Dubrovnik, Isola di Lukrum, National Park Krka, Split, Trogir, Zagabria (Croazia-Croatia) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Croazia


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La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia (Republika Hrvatska, in croato), è uno Stato dell’Unione europea con una popolazione di 4.290.612 abitanti (censimento 2011), la sua capitale è Zagabria.

Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l’Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata al mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067[6] km².

La Croazia è una repubblica semipresidenziale e la lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell’Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (italiano e croato), ma la sua attuazione varia a livello comunale.

La Croazia tra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d’Ungheria, seguendone le sorti; succesivamente ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991 divenendone indipendente all’inizio delle guerre dei Balcani. La Croazia ha aderito alla NATO il 4 aprile 2009 e dal 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell’Unione europea.

Attualmente la festa nazionale croata (così come quella slovena) ricorre il 25 giugno, anniversario della dichiarazione d’indipendenza del 1991.

Storia

In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventò parte dell’Impero Asburgico. Al termine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, successivamente denominato (1929) Regno di Iugoslavia. Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, grazie all’appoggio italo-tedesco, la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente, ma di fatto satellite delle Potenze dell’Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić.

Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventò membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del maresciallo Tito, che instaurò un governo socialista spesso in disaccordo con l’Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell’Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica.

Il crollo dei regimi comunisti dell’Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava: nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Milošević, di orientamento contrario. I delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclamò stato indipendente. Nonostante l’invito dei capi di Stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l’Islanda, (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson), seguita dalla Città del Vaticano, Austria e Germania procedettero ad un riconoscimento unilaterale. Seguì un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si concluse con gli accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è membro dell’ONU e del Consiglio d’Europa.

 

Morfologia

Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante

Il bassopiano pannonico

Nella parte orientale del paese si trova un’estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, l’area fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava, affluenti del Danubio. In questa zona dal clima continentale, si distinguono la Croazia settentrionale e la Slavonia:

la Croazia settentrionale comprende l’area tra il fiume Kupa e il confine con l’Ungheria, le pianure lungo il fiumi Sava e Kupa, le aree intorno alle città di Zagabria, Karlovac e Sisak che demograficamente ed economicamente rappresentano il centro della Croazia, l’area montuosa dello Zagorje e la regione di Međimurje nella parte nord-orientale del paese fra i fiumi Drava e Mur.
la Slavonia comprende l’estremità orientale del paese costituita in prevalenza da pianure del bassopiano pannonico situate lungo i fiumi Sava (Posavina) e Drava (Podravina) fino al Danubio.

La zona montuosa delle Alpi Dinariche

La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l’Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest’area la regione del Gorski Kotar tra Fiume e Karlovac, le valli di Licca e Crobavia tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell’entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biocovo).

La costa adriatica

La zona costiera è caratterizzata da clima mediterraneo. L’ampiezza della fascia costiera è molto variabile, da pochi chilometri ( in corrispondenza dei rilievi del Velebit e di Biocovo) in altre zone si allarga notevolmente nell’entroterra. Da nord a sud si possono individuare le seguenti regioni storiche:

L’Istria, la penisola nella parte settentrionale del paese
La regione del Litorale Croato (Hrvatsko Primorje) corrispondente all’area intorno a Fiume e Segna con le isole del golfo del Quarnero
La Dalmazia con la sua costa frastagliata e che si estende verso sud da Zara comprendendo le numerose isole antistanti la costa e città storiche come Ragusa e Spalato.

I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un’altitudine di 1.758 m s.l.m.

La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate.

 

Trasporti

Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall’indipendenza è quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.

Oltre all’importanza che per un’economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L’interruzione, negli anni settanta, della costruzione dell’autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo “nazionalistica”, a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un piano di costruzioni autostradali, che vedeva nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti. Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che collegano i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, raggiungendo nel 2010 i 1500 km complessivi. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi.

Ferroviari

Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, gestite da Hrvatske željeznice, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo. Allo stato attuale, la migliore linea è quella tra Zagreb e Ljubljana, abilitata ai fino 160 km/h con tensione alternata, mentre sono obsolete le linee per Rijeka (con sistema di alimentazione elettrica italiano a 3000V continui) e la linea per Split, che si è cercato di migliorare con l’uso di pendolini di costruzione tedesca, ma con scarsi risultati e qualche deragliamento[senza fonte].
Marittimi

Con la presenza nell’Adriatico di numerosissime isole, grande rilevanza hanno i servizi di navigazione, anche grazie al forte turismo balneare della stagione estiva. Il maggiore operatore croato di servizi marittimi è la statale Jadrolinija, che opera anche sulla rotta internazionale con l’Italia. Le linee regolari tra Croazia e Italia sono le rotte Spalato-Ancona e Ragusa – Bari.

