Foto – Isola di Vulcano (Isole Eolie) – La scalata al cratere, La Pozza dei Fanghi, spiaggia di sabbia nera

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Isola di Vulcano: cosa fare e vedere, foto e video

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Le 7 Isole Eolie
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L’Arcipelago delle Isole Eolie è formato da sette sorelle, ognuna con una propria anima ed un proprio carattere. Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano sono disposte a forma di Y coricata su un arco di 90 km e sono ubicate al largo della Sicilia settentrionale di fronte alla costa tirrenica messinese. Il miglior modo per visitarle è muoversi in barca da Lipari o Vulcano, programmando anzitempo le vostre escursioni e visite guidate.

 

L’Isola di Vulcano
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Delle 7 perle del mediterraneo, l’isola più particolare, affascinante, intrigante e più “vulcanica” a mio parere è sicuramente l’isola di Vulcano.
E’ l’isola delle Eolie più vicina alla costa della Sicilia (dista solo 12 miglia), ha una superficie di 21 km quadrati, è separata da Lipari da un canale di circa km 1,5 e dal punto di vista geologico l’isola e formata da quattro vulcani: Lentia, Vulcano Piano, Fossa di Vulcano e Vulcanello della Fossa l’ultimo nato.

Book fotografico completo dell’Isola di Vulcano

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Cosa vedere sulI’Isola di Vulcano

Vulcano è un’isola bellissima da visitare sia via terra che dal mare. Se preferite l’ultima opzione vi consiglio di fare un giro con qualche piccola imbarcazione locale facendo il periplo oppure raggiungere la vicinissima isola di Lipari. Se invece preferite fare un tour sulla terraferma allora non si può fare a meno fare un paio di cose:

  • La scalata al cratere: il sentiero che si deve attraversare lungo il fianco della montagna, offre incantevoli viste sull‘arcipelago e in primo piano sulla penisola di Vulcanello, di fronte Lipari. In lontananza Filicudi (nei giorni particolarmente limpidi si intravede anche Alicudi) a destra Panarea, affiancata dai suoi isolotti, e sullo sfondo Stromboli. Il cammino è faticoso ma le meraviglie naturali rendono gradevole la fatica e lo spettacolo che offre la vetta vale tutti gli sforzi che la scalata richiede. Ammirabile ed affascinante, la grande voragine del Cratere della Fossa e la vista di nuvole di vapori sulfurei bollenti che emergendo dalla terra, colorano la pietra di giallo ocra e di rosso.
  • Fumarole di Vulcano: Cristalli gialli di zolfo e frammenti di ossidiana sono dappertutto lungo le pareti del vulcano, che emette vapore dalle sue fumanti bocche. Attenzione: si devono rispettare le allerte sul pericolo di tossicità dei fumi sulfurei provenienti dal cratere.
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La Pozza dei Fanghi di Vulcano: un’altra cosa da non perdersi sono i bagni di fango sul lato di Levante, nelle vicinanze del porto, dove i turisti si ricoprono di fanghi fino al collo mentre prendono il sole. L’esperienza vale davvero la pena, però c’è da considerare che, anche dopo la doccia, l’odore di zolfo non si disperde in pochi giorni e impregna costume da bagno, asciugamani e vestiti. Sulle qualità terapeutiche sembra che non si discuta e inoltre il rivestire il proprio corpo di fango, mentre le acque attorno fanno il solletico con il loro ribollire, è una sensazione curiosa e piacevole. La pozza è di piccole dimensioni e profonda circa 50 cm e con una temperatura di circa 34/35 °C.
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  • Spiaggia di sabbia nera: una delle più belle spiagge di Vulcano, anche se sempre piena in estate è proprio nel golfo di Ponente. Al suo estremo la penisola di Vulcanello, generata nel 183 a.C. dopo un’eruzione sottomarina, è una successione di ondate di lava che hanno prodotto nel tempo forme rocciose curiose e bizzarre, visibili dal mare, alle quali gli Eoliani hanno dato il nome di Valle dei Mostri.
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  • La spiaggia dell’Asino: sita nel sud dell’isola la località di Gelso è una spiaggia molto tranquilla alla quale si arriva tramite una strada panoramica.
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Come arrivare sulI’Isola di Vulcano

Isole Eolie

Per me che sono di Palermo e ho deciso di andare a Vulcano per 3 giorni durante il ponte del 2/5 giugno non ho poi così tanta scelta: in macchina fino a Milazzo (ME) e poi in traghetto fino a Vulcano con  Ustica Lines.
Se invece vivete dalle mie parti e decidete di andare in un periodo più  “estivo” dal 20 giugno al 10 settembre sempre con la compagnia Ustica Lines c’è un traghetto diretto dal capoluogo siciliano a Vulcano tutti i giorni.

