Yerevan/Erevan/Երևան , Garni/Գառնի, Geghard/Գեղարդ (Armenia/Հայաստանի ) – Cosa vedere, storia e foto

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Yerevan, Garni e Geghard (book fotografico) – Armenia

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Il Book fotografico di Yerevan, Garni ,Geghard (Armenia)

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Armenia

L’Armenia è spesso definita un museo all’aria aperta dove i visitatori possono trovare circa 4.000 monumenti storici in tutta la nazione, appartenenti ai vari periodi della storia del paese: dalla preistoria all’età ellenistica, dai primi anni dell’epoca cristiana al Medioevo. Nel corso dei secoli gli armeni hanno creato i loro capolavori durante i rari periodi di pace e di relativa prosperità. Solo a Yerevan ci sono più di 40 musei e gallerie di belle arti!

 

Erevan/Yerevan
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Erevan (in armeno Երևան, anche scritta Yeravan e Jerevan) è la capitale e la più popolosa città dell’Armenia (1.200.000 abitanti circa). La città, fino al 2008 equiparata ad una provincia (marz), è ora un comune con un consiglio comunale elettivo che nomina il sindaco.

Erevan sorge sulle rive del fiume Hrazdan, a quasi 1.000 m s.l.m. È locata nella zona centro-occidentale dello stato, non lontana dal confine con la Turchia ed alle pendici del monte Ararat.

Le testimonianze archeologiche hanno permesso di scoprire che una fortezza militare chiamata Erebuni e risalente al regno di Urartu venne fondata dove ora sorge Erevan (Էրեբունի) nel 782 a.C., per volontà di Argistis I. Da allora, tale luogo è sempre stato di fondamentale importanza strategica in quanto crocevia delle rotte carovaniere che collegavano l’Europa all’India. Il centro abitato fu chiamato Erevan a partire dal VII secolo a.C., quando divenne la capitale armena al tempo della dominazione persiana.

Proprio a causa della sua importanza strategica, Jerevan fu a lungo contesa tra la Persia e l’impero ottomano. Nel 1827 fu occupata dall’Impero russo e formalmente ceduta a questa dalla Persia nel 1828. Dopo la rivoluzione del 1917, fu per tre anni la capitale dell’Armenia indipendente, per diventare nel 1920 la capitale della Repubblica Socialista Sovietica armena. In seguito al collasso dell’Unione Sovietica, nel 1991 Erevan divenne la capitale della neonata repubblica armena.

 

Cultura

Erevan è uno dei maggiori centri industriali, culturali e scientifici del Caucaso. In qualità di centro principale della cultura armena, ospita l’Università Statale di Erevan (fondata nel 1920), l’Accademia Armena delle Scienze, un museo storico, un’opera house, un conservatorio musicale e vari istituti tecnologici. Gli archivi Matenadaran conservano una ricca collezione di preziosi manoscritti armeni, greci, siriani, ebraici, persiani e romani. Jerevan ha molte biblioteche pubbliche, vari musei, teatri, orti botanici e zoo. È inoltre lo snodo di un’estesa rete ferroviaria e un importante mercato agricolo. Infine, le industrie situate nella città producono metalli, tessuti, prodotti alimentari e utensili meccanici, elettronici e chimici.

In quanto capitale di un Paese il cui popolo ha subito il genocidio del 1915-’16 nel deserto dell’Anatolia, Erevan ospita un importante museo del Metz Yeghern (Il Grande Male), comprensivo di un Memoriale dedicato ai Giusti che vi si sono opposti. All’interno del Giardino dei Giusti di Erevan, nel Muro della Memoria, sono tumulati pugni di terra delle tombe di grandi personalità che si sono mosse per aiutare gli Armeni e per testimoniare della loro persecuzione. Tra queste personalità si ricordano Giacomo Gorrini, Karen Jeppe, Anatole France, Fritjof Nansen, Armin Wegner e molti altri.

 

Garni
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Garni (in armeno: Գառնի), fino al 1936 Bash Gyarni è un comune di 7.415 abitanti (2008) della provincia di Kotayk’ in Armenia, situato a circa 32 km a sud-est di Yerevan, noto soprattutto per il suo complesso archeologico fortificato. Il sito riceve un gran numero di visitatori ogni anno, anche perché è situato sulla strada del noto monastero di Geghard (7 km a sud-est di Garni).

