Video – Istanbul (Turchia) – Estate 2010

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Prima parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale TURCA!!!


 

 

Istanbul (in turco İstanbul, pronuncia [isˈtanbuɫ], nota fino alla metà del XX secolo in italiano come Costantinopoli, nome ufficiale fino al 1923 قسطنطينيه, Kostantiniyye; in latino Constantinopolis; in greco Κωνσταντινούπολις, Kōnstantinoúpolis) è la città capoluogo della provincia omonima ed il principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia.

Con una popolazione di 13.854.740 abitanti[1], Istanbul (considerando però anche i quartieri asiatici) è il centro municipale più popoloso d’Europa (quarto nel mondo).

Istanbul è una megalopoli situata nel nord-ovest del paese, la quale si estende lungo lo stretto del Bosforo, alla cui estremità meridionale si situa il porto naturale del Corno d’Oro, e lungo la sponda settentrionale del Mar di Marmara. La città, divisa dal Bosforo, si estende sia in Europa (Tracia) che in Asia (Anatolia) risultando l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti. Istanbul è considerata una città globale.

Nel corso della sua lunga storia, la città (chiamata Bisanzio fino al 330, poi Costantinopoli sino al 1453, Istanbul o Costantinopoli sino al 1930, e da allora in poi solo Istanbul) è stata la capitale:

dell’Impero romano (330-395),
dell’Impero bizantino (395-1204 e 1261-1453),
dell’Impero latino (1204-1261) e
dell’Impero ottomano (1453-1922).

Conosciuta anche con l’appellativo di “seconda Roma”, è stata fino alla conquista ottomana nel 1453 una tra le più grandi città della cristianità, divenendo in seguito per quasi cinquecento anni la capitale di uno dei più grandi imperi della storia e crocevia di culture. Quando è stata proclamata la Repubblica di Turchia, il 29 ottobre 1923, Ankara, che in precedenza aveva servito come quartier generale del movimento cittadino turco durante la guerra d’indipendenza turca, è stata scelta come capitale del nuovo Stato turco.

Nel 2010 Istanbul è stata una delle capitali europee della cultura.[2] Sin dal 1985 le aree storiche di Istanbul fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità.

Secondo un aneddoto, il nome attuale deriverebbe da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell’Anatolia chiedevano ai greci dove fosse “la città” ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè “quella è la città”, che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un’enfatizzazione della parola “città” per indicarla come la “città” per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- Urbs) con cui si indica Roma.[senza fonte] Il nome İstanbul le venne dato ufficialmente solo attorno al 1930.

Il nome dell’odierna Istanbul comunque riflette, nel corso dei secoli, il succedersi delle civiltà che ne hanno segnato la storia. Fondata dai coloni greci di Megara, nel 667 a.C., viene chiamata originariamente Βυζάντιον (Byzántion) in onore del loro re Byzas. Sarà dunque Byzantium in latino e successivamente Bisanzio in italiano.

Il nome greco di Κωνσταντινούπολις (Konstantinoupolis), da cui il latino Constantinopolis e l’italiano Costantinopoli, significa “Città di Costantino”. Tale nome le fu dato in onore dell’imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell’Impero romano, l’11 maggio dell’anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questa denominazione non entrò mai nell’uso comune, sebbene ancora oggi la denominazione ufficiale secondo la Chiesa ortodossa e il Patriarcato ecumenico sia “Costantinopoli Nuova Roma”. Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell’Impero bizantino fino a quando, nel 1453, venne espugnata dai Turchi Ottomani.

Il nome İstanbul potrebbe derivare dalla frase greca medievale “εἰς τήν Πόλιν” (da leggersi con la pronuncia “istimˈbolin”), oppure da quella in dialetto ionico “εἰς τάν Πόλιν” (pron. “istamˈbolin”), che significa “verso la Città” o “nella Città”[4]. In questo modo i Greci si riferivano alla “Città delle Città”, come Costantinopoli era conosciuta durante l’era bizantina e successivamente.

