della città;
Il monastero della Trasfigurazione, fondato nel 1556 da San Barsanufio di Tver’.

Chiese e monasteri
Nonostante numerose demolizioni, avvenute durante il periodo sovietico, la città conserva ancora edifici religiosi cristiani di rilievo, come:

La cattedrale dell’Epifania;
La cattedrale di San Nicola;
La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo;
La chiesa in memoria dei caduti durante l’assedio di Kazan’;
La chiesa di Santa Barbara;
La chiesa di San Nicola;
La chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce (cattolica);
Il monastero della Madonna di Kazan’;
Il monastero della Dormizione Zilantov;
Il monastero di San Giovanni Battista;
Il monastero Kizičeskij;

Nelle immediate vicinanze di Kazan’ hanno sede:
Il monastero di Raifa.
Il monastero della Dormizione di Svijažsk;

Moschee

La città ospita varie moschee di particolare interesse storico ed architettonico, come:

La moschea Märcani;
La moschea Nurulla;
La moschea Äcem;
La moschea Soltan;
La moschea Apanay;
La moschea Bornay;
La moschea dell’Anniversario.

Altri luoghi d’interesse

Il canale Bolaq;
L’Arco dell’Anniversario;
Il Palazzo degli agricoltori;
Il Tempio di tutte le religioni.

Belgrado-Belgrade-Бeoгpaд-Beograd (Serbia-Србија, Srbija) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Belgrado (book fotografico e video)

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Book fotografico di Belgrado (Serbia)


 

Belgrado (in serbo Бeoгpaд / Beograd) è la capitale della Serbia.

Si trova nella provincia della Serbia centrale, nel punto di confluenza tra i fiumi Sava e Danubio, dove il territorio della Penisola Balcanica incontra la Pannonia. É una delle citta più antiche d’Europa. Con una popolazione di 1.166.763 abitanti secondo una stima ufficiale del 2011, quella di Belgrado è l’area metropolitana più popolosa dell’ex Jugoslavia, nonché la terza nell’Europa sudorientale, dopo quelle di Atene e di Bucarest; l’estensione superficiale dell’area urbana occupa il 3,6% del territorio della Serbia e vi risiede il 21% della popolazione serba (escludendo quella della provincia del Kosovo).

La città possiede uno status che le conferisce una maggiore autonomia rispetto altri centri urbani della Serbia. È divisa in 17 comuni, dotati anch’essi di una propria autonomia organizzativa. Belgrado non solo è la capitale economica e finanziaria della Serbia, ma anche culturale e scientifica, ed è uno dei principali luoghi turistici della nazione.

Nel 4800 a.C. circa, nell’area dell’attuale città di Belgrado si sviluppò la cultura Starčevo. Il medesimo territorio fu occupato alcuni secoli dopo dal popolo dei Vinča. Nel III secolo a.C. i Celti fondarono un villaggio nella zona che oggi è il centro storico di Belgrado, che fu, successivamente, conquistato dai Romani, che gli diedero il nome di Singidunum. Dal IX al XVI secolo Singidunum fu, alternativamente, sotto il potere dei Bizantini, dei Bulgari, dei Magiari e dei Serbi. Nel 1521, gli Ottomani la conquistarono. Tra il XVII secolo e il XVIII secolo Belgrado fu più volte espugnata e perduta della Casa d’Asburgo. Dopo la definitiva liberazione, nel 1841, dal dominio turco, divenne la capitale del Principato di Serbia, che, nel 1882 fu rinominato Regno di Serbia. La città fu capitale della Jugoslavia dal 1918 al 1991.

Istituzioni culturali

In città hanno sede numerose istituzioni culturali: tra le altre, notevole importanza ricoprono l’Accademia serba delle scienze e delle arti, la Biblioteca nazionale serba, la biblioteca della città di Belgrado e il planetarium.

Belgrado ospita diversi centri culturali stranieri, come l’istituto Cervantes, il Goethe Institut e l’Institut Français, che si trovano in Ulica Knez Mihailova. Oltre a questi, sono presenti l’American Corner, l’Österreichisches Kulturforum, il British Council e il Centro russo della scienza e della cultura (Российский центр науки и культуры), il Confucius Institute, il Canadian Cultural Center, l’Istituto italiano di cultura e il Centro culturale della Repubblica d’Iran.


Musei

Il museo più importante e più visitato di Belgrado è il Museo Nazionale di Serbia, eretto nel 1844, che ospita più di 400.000 opere[42] tra reperti archeologici, dipinti e sculture dal Medioevo ai giorni nostri e pezzi di numismatica. Uno dei capolavori presenti è il celebre Vangelo di Miroslav.

Nel Museo della Storia Militare sono ospitati più di 25.000 oggetti militari, risalenti ai tempi antichi dell’Impero Romano e a quelli moderni, come il Lockheed F-117 Nighthawk, unico esemplare mai abbattuto.

Il Museo della città di Belgrado ha una sezione archeologica che esibisce più di 300 reperti dei primi insediamenti umani della città, una sezione storica che presenta collezioni di armi, cartine e documenti originali, un dipartimento di storia culturale e un dipartimento di conservazione.

Il Museo dell’Aeronautica espone 200 tipi di aerei storici, alcuni dei quali provenienti dagli Stati Uniti d’America, donati dall’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) o molto rari come il Fiat G.50. Cinquanta tra i velivoli presenti sono in vendita.

Il Museo etnografico, attivo dal 1901, contiene al suo interno oltre 150.000 repertiche che raccontano per lo più la cultura antica e moderna dei Balcani, e in particolare quella della ex Jugoslavia.

Il Museo di Arte Contemporanea ospita una collezione di 8.540 opere provenienti da tutta la Jugoslavia, prodotte dal 1900 a oggi.

Il Museo Nikola Tesla, aperto nel 1952, conserva i reperti e i documenti riguardanti Nikola Tesla, fra cui circa 160.000 documenti originali dello scienziato, e circa 5.700 oggetti tra giornali e libri, fotografie, apparecchi tecnici e modelli, piante e progetti.

Il Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović, ospita i lavori di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović, che diedero origine alla Rivoluzione della Scrittura Serba nel XIX secolo e furono Ministri dell’Educazione della Serbia.

Il Museo di Arte Africana, costituito nel 1977, ospita una collezione di oggetti provenienti dall’Africa, come sculture cultuali e oggetti di uso comune delle diverse tribù del continente.