Compagnie di navigazione
Mezzi navali impiegati
Note
Siremar Aliscafo e nave traghetto, tutti i giorni da Milazzo Nave da Napoli
N.G.I. Nave traghetto da Milazzo
Logo_Ustica_Lines.svg Aliscafo tutti i giorni Milazzo, Messina, Reggio Calabria dal 20 giugno al 10 settembre anche da Palermo
Snav Aliscafo da Napoli, stagionale dal 28/5 al 6/9

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Come muoversi sulI’Isola di Vulcano

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Per muoversi nell’isola si possono noleggiare moto, scooter, bicilette e addirittura minibus per muovervi in autonomia! Altrimenti potete optare per la scelta che ho fatto io, ovvero quella di pernottare presso il Therasia Resort sea & spa dove vi offriranno gratuitamente un servizio navetta A/R dall’hotel al centro (5 minuti di viaggio) una quindicina di volte al giorno e se questo non bastasse al vostro arrivo e partenza in aliscafo/traghetto penseranno loro direttamente al porticciolo a ritirare i bagagli e portarli in camera e viceversa quando lascerete il Therasia.

Dove dormire sulI’Isola di Vulcano

therasia_resort_isola_vulcano_www.giuseppespitaleri.com_131Per gli amanti della fotografia, del relax, dei centri benessere, della buona cucina … e tanto tanto tanto altro … vi consiglio di pernottare al “Therasia Resort sea & spa”  per svariati motivi. Sono stato in centinaia e centinaia di hotel in giro per il mondo ma questa volta devo proprio dire che è stata una delle rarissime volte che mi sono sentito come a casa coccolato a 360 gradi da tutto il personale.

    • Potrete ammirare emozionanti tramonti a bordo piscina dove gustare e sorseggiare un buon aperitivo immortalando questi mementi con degli scatti fotografici o anche dei video.
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    • Interamente realizzato con materiali tipici del luogo: la pietra lavica dell’Etna, il cotto siciliano, il legno di cedro, spicca con il suo bianco abbagliante nella natura incontaminata del promontorio di Vulcanello, circondato dal denso odore del mare e dal delicato profumo di fiori selvatici.
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    • Una vasta gamma di trattamenti per il viso e per il corpo, idroterapia, bagni rilassanti e le più avanzate tecniche di massaggio con aromi alchemici e oli profumati per allontanare stress e stanchezza. Non dimenticando la piscina coperta con acqua riscaldata e idromassaggio, sauna, bagno turco e doccia emozionale.
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  • L’infinity pool è veramente il fiore all’occhiello del Therasia: la piscina sembra non finire mai confondendosi con l’orizzonte e mescolandosi con i faraglioni e le altre Isole Eolie
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  • Professionalità, cortesia, qualità che solo un 5 stelle di questa fattura può darvi.
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Book fotografico completo del “Therasia Resort sea & spa”

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Dove mangiare sulI’Isola di Vulcano

E’ inutile dirlo ma se fate un salto a Vulcano dovete obbligatoriamente assaggiare la loro cucina a base di pesce. Si può spaziare dai gamberi, pesce spada, fritture di gamberi e calamari e tanto tanto altro: piatti per tutti i gusti e per tutte le tasche!
Il Therasia non è solo un posto dove dormire, rilassarsi e divertirsi ma è anche un’eccellenza sotto il punto di vista della ristorazione con i suoi 3 ristoranti “L’Arcipelago”, “I Grusoni” e lo stellato Michelin “Il Cappero”.
La colazione viene sempre servita presso “L’Arcipelago” dove ogni mattina mi sono potuto sbizzarrire in una colazione dal dolce al salato di eccellete fattura.
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Per quanto riguarda invece pranzo/cena ho voluto provare tutti e 3 i ristoranti lasciandomi veramente a bocca aperta per la professionalità del personale, qualità dei vini e freschezza del pesce servito.

Cena - Ristorante “L'Arcipelago”

Un capitolo a parte merita il ristorante “Il Cappero” che da qualche anno è entrato a far parte della rinomata Guida Michelin e che durante il soggiorno al Therasia ho avuto modo di assaporare i loro piatti durante una cena lasciandomi letteralmente senza parole. Condiviso in pieno le parole che hanno redatto gli ispettori Michelin “Ottima cucina mediterranea rielaborata in chiave moderna da uno chef che brilla per doti interpretative: partendo da un’accurata selezione delle materie prime. A strapiombo sul mare, è l’unico punto dell’arcipelago da cui si vedono tutte le isole Eolie

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Book fotografico completo del ristorante “L’Arcipelago” e “I Grusoni”

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Book fotografico completo del ristorante “Il cappero” – (Guida Michelin)

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VIDEO – Dubrovnik e Isola di Lokrum (Croazia) – ESTATE 2011