Turismo

Grazie alla presenza di una lunga fascia costiera lungo l’Adriatico con spiagge e coste abbastanza pulite e ben conservate (Istria e Dalmazia), il turismo balneare in Croazia è in costante crescita e fonte di buoni ricavi per i relativi operatori. Anche l’entroterra offre con i suoi numerosi parchi naturali una buona attrattiva per i turisti.

 

Flora e fauna

Le regioni della Croazia, essendo così diverse tra di loro, hanno flora e fauna abbastanza differenti: il paese è quindi una delle più ricche in Europa in termini di biodiversità. Ci sono quattro tipi di regioni biogeografiche in Croazia: la zona mediterranea che comprende le coste i il suo immediato entroterra, la zona alpina a Lika e Gorski Kotar, la zona pannonica lungo la Drava e il Danubio, e la zona continentale nelle aree rimanenti. Significativi sono gli habitat che includono le aree carsiche sommerse come lungo il fiume Zermagna (Zrmanja) e i canyon del Cherca (Krka). La geologia carsica ospita circa 7.000 grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat per il proteo, l’unico vertebrato troglobio esistente in territorio europeo.

È da segnalare il fatto che il 44% del territorio nazionale croato (2,490,000 ettari) sia ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie (querce), sempreverdi (pino d’Aleppo, lecci) o macchia mediterranea. La Croazia conta 523 specie vegetali endemiche (circa il 6% della flora nota), tra gli endemismi è da segnalare in Istria una orchidea (Serapias istriaca M.L. Perko).

In Croazia vi sono più di 380 specie animali protette, tra cui quelle maggiormente degne di nota sono il cinghiale, il lupo, l’orso bruno e, principalmente sull’isola di Cres, il grifone eurasiatico

 

Architettura

L’architettura Croata è frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti. Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata (Anfiteatro e Arco dei Sergi a Pola, Palazzo di Diocleziano a Spalato, il sito archeologico di Salona). Vi sono anche molte architetture bizantino-romaniche, come la basilica Eufrasiana a Parenzo o la chiesa di Santa Eufemia a Rovinj. Con la conquista veneziana della costa croata, l’architettura subì decisamente l’influenza del gotico-veneziano, presente in molti palazzi delle città principali; Successivamente, l’architettura barocca si sviluppò prevalentemente nel nord e nella Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar (quest’ultimo purtroppo danneggiato durante la guerra di indipendenza croata). Infine, sotto l’Impero Asburgico, furono costruiti fastosi e austeri edifici in stile austro-ungarico principalmente nelle città di Zagabria, Fiume e Pola.

Regioni storiche e geografiche

Accanto alle regioni amministrative, vengono talora individuate alcune regioni storiche e geografiche, prive di status istituzionale; oltre alle regioni storiche note, ve ne sono alcune proposte in sedi pubblicistiche:

Banovina o Banija, nella Croazia centrale tra i fiumi Sava, Una e Kupa;
Baranya o Baranja, compresa tra la Slavonia e l’Ungheria, nel nord-est della Croazia; gran parte della regione storica si trova in Ungheria;
Dalmazia, regione che include la gran parte delle isole croate; va dall’isola di Arbe fino alle Bocche di Cattaro, comprende la città di Ragusa, la più importante meta turistica della Croazia[senza fonte], e ha una superficie totale di circa 13.100 km²;
Gorski Kotar, l’area tra le città di Karlovac e Fiume; comprende anche la città di Delnice e il fiume Kupa la separa dalla Slovenia, a nord;
Istria (parte croata della penisola); Pola è la città maggiore, nella parte meridionale;
Val di Canali; piccola regione pianeggiante nella parte meridionale della Croazia da Ragusa Vecchia fino alla penisola di Prevlaka, vicino al Montenegro;
Kordun, regione della Croazia centrale situata tra la Licca e la Banovina;
Licca, tra la Croazia continentale e la costa, via di comunicazione tra Zagabria e il mare; ospita il Parco nazionale dei laghi di Plitvice;
Međimurje, piccola regione nella parte settentrionale della Croazia, situata tra i fiumi Mura e Drava;
Moslavina, che comprende le regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina e di Bjelovar e della Bilogora; le sue città più importanti sono Kutina e Ivanić-Grad;
Podravina, intorno alla Drava lungo il confine settentrionale con l’Ungheria;
Podunavlje, lungo il confine serbo-croato che, nella parte orientale della Slavonia, segue il corso del Danubio che dà il nome alla regione (Dunav in serbocroato);
Posavina, intorno al fiume Sava e poi lungo il confine croato-bosniaco nella Slavonia meridionale;
Prigorje, intorno a Zagabria, tra Žumberak e la Moslavina;
Slavonia, la più parte maggiore della Croazia orientale, giace tra le microregioni Posavina, Podravina, Baranja e Podunavlje (verso est, lungo il confine serbo); tra le città più importanti, Osijek e Đakovo;
Sirmia (o Srijem), divisa tra la Serbia e la parte più orientale della Croazia;
Turopolje, microregione nella valle del fiume Sava a sud di Zagabria, con al centro la città di Velika Gorica;
Hrvatsko Zagorje (o semplicemente Zagorje), a nord di Zagabria, include il sito archeologico di Krapina; a nord confina con la Slovenia, la Podravina e il Međimurje, a est con la Slavonia, a ovest con il Kordun e il Gorski Kotar.

