Il mio giro del mondo tra 43 Nazioni diverse: I Viaggi di Speedy

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Dopo anni e anni di girovagare per il mondo, da qualche mese mi frullava in testa l’idea di fare un video riassuntivo con alcuni spezzoni significativi degli ultimi anni! Per motivi di qualità video non ho inserito i video dei primi anni … spero sia di vostro gradimento 🙂

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Foto – Un salto nel mondo tra mari e montagne, vulcani e geysir. 43 Stati diversi #iviaggidispeedy

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Un salto alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao con la torre campanaria di Gedimino, alta 57 metri. di Vilnius (Lettonia)Un salto a Castelfranco Veneto (Italia)Un salto sulle Dolomiti Un salto a Passo Pordoi 2240 metriUn salto sulle Dolomiti Un salto sulle Dolomiti Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Castello di Eggenberg a Graz (Austria)Un salto al municipio di Graz (Austria)Un Salto nel Lago d'Antorno 1866 slm (Dolomiti - Italy)Un Salto nel Lago di Misurina 1754 slm (Dolomiti - Italy)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto sul Vesuvio (Italia)Un salto alla Moschea Blu di Istanbul (Turchia)Un salto alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij di Sofia (Bulgaria)Un salto in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia/Italia)Un salto alla Cattedrale dell'Ascensione ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Astana (Kazakhstan)Un salto al Partenone di Atene (Grecia)Un salto allo stadio Panathinaiko di Atene (Grecia)Un salto lungo la trada da Bishkek che porta al Lago Issyk-Kul (Kyrgyzstan)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto all'Atomium di Bruxelles (Belgio)Un salto a Bucarest (Romania)Un salto al parco memoriale della seconda guerra mondiale. Chisinau (Moldavia)Un salto sull'Isola di Comino (Malta)Un salto alla Sirenetta (Den lille Havfrue) di Copenaghen (Danimarca)Un salto a Passo San Pellegrino sulle Dolomiti (Italia)Un salto nella spiaggia del Bue Marino sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Parco Naturale delle Dune di Corralejo . Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Playa de Sotavento. Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Cattedrale di Helsinki (Finlandia)Un salto nel lago glaciale Jökulsárlón (Islanda)Un salto on the road verso il ghiacciaio Mýrdalsjökull (Islanda)Un salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto nel lago glaciale Fjallsárlón (Islanda)Un tuffo alla Laguna Blu (Blaa lónið) IslandaUn salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto all'Isola Grande (detta anche Isola Lunga) di Marsala (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto alla moschea Qol-Şärif a Kazan. Tatastan (Federazione Russia)Un slto alla Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino di Kazan (Tatastan/Federazione Russa)Un salto alla Cattedrale di Santa Sofia a Kiev (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un saltocon la Lampada gigante a piazza Lilla Torg, Malmö (Svezia)Un salto in Piazza Umberto I a Mezzojuso (Palermo) con la La Chiesa Matrice latina dell'Annunziata e la Chiesa Matrice greca di San Nicola (Sicilia/Italia)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2014Un salto ad Almaty (Kazakistan)La mia faccia sui manifesti Vueling AirlinesUn salto al Palazzo Danzante di Praga (Repubblica Ceca)Un salto nela piazza di San Venceslao a Praga (Repubblica Ceca)Un salto a Ragusa Ibla (Sicilia/Italia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto a San Vito Lo Capo, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto a Plaza de Toros di Siviglia (Spagna)Un salto a Plaza de España a Siviglia (Spagna)Un salto nela Cattedrale di Santa Maria della Sede a Siviglia (Spagna)Un salto alla spiaggia Las Teresitas, Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto alla spiaggia La Tejita sull'Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto sull'Isola di Tenerife( Isole Canarie - Spagna)Un salto al Palazzo del Governo di Tiraspol (Transnistria/Moldavia).Un salto a Tiraspol capitale dello stato fantasma della Transnistria (Moldavia)Un salto alle Saline di Nubia a Trapani (Sicilia/Italia)Un salto lungo la scalata al cratere dell'Isola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto al cratere del'lIsola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto alla Statua della madrepatria A Yerevan (Armenia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)Un salto nella Cattedrale Aleksandr Nevskij a Tallinn (Estonia)Un salto dal castello Toompea di Tallinn (Estonia)Un salto a Brasov (Romania)Un salto a Odessa (Ucraina)Un Salto ad Astana (Kazakhstan)Un Salto nel Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto a Piazza San Marco a Venezia (Italia)Un salto nella collina delle Croci di Vilnius (Lettonia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)

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IL MIO MARCHIO DI FABBRICA: I SALTI

Il mio marchio di fabbrica che è presente anche nel logo del mio blog sono i salti! Tutto ebbe inizio al Teatro Nazionale Croato di Zagabria nell’estate 2011 quando per la prima volta i miei amici (dopo vari tentativi) riuscirono ad immortalarmi in volo e da quel momento in poi non ho smesso più di saltare: tra mari e montagne, vulcani e geyser, città e villaggi, in tutti questi anni non ho perso l’occasione di fare questo tipo di foto in giro per il mondo.

