Il genocidio di Srebrenica (Bosnia ed Erzevovina) e il cimitero memoriale Potočari (8372)

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Conoscete Srebrenica? Qual è il più grande genocidio in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale?
A scuola non se ne parla … a volte non c’è nemmeno traccia nei libri di storia. L’11 luglio è una data tristemente significativa e sempre più dimenticata nonostante il Parlamento europeo nel 2009 la istituì come giornata della memoria per le vittime del genocidio di Srebrenica, consumatosi nel cuore dell’Europa circa 25 anni fa.

Il parco memoriale Potocari è un altro dei luoghi della vergogna della nostra cara Europa, il luogo in cui c’era la base dei caschi blu olandesi che non solo non riuscirono a fermare il massacro ma quasi senza volerlo diedero una mano a renderlo ancora più grottesco. Il Memoriale è tutto nelle foto che tra poco scorrendo vedrete, un immenso prato di steli bianchi e poco altro.
Srebrenica è il posto che più mi ha colpito in tutti i miei viaggi: entrarci dentro mette i brividi e la cosa che più mi ha colpito è silenzio e il dolore che si percepisce nell’aria, interrotto di tanto in tanto da qualche pianto disperato di chi a distanza di decine di anni, viene qui commemorare l’anima del proprio defunto.


COME ARRIVARE A SREBRENICA

Arrivare a Srebrenica non è semplice e la via più diretta è da Sarajevo o da Tuzla in macchina. Da Belgrado partono dei pullman ma arrivano soltanto alla cittadina di confine serba di nome Ljubovija e li bisogna cambiare mezzo  e oltrepassare la dogana per raggiungere Srebrenica. Da qui non ci sono mezzi diretti e i 43 km potrebbero divenire un’eternità se non trovate una macchina/taxi che vi accompagni.


Srebrenica, 12 luglio 1995. Le truppe serbe entrano a Potocari, un villaggio a sei chilometri da Srebrenica, dove le truppe dell’Onu hanno il loro quartier generale. Il comandante dei caschi blu ha ottenuto da Mladic l’assicurazione che donne, vecchi e bambini saranno evacuati nel territorio sotto il controllo dei musulmani. Nel primo pomeriggio arrivano a Potocari 40-50 veicoli, tra furgoni, camion e jeep, su cui viene caricato un primo contingente di persone. Mladic si fa vedere sulla scena dai giornalisti, che osservano i soldati serbi mentre distribuiscono acqua e pane agli sfollati e gettano dolci ai bambini. “Non abbiate paura – dice Mladic davanti alle telecamere. – State calmi, calmi. Lasciate che donne e bambini vadano per primi. Verranno tanti autobus. Non abbandonatevi al panico. State attenti che nessuno dei bambini si perda. Non abbiate paura. Nessuno vi farà del male”.

Ratko Mladic dopo l’arresto, avvenuto il 26 maggio 2011, dopo 16 anni di latitanza (ilmessaggero.it)

Intanto a New York il Consiglio di sicurezza dell’Onu adotta all’unanimità una risoluzione per chiedere “l’immediata cessazione dell’offensiva dei serbi bosniaci e il loro ritiro dalla zona di protezione di Srebrenica”. Una pronuncia formale, che non avrà alcun effetto. Sul calar della notte, i serbi raccolgono a Potocari gli uomini che sono riusciti a rastrellare in un edificio di fronte all’accampamento dell’Onu, noto come “casa bianca”. Alcuni di loro vengono uccisi sul posto, mentre la maggioranza viene trasportata a Bratunac, dove viene sottoposta a sevizie, prima di essere trucidata. Il 13 luglio inizia la grande mattanza in un’atmosfera di esaltazione collettiva, come sarà testimoniato dagli appartenenti a un convoglio dell’Agenzia Onu per i rifugiati, che vedono i serbi bosniaci, molti dei quali ubriachi, festeggiare nelle strade. Nei quattro giorni successivi le uccisioni di massa continuano senza tregua, con ogni tipo di arma, anche con granate.

Boutros Boutros-Ghali, segretario generale Onu dal 1992 al 1996. La comunità internazionale non impedì la strage di Srebrenica (agenziastampaitalia.it)

Per quanto già il 13 luglio le notizie che qualcosa di terribile sta accadendo a Bratunac comincino a raggiungere i vertici delle Nazioni Unite, Jasushi Akashi – rappresentante speciale del segretario Boutros-Ghali – chiede che non vengano rese pubbliche, per non mettere in pericolo gli osservatori militari dell’Onu ancora a Srebrenica. Solo il 16 e il 17 luglio, quando i giornalisti intervistano i primi fuggiaschi all’aeroporto di Tuzla e i caschi blu rimpatriati attraverso Zagabria, cominciano a trapelare le prime informazioni sul massacro. Uno degli uomini dell’Onu racconterà: “La stagione di caccia è al culmine… presi al bersaglio non sono solo gli uomini al servizio del governo bosniaco… ma anche donne, pure quelle incinte, bambini e vecchi… su alcuni si spara o li si ferisce, ad altri vengono tagliate le orecchie e alcune donne sono state stuprate”.

Il 16 luglio sul tardi e nelle prime ore del 17 luglio una colonna di uomini e ragazzi fuggiti attraverso i boschi raggiunge dopo sei giorni di marcia il territorio controllato dal governo di Sarajevo. Di 15mila, quanti erano partiti, ne sono rimasti vivi tra i 4500 e i 6000.

Don’t Forget Srebrenica


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Weekend o settimana a Mosca tra Piazza Rossa e statue di Lenin

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La Federazione Russa (in russo: Российская Федерация, traslitterato: Rossijskaja Federacija), chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia, il più vasto stato del pianeta con una superficie di 17 075 400 km² (per oltre la metà quasi disabitato).

Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi (14), considerando anche stati con ridotto riconoscimento internazionale gli stati confinanti con la Russia diventano 16 (vanno aggiunti Abcasia e Ossezia del Sud entrambe riconosciute dalla Russia). Inoltre possiede dei confini marittimi con il Giappone (attraverso il mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering). È bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall’oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l’exclave dell’Oblast’ di Kaliningrad, compresa tra mar Baltico, Polonia e Lituania. Nel 2013 contava circa 143,5 milioni di abitanti, ha come capitale Mosca ed è tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e asiatica dalla catena montuosa degli Urali.

Come principale successore dell’Unione Sovietica, la Russia ha mantenuto il seggio di membro permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Resta tutt’oggi una grande potenza, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel secondo dopoguerra, con la Guerra fredda e l’opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l’altra superpotenza, gli Stati Uniti. Stato con una forte influenza politica, specialmente all’interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell’Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, e la Georgia (uscita nel 2008). È inoltre uno degli stati fondatori dell’Unione eurasiatica, che comprende oltre la Russia, la Bielorussia, l’Armenia e il Kazakistan.

Nei primi anni del XXI secolo l’economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è considerata uno dei cinque paesi a cui ci si riferisce con l’acronimo BRICS.[6] La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall’autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione.[7] Dal 18 marzo 2014, in seguito all’esito di un referendum che vide la schiacciante vittoria di coloro favorevoli all’annessione alla Russia ed era stato indetto dalle forze politiche della Repubblica autonoma di Crimea che si era proclamata unilateralmente indipendente dall’Ucraina in data 11 marzo 2014, è cominciato l’iter amministrativo di integrazione della penisola di Crimea (compresa quindi anche la città autonoma di Sebastopoli) come nuovo soggetto federale della Federazione Russa, sebbene la mossa sia contestata dalla quasi totalità delle nazioni.


Book fotografico agosto 2009

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Book fotografico dicembre 2014

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Book fotografico settembre 2016

Book fotografico di Mosca (Russia) 2016


Video agosto 2009

Mosca (in russo: Москва, traslitterato: Moskva; in latino: Moscua/Mosqua, Moscovia, Moscha) è la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa. Secondo Forbes 2013, Mosca è la città con il più alto numero di milionari residenti nel mondo, è stata classificata come la nona città più costosa al mondo da Mercer ed è una delle più grandi economie urbane, essendo classificata come una città alfa globale, ed è anche una delle destinazioni turistiche in più rapida crescita secondo il MasterCard Global Destination Cities Index. Mosca è la megalopoli più settentrionale e fredda della Terra,[senza fonte] la più popolosa in Europa, e la settima più popolosa del mondo. È sede della Torre di Ostankino, la più alta struttura d’Europa; della Mercury City Tower, il più alto grattacielo d’Europa e del Centro internazionale di affari di Mosca. Con più di 12 milioni di abitanti (18 milioni nell’area metropolitana) è la prima città d’Europa per popolazione e la residenza di circa un decimo dei cittadini russi nonché seconda per estensione superficiale, sempre per quanto concerne il continente europeo.

Mosca sorge sulle sponde del fiume Moscova, e occupa una superficie di 2.550 km². La città è ben nota per la sua architettura unica che consiste in molti edifici storici tra cui la Cattedrale di San Basilio con le sue cupole colorate e i magazzini GUM. Con più del 40% del suo territorio ricoperto da piante, è una delle capitali più verdi d’Europa e del mondo; tra i parchi più belli della città ricordiamo: il Gorkij Park, il Kolomenskoye Park e il Parco Caricyno. Nel corso della sua storia la città è stata capitale di una successione di stati: del Granducato di Mosca prima, del Regno russo poi, e infine dell’Unione Sovietica. Mosca è considerata il centro della cultura russa, essendo stata casa di molti prestigiosi artisti, scienziati e sportivi russi nel corso della sua storia e perché è sede di molti musei, accademie, istituzioni politiche e teatri. Mosca è anche sede del Governo della Federazione russa, situato nel Cremlino di Mosca, una cittadella medievale fortificata, oggi sede del Presidente russo. Il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa sono uno dei tanti siti Patrimonio dell’umanità della città. Infine anche il Parlamento russo (composto dalla Duma di Stato e dal Consiglio federale) ha sede nella città.

La città è servita da un’ampia rete di transito, che include: 4 aeroporti internazionali (Šeremet’evo, Domodedovo, Vnukovo e Bykovo), 9 stazioni ferroviarie, numerosi tram, un sistema monorotaia, e una delle più grandi e profonde metropolitane del mondo, la Metropolitana di Mosca, la prima più frequentata in Europa e la quarta più frequentata nel mondo. Essa è conosciuta come uno dei punti di riferimento della città ed è famosa per la ricchezza dell’architettura delle sue 194 stazioni (tra quelle considerate più belle troviamo: Komsomol’skaja, Ploščad’ Revoljucii, ovvero Piazza della Rivoluzione che da sulla Piazza Rossa, e Kievskaja).

Mosca fu fondata nell’anno 1147 da Jurij Dolgorukij. Il suo perimetro si estese nel 1960 fino a includere i paesi limitrofi di Babuškin, Kuncevo, Ljublino, Perovo, Tušino e (nel 1986) di Solncevo. Nel corso del tempo la città ha ricevuto numerosi epiteti, che si riferiscono alle sue dimensioni e allo status preminente all’interno della nazione: La Terza Roma (Третий Рим), La Pietra Bianca (Белокаменная), Il Primo Trono (Первопрестольная), Le Quaranta Fortezze (Сорок Сороков), e Città Eroe (город-герой). Il nome degli abitanti in russo è “москвич” (moskvich), reso in italiano con moscovita al singolare e moscoviti al plurale.

La metropolitana di Mosca

La metropolitana di Mosca (in russo: Московский метрополитен имени В.И. Ленина, Moskovskij metropoliten imeni V.I. Lenina?, trad. Metropolitana moscovita a nome di V.I. Lenin), che si estende per quasi tutta la capitale russa, è il secondo sistema di metropolitana più frequentato al mondo per numero medio di passeggeri al giorno (dopo quello di Tokyo). È degna di nota anche per la ricca realizzazione di alcune stazioni, che recano esempi dell’arte del realismo socialista.

Molte stazioni hanno cambiato nome, alcune persino più di una volta; la metropolitana stessa fu inizialmente intitolata a Lazar’ Moiseevič Kaganovič.

La metropolitana di Mosca comprende 320,9 km di binari, 12 linee e 192 stazioni. In una normale giornata lavorativa trasporta tra gli 8 ed i 9 milioni di passeggeri. Tutte le linee sono identificate da un numero. La linea 5 – Kol’cevaja (in russo kol’co significa “anello”), interseca con un percorso circolare lungo circa 20 km tutte le altre linee, escluse la Kachovskaja e la Butovskaja.

Sulle linee radiali gli annunci delle stazioni sono fatti da una voce maschile sui treni diretti verso il centro cittadino, da una voce femminile sui treni che invece si allontanano verso le periferie. Sulla linea circolare gli annunci con voce maschile sono fatti sui treni che percorrono la linea in senso orario e con voce femminile per i treni che viaggiano in senso antiorario.

La maggior parte dei binari e delle stazioni è nel sottosuolo, benché le linee 1, 2 e 4 attraversino la Moscova viaggiando su ponti. Su un ponte, la linea 1 attraversa anche il fiume Jauza. Un’eccezione è costituita dalla linea Filëvskaja, che percorre un lungo tratto in superficie tra le stazioni Kievskaja e Molodëžnaja comprendendo 7 altre stazioni.

Architettura

Mosca possiede un patrimonio architettonico di rilevanza mondiale. La città è nota soprattutto per la Cattedrale di San Basilio, con le sue eleganti cupole a cipolla, così come la Cattedrale di Cristo Salvatore e le Sette Sorelle. Il primo Cremlino fu costruito a metà del XII secolo.

La struttura medioevale di Mosca era concepita con mura concentriche e strade radiali che si intersecano. Questo layout, così come i fiumi di Mosca, hanno contribuito a plasmare lo sviluppo della città nei secoli successivi.

Il Cremlino è stata ricostruito nel XV secolo. Le sue torri e alcune delle sue chiese sono state costruite da architetti italiani, prestando alla città un po’ di aura del rinascimento. Dalla fine del XV secolo, la città fu abbellita da un numero crescente di strutture in muratura come monasteri, palazzi, mura, torri e chiese.

L’aspetto della città non cambiò molto dal XVIII secolo. Le case erano costruite con tronchi di pino e abete rosso, con tetti a scandole intonacate con zolle o coperti da corteccia di betulla. La ricostruzione di Mosca nella seconda metà del XVIII secolo è stata resa necessaria non solo dagli incendi costanti, ma anche per le esigenze della nobiltà. Gran parte degli edifici cittadini in legno sono stati sostituiti da edifici in stile classico.

Per gran parte della sua storia architettonica, Mosca è stata dominata da chiese ortodosse. Tuttavia, l’aspetto generale della città è cambiato drasticamente durante il periodo sovietico, soprattutto a causa dello sforzo su larga scala di Iosif Stalin di “modernizzare” la città. I piani di Stalin inclusero una rete di ampi viali e strade, alcune delle quali con più di dieci corsie, che, pur semplificando notevolmente il movimento attraverso la città, sono state realizzate a spese di un gran numero di edifici e distretti storici. Tra le molte vittime delle demolizioni di Stalin era la torre Sukharev, un punto di riferimento cittadino di lunga tradizione, così come numerosi palazzi ed edifici commerciali che costeggiavano le strade principali. Il nuovo status della città come la capitale di una nazione totalitaria profondamente laica, portò alla demolizione di numerosi edifici religiosamente significativi particolarmente vulnerabili. Molte delle chiese della città, che nella maggior parte dei casi erano gli edifici più antichi e importanti della città, andarono distrutti; alcuni esempi notevoli sono la Cattedrale di Kazan e la Cattedrale di Cristo Salvatore. Negli anni 1990, entrambe sono stati ricostruite. Molte chiese più piccole, invece, sono andate perdute.

Mentre il periodo stalinista è stato caratterizzato dalla decurtazione della creatività e dell’innovazione architettonica, i precedenti anni post-rivoluzionari avevano visto una crescita di radicali nuovi edifici realizzati in città. Particolarmente degni di nota furono gli architetti costruttivisti della Vchutemas, realizzatori di importanti edifici come il Mausoleo di Lenin. Un altro importante architetto fu Vladimir Šukhov, famoso per la torre Šukhov, una delle tante torri iperboloidi progettate da Šukhov. Fu realizzata tra il 1919 e il 1922 come torre di trasmissione per una società televisiva russa. Šukhov lasciò un’eredità duratura per l’architettura costruttivista dei primi anni della Russia sovietica. Progettò spaziose gallerie di negozi, in particolare i grandi magazzini GUM sulla Piazza Rossa.

Forse il contributo più riconoscibile del periodo staliniano sono le cosiddette Sette Sorelle, che comprendono sette grattacieli enormi sparsi in tutta la città, posti a una distanza circa uguale dal Cremlino. Una caratteristica distintiva dello skyline di Mosca, la loro forma imponente sarebbe stata ispirata dal Manhattan Municipal Building a New York City, e il loro stile, con esterni intricati e una grande guglia centrale, è stato descritto come architettura gotica stalinista. Tutte le sette torri possono essere viste dalla maggior parte dei punti più alti della città; sono tra le costruzioni più alte del centro di Mosca, a parte la torre di Ostankino, che, quando è stato completata nel 1967, era la più alta struttura autoportante del mondo e oggi rimane la settantaduesima, collocandosi tra edifici come il Burj Khalifa di Dubai, il Taipei 101 a Taiwan e la CN Tower di Toronto.

L’obiettivo sovietico di fornire alloggi per ogni famiglia e la rapida crescita della popolazione cittadina hanno portato alla costruzione di grandi blocchi abitativi monotoni. Questi possono spesso essere identificati per età, robustezza di costruzione o ‘stile’, a seconda della zona ed i materiali utilizzati. La maggior parte di esse risalgono al periodo post-Staliniano e gli stili spesso prendono il nome del leader di allora al potere (Brežnev, Khruščëv, ecc.). Solitamente si trovano in uno stato di cattiva manutenzione.

Anche se la città possiede ancora alcuni palazzi di cinque piani, costruiti nella prima metà del 1960, i recenti edifici con più appartamenti sono di solito alti almeno 9 piani e hanno ascensori. Si stima che Mosca abbia oltre il doppio degli ascensori di New York City e quattro volte di più di Chicago. Moslift, una delle principali società operanti negli ascensori della città, ha circa 1500 meccanici reperibili su chiamata, per liberare i residenti rimasti chiusi in essi.

Gli edifici di epoca stalinista, presenti soprattutto nella parte centrale della città, sono enormi e di solito ornati con motivi che richiamano al realismo socialista. Tuttavia, piccole chiese – quasi sempre Ortodosse- possono essere trovate in tutta la città e offrono scorci del suo passato. La vecchia via Arabat, una popolare strada turistica che un tempo era il cuore di una zona bohémien, conserva la maggior parte dei suoi edifici antecedenti al XX secolo. Molti edifici che hanno trovato posizione lungo le strade principali del centro città (dietro le facciate staliniste di via Tverskaya, per esempio) sono anch’essi esempi di architettura borghese tipiche dei tempi zaristi. Il palazzo Ostankino, Kuskovo, Uzkoe e altri grandi patrimoni, appena fuori Mosca originariamente appartenerono ai nobili di epoca zarista, e alcuni conventi e monasteri, sia all’interno che all’esterno della città, sono aperti ai moscoviti e turisti.

Vari tentativi sono stati fatti per ripristinare i molti esempi meglio conservati dell’architettura cittadina pre-sovietica. Queste strutture restaurate sono facilmente individuabili per i loro nuovi colori brillanti e dalle facciate immacolate. Molti di questi restauri sono stati criticati per la presunta mancanza di rispetto all’autenticità storica. Il facciatismo è ampiamente praticato.[13]

All’esterno delle case spesso si trovano targhe che informano i passanti che un personaggio noto un tempo viveva lì. Spesso, le placche sono dedicati alle celebrità sovietiche non note al di fuori della Russia. Vi sono anche molte “case museo” di famosi scrittori russi, compositori e artisti.

Lo skyline di Mosca si sta rapidamente modernizzando con diversi nuovi grattacieli in costruzione.

Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale è stata ampiamente criticata per la pesante distruzione che ha colpito molti edifici storici. Si stima che un terzo del centro storico di Mosca è stato distrutto negli ultimi anni[14] per fare spazio ad appartamenti e hotel di lusso.[15] Altri edifici storici, tra cui l’hotel Moskva del 1930 e il magazzino Voentorg del 1913, sono stati rasi al suolo e ricostruiti nuovamente con l’inevitabile perdita del valore storico. Negli ultimi 12 anni più di 50 edifici con lo status di monumento furono abbattuti e molti di essi risalivano al XVII secolo.[16] Alcuni critici si chiedono anche se il denaro utilizzato per la ricostruzione degli edifici rasi al suolo non poteva essere utilizzato per la ristrutturazione delle strutture decadenti, tra cui molte opere dell’architetto Konstantin Melnikov[17] e la stazione della metropolitana Majakovskaja.

Parchi e monumenti

Vi sono 96 parchi e 18 giardini a Mosca, tra cui quattro giardini botanici. Vi sono anche 450 chilometri quadrati di zone verdi oltre a 100 chilometri quadrati di foreste.[18] Mosca è una città molto verde rispetto ad altre città di dimensioni analoghe dell’Europa occidentale e del Nord America. Vi sono in media di 27 metri quadrati di parchi per persona a Mosca rispetto ai 6 di Parigi, ai 7,5 di Londra e agli 8,6 di New York.

Il Gorkij Park (che prende il nome da Maksim Gor’kij), è stato fondato nel 1928. La parte principale (689 mila quadrati metri)[19] lungo il fiume Moscava contiene attrazioni per bambini (compresi una ruota panoramica, specchi d’acqua con barche e biciclette d’acqua), spazi per la danza, campi da tennis e altre strutture sportive. Confina con il Giardino Neskutčnyj (408 mila metri quadrati), il più antico parco di Mosca ed ex residenza imperiale, creato come risultato dell’integrazione di tre tenute nel XIX secolo. Il giardino ospita il Teatro Verde, uno dei più grandi anfiteatri aperti in Europa, in grado di contenere fino a 15 mila persone.

Diversi parchi comprendono una sezione conosciuta come “Parco della Cultura e riposo”, talvolta posti accanto ad una zona selvaggia (questo include parchi come Izmajlovskij, Fili e Sokolniki. Alcuni parchi sono designati come parchi forestali (Lesopark).

Izmajlovskij Park, creato nel 1931, è uno dei più grandi parchi urbani del mondo insieme a Richmond Park a Londra. La sua superficie di 15,34 chilometri quadrati è sei volte superiore a quella del Central Park a New York.[19]

Sokolniki Park, dal nome della caccia al falco che si teneva in passato, è uno dei più antichi parchi di Mosca e ha una superficie di 6 chilometri quadrati. Un cerchio centrale con una grande fontana è circondato da betulla, acero e olmi. Un labirinto composto di sentieri immersi nel verde si trova al di là dei laghetti del parco.

Il parco nazionale Losiny Ostrov, con una superficie totale di oltre 116 chilometri quadrati, confina con il parco Sokolniki ed è stato il primo parco nazionale della Russia. Appare abbastanza selvaggio ed è anche conosciuta come la “città taiga”. Qui possono essere visti degli alci.

Cycin è il principale Orto Botanico di Accademia delle Scienze, fondato nel 1945, è il più grande d’Europa.[21] Esso copre il territorio di 3,61 chilometri quadrati e preserva una esibizione dal vivo di oltre 20 mila diverse specie di piante provenienti da diverse parti del mondo, nonché un laboratorio per la ricerca scientifica. Esso contiene anche un roseto con 20 mila cespugli, un dendrarium e un bosco di querce rosa, con l’età media degli alberi di oltre 100 anni. Vi è anche una serra che occupa più di 5000 metri quadrati di superficie.

Il Centro espositivo di tutte le Russie (Всероссийский выставочный центр), anche se ufficialmente nominato “fiera permanente”, è in realtà uno degli esempi più importanti di architettura monumentale di epoca stanliniana. Tra le grandi aree del parco ricreativo vi sono decine di padiglioni elaborati, ciascuno dei quali rappresenta sia un settore dell’industria sovietica e della scienza o di una delle repubbliche dell’URSS. Anche se, nel corso del 1990, è stato, e per qualche parte lo è ancora, impropriamente usato come un gigantesco centro commerciale (la maggior parte dei padiglioni sono affittati alle piccole imprese), esso conserva ancora la maggior parte dei suoi monumenti architettonici, tra cui due fontane monumentali (Fiore di Pietra e amicizia delle nazioni) ed una panoramica a 360 gradi.

Il parco Lilac, fondato nel 1958, è noto per la sua esposizione permanente di sculture e un grande roseto.

Mosca è sempre stata una destinazione popolare per i turisti. Alcune delle più famose attrazioni includono la città, patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa che è stato costruito tra il XIV e XVII secolo. La chiesa dell’Ascensione presso Kolomenskoe, risalente al 1532, è anch’essa un patrimonio mondiale dell’UNESCO e un’altra attrazione molto popolare.

Vicino alla nuova Galleria Tret’jakov vi è un giardino di sculture, Museon, spesso chiamato “il cimitero dei monumenti caduti” che espone le statue dell’ex Unione Sovietica rimosse dal loro posto dopo lo scioglimento.

Altre attrazioni popolari includono lo Zoo di Mosca, un giardino zoologico in due sezioni collegate da un ponte, con quasi un migliaio di specie e più di 6.500 esemplari. Ogni anno, lo zoo attira più di 1,2 milioni di visitatori.

Molti dei parchi di Mosca e giardini sono ambienti naturali protetti.

Panoramica

Uno dei musei d’arte più importanti di Mosca è la Galleria Tret’jakov, fondata da Pavel Michajlovič Tret’jakov, un ricco mecenate delle arti che ha donato la sua grande collezione privata alla città. La Galleria Tret’jakov è divisa in due edifici. La galleria Tret’jakov antica, che è la galleria originale e si trova sulla riva sud del fiume Moscava, ed espone lavori della classica tradizione russa. Qui possono essere ammirate le opere di pittori pre-rivoluzionari famosi, come Il’ja Efimovič Repin, nonché la opere dei primi pittori delle icone russe. I visitatori possono anche osservare i rari originali dell’iconografo Andrej Rublëv della prima metà del XV secolo.[48] La galleria di Tret’jakov nuova, realizzata in epoca sovietica, contiene principalmente opere di artisti sovietici, così come di alcuni dipinti contemporanei, ma vi è una certa sovrapposizione con l’antica Galleria Tret’jakov per quanto riguarda l’arte degli inizi del XX secolo. La nuova galleria comprende una piccola ricostruzione del celebre monumento di Vladimir Evgrafovič Tatlin alla Terza Internazionale e una miscela di altre opere d’avanguardia di artisti come Kazimir Severinovič Malevič e Vasilij Vasil’evič Kandinskij. Opere caratteristiche del realismo socialista si possono trovare all’interno dei padiglioni della nuova Galleria Tretyakov.

