Cosa fare a Rzeszów (Polonia): città di frontiera con l’Ucraina

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Rzeszów (in tedesco Reichshof, in ucraino Ряшів, Rjashіv, in russo Жешув, Zhjeshuv) è il capoluogo della Podkarpacie, regione a sud-est della Polonia proprio ai confini con Ucraina e Slovacchia.
Un tempo crocevia mercantile tra oriente e occidente, settentrione e meridione d’Europa, oggi solcata da strade internazionali, la E-40 da Dresda a Cracovia e Kiev e la E-317 da Danzica, Varsavia fino in Slovacchia, l’Ungheria e il sud Europa.
Sicuramente non spicca tra le città turistiche della Polonia ma come detto prima punto di crocevia che mi ha portato a fermarmi qui in un viaggio in treno da Cracovia fino alla dogana polacca di Rzeszów, per poi proseguire in bus da qui fino alla bellissima città di Leopoli/Lviv in Ucraina.


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La frontiera di Kuźnica Białystok (Polonia): terra del contrabbando dalla vicina Grodno/Hrodna (Bielorussia)

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Białystok è una cittadina di frontiera della Polonia che dista solo una ottantina di chilometri da Grodno/Hrodna o Гро́дна che dir si voglia in lingua Bielorussa. Così vicine ma nello stesso tempo così lontane: da un lato l’unione europea di cui facciamo parte e dall’altra parte della dogana la più restrittiva Bielorussia che guarda più verso la “sorella” Russia.
Sul confine orientale polacco è terra di contrabbando. Dopo l’ingresso della Polonia nell’area Schengen, il traffico verso la Bielorussia si è ridotto della metà e quello che ho visto in prima persona viaggiando da solo in treno da Grodno/Hrodna  a Białystok è qualcosa di allucinante.

Di ritorno dal mio viaggio invernale in Bielorussia, deciso di attraversare la frontiera verso la Polonia da Grodno a Białystok in treno per poi proseguire verso Varsavia. Salito sul treno mi ritrovo da solo in una carrozza ma fino a qui nulla di grave, fino a quando qualche istante prima della partenza vengo raggiunto da un 5 uomini con dei sacchetti giganti neri come quelli della spazzatura che mi fanno cenno di non muovermi e non parlare.
In 5 minuti succede l’impossibile: 2 di loro si mettono come piantoni nelle 2 porte di accesso della carrozza e gli altri loschi individui escono fuori dai sacchetti dei avvitatori a batteria e con una velocità inaudita, smontano diversi pannelli del treno, riempiono le loro cavità con pacchetti di sigarette e altro ancora per poi richiudere tutto e andare via!

E ora che faccio? Vado via? Rimango? PANICO!!!
Sono da solo in una di posti meno controllati e più corrotti d’Europa e sono in questa situazione poco piacevole. Non ho neanche il tempo di pensarci su che il treno si ferma e salgono sul vagone i poliziotti per i controlli di routine per l’uscita dalla Bielorussia: tutto procede molto veloce e dopo qualche domanda mixando il mio russo e inglese tutto scorre liscio e la polizia di Lukašenko ritorna a terra.
Il treno riparte e dopo qualche minuto mi ritrovo già in Polonia alla stazione Kuźnica Białystok: il treno si ferma per i controlli in entrata nell’Unione Europea. Qui inizio a sudare freddo perchè i poliziotti polacchi iniziano a controllare tutto il treno: trolley, sacchi vari, sotto i seggiolini, sopra i seggiolini e … iniziano a smontare con degli avvitatori alcuni pannelli di copertura del vagone!!!
Dico alcuni perchè non so se un caso, non so se la polizia è corrotta ma sicuramente è un dato di fatto che i poliziotti hanno smontato soltanto i pannelli senza la “roba” dentro e dopo 10 minuti scendono dal treno e ci rimettiamo in moto verso la stazione centrale di Białystok.