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Ragusa (in croato Dubrovnik, in italiano anche Ragusa di Dalmazia), è una città della Croazia meridionale di 42.641 abitanti, situata lungo la costa della Dalmazia. La città, che ha lungamente mantenuto la sua indipendenza, vanta un centro storico di particolare bellezza che figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO e che le è valso il soprannome di “perla dell’Adriatico”.
Ragusa è il capoluogo della regione raguseo-narentana, nonché la maggiore città della Dalmazia meridionale. La città di Ragusa è stata fondata originariamente su un’isola rocciosa e poi collegata alla terraferma mediante interramento di un sottile braccio di mare (che corrisponde oggi alla parte pianeggiante della città). Le fortificazioni attuali risalgono al XVII secolo, quando in seguito ad un devastante terremoto la città venne ricostruita quasi interamente. Dal punto di vista urbanistico, il centro storico (che è tassativamente pedonale) è diviso a metà da un lungo stradone lastricato (detto appunto Stradún) che termina in prossimità del porto e lungo il quale si affacciano i palazzi più significativi della città. Di fronte alla città vi è l’isola di Lacroma (Lokrum).

Lacromaì (in croato: Lokrum) è un’isola della Croazia situata nel Mar Adriatico di fronte alla città di Ragusa (Dubrovnik). L’isola è disabitata ed è sede di un parco naturalistico.

(Fonte Wikipedia)


Dubrovnik (pronounced [dǔbroːʋnik], Italian: Ragusa, Greek: Ραγκούσα, Ragoùsa) is a city on the Adriatic Sea coast of Croatia, positioned at the terminal end of the Isthmus of Dubrovnik. It is one of the most prominent tourist destinations on the Adriatic, a seaport and the centre of Dubrovnik-Neretva county. Its total population is 42,641 (census 2011).[1] In 1979, the city of Dubrovnik joined the UNESCO list of World Heritage Sites.

The prosperity of the city of Dubrovnik has always been based on maritime trade. In the Middle Ages, as the Republic of Ragusa, also known as a Maritime Republic (together with Amalfi, Pisa, Genoa, Venice and other Italian cities), it became the only eastern Adriatic city-state to rival Venice. Supported by its wealth and skilled diplomacy, the city achieved a high level of development, particularly during the 15th and 16th centuries.
The beginning of tourism in Dubrovnik is often associated with the construction of the late 19th-century luxury hotels in Croatia, such as Grand Hotel (1890) in Opatija and the Hotel Imperial (1897) in Dubrovnik. According to CNNGo, Dubrovnik is among the 10 best medieval walled cities in the world.[3] Although Dubrovnik was demilitarised in the 1970s to protect it from war, in 1991, after the breakup of Yugoslavia, it was besieged by Serb-Montenegrin forces for seven months and received significant shelling damage.

In Croatian, the city is known as Dubrovnik; in Italian as Ragusa; and in Latin as Ragusium. Its historical name in Greek is Raugia (Ραυγια) or Ragousa (Ραγουσα).
The current Croatian name was officially adopted in 1918 after the fall of the Austro-Hungarian Empire, but it was in use from the Middle Ages. It is also referred to as Dubrovnik in the first official document of the treaty with the Ban of Bosnia Ban Kulin in 1189.

Historical lore indicates that Ragusa (Dubrovnik) was founded in the 7th century on a rocky island named Laus, which provided shelter for refugees from the nearby city of Epidaurum.
Another theory appeared recently, based on new archaeological excavations. New findings (a Byzantine basilica from the 8th century and parts of the city walls) contradict the traditional theory. The size of the old basilica clearly indicates that there was quite a large settlement at the time. There is also increasing support in the scientific community[who?] for the theory that major construction of Ragusa took place before the Common Era. This “Greek theory” has been boosted by recent findings of numerous Greek artefacts during excavations in the Port of Dubrovnik. Also, drilling below the main city road has revealed natural sand, contradicting the theory of Laus (Lausa) island.
Dr Antun Ničetić, in his book Povijest dubrovačke luke (“History of the Port of Dubrovnik”), expounds the theory that Dubrovnik was established by Greek sailors. A key element in this theory is the fact that ships in ancient times travelled about 45–50 nautical miles (83–93 km; 52–58 mi) per day, and required a sandy shore to pull out of water for the rest period during the night. The ideal rest site would have fresh water source in its vicinity. Dubrovnik has both, and is situated almost halfway between the two known Greek settlements of Budva and Korčula, 95 nautical miles (176 km; 109 mi) apart from each other.

Lokrum ( Italian: Lacroma) is an island in the Adriatic Sea 600 metres from the city of Dubrovnik, Croatia. It stretches from northwest to southeast and receives regular ferry service from the city.

(Fonte Wikipedia)

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