 

Un salto alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao con la torre campanaria di Gedimino, alta 57 metri. di Vilnius (Lettonia)Un salto a Castelfranco Veneto (Italia)Un salto sulle Dolomiti Un salto a Passo Pordoi 2240 metriUn salto sulle Dolomiti Un salto sulle Dolomiti Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Castello di Eggenberg a Graz (Austria)Un salto al municipio di Graz (Austria)Un Salto nel Lago d'Antorno 1866 slm (Dolomiti - Italy)Un Salto nel Lago di Misurina 1754 slm (Dolomiti - Italy)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto sul Vesuvio (Italia)Un salto alla Moschea Blu di Istanbul (Turchia)Un salto alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij di Sofia (Bulgaria)Un salto in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia/Italia)Un salto alla Cattedrale dell'Ascensione ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Astana (Kazakhstan)Un salto al Partenone di Atene (Grecia)Un salto allo stadio Panathinaiko di Atene (Grecia)Un salto lungo la trada da Bishkek che porta al Lago Issyk-Kul (Kyrgyzstan)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto all'Atomium di Bruxelles (Belgio)Un salto a Bucarest (Romania)Un salto al parco memoriale della seconda guerra mondiale. 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VIDEO – On the road con un fuoristrada per 2400 KM in Islanda – 12 giorni di avventura

Video

 

 

Un viaggio lungo 2400 km percorrendo l’intero perimetro islandese su un fuoristrada!!! Un’esperienza unica e irripetibile, pazza e selvaggia!
L’Isola è nota per la sua attività vulcanica ancora prima che, nel 2010, la gigantesca nuvola di cenere prodotta dall’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull mettesse in ginocchio il traffico aereo e l’economia europea.
Isola geologicamente molto giovane con una forte attività vulcanica e geotermica che ne caratterizza il paesaggio. Fiumi e cascate (per lo più alimentate dal Vatnajokull, il più grande ghiacciaio d’Europa) scorrono in zone vulcaniche inaccessibili, mentre i territori interni portano ancora i segni della loro genesi, intaccati solamente dall’erosione del vento e dei ghiacci. Scenari lunari creati dal transito della lava, distese di muschio, colline verdeggianti, ghiacciai che si gettano in mare. Poi geyser, soffioni, sbuffi e calde pozze naturali dove immergersi mentre fuori c’è il gelo, deserti di lava, fiordi, fiumi, laghi e cascate a non finire.

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27 gennaio: Il giorno della memoria! Foto e video dei campi di concentramento Auschwitz e Birkenau

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Il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data che le forze alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno!! E’ una ricorrenza internazionale celebrata ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque Paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui ha visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai”.

Con queste parole Primo Levi si rivolge a coloro i quali decidono di recarsi in un campo di sterminio nazista. Un posto in cui bisognerebbe andare, almeno una volta nella vita, per vedere con i propri occhi ciò che è stato, per riflettere, per non dimenticare mai.

Un viaggio nella memoria dunque, tra luoghi intrisi di dolore e sofferenza, in cui l’aria è satura di morte, dove la crudeltà umana spinta a livelli inimmaginabili ha annientato giovani, vecchi, donne, bambini senza pietà alcuna.


 

Campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau (Video)




 

Campi di concentramento di Auschwitz (Foto)

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE Il book fotografico del campo concentramento di Auschwitz (Polonia)

Il book fotografico del campo concentramento di Auschwitz (Polonia)

Il campo di concentramento di Auschwitz fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso anche il campo di sterminio di Birkenau, situato a Birkenau (in polacco Brzezinka), il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (in polacco Monowice) ed i restanti 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione tedesca della Polonia.

Il complesso dei campi di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di “soluzione finale del problema ebraico” – eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei (nel campo, tuttavia, trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) – divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista. Auschwitz, nell’immaginario collettivo, è diventato il simbolo universale del lager.

Dal 1979, ciò che resta di quel luogo è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ed è visitabile dal pubblico.

Il complesso

Facevano parte del complesso tre campi principali e 45 sottocampi. L’area di interesse del campo (Interessengebiet), con sempre nuove espropriazioni forzate e demolizioni delle proprietà degli abitanti residenti, arrivò a ricoprire, dal dicembre 1941, la superficie complessiva di circa 40 chilometri quadrati. All’interno di questa superficie avevano sede anche alcune aziende modello, agricole e di allevamento, volute personalmente da Hitler, nelle quali i deportati venivano sfruttati come schiavi.

Auschwitz

Era un Konzentrationslager (campo di concentramento). È stato reso operativo dal 14 giugno 1940 e centro amministrativo dell’intero complesso. Il numero di prigionieri rinchiusi costantemente in questo campo fluttuò tra le 15.000 e le oltre 20.000 unità. Qui furono uccise, nella camera a gas ricavata nell’obitorio del Crematorio N.1, o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici, circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nei sotterranei del Block 11 di Auschwitz, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 venne sperimentato per la prima volta dal vicecomandante del campo Karl Fritzsch, per l’uccisione di 850 prigionieri, il gas Zyklon B, normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio ebraico.

Auschwitz, che servì come centro amministrativo per l’intero complesso, fu fondato il 20 maggio 1940 convertendo delle vecchie caserme dell’esercito polacco in un campo di concentramento e campo di lavoro. Un gruppo di 728 prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów furono i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940 e lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti[7] e alla costruzione delle recinzioni perimetrali.

Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed “elementi asociali” come mendicanti, prostitute, omosessuali ed ebrei. Normalmente vi erano detenute dalle 13.000 alle 16.000 persone ma nel 1942 si raggiunse la cifra di 20.000 detenuti.

Sopra il cancello di ingresso si trovava la cinica scritta Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi). Sembra che la scritta sia stata ideata dall’SS-Sturmbannführer Rudolph Höss, primo comandante responsabile del campo e sembra anche che il fabbro che costruì la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz (detenuto con numero di matricola 1010), l’abbia fatta appositamente saldando la lettera “B” al contrario come segno di protesta in quanto conscio di quale sarebbe stata la vera funzione del campo di Auschwitz, un gesto che gli sarebbe potuto costare la vita (a tal proposito, sembra che lo stesso fabbro, sopravvissuto all’Olocausto, quando il campo fu liberato dall’Armata Rossa, chiese di riavere l’insegna in quanto, essendo stata realizzata da lui, “gli apparteneva”, cosa che non avvenne dato che, ormai, la scritta apparteneva alla storia). I prigionieri che lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto questo cancello, accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da una orchestra di deportati appositamente costituita. Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte dei prigionieri ebrei non era detenuta nel campo di Auschwitz e quindi non passava per questo cancello.

