Weekend a Venezia – Cosa vedere e cosa fare, foto e video

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Venezia è una città bellissima e sicuramente unica al mondo: una meraviglia sull’acqua, un museo all’aria aperta tra canali e gondole da scoprire per una settimana o anche semplicemente per un weekend. Personalmente ho visitato tantissime città e tantissime nazioni ma questo posto secondo me ha qualcosa di magico e visitare Venezia significa vivere un’emozione unica e irripetibile.
Per vederla in tutti i suoi molteplici aspetti e punti di interesse secondo me è necessario pianificare un pò un il proprio tour a seconda dei gusti….e soprattutto di quanta voglia si ha di camminare!
Venezia è piena di luoghi da non perdere come San Marco, il ponte di Rialto e quello dei Sospiri, di cose da fare come un giro in gondola e sul vaporetto, senza scordarci poi lo splendido la festa del Rendetore o il carnevale: uno dei più belli e famosi in Italia. Insomma Venezia è uno dei luoghi da visitare assolutamente almeno una volta nella vita!!


IL REDENTORE DI VENEZIA

La Festa del Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convivono l’aspetto religioso e quello spettacolare, grazie allo spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato di metà luglio, attrae migliaia di visitatori: sull’inimitabile palcoscenico del Bacino di San Marco giochi di luce e di riflessi tracciano un caleidoscopio di colori che si staglia dietro le guglie, le cupole e i campanili della città.

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ATTRAZIONI DA NON PERDERE A VENEZIA

Famosa per essere una città unica al modo Venezia è una delle mete più visitate dai turisti ed è ricca di spettacolari monumenti da ammirare. Grazie ai numerosi ed accurati restauri questi antichi palazzi hanno mantenuto lo splendore di un tempo e possono essere ancora visibili dai turisti che ogni anno si recano a Venezia.

Piazza San Marco

Tra le più belle piazze al mondo, San Marco è la piazza principale e più grande di Venezia. E’ circondata sui tre lati dalle Procuratie Nuove, Vecchie e dall’Ala Napoleonica.
Sul quarto lato è situata la maestosa basilica di San Marco a pochi passi dalla Torre dell’Orologio (XV secolo) che si erge sulle mercerie. L’area fa parte di una delle zone più basse di Venezia e quindi soprattutto nei mesi da Ottobre a Marzo è soggetta al fenomeno dell’acqua alta.

Basilica di San Marco

Eretta su una pianta a croce greca questa imponente basilica ha cinque grandi cupole adornate con una lunga serie di finissimo mosaico dorato. La struttura cominciò ad essere costruita a partire dall’anno 828, la sua architettura che richiama l’arte bizantina, romana e veneziana è opera di artisti differenti e ne riflette le differenze di stile.
La basilica ospita al suo interno la famosa Pala D’Oro, uno stupendo esempio d’alta oreficeria del X secolo (arricchita fino al XIV secolo) che racchiude al suo interno le reliquie di San Marco, patrono della città.

Ca’ D’Oro

Tra le più belle attrazioni di Venezia troviamo anche questo splendido palazzo costruito nel XV secolo e adornato da bellissime sculture. La struttura ha una pianta a forma di C che racchiude una corte scoperta al centro della quale è posizionato un pozzo finemente scolpito.
Il nome Ca’D’Oro deriva dal fatto che un tempo alcune parti della facciata erano coperte d’oro e creavano una splendida policromia oggi perduta. Il palazzo ospita una collezione di opere d’arte bizantine quali dipinti, sculture e bronzi. Da non perdere la vista dell’antico pozzo del 1427 e dei meravigliosi mosaici del pavimento che si gode dalle terrazze.

Le “mani” dell’artista Lorenzo Quinn

L’installazione dello scultore Lorenzo Quinn inaugurata alla Biennale di Venezia il 13 maggio 2017 sarà visibile al pubblico fino al 26 novembre: l’opera dal titolo Support, è costituita da due gigantesche mani bianche (di circa nove metri di altezza), che fuoriescono dall’acqua del Canal Grande e sostengono il Palazzo Ca’ Sagredo, sensibilizzando ai cambiamenti climatici.