Il tempo di fare un centinaio di metri, ritornano i 5 simpatici amici di prima e si ripete la scena: 2 di loro si mettono come piantoni nelle 2 porte di accesso della carrozza e gli altri 3 con gli avvitatori a batteria smontano i pannelli del treno, riprendono la “roba” dalle cavità e rimettono tutto nei sacchi neri. Che scena!!! Mi sembra di essere in un film quando arrivati alla stazione centrale di Białystok tutti e 5 scendono prima di me e con aria indifferente si dileguano con questi sacchi giganti neri sulla spalla dietro la stazione.

I polacchi si sono guadagnati” il pane, e il mito “dell’ermetico confine orientale” dell’UE con la Bielorussia è crollato ancora una volta tra controlli superficiali o corruzione locale … fate voi.


 

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Budapest e Zahony: i due volti dell’Ungheria tra Europa e Ucraina

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L’Ungheria negli ultimi anni viene scelta sempre più come meta ideale per un viaggio 365 giorni all’anno: la magiara nasconde bellezze senza tempo e costi senza ombra di dubbio veramente molto molto contenuti.
Le scuole la scelgono come meta di tanti viaggi d’istruzione, molte coppie per un weekend romantico tra le svariate terme naturali, i giovani per la vita notturna o semplicemente per un viaggio a contatto con la natura e relax.



Cosa fare a Rzeszów (Polonia): città di frontiera con l’Ucraina
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Problemi alla dogana Moldava: sono un clandestino in Moldavia perchè non ho il timbro d’ingresso
Ci siamo lasciati a Chișinău (Moldavia) … Dopo tre giorni a Chisinau alle ore 21.00 finisce anche questa grande esperienza
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Budapest (Ungheria) agosto 2015 – Inizio dalla “Parigi dell’Est” il mio lungo viaggio
Il mio viaggio estivo 2015 inizia dall’Ungheria, precisamente dalla sua capitale Budapest! Un lunghissimo viaggio tra 6 nazioni riconosciute e
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Questa e l’ultima parte del Viaggio estivo 2008, tra Bratislava (Repubblica Slovacca), Vienna (Austria), Praga (Repubblica Ceca) e Budapest (Ungheria)!
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Problemi alla dogana Moldava: sono un clandestino in Moldavia perchè non ho il timbro d’ingresso

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Ci siamo lasciati a Chișinău (Moldavia) …

Dopo tre giorni a Chisinau alle ore 21.00 finisce anche questa grande esperienza in Moldavia. Un piccolo paese prevalentemente di cultura rumena, da sempre diviso tra la vocazione europea e la preponderante presenza della Russia dalla quale si è dichiarata indipendente. Camminando lungo la via principale non si può fare a meno di notare le centinaia di bancarelle colmi di prodotti tipici o fatti in casa, fiori o souvenir sovietici che le babushke (nonne in russo) vendono ai passanti o turisti ed è proprio qui che prendo gli ultimi ricordini da portare in italia e mi diriggo verso “Autogara du Sud” dove tra un pó prenderò il bus notturno che mi porterà alle prime luci del mattino in una delle più belle città della Romania: una città piena di misteri che hanno evocato grandi film del passato che prende il nome di Brașov.

Finalmente prendo questo bus e non ho neanche il tempo di uscire fuori Chisinau che mi addormento come un ghiro!! Dopo qualche oretta inizia un pò di movimento sul bus e mi rendo conto che sono già in prossimità dei controlli in uscita alla dogana Moldava. Ho soltanto il tempo di svegliarmi un poco che mi ritrovo già a bordo la polizia di frontiera Moldava per i controlli di routine: non mi resta altro che consegnare il passaporto e aspettarne la restituzione. Trascorrono circa 20 minuti e ritornano a bordo i militari che riconsegnano all’intero bus tutti i passaporti … tranne il mio!!!! Qualche istante dopo sento urlare da un poliziotto il mio cognome e mi invita a seguirlo alla stazione di frontiera.

