Bucarest (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati al Castello di Dracula presso la localita di Bran …

Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

Dopo qualche ora di treno finalmente arrivo a Gara de nord (stazione nord) e così posso dire che per la quarta volta sono a Bucarest pronto a distruggere nuovamente tutti i pregiudizi e stereotipi che l’avvolgono da chi non è mai stato da queste parti e che nel loro immaginario la focalizzano magari come grigia e tetra, piena soltanto di palazzi costruiti nel periodo socialista.

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Bucarest capitale della Romania, con quasi 2 milioni di abitanti ha più cose da fare e da vedere di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti. Quello che affascina di Bucarest è la sua architettura di fin de siècle, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, la sua intensa vita culturale e artistica, tanto da meritarsi anche il soprannome di Piccola Parigi. Inoltre, per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo dal quale inizia Soseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo del celebre Champs Elysees. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Tra i monumenti da non perdere la Curtea Veche, la vecchia corte principesca del Quattrocento, le chiese ortodosse, gli edifici in stile liberty e art nouvea.
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Cosa è vero e cosa non è vero di Bucarest?
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Generalmente sappiamo poco di cosa sia successo in Romania dopo la caduta del regime nel 1989 e l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007. Se si pensa a questo Paese, la prima immagine (sbagliata) che salta alla mente è quella delle badanti che espatriano alla ricerca di un lavoro ma i lavoratori rumeni arrivano soprattutto dalla campagna e non dalla capitale.
Proprio perchè a mio parere c’è molto disinformazione per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza e quello che secondo me c’è di vero e quello che c’è di falso a Bucarest rispetto alle idee più comuni su una città ancora ai margini dei circuiti turistici.

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È piena di cani randagi, pericolosa e sporca
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Capita di leggere che i branchi di cani randagi siano uno dei problemi di Bucarest. Non so bene quando e come la città abbia risolto la questione, quel che è certo è che non se ne vedono più in giro. E a dire il vero non capita di imbattersi nemmeno in molti gatti.

Per quanto riguarda i rifiuti, a parte qualche cumulo di abiti vecchi accatastato vicino ai cassonetti, la città è molto pulita. La raccolta differenziata si sta lentamente diffondendo e in generale è frequente incontrare spazzini che raccolgono i rifiuti o lavano le strade come avviene nella maggior parte delle città europee.

Un altro timore comune è quello della sicurezza. In realtà le città dell’Est sono più sicure di molte località occidentali, forse anche perché la presenza di polizia o di guardie private davanti ad alcuni luoghi – istituzioni, ambasciate, banche, parchi pubblici – è chiaramente percepita, anche se discreta. Bucarest, inoltre, è più illuminata rispetto ad altre città balcaniche. Si può camminare in tutta sicurezza lungo i viali principali del centro, ma anche nelle strade laterali.

Di mendicanti , zingari e persone che chiedono l’elemosina per strada non se ne vedono molti, forse anche meno rispetto ad altre città italiane ed europee. È frequente invece vedere rom che vendono prodotti agricoli al mercato di Obor. I venditori ambulanti sono rari e poco insistenti.

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Ci sono i bambini che vivono nelle fogne
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La questione dei bambini nelle fogne sembra sia stata un po’ superata anche se è complessa.

Di certo, i turisti non hanno la percezione di queste vite ancora ai margini, che sono cominciate sia durante gli ultimi anni del regime di Ceausescu, quando nei canali si rifugiarono gli zingari per sfuggire al dittatore, sia subito dopo, quando divennero la casa di bambini abbandonati o fuggiti dagli orfanotrofi.

A me è capitato di scorgere da lontano, in una zona ai margini del centro, tre adolescenti sulla riva del fiume: che non fossero bambini in un momento di normale gioco era evidente dai vestiti di stracci che avevano addosso e dal fatto che uno di loro sniffava colla da un sacchetto di plastica.

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Costa tutto poco, cibo compreso
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L’Europa dell’Est è una meta low cost, in grado di evitare il dissanguamento dei portafogli. Bucarest però è molto meno economica di quanto si possa immaginare. La moneta è il Lei: 1 Lei vale circa 0,23 Euro. Questo significa che la moneta è molto debole, ma i prezzi sono alti. In generale, i prezzi sono abbastanza simili a quelli italiani e soltanto in qualche caso più bassi.

Tra le cose ancora economiche, ci sono l’alloggio e i mezzi pubblici. Per un appartamento per due in pieno centro ho speso 50 euro per due notti. L’ottimo servizio bus dall’aeroporto in centro città, attivo ogni 20 minuti, 24 ore su 24, costa circa 2 euro. I biglietti metro sono venduti a coppie e costano complessivamente 1,20 euro euro, mentre il biglietto del bus si paga 0,40 euro.