Nel III millennio a.C. una prima fortificazione fu costruita nella zona, su un terreno facilmente difendibile, in prossimità di un’ansa formata dal fiume Azat. Conquistata nell’VIII secolo a.C. dal re di Urartu Argishti I, la fortezza divenne base militare e residenza estiva del sovrano. Da allora vennero costruiti molti altri edifici, tra i quali il palazzo reale, i bagni e uno degli edifici più famosi: un tempio ad imitazione del Partenone. Di particolare interesse sono i bagni, situati nella parte settentrionale del sito, che presentano una cella di riscaldamento ancora ben conservata. Il pavimento interno del bagno è decorato con mosaici ispirati a figure della mitologia greca, tra le quali spicca Teti. Una delle iscrizioni in koinè greca recita: “ΜΗΔΕΝ ΛΑΒΟΝΤΕΣ ΗΡΓΑΣΑΜΕΘΑ”; e cioè: “senza aver preso nulla, abbiamo lavorato”.

Il tempio fu edificato nel I secolo d.C. dal re Tiridate I di Armenia e la costruzione fu forse finanziata grazie al denaro che il re armeno ricevette dall’imperatore Nerone durante la sua visita a Roma. Il tempio era probabilmente dedicato al dio Mitra. La copertura dell’edificio è sorretta da 24 colonne di ordine ionico. Diversamente da altri templi greco-romani, quello di Garni presenta un basamento di basalto. L’edificio andò distrutto in seguito ad un terremoto nel 1679. Gran parte dei pezzi originari rimasero sul posto fino al XX secolo cosicché, tra il 1969 e il 1979, fu possibile ricostruire la struttura. Negli ultimi anni, alcuni archeologi hanno avanzato un’altra ipotesi circa l’origine del tempio: esso, infatti, sarebbe stato costruito quale sepolcro del re armeno Sohaemus. Se fosse così, la costruzione del tempio andrebbe postdatata al 175 d.C.

Dopo la conversione degli armeni al Cristianesimo, alcune chiese e il palazzo di un katholikos furono costruiti entro i confini della fortezza: anche di questi edifici, come tutti gli altri (fatta eccezione per il tempio), rimangono solo alcune rovine.

Al di fuori della zona fortificata si trovano altri luoghi di culto: una chiesa dedicata a Maria, un’altra dedicata a San Mashtots, oltre alle rovine del monsatero di Havuts Tar.

 

Geghard

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Il monastero di Geghard (“Գեղարդ” in armeno) è un’eccezionale costruzione architettonica che si trova nell’omonimo comune nella provincia di Kotayk’, in Armenia. Esso è parzialmente scolpito nella roccia di una montagna adiacente. Nell’anno 2000 è entrato a far parte della lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Benché la cappella principale sia stata costruita nel 1215, il monastero venne fondato nel IV secolo da San Gregorio Illuminatore nel luogo di una sorgente sacra all’interno di una grotta. Per questa ragione il nome originale del monastero fu quello di Ayrivank, che significa “il monastero della grotta”. Il nome comunemente usato oggi, Geghard, significa “il monastero della lancia”, con riferimento alla lancia che ferì Cristo durante la crocifissione, che secondo la leggenda sarebbe stata portata in Armenia dall’apostolo Taddeo e conservata nel monastero insieme a molte altre reliquie. Oggi è esposta nella città di Echmiadzin.

Le spettacolari guglie rocciose che cingono il monastero fanno parte della gola del fiume Azat, anch’esse incluse nella lista dei Patrimoni dell’umanità insieme al monastero. Alcune delle chiese che fanno parte del complesso del monastero sono interamente scavate nella roccia, altre sono poco più che grotte, altre ancora sono elaborate strutture architettoniche con parti in muratura e parti scavate nella roccia. Nel monastero si trovano inoltre numerosi khachkar, e come risultato si ha uno dei luoghi turistici più visitati di tutta l’Armenia.

Vicino al monastero di Geghard si trova il tempio di Garni, una struttura simile al Partenone che si trova poco più a valle lungo il fiume Azat. Di solito i due luoghi sono inclusi nei viaggi organizzati con l’unico nome di Garni-Geghard.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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