 

Architettura

Gli edifici più antichi di Belgrado risalgono alla prima metà del XIX secolo: le precedenti costruzioni, se si eccettuano i resti delle mura e di una turbe (tomba gentilizia) ottomana della cittadella fortificata, andarono, in gran parte, distrutte nelle diverse guerre nelle quali la città fu coinvolta. Dopo la conquista dell’autonomia della Serbia dall’Impero ottomano, le strutture di epoca turca, case private, moschee, madrase, caravanserragli, furono sostituite dai nuovi edifici previsti dal piano regolatore[44].

La prima area della città ad essere costruita dai serbi fu quella di Kosančićev Venac, a ridosso della fortezza, dove furono edificate case basse, simili a quelle presenti nel quartiere di Zemun, lungo la riva sinistra del Danubio, d’ispirazione austriaca, e la Cattedrale di San Michele del 1837 nello stile classicista con elementi barocchi. Le prime nuove costruzioni della città furono opera di architetti e maestranze straniere, in particolare italiani, tedeschi e cechi, per la scarsità di professionisti del settore in Serbia. Questi artisti importarono a Belgrado i gusti e gli stili architettonici più in voga all’epoca nell’Europa occidentale, quali il Neoclassicismo, l’Art Nouveau, l’Art pompier, il Secessionismo e il Romanticismo e lo stile neorinascimentale.

I più importanti edifici storici di Belgrado furono costruiti tra la seconda decade dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il Teatro Nazionale, opera del serbo Aleksandar Bugarski, eretto nel 1869, è in stile neorinascimentale come l’edificio del Museo nazionale sulla stessa Piazza della Repubblica. Il Palazzo Vecchio, attualmente, sede dell’Assemblea cittadina, anch’esso opera di Bugarski è in stile accademico come l’edificio del Parlamento serbo del 1907. Nei linguaggi dell’architettura europea, vennero costruite le numerose abitazioni e i pubblici palazzi della via Knez Mihailova e, in genere, del centro storico della città. Esempi di architettura neobizantina, invece, sono la chiesa di San Marco, eretta tra il 1931 e il 1940, che si ispira al monastero di Gračanica, e il tempio di San Sava, la più grande chiesa ortodossa del mondo.

Durante il periodo della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, furono velocemente costruiti nella periferia palazzi residenziali per offrire alloggi alla gente proveniente dalle campagne. Queste abitazioni sono considerate i migliori esempi di brutalismo a Belgrado, che non mancano nemmeno nelle zone centrali come Terazije. Il realismo socialista ebbe, in architettura, un breve ma importante ruolo nella città: un esempio di questo stile è la Casa del Sindacato, in Piazza Nikola Pašić.

Altre rilevanti costruzioni a Belgrado sono stati costruiti negli ultimi decenni del Novecento in stili, spesso, in contrasto con quelli degli edifici circostanti. Un esempio è la Beograđanka, un grattacielo alto 101 metri, eretto tra il 1969 e il ’74. Nuovi quartieri come Novi Beograd sono caratterizzati da costruzioni di gusto contemporaneo come la Torre Ušće o la Beogradska arena e da numerosi esempi di brutalismo.

Turismo

La zona della città maggiormente visitata è quella centrale, in particolare la municipalità di Stari Grad, che è meta di turismo per la presenza di edifici storici e spazi culturali quali musei e sedi di mostre.

I luoghi più famosi sono la via Skadarlija, la Piazza della Repubblica su cui si affacciano il Museo nazionale e il Teatro Nazionale, la via Knez Mihailova, il parco Kalemegdan, la zona di Terazije con la Piazza Nikola Pasić su cui sorge il Parlamento e, oltre il Parco dei Pionieri, il Palazzo Vecchio e il Palazzo Nuovo. Nelle diverse zone del centro città, i turisti affollano i caffè e i ristoranti tradizionali, e si dedicano allo shopping nei centri commerciali o nelle vie in cui c’è una maggior concentrazione di negozi di grandi firme.

Ad di fuori del distretto della città vecchia c’è il quartiere di Zemun, noto per la sua Torre del millennio, il parco Topčider e la Kuća Cveća (il mausoleo del Maresciallo Tito), nella municipalità di Savski Venac.

Nella municipalità di Čukarica c’è l’Ada Ciganlija, l’isola sul fiume Sava col suo lago artificiale lungo il quale ci sono 7 chilometri di spiagge. Qui si possono praticare sport come golf, calcio, pallacanestro, pallavolo, rugby, baseball, tennis o sci nautico. I turisti la raggiungono anche per passeggiare nei suoi boschi e mangiare all’aperto nei numerosi chioschi.

Il punto più elevato di Belgrado è il monte Avala su cui sorge il Monumento al Milite Ignoto e da cui si gode un bellissimo panorama della città.

Alla confluenza tra la Sava e il Danubio sorgono due isole: la Grande isola della guerra e la Piccola isola della guerra che costituiscono un’oasi naturale protetta in cui vivono diverse specie di uccelli e pesci.

Vita notturna

Parte dell’economia di Belgrado ruota intorno alla vita notturna che è molto ricca e variegata. In diverse zone della città si possono trovare club dove ascoltare musica o assistere a spettacoli di cabaret, discoteche, casinò, bar, ristoranti e locali aperti fino all’alba.

Particolarmente nei fine settimana, giovani provenienti dalla Slovenia, dalla Croazia e dalla Bosnia ed Erzegovina, facilitati dalla somiglianza linguistica e dalle leggi permissive, affollano le strade della città per godersi l’atmosfera giovanile e consumare le bevande che vengono vendute a prezzi contenuti.

Le zone in cui è presente il maggior numero di bar e ristoranti sono Skadarlija e la via Knez Mihailova con le sue traverse, il quartiere di Novi Beograd e le rive di fiumi. A Skadarlija si può vivere la Starogradska (letteralmente Musica della città vecchia), con concerti di musica tradizionale che accompagnano le cene nei ristoranti che sono i più antichi e rinomati di Belgrado.

I più famosi club notturni sono l’Akademija, il KST (Klub studenata tehnike), frequentati perlopiù dagli studenti dell’Università di Belgrado, lSKC (Studentata Kultural Centre), locale alternativo situato nel palazzo della Beograđanka dove si svolgono numerosi concerti di band locali e si tengono mostre, spesso caratterizzate da polemiche.

Numerose sono anche le birrerie che servono, in particolare, birre prodotte in Serbia o negli altri Paesi dei Balcani.

Negli ultimi anni, anche la vita notturna gay si è sviluppata nella capitale serba con l’apertura di diversi locali dedicati, nonostante nel Paese l’atteggiamento verso l’omosessualità sia spesso di ostilità.

