Minsk-Мінск-Минск, Mahilëŭ-Магілёў-Могилёв-Mogilev, Homel-Гомель-Gomel, Hrodna-Гро́дна-Grodno, Brėst-Брэст (Bielorussia-Белару́сь-Belarus) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Bielorussia-Белару́сь-Belarus

bandiera_mappa_bielorussia

La Bielorussia (in bielorusso: Белару́сь, in russo: Белору́ссия?, detta anche Russia Bianca, è uno stato dell’Europa orientale.

Confina a ovest con Polonia e Lituania, a est con la Russia, a sud con l’Ucraina e a nord con la Lettonia; è uno stato senza sbocco al mare, ma esistono corsi d’acqua navigabili.

La Bielorussia è una repubblica, l’attuale presidente è Aleksandr Lukašenko e il primo ministro è Mikhail Myasnikovich, che sostituisce dal 2010 Sjarhej Sidorski.

Le lingue ufficiali sono il bielorusso e il russo dal 1995.

Viene attraversata da tre fiumi principali: il Nëman, il Pripjat e il Dnepr che si dirige verso l’Ucraina per sfociare nel Mar Nero. Molto importante è anche la Dvina occidentale, che attraversa le regioni settentrionali del paese. La Bielorussia è relativamente pianeggiante e ricca di paludi. Il più grande territorio paludoso è la Polesia.

Il suo punto più alto è la Dzjaržynskaja Hara (Monte Dzeržinskij), con 345 m, mentre il punto più basso è sul fiume Neman a 90 m.

Religione

Come in tanti stati dell’ex-URSS, la maggioranza della popolazione si dichiara cristiana Dalla fine del governo comunista, avvenuta nei primi anni novanta, le chiese cristiane hanno avuto una forte ripresa e oggi il 60% dei bielorussi si dichiara ortodosso, il 17% cattolico, circa il 2% protestante, con percentuali minori di altre confessioni cristiane. Sono sostanzialmente assenti o quasi assenti altre fedi religiose. Come conseguenza storica dell’ateismo di Stato della ex Unione Sovietica, una parte consistente della popolazione si dichiara non appartenente ad alcuna fede religiosa: ben il 28,9%, nella voce “agnostici” (che comprende atei, agnostici e non credenti) secondo Quaderni della Chiesa che soffre – Rapporto 2002 sulla libertà religiosa nel mondo.

Lingue

Le lingue ufficiali dello Stato sono il bielorusso e il russo[1] dal 1995. Sebbene entrambe siano ufficiali e gran parte delle indicazioni siano scritte in bielorusso, la popolazione tende a parlare il russo. È molto difficile trovare una persona che parli solo bielorusso, mentre è facile il contrario. Il russo è la lingua usata dal 70% della popolazione, contro il 23% del bielorusso; il resto è rappresentato da minorazione linguistiche, tra cui polacco e ucraino.

Regioni

l più alto livello amministrativo, la Bielorussia è divisa in 6 voblasci e un territorio della capitale (horad, ovvero “città”), ossia la città di Minsk.

Minsk, horad
Voblasc’ di Brėst (Brėst)
Voblasc’ di Homel’ (Homel’)
Voblasc’ di Hrodna (Hrodna)
Voblasc’ di Mahilëŭ (Mahilëŭ)
Voblasc’ di Minsk (Minsk)
Voblasc’ di Vicebsk (Vicebsk)


Minsk (book fotografico)

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Book fotografico di Minsk (Bielorussia) 2013

 

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Book fotografico di Minsk (Bielorussia) 2014


Minsk (in bielorusso: Мінск o Менск, in russo: Минск) è la capitale e principale città della Bielorussia (1.921.861 abitanti al 2014) e sede della Comunità degli Stati Indipendenti. È anche il capoluogo della voblasc’ omonima (Regione di Minsk) dalla quale è extraterritoriale, costituendosi come un’entità autonoma.

Essendo Minsk la capitale di uno stato autoritario, il sentimento nazionale e la propaganda sono molto radicati nel pensiero e nel paesaggio cittadino. Non è difficile infatti vedere numerosi slogan in rosso e verde (il colore della bandiera nazionale) con scritto “Io amo la Bielorussia” o “Insieme noi siamo la Bielorussia” o ancora “Siamo bielorussi!”. Non è difficile nemmeno imbattersi in palazzi colorati di rosso e verde.

