Cosa vedere in Sicilia: la mappa dei monumenti e dei luoghi da visitare

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La Sicilia è un’isola fantastica tutta da visitare e lo dimostrano i 111 siti della regione che rappresentano il 26,4% di quelli presenti in tutta l’Italia! Un dato veramente incredible che dimostra il valore e la bellezza di un’isola che da sempre accoglie milioni di turisti ogni anno e la collocano come ambita meta sia per le vacanze balneari durante l’estive ma anche al top come viaggi culturali 365 giorni all’anno per l’altissimo numero di monumenti, chiese e tanto altro di influenza araba, normanna, bizantina, barocca e tanto altro.
E’ la più grande isola in Italia e nel Mediterraneo e comprende nel suo territorio gli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi, delle Pelagie e le isole di Ustica e Pantelleria. ll paesaggio vario e multicolore della Sicilia è semplicemente stupefacente! Un equilibrio perfetto tra mare, vulcani, siti di enorme interesse storico e artistico, in  uno scenario ideale per qualsiasi tipo di attività all’aria aperta come: mare e sport acquatici, montagna, trekking, escursioni di vario tipo, visite di siti archeologici patrimonio mondiale Unesco, tour enogastronomici e tanto altro.

Non credete a tutto quello che ho appena scritto? Esiste veramente un paradiso così a pochi chilometri da casa nostra? Se volete vedere con i vostri occhi potete fare un salto qui in Sicilia per un weekend, una settimana, un mese o ancora meglio per tutta la vita 😉 oppure visionate tutti gli articoli e i book fotografici che si apriranno cliccando sulla mappa interattiva sottostante, alla scoperta dei posti più belli della Sicilia che ho visitato personalmente durante questi anni.

 

Il clima dell’isola è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da temperature medie tutto l’anno: inverni umidi ed estati secche. La temperatura in Sicilia viene influenzata dal caldo mar mediterraneo e dalla sua posizione in prossimità dell’Equatore. Le temperature dell’acqua vanno da un minimo di 15° in inverno a un massimo indicativo di 26 in estate. Le aree costiere della Sicilia hanno temperature diurne piacevoli in primavera, dai 15 gradi in media di marzo ai 27 di metà maggio. Quando arriva l’estate, le temperature diurne, nelle zone costiere, arrivano a 35 gradi e l’estate dura fino a ottobre inoltrato, con temperature che vanno via via diminuendo in autunno. In Sicilia si può organizzare una vacanza al mare da aprile ad ottobre. Non gela quasi mai sulle coste, con temperature che non scendono mai sotto i 10 gradi a gennaio, il mese più freddo per questa regione. Le zone montane dell’entroterra, invece, hanno temperature di quasi 10 gradi in meno della costa durante tutto l’anno. In dicembre e gennaio, sul Monte Etna compare spesso la neve, e si può praticare lo sci oppure semplicemente divertirsi con slittini e ciaspole.

«L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» […] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita».
(J.W.Goethe, “Viaggio in Italia”, 1817)

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Foto Mastro di Campo 2017 – Carnevale a Mezzojuso (Palermo)

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È il più grande spettacolo di pantomima ancora oggi rappresentato in Sicilia, ispirato ad una vicenda storica del XV secolo. L’azione ha come protagonista uno strano  personaggio che indossa  una maschera rossa, un cappello e un mantello rosso su una camicia bianca con nastri multicolori; pantaloni rossi. Egli impersona, in forma parodistica, Bernardo Cabrera, conte di Modica che invaghitosi della regina Bianca di Navarra, cercò di sottrarla al castello di Solanto dove si era rifugiata. In ambito popolare, la mascherata del Mastro di Campo , detto anche “atto del castello” era particolarmente diffusa nell’area palermitana nel XVIII secolo, come testimoniano il marchese di Villabianca e Giuseppe Pitrè. Molto probabilmente dal centro urbano questa pantomima si diffuse anche in aree dell’entroterra, come dimostra appunto la tradizione del Mastro di Campo a Mezzojuso. Qui la mascherata ha assunto le caratteristiche di grande festa collettiva a spazio totale, che vede  ogni anno la presenza di migliaia di turisti. Alla manifestazione, infatti, prendono parte oggi alcune centinaia di personaggi che assumono ruoli diversi. La stratificazione storica ha fatto sì che alla corte della regina difesa dai suoi servi e al gruppo d’assalto costituito dal Mastro di Campo accompagnato dal tamburo e dal pecoraio, si siano aggiunte maschere ottocentesche di differente estrazione, come i “maghi” che fanno l’azione dei trovatura, ossia di coloro i quali trovano il tesoro costituito dal “cantaro” ripieno di una gran quantità  di maccheroni ben conditi con ragù; i “Foforii”, ossia briganti che irrompono in schiera catturando persone del pubblico; Garibaldi con i garibaldini, col ruolo di aiutare il Mastro di Campo alla conquista della regina , i geometri che misurano lo spazio d’attacco nella piazza fino al castello e che aiutano con un cannocchiale il Mastro di Campo a vedere da lontano la corte sistemata sul palco, raffigurante appunto il castello.

La pantomima ha inizio il pomeriggio della domenica di carnevale (ore 14,30) con un movimento di maschere che confluiscono nella piazza principale in attesa dell’arrivo del re e della sua corte; mentre alcuni cavalieri in costume barocco irrompono a cavallo , lanciando confetti al pubblico Dopo la sfilata regale e il posizionamento della corte sul palco, inizia la vera e propria bagarre con gli assalti del Mastro di Campo che, dopo aver lanciato la sfida al re, cerca di conquistare la regina. Durante le fasi terminali degli assalti il Mastro di Campo sale su una scala portatile, sostenuta dai suoi accompagnatori, in cima alla quale per ben due volte, ferito, cade all’indietro con un gesto molto plateale e applaudito. Al terzo assalto ha la meglio sul re, che viene catturato. Il tutto si conclude con il percorso trionfale del Mastro di Campo vincitore.

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Foto – Un salto nel mondo tra mari e montagne, vulcani e geysir. 43 Stati diversi #iviaggidispeedy