 

 

 

 

 

Leopoli-Львів-Lviv, Kiev-Київ-Kyïv, Odessa-Одесса-Одеса, Užhorod/Ужгород (Ucraina-Ukraine-Україна) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ucraina-Ukraine-Україна

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L’Ucraina (in ucraino Україна) è uno Stato dell’Europa orientale con una superficie di 603 700 km² in cui risiedono 45 448 329 abitanti al 2012 e la sua capitale è Kiev. Ha uno sbocco sul Mar Nero a sud e confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia ad ovest.

La lingua ufficiale è l’ucraino. Molto diffuso nelle regioni orientali e nel sud (in particolare in Crimea) il russo, che nella Repubblica autonoma di Crimea è anche lingua ufficiale assieme al tataro di Crimea.

La Crimea, assieme alla città autonoma di Sebastopoli, ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza l’11 marzo 2014 ed è in via di annessione alla Russia,[3][8] anche se il governo ucraino non riconosce nessun atto del parlamento della Crimea, che è stato sciolto dalle autorità ucraine il 16 marzo e dal 20 marzo viene considerato dall’Ucraina “territorio temporaneamente occupato”. Tuttavia dall’8 settembre 2014 le guardie di frontiera ucraine presenti nell’Oblast’ di Cherson richiedono ai cittadini ucraini il passaporto o la carta d’identità ucraina se si recano nella penisola.

Il 7 aprile 2014 anche l’Oblast’ di Donec’k ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dall’Ucraina in seguito a un referendum, e pochi giorni dopo l’autonominato presidente della Repubblica Popolare di Donetsk Pavel Gubarev ha dichiarato la futura annessione alla Russia.

Il 27 giugno 2014 il presidente ucraino Petro Porošenko a Bruxelles ha firmato l’Accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Ue

Etnie

L’Ucraina ha una vasta varietà di gruppi etnici, il maggiore dei quali è quello ucraino, seguito dalla numerosa minoranza russa, che non coincide però con la più ampia popolazione russofona. Altre etnie minoritarie sono i bielorussi, i rumeni, i tatari di Crimea, gli ungheresi, i polacchi, gli ebrei, gli armeni, i greci, i tatari e molti altri ancora, tra cui non mancano rom, tedeschi, popolazioni caucasiche e turche.

Seguono le percentuali dei gruppi etnici in Ucraina secondo il censimento del 2001:

Ucraini 77,5%,
Russi 17,2%,
Rumeni e Moldavi 0,8%,
Bielorussi 0,6%,
Tatari di Crimea 0,5%,
Bulgari 0,4%,
Ungheresi 0,3%,
Polacchi 0,3%,
Armeni 0,2%
Greci 0,2%,
Tatari 0,2%,
altri (Rom, Azeri, Georgiani, Tedeschi, Gagauzi ed altri ancora) 2,5%.


 

Kiev-Київ-Kyïv (book fotografico e video)

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Book fotografico di Kiev (Ucraina) 2009

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Book fotografico di Kiev (Ucraina) 2013


Kiev (in ucraino: Київ) è la capitale e la maggiore città dell’Ucraina. Conta 2,6 milioni di abitanti, anche se il grande numero di immigrati interni non registrati può probabilmente portare la cifra a circa 4 milioni.

La città dispone di tre linee della metropolitana (lunghezza totale 65,8 km). La ‘città vecchia’ è costruita sulle colline che sovrastano il fiume Dnepr. Nei fine settimana le strade di Chreščatyk (il centro della città) vengono chiuse al traffico automobilistico e riservate ai pedoni. Molto interessante anche la zona ‘Podil’.

Indipendenza dell’Ucraina

Dopo 57 anni passati come capitale della RSS Ucraina dell’Unione Sovietica, Kiev nel 1991 divenne la capitale dell’Ucraina indipendente.

La Rivoluzione arancione
Il 23 ottobre 2004 a Kiev vi fu una manifestazione a sostegno del candidato presidenziale ucraino Viktor Juščenko. La manifestazione era stata organizzata davanti alla Commissione elettorale centrale sulla piazza Lesia Ukrainka. Nella manifestazione partecipavano circa duecentomila dimostranti provenienti da tutta l’Ucraina.

Manifestazioni di Euromaidan.
Dal 21 novembre 2013, a seguito della sospensione dell’accordo di associazione tra l’Ucraina e l’Unione europea voluta dal governo del presidente Viktor Janukovyč, migliaia di manifestanti, sostenuti dai principali partiti di opposizione di destra si riunirono in Piazza dell’Indipendenza per protestare contro il presidente filorusso. Dopo mesi di scontri (che provocarono la morte di centinaia di manifestanti e di poliziotti), il 22 febbraio 2014 Janukovyč venne deposto dal nuovo parlamento.

 

 

 

Edifici religiosi
Cattedrale di San Vladimir
Kyevo Pečers’ka Lavra
Chiesa del refettorio
Chiesa delle Decime

Edifici civili

Palazzo Mariinskij
Casa delle Chimere

Piazze

Majdan Nezaležnosti


 

Užhorod (book fotografico e video)

 

Ci siamo lasciati a Budapest …

Dopo questa parentesi ungherese è arrivato il momento di cambiare aria e nazione!
Dalla stazione Nyugati di Budapest alle ore 07:23 prendo il treno diretto per la piccola cittadina di Zahony che conta meno di 5.000 anime ma crocivia tra Unione Europea/NON Unione Europea con la sua dogana tra Ungheria e Ucraina