 


Dubrovnik e Isola di Lokrum

Ragusa in croato Dubrovnik, è una città della Croazia meridionale situata lungo la costa della Dalmazia.

La città, che ha lungamente mantenuto la sua indipendenza, vanta un centro storico di particolare bellezza che figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO e che le è valso il soprannome di “perla dell’Adriatico“.

Le 5 cose da fare a Dubrovnik

1.     Camminare sulle mura della città
Visitare Dubrovnik senza vedere le mura della città sarebbe una visita incompleta. Le mura della città offrono una splendida vista della Città di Dubrovnik, delle sue piazze, viuzze strette e delle numerose attrazioni. Sono lunghe 1960 metri e si compongono di numerose fortezze, torri e bastioni. Vi consigliamo di visitare le mura della città di Dubrovnik di mattina o nel tardo pomeriggio.

2.     Visitare l’isola di Lokrum

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Book fotografico Isola di Lokrum (Croazia)

L’isola di Lokrum si trova a soli 15 minuti di barca da Dubrovnik. Lokrum offre un indimenticabile soggiorno nella natura grazie ad una moltitudine di baie tranquille. Sull’isola ci sono un giardino botanico e un monastero benedettino. Lokrum è facilmente accessibile, si può raggiungere in barca grazie ad imbarcazioni che durante la stagione salpano ogni quindici minuti dal Porto Vecchio di Dubrovnik.
3.     Un drink nel café Buža
Stiamo parlando di un bar che va semplicemente visitato. Si trova in un posto bellissimo sugli scogli fuori le mura di Dubrovnik. Goditi un drink con la bellissima vista aperta sul mare e sull’isola di Lokrum. Se fa caldo, c’è una spiaggia di scogli a portata di mano e potete tuffarvi dagli scogli in mare e rinfrescarvi. Potete raggiungere Buža passando per una piccola porta nelle mura. Vi consigliamo di visitare lo splendido café di Dubrovnik di sera per potervi godere la stupenda vista del tramonto del sole.
4.    Visitare il Monte Srđ con la funivia
Il punto più alto di Dubrovnik, che offre una splendida vista dell’intera città e dei suoi dintorni, si può raggiungere tramite la funivia di Dubrovnik che è operativa dal luglio 2010 dopo 19 anni. A Srđ c’è un delizioso ristorante con una vista panoramica e una vasta gamma di piatti e bevande. Visitale il negozio di souvenir locale e acquistate un souvenir come ricordo del vostro soggiorno. C’è anche un anfiteatro sulla collina che si può affittare per occasioni speciali, come matrimoni, riunioni private, formali o di famiglia.

5.    La cucina di Dubrovnik
La cucina di Dubrovnik è principalmente mediterranea, fatta di piatti leggeri a base di pesce e frutti di mare, e anche di ottimi piatti fatti in case. Gli ingredienti di base della cucina locale sono bietola, olive, olio di oliva, varie verdure e molti altri ingredienti. Il Dubrovačka rozata è un delizioso dessert che dovete provare. Gli amanti del vino possono godersi una varietà di vini locali provenienti dalla regione di Dubrovnik, dalla Penisola di Peljesac e Konavle, un posto vicino a Dubrovnik.

 


 

Spalato, Trau e Parco Nazionale di Krka

 

Spalato/Split

Spalato (in croato Split, in dalