Il giro delle Tre Cime di Lavaredo: l’anello magico delle Dolomiti / Drei Zinnen Dolomites (drone)

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Il più classico e il più famoso giro delle Dolomiti non può essere altro che l’anello delle Tre Cime di Lavared: un’escursione che tutti prima o poi dovrebbero fare almeno una volta nella vita.
Non è un giro pensante ma sicuramente particolarmente lungo visto che in genere si compie in 4 ore circa. Tutto inizia dal Rifugio Auronzo a 2.320 metri s.l.m. che si raggiunge comodamente in auto grazie alla strada a pagamento (vedi sotto i costi) la SS 48bis che parte poco sopra il Lago di Misurina e che in 7 km vi catapulterà nel cuore delle Dolomiti facendovi ammirare da ogni angolazione lungo tutto il percorso, le tre cime che si stagliano per quasi 700 metri d’altezza.


COSTO DEL PEDAGGIO PER I 7 KM DI TRANSITO FINO AL RIFUGIO AURONZO

Autovetture > € 30,00
Motocicli > € 20,00
Pullman (max 30 posti) > € 60,00 | Pullman (oltre 30 posti) > € 120,00;
Caravan e Autocaravan e Camper > € 45,00 (Altezza superiore m 2,10)

Supplemento per ogni giorno aggiuntivo:
Motocicli > € 5,00
Autovetture > € 15,00
Camper > € 25,00
Pullman (max 30 posti) > € 30,00
Pullman (oltre 30 posti) > € 60,00

PORTATORI DI HANDICAP ACCESSO GRATUITO CON CONTRASSEGNO ESPOSTO E PERSONA DISABILE A BORDO

Se invece decidete di risparmiare potete consultare gli orari degli autobus (servizio attivo dal mese di giugno) all’indirizzo auronzomisurina.it/come-muoversi/

In inverno le Tre Cime sono raggiungibili su strada innevata sempre battuta a piedi, con le ciaspe, con gli sci d’alpinismo e con servizio motoslitta dal Lago Antorno


ITINERARIO DI VIAGGIO

Rifugio Auronzo

Rifugio Auronzo

Il percorso per compiere il giro delle Tre Cime di Lavaredo è davvero ben segnalato ed è pressoché impossibile sbagliare. Solitamente il giro si fa in senso antiorario ma ciò non toglie che sia altrettanto bello nel senso opposto ma va detto che in autunno il sole non illumina mai le pareti nord, neppure al tramonto. In estate invece, sia all’alba che al tramonto, se pur per poco tempo il calore dei suoi raggi riscalda queste rocce.
Chiesetta della Madonna della Croda

Chiesetta della Madonna della Croda

Come già detto prima, il punto di partenza è il rifugio Auronzo, dove seguendo il sentiero N.101 che costeggia la chiesetta della Madonna della Croda, dedicata a tutti i caduti in montagna, inizierete a rimanere incantati dalla vista sui cadini di Misurina e sul gruppo del Sorapiss….ma… ancora nessuna vista della “tipica vista delle pareti nord” delle Tre Cime.
Continuiamo lungo il sentiero n. 101, in direzione est ci porterà prima al rifugio Lavaredo e poi al punto più alto della nostra escursione, la forcella Lavaredo. Qui è d’obbligo fermarsi per godersi la famosa vista sulle imponenti pareti settentrionali strapiombanti delle Tre Cime, cercando ovviamente di scattare la foto tante foto mozzafiato con questo incredibile panorama.


PERCORSO PIU’ BREVE

Qui ora bisogna decidere se continuare il giro verso il rifugio Locatelli alle Tre Cime (un po’ più lungo) oppure svoltare subito a sinistra e camminare a cospetto delle pareti settentrionali delle Tre Cime fino alla “malga Lunga” passando per due laghetti. Questa seconda possibilità accorcia il tempo di percorrenza di circa un’oretta ma sicuramente è anche la strada meno agevole e comoda da percorrere.

PERCORSO PIU’ LUNGO

Se invece proseguite per il rifugio Locatelli, dopo una leggera discesa, il sentiero continua prima pianeggiante ai piedi del Monte Paterno, e infine in salita fino al rifugio Locatelli a 2.438 m s.l.m., molto frequentato durante l’estate. Anche da qui la vista sugli imponenti giganti rocciosi è semplicemente unica. Dal rifugio Locatelli seguiamo il sentiero con il n° 105 in direzione della “Malga Lunga / Lange Alm”.