Potrebbe altresì trattarsi di una semplice corruzione del greco [Kon]stan[tinou]pol[is] dove “pol” è diventato “bul”. La riluttanza araba, persiana e turca, a pronunciare una parola che cominci con due consonanti, potrebbe aver indotto a premetter loro una alif (che può essere letta a volte “A”, altre “I” e altre ancora “U”) e ciò potrebbe spiegare il motivo di quella “I” per l’antica Costantinopoli turchizzata. Il nome Stamboul o Stambul denominava in passato la penisola storica, cioè la città all’interno delle mura.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati altri nomi: Nèa Ròmē o “Nuova Roma” come si è detto, Polis o “La Città” (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā (“la Maggior Roma” in arabo), Qustantiniyya (“Costantinopoli” in arabo), e in turco İslambol (“Centro dell’Islam”), perché fu sede, dal 1527 al 1924, del Califfato Islamico, Pây-i taht (“Il piede del trono” in persiano), Mikligardur (“Città grande” dei mercenari Vareghi (o Variaghi), cioè Vichinghi, che parlavano l’antico germanico norreno), Car(i) grad (cioè “Città degli Imperatori”, in generale nelle lingue slave), Gostandnubolis (il suo nome in armeno).

La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (in greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell’Impero bizantino col nome di Costantinopoli (in latino Constantinopolis) e infine capitale dell’Impero ottomano senza un nome né grafia ufficiale, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro turistico di rilevanza mondiale.

La fondazione di Bisanzio, da parte dei coloni greci di Megara, risale al 667 a.C. Grazie alla posizione di controllo sul Bosforo, la città si sviluppò in breve tempo tanto da diventare oggetto di contesa durante le guerre del Peloponneso.

Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso Settimio Severo, la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e il 195. Nel 196 Bisanzio entrò a far parte dell’Impero romano e fu ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore, riottenendo rapidamente la sua precedente prosperità.

Creata nel 1422 da Cristoforo Buondelmonti, questa è la più antica mappa sopravvissuta di Costantinopoli e l’unica che precede la conquista ottomana.

La posizione strategica di Bisanzio attrasse anche l’imperatore Costantino I che, l’11 maggio 330, la rifondò come “Nova Roma”, anche se la città prese presto il nome di Costantinopoli. Il modello a cui l’imperatore si ispiro’ fu Roma: venne quindi eretto un enorme palazzo imperiale, un Foro, un ippodromo, il quale fu testimone nel corso dei secoli di sommosse e assemblee popolari, e un numero impressionante di palazzi e chiese. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, e dopo un secolo furono erette da Teodosio II nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la posizione strategica di Costantinopoli, posta al crocevia fra Mar Mediterraneo e Mar Nero e fra Europa e Asia fece della città un centro commerciale, culturale e politico di rilievo mondiale. Costantinopoli controllò per lungo tempo il commercio lungo la via della seta e fra il Mediterraneo e la Russia.

A Costantinopoli nasce ciò che è considerato il fondamento del diritto romano, il Corpus iuris civilis, voluto da Giustiniano I tra il 528 e il 565.

Durante il Medioevo, Costantinopoli fu la più grande e ricca città d’Europa: si pensa che nel X secolo potesse avere fino a un milione di abitanti. La maggior basilica costantiniana, Hagia Sophia (Divina Sapienza), monumento di estrema rilevanza architettonica dedicato al Logos, da sempre centro religioso della città, divenne il centro della cristianità greco-ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale dell’imperatore, l’oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell’impero.

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase inespugnata fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata che instaurarono per poco più di mezzo secolo “l’impero latino”. Per Costantinopoli fu l’inizio del suo declino. Dopo la riconquista greca nel 1261, la città, spopolata e centro di uno stato ormai di scarsa importanza, conobbe tuttavia una grande rinascita artistica e culturale. Circondata dal potente impero turco ottomano, il 29 maggio 1453 Costantinopoli venne infine espugnata dal Sultano Maometto II, detto a causa di cio’ il Conquistatore (Fatih), che ne fece la capitale dell’Impero ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell’Impero bizantino, è indicata talvolta come l’evento che convenzionalmente chiude il Medioevo e inizia l’evo moderno.
L’Istanbul ottomana e turca

Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede de facto del califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del Patriarcato greco-ortodosso (nonostante la forzata conversione della Basilica di Santa Sofia in moschea) e in generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Subito dopo la conquista, e sino all’inizio del 17º secolo, vennero costruite le grandi moschee imperiali: quella del conquistatore, di Selim I, di Beyazit, di Moschea di Solimano (Suleymaniye, la più grande moschea di Istanbul), di Ahmet (Sultanahmet), e la moschea nuova. Queste erano parte di complessi (kulliye) comprendenti ospedali, cucine per i poveri (imaret) e scuole coraniche (medresse). Questi complessi erano amministrati da fondazioni religiose (vakif) le quali ricavavano il denaro necessario al loro funzionamento da rendite fondiarie e immobiliari. Parallelamente, la città venne dotata di strutture per il commercio, come il Gran Bazaar e il Bazar Egiziano, e tornò a essere il crocevia dei traffici fra Europa ed Asia.
Ponte di Galata alla fine del XIX secolo.