Musei

Museo della Grande Guerra Patriottica
Museo delle arti nazionali
Museo della storia e della cultura nazionale
Museo del folklore e dell’etnografia
Museo letterario Maksim Bagdanovič
Museo letterario
Museo della storia antica bielorussa
Museo della natura e dell’ambiente
Museo della civiltà contadina bielorussa
Museo della “Storia Moderna”

Biblioteche

Biblioteca Nazionale di Bielorussia

Teatri

Teatro nazionale Maksim Gorkij
Teatro nazionale Yanka Kupala

Chiese principali

Cattedrale del Santo Spirito
Cattedrale di Santa Maria Vergine
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa dei Santi Simone e Elena
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Cattedrale cattolica di San Simeone
Chiesa di San Donnino

Università

Università di stato bielorussa
Università statale della tecnologia agricola
Università tecnica nazionale
Università medica statale
Università economica statale
Università statale della cultura e delle arti
Università statale degli studi pedagogici “Maksim Tank”
Università statale di informatica e radioelettronica
Università statale dell’educazione fisica
Università statale della tecnologia
Università statale linguistica di Minsk
Università statale internazionale degli studi ambientali Andrej Saharov


Mahilëŭ (book fotografico)

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Book fotografico di Mogilev (Bielorussia)

 

Mahilëŭ (in bielorusso Магілёў, in russo: Могилёв, Mogilёv) è una città della Bielorussia orientale, capoluogo della voblasc’ omonima. Sorge sul fiume Dnepr, in una zona collinare situata circa 180 km a est di Minsk.

Situata nel nord-est della Bielorussia, secondo le stime del 2001 Mahilëŭ contava 360.000 abitanti. La città è situata sul fiume Dnepr, e non è molto lontana dai grandi centri industriali di Orša, Vicebsk e Smolensk

Importante nodo ferroviario, Mahilëŭ possiede industrie specializzate nei settori meccanico, chimico, elettrotecnico, edile, alimentare, tessile. Ospita inoltre diversi istituti di studio, un teatro e un museo regionale. È sede di un aeroporto.


Homel (book fotografico)

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Book fotografico di Gomel (Bielorussia)

 

Homel’ (in bielorusso: Гомель?, traslitterato: Homel; in russo: Гомель, traslitterato: Gomel) è la seconda città (515.325 ab. al 2013) più popolosa della Bielorussia, capoluogo.

Homel’ è situata nella parte sudorientale del paese, sulla sponda destra del fiume Sož, nei pressi del confine ucraino e della dismessa centrale nucleare di Černobyl’. Pur essendo stata fortemente contaminata in seguito al disastro di Černobyl’ (1986), la città continua ad essere abitata.

Turismo

La città non è meta turistica d’eccellenza, come tutta la Bielorussia, ciononostante possiede alcune attrattive, esse si trovano principalmente nel parco presso il fiume Sož e comprendono il Palazzo Paskevič, la bellissima cappella, il Giardino d’Inverno e altri palazzi secondari.

Inoltre, si organizzano regolarmente nel periodo estivo brevi crociere turistiche sul fiume Sož.

Come è usuale in Bielorussia, la città è ricca di spazi verdi e parchi


Hrodna (book fotografico)

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Book fotografico di Grodno (Bielorussia)

Hrodna (in bielorusso: Гро́дна; in russo: Гро́дно, traslitterato: Grodno; in polacco: Grodno; in lituano: Gardinas) è una città della Bielorussia, al confine con la Polonia. La città, che è posta sul fiume Nëman e conta 317.000 abitanti, è abitata da una consistente minoranza polacca (25%).

La città di Hrodna è stata nota per tutto il XX secolo con il corrispondente esonimo russo Гро́дно (Grodno). Dall’indipendenza della Bielorussia il nome ufficiale della città è quello bielorusso, Hrodna

Monumenti

Di particolare interesse sono il Castello Reale, la chiesa della Fara, la cattedrale cattolica di San Francesco Saverio, la cattedrale ortodossa di Nostra Signora della Salute e la sinagoga grande corale (in corso di restauro).


Brėst (book fotografico)

 

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Book fotografico di Brest (Bielorussia)

 

Brėst (in bielorusso Брэст, (Берасце, Bieraście); in polacco Brześć nad Bugiem; in russo Брест, Brest) è una città della Bielorussia, al confine con la Polonia, con circa 300.000 abitanti.