Le SS selezionarono alcuni prigionieri, spesso criminali comuni di origine tedesca o ariana (e quindi appartenenti alla “razza superiore”), come supervisori per gli altri detenuti. Tali supervisori, chiamati Kapo, si macchiarono, nella maggior parte dei casi, di orrendi crimini abusando del proprio potere e divenendo così complici dei propri carnefici.

Gli internati vivevano in baracche chiamate Block dotate di letti a castello a tre piani di tipo militare; le condizioni di sovraffollamento delle baracche, spesso utilizzate al doppio della capienza massima, costringevano i prigionieri a dividere un pagliericcio in due o più favorendo la trasmissione di parassiti e germi, che aumentavano le già elevate possibilità di infezioni e malattie.

Gli ebrei, nella scala sociale del campo, erano all’ultimo posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati avevano l’obbligo di lavorare (quelli inabili al lavoro venivano invece uccisi subito, appena arrivati nel campo); gli orari variavano a seconda delle stagioni ma si assestavano su di una media di 10-11 ore di lavoro giornaliero. Una domenica ogni due, tranne per chi lavorava presso aziende belliche che funzionavano a ciclo continuo, era considerata giorno festivo e dedita ai lavori di pulizia e manutenzione del campo e all’igiene personale dei detenuti. Le disumane condizioni di lavoro, le scarse razioni di cibo e le condizioni igieniche pressoché inesistenti portavano rapidamente i detenuti alla morte.

La liberazione del campo

Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato dalle truppe sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla Vistola all’Oder. Il primo reparto che entrò nel campo faceva parte della LX Armata del generale Kurockin del 1° Fronte Ucraino del maresciallo Ivan Konev[18]. Furono trovati circa 7.000 prigionieri ancora in vita. Inoltre, furono trovati migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nel campo e otto tonnellate di capelli umani imballati e pronti per il trasporto.

L’ingresso del campo principale sormontato dall’insegna che recita “il lavoro rende liberi”
Auschwitz non fu tuttavia il primo campo di sterminio a essere scoperto: in realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo poche unità speciali.


Campi di concentramento di Birkenau (Foto)

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Il book fotografico del campo concentramento di Birkenau (Polonia)

Il campo di sterminio di Birkenau fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso, oltre al campo di Birkenau e quello principale di Auschwitz, anche il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (pol. Monowice) ed altri 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione nazista della Polonia.

Il campo

Era il Vernichtungslager (campo di sterminio) del complesso. Era l’immenso lager nel quale persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e zingari. Le vittime erano condotte alle camere a gas immediatamente dopo la tipica selezione degli inabili al lavoro agli arrivi dei convogli.

Birkenau era inoltre il più esteso Konzentrationslager dell’intero universo concentrazionario nazista e arrivò a contare fino a oltre 100.000 prigionieri contemporaneamente presenti. Era dotato di quattro grandi Crematori e di «Roghi», fosse ardenti ininterrottamente giorno e notte, usate per l’eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Gli internati, reclusi separatamente in diversi settori maschili e femminili, erano utilizzati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento verso altri campi. Il campo, situato nell’omonimo villaggio di Brzezinka, distava circa tre chilometri dal campo principale e fu operativo dall’8 ottobre 1941.

Birkenau fu concepito inizialmente, secondo i piani di Himmler del marzo 1941, come campo per i prigionieri di guerra russi. Il campo di Birkenau fu il principale campo di sterminio del complesso concentrazionario di Auschwitz. Qui furono imprigionate parecchie centinaia di migliaia di deportati, in diversi sotto-campo, e trovarono la morte circa 1,1 milioni di persone.

Il complesso di Birkenau divenne operativo il 7 ottobre 1941, inizialmente appunto come campo per i prigionieri di guerra russi catturati in grande numero durante le prime fasi dell’invasione tedesca. Degli oltre 13.000 deportati russi di questi primi trasporti solo 92 erano ancora vivi il 27 gennaio 1945 alla liberazione del campo.

Il campo fu installato presso la cittadina a Brzezinka (in tedesco Birkenau), a circa 3 km dal campo Auschwitz. Il luogo fu selezionato per la vicinanza della linea ferroviaria che avrebbe semplificato le operazioni logistiche per le previste grandi deportazioni successive. Successivamente il campo fu utilizzato come strumento principale di sterminio nel contesto della tristemente famosa soluzione finale della questione ebraica.

Quando il campo fu costruito, furono distrutte le abitazioni di alcuni abitanti del luogo per ricavarne materiale da costruzione. Le dimensioni del campo erano di circa 2,5 km per 2 km ed era circondato da filo spinato elettrificato usato da alcuni prigionieri, stremati dalla impossibili condizioni di vita – addirittura peggiori di quelle di Auschwitz e di Monowitz -, per suicidarsi (nel gergo del campo: «andare al filo»). Il modo migliore per percepire l’impressionante vastità del campo di sterminio è quello di fare a piedi il percorso che dall’ingresso principale e costeggiando per più di un Km i binari ferroviari porta fino al monumento alla memoria delle vittime, posto nella zona dei crematori. Voltandosi indietro si vede appena in lontananza la costruzione dell’ingresso.




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Budapest (Ungheria) agosto 2015 – Inizio dalla “Parigi dell’Est” il mio lungo viaggio

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Il mio viaggio estivo 2015 inizia dall’Ungheria, precisamente dalla sua capitale Budapest!
Un lunghissimo viaggio tra 6 nazioni riconosciute e uno stato fantasma: Italia (Palermo/Roma), Ungheria (Budapest), Ucraina (Užhorod/Lviv/Odessa), Transnistria (Tiraspol), Moldavia (Chișinău), Romania (Brașov/Bucarest), Spagna (Barcellona).