Sceso dal treno mi ritrovo nella stazione di Zahony!
Non proprio un posto molto raccomandabile sia per facce che vedo ma anche dai movimenti strani si capisce benissimo che da queste parti c’è qualcosa di “caldo”.
Qui siamo ancora in Unione Europea visto che l’Ungheria fa parte dei 28 paesi membri dell’UE ma a pochi chilometri da me si intravede già l’Ucraina. Un paese spaccato in due dopo il 21 novembre 2013 quando iniziarono le prime manifestazioni Euromaidan proprio a Maidan Nezalezhnost (la piazza Indipendenza nel centro di Kiev) che divisero la popolazione ucraina prevalentemente in due: quella occidentale a favore dell’UE e quella orientale più filorussa e quindi contro l’UE.
La mia meta per questo primo pomeriggio è Užhorod in Ucraina o come scrivono dall’altra parte della frontiera Ужгород. La prima cosa che devo fare è andare via da questo postaccio a maggior ragione se viaggi da solo, hai 2 trolley, un borsa porta notebook, un Samsung S6 come smarphone e uno zaino con dentro tutta la roba per la fotografia e il video come la mia inseparabile reflex Canon 700D con i vari obiettivi, una GoPro silver 4 appena sfornata e una videocamera.
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Non passo certamente inosservato qui! Per questo motivo mi dirigo subito fuori la stazione ferroviaria per prendere un taxi più o meno ufficiale che mi porti fino alla dogana ungherese per fare tutti i controlli di routine e da li poi oltrepassare a piedi anche la Ucraina.
Arrivato fuori la stazione vengo accerchiato da 2/3/4/5 uomini che a loro dire fanno la tratta stazione centrale/dogana abusivamente al costo di 5/10 € ma non mi sembrano facce molto raccomandabili e allora temporeggio un pò fino a quando alle mie spalle sento una coppia sulla cinquantina parlare tra di loro in ucraino e dire un paio di volte la parola magica Užhorod, Užhorod, Užhorod!! A questo punto con un pò di incoscienza ma tanto spirito di avventura sfoggio le mie quattro parole di russo imparate per sopravvivere nelle zone dell’ex unione sovietica e gli faccio capire che anche io devo andare ad Užhorod e se era possibile avere un passaggio direttamente fino alla città! Da qui arriva la controproposta loro direttamente in moneta ucraina di 100 grivnie pari a 3,70€ visto che il cambio ad agosto 2015 è di circa 1€ = 27 UAH.
Senza pensarci su due volte rispondo in modo affermativo Да Да Да, poso i bagagli dentro la loro “nuovissima” macchina e ci incamminiamo verso la dogana ma neanche il tempo di fare 100 metri e la coppia di coniugi fanno salire in macchina un altro uomo fermo in una specie di bar che ovviamente si siede accanto a me sui sedili posteriori. A questo punto faccio un pò di mente locale e rifletto che se riesco ad arrivare veramente a Užhorod ho avuto una gran botta di fortuna perchè con una minima spesa evito di oltrepassare a piedi due dogane ma in caso contrario rischio di rimanere in balia di questi perfetti sconosciuti che possono derubarmi di tutto e lasciarmi in mutande!
Arrivati alla dogana ungherese attendiamo circa 20/25 minuti e subito dopo mi ritrovo la dogana Ucraina dove l’attesa si protrae per circa un’ora ed è proprio qui che cerco di capire un pò la situazione: la coppia di coniugi parlano rigorosamente solo ucraino invece tramite l’uomo che è seduto al mio fianco che parla anche inglese riesco a capire che lui fa spesso questa tratta e viaggia quasi sempre con passaggi di fortuna ma a differenza mia si fermerà una decina di km prima di Užhorod.
A questo punto capisco che tutti e due siamo nella stessa barca e iniziamo a dialogare un pò e scopro che è un appassionato di musica italiana e ama Celentano, Toto Cutugno e Riccardo Fogli e inizia a cantarmi qualche pezzo in italiano che filmo subito con la mia GoPro.

budapest_ungheria_2015_www.giuseppespitaleri.com_079Cantando i grandi classici della canzone italiana passiamo la dogana Ucraina e il signore al mio fianco viene accompagnato a Čop (Чоп in Ucraino) ovvero la prima cittadina subito dopo la frontiera così rimango da solo con i due coniugi e ci incamminiamo finalmente verso Užhorod!

 

Lungo il tragitto la coppia tenta di parlare in ucraino con me e una volta comunicato il nome del mio hotel a loro dire stiamo marciando direttamente verso l’Olymp Hotel ma dai loro dialoghi ho la vaga sensazione che stanno tentando di fregarmi e depositarmi nel primo hotel di Užhorod in modo da sbarazzarmi di me e prendersi i soldi.
Per non tirare troppo la corda faccio il finto tonto, mi faccio lasciare in questo fantomatico hotel, prelevo al bancomat un pò di moneta locale, pago le 100 grivnie pattuite e subito dopo i signori vanno via! Ovviamente non appena entro in hotel e chiedo informazioni alla reception mi confermato la mia prima sensazione: non si tratta dell’Olymp Hotel ma di un altro hotel e quindi faccio chiamare direttamente dalla signorina un taxi e con 20 grivnie circa 0,80 € finalmente arrivo a destinazione.


Il book fotografico di Užhorod

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Il book fotografico di Užhorod (Ucraina)

Užhorod (in ucraino: Ужгород) è una piccola cittadina di circa 110.000 abitanti dell’Ucraina occidentale al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. E’ attraversata dal fiume Už (Уж) ed è capoluogo dell’Oblast’ (regione) della Transcarpazia.
Proprio a causa della posizione di frontiera e della moltitudine di etnie che vi hanno vissuto nel corso dei secoli, la città si è arricchita di numerose denominazioni: in ucraino Ужгород (Užhorod), in ruteno Ужгородъ (Užhorod”), in russo Ужгород (Užgorod), in slovacco e ceco Užhorod, in ungherese Ungvár, in tedesco Ungwar o anche Ungstadt ed altre traslitterazioni meno scientifiche, ricalcate sul toponimo russo (quali Uzhgorod, Ushgorod, Uzgorod ecc.), godevano di una certa diffusione ai tempi dell’Unione Sovietica.

Se avete intenzione di visitare la cittadina dovete mettere in conto che non siamo certamente a Lviv, Odessa oppure a nella capitale Kiev.
Il turismo da queste parti non è certamente una fonte di ricchezza primaria e i turisti che si vedono in giro sono veramente pochi! Tanto per farvi un’idea basta digitare su google il nome della città e potete ben capire dai risultati che in pochissimi sono stati in questo posto e ancora di meno hanno recensito o scritto qualcosa.