Ca’ Rezzonico

Situato proprio sul Canal Grande, Ca’Rezzonico è un maestoso edificio del XVII secolo in stile barocco che oggi ospita il museo del Settecento Veneziano. Il palazzo fu costruito nel 1660 da Baldassarre Longhena e completato nel 1756 da Giorgio Massari che costruì il bellissimo scalone d’onore e la sala da ballo. Nei secoli la residenza fu di proprietà di personaggi illustri tra i quali il poeta inglese Robert Browing e il conte Lionello Hirschell de Minerbi.

Ponte di Rialto

Il ponte di rialto è il più antico dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande. Una struttura in pietra che prese il posto di quella in legno preesistente fu costruito nel XVI secolo come risultato di un bando indetto dalla città.
Tra i molti artisti Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e il Vignola presentarono i propri progetti per il ponte, ma ad essere scelto fu quello dell’architetto Antonio da Ponte. Il ponte oggi ospita molti negozi di gioielli e di vetro di Murano in cui si possono trovare graziosi souvenir.

 

Ghetto

Il ghetto di Venezia è situato nell’area di Cannaregio a pochi minuti a piedi dalla stazione e da Piazzale Roma. Un tempo l’area era la sede della comunità ebraica, le vie d’accesso erano sbarrate durante la notte affinché nessuno potesse entrare o uscire dal ghetto.
Nel 1541, adiacente al vecchio, venne costruito un Ghetto Nuovo e nel 1663 un Ghetto Nuovissimo con edifici di notevole interesse architettonico. Da visitare è il Museo Ebraico nel Ghetto Nuovo e le cinque sinagoghe, una per ogni confessione ebraica presente un tempo a Venezia.

 

Santa Maria Della Salute

La chiesa che sorge sulla Punta della Dogana ed è stata progettata da Baldassarre Longhena e rappresenta uno dei più bei esempi di architettura barocca veneziana. Dedicata alla Vergine Maria, fu costruita nel 1630 quando l’epidemia di peste che uccise quasi un terzo dei veneziani fu definitivamente debellata.
La Salute è una struttura imponente costruita su una pianta ottagonale e ricca di riferimenti alla Vergine Maria. All’interno della chiesa si trovano molti dipinti di artisti illustri quali Tintoretto e Tiziano che eseguì opere quali “Caino ed Abele”, “Il sacrificio di Abramo ed Isacco”, “Davide e Golia” e molte altre.

Palazzo Mocenigo

Questo bellissimo palazzo fu costruito per ospitare una delle più illustri famiglie di Venezia, i Mocenigo appunto , che furono illustri procuratori, ambasciatori, letterati ed ecclesiastici. Oggi il palazzo ospita un’interessante collezione di abiti e accessori antichi disposti in modo da far risaltare l’evoluzione del gusto e della moda nei secoli.

Campanile di San Marco

Il campanile di San Marco è tra i monumenti di Veneziapiù visitati ed è la più alta struttura della città. Dai suoi 97 metri d’altezza si gode uno dei panorami più belli di tutta la laguna con una visuale splendida sulla basilica di San Marco e le sue cupole. Il campanile fu eretto nel IX secolo, poi ricostruito diverse volte nel corso dei secoli. Nel 1902 crollò inaspettatamente senza fare alcuna vittima e fu ricostruito subito recuperando anche le antiche campane.

Ponte dei Sospiri

Questo famoso ponte collega il Palazzo delle prigioni con il Palazzo Ducale.
E’ chiamato Ponte dei Sospiri perché secondo la leggenda, i prigionieri condotti alle prigioni attraverso questo passaggio dando un ultimo sguardo a Venezia si sarebbero lasciati sfuggire un triste sospiro. Il ponte si può ammirare procedendo a piedi da Piazza San Marco verso i Giardini, oppure dall’interno visitando il museo del Palazzo Ducale.

I canali di Venezia

Il Rio , detto anche rivo, è il nome che viene dato alle piccole vie d’acqua di Venezia. Si tratta di un tratto di laguna percorribile da imbarcazioni , più piccolo rispetto ad un canale; in alcuni casi, affiancato alla parola Rio, si trova Rielo o Menuo che stanno identificare dei canali ancora più piccoli. Nell’intera città di Venezia se ne possono contare 177 e garantiscono la copertura di tutto il territorio per quanto riguarda il trasporto di merci e di persone. La loro profondità media è tra il metro e mezzo e i 2 metri. Quelli principali e più grandi sono anche più profondi: tra questi il canal grande, il canale cella giudecca e il canale di cannaregio.