Partiamo da come sono arrivato in terra magiara: utilizzando la compagnia catalana Vueling ho preso 2 voli con scalo programmato il primo con partenza dal capoluogo siciliano per Roma/Fiumicino alle 06.30 e da Roma/Fiumicino a Budapest alle 11.50!
Una volta arrivato a destinazione il transfert dall’aeroporto al centro di Budapest è stato facilissimo (se non volete prendere il taxi) basta prendere il bus numero 200 e poi a fine corsa la metro che vi porterà nelle fermata più comoda a voi.

Quando immaginiamo una vacanza, pensiamo subito alle capitali come Parigi, Londra, Roma, Berlino o Madrid e pochi considerano Budapest come una possibile meta!
Alcuni invece, più che per la propria bellezza e attrazione dall’idea di un viaggio nella lontana Ungheria si reca nella capitale ungherese per l’accessibilità dei costi del viaggio e degli alberghi ma una volta arrivati in loco si ricredono subito.

Budapest è una maestosa ed elegante città formata da Buda e Pest divise dallo scorrere del fiume Danubio. E’ una capitale nello stile dell’antica mitteleuropa così come Vienna e Praga (ma anche Belgrado). La tradizione culturale si rifà insieme a Vienna e Praga, all’impero austroungarico. L’Ungheria ha quasi 10 milioni di abitanti, 2 milioni e mezzo dei quali vivono nella capitale.

Budapest fu un’antica colonia romana e gli stessi romani furono i primi a sfruttare le centinaia sorgenti termali che si trovano nella ragione, molte delle quali sono ora delle terme pubbliche e rappresentano ancora una delle caratteristiche di questa capitale.
Nella città sgorgano ogni giorno milioni e milioni di litri d’acqua termale con una temperatura tra 20 e 76 °C. Incredibile è la varietà degli stabilimenti termali offerta, altissimo il numero di chi vi si reca quotidianamente, sia d’estate che d’inverno, per poche ore o per l’intera giornata per rigenerare corpo e mente.

Ma Budapest non è solo questo! Avete mai sentito parlare del Sziget Festival?

Se vi recate a Budapest a metà agosto non potete non andare a questa grandissima manifestazione a livello continentale! E’ un festival musicale che si tiene sulla Óbudai-sziget (“isola della vecchia Buda”) in mezzo al Danubio e prende nome dalla parola ungherese sziget che per l’appunto significa isola. Inizialmente nasce come rassegna per gruppi locali nel 1993 per poi aumentare e migliorare anno dopo anno il cast artistico. Ad oggi, è uno dei festival che conta più presenze in assoluto al mondo, grazie anche alla sua durata che a differenza di un normale festival è di una settimana!
Sziget Festival conta più di 60 palchi con musica dal vivo ma anche DJ set, spettacoli teatrali, proiezioni videocinematografiche, danza, esibizioni circensi, artisti di strada e manifestazioni sportive. È un evento unico nel suo genere, multimediale, aperto ad ogni espressione artistica e musicale, punto d’incontro di culture e tendenze disparate come pop, rock, metal, hip hop, blues, reggae, afro, world music, folk, elettronica, jazz, classica ed ogni altra sperimentazione sonora.
Proprio per la sua durata e l’afflusso di persone che si recano a Budapest in quel periodo, sorge la necessità di creare una rete di servizi a servizio del turista: dal fruttivendolo alla farmacia, dal cambio valuta al punto ricarica per telefoni, dal deposito bagagli a quello valori. Nello specifico E’ possibile acquistare un biglietto per l’intero periodo del festival quindi 7 giorni, 5 giorni o anche per solo un giorno!

Dopo questa lunga premessa potete ben capire che Budapest è una città pronta a soddisfare tutte le vostre esigenze e stili di vita, completa a 360 gradi: adatta dal giovane che ama la musica reggae all’avvocato che vuole rilassarsi!

Personalmente sono rimasto a Budapest un paio di giorni e ho cercato di fare un po’ tutto quanto! Ho cercato di visitare il più possibile la città, sono andato alle terme e ho assistito anche al primo giorno del Sziget Festival dove ha suonato anche Robbie Williams.

 


Per chi ama più un viaggio relax vi illustro le terme più famose e secondo me più belle di Budapest:

 

Il bagno Széchenyi (dove sono andato io)
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I bagni Széchenyi sono uno degli stabilimenti storici di Budapest nonché uno dei più grandi di tutta Europa con le sue 5 piscine e i 12 bagni termali. La maggior parte delle vasche è all’aperto ma la temperatura dell’acqua delle sorgenti, che in alcuni casi raggiunge 77 gradi, ed il conseguente vapore determinato dal calore consentono di giovare dei bagni anche in pieno inverno.Le terme Széchenyi prima stazione termale di Pest nel cuore del Parco Cittadino (Varosliget) hanno aperto i cancelli nel 1913. Sono ospitate in un pittoresco complesso di edifici in stile neobarocco che si impone in tutta la sua eleganza negli stucchi, nelle statue, nei mosaici, nelle decorazioni che rendono queste terme oggetto di grande ammirazione. Capolavoro gigante e maestoso da non perdere; particolarmente bella la sala con la cupola decorata da uno splendido mosaico in vetro.


I bagni Király

Le terme Király furono costruite nella seconda metà del ‘500 dal pascià di Buda Mustapha Szokoli. Perfettamente ristrutturate nelle forme originali, sono uno dei più bei esempi di architettura termo-balneare ottomana. Di epoca turca è il bagno perfettamente conservatosi alimentato dalla vicine fonti Lukás dove si trova l’omonimo bagno. I bagni Király si distinguono per le quattro cupole, di cui una sormontata dalla mezzaluna d’oro. All’interno della struttura di pietra si trova la bella la sala-cupola con la piscina ottagonale.

I Bagni Rudas

I Bagni Rudas risalgono alla metà Quattrocento e conservano più di ogni altri il fascino e la sontuosità degli antichi bagni turchi. bagni kiraly budapestSono alimentati da ben 18 sorgenti. Delle acque di tre di queste fonti (la Juventus, l’Attila e la Hungaria), ricche di calcio e magnesio, è possibile abbeverarsi direttamente dai rubinetti. Sotto la cupola semisferica, retta da otto colonne, si trova una piscina ottagonale (foto). La luce che filtra dalle finestre punteggianti la cupola crea, insieme all’acqua, uno splendido gioco di colori e riflessi contribuendo ad accrescere l’incanto di questo luogo. Nei weekend ospita pool party e serate lounge.

I bagni Rác

I Bagni Rác erano conosciuti sin dal ‘400 ed erano noti come “le terme reali”. Si narra, infatti che il re Mattia fece costruire un corridoio per collegare le terme al Palazzo Reale. Nel ‘500 i Turchi realizzarono la piscina con cupola conferendo così ai bagni la chiara impronta ottomana. Con la ristrutturazione del 1869 assunsero uno stile più eterogeneo. Oggi, dopo un ennesimo rimaneggiamento, le terme Rác sono parte di un lussuoso albergo, il Racz.

I Bagni Gellért

I Bagni Gellért sono senza dubbio i bagni termali più famosi di Budapest. Un vero e proprio gioiello architettonico impreziosito da favolosi mosaici di ceramica “Zsolnay”, statue in marmo, vetrate dipinte; un elegante edificio in stile Liberty che colpisce per l’ imponenza della struttura, lascia incantati per lo sfarzo degli ambienti e degli arredi originali in stile Art Nouveau.
Il complesso termale Gellért sorge ai piedi della collina Gellért laddove, sin dal Duecento, si riteneva esistessero sorgenti miracolose. Venne costruito durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, terme gellert budapestfu inaugurato nel 1918 ed in breve è diventato la meta preferita dai turisti stranieri ed ungheresi. Oltre al bagno termale e all’annesso hotel di lusso, sono presenti una piscina aperta ad onde artificiali circondata da un bel parco e da una terrazza, e una piscina coperta di acqua gassata con tetto apribile, piccolo capolavoro di architettura. Le terme Gellért sono l’ideale per rilassarsi e/o curarsi grazie alla piacevole temperatura delle acque (da 27 a 48 gradi) ed ai loro salutari effetti, ai massaggi e a trattamenti di cui si può beneficiare. Ma sono anche il modo per “tuffarsi” in un’altra epoca, quella della Belle epoque ungherese dei primi del Novecento. Un’esperienza da provare dunque, un posto unico, bello ed originale che merita senz’altro una visita.


 

Per chi ama invece i tour fotografici per la città o una vacanza culturale vi consiglio:


Il centro di Budapest

Via Andrassy è il viale più belli di Budapest ed è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell”Umanita dall’Unesco. Attraversando il viale si incontrano il Teatro Nazionale dell’Opera, la vecchia Accademia di Musica, l’Università delle Belle Arti, la Piazza Kodaly, ricca di statue, e la magnifica Piazza degli Eroi, con il Monumento del Millennio, il simbolo di Budapest.

Il lungodabubio di Budapest

Il lungodanubio di Budapest vanta dei meravigliosi ponti ed è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Oltre a passeggiare lungo il Danubio, per ammirare il suo splendore dall’alto, ci si può recare presso il Palazzo della Fortezza, la Funicolare, o sul Monte Gherardo. Tra i ponti più belli del Danubio ci sono il Ponte delle Catene e il Ponte Margherita.


Szechenyi Lanchid – Ponte delle Catene

Szechenyi Lanchid è il famoso Ponte delle Catene ed è stato costruito nel 1849 per unire Buda a Pest. Precedentemente per poterlo attraversare si era obbligati a pagare il pedaggio.

Il Teatro Nazionale dell’Opera

Il Teatro Nazionale dell’Opera è uno dei più grandi d’Europa, ospita circa 1200 spettatori ed è stato progettato da uno dei più grandi architetti ungheresi di tutti i tempi: Miklos Yol. L’atrio vanta un soffitto a volta con magnifici affreschi raffiguranti le nove Muse e dorature. Il Teatro si può ammirare tutti i giorni con visite guidate, tranne che nei giorni di spettacoli.

Basilica di Santo Stefano

La Basilica di Santo Stefano è la chiesa più grande di Budapest e dalla sua cupola, raggiungibile salendo 302 scalini, o con l’ascensore, si può ammirare il paesaggio su Buda o il centro di Pest.

Sinagoga di Dohany utca

La Sinagoga di Dohany utca è la più grande d’Europa e la seconda del mondo e può accogliere fino a tremila persone. Costruita in stile romantico vanta anche degli elementi bizantini e moreschi come il rivestimento in piastrelle decorate, le vetrate artistiche e le ricche decorazioni. L’organo della sinagoga è stato suonato da Ferenc Liszt, più grande compositore ungherese. All’interno della sinagoga si trova anche un museo ebraico.

La Chiesa Parrocchiale del Centro Città

Presso il Ponte Elisabetta si trova la Chiesa Parrocchiale del Centro Città, l’edificio più antico di Pest che vanta elementi romani e gotici, nicchie turche, altari rinascimentali e opere in stile liberty e moderno.

Il Cafè New York

L’armonioso Palazzo e Cafè New York è stato costruito nel 1894 in stile eclettico: vi si riconoscono influssi stilistici architettonici neobarocchi, rinascimentali e rococò. Presso il cafè vi si riuniscono i personaggi più prestigiosidella vita culturale di Budapest.