Come tutte le città poco turistiche ci sono i pro e i contro:

I pro:

  • Prezzi dei taxi bassi (una tratta i 4/5 km circa 20 grivnie – 0,7/0,8 €)
  • Prezzi dei ristoranti bassi (zuppa borsch, pane e birra 0,5 cl circa 50 grivnie – 2€)
  • Prezzi degli hotel bassi (un 4 stelle con piscina e sauna l’ho pagato 220 grivnie – 8€)
  • Puoi goderti la città senza troppo caos
  • Girovagando potrai mescolarti con la popolazione locale visto che ci sono pochi turisti
  • Il turista è trattato bene e viene rispettato
  • Si mangia bene

I contro:

  • Se non conoscete almeno qualche parola in russo e leggere il cirillico siete veramente messi male! La nuova generazione parla in linea di massima l’inglese ma le persone dai 40 anni in su decisamente no! I problemi possono nascere quando vi sedete in un ristorante e vi portano il menu rigorosamente tutto scritto in cirillico, quando dovete prendere un taxi e nel 99,9% dei casi non parlano inglese, quando dovete comprare qualcosa o quando perfino nell’hotel parlano un inglese maccheronico! Prima di entrare in Ucraina specialmente se viaggiate da solo come me vi consiglio di imparare almeno i numeri e le parole “salvavita” come quanto costa, devo andare alla stazione dei treni, portami in hotel, acqua, birra, ecc ecc.
  • Se viaggiate specialmente da soli come me evitate i vicoli bui, evitare di trovarvi sia di giorno e ma specialmente di notte in zone malfamate e camminate sempre nelle vie principali. Ammetto che di tutto ciò non ho fatto completamente nulla perchè in quanto “malato” di fotografia e video mi piace addentrarmi tra i vicoletti più internati ma dopo la mia esperienza a Užhorod posso sicuramente dirvi che come tutti o cittadine non turistiche il turista è guardato con un occhio particolare! Durante il giorno andavo in giro con lo zaino da battaglia con tutta l’attrezzatura per foto/video dentro ma evitavo di tenere per lunghi periodi la reflex al collo. La notte invece anche a causa dell’illuminazione veramente molto molto scarsa per non espormi troppo andavo in giro come un semplice cittadino con una tracolla e dentro un il cellulare (se avete una buona fotocamera incorporata è ancora meglio perchè specialmente di sera fare delle belle foto è un problema) e per fare qualche video la GoPro.


Cosa vedere

La stazione ferroviaria vale la pena di essere vista! Se arrivate o ripartite in treno da/per Kiev, Lviv, Chernivtsi, Simferopol, Odessa, Kharkiv, Mosca non potete fare a meno di scattare qualche foto! Tipica struttura ex sovietica che ha avuto un restyling nell’ottobre 2004. Si trova su piazza Heorhiy Kirpa.
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Il Castello di Uzhgorod (ucraino: Ужгородський замок) è una vasta cittadella su una collina. I primi edifici in pietra sul sito del castello sono datati al XIII secolo. E’ una struttura difensiva rettangolare con bastioni romboidali che richiamavano i castelli del Sud Italia.
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La cattedrale dell’Esaltazione della Croce è una chiesa bizantino-rutena, la chiesa madre dell’eparchia di Mukačeve. È dedicata all’Esaltazione della Santa Croce.  La chiesa fu costruita in forme barocche nel 1646 a cura dei padri della Compagnia di Gesù grazie a donazioni provenienti dalla nobile famiglia Drugeth. Subì alcuni danni durante la guerra di indipendenza di Rákóczi (1703-1711). Fu ricostruita sempre in forme barocche fra il 1732 e il 1740. Dopo che la Compagnia di Gesù fu soppressa nel 1773, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria concesse ai cattolici di rito bizantino di prendere possesso della chiesa. Nel 1779 fu ricostruita a cura dell’architetto Gilebrand. Nel 1799 fu realizzata l’iconostasi. Durante il periodo sovietico la chiesa fu espropriata a favore della Chiesa ortodossa. Il 10 ottobre 1991 la Chiesa greco-cattolica rutena e l’eparchia di Mukačeve ottennero il riconoscimento dello Stato e la cattedrale fu riconsegnata ai cattolici. Il 29 giugno 2003 le reliquie del beato Teodoro Romža sono state traslate nella cattedrale.
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La sinagoga venne costruita nel 1904 in stile neomoresco venne vandalizzata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma non demolita, nel dopoguerra è stata restaurata e riadattata a sala da concerto, destinazione che conserva tuttora.

La Cattedrale del Cristo Salvatore è la principale chiesa ortodossa in Transcarpazia e si trova nella piazza Cirillo e Metodio. Alta 60 metri ha cinque cupole ed è stata costruita nel 1990 dopo la cattedrale di Santa Croce è stata restituita alla Chiesa cattolica rutena. Il moderno edificio può contenere fino a 5000 fedeli e nel suo piano terra contiene una cappella dedicata alla Esaltazione della Santa Croce. La cattedrale appartiene alla Chiesa Ortodossa Ucraina (Patriarcato di Mosca). Nel 2008 la struttura è stato perquisita dalla National Security Agency per sospetto di attività separatiste.
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Il fiume Už (ucraino: Уж) è un fiume dell’Ucraina e della Slovacchia. Il suo nome proviene dal dialetto Antico slavo e significa “serpente”. Il fiume è ghiacciato per buona parte dell’inverno ma durante il periodo estivo i cittadini di Užhorod si recano al fiume per pescare o farsi un bagno. Ovviamente si tratta di un fiume e da quello che ho visto non è poi proprio così pulito ma se vivi da queste parti e non la possibilità di recarti nella lontana Odessa se hai un pò un grande spirito di adattamento puoi immergerti in queste acque non proprio limpidissime
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Dopo due giorni di avventura ad Užhorod tra passaggi di fortuna, castelli, fiumi, chiese ortodosse e sinagoghe riadattate in sala concerto, adesso è arrivato il momento di rifare le valigie e andare alla stazione ferroviaria! Mi aspetta il treno delle 23:50 che mi porterà alle ore 06:20 presso l’incantevole la città del leone: Leopoli (in ucraino: Львів e traslitterato L’viv, in russo Львов e traslitterato L’vov)!
Dimenticavo …. Ci sono tre tipi di carrozze sui treni a lunga distanza in Ucraina e in tutti gli stati dell’ex unione sovietica: prima classe (SV), seconda classe (Coupe’) e terza classe (Platzkart) e in alcuni treni ci sono anche le carrozze cosiddette “con posti a sedere”, ovvero senza cuccette. Nelle carrozze di prima classe ci sono 2 letti in uno spazio riservato (cuccetta), in seconda classe ci sono 2 letti superiori e 2 letti inferiori in uno spazio riservato (cuccetta), in terza classe ci sono 4 letti in uno spazio non riservato (le cuccette sono aperte). Visto che la tratta in questione non aveva la prima classe ho deciso di comprare tutti e 4 i posti in cuccetta in seconda classe con 447,04 grivnie circa 16,50€ in modo da non condividere la cabina con nessuno e poter dormire tranquillamente per tutta la notte!