Arrivati alla Malga Lunga dove si ricongiunge il sentiero più corto citato prima, sopra a questo piccolo ristoro si trova la sorgente del torrente Rienza e i laghetti delle Tre Cime: un posto splendido per una sosta e un rinfrescante bagno dei piedi nell’acqua limpida. Da qui il sentiero prosegue ancora verso ovest, sotto la Cima Ovest, con alcuni tratti un po’ più esposti, fino al nostro punto di partenza.

Guarda il book fotografico completo dell TRE CIME DI LAVADERO

Guarda il book fotografico completo dell TRE CIME DI LAVADERO


DISTANZE
Dal rifugio Auronzo al rifugio  Lavaredo – 1,7 km
Dal rifugio Lavaredo alla forcella Lavaredo – 1,0 km (stradina)
Dalla forcella Lavaredo al rifugio Locatelli – 1,9 km (stradina)
Dal rifugio Locatelli alla Malga dei Pastori – 2,8 km
Dalla Malga dei Pastori al rifugio Auronzo – 2,1 km

 

Durata: 4 ore
Distanza circa 9/10 km
Dislivello: 400 metri in salita

 

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Dal Lago di Alleghe alla Cascata Ru De Rialt: le Dolomiti che non ti aspetti

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Girovagando per le Dolomiti quasi per sbagli ho scoperto questa cascata a poche centinaia di metri dal famoso Lago di Alleghe. Uscendo dal centro di Alleghe in direzione Belluno, costeggiando il lago vi ritroverete un’insegna “CASCATA” sulla sinistra.

Imboccando questa stradina fino ai campi tennis a Pian Grant troverete un’altra indicazione con delle informazioni sul percorso dove indica un dislivello in salita di circa 200 metri e un tempo di percorrenza per andata e ritorno di un’ora … ma non spaventatevi!!!  Girate a destra e proseguendo per una ventina di minuti a medio/veloce vi ritroverete proprio sotto la Cascata Ru De Rialt.

Avvicinandosi al salto si sente sempre più lo scroscio d’acqua e specialmente nel periodo più caldo ci si può rinfrescare con le goccioline nebulizzate che si espandono vicino la cascata e rilassarsi un poco tra la natura incontaminata e qualche scatto fotografico.

Se invece volete proprio osare, attraversa il ruscello sotto la cascata, si entra il un sentiero dentro il bosco fitto che in un’oretta vi porterà alla Casera di Casamatta 1651 metri s.l.m


BOOK FOTOGRAFICO

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Weekend o settimana bianca in Val di Zoldo – Cosa fare e dove dormire

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Tra le svariate meraviglie che offrono le Dolomiti Bellunesi, una da assolutissimamente visitare è la Val di Zoldo, raggiungibile dal versante nord da Bressanone (A 22 del Brennero), SS49 della Val Pusteria, Dobbiaco, Cortina, quindi Passo Giau (SS638) e poi passo Staulanza (arrivo a Pecol di Zoldo). Se invece arrivate dal versante sud basta arrivare a fino a Longarone per poi prendere la provinciale 251 che vi porterà dopo 28 km a Forno di Zoldo e poi in successione a Dont e nella bellissima Pecol che mi ha colpito per il paesaggio.

Visualizza la mappa completa in PDF della Val di Zoldo


VAL DI ZOLDO

Andare in Val di Zoldo significa anche camminare tra i paesi e paesini, antichi fienili (i tabià), boschi con alberi secolari e una ricca varietà di paesaggi. Posto ideale per gli vuole godersi la montagna tra tra il Pelmo e il Civetta o per chi vuole sciare, ciaspolare o semplicemente fare tante foto e passeggiare (come me) tra questa natura incontaminata.

Il primo weekend del marzo 2018 sono stato precisamente tra Coi e Pecol e devo dire che sono stato tanto sfigato quanto fortunato: un sabato veramente pessimo con neve, nebbia e freddo ma anche una domenica veramente assurda con un cielo completamente azzurro, assenza totale di nuvole e temperature relativamente miti 🙂

Ma iniziamo dall’inizio: volevo arrivare fino a qui con i pneumatici estivi e senza le catene ma a causa di una abbondante nevicata improvvisa non ho potuto fare gli ultimi 3 km che dividevano la strada principale all’Hotel La Caminatha rimanendo impantanato tra la neve!:) Ancora non mi sono rassegnato al fatto di vivere fuori dalla Sicilia e non sapendo montare ancora le catene sono stato costretto a telefonare in hotel che gentilmente si sono precipitati a scovarmi tra la neve e a montarmi le catene che avevo a bordo.


VISITARE PECOL

D’inverno la Val di Zoldo è la meta ideale per gli appassionati dello sci, infatti fa parte del Comprensorio sciistico del Civetta, che con i suoi 90 Km di piste perfettamente innevate e collegate da moderni impianti di risalita offre suggestivi e mutevoli paesaggi. Qui si scia anche di notte, su due piste ben illuminate che scendono fino nell’abitato di Pecol che ha poco più di 200 abitanti residenti.

Il Comprensorio Sciistico del Civetta e’ inoltre la dodicesima stazione del Dolomiti Superski, un carosello di 1.200 Km di piste che attraversa e collega le  varie  valli  dolomitiche offrendo allo sciatore scenari mozzafiato sempre diversi.


VISITARE COI

Coi è una frazione del comune di Zoldo Alto e dista 5/10 minuti in macchina a Pecol e dalle piste. Notevole la casa Rizzardini, edificio imponente in un villaggio costituito soprattutto da rustici: uno degli affreschi dell’esterno è del 1713. Lungo la strada che da Coi conduce a Maresòn sono ubicati i due mulini Rizzardini, antecedenti al 1634 e ancora in funzione nel 1946. Interessante anche il mulino Piva con la grande ruota di legno, attivo dal 1948 agli anni settanta.


BOOK FOTOGRAFICO VAL DI ZOLDO

Cliccando sulle immagini sottostante potrete visionare il book fotografico completo di questi 2 giorni in condizioni meteo completamente agli antipodi nel giro di 24 ore.

Book fotografico completo della Val di Zoldo

Book fotografico completo della Val di Zoldo


DOVE DORMIRE IN VAL DI ZOLDO

Come già anticipato all’inizio, il mio salvatore tra la neve è stato un ragazzo che lavora all’Hotel La Caminatha che mi è ha montato le catene nel bel mezzo di una bufera di neve!:)
Immerso nell’incantevole Valle di Zoldo, si trova a 1494 metri di altezza ed è circondato dallo scenario mozzafiato dei gruppi montuosi del Civetta e del Pelmo, offre ambienti accogliente con i classici arredi di montagna.
La colazione continentale a buffet è servita nell’apposita sala che si affacciata sulle bellissime Dolomiti.
Una cosa molto particolare e curiosa è il fatto che il personale dell’hotel lascia di proposito del cibo nel retro dell’hotel e durante il giorno e la notte i cervi si avvicinano più volte per mangiare, diventando un’attrazione della struttura, lasciando sbalorditi grandi e piccoli.

Book fotografico completo dell'Hotel La Caminatha

Book fotografico completo dell’Hotel La Caminatha

 

DOVE MANGIARE IN VAL DI ZOLDO


Durante il mio weekend in pratica ho mangiato sempre presso l’Hotel La Caminatha usufruendo dei pasti in Hotel e quindi non ho avuto modo di testare altro ma posso sicuramente dirvi che i piatti offerti sono veramente buoni con una cucina tipica montanara: polenta, salsiccia, hamburger, carne di cervo e tanto altro ancora. Sia a pranzo che a cena, si può mangiare con un menù fisso oppure anche à la carte.
Da sottolineare anche il fatto che durante quel weekend ho visto anche parecchia gente farsi aperitivi al bar del ristorante o passare la serata bevendo della buona birra.

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Weekend o settimana bianca a Padola: la magia del Comelico Superiore

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Se state cercando un paesino tranquillo dove poter trascorrere un weekend o una settimana bianca in pieno relax lontano dal caos cittadino, allora Padola è il posto giusto! Ultimo paese del Veneto verso nord in provincia di Belluno, al confine con il Trentino Alto Adige e a 30/40 minuti circa dal confine con l’Austria, si estende lungo una conca che lo rende un posto incantato sotto le maestose Dolomiti del Comelico Superiore.