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Un salto alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao con la torre campanaria di Gedimino, alta 57 metri. di Vilnius (Lettonia)Un salto a Castelfranco Veneto (Italia)Un salto sulle Dolomiti Un salto a Passo Pordoi 2240 metriUn salto sulle Dolomiti Un salto sulle Dolomiti Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Castello di Eggenberg a Graz (Austria)Un salto al municipio di Graz (Austria)Un Salto nel Lago d'Antorno 1866 slm (Dolomiti - Italy)Un Salto nel Lago di Misurina 1754 slm (Dolomiti - Italy)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto sul Vesuvio (Italia)Un salto alla Moschea Blu di Istanbul (Turchia)Un salto alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij di Sofia (Bulgaria)Un salto in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia/Italia)Un salto alla Cattedrale dell'Ascensione ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Astana (Kazakhstan)Un salto al Partenone di Atene (Grecia)Un salto allo stadio Panathinaiko di Atene (Grecia)Un salto lungo la trada da Bishkek che porta al Lago Issyk-Kul (Kyrgyzstan)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto all'Atomium di Bruxelles (Belgio)Un salto a Bucarest (Romania)Un salto al parco memoriale della seconda guerra mondiale. Chisinau (Moldavia)Un salto sull'Isola di Comino (Malta)Un salto alla Sirenetta (Den lille Havfrue) di Copenaghen (Danimarca)Un salto a Passo San Pellegrino sulle Dolomiti (Italia)Un salto nella spiaggia del Bue Marino sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Parco Naturale delle Dune di Corralejo . Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Playa de Sotavento. Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Cattedrale di Helsinki (Finlandia)Un salto nel lago glaciale Jökulsárlón (Islanda)Un salto on the road verso il ghiacciaio Mýrdalsjökull (Islanda)Un salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto nel lago glaciale Fjallsárlón (Islanda)Un tuffo alla Laguna Blu (Blaa lónið) IslandaUn salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto all'Isola Grande (detta anche Isola Lunga) di Marsala (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto alla moschea Qol-Şärif a Kazan. Tatastan (Federazione Russia)Un slto alla Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino di Kazan (Tatastan/Federazione Russa)Un salto alla Cattedrale di Santa Sofia a Kiev (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un saltocon la Lampada gigante a piazza Lilla Torg, Malmö (Svezia)Un salto in Piazza Umberto I a Mezzojuso (Palermo) con la La Chiesa Matrice latina dell'Annunziata e la Chiesa Matrice greca di San Nicola (Sicilia/Italia)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2014Un salto ad Almaty (Kazakistan)La mia faccia sui manifesti Vueling AirlinesUn salto al Palazzo Danzante di Praga (Repubblica Ceca)Un salto nela piazza di San Venceslao a Praga (Repubblica Ceca)Un salto a Ragusa Ibla (Sicilia/Italia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto a San Vito Lo Capo, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto a Plaza de Toros di Siviglia (Spagna)Un salto a Plaza de España a Siviglia (Spagna)Un salto nela Cattedrale di Santa Maria della Sede a Siviglia (Spagna)Un salto alla spiaggia Las Teresitas, Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto alla spiaggia La Tejita sull'Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto sull'Isola di Tenerife( Isole Canarie - Spagna)Un salto al Palazzo del Governo di Tiraspol (Transnistria/Moldavia).Un salto a Tiraspol capitale dello stato fantasma della Transnistria (Moldavia)Un salto alle Saline di Nubia a Trapani (Sicilia/Italia)Un salto lungo la scalata al cratere dell'Isola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto al cratere del'lIsola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto alla Statua della madrepatria A Yerevan (Armenia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)Un salto nella Cattedrale Aleksandr Nevskij a Tallinn (Estonia)Un salto dal castello Toompea di Tallinn (Estonia)Un salto a Brasov (Romania)Un salto a Odessa (Ucraina)Un Salto ad Astana (Kazakhstan)Un Salto nel Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto a Piazza San Marco a Venezia (Italia)Un salto nella collina delle Croci di Vilnius (Lettonia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)

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IL MIO MARCHIO DI FABBRICA: I SALTI

Il mio marchio di fabbrica che è presente anche nel logo del mio blog sono i salti! Tutto ebbe inizio al Teatro Nazionale Croato di Zagabria nell’estate 2011 quando per la prima volta i miei amici (dopo vari tentativi) riuscirono ad immortalarmi in volo e da quel momento in poi non ho smesso più di saltare: tra mari e montagne, vulcani e geyser, città e villaggi, in tutti questi anni non ho perso l’occasione di fare questo tipo di foto in giro per il mondo.

 

Un salto alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao con la torre campanaria di Gedimino, alta 57 metri. di Vilnius (Lettonia)Un salto a Castelfranco Veneto (Italia)Un salto sulle Dolomiti Un salto a Passo Pordoi 2240 metriUn salto sulle Dolomiti Un salto sulle Dolomiti Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Castello di Eggenberg a Graz (Austria)Un salto al municipio di Graz (Austria)Un Salto nel Lago d'Antorno 1866 slm (Dolomiti - Italy)Un Salto nel Lago di Misurina 1754 slm (Dolomiti - Italy)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto sul Vesuvio (Italia)Un salto alla Moschea Blu di Istanbul (Turchia)Un salto alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij di Sofia (Bulgaria)Un salto in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia/Italia)Un salto alla Cattedrale dell'Ascensione ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Astana (Kazakhstan)Un salto al Partenone di Atene (Grecia)Un salto allo stadio Panathinaiko di Atene (Grecia)Un salto lungo la trada da Bishkek che porta al Lago Issyk-Kul (Kyrgyzstan)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto all'Atomium di Bruxelles (Belgio)Un salto a Bucarest (Romania)Un salto al parco memoriale della seconda guerra mondiale. Chisinau (Moldavia)Un salto sull'Isola di Comino (Malta)Un salto alla Sirenetta (Den lille Havfrue) di Copenaghen (Danimarca)Un salto a Passo San Pellegrino sulle Dolomiti (Italia)Un salto nella spiaggia del Bue Marino sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Parco Naturale delle Dune di Corralejo . Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Playa de Sotavento. Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Cattedrale di Helsinki (Finlandia)Un salto nel lago glaciale Jökulsárlón (Islanda)Un salto on the road verso il ghiacciaio Mýrdalsjökull (Islanda)Un salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto nel lago glaciale Fjallsárlón (Islanda)Un tuffo alla Laguna Blu (Blaa lónið) IslandaUn salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto all'Isola Grande (detta anche Isola Lunga) di Marsala (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto alla moschea Qol-Şärif a Kazan. Tatastan (Federazione Russia)Un slto alla Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino di Kazan (Tatastan/Federazione Russa)Un salto alla Cattedrale di Santa Sofia a Kiev (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un saltocon la Lampada gigante a piazza Lilla Torg, Malmö (Svezia)Un salto in Piazza Umberto I a Mezzojuso (Palermo) con la La Chiesa Matrice latina dell'Annunziata e la Chiesa Matrice greca di San Nicola (Sicilia/Italia)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2014Un salto ad Almaty (Kazakistan)La mia faccia sui manifesti Vueling AirlinesUn salto al Palazzo Danzante di Praga (Repubblica Ceca)Un salto nela piazza di San Venceslao a Praga (Repubblica Ceca)Un salto a Ragusa Ibla (Sicilia/Italia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto a San Vito Lo Capo, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto a Plaza de Toros di Siviglia (Spagna)Un salto a Plaza de España a Siviglia (Spagna)Un salto nela Cattedrale di Santa Maria della Sede a Siviglia (Spagna)Un salto alla spiaggia Las Teresitas, Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto alla spiaggia La Tejita sull'Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto sull'Isola di Tenerife( Isole Canarie - Spagna)Un salto al Palazzo del Governo di Tiraspol (Transnistria/Moldavia).Un salto a Tiraspol capitale dello stato fantasma della Transnistria (Moldavia)Un salto alle Saline di Nubia a Trapani (Sicilia/Italia)Un salto lungo la scalata al cratere dell'Isola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto al cratere del'lIsola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto alla Statua della madrepatria A Yerevan (Armenia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)Un salto nella Cattedrale Aleksandr Nevskij a Tallinn (Estonia)Un salto dal castello Toompea di Tallinn (Estonia)Un salto a Brasov (Romania)Un salto a Odessa (Ucraina)Un Salto ad Astana (Kazakhstan)Un Salto nel Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto a Piazza San Marco a Venezia (Italia)Un salto nella collina delle Croci di Vilnius (Lettonia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)