Il cibo ha costi molto variabili: la maggior parte dei ristoranti è di livello medio-alto e si stanno diffondendo a macchia d’olio locali di tendenza, i cui prezzi sono molto vicini a quelli italiani. Il luogo dove tutto costa di più in assoluto è l’aeroporto: se potete non acquistateci nulla. Il cibo è ovunque molto buono, i locali dedicano molta attenzione alla presentazione dei piatti, mentre le porzioni non sono così abbondanti come mi è capitato di trovare nei Balcani.

Un piatto unico di carne con un piccolo contorno costa in media 7/8 euro. Il caffè può costare 60 centesimi o arrivare a 1,5 euro, dipende se bevuto in pieno centro, ad esempio ad un tavolo in piazza Università.

Un frullato di frutta fresca o un cocktail analcolico in uno dei garden bar frequentati dai giovani costa circa 4 euro, mentre mezzo litro di limonata aromatizzata, bevanda romena molto amata, costa circa 2,5 euro. La bevanda più economica è la birra (una media costa 1,5 euro), la più cara l’acqua (una bottiglia arriva anche a 2,50 euro).

Ancora molto economici sono alcuni tipici piatti semplici e poveri, che si possono acquistare anche nei chioschi al mercato: un piatto di mici (polpette speziate) costa 3,50 euro, mentre i cevrigi (ciambelline di pasta dolce ricoperte di sale) costano (0,20 euro).

 

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Non c’è niente da vedere
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Bucarest è perfetta per gli appassionati di musei. Le strutture espositive sono numerose e di molti generi diversi, che vanno oltre le strutture museali tradizionali di storia, arte moderna e contemporanea. Tra i più famosi, anche per la loro originalità, il Museo del Villaggio, il primo museo all’aperto in Europa con decine di ricostruzioni rurali come fattorie, chiese, mulini a vento provenienti dalla campagna romena e il Museo del Contadino Rumeno, le cui collezioni di costumi, icone e oggetti d’arte hanno ricevuto un prestigioso premio europeo. Ma ci sono anche musei più piccoli e semisconosciuti ai turisti come il Museo Zambaccian che prende il nome dell’imprenditore rumeno che abitò nella villa che oggi ospita la sua collezione di pittura rumena a cui si aggiungono Matisse, Cezanne e Renoir o come il Museo Theodor Pallady ospitato nell’abitazione del ricco mercante Melik e dedicato al pittore romeno influenzato dall’arte di Matisse. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Chi invece esplorare la città, può macinare chilometri da Piata Victorei a Piata Unirii, passando per Piata Revolutiei, e arrivare fino a Piata Presei Libere per fare una gita in barca sul lago all’interno dei 22 ettari del parco Herăstrău, oppure spingendosi fino al quartiere di Cotroceni, riqualificato di recente.

Irrinunciabile la visita all’Ateneo Romeno (10 Lei), di cui parlerò a lungo in un altro post. Infine, se amate monumenti, palazzi e chiese, a Bucarest c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Una cosa è certa: non rischierete di annoiarvi o di non sapere cosa fare.

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È una metropoli molto trafficata
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A Bucarest conta i viali e le strade sono intasate di auto tutto il giorno. Il traffico diminuisce soltanto la notte, il sabato e la domenica. I romeni guidano veloci e sono poco pazienti, ne consegue un ampio uso di clacson per cercare di farsi strada nel traffico.

Nonostante tutto, però, gli automobilisti sono piuttosto attenti ai pedoni e vi capiterà spesso che qualcuno si fermi per lasciarvi attraversare la strada, anche se non siete sulle strisce pedonali: l’importante è che non ci mettiate troppo tempo e che siate veloci. I viali più trafficati del centro hanno passaggi sotterranei per agevolare l’attraverso pedonale: usateli, tanto più che sono puliti e sicuri.

I parcheggi sono selvaggi e spesso occupano metà della superficie del marciapiede destinato ai pedoni. Bucarest non è una città a misura di portatori di handicap e nemmeno di passeggini per bambini.

Ciononostante il trasporto pubblico è ben sviluppato, la metro è ottima e collega larga parte della città. Esiste un economico servizio di bus 24/24 dall’aeroporto al centro città. Abbastanza sviluppate, oltre che utilizzate anche per gli skateboard, sono le piste ciclabili, specie sui lunghi e ampi viali.

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È enorme e densamente abitata
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Prima di arrivare in città non avevo la percezione che Bucarest fosse così grande. Dai dati di Wikipedia, sembra invece che sia la sesta città più popolosa d’Europa (dopo Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi), ma la sensazione è che negli ultimi anni Bucarest abbia scalato questa classifica e abbia superato i due milioni di abitanti. Dai dati non ufficiali, la popolazione sarebbe di oltre tre milioni.

Che la città sia molto grande e densamente abitata si percepisce dalle strade intasate dal traffico oltre ogni limite, dai tantissimi bar e ristoranti, dalle file di palazzoni densamente abitati, dall’area vastissima su cui si estende il centro storico, dalle enormi piazze disposte su una città policentrica.

Se volete farvi un’idea di Bucarest, e visitarla in lungo e in largo, preparatevi a camminare e a restare in città almeno quattro giorni.