Bagno Termale Rudas

Il Bagno Termale Rudas è stati costruito nella seconda metà del Quattrocento dal pascià di Buda Sokoli. Alcune aree, come quelle del lato Nord, sono ancora le originali sopravvissute fino a noi. Da vedere la cupola con le piccole vetrate decorate.

Piazza degli Eroi

Piazza degli Eroi, a Pest, è stata costruita nel 1896 per celebrare i mille anni dall’arrivo degli Ungari. Sul colonnato e la tomba del milite ignoto si affacciano il Museo delle Belle Arti, Szepmuveszeti Muzeum, e il Palazzo delle Esposizioni.

Vorosmarty Ter

La piazza di Vorosmarty Ter è una delle più frequentate di Pest per la presenza di numerosi e tipici caffè, ideali una piacevole pausa e incontrare amici.

ll Parco ferroviario Fusti

Il Fusti è un parco e un museo unico in Europa, dedicato alle ferrovie è stato inaugurato nel 2000 ed è l’ideale per una visita con i bambini. Oltre ad ammirare i vagoni originali dell’Orient Express, gli adulti possono addirittura provare a guidare una locomotiva all’interno del parco.
Parco del Varosliget

Nel Parco del Varosliget, uno dei più belli di Pest, si trova il magnifico castello del Vajdahunyad Vara, costruito nel 1896 in occasione dell’Esposizione Universale. Oltre al castello il parco vanta un lago dove in estate si può andare in barca e d’inverno, poichè ghiacciato, si puà pattinare.

Memento park – Il Parco delle Statue di Budapest

Fuori dal centro abitato di Budapest si trova il Memento Park e si arriva con un bus diretto dal centro città e partenza ogni giorno alle 11 da Deák tér (ci si arriva con la metro N.1, N.2, N.3) e troverete un bus con insegna Memento Park.
Gli abitanti di Budapest sono stati furbi: mentre tutti i paesi dell’Est hanno approfittato della fine del Comunismo per buttare giù le statue sfogando sul marmo decenni di mancata libertà, qui hanno fatto di meglio. Hanno trasformato questi colossi in un ottimo strumento di sfruttamento della memoria, per quanto brutta possa essere. Hanno quindi messo insieme tutte le statue che rappresentano le grandi figure del comunismo (Marx, Lenin, Stalin, Bela Kun) insieme ad anonimi soldati liberatori dell’ex Urss e hanno creato un Memento Park del comunismo. Se non vi basta guardare in faccia i “compagni” ma volete portarvene a casa un pezzettino, potete anche comprare memorabilia degli anni della Guerra Fredda (spille, spillette, magliette, sigarette d’epoca). Se vi interessa, c’è una bella mostra su come veniva addestrata una spia comunista.


Il book fotografico di Budarest (Ungheria) 2015

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Il book fotografico di Budarest (Ungheria) 2015


Dopo questa parentesi ungherese è arrivato il momento di cambiare aria e nazione!
Dalla stazione Nyugati di Budapest alle ore 07:23 prendo il treno diretto per la piccola cittadina di Zahony che conta meno di 5.000 anime ma crocivia tra Unione Europea/NON Unione Europea con la sua dogana tra Ungheria e Ucraina!

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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CHI SONO:

 

Mi chiamo Giuseppe Spitaleri, ho 34 anni e sono un travel blogger, influencer, fotografo e videomaker. Siciliano d’origine ma da qualche mese vivo in Veneto tra le Dolomiti e la splendida Venezia. Ho visitato 43 nazioni diverse negli ultimi 8 anni e uno stato “de facto” come la Transnistria, sono un appassionato dell’est Europa, amo scoprire posti nuovi (molto meglio se poco turistici) e per tutto il 2014 sono diventato Ambasciatore per la mia Palermo della compagnia aerea spagnola Vueling finendo perfino sui cartelloni pubblicitari.
Ho un blog www.giuseppespitaleri.com (I VIAGGI DI SPEEDY – Giuseppe Spitaleri) dove scrivo e svolgo la mia attività da travel blogger ma nello stesso tempo non trascuro tutti i miei canali sui vari social network dove sono anche lì ben seguito da un vasto bacino di persone (circa 50.000) e collaboro attivamente con diverse aziende di calibro nazionale e internazionale come Ciak Roncato (valigeria), Manfrotto (fotografia), GoPro (action cam) o anche l’ente del turismo Svezia, Malta, Finlandia, Estonia, Kazakistan, partecipando anche a diversi eventi nazionali ed internazionali tra cui anche questa Expo 2017 proprio in Kazakistan come blogger in cooperazione con l’ambasciata locale.
Sono unico fondatore e gestore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web ( www.lucianoligabuefanclub.com ) con oltre 1.500.000 visite uniche e circa 15.000 iscritti alla newsletter.

Durante i miei viaggi o collaborazioni con aziende, la prima cosa che faccio è raccontare in diretta sui miei social tutte le notizie/foto/video più importanti, in modo da aggiornare i miei followers in tempo reale sulle mie vicissitudini e nello stesso tempo stuzzicare la loro curiosità e spingerli a seguirmi fino alla pubblicazione del diario di viaggio completo sul mio blog nei giorni/settimane successive al viaggio.

I miei followers hanno una età media di 18/40 anni e con una provenienza per metà dall’Italia e per l’altra metà dai paesi dell’est Europa o dell’ex Unione Sovietica (parlo un poco di russo) dove sono molto popolare per i miei molteplici viaggi, articoli, foto e video.

Per ovvie ragioni mi trovo spessissimo in giro per il mondo e lo dimostra il fatto che negli ultimi 8 anni ho visitato 43 nazioni diverse (Andorra, Armenia, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Italia, Islanda, Kazakistan, Kyrgyzstan, Kosovo, Lettonia, Lituania, Macedonia FYROM ex repubblica di Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Vaticano) e uno “de facto” come la Transnistria che molti sconoscono ma posso sicuramente affermare che è uno dei posti più pericolosi e inospitali dell’intera Europa.