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Da Zahony (Ungheria) a Užhorod (Ucraina) in autostop per visitare l’oblast’ della Transcarpazia

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Ci siamo lasciati a Budapest …

Dopo questa parentesi ungherese è arrivato il momento di cambiare aria e nazione!
Dalla stazione Nyugati di Budapest alle ore 07:23 prendo il treno diretto per la piccola cittadina di Zahony che conta meno di 5.000 anime ma crocivia tra Unione Europea/NON Unione Europea con la sua dogana tra Ungheria e Ucraina

Sceso dal treno mi ritrovo nella stazione di Zahony!
Non proprio un posto molto raccomandabile sia per facce che vedo ma anche dai movimenti strani si capisce benissimo che da queste parti c’è qualcosa di “caldo”.
Qui siamo ancora in Unione Europea visto che l’Ungheria fa parte dei 28 paesi membri dell’UE ma a pochi chilometri da me si intravede già l’Ucraina. Un paese spaccato in due dopo il 21 novembre 2013 quando iniziarono le prime manifestazioni Euromaidan proprio a Maidan Nezalezhnost (la piazza Indipendenza nel centro di Kiev) che divisero la popolazione ucraina prevalentemente in due: quella occidentale a favore dell’UE e quella orientale più filorussa e quindi contro l’UE.
La mia meta per questo primo pomeriggio è Užhorod in Ucraina o come scrivono dall’altra parte della frontiera Ужгород. La prima cosa che devo fare è andare via da questo postaccio a maggior ragione se viaggi da solo, hai 2 trolley, un borsa porta notebook, un Samsung S6 come smarphone e uno zaino con dentro tutta la roba per la fotografia e il video come la mia inseparabile reflex Canon 700D con i vari obiettivi, una GoPro silver 4 appena sfornata e una videocamera.
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Non passo certamente inosservato qui! Per questo motivo mi dirigo subito fuori la stazione ferroviaria per prendere un taxi più o meno ufficiale che mi porti fino alla dogana ungherese per fare tutti i controlli di routine e da li poi oltrepassare a piedi anche la Ucraina.
Arrivato fuori la stazione vengo accerchiato da 2/3/4/5 uomini che a loro dire fanno la tratta stazione centrale/dogana abusivamente al costo di 5/10 € ma non mi sembrano facce molto raccomandabili e allora temporeggio un pò fino a quando alle mie spalle sento una coppia sulla cinquantina parlare tra di loro in ucraino e dire un paio di volte la parola magica Užhorod, Užhorod, Užhorod!! A questo punto con un pò di incoscienza ma tanto spirito di avventura sfoggio le mie quattro parole di russo imparate per sopravvivere nelle zone dell’ex unione sovietica e gli faccio capire che anche io devo andare ad Užhorod e se era possibile avere un passaggio direttamente fino alla città! Da qui arriva la controproposta loro direttamente in moneta ucraina di 100 grivnie pari a 3,70€ visto che il cambio ad agosto 2015 è di circa 1€ = 27 UAH.
Senza pensarci su due volte rispondo in modo affermativo Да Да Да, poso i bagagli dentro la loro “nuovissima” macchina e ci incamminiamo verso la dogana ma neanche il tempo di fare 100 metri e la coppia di coniugi fanno salire in macchina un altro uomo fermo in una specie di bar che ovviamente si siede accanto a me sui sedili posteriori. A questo punto faccio un pò di mente locale e rifletto che se riesco ad arrivare veramente a Užhorod ho avuto una gran botta di fortuna perchè con una minima spesa evito di oltrepassare a piedi due dogane ma in caso contrario rischio di rimanere in balia di questi perfetti sconosciuti che possono derubarmi di tutto e lasciarmi in mutande!
Arrivati alla dogana ungherese attendiamo circa 20/25 minuti e subito dopo mi ritrovo la dogana Ucraina dove l’attesa si protrae per circa un’ora ed è proprio qui che cerco di capire un pò la situazione: la coppia di coniugi parlano rigorosamente solo ucraino invece tramite l’uomo che è seduto al mio fianco che parla anche inglese riesco a capire che lui fa spesso questa tratta e viaggia quasi sempre con passaggi di fortuna ma a differenza mia si fermerà una decina di km prima di Užhorod.
A questo punto capisco che tutti e due siamo nella stessa barca e iniziamo a dialogare un pò e scopro che è un appassionato di musica italiana e ama Celentano, Toto Cutugno e Riccardo Fogli e inizia a cantarmi qualche pezzo in italiano che filmo subito con la mia GoPro.

budapest_ungheria_2015_www.giuseppespitaleri.com_079Cantando i grandi classici della canzone italiana passiamo la dogana Ucraina e il signore al mio fianco viene accompagnato a Čop (Чоп in Ucraino) ovvero la prima cittadina subito dopo la frontiera così rimango da solo con i due coniugi e ci incamminiamo finalmente verso Užhorod!

 

Lungo il tragitto la coppia tenta di parlare in ucraino con me e una volta comunicato il nome del mio hotel a loro dire stiamo marciando direttamente verso l’Olymp Hotel ma dai loro dialoghi ho la vaga sensazione che stanno tentando di fregarmi e depositarmi nel primo hotel di Užhorod in modo da sbarazzarmi di me e prendersi i soldi.
Per non tirare troppo la corda faccio il finto tonto, mi faccio lasciare in questo fantomatico hotel, prelevo al bancomat un pò di moneta locale, pago le 100 grivnie pattuite e subito dopo i signori vanno via! Ovviamente non appena entro in hotel e chiedo informazioni alla reception mi confermato la mia prima sensazione: non si tratta dell’Olymp Hotel ma di un altro hotel e quindi faccio chiamare direttamente dalla signorina un taxi e con 20 grivnie circa 0,80 € finalmente arrivo a destinazione.


Il book fotografico di Užhorod

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE Il book fotografico di Užhorod (Ucraina)

Il book fotografico di Užhorod (Ucraina)

Užhorod (in ucraino: Ужгород) è una piccola cittadina di circa 110.000 abitanti dell’Ucraina occidentale al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. E’ attraversata dal fiume Už (Уж) ed è capoluogo dell’Oblast’ (regione) della Transcarpazia.
Proprio a causa della posizione di frontiera e della moltitudine di etnie che vi hanno vissuto nel corso dei secoli, la città si è arricchita di numerose denominazioni: in ucraino Ужгород (Užhorod), in ruteno Ужгородъ (Užhorod”), in russo Ужгород (Užgorod), in slovacco e ceco Užhorod, in ungherese Ungvár, in tedesco Ungwar o anche Ungstadt ed altre traslitterazioni meno scientifiche, ricalcate sul toponimo russo (quali Uzhgorod, Ushgorod, Uzgorod ecc.), godevano di una certa diffusione ai tempi dell’Unione Sovietica.

Se avete intenzione di visitare la cittadina dovete mettere in conto che non siamo certamente a Lviv, Odessa oppure a nella capitale Kiev.
Il turismo da queste parti non è certamente una fonte di ricchezza primaria e i turisti che si vedono in giro sono veramente pochi! Tanto per farvi un’idea basta digitare su google il nome della città e potete ben capire dai risultati che in pochissimi sono stati in questo posto e ancora di meno hanno recensito o scritto qualcosa.

Come tutte le città poco turistiche ci sono i pro e i contro:

I pro:

  • Prezzi dei taxi bassi (una tratta i 4/5 km circa 20 grivnie – 0,7/0,8 €)
  • Prezzi dei ristoranti bassi (zuppa borsch, pane e birra 0,5 cl circa 50 grivnie – 2€)
  • Prezzi degli hotel bassi (un 4 stelle con piscina e sauna l’ho pagato 220 grivnie – 8€)
  • Puoi goderti la città senza troppo caos
  • Girovagando potrai mescolarti con la popolazione locale visto che ci sono pochi turisti
  • Il turista è trattato bene e viene rispettato
  • Si mangia bene

I contro:

  • Se non conoscete almeno qualche parola in russo e leggere il cirillico siete veramente messi male! La nuova generazione parla in linea di massima l’inglese ma le persone dai 40 anni in su decisamente no! I problemi possono nascere quando vi sedete in un ristorante e vi portano il menu rigorosamente tutto scritto in cirillico, quando dovete prendere un taxi e nel 99,9% dei casi non parlano inglese, quando dovete comprare qualcosa o quando perfino nell’hotel parlano un inglese maccheronico! Prima di entrare in Ucraina specialmente se viaggiate da solo come me vi consiglio di imparare almeno i numeri e le parole “salvavita” come quanto costa, devo andare alla stazione dei treni, portami in hotel, acqua, birra, ecc ecc.
  • Se viaggiate specialmente da soli come me evitate i vicoli bui, evitare di trovarvi sia di giorno e ma specialmente di notte in zone malfamate e camminate sempre nelle vie principali. Ammetto che di tutto ciò non ho fatto completamente nulla perchè in quanto “malato” di fotografia e video mi piace addentrarmi tra i vicoletti più internati ma dopo la mia esperienza a Užhorod posso sicuramente dirvi che come tutti o cittadine non turistiche il turista è guardato con un occhio particolare! Durante il giorno andavo in giro con lo zaino da battaglia con tutta l’attrezzatura per foto/video dentro ma evitavo di tenere per lunghi periodi la reflex al collo. La notte invece anche a causa dell’illuminazione veramente molto molto scarsa per non espormi troppo andavo in giro come un semplice cittadino con una tracolla e dentro un il cellulare (se avete una buona fotocamera incorporata è ancora meglio perchè specialmente di sera fare delle belle foto è un problema) e per fare qualche video la GoPro.


Cosa vedere

La stazione ferroviaria vale la pena di essere vista! Se arrivate o ripartite in treno da/per Kiev, Lviv, Chernivtsi, Simferopol, Odessa, Kharkiv, Mosca non potete fare a meno di scattare qualche foto! Tipica struttura ex sovietica che ha avuto un restyling nell’ottobre 2004. Si trova su piazza Heorhiy Kirpa.
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Il Castello di Uzhgorod (ucraino: Ужгородський замок) è una vasta cittadella su una collina. I primi edifici in pietra sul sito del castello sono datati al XIII secolo. E’ una struttura difensiva rettangolare con bastioni romboidali che richiamavano i castelli del Sud Italia.
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La cattedrale dell’Esaltazione della Croce è una chiesa bizantino-rutena, la chiesa madre dell’eparchia di Mukačeve. È dedicata all’Esaltazione della Santa Croce.  La chiesa fu costruita in forme barocche nel 1646 a cura dei padri della Compagnia di Gesù grazie a donazioni provenienti dalla nobile famiglia Drugeth. Subì alcuni danni durante la guerra di indipendenza di Rákóczi (1703-1711). Fu ricostruita sempre in forme barocche fra il 1732 e il 1740. Dopo che la Compagnia di Gesù fu soppressa nel 1773, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria concesse ai cattolici di rito bizantino di prendere possesso della chiesa. Nel 1779 fu ricostruita a cura dell’architetto Gilebrand. Nel 1799 fu realizzata l’iconostasi. Durante il periodo sovietico la chiesa fu espropriata a favore della Chiesa ortodossa. Il 10 ottobre 1991 la Chiesa greco-cattolica rutena e l’eparchia di Mukačeve ottennero il riconoscimento dello Stato e la cattedrale fu riconsegnata ai cattolici. Il 29 giugno 2003 le reliquie del beato Teodoro Romža sono state traslate nella cattedrale.
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La sinagoga venne costruita nel 1904 in stile neomoresco venne vandalizzata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma non demolita, nel dopoguerra è stata restaurata e riadattata a sala da concerto, destinazione che conserva tuttora.

La Cattedrale del Cristo Salvatore è la principale chiesa ortodossa in Transcarpazia e si trova nella piazza Cirillo e Metodio. Alta 60 metri ha cinque cupole ed è stata costruita nel 1990 dopo la cattedrale di Santa Croce è stata restituita alla Chiesa cattolica rutena. Il moderno edificio può contenere fino a 5000 fedeli e nel suo piano terra contiene una cappella dedicata alla Esaltazione della Santa Croce. La cattedrale appartiene alla Chiesa Ortodossa Ucraina (Patriarcato di Mosca). Nel 2008 la struttura è stato perquisita dalla National Security Agency per sospetto di attività separatiste.
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Il fiume Už (ucraino: Уж) è un fiume dell’Ucraina e della Slovacchia. Il suo nome proviene dal dialetto Antico slavo e significa “serpente”. Il fiume è ghiacciato per buona parte dell’inverno ma durante il periodo estivo i cittadini di Užhorod si recano al fiume per pescare o farsi un bagno. Ovviamente si tratta di un fiume e da quello che ho visto non è poi proprio così pulito ma se vivi da queste parti e non la possibilità di recarti nella lontana Odessa se hai un pò un grande spirito di adattamento puoi immergerti in queste acque non proprio limpidissime
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Dopo due giorni di avventura ad Užhorod tra passaggi di fortuna, castelli, fiumi, chiese ortodosse e sinagoghe riadattate in sala concerto, adesso è arrivato il momento di rifare le valigie e andare alla stazione ferroviaria! Mi aspetta il treno delle 23:50 che mi porterà alle ore 06:20 presso l’incantevole la città del leone: Leopoli (in ucraino: Львів e traslitterato L’viv, in russo Львов e traslitterato L’vov)!
Dimenticavo …. Ci sono tre tipi di carrozze sui treni a lunga distanza in Ucraina e in tutti gli stati dell’ex unione sovietica: prima classe (SV), seconda classe (Coupe’) e terza classe (Platzkart) e in alcuni treni ci sono anche le carrozze cosiddette “con posti a sedere”, ovvero senza cuccette. Nelle carrozze di prima classe ci sono 2 letti in uno spazio riservato (cuccetta), in seconda classe ci sono 2 letti superiori e 2 letti inferiori in uno spazio riservato (cuccetta), in terza classe ci sono 4 letti in uno spazio non riservato (le cuccette sono aperte). Visto che la tratta in questione non aveva la prima classe ho deciso di comprare tutti e 4 i posti in cuccetta in seconda classe con 447,04 grivnie circa 16,50€ in modo da non condividere la cabina con nessuno e poter dormire tranquillamente per tutta la notte!

 

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IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Budapest (Ungheria) agosto 2015 – Inizio dalla “Parigi dell’Est” il mio lungo viaggio

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Il mio viaggio estivo 2015 inizia dall’Ungheria, precisamente dalla sua capitale Budapest!
Un lunghissimo viaggio tra 6 nazioni riconosciute e uno stato fantasma: Italia (Palermo/Roma), Ungheria (Budapest), Ucraina (Užhorod/Lviv/Odessa), Transnistria (Tiraspol), Moldavia (Chișinău), Romania (Brașov/Bucarest), Spagna (Barcellona).

Partiamo da come sono arrivato in terra magiara: utilizzando la compagnia catalana Vueling ho preso 2 voli con scalo programmato il primo con partenza dal capoluogo siciliano per Roma/Fiumicino alle 06.30 e da Roma/Fiumicino a Budapest alle 11.50!
Una volta arrivato a destinazione il transfert dall’aeroporto al centro di Budapest è stato facilissimo (se non volete prendere il taxi) basta prendere il bus numero 200 e poi a fine corsa la metro che vi porterà nelle fermata più comoda a voi.

Quando immaginiamo una vacanza, pensiamo subito alle capitali come Parigi, Londra, Roma, Berlino o Madrid e pochi considerano Budapest come una possibile meta!
Alcuni invece, più che per la propria bellezza e attrazione dall’idea di un viaggio nella lontana Ungheria si reca nella capitale ungherese per l’accessibilità dei costi del viaggio e degli alberghi ma una volta arrivati in loco si ricredono subito.

Budapest è una maestosa ed elegante città formata da Buda e Pest divise dallo scorrere del fiume Danubio. E’ una capitale nello stile dell’antica mitteleuropa così come Vienna e Praga (ma anche Belgrado). La tradizione culturale si rifà insieme a Vienna e Praga, all’impero austroungarico. L’Ungheria ha quasi 10 milioni di abitanti, 2 milioni e mezzo dei quali vivono nella capitale.

Budapest fu un’antica colonia romana e gli stessi romani furono i primi a sfruttare le centinaia sorgenti termali che si trovano nella ragione, molte delle quali sono ora delle terme pubbliche e rappresentano ancora una delle caratteristiche di questa capitale.
Nella città sgorgano ogni giorno milioni e milioni di litri d’acqua termale con una temperatura tra 20 e 76 °C. Incredibile è la varietà degli stabilimenti termali offerta, altissimo il numero di chi vi si reca quotidianamente, sia d’estate che d’inverno, per poche ore o per l’intera giornata per rigenerare corpo e mente.

Ma Budapest non è solo questo! Avete mai sentito parlare del Sziget Festival?

Se vi recate a Budapest a metà agosto non potete non andare a questa grandissima manifestazione a livello continentale! E’ un festival musicale che si tiene sulla Óbudai-sziget (“isola della vecchia Buda”) in mezzo al Danubio e prende nome dalla parola ungherese sziget che per l’appunto significa isola. Inizialmente nasce come rassegna per gruppi locali nel 1993 per poi aumentare e migliorare anno dopo anno il cast artistico. Ad oggi, è uno dei festival che conta più presenze in assoluto al mondo, grazie anche alla sua durata che a differenza di un normale festival è di una settimana!
Sziget Festival conta più di 60 palchi con musica dal vivo ma anche DJ set, spettacoli teatrali, proiezioni videocinematografiche, danza, esibizioni circensi, artisti di strada e manifestazioni sportive. È un evento unico nel suo genere, multimediale, aperto ad ogni espressione artistica e musicale, punto d’incontro di culture e tendenze disparate come pop, rock, metal, hip hop, blues, reggae, afro, world music, folk, elettronica, jazz, classica ed ogni altra sperimentazione sonora.
Proprio per la sua durata e l’afflusso di persone che si recano a Budapest in quel periodo, sorge la necessità di creare una rete di servizi a servizio del turista: dal fruttivendolo alla farmacia, dal cambio valuta al punto ricarica per telefoni, dal deposito bagagli a quello valori. Nello specifico E’ possibile acquistare un biglietto per l’intero periodo del festival quindi 7 giorni, 5 giorni o anche per solo un giorno!

Dopo questa lunga premessa potete ben capire che Budapest è una città pronta a soddisfare tutte le vostre esigenze e stili di vita, completa a 360 gradi: adatta dal giovane che ama la musica reggae all’avvocato che vuole rilassarsi!

Personalmente sono rimasto a Budapest un paio di giorni e ho cercato di fare un po’ tutto quanto! Ho cercato di visitare il più possibile la città, sono andato alle terme e ho assistito anche al primo giorno del Sziget Festival dove ha suonato anche Robbie Williams.

 


Per chi ama più un viaggio relax vi illustro le terme più famose e secondo me più belle di Budapest:

 

Il bagno Széchenyi (dove sono andato io)
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I bagni Széchenyi sono uno degli stabilimenti storici di Budapest nonché uno dei più grandi di tutta Europa con le sue 5 piscine e i 12 bagni termali. La maggior parte delle vasche è all’aperto ma la temperatura dell’acqua delle sorgenti, che in alcuni casi raggiunge 77 gradi, ed il conseguente vapore determinato dal calore consentono di giovare dei bagni anche in pieno inverno.Le terme Széchenyi prima stazione termale di Pest nel cuore del Parco Cittadino (Varosliget) hanno aperto i cancelli nel 1913. Sono ospitate in un pittoresco complesso di edifici in stile neobarocco che si impone in tutta la sua eleganza negli stucchi, nelle statue, nei mosaici, nelle decorazioni che rendono queste terme oggetto di grande ammirazione. Capolavoro gigante e maestoso da non perdere; particolarmente bella la sala con la cupola decorata da uno splendido mosaico in vetro.


I bagni Király

Le terme Király furono costruite nella seconda metà del ‘500 dal pascià di Buda Mustapha Szokoli. Perfettamente ristrutturate nelle forme originali, sono uno dei più bei esempi di architettura termo-balneare ottomana. Di epoca turca è il bagno perfettamente conservatosi alimentato dalla vicine fonti Lukás dove si trova l’omonimo bagno. I bagni Király si distinguono per le quattro cupole, di cui una sormontata dalla mezzaluna d’oro. All’interno della struttura di pietra si trova la bella la sala-cupola con la piscina ottagonale.

I Bagni Rudas

I Bagni Rudas risalgono alla metà Quattrocento e conservano più di ogni altri il fascino e la sontuosità degli antichi bagni turchi. bagni kiraly budapestSono alimentati da ben 18 sorgenti. Delle acque di tre di queste fonti (la Juventus, l’Attila e la Hungaria), ricche di calcio e magnesio, è possibile abbeverarsi direttamente dai rubinetti. Sotto la cupola semisferica, retta da otto colonne, si trova una piscina ottagonale (foto). La luce che filtra dalle finestre punteggianti la cupola crea, insieme all’acqua, uno splendido gioco di colori e riflessi contribuendo ad accrescere l’incanto di questo luogo. Nei weekend ospita pool party e serate lounge.

I bagni Rác

I Bagni Rác erano conosciuti sin dal ‘400 ed erano noti come “le terme reali”. Si narra, infatti che il re Mattia fece costruire un corridoio per collegare le terme al Palazzo Reale. Nel ‘500 i Turchi realizzarono la piscina con cupola conferendo così ai bagni la chiara impronta ottomana. Con la ristrutturazione del 1869 assunsero uno stile più eterogeneo. Oggi, dopo un ennesimo rimaneggiamento, le terme Rác sono parte di un lussuoso albergo, il Racz.

I Bagni Gellért

I Bagni Gellért sono senza dubbio i bagni termali più famosi di Budapest. Un vero e proprio gioiello architettonico impreziosito da favolosi mosaici di ceramica “Zsolnay”, statue in marmo, vetrate dipinte; un elegante edificio in stile Liberty che colpisce per l’ imponenza della struttura, lascia incantati per lo sfarzo degli ambienti e degli arredi originali in stile Art Nouveau.
Il complesso termale Gellért sorge ai piedi della collina Gellért laddove, sin dal Duecento, si riteneva esistessero sorgenti miracolose. Venne costruito durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, terme gellert budapestfu inaugurato nel 1918 ed in breve è diventato la meta preferita dai turisti stranieri ed ungheresi. Oltre al bagno termale e all’annesso hotel di lusso, sono presenti una piscina aperta ad onde artificiali circondata da un bel parco e da una terrazza, e una piscina coperta di acqua gassata con tetto apribile, piccolo capolavoro di architettura. Le terme Gellért sono l’ideale per rilassarsi e/o curarsi grazie alla piacevole temperatura delle acque (da 27 a 48 gradi) ed ai loro salutari effetti, ai massaggi e a trattamenti di cui si può beneficiare. Ma sono anche il modo per “tuffarsi” in un’altra epoca, quella della Belle epoque ungherese dei primi del Novecento. Un’esperienza da provare dunque, un posto unico, bello ed originale che merita senz’altro una visita.


 

Per chi ama invece i tour fotografici per la città o una vacanza culturale vi consiglio:


Il centro di Budapest

Via Andrassy è il viale più belli di Budapest ed è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell”Umanita dall’Unesco. Attraversando il viale si incontrano il Teatro Nazionale dell’Opera, la vecchia Accademia di Musica, l’Università delle Belle Arti, la Piazza Kodaly, ricca di statue, e la magnifica Piazza degli Eroi, con il Monumento del Millennio, il simbolo di Budapest.

Il lungodabubio di Budapest

Il lungodanubio di Budapest vanta dei meravigliosi ponti ed è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Oltre a passeggiare lungo il Danubio, per ammirare il suo splendore dall’alto, ci si può recare presso il Palazzo della Fortezza, la Funicolare, o sul Monte Gherardo. Tra i ponti più belli del Danubio ci sono il Ponte delle Catene e il Ponte Margherita.


Szechenyi Lanchid – Ponte delle Catene

Szechenyi Lanchid è il famoso Ponte delle Catene ed è stato costruito nel 1849 per unire Buda a Pest. Precedentemente per poterlo attraversare si era obbligati a pagare il pedaggio.

Il Teatro Nazionale dell’Opera

Il Teatro Nazionale dell’Opera è uno dei più grandi d’Europa, ospita circa 1200 spettatori ed è stato progettato da uno dei più grandi architetti ungheresi di tutti i tempi: Miklos Yol. L’atrio vanta un soffitto a volta con magnifici affreschi raffiguranti le nove Muse e dorature. Il Teatro si può ammirare tutti i giorni con visite guidate, tranne che nei giorni di spettacoli.

Basilica di Santo Stefano

La Basilica di Santo Stefano è la chiesa più grande di Budapest e dalla sua cupola, raggiungibile salendo 302 scalini, o con l’ascensore, si può ammirare il paesaggio su Buda o il centro di Pest.

Sinagoga di Dohany utca

La Sinagoga di Dohany utca è la più grande d’Europa e la seconda del mondo e può accogliere fino a tremila persone. Costruita in stile romantico vanta anche degli elementi bizantini e moreschi come il rivestimento in piastrelle decorate, le vetrate artistiche e le ricche decorazioni. L’organo della sinagoga è stato suonato da Ferenc Liszt, più grande compositore ungherese. All’interno della sinagoga si trova anche un museo ebraico.

La Chiesa Parrocchiale del Centro Città

Presso il Ponte Elisabetta si trova la Chiesa Parrocchiale del Centro Città, l’edificio più antico di Pest che vanta elementi romani e gotici, nicchie turche, altari rinascimentali e opere in stile liberty e moderno.

Il Cafè New York

L’armonioso Palazzo e Cafè New York è stato costruito nel 1894 in stile eclettico: vi si riconoscono influssi stilistici architettonici neobarocchi, rinascimentali e rococò. Presso il cafè vi si riuniscono i personaggi più prestigiosidella vita culturale di Budapest.

Bagno Termale Rudas

Il Bagno Termale Rudas è stati costruito nella seconda metà del Quattrocento dal pascià di Buda Sokoli. Alcune aree, come quelle del lato Nord, sono ancora le originali sopravvissute fino a noi. Da vedere la cupola con le piccole vetrate decorate.

Piazza degli Eroi

Piazza degli Eroi, a Pest, è stata costruita nel 1896 per celebrare i mille anni dall’arrivo degli Ungari. Sul colonnato e la tomba del milite ignoto si affacciano il Museo delle Belle Arti, Szepmuveszeti Muzeum, e il Palazzo delle Esposizioni.

Vorosmarty Ter

La piazza di Vorosmarty Ter è una delle più frequentate di Pest per la presenza di numerosi e tipici caffè, ideali una piacevole pausa e incontrare amici.

ll Parco ferroviario Fusti

Il Fusti è un parco e un museo unico in Europa, dedicato alle ferrovie è stato inaugurato nel 2000 ed è l’ideale per una visita con i bambini. Oltre ad ammirare i vagoni originali dell’Orient Express, gli adulti possono addirittura provare a guidare una locomotiva all’interno del parco.
Parco del Varosliget

Nel Parco del Varosliget, uno dei più belli di Pest, si trova il magnifico castello del Vajdahunyad Vara, costruito nel 1896 in occasione dell’Esposizione Universale. Oltre al castello il parco vanta un lago dove in estate si può andare in barca e d’inverno, poichè ghiacciato, si puà pattinare.

Memento park – Il Parco delle Statue di Budapest

Fuori dal centro abitato di Budapest si trova il Memento Park e si arriva con un bus diretto dal centro città e partenza ogni giorno alle 11 da Deák tér (ci si arriva con la metro N.1, N.2, N.3) e troverete un bus con insegna Memento Park.
Gli abitanti di Budapest sono stati furbi: mentre tutti i paesi dell’Est hanno approfittato della fine del Comunismo per buttare giù le statue sfogando sul marmo decenni di mancata libertà, qui hanno fatto di meglio. Hanno trasformato questi colossi in un ottimo strumento di sfruttamento della memoria, per quanto brutta possa essere. Hanno quindi messo insieme tutte le statue che rappresentano le grandi figure del comunismo (Marx, Lenin, Stalin, Bela Kun) insieme ad anonimi soldati liberatori dell’ex Urss e hanno creato un Memento Park del comunismo. Se non vi basta guardare in faccia i “compagni” ma volete portarvene a casa un pezzettino, potete anche comprare memorabilia degli anni della Guerra Fredda (spille, spillette, magliette, sigarette d’epoca). Se vi interessa, c’è una bella mostra su come veniva addestrata una spia comunista.


Il book fotografico di Budarest (Ungheria) 2015

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Il book fotografico di Budarest (Ungheria) 2015


Dopo questa parentesi ungherese è arrivato il momento di cambiare aria e nazione!
Dalla stazione Nyugati di Budapest alle ore 07:23 prendo il treno diretto per la piccola cittadina di Zahony che conta meno di 5.000 anime ma crocivia tra Unione Europea/NON Unione Europea con la sua dogana tra Ungheria e Ucraina!

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Novembre/Dicembre 2015: tempo di nuove avventure e nuove collaborazioni tra Spagna, Danimanca, Svezia, Irlanda, Lettonia e Ucraina!!

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Novembre e dicembre 2015 si avvicinano e per me sarà un periodo ricco di nuove esperienze.
In questi mesi sono nati nuovi progetti e nuove collaborazioni: alcune già in atto e altre ancora da attivare.
La fine di questo 2015 sarà tempo di nuove avventure e nuove fantastiche esperienze!
Faccio in modo che i miei viaggi non siano mai banali e molto sedentari, difficilmente mi fermo per lunghi periodi in una città perchè preferisco avere sempre nuovi stimoli e nuove cose da vedere!
Questa volta forse ho esagerato un tantino … soprattutto in dei mesi non proprio consigliatissimi per visitare questi posti: toccherò 6 nazioni in un periodo dell’anno dove ci sono poche ore di luce e in mancanza del calore solare sicuramente le temperature scenderanno sotto lo zero con possibilità anche di neve! Questa volta però non sarò da solo come il mio ultimo lungo viaggio di fine agosto 2015 durato 20 giorni ma sarò in compagnia del mio amico e anche lui travel blogger Luciano Blancato.

La Statua della Madre Patria (in ucraino: Батьківщина-Мати) è un colossale monumento situato a Kiev

La Statua della Madre Patria (in ucraino: Батьківщина-Мати) è un colossale monumento situato a Kiev

Viaggerò tra Spagna, Danimanca, Svezia, Irlanda, Lettonia e Ucraina in compagnia di due marchi leader nei loro rispettivi settori come Ciak Roncato nel mondo delle valigie e Manfrotto negli accessori per fotografia! Ma non finisce qui: sarà anche tempo di una sinergia con l’ente del turismo Svedese Visit Sweden che contribuirà nella mia visita nella città di Malmö e non dimenticando sempre Vueling Airlines per alcuni spostamenti aerei e GoPro con la sua HERO 4 Silver per le riprese

I presupposti per un fine anno con il botto ci sono tutti! 🙂

A presto

 


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Ligabue Campovolo 2015: in diretta da Reggio Emilia minuto dopo minuto! Siamo in 150.000

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Campovolo non è un concerto …
CAMPOVOLO E’ IL CONCERTO!

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Per me questo è il terzo Campovolo: dopo il 2005 e il 2011 arriva finalmente il 19 settembre 2015 e vi assicuro che l’atmosfera che si vive ha qualcosa di magico, unico e impossibile da descrivere. Campovolo è un evento unico nel suo genere, infatti con il concerto più lungo della sua carriera Luciano Ligabue festeggia contemporaneamente i suoi 25 anni di successo, i 25 anni del suo primo album Ligabue, i 20 anni di Buon Compleanno Elvis e i 10 anni dal suo primo concerto al Campovolo. Questo evento non è solo un concerto ma è soprattutto una festa! I festeggiamenti cominceranno con un giorno di anticipo con ASPETTANDO CAMPOVOLO dalle ore 15.00 di venerdì 18 settembre il Liga Village sarà infatti aperto al pubblico che ha acquistato il biglietto del concerto e che potrà godersi l’attesa con le iniziative organizzate e le attività aperte lungo la “LigaStreet”. Passiamo alla descrizione della location del concerto: ci saranno 24 infopoint numerati ai quali rivolgersi per richiedere ogni informazione e da utilizzare come punto di ritrovo.; non mancheranno anche i punti di ristoro precisamente saranno 24 quelli all’interno del Campovolo (8 disposti sulla Street e 16 all’interno dell’arena) e 7 adiacenti al Campovolo (posizionati nei principali parcheggi), presso i punti di ristoro i prezzi saranno controllati dall’organizzazione; infine sulla Liga Street potrete trovare due birrerie per la vendita di prodotto spillato e due stand che offrono un packed lunch.

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Ma dove dormire? Molti fan come me per vivere in toto questa strepitosa esperienza hanno scelto di pernottare la notte prima del concerto nell’area tende progettata per accogliere diverse migliaia di ragazzi e ragazze offrendo loro diversi servizi come: punti comuni di distribuzione acqua, servizi igienici, illuminazione notturna ma priva di attacchi di corrente elettrica.

Campovolo2015_02Ligabue suonerà e canterà dal vivo tutto l’album “Ligabue” accompagnato dai ClanDestino, tutto l’album “Buon Compleanno Elvis” accompagnato La Banda, tutto il meglio di “Giro del mondo” accompagnato da Il Gruppo. Questi i componenti delle band: CLANDESTINO (Gigi Cavalli Cocchi, batteria; Max Cottafavi, chitarre; Luciano Ghezzi, basso; Giovanni Marani, tastiere); LA BANDA (Robby “Sanchez” Pellati, batteria; Fede Poggipollini, chitarre; Mel Previte, chitarre; Antonio “Rigo” Righetti, basso); IL GRUPPO (Michael Urbano, batteria; Fede Poggipollini, chitarre; Niccolò Bossini, chitarre; Davide Pezzin, basso; Luciano Luisi, tastiere)

Che dire ragazzi godetevi questo concerto e se siete impossibilitati a partecipare seguitemi..seguitemi…seguitemi! Per farvi respirare un po’ di Campovolo 2015 pubblicherò foto e video in diretta dall’Emilia Romagna (e non solo) … personalmente ho organizzato un transfert in partenza oggi giovedì 17 settembre dalla Sicilia a Reggio Emilia.

 

CLICCATE SULL’IMMAGINE QUI SOTTO PER VISUALIZZARE LE FOTO DA CAMPOVOLO

 

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Book fotografico del concerto di Luciano Ligabue al Campovolo di Reggio Emilia

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – Un anno da Ambasciatore Vueling per Palermo – 2014 volte grazie Vueling Airlines

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Un anno da Ambasciatore Vueling Airlines per Palermo.
Un’esperienza fantastica che mi ha portato a viaggiare per tutto il 2014 tra 16 nazioni e tantissime città!

 2014 volte grazie … Vueling Airlines

 

Negli ultimi 7 anni ho visitato 34 stati europei riconosciuti (Andorra, Armenia, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Inghilterra, Italia, Islanda, Kosovo, Macedonia FYROM ex repubblica di Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ucraina, Ungheria, Vaticano) e uno “de facto” come la Transnistria.