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Ci sono molti parchi verdi
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Una delle caratteristiche delle città dell’Est è quella di avere grandi spazi verdi frequentati dagli abitanti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante la bella stagione. Bucarest non fa eccezione e, a causa dell’ampiezza della città, le aree verdi sono ancora più numerose e vaste di altre capitali.

Il parco Herăstrău è il più grande, si estende su oltre 200 ettari e ospita un lago su cui si possono fare gite in barca. I parchi sono tutti estremamente curati, con sentieri e panchine su cui fare una sosta. Spesso hanno aree dedicate ai bambini o chioschi a cui rifocillarsi. D’estate la sera alcuni si trasformano in discoteche all’aperto.

Tra i  principali ci sono il parco Carol I, molto vicino al centro e realizzato nel 1906 in occasione dell’esposizione “Romania nel mondo”; il Giardino botanico nel quartiere di Cotroceni, accanto al palazzo del presidente della Romania e il parco Tineretuli, che ospita il Palazzo dello Sport e della Cultura, dove si tengono eventi sportivi e concerti.

Tutti i parchi hanno il wifi free, e funziona!



Da non perdere a Bucarest?

Il Palazzo di Ceauescu: l Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) con una superficie di 350.000 m² è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. La valutazione immobiliare, non ancora ultimata, è di circa 3 miliardi di dollari. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell’era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului. Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna.
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Lipscani: Nessun altro quartiere di Bucarest è cambiato così tanto negli ultimi decenni come Lipscani. Fino agli anni ‘80 questa parte del centro storico, che prende il nome da una delle vie principali, era in rovina, ma oggi rappresenta il cuore della scena artistica rumena, nonché una nota destinazione per la vita notturna.
Tra le 2 guerre mondiali, Bucarest era nota come la “Piccola Parigi”, ma il regime comunista ne ordinò la demolizione. Per fortuna non si arrivò a tanto e oggi Lipscani è probabilmente il quartiere più interessante della città. Sono state create zone pedonali con negozi alla moda, cortili nascosti, negozi di antiquariato e molte gallerie d’arte.
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Piazza Unirii: Nel cuore della città socialista, costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggio parte della vecchia città di Bucarest, si trova Piata Unirii, una delle piazze più grandi della capitale. Nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo, la Piazza dell’Unificazione è dominata dal Centro commerciale Unirea mentre nella sua parte centrale si trova un piccolo parco con delle fontane dove rilassarsi.
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La Lupa Capitolina non è solo a Roma ma anche a Bucarest (Romania) dal 1997 alla 2010 presso Piața Romană (Piazza Romana). Ora la statua è trasferita alla Piața Roma (Piazza Roma): intersezione della Bulevardul I.C. Brătianu e Strada Lipscani

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La Lupa Capitolina a Piața Romană (Piazza Romana).nel 2008

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La lupa a Piața Roma estate 2015

ll viale che collega Piazza Unirii al palazzo del Palamento è veramente una chicca: degli alberi ai bordi e una lunga striscia di terra centrale arricchita con delle bellissime fontane e un prato molto curato.
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Kirche Curtea Veche: Tipica chiesa ortodossa, piccola, raccolta, ma suggestiva. Durante la cerimonia si ascolta la musica sacra anche dal di fuori della chiesa e si trova proprio all’inizio del quartiere Lipscani.
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Arco di Trionfo: Si trova nella parte nord di Bucarest, sulla strada Kiseleff, all’incrocio con i Bulevard Constantin Prezan, Alexandru Averescu e Alexandru Constantinescu, ed è stato costruito in legno e stucco nel 1922. Negli anni 1935/1936, l’Arco è stato ristrutturato e rivestito di pietra in quanto, per il degrado della struttura era diventato un monumento scomodo dal punto di vista architettonico.
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Il Palazzo CEC (rumeno: Palatul CEC) costruito nel 1900 e situato su Calea Victoriei di fronte al Museo Nazionale di Storia rumena, è la sede del CEC Bank.
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La Chiesa Crețulescu (in romeno Biserica Crețulescu o Kretzulescu) è una chiesa ortodossa che si trova sulla Calea Victoriei (viale della Vittoria) nel centro della città, ad un angolo della piața Revoluției (piazza della Rivoluzione), presso il Palazzo Reale che accoglie il Museo nazionale d’arte rumena.
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Come arrivare a Bucarest?

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Bucarest si trova nella Muntenia, una delle Regioni che formano la Valacchia, nel sud della Romania, ed è collegata quotidianamente con l’Italia anche da voli (low cost e non) che raggiungono i due aeroporti Baneasa oppure Otopeni.
E’ è proprio dall’ultimo aeroporto Otopeni che si conclude questo mio lunghissimo viaggio con uno scalo a Barcellona tra 6 nazioni riconosciute (Italia, Ungheria, Ucraina, Moldavia, Romania, Spagna) e uno stato fantasma (Transnistria).
Al prossimo viaggio

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com