A fine gennaio 2018 ho deciso di trascorrere un weekend proprio a Padola a quota 1215 metri e devo dirvi che sono rimasto molto affascinato da questa piccola comunità montana. E’ la stazione sciistica del Comelico Superiore e dispone di piste da discesa di varie difficoltà, servite da impianti di risalita che partono proprio dal centro del paese e raggiungibili a piedi. Le piste sono adatte sia ai principianti che ad esperti ma la cosa bella di Padola è che offre svariate possibilità di divertimento anche per chi non scia (come me): oltre al slittino, percorsi a cavallo, pattinaggio sul ghiaccio e tanto altro io ho optato per una lunga passeggiata con le ciaspole tra la neve.

La Chiesa di S. Luca Evangelista è la chiesa principale del paesino: progettata dall’architetto Giuseppe Segusini è ben visibile da tutto il paese e da qualsiasi punto del Comelico che si affaccia a Padola non si può fare a meno di notare la chiesa che entra nello skyline di Padola.

Per gli amanti della fotografia, armatevi di treppiedi e una discreta macchina fotografica perchè la notte vi potrà regalare (tempo permettendo) dei panorami unici che non dimenticherete facilmente!


Le mie 83 foto su Padola

Book fotografico completo di Padola

Book fotografico completo di Padola

Dove si trova Padola?

 


Dove dormire a Padola?

Per il mio weekend a Padola ho pernottato presso l’Hotel SPA La Torre che inaugurato nel luglio 2010 oggi è l’unico hotel 4 stelle di Padola. Come si può ben immaginare una struttura veramente nuova e molto pulita ma la cosa che più mi ha colpito è stata questa gestione tutta al femminile e a livello familiare che mi ha fatto sentire quasi un membro della loro famiglia e non un semplice cliente.

La colazione semplicemente da dieci e lode con prodotti genuini e di altissima qualità e anche questa volta come mia consuetudine ho potuto fare il mio solito mix di dolce e salato!

Da visitare assolutissimamente è il centro benessere all’ultimo piano dove poter farsi una sauna finlandese o bagno turco, prendersi il sole sulla terrazza panoramica o rilassarsi nell’area relax all’interno con della musica soft e un bella tisana con vista sulle Dolomiti.


Dove mangiare a Padola?

Come appena scritto ho pernottato presso l’Hotel SPA La Torre e usufruendo dei pasti in Hotel non ho avuto modo di testare altro ma posso sicuramente dirvi che i piatti offerti sono veramente buoni e abbondanti con una carta di vini/birre ampia e per tutti i gusti. Durante i 2 giorni ho assaporato diversi pietanze e tutte erano veramente buone e con prodotti locali.


Guarda le mie 93 foto sull’Hotel SPA La Torre

Book fotografico completo dell'Hotel La Torre Spa di Padola

Book fotografico completo dell’Hotel La Torre Spa di Padola

 

 

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Mappa turistica della attrazioni sulle Dolomiti: foto, video e articoli

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Quando si parla delle Dolomiti per chi ama la montagna, le lunghe passeggiate e la fotografia è come parlare del paradiso: la varietà dei paesaggi offerti da queste vette è veramente completa a 360 gradi! Particolarmente suggestivi in estate quando gli altipiani e le cime erbose iniziano le fioriture, diventano una tavolozza di colori e spettacolari d’inverno quando le sue cime vengono imbiancate e i suoi laghi ghiacciano regalando dei scenari da cartolina.

Ecco la mia mappa delle attrazioni delle Dolomiti (ANCORA DA AMPLIARE NELLE PROSSIME SETTIMANE)

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Lago d’Antorno 1.866 metri s.l.m (Auronzo di Cadore) Dolomiti

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Nel cuore delle Dolomiti tra Veneto e Trentino-Alto Adige, presso Auronzo di Cadore, si trova il Lago d’Antorno o Lago Antorno: a quota 1866 metri sul livello del mare, questo piccolissimo lago alpino nella provincia di Belluno merita sicuramente un pò di notorietà e qualche foto/video per la sua bellezza.