La città sorge all’incontro fra il fiume Bug Occidentale e il Muchavec ed è il capoluogo della voblasc’ di Brėst. Le sue coordinate sono 52°08′N 23°40′E. Confina direttamente con la cittadina polacca di Terespol, nel Voivodato di Lublino (Lubelskie).

Brest-Litovsk è stata dal XV secolo fino alla spartizione della Polonia del 1795, capitale del Voivodato di Brest-Litovsk, che fu un’unità di divisione amministrativa e di governo locale del Granducato di Lituania e in seguito della Confederazione Polacco-Lituana. Nel 1596 fu stabilita l’Unione di Brest. I territori slavi assoggettati al Granducato di Lituania accettavano i dogmi cattolici e l’obbedienza al pontefice romano, ma conservavano il rito bizantino. La città fece parte dell’eparchia di Volodymyr-Brėst fino al 1839.

La frontiera Brėst (Bielorussia) – Terespol (Polonia)

La città ha una trafficata ed importante dogana stradale (e ferroviaria) con la Polonia, sul fiume Bug. La corrispettiva dogana polacca è nell’attigua cittadina di Terespol. Questa linea di frontiera ha una lunga storia di eventi e vicissitudini a cavallo fra i due conflitti mondiali.

Nel 1919, durante la guerra russo-polacca (1919-1921), venne ipotizzata la creazione di una linea di confine (Linea Curzon, dall’omonimo ministro inglese) che avrebbe portato Brėst dalla Polonia alla nascente URSS. Il Trattato di Riga (1921) divise invece l’attuale Bielorussia a metà fra le due fazioni belligeranti.

Nel 1939, con il Patto Molotov-Ribbentrop (patto di non aggressione fra l’Unione Sovietica e la Germania Nazista), viene creata la “Linea Molotov” (praticamente identica alla Linea Curzon), che separa la Polonia e la Bielorussia. Tale confine metteva a diretto contatto le due contrapposte potenze. Brėst (la cui fortezza era proprio sul confine) fu teatro nel 1941 di una strenua resistenza militare che le valse il titolo di Città eroina.

Città eroina (in russo город-герой, gorod-geroj) è un titolo onorario conferito a dodici città ed una città-fortezza dell’Unione Sovietica per il loro eroismo durante la grande guerra patriottica del 1941-1945. Questa onorificenza simbolica per le città equivale all’onorificenza individuale di Eroe dell’Unione Sovietica, che veniva riconosciuta assieme alla medaglia della Stella d’Oro.

Fortezza di Brest

La fortezza di Brěst, a Brěst in Bielorussia, era collocata esattamente sul confine appena stabilito tra Unione Sovietica e Germania Nazista. Questo confine venne tracciato in un’appendice segreta del Patto Molotov-Ribbentrop e rapidamente stabilito de facto, dopo che le due nazioni invasero e si spartirono la Polonia, nel settembre 1939, a poche settimane dalla firma del suddetto patto. Data la sua posizione la fortezza ebbe poco preavviso quando le Potenze dell’Asse iniziarono l’invasione il 22 giugno 1941, e divenne il teatro della prima grande battaglia tra le guardie di frontiera sovietiche e le forze tedesche del Gruppo d’armate Centro. L’artiglieria tedesca bombardò pesantemente la fortezza; comunque i successivi tentativi di prenderla rapidamente con la fanteria fallirono, e i tedeschi iniziarono un lungo assedio.

La guarnigione di Brest, circa 4.000 soldati rinchiusi nella fortezza, offrirono una strenua resistenza agli assalti tedeschi. Anche se vennero inizialmente sorpresi dall’attacco e in inferiorità numerica con un rapporto di 10 a 1, e benché fossero isolati dal resto del mondo e a corto di cibo, acqua e munizioni, i difensori combatterono e contrattaccarono fino all’ultimo. I tedeschi impiegarono carri armati, gas lacrimogeni e lanciafiamme ma non riuscirono a spezzare la resistenza sovietica. Dopo che i Tedeschi ebbero catturato la maggior parte delle fortificazioni distrutte, subendo forti perdite, i sanguinosi combattimenti continuarono sottoterra. La battaglia finì solo alla fine di luglio. Il fronte si era per quel momento spostato di centinaia di chilometri verso est. Anche dopo che la fortezza venne conquistata ufficialmente, i pochi difensori sopravvissuti continuarono a nascondersi nei sotterranei e ad assalire i Tedeschi per diversi mesi. La fortezza di Brest ricevette il titolo di “Fortezza eroina” nel 1965.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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