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Leopoli-Львів-Lviv-L’viv-Lvov (book fotografico e video)

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Il Book fotografico di Leopoli (Ucraina) 2013

 

Sceso dal treno mi ritrovo nella stazione ferroviaria di Leopoli!
E’ mattina presto e sono carico di bagagli come un mulo 🙂 Visto il costo della vita e la situazione non ho altra scelta che prendere un taxi! Neanche il tempo di scendere dalla carrozza e aver fatto 20 metri e sono già fermato dal primo uomo che mi propone la tratta fino al mio hotel a 500 grivnie (18,50 €) e con tono sarcastico gli rispondo “non voglio essere accompagnato fino a Kiev oppure Odessa! Ho chiesto soltanto di essere accompagnato in un hotel a Lviv” 🙂
Camminando camminando..contrattando contrattando…fuori la stazione trovo uno dei pochi taxisti abusivi che parla un buon inglese e pattuiamo la cifra di 60 grivnie (2,25€ circa) e così già alle 06.50 del mattino mi ritrovo in hotel! La settimana prima avevo richiesto il check anticipato e la struttura mi aveva chiesto il 50% in più del prezzo di un pernottamento … cosa che io ho rifiutato! Nonostante ciò chiedo se era possibile effettuare il check in (gratuito) a quell’ora e la signorina della reception mi risponde in modo affermativo visto che la mia camera è libera! Che botta di fortuna!! Il tempo di sistemare i bagagli, farmi una doccia e riprendere il taxi che alle 08:30 sono già operativo in pieno centro storico armato di reflex e GoPro

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Leopoli

 

Leopoli è la culla dell’Ucraina dove lingua e cultura nazionale sono sopravvissute durante le varie occupazioni. Si trova a 70 km dalla Polonia e presenta dei centri urbani completamente trasformati durante l’era sovietica. La città ha circa 700.000 abitanti ma ogni giorno alla popolazione locale si aggiungono circa 200.000 pendolari che raggiungono capoluogo dell’oblast’ (regione) omonimo per lavoro o per studio.
A Leopoli è inoltre sede di un’orchestra filarmonica e del Teatro d’Opera e di Balletto di Leopoli. A partire dal 1998 il suo centro storico è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Quando un’intera città viene inserita nell’elenco dell’UNESCO non è proprio così difficile trovare cose da vedere e/o da visitare durante un soggiorno. Un discorso che vale appieno per Leopoli, quella che viene considerata la più occidentalizzata (meno sovietica) città dell’Ucraina.

La storia di Leopoli inizia con la sua fondazione per volere del principe Halicz Daniele Romanovic nel XIII secolo (1256), che volle intitolarla a suo figlio Lev. A Lviv inizò a batte il cuore commerciale di un territorio di confine e ciò segnò il suo destino di area contesa da predoni, imperi, regni e nazioni: mongoli, polacchi, austriaci, tedeschi e russi si alternarono nel dominio di quest’area dell’Ucraina.

A seguito del disgregamento dell’URSS, nel 1991 Leopoli divenne definitivamente una città ucraina.

Un passato ricco di storia e un’attualità che la vuole centro culturale del Paese: una ricetta ideale per fare di Lviv una città piena di attrazioni da non perdere, tanto da essere paragonata a una delle più belle città del mondo. Leopoli, infatti, è detta “la Firenze dell’Est”.

 

Di seguito le cose da vedere assolutamente durante una visita a Leopoli:

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Il book fotografico di Leopoli/Lviv 2015


Città Vecchia – Una visita a Lviv non può che partire da qui: il centro storico e autentico di questa città dell’Ucraina.

Ploshcha Rynok – Il centro del centro è la piazza del mercato, ploshcha Rynok. Su di essa si affacciano molti dei palazzi più belli di tutta l’Ucraina; edifici risalenti al XVI e XVIII secolo voluti dai ricchi mercanti di Leopoli e costruiti secondo gli stili in voga in Europa. Per sottolineare la centralità di quest’area, la piazza ospita anche il Municipio. L’Opera, l’università e l’ex parlamento si trovano in questa zona.
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Cattedrale di San Giorgio (cattolica romana) – In ploshcha Rynok si trova anche uno splendido esempio di architettura gotica: la cattedrale cattolica romana di San Giorgio (XIV secolo). Tra le cose da vedere nell’edificio sacro, la Cappella Boyim con le sue incisioni in pietra.

Museo Apteka – Assieme alla farmacia più antica di Leopoli che si trova nello stesso edificio, il museo è testimonianza di una tradizione d’eccellenza nel campo farmaceutico.

Museo storico (Casa Kornjaktaora) – Sempre affacciato sulla piazza del mercato, l’edificio noto come Casa Kornjaktaora è oggi sede del museo storico.

Chiesa della Dormizione (ortodossa)– Con i suoi tetti colorati, la chiesa della Dormizione è un complesso architettonico sacro in stile rinascimentale. Lo compongono la chiesa, la Cappella dei Tre Gerarchi e la torre Kornyakt

Zamok Gora – Per poter godere di una vista panoramica su tutta Leopoli, una cosa da visitare è il punto più alto dell’area di Leopoli: la collina dell’Alto Castello (Vysokyi Zamok). Nel verde e nella natura che domina questa collina, ancora si possono ammirare i ruderi di un’antica fortificazione posta qui per dominare i territori attorno a Leopoli.

Il Teatro d’Opera e di Balletto di Leopoli è un grandioso teatro che ogni anno si apprezza per il folto programma teatrale e di balletto e si trova lungo un viale alberato e alla fine proprio in prossimità del teatro una bellississima piazza.
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Questo elenco non esaurisce tutte le cose da vedere durante un viaggio a Leopoli. Per vivere la magica atmosfera d’altri tempi che Lviv regala, non c’è nulla di meglio che recarsi in questa sorprendente città dell’Ucraina.


 

Dopo due giorni fantastici a Leopoli .. (Львів in ucraino o  Львов  in russo) dove ho potuto ammirare una città ricca di monumenti e architetture rinascimentali, barocche, neoclassiche, gotiche e medievali che la fanno assomigliare a Parigi (non per niente vi son stati ambientati anche film come “I tre moschettieri”) vado via da questo posto incantevole e da questa atmosfera mitteleuropea e mi dirigo alla stazione ferroviaria!
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Alle 21:31 mi aspetta una cuccetta in prima classe per un viaggio notturno lungo 12 ore che mi porterà al mattino nella “Rimini dell’Ucraina” ovvero la città più importante e più turistica del Mar Nero per il popolo dell’Ucraina: Odessa!