Da fine aprile 2014 sono diventato testimonial e ambasciatore nella mia splendida Palermo della compagnia aerea spagnola VUELING AIRLINES ! Un’esperienza unica e irripetibile che mi darà la possibilità fino al 31 dicembre 2014 di seguire in Italia, in Europa e nel mondo, tutti i maggiori eventi organizzati da questa splendida compagnia aerea catalana e avrò anche la fortuna di poter usufruire di 50 voli gratis da utilizzare ovviamente in tutte le città servite da Vueling

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

FOTO e VIDEO – Don’t Forget Srebrenica … 11 luglio 1995 – 11 luglio 2015! – 20 anni per non dimenticare il genocidio! Potočari (8372)

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Domani sarà il ventesimo anniversario del genocidio di Srebrenica!
11 LUGLIO 1995 – 11 LUGLIO 2015! Ma di cosa stiamo parlando?!?!?
A scuola non se ne parla …. a volte non c’è nemmeno nei libri di storia. L’11 luglio è una data tristemente significativa e sempre più dimenticata: il Parlamento europeo nel 2009 la istituì come giornata della memoria per le vittime del genocidio di Srebrenica, consumatosi nel cuore dell’Europa 20 anni fa.

IL Book fotografico del Cimitero Potočari (8372) – Srebrenica (Bosnia Erzegovina)

IL Book fotografico del Cimitero Potočari (8372) – Srebrenica (Bosnia Erzegovina)

 

Srebrenica (in serbo: Сребреница ˈsrêbrenit͡sa) è una città e un comune nella parte orientale della Bosnia-Erzegovina appartenente all’entità della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina (Republika Srpska).
Srebrenica è il più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, e rappresenta la vittoria dei nazionalisti e la sconfitta delle Nazioni Unite. All’epoca, l’incaricato per i diritti umani dell’ONU Mazowiecki definì l’azione serba “una violazione molto seria e su scala enorme dei diritti umani, descrivibile solo con la parola barbarie: attacchi alla popolazione civile, uccisioni e stupri”. La città di Srebrenica svuotata dei propri abitanti viene presa d’assalto da famiglie serbo-bosniache, quasi tutte profughe a loro volta che alterarono la composizione e la cifra etnica della cittadina. Le autorità serbo-bosniache e jugoslave inizialmente avevano negato quanto accaduto. Fino ad oggi circa migliaia e migliaia di vittime sono state ritrovate tra i boschi e i vicini comuni. Uno sterminato cimitero musulmano e un maestoso monumento alla memoria, presso Srebrenica, inaugurato nel 2003, ne ha sepolti 8372 mentre tanti altri corpi esumati aspettano ancora i risultati per essere ufficialmente identificati. I responsabili della strage negli anni successivi al compimento del genocidio fecero di tutto per nascondere le prove, svuotando molte fosse originarie e riseppellendo i cadaveri frazionati in più fosse disseminate in un arco di cinquanta km da Srebrenica.
Il Massacro fu considerato crimine di guerra, per il quale furono perseguiti sia Ratko Mladić, arrestato lo scorso 26 maggio dopo una lunga latitanza, che Željko Ražnatović, meglio conosciuto come Arkan, sanguinario esecutore di genocidi e pulizie etniche nei Balcani. La giustizia non fece in tempo a fare il suo corso: Arkan fu assassinato nel 2000.
Ci sono ancora dei misteri irrisolti intorno alla carneficina, dalle cause effettive dell’esplosione di violenza al mancato intervento dei Caschi blu dell’ONU, che detenevano la sovranità militare del territorio di Srebrenica.


 

Srebrenica, 12 luglio 1995. Le truppe serbe entrano a Potocari, un villaggio a sei chilometri da Srebrenica, dove le truppe dell’Onu hanno il loro quartier generale. Il comandante dei caschi blu ha ottenuto da Mladic l’assicurazione che donne, vecchi e bambini saranno evacuati nel territorio sotto il controllo dei musulmani. Nel primo pomeriggio arrivano a Potocari 40-50 veicoli, tra furgoni, camion e jeep, su cui viene caricato un primo contingente di persone. Mladic si fa vedere sulla scena dai giornalisti, che osservano i soldati serbi mentre distribuiscono acqua e pane agli sfollati e gettano dolci ai bambini. “Non abbiate paura – dice Mladic davanti alle telecamere. – State calmi, calmi. Lasciate che donne e bambini vadano per primi. Verranno tanti autobus. Non abbandonatevi al panico. State attenti che nessuno dei bambini si perda. Non abbiate paura. Nessuno vi farà del male”.

Ratko Mladic dopo l’arresto, avvenuto il 26 maggio 2011, dopo 16 anni di latitanza (ilmessaggero.it)

Intanto a New York il Consiglio di sicurezza dell’Onu adotta all’unanimità una risoluzione per chiedere “l’immediata cessazione dell’offensiva dei serbi bosniaci e il loro ritiro dalla zona di protezione di Srebrenica”. Una pronuncia formale, che non avrà alcun effetto. Sul calar della notte, i serbi raccolgono a Potocari gli uomini che sono riusciti a rastrellare in un edificio di fronte all’accampamento dell’Onu, noto come “casa bianca”. Alcuni di loro vengono uccisi sul posto, mentre la maggioranza viene trasportata a Bratunac, dove viene sottoposta a sevizie, prima di essere trucidata. Il 13 luglio inizia la grande mattanza in un’atmosfera di esaltazione collettiva, come sarà testimoniato dagli appartenenti a un convoglio dell’Agenzia Onu per i rifugiati, che vedono i serbi bosniaci, molti dei quali ubriachi, festeggiare nelle strade. Nei quattro giorni successivi le uccisioni di massa continuano senza tregua, con ogni tipo di arma, anche con granate.

Boutros Boutros-Ghali, segretario generale Onu dal 1992 al 1996. La comunità internazionale non impedì la strage di Srebrenica (agenziastampaitalia.it)

Per quanto già il 13 luglio le notizie che qualcosa di terribile sta accadendo a Bratunac comincino a raggiungere i vertici delle Nazioni Unite, Jasushi Akashi – rappresentante speciale del segretario Boutros-Ghali – chiede che non vengano rese pubbliche, per non mettere in pericolo gli osservatori militari dell’Onu ancora a Srebrenica. Solo il 16 e il 17 luglio, quando i giornalisti intervistano i primi fuggiaschi all’aeroporto di Tuzla e i caschi blu rimpatriati attraverso Zagabria, cominciano a trapelare le prime informazioni sul massacro. Uno degli uomini dell’Onu racconterà: “La stagione di caccia è al culmine… presi al bersaglio non sono solo gli uomini al servizio del governo bosniaco… ma anche donne, pure quelle incinte, bambini e vecchi… su alcuni si spara o li si ferisce, ad altri vengono tagliate le orecchie e alcune donne sono state stuprate”.

Il 16 luglio sul tardi e nelle prime ore del 17 luglio una colonna di uomini e ragazzi fuggiti attraverso i boschi raggiunge dopo sei giorni di marcia il territorio controllato dal governo di Sarajevo. Di 15mila, quanti erano partiti, ne sono rimasti vivi tra i 4500 e i 6000.


Don’t Forget Srebrenica

 

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