L’arsenale

L’Arsenal di Venezia era una gigantesca costruzione che ospitava nei periodi di maggior fervore, fino a 1600 operai. Secondo la tradizione venne fondato su due isole dette “Le Gemele” . Col passar dei secoli esso si ampliò sempre più fino a comprendere lo spazio tra il canale di San Piero, la Tana, San Martino e San Francesco della Vigna.  Tutto era racchiuso da possenti mura, col Leone di San Marco sulle torri.


ALBUM FOTOGRAFICO SU VENEZIA

 

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – Un anno da Ambasciatore Vueling per Palermo – 2014 volte grazie Vueling Airlines

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Un anno da Ambasciatore Vueling Airlines per Palermo.
Un’esperienza fantastica che mi ha portato a viaggiare per tutto il 2014 tra 16 nazioni e tantissime città!

 2014 volte grazie … Vueling Airlines

 

Negli ultimi 7 anni ho visitato 34 stati europei riconosciuti (Andorra, Armenia, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Inghilterra, Italia, Islanda, Kosovo, Macedonia FYROM ex repubblica di Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ucraina, Ungheria, Vaticano) e uno “de facto” come la Transnistria.

Da fine aprile 2014 sono diventato testimonial e ambasciatore nella mia splendida Palermo della compagnia aerea spagnola VUELING AIRLINES ! Un’esperienza unica e irripetibile che mi darà la possibilità fino al 31 dicembre 2014 di seguire in Italia, in Europa e nel mondo, tutti i maggiori eventi organizzati da questa splendida compagnia aerea catalana e avrò anche la fortuna di poter usufruire di 50 voli gratis da utilizzare ovviamente in tutte le città servite da Vueling

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

FOTO e VIDEO – Don’t Forget Srebrenica … 11 luglio 1995 – 11 luglio 2015! – 20 anni per non dimenticare il genocidio! Potočari (8372)

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Domani sarà il ventesimo anniversario del genocidio di Srebrenica!
11 LUGLIO 1995 – 11 LUGLIO 2015! Ma di cosa stiamo parlando?!?!?
A scuola non se ne parla …. a volte non c’è nemmeno nei libri di storia. L’11 luglio è una data tristemente significativa e sempre più dimenticata: il Parlamento europeo nel 2009 la istituì come giornata della memoria per le vittime del genocidio di Srebrenica, consumatosi nel cuore dell’Europa 20 anni fa.

IL Book fotografico del Cimitero Potočari (8372) – Srebrenica (Bosnia Erzegovina)

IL Book fotografico del Cimitero Potočari (8372) – Srebrenica (Bosnia Erzegovina)

 

Srebrenica (in serbo: Сребреница ˈsrêbrenit͡sa) è una città e un comune nella parte orientale della Bosnia-Erzegovina appartenente all’entità della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina (Republika Srpska).
Srebrenica è il più grande massacro avvenuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, e rappresenta la vittoria dei nazionalisti e la sconfitta delle Nazioni Unite. All’epoca, l’incaricato per i diritti umani dell’ONU Mazowiecki definì l’azione serba “una violazione molto seria e su scala enorme dei diritti umani, descrivibile solo con la parola barbarie: attacchi alla popolazione civile, uccisioni e stupri”. La città di Srebrenica svuotata dei propri abitanti viene presa d’assalto da famiglie serbo-bosniache, quasi tutte profughe a loro volta che alterarono la composizione e la cifra etnica della cittadina. Le autorità serbo-bosniache e jugoslave inizialmente avevano negato quanto accaduto. Fino ad oggi circa migliaia e migliaia di vittime sono state ritrovate tra i boschi e i vicini comuni. Uno sterminato cimitero musulmano e un maestoso monumento alla memoria, presso Srebrenica, inaugurato nel 2003, ne ha sepolti 8372 mentre tanti altri corpi esumati aspettano ancora i risultati per essere ufficialmente identificati. I responsabili della strage negli anni successivi al compimento del genocidio fecero di tutto per nascondere le prove, svuotando molte fosse originarie e riseppellendo i cadaveri frazionati in più fosse disseminate in un arco di cinquanta km da Srebrenica.
Il Massacro fu considerato crimine di guerra, per il quale furono perseguiti sia Ratko Mladić, arrestato lo scorso 26 maggio dopo una lunga latitanza, che Željko Ražnatović, meglio conosciuto come Arkan, sanguinario esecutore di genocidi e pulizie etniche nei Balcani. La giustizia non fece in tempo a fare il suo corso: Arkan fu assassinato nel 2000.
Ci sono ancora dei misteri irrisolti intorno alla carneficina, dalle cause effettive dell’esplosione di violenza al mancato intervento dei Caschi blu dell’ONU, che detenevano la sovranità militare del territorio di Srebrenica.


 

Srebrenica, 12 luglio 1995. Le truppe serbe entrano a Potocari, un villaggio a sei chilometri da Srebrenica, dove le truppe dell’Onu hanno il loro quartier generale. Il comandante dei caschi blu ha ottenuto da Mladic l’assicurazione che donne, vecchi e bambini saranno evacuati nel territorio sotto il controllo dei musulmani. Nel primo pomeriggio arrivano a Potocari 40-50 veicoli, tra furgoni, camion e jeep, su cui viene caricato un primo contingente di persone. Mladic si fa vedere sulla scena dai giornalisti, che osservano i soldati serbi mentre distribuiscono acqua e pane agli sfollati e gettano dolci ai bambini. “Non abbiate paura – dice Mladic davanti alle telecamere. – State calmi, calmi. Lasciate che donne e bambini vadano per primi. Verranno tanti autobus. Non abbandonatevi al panico. State attenti che nessuno dei bambini si perda. Non abbiate paura. Nessuno vi farà del male”.

Ratko Mladic dopo l’arresto, avvenuto il 26 maggio 2011, dopo 16 anni di latitanza (ilmessaggero.it)

Intanto a New York il Consiglio di sicurezza dell’Onu adotta all’unanimità una risoluzione per chiedere “l’immediata cessazione dell’offensiva dei serbi bosniaci e il loro ritiro dalla zona di protezione di Srebrenica”. Una pronuncia formale, che non avrà alcun effetto. Sul calar della notte, i serbi raccolgono a Potocari gli uomini che sono riusciti a rastrellare in un edificio di fronte all’accampamento dell’Onu, noto come “casa bianca”. Alcuni di loro vengono uccisi sul posto, mentre la maggioranza viene trasportata a Bratunac, dove viene sottoposta a sevizie, prima di essere trucidata. Il 13 luglio inizia la grande mattanza in un’atmosfera di esaltazione collettiva, come sarà testimoniato dagli appartenenti a un convoglio dell’Agenzia Onu per i rifugiati, che vedono i serbi bosniaci, molti dei quali ubriachi, festeggiare nelle strade. Nei quattro giorni successivi le uccisioni di massa continuano senza tregua, con ogni tipo di arma, anche con granate.

Boutros Boutros-Ghali, segretario generale Onu dal 1992 al 1996. La comunità internazionale non impedì la strage di Srebrenica (agenziastampaitalia.it)

Per quanto già il 13 luglio le notizie che qualcosa di terribile sta accadendo a Bratunac comincino a raggiungere i vertici delle Nazioni Unite, Jasushi Akashi – rappresentante speciale del segretario Boutros-Ghali – chiede che non vengano rese pubbliche, per non mettere in pericolo gli osservatori militari dell’Onu ancora a Srebrenica. Solo il 16 e il 17 luglio, quando i giornalisti intervistano i primi fuggiaschi all’aeroporto di Tuzla e i caschi blu rimpatriati attraverso Zagabria, cominciano a trapelare le prime informazioni sul massacro. Uno degli uomini dell’Onu racconterà: “La stagione di caccia è al culmine… presi al bersaglio non sono solo gli uomini al servizio del governo bosniaco… ma anche donne, pure quelle incinte, bambini e vecchi… su alcuni si spara o li si ferisce, ad altri vengono tagliate le orecchie e alcune donne sono state stuprate”.

Il 16 luglio sul tardi e nelle prime ore del 17 luglio una colonna di uomini e ragazzi fuggiti attraverso i boschi raggiunge dopo sei giorni di marcia il territorio controllato dal governo di Sarajevo. Di 15mila, quanti erano partiti, ne sono rimasti vivi tra i 4500 e i 6000.


Don’t Forget Srebrenica

 

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VIDEO – Sarajevo (Bosnia Erzegovina) tra croci, minareti e sinagoghe – ESTATE 2011

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« Una città che nel suo centro ha quattro luoghi di preghiera. È raro.
Un luogo musulmano, due cristiani, uno ebraico. A un centinaio di metri uno dall’altro. Non esiste in nessuna altra parte del mondo.
L’aveva scritto tempo fa, prima della guerra, un rabbino sefardita, chiamato Kaa »
Predrag Matvejević

Sarajevo (in alfabeto cirillico Сарајево; in italiano: Saraievo o, meno frequente, Seraievo) è la capitale e la più grande città della Bosnia-Erzegovina. La sua popolazione si aggira attorno ai 750.000 abitanti. Conosciuta principalmente come scenario dell’attentato all’arciduca austriaco Francesco Ferdinando, la città ha ospitato, nel 1984, i XIV Giochi olimpici invernali e, tra il 1992 e il 1995, ha sofferto più di tre anni d’assedio da parte delle forze serbo-bosniache, durante la guerra di Bosnia.
Il momento di massima crescita della città si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando Sarajevo venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali.

A causa dell’inizio della guerra in Jugoslavia, il 6 aprile 1992 la città venne accerchiata ed in seguito assediata dalle forze serbe. La guerra, che è durata fino all’ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.

Tra i beni culturali maggiormente devastati dal conflitto si rammentano la Biblioteca Nazionale ed Universitaria, che era il monumento più rappresentativo dell’architettura pseudo-moresca del XIX secolo, il “Museo di Stato della Bosnia-Herzegovina” e la Moschea di Gazi Husrev Beg (del XVI secolo).

La ricostruzione della città è iniziata a partire dal marzo del 1996, subito dopo la fine della guerra. Sebbene già nel 2003 la maggior parte della città presentasse il frutto dei primi processi della ricostruzione, ad oggi (novembre 2011) Sarajevo mostra ancora i diversi segni del conflitto, sia nella parte nuova che in quella più antica (in particolare risultano abbastanza evidenti i colpi di proiettile presenti su moltissimi edifici ricoperti di gesso). Il centro storico ottomano e la parte ottocentesca, di impronta austriaca, a parte alcuni singoli edifici sono completamente rimesse a nuovo. I segni più evidenti della guerra si possono ancora trovare nella città nuova, Novo Sarajevo, dove molti edifici sono ancora distrutti, e accanto ad essi sono molti i cantieri di nuovi centri commerciali ed edifici destinati ai servizi.
Sarajevo è da sempre città multi-etnica e multi-religiosa, al suo interno convivono tre diverse religioni: l’islam, il cristianesimo (con due confessioni: cattolica ed ortodossa) e l’ebraismo. Il grande clima di tolleranza e rispetto tra queste confessioni ha portato a soprannominare Sarajevo la Gerusalemme d’Europa. I rapporti tra queste fedi si sono incrinati in seguito alle guerre jugoslave.

(Fonte Wikipedia)

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FOTO (Poster) e VIDEO – Il mio 2014 … un anno da Ambasciatore Vueling per Palermo! – Thanks Vueling Airlines

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poster vueling 2014


Cosa vuol dire essere Ambasciatore Vueling? Per chi ama viaggiare e la fotografia come me è semplicemente un sogno da cui non vorresti mai svegliarti!!
Un’esperienza unica, irripetibile e fantastica che mi ha portato a viaggiare per tutto il 2014 tra 15 Stati:
Andorra (Andorra la Vella), Armenia (Yerevan), Belgio (Bruxelles), Bielorussia (Brest, Grodno, Minsk, Mogilev), Germania (Düsseldorf), Georgia (Tbilisi), Grecia (Atene), Italia (Firenze, Roma), Islanda (L’intero perimetro dell’isola per un viaggio lungo 2400 km), Olanda (Amsterdam), Polonia (Bialystok, Terespol e Varsavia), Portogallo (Lisbona), Repubblica Ceca (Praga), Russia (Kazan, Mosca, San Pietroburgo), Spagna (Barcellona, Malaga, Siviglia), Spagna/Isole Canarie (Fuerteventura, Tenerife)!

Ho avuto il piacere e la fortuna di poter ammirare nello stesso viaggio posti veramente agli antipodi che mi hanno fatto capire per l’ennesima volta com’è vario e bello il nostro pianeta: sia sotto il punto di vista climatico ma anche culturale/monumentale/gastronomico!
Ad agosto per esempio sono passato dall’Islanda all’Armenia!  Dall’isola più giovane d’Europa dove praticamente non c’è sono nessun monumento degno di nota ma caratterizzata dai suoi scenari lunari creati dal transito della lava, distese di muschio, deserti di lava, fiordi, colline verdeggianti, ghiacciai che si gettano in mare, fiumi e cascate ma anche geyser, soffioni, sbuffi e calde pozze naturali dove immergersi mentre fuori c’è il gelo … per poi nel giro di qualche ora ritrovarmi in Asia con uno sbalzo termico di 40/45 gradi (dato che l’Armenia con il suo clima continentale è caratterizzato da estati molto molto torride e con scarse precipitazioni) e in un stato in cui è spesso definito un museo all’aria aperta dove i visitatori possono trovare circa 4.000 monumenti storici in tutta l’Armenia, appartenenti ai vari periodi della storia del paese: dalla preistoria all’età ellenistica, dai primi anni dell’epoca cristiana al Medioevo. Nel corso dei secoli gli armeni hanno creato i loro capolavori durante i rari periodi di pace e di relativa prosperità. Solo a Yerevan ci sono più di 40 musei e gallerie di belle arti!

Oppure l’ultimo viaggio di fine 2014 dopo essere stato per quasi 20 giorni nella gelida Russia da Kazan a Mosca e poi ancora a San Pietroburgo sono passato dai -30 gradi della Federazione Russa ai +28 gradi di Fuerteventura alle Isole Canarie.
Uno sbaldo termico di quasi 60 gradi nel giro di qualche ora e per fortuna senza prendere il raffreddore !:-)
Ma la differenza non è stata soltanto climatica ma anche sotto tutti i punti d vista.
Dalla “Venezia del Nord” per le somiglianze geografiche, strutturali e architettoniche di San Pietroburgo nonchè uno dei principali centri culturali d’Europa alle Isole Canarie dove praticamente ho trovato l’esatto contrario ovvero un’isola privata di monumenti e storia ma dall’altra parte compensava con un mare da favola che non ha nulla da invidiare a nessuna altra spiaggia al mondo e dove ho avuto la possibilità di fare il bagno perfino a Capodanno.

2014 volte grazie … Vueling Airlines

Giuseppe Spitaleri.

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VIDEO – Giuseppe Spitaleri vince il concorso ambasciatori Vueling Italia per Palermo

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Grazie a VUELING  e grazie a tutti coloro che mi hanno supportato in questa avventura!!
SONO DIVENTATO AMBASCIATORE VUELING PER PALERMO!
Ho vinto il concorso #ambasciatorivueling che mi permetterà di viaggiare per tutto il 2014 con questa splendida compagnia aerea spagnola!! Avrò 50 voli da utilizzare da aprile 2014 al  31/12/2014 per tutte le tratte Vueling!!!
Come si evince dagli ultimi secondi del video I LOVE VUELING :)

 

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VIDEO – GRAZIE ROMA – GLI AMBASCIATORI VUELING A ROMA

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Gli ambasciatori di Vueling per le strade di Roma a caccia di selfie, in occasione del concorso “Grazie Roma!”. 39 voli in palio dal 16 al 20 giugno 2014, per festeggiare i 7 milioni di passeggeri trasportati nella capitale.

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VIDEO – Tutti gli ambasciatori Vueling d’Europa per un weekend a Malaga e Barcellona (Spagna)

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Tra fine maggio e i primi di giugno 2014 tutti gli AMBASCIATORI VUELING EUROPA che hanno vinto il consorso in Italia, Belgio e Germania si sono ritrovati per un weekend in Spagna (Barcellona e Malaga) tutti insieme.

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VIDEO – Presentazione dei 7 ambasciatori Vueling per l’Italia

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Il video di presentazione degli 7 Ambasciatori Vueling, scelti tra circa 100.000 candidati online.

Andrea Carpinteri (Roma), Alessandro Marras (Bologna),Michela Pedretti (Torino), Erika Montefinese (Genova), Giuseppe Spitaleri (Palermo), Luciano Blancato (Catania),Carlo Laurora (Bari/Brindisi/Lamezia) avranno il compito di vestire i panni di ‘Ambasciatori Vueling’ delle loro rispettive città di provenienza per tutto il 2014.

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