IL VIAGGIO CONTINUA …  NEL PROSSIMO ARTICOLO (DA PUBBLICARE)

 

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Ci siamo lasciati a Leopoli (Ucraina) …

“Dopo due giorni fantastici a Leopoli .. (Львів in ucraino o  Львов  in russo) dove ho potuto ammirare una città ricca di monumenti e architetture rinascimentali, barocche, neoclassiche, gotiche e medievali che la fanno assomigliare a Parigi (non per niente vi son stati ambientati anche film come “I tre moschettieri”) vado via da questo posto incantevole e da questa atmosfera mitteleuropea e mi dirigo alla stazione ferroviaria!
Alle 21:31 mi aspetta una cuccetta in prima classe per un viaggio notturno lungo 12 ore che mi porterà al mattino nella “Rimini dell’Ucraina” ovvero la città più importante e più turistica del Mar Nero per il popolo dell’Ucraina: Odessa!”

 

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Dopo 12 ore piene di treno finalmente arrivo ad Odessa! Ho dormito praticamente tutta la notte come un ghiro e adesso mi sento molto carico. La prima classe delle ferrovie ucraine non è per niente male: condividi la cuccetta soltanto con una persona e in linea di massima in queste carrozze non si incontrano persone “strane”.

Il tempo di scendere dal treno, effettuati i soliti patteggiamenti con i tassisti abusivi e con circa 70 grivnie (circa 2,60€) e in 15 minuti di strada finalmente mi trovo presso l’hotel 4 stelle “Vele Rosse” dove pernotterò per i prossimi 3 giorni.

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Odessa

Città eclettica di circa un milione di abitanti mostra subito tutte le sue contraddizioni con i suoi palazzoni del regime comunista in contrapposizione con i palazzi sfarzosi dei primi novecento progettati dai famosi architetti italiani. Il centro storico di Odessa è ben delineato e termina affacciandosi sul porto antico della città, ritenuto il più importante del Mar Nero. Grazie al clima mite e alle grandi spiagge è una rinomata e popolare località di villeggiatura. A Odessa convivono vari stili architettonici: rinascimentali e liberty…le cupole dorate e le case dai colori tenui, creano un suggestivo mix che ha il sempre il suo fascino.
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Il sottosuolo cittadino invece è attraversato da tunnel che raggiungono la lunghezza totale di centinaia di chilometri, utilizzati in passato come catacombe o nascondigli per contrabbandieri.

Puoi muoverti comodamente a piedi tra boulevard e palazzi “alla francese”, negozietti e giardini. Odessa è una città in continuo fermento, molto viva e ha quasi raggiunto quegli standard di accoglienza e di comodità tipiche delle capitali europee! Sicuramente il Mar Nero non è una meta molto gettonata per noi italiani ma vi assicuro che se cercate un posto per fare vita mondana, visitare bei posti e spendere poco…quello è il posto giusto per voi! Anche grazie agli Europei di calcio del 2012, hanno portato alla ribalta questo Paese finora piuttosto “sconosciuto”, tanto che proprio questo è stata la spinta ideale per far sì che l’Ucraina iniziasse ad aprirsi alla modernità e quindi al turismo.

Nonostante l’impegno e la voglia di scambi e conoscenze, l’approccio con la gente resta piuttosto difficoltoso. Nelle comunicazioni più semplici con persone sopra i 35/40 anni quasi nessuno parla l’inglese e se lo fanno è in modo piuttosto stentato; per quanto riguarda il commercio, l’euro non è ben accetto se non in rarissimi contesti, per cui occorre cambiare nella moneta locale: la Grivnia ucraina (UAH). Il livello di polizia e controlli in città è molto alto anche per il rischio di eventuali tensioni e manifestazioni che potrebbero insorgere proprio nella città di Odessa divisa a metà tra chi vuole annettersi alla Russia e chi vuole l’Europa.

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Cosa vedere

Primorsky Boulevard: è sicuramente il viale alberato più conosciuto della città con lampioni in ferro battuto, deliziose panchine e costeggiato da edifici architettonicamente meravigliosi e ben tenuti.

Passeggiando verso la zona occidentale puoi incontrare Palazzo Vorontsov costruito nel 1826 in stile classico, residenza del conte che da lui prese il nome e che divenne il terzo governatore della città. Bellissimo il colonnato situato sul retro che offre una veduta panoramica della città proprio sul porto.

Il Colonnato del Palazzo Vorontsov

Il Colonnato del Palazzo Vorontsov

Al lato opposto, invece, nella parte orientale del viale, è visibile il Municipio riconoscibile per le colonne bianche e rosa che lo caratterizzano e la statua di Pushkin, il grande poeta russo, ricordato come “cittadino di Odessa”.

Scalinata Potemkin: conosciutissima in tutto il mondo in quanto location di uno dei film più famosi nella storia del cinema (La corazzata Potemkin), venne progettata dall’architetto italiano Francesco Boffo e conta 192 scalini. L’effetto ottico che si prova alla sommità è decisamente incredibile: i gradini inferiori, infatti, sono più larghi di quelli posti in cima per cui guardando dall’alto si vedono solo dei tratti orizzontali e non gli scalini che la compongono.
Curiosità:
Almeno per noi italiani questo posto è anche conosciuto grazie al ragionier Ugo Fantozzi e dal suo eroico grido di ribellione “Per me, la corazzata Potiomkin è una cagata pazzesca!” nel film “Il secondo tragico Fantozzi”.

Scalinata Potemkin

Scalinata Potemkin

Vulytsya Derybasivska: è la strada più commerciale della città dove puoi perderti tra boutique, ristoranti e caffè di ogni tipo. Molto carino è il Giardino pubblico, una piccola oasi di verde gradita e frequentata soprattutto in estate. Proprio davanti ci sono diverse bancarelle, tappa ideale per ogni turista desideroso di portarsi a casa qualche souvenir locale. Curiosa e insolita è la presenza della “dodicesima sedia”, una scultura in bronzo che ha attratto anche la mia attenzione! Si tratta proprio di una vera e propria sedia, fotografata da tutti, che ricorda la figura misteriosa e protagonista di un romanzo satirico di Ilya Ilf e Yevgeni Petrov, intitolato “Le dodici sedie”, ambientato ad Odessa e dalla trama piuttosto singolare.

Dall’altra parte della strada si trova il Passazh, una galleria con copertura in vetro che presenta un’architettura in stile neorinascimentale. Un piccolo capolavoro d’arte con festoni e particolari scultorei di grande effetto!

Cattedrale della Trasfigurazione (Cattedrale Preobrazhensky) è la più imponente e maestosa della città, che si affaccia sulla verdeggiante piazza Soborna.


Odessa è anche un città d’arte e musei:

Il museo archeologico è stato costituito da E.Blamberg nel XVIII secolo, con il sostegno della Società di Storia e di Antichità di Odessa.