Se volete leggere qualche articolo o vedere qualche foto/video basta cliccate su una qualsiasi nazione colorata di rosso da me visitata: quasi tutta l’Europa 🙂


IL MIO GIRO DEL MONDO IN 43 STATI DIVERSI

 


IL MIO MARCHIO DI FABBICA: I SALTI

Il mio marchio di fabbrica che è presente anche nel logo del mio blog sono i salti! Tutto ebbe inizio al Teatro Nazionale Croato di Zagabria nell’estate 2011 quando per la prima volta i miei amici (dopo vari tentativi) riuscirono ad immortalarmi in volo e da quel momento in poi non ho smesso più di saltare: tra mari e montagne, vulcani e geyser, città e villaggi, in tutti questi anni non ho perso l’occasione di fare questo tipo di foto in giro per il mondo.

Clicca qui per visionare tutte le foto "in volo" girovagando per il mondo

Visionatutte le foto “in volo” girovagando per il mondo


LE MIE COLLABORAZIONI PIU’ IMPORTANTI:

logo_vuelingDai primi mesi del 2014 sono diventato testimonial e ambasciatore nella mia splendida Palermo per la compagnia aerea spagnola VUELING AIRLINES. Un’esperienza unica, irripetibile e fantastica che mi ha portato a viaggiare gratuitamente fino al 31 dicembre 2014 con i 50 voli che mi ha omaggiato la compagnia aerea. Inoltre il mio volto è comparso affisso su tutti i cartelloni pubblicitari, fermate degli autobus, gigantografie sui palazzi, giornali, quotidiani e tanto altro.

Clicca qui per visionare le foto della campagna pubblica Vueling Airlines a Palermo

Clicca sopra per visionare le foto della campagna pubblica Vueling Airlines a Palermo

poster vueling 2014


clicca per vedere il sito CIAK RONCATO

Dal settembre 2015 ad oggi sono brand ambassador “Ciak Roncato” (una delle aziende leader in Italia produttrice di trolley, borse, valigie e articoli da viaggio) per promuovere attraverso i miei social network e il mio blog la loro 2 linee di trolley “Crazy We” e la “To Do” personalizzata da me.
I miei scatti fotografici vengono anche pubblicati nei loro social network ufficiali.
book_ciak_roncato


clicca per vedere il sito MANFROTTODa ottobre 2015 ad oggi sono brand ambassador “Manfrotto” per promuovere attraverso i miei social network e il mio blog la loro linea zaini “Manfrotto bags”. Manfrotto è leader mondiale nella ideazione, produzione e distribuzione di supporti professionali per i mercati della fotografia, del video, dell’illuminazione e dell’intrattenimento.
I miei scatti fotografici e articoli vengono anche pubblicati sui loro social network ufficiali e nel loro sito dove è presente anche la mia scheda alla sezione “fotografi” (vedi il mio ultimo articolo) con i miei articoli

Leggi l'articolo sul sito Manfrotto

Leggi l’articolo sul sito Manfrotto


logo_goproDall’estate 2015 brand ambassador “GoPro” per promuovere attraverso i miei social network e il mio blog con foto e video la loro action cam “Hero4 Silver”. L’azienda GoPro è leader mondiale indiscussa nel settore delle action cam

Clicca qui per visionare le foto alcune foto GoPro

Clicca sopra per visionare le foto alcune foto GoPro


clicca per vedere il sito VISIT SWEDENA dicembre 2015 collaborazione e sponsorizzazione del mio viaggio in Svezia a Malmö con l’Ente del Turismo nazionale “Visit Sweden” che mi ha dato il sostegno per tutta la permanenza in Svezia.
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A settembre 2016 collaborazione e sponsorizzazione turistica con l’Ente del Turismo Kazako e l’Ambascita del Kazakistan a Roma per promuovere le bellezze del Kazahstan e in particolar modo delle 2 città principali Almaty e Astana in vista della prossima EXPO 2017 che si terrà propria nella capitale Astana sabato 10 giugno 2017 con un lungo viaggio di 2 settimane nella loro Nazione.


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A novembre 2016 collaborazione e sponsorizzazione con l’Ente del Turismo Maltese “Visit Malta” per promuovere le bellezze delle 3 isole Malta, Comino e Gozo con un viaggio stampa.


A novembre 2016 collaborazione con la compagnia “AirMalta” per promuovere le nuove tratte in promozione da Palermo e Catania  per l’Isola di Malta


A maggio 2017 collaborazione e sponsorizzazione con l’Ente del Turismo Finlandese “Visit Finland” per promuovere le bellezze di Helsinki.


A maggio 2017 collaborazione e sponsorizzazione con l’Ente del Turismo Estone “Visit Estonia” per promuovere le bellezze di Tallinn.


ALCUNE COLLABORAZIONI IMPORTANTI:
audi-logoestathe_logofriskiesHotel Jumbaktas (Bishkek, kyrgyzstan)logo-enellogo-nescafelogo-vodafonelogo__alpha_hotel_moscowlogo_absolute_hotel_astanalogo_adidaslogo_amazon-primelogo_amazonprimelogo_betterlogo_BlaBlaCarlogo_bmwlogo_buzzoolelogo_cavallinologo_cereslogo_comixlogo_dacialogo_dislogo_emozione3logo_enilogo_fordlogo_ford-sociallogo_foxlifelogo_galleryparkhotel_rigalogo_genertellogo_gimme5logo_goggleboxlogo_grouponlogo_hisenselogo_hotel_favignana_iprettilogo_Hotel_Katajanokkalogo_hotel_napoleon_romalogo_hotel_rantapuistologo_hotel_shymbulaklogo_hotel_vulcano_therasialogo_huaweilogo_InteContinentallogo_jeeplogo_lucanologo_menarinilogo_montefarmacologo_mycicerologo_nikelogo_novotellogo_paddypowerlogo_parkinn_radissonlogo_paypallogo_pensapulitologo_postelogo_red_bulllogo_renaultlogo_schesirlogo_shahlogo_smartlogo_snailogo_takeseatlogo_timlogo_toyotalogo_travel_assistancelogo_trelogo_ubibancalogo_ucilogo_vilniusgrandresortlogo_volagratislogo_walliancelogo_windmercedes-benznissan_logosony_logoturkishairlines_logoubi-nbaubuntu-logo32

 


ALCUNI MEETING/EVENTI NAZIONALI/INTERNAZIONALI IMPORTANTI A CUI SONO STATO INVITATO:

Data Nome evento
Città
17/05/2014 Italian Travel Blogger Meeting Roma
01/06/2014 Europe Vueling Ambassador Meeting Malaga
18/05/2015 Italian Travel Blogger Meeting Roma
8/10 ottobre 2015 Travel Blogger Destination Italy Rimini
20/11/2015 Youtube “Creator Day” Roma
09/07/2016 Youtube “Creator Day” Roma
13/15 ottobre 2016 Fiera del Turismo TTG
Rimini
7/9 novembre 2016 World Travel Market London
Londra
12/14 ottobre 2017 Travel Blogger Destination Italy Rimini

ALTRI VIDEO CHE POSSONO DARE L’IDEA DEI MIEI VIAGGI:

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Giuseppe Spitaleri
www.giuseppespitaleri.com
info@giuseppespitaleri.com  
Cellulare +39 3292946931

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VIDEO – Come vestirsi con il contenuto di 4 bagagli in 1 nel bagno dell’aeroporto – (Compagnie low cost)

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Se hai viaggiato con qualche compagnia low cost specialmente negli anni passati ti sarà capitato sicuramente qualche piccolo problema del bagaglio a mano!!
Per fortuna tutte le compagnie aeree adesso sono diventate più tolleranti in materia e accettano anche il secondo bagaglio purchè non di grosse dimensioni e peso.
Negli anni precedenti Ryanair l’ha fatta da padrona con la sua politica aziendale molto rigida con cui si autorizzava a portare sopra l’aereo UN SOLO BAGAGLIO (max 10 kg) a prescindere della dimensione!
Chi non si è mai imbattuto in donne costrette a mettere dentro il trolley la propria borsa oppure in uomini a far lo stesso con il proprio marsupio o borsetta della reflex?
Chi di voi non ha mai visto qualche viaggiatore seduto con tutto il suo peso sopra il trolley pur di riuscirla a chiudere?
Nonostante ciò il risultato in alcuni casi non è stato sempre positivo perchè per esempio il trolley è gonfiato troppo oppure sforava spesso i famosi 10 Kg consentiti rischiando così di dover imbarcare il proprio bagaglio in stiva e pagare quindi un supplemento.
Un altro capitolo a parte va dedicato al viaggiatore “temerario” che consapevole di essere in difetto porta con se molteplici bagagli sfidando i controlli della compagnia aerea! Quando gli va bene riesce a passare senza grossi problemi ma quando viene fermato è costretto ad escogitare qualcosa in fretta e furia per non pagare il prezzo della registrazione del bagaglio in stiva.

Personalmente mi identifico più nel viaggiatore “temerario” e devo dire che ho un conto in sospeso con la compagnia aerea Ryanair!
Adesso vi illustro che cosa ho combinato durante questi anni proprio con la compagnia aerea Irlandese.

DICEMBRE 2008 – Ecco come vestirsi con il contenuto di 4 bagagli e passare dai controlli dell’aeroporto con un solo bagaglio a mano

 

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Novembre/Dicembre 2015: tempo di nuove avventure e nuove collaborazioni tra Spagna, Danimanca, Svezia, Irlanda, Lettonia e Ucraina!!

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Novembre e dicembre 2015 si avvicinano e per me sarà un periodo ricco di nuove esperienze.
In questi mesi sono nati nuovi progetti e nuove collaborazioni: alcune già in atto e altre ancora da attivare.
La fine di questo 2015 sarà tempo di nuove avventure e nuove fantastiche esperienze!
Faccio in modo che i miei viaggi non siano mai banali e molto sedentari, difficilmente mi fermo per lunghi periodi in una città perchè preferisco avere sempre nuovi stimoli e nuove cose da vedere!
Questa volta forse ho esagerato un tantino … soprattutto in dei mesi non proprio consigliatissimi per visitare questi posti: toccherò 6 nazioni in un periodo dell’anno dove ci sono poche ore di luce e in mancanza del calore solare sicuramente le temperature scenderanno sotto lo zero con possibilità anche di neve! Questa volta però non sarò da solo come il mio ultimo lungo viaggio di fine agosto 2015 durato 20 giorni ma sarò in compagnia del mio amico e anche lui travel blogger Luciano Blancato.

La Statua della Madre Patria (in ucraino: Батьківщина-Мати) è un colossale monumento situato a Kiev

La Statua della Madre Patria (in ucraino: Батьківщина-Мати) è un colossale monumento situato a Kiev

Viaggerò tra Spagna, Danimanca, Svezia, Irlanda, Lettonia e Ucraina in compagnia di due marchi leader nei loro rispettivi settori come Ciak Roncato nel mondo delle valigie e Manfrotto negli accessori per fotografia! Ma non finisce qui: sarà anche tempo di una sinergia con l’ente del turismo Svedese Visit Sweden che contribuirà nella mia visita nella città di Malmö e non dimenticando sempre Vueling Airlines per alcuni spostamenti aerei e GoPro con la sua HERO 4 Silver per le riprese

I presupposti per un fine anno con il botto ci sono tutti! 🙂

A presto

 


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