Arrivato all’interno della stazione inizia l’interrogatorio e capisco subito che le cose non filano per il verso giusto: sul mio passaporto non figura il timbro di ingresso in Moldavia e quindi per le autorità locali sono un perfetto clandestino e oltre alla sanzione rischio anche “qualche giorno” di carcere!! Per usare un francesismo … SONO NELLA MERDA!!

Spiego ai poliziotti che sono entrato in Moldavia dalla frontiera Ucraina lungo la strada che collega Odessa (Ucraina) a Tiraspol (Transnistria/Moldavia), documentato sul mio passaporto dal timbro di uscita dall’Ucraina!! Ma a questo punto gli animi di riscaldano e capisco che sono entrato in un bel labirinto da cui uscirne non è proprio così facile.
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In sintesi:

  • il timbro di ingresso in Moldavia dovrebbe essere messo dalla polizia della Transnistria all’ingresso della loro fantomatica nazione ma loro NON si reputano Moldavia e quindi non applicano nessun timbro Moldavo!!! Utilizzano soltanto una carta di migrazione complementare al passaporto che viene compilata e timbrata all’ingresso della Transnistria e restituita in uscita della Transnistria.
  • Di conseguenza il timbro di ingresso in Moldavia dovrebbe essere messo dalla polizia Moldava subito dopo l’uscita dal fantomatico stato della Transnistria … ma … per la Moldavia la Transnistria è già Moldavia e quindi non applicano nessun timbro.

Ma Indagando …indagando … scopro che a norma di legge chiunque entra in territorio Moldavo dalla Transnistria deve denunciare la sua presenza entro e non oltre i 72 ore alla prima stazione di polizia Moldava (ovviamente non in Transnistria) che provvederà ad applicare il timbro di ingresso Moldavo!! A questo punto capisco proprio di non avere scampo!!!

Inizio con la mia opera di convincimento per far valere il mio buon senso ma con pochi risultati … quindi … ormai con le spalle al muro non mi resta altro che giocarmi l’ultima carta: faccio capire ai militari che sono disposto a “pagare una multa” e dopo vari discorsi che non vi sto a dire pattuiamo una cifra di 100 € ! Non avendo con me denaro contante ritorno sul bus per prendere la somma pattuita dalla mia borsa reflex e mi rendo conto di avere soltanto una carta da 10€ e una carta da 200€ … e ora che faccio? Dare 200€ significa non ricevere più la rimanenza!! Tanto per facilitare tutto e con tanta incoscienza, decido di cambiare tattica: prendo con me solo 10€, mi dirigo verso la stazione di polizia mettendo il mio smartphone in registrazione audio con salvataggio del file sia sul dispositivo che dropbox.

Rientrando in ufficio tiro fuori i miei 10€ e gli faccio capire che non possiedo altro denaro contante e quindi non posso soddisfare la loro richiesta di 100€! La risposta dei militari con tono sarcastico è secca e decisa “No problem, you are an illegal man!!”. A questo punto esce in me tutta la mia pazzia e incoscienza ed esclamo in inglese “Ok, se io sono un clandestino in Moldavia e la multa è veramente 100€ sono disposto a pagarla ma prima voglio chiamare l’Ambasciata Italiana per accertarmi che è tutto vero oppure qualcuno di noi si sbaglia” …. attimini di silenzio … lascio i 10€ sul tavolo accanto al mio passaporto e attendo una loro risposta che arriva qualche istante dopo con la frase “Ritorni sul bus e vediamo cosa possiamo fare!!” … 5 minuti dopo ho riavuto il mio bel passaporto con il timbro di uscita dalla Moldavia 🙂 Anche per questa volta l’ho scampata: sono nuovamente un cittadino libero!!! Il bus oltrepassa la dogana, qualche chilometro dopo anche la quella rumena con i relativi controlli e mi diriggo spedito verso verso la Transilvania e precisamente a Brașov.


 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO (DA PUBBLICARE)

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