Il museo archeologico

Il museo archeologico

Il Museo di Arte Occidentale e Orientale sito in un palazzo del XIX sec è senza dubbio uno dei più famosi e visitati.
A seguire ecco il Museo Pushkin che è ospitato proprio nella dimora abitata dal poeta durante il suo soggiorno a Odessa e il Museo delle Belle Arti di Odessa che raccoglie una collezione molto interessante di arte russa e ucraina.

Da non perdere, infine, il Teatro dell’Opera e del Balletto, vero simbolo della città e uno dei più bei teatri d’Europa, sede degli spettacoli e della rinomata Compagnia del Balletto di Odessa. Se siete appassionati del balletto o della lirica non posso che consigliarvi di andare in questo magnifico teatro: una struttura di stile classico e tradizionale ma di recentissima costruzione con elaborate decorazioni in oro.

Teatro dell’Opera e del Balletto

Teatro dell’Opera e del Balletto

Ad Odessa i musulmani hanno una lunga tradizione. La città è stata costruita sul sito di un antico insediamento Tartaro chiamato Hadzhibey. Se andate a Odessa non potete non visitare questa stupenda moschea Al-Salam.
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Shopping e cucina

Tantissimi e vari sono i souvenir che si possono acquistare nei negozi o nelle diverse bancarelle del centro. Dagli oggetti della flotta marittima a quelli in legno, dai tessuti ai ricami più esclusivi ai libri (rigorosamente in lingua russa) alle famose matrioske, dai quadri alle specialità gastronomiche della zona (miele, liquori, caviale, ecc). E per gli amanti dei regali davvero esclusivi e originali, non può mancare la sosta in un atelier che vende … spettacolari esemplari di farfalle vive, ne racconta la storia e le loro particolarissime caratteristiche!

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Arcadia e le sue spiagge

Essendo una città di mare, Odessa ha molti chilometri di spiaggia ma la parte più famosa è quella sicuramente di Arkadia. Una zona che la sera diventa il quartiere dei divertimenti con le più famose discoteche dell’Ucraina: una sorta di Ibiza del Mar Nero. Non si può andare a Odessa e non vedere Arkadia! Vi consiglio di prendere un taxi e con poche grivnie a prescindere da dove vi troviate sarete trasportati in questo posto pieno di vita e divertimento con circa 70/80 girvnie pari a 3€ circa.

Faccio una piccola premessa: personalmente vivo in Sicilia e quindi in estate non vado mai a fare una vacanza di solo mare all’estero o in Italia perchè le spiagge e l’acqua cristallina che ho a qualche chilometro di distanza da casa mia sono a dir poco eccezionali! Sono notoriamente sempre molto critico per quanto riguarda ciò … ma … per i miei personalissimi parametri e gusti senza ombra di dubbio posso sicuramente dire: NON ANDATE A ODESSA/ARKADIA PER IL MARE!!

Sarà stato forse che ho beccato la settimana dove l’acqua è molto sporca per via dell’eccessiva presenza di turisti o per altro ma l’acqua è praticamente oleosa, piena di alghe e di color verdastro e nel percorso verso la spiaggia ho visto un bagnasciuga super affollato.

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Invece vi posso sicuramente dire: ANDATE A ODESSA/ARKADIA PER IL LA VITA NOTTURNA, SHOPPING, PISCINE, MONUMENTI MA ANCHE PER LA VITA MONDANA IN GENERALE!

Arcadia è formata da una stradina stretta e lunga piena di locali, ristoranti, pub, negozi, e discoteche all’aperto che si susseguono l’un l’altro a ritmo di musica! Quando entri ad Arkadia non sembra neanche di essere più in Ucraina e non ha nulla da invidiare ad altri posti simili come Ibiza o Santorini! Arcadia è il luogo ideale per divertirsi fino a tarda notte nelle estati di Odessa: numerosi locali, alcuni anche di pregevole fattura, tanti ragazzi e ragazze pronti a divertirsi e i drink sono abbastanza economici se paragonati al costo in Italia!

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Il book fotografico di Odessa (Ucraina)


Dopo 3 giorni in questo bellissimo gioiellino del Mar Nero è arrivato il tempo di intraprendere un’avventura nell’avventura: da Odessa (Ucraina) mi trasferirò a Tiraspol nello stato fantasma della Transnistria. Non trascurando sempre il fatto che sarò in viaggio completamente solo e in uno stato non ricosciuto da nessuno, tenterò di raggiungere Tiraspol tra mille vicissitudini e mille pericoli.

 

Düsseldorf (Germania-Germany) – Cosa vedere, storia e foto

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Book fotografico di Düsseldorf (Germania)


Düsseldorf (in basso tedesco Düsseldörp) è una città extracircondariale della Germania, capitale del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia. Situata sulle rive del Reno (Rhein in tedesco) è a circa 40 km a nord di Colonia e a circa 20 km a sud della Regione della Ruhr con le città Duisburg, Essen e Dortmund. La città, dopo Colonia, è la seconda del Land e la settima dell’intera Germania e conta quasi 600.000 abitanti. Situata al centro della regione metropolitana Reno-Ruhr e al centro dell’area economica europea, Düsseldorf fa parte, dopo Francoforte sul Meno, Berlino, Amburgo e Monaco, dei cinque centri più intrecciati e più importanti per quanto riguarda l’economia, il traffico, la cultura e la politica tedesca.

La città è nota per essere un polo fieristico ed è sede di parecchie aziende quotate in borsa, fra cui la E.ON e la Henkel che appartengono anche al segmento più importante della Borsa di Francoforte. Il volume d’affari di Düsseldorf è il più alto della Germania negli ambiti della moda, pubblicità, revisione contabile, consulenza giudiziale e consulenza aziendale, e anche una sede importante per banche e la borsa. L’aeroporto di Düsseldorf è il punto nodale internazionale del Land Renania Settentrionale-Vestfalia. La metropoli possiede due porti interni ed è la sede di alcune università, tra cui la famosa accademia d’arte e l’Università Heinrich-Heine. È nota in tutta la regione per l’elegante boulevard Königsallee, il centro storico, il carnevale e la squadra di calcio Fortuna Düsseldorf. Una moltitudine di musei, gallerie e il lungofiume attirano tanto abitanti quanto turisti. La quantità di abitanti dell’Asia orientale è notevole, tra questi c’è la grande comunità giapponese. Nelle indagini sulla qualità di vita nazionali ed internazionali continua ad avere un ottimo risultato.