Ad essere sinceri ho scoperto questo lago “per sbaglio” 🙂 Non sapevo l’esistenza di questo laghetto ma durante una gita domenicale presso il più famoso Lago di Misurina 1754 s.l.m. che dista solo 2 km, girovagando in macchina alla ricerca di un posto dove mangiare e fare qualche bella foto, lungo la strada che sale da Misurina verso il rifugio Auronzo e le Tre Cime di Lavaredo mi sono imbattuto in questo poco incantato.
Circondato da boschi e montagne maestose, nelle cui acque si rispecchiano proprio le Tre Cime simbolo indiscusso delle Dolomiti, anche se dal lato da cui è possibile godere della vista solo della cima ovest


FOTO SETTEMBER 2017

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FOTO NOVEMBRE 2017

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Escursione alla Cascata della Soffia (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)

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Se passate vicino Belluno vi consiglio di fare un’escursione sul Lago del Mis alla scoperta della Cascata della Soffia. Con la macchina si arriva molto comodamente vicino all’inizio del sentiero dove c’è anche un ristorantino dove potersi rilassare all’andata o al ritorno. Il percorso per raggiungere la cascata è molto semplice e adatto a grandi e bambini e in 5/10 minuti viene raggiunto facilmente senza particolare sforzo o pericolo.
Come appena detto le cascate si raggiungono in una decina di minuti lungo un sentiero che vi porterà con una passeggiata in questo piccolo canyon nostrano dove sopra una piattaforma è possibile ammirare questa bella cascata.

A mio parere un bellissimo spettacolo … ma …. sicuramente se volete vedere qualcosa di ancora più bello dovete fare due giretti fuori dai circuiti segnali e se avete un pò di spirito di avventura sicuramente vi verrà ripagato con delle bellissime foto!!

1. Subito dopo la piattaforma sulla cascata, percorrendo il sentiero che costeggia il canyon verso l’alto, in un minutino si arriva alla fine del sentiero con un blocco di cemento alto 1,20/1,40 metri che blocca l’accesso a un’area fantastica! Secondo voi mi sono fermato qui? ovviamente no!! 🙂 Personalmente non ho resistito e nel giro di qualche secondo mi sono ritrovato dall’altra parte della barricata! 🙂 Vi ricordo che è assolutissimamente vietato l’accesso qui ma se fate molto attenzione alle rocce viscide lo spettacolo merita veramente tanto! Vi ritroverete in un paradiso di salti d’acqua e pozze medio/profonde creatasi nel corso dei millenni dove magari è possibile fare anche il bagno nel periodo estivo!! VI RIPETO…fate molta attenzione…perchè siete esattamente a 50/70 metri sopra la cascata …quindi…evitate questa esperienza in caso di torrente con una forte corrente o di grossa portata.

2. Il secondo giro …VIETATO …. l’ho scoperto per caso perchè mi sono chiesto….ma è possibile vedere le cascate dal basso o da più vicino? E allora…girando girando mi sono reso conto che ritornando al punto iniziale vicino al ristorantino a un centinaio di metri prima in basso c’era un sentiero non segnalato che con un pò di agilità vi porterà dritto alla spiaggia sul lago (che nei primi di settembre 2017 è praticamente priva d’acqua per via della siccità).
Da qui sulla sinistra noterete un torrente e una specie di foro sulla roccia….

che vi porterà metro dopo metro…foro dopo foro … ponte dopo ponte …
a pochi metri di distanza dalla Cascata della Soffia con tanto di schizzi d’acqua in faccia


IL BOOK FOTOGRAFICO

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Brent Del Art: un canyon da scoprire nella Valbelluna (Belluno)

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Oggi mi trovo in Valbelluna dove il torrente Ardo nei pressi di Sant’Antonio di Tortal (Belluno) ha scavato un canyon veramente incredibile! I Brent de l’Art rappresentano un piccolo gioiello naturale nascosto gelosamente nei boschi sopra il comune di Trichiana. Questo canyon praticamente semisconosciuto a mio parere è veramente molto molto carino e poi anche poco impegnativo da raggiungere.


COME RAGGIUNGERE BRENT DE L’ART

Arrivare ai Brent de l’Art è comunque abbastanza semplice anche se le indicazioni non sono poi così complete: arrivati nella piazza principale del comune di Trichiana si seguono le indicazioni per il Passo Santo Boldo e dopo circa 10 km si arriva al paese di Sant’Antonio di Tortal dove si gira a destra (indicazioni campo sportivo) nell’unico incrocio del paese. Da qui la strada, a tratti sterrata, passa attraverso delle antiche fattorie e termina in un piccolo parcheggio di 10 posti auto dove si può lasciare la macchina e un chioschetto con qualche bibita fresca per rigenerarsi al ritorno.