L’impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì ufficialmente il 1º novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. In un primo tempo trascurata in favore della nuova capitale, Istanbul passò attraverso un periodo di grande trasformazione negli anni ’50 e ’60. Prima degli anni sessanta, in particolare, il governo di Adnan Menderes perseguì lo sviluppo economico del paese attraverso la costruzione di nuove strade e industrie. Anche nel centro storico, moderne pavimentazioni stradali rimpiazzarono l’acciottolato e una larga parte dei quartieri vecchi venne demolita.

Dagli anni settanta, la popolazione di Istanbul sta subendo una rapida crescita in seguito alla forte immigrazione dall’Anatolia. Nuovi quartieri (molto spesso abusivi, i cosiddetti “geceköndu”) e zone industriali sono sorti alla periferia della città e molti dei villaggi limitrofi sono stati incorporati nella grande area metropolitana.

Istanbul è tuttora sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.
Anni recenti
Veduta del Bosforo
Piazza Taksim

In anni recenti la città è stata oggetto di diversi attacchi terroristici, come il massacro di piazza Taksim avvenuto nel 1977, e gli attacchi del 1999, del 2003 e del 2008, per un totale di più di 120 vittime e 1000 feriti.

Nell’estate del 2008 si è verificata inoltre una sparatoria fuori dal consolato degli Stati Uniti d’America, con il rapimento di tre turisti tedeschi.

Nel giugno 2010 un attentato contro un minibus ha portato alla morte di quattro persone; potrebbe essersi trattato di una rappresaglia in seguito agli scontri fra esercito e Pkk che nel solo giugno hanno portato alla morte di 18 militari.

Un nuovo attentato compiuto da un kamikaze in piazza Taksim porta, nell’ottobre 2010, alla morte del kamikaze e al ferimento di 15 agenti di polizia e 17 civili.

Il governo del premier Erdoğan sta proponendo o portando avanti una serie di grandi opere (Tunnel ferroviario sotto il Bosforo, terzo ponte sul Bosforo, terzo aeroporto, diverse linee di metropolitana, canale navigabile per decongestionare il Bosforo) le quali, se da una parte costituiscono un potente stimolo per l’economia, dall’altra stanno alterando irreparabilmente l’immagine della città, sfregiata al tempo stesso da una speculazione edilizia ormai senza freni.

Conseguenza di cio’ sono stati fra l’altro i violenti scontri avvenuti nel giugno 2013 a piazza Taksim e a Beşiktaş tra studenti, intellettuali, e cittadini da una parte e la polizia dall’altra in difesa del parco Gezi (e dei suoi 600 alberi) che il governo cittadino vuole distruggere per ricostruire antiche caserme ottomane che dovranno ospitare un centro commerciale e una moschea. Quella che doveva essere una semplice protesta ha provocato manifestazioni in tutta la Turchia, approfittando del malcontento generale causato da varie misure attuate dal governo di Ankara.
Geografia

L’attuale area urbana si estende su entrambe le sponde del Bosforo, lo stretto che divide l’Europa dall’Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara, e sul Mar di Marmara stesso. Il “Corno d’Oro” (in Turco ‘Halic’) è il nome del porto naturale nella parte europea ed all’imbocco del Bosforo su cui si affaccia il centro storico.

La città si trova ai margini della faglia sismica dell’Anatolia settentrionale, che corre nel Mar di Marmara. Recenti studi[13], prendendo in esame una serie di terremoti iniziata nel 1939 e proseguita nei successivi decenni, ritengono probabile che un evento sismico di notevoli proporzioni possa colpire Istanbul in un prossimo futuro.

La città è servita dall’Aeroporto di Istanbul-Atatürk e dall’Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen.

(Fonte Wikipedia)

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