Un altro museo d’arte della città di Mosca è il Museo Puškin delle belle arti, fondato tra gli altri dal padre di Marina Ivanovna Cvetaeva. Il Museo Pushkin è simile al British Museum di Londra in quanto i suoi saloni rappresentano una sezione trasversale di opere sulla civiltà del mondo, con molte copie di sculture antiche. Tuttavia, ospita anche dipinti famosi di ogni epoca occidentale; opere di Claude Monet, Paul Cézanne, e Pablo Picasso sono presenti nella collezione del museo.

Il Museo statale di storia della Russia (Государственный Исторический музей) è un museo di storia russa situato tra la Piazza Rossa e Piazza del Maneggio. La sua collezione va dalle reliquie di tribù preistoriche che abitavano la Russia, a opere d’arte inestimabili acquisite dai membri della dinastia Romanov. Il numero totale di oggetti che qui si trovano raggiunge i diversi milioni. Il Museo Politecnico[49], fondato nel 1872 è il più grande museo tecnico della nazione, offre una vasta gamma di invenzioni storiche e conquiste tecnologiche, tra cui automi umanoidi dal XVIII secolo e il primo computer sovietico. La sua collezione contiene più di 160.000 articoli.

Mosca è anche il cuore dello spettacolo russo, tra cui il balletto e il cinema. Vi sono 93 teatri, 132 cinema e 24 sale da concerto a Mosca. Tra i molti teatri di Mosca e di balletto vi è il Teatro Bol’šoj, il teatro Vachtangov e il Teatro d’Arte di Mosca. I repertori in una tipica stagione di Mosca sono numerosi e moderne interpretazioni di opere classiche, sia operistiche o teatrali.

La Casa Internazionale di Musica inaugurata nel 2003 è conosciuto per i suoi spettacoli di musica classica. Essa possiede anche il più grande organo della Russia.

Vi sono anche due grandi circhi di Mosca: Il Circo Statale di Mosca e il Circo sul Tsvetnoy Boulevard.

Il Museo dei cosmonauti posto sotto il Monumento ai conquistatori dello spazio che si trova alla fine del Viale dei Cosmonauti è il luogo della memoria per il programma spaziale sovietico.

La filmografia sovietica sono parte integrante della storia del cinema russo e del cinema russo d’avanguardia e lo studio cinematografico Mosfil’m è stato il luogo di produzione di molti film classici.[53] Tuttavia, nonostante la continua presenza e la grande reputazione internazionale dei cineasti russi, lo studio oggi è molto meno prolifico di un tempo. Film rari e storici possono essere visti nel cinema Salut, dove i film della collezione dal Museo del Cinema[54] vengono mostrati regolarmente.

Il Museo di Architettura statale Ščusev, che si trova non lontano dal Cremlino, è il museo nazionale di architettura russa e prende il nome dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev.

Tra gli altri musei cittadini che si possono menzionare l’Arsenale del Cremlino, il Museo Bulgakov, il Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militarie il Museo di arte multimediale.

Vita notturna

La città è ricca di diversi tipi di locali, ristoranti e bar. Il centro della città di Mosca e Rublevka (la zona più costosa della città) possiedono una vasta scelta di strutture di lusso. La via Tverskaya è una delle strade più trafficate dello shopping.

L’adiacente Tretyakovsky Proyezd, posta a sud di via Tverskaya, ospita boutique di lusso come Bulgari, Tiffany & Co., Armani, Prada e Bentley.[55] La vita notturna a Mosca è cresciuta dalla fine dell’era sovietica oggi la città vanta alcune tra le più grandi discoteche del mondo.