COSA NASCONDE QUESTO CANYON

Seguendo dal parcheggio il sentiero, si attraversa un prato erboso per poi scendere ripidamente nel mezzo di un bosco e dopo una decina di minuti finalmente si arriva al ponticello da dove si ha tutta la visuale sul Brent de l’Art!
Qui alle pendici delle Dolomiti a pochi km dall’ingresso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi il torrente Ardo ha realizzato questa bellezza della natura che merita sicuramente una visita! Personalmente mi sono avventurato tra le rocce per fare qualche bella foto ma tra zaino con attrezzatura fotografica e abbigliamento poco adatto mi son dovuto fermare dopo un poco perchè in alcuni punti si rischia di finire in acqua e anche se la sua profondità max è di un metro circa ho preferito evitare per non rischiare la mandare in acqua reflex e obiettivi vari 🙂 Per il momento godetevi queste foto … ma state tranquilli che ritornerò presto…anzi…prestissimo e con un abbigliamento e attrezzatura adatta 🙂

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BRENT DEL ART IN INVERNO

A distanza di 5 mesi ho avuto il piacere di ritornare nello stesso posto e lo scenario che mi si è presentato è stato completamente diverso! Con mio stupore ho potuto ammirare tantissime colate di ghiaccio che caratterizza il canyon durante tutto il periodo freddo dall’anno!

Book fotografico invernale

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Dove mangiare vicino il Brent de l’Art

L’Agriturismo Bon Tajer s’impegna per creare emozioni negli ospiti che vogliono fare un’esperienza a 360° che soddisfi il palato ma anche l’occhio e l’animo. Immerso nella natura e con più di 800 taglieri dipinti il Bon Tajer è un contenitore ricco di proposte: da quelle culturali a quelle naturalistiche a quelle gastronomiche

Il Bon Tajer è un’Azienda Agricola e Agrituristica immersa nel verde delle dolci colline di Lentiai, comune alle porte delle Dolomiti UNESCO e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La natura, con la sua bellezza, che si può vedere e respirare al Bon Tajer è certamente il fulcro della filosofia del locale.

I piatti dell’Agriturismo Bon Tajer sono realizzati esclusivamente con prodotti di stagione di produzione propria. Il tutto servito in composizioni ricercate che propongano un connubio fra i gusti classici della tradizione bellunese e la delicatezza dei piatti moderni.

Personalmente sono rimasto colpito dalle quantità e qualità dei prodotti serviti a tavola durante la mia cena per poi non parlare del vino sensazionale che ha accompagnato tutte le varie pietanze. Il personale molto cortese e molto professionale rispecchia l’anima del titolare Angelo che ha portato questo agriturismo tra il top nella sua categoria di tutta la regione…e non solo! Il loro cavallo di battaglia è il mais sponcio coltivato che viene utilizzato per la produzione di ottime croste di polenta che poi vengono serviti al tavolo o anche vendute presso l’agriturismo.

Necessaria prenotazione.

Indirizzo:  Via Colderù, 112/a – 32020 Lentiai (Belluno)
Telefono: 0437751105

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Dove dormire vicino il Brent de l’Art

Il Bon Tajer non è solo agriturismo ma anche camere ed appartamenti per il tuo soggiorno con servizio Bed & Breakfast.

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Lago di Misurina 1.754 metri s.l.m (Auronzo di Cadore) Dolomiti

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Nel cuore delle Dolomiti presso Auronzo di Cadore, si trova la “Perla delle Dolomiti”: il lago di Misurina è un piccolo lago alpino nella provincia di Belluno a confine con il Sud Tirolo che con i suoi 2,6 km di perimetro e 5 metri di profondità rende incantevole questa zona sia d’estate per i colori accesi dei suoi pascoli verdissimi, dei suoi cieli e delle sue acque ma anche d’inverno per quella grande piazza bianca che diventa il lago ghiacciato e che al primo impatto ti da sempre un senso di smarrimento.
Nel suo lago situato a 1756 mslm, si specchiano il versante sud-ovest delle Tre Cime di Lavaredo, i Cadini, il Sorapìss, il Cristallo: ci troviamo nelle cuore delle Dolomiti Patrimonio UNESCO. 


FOTO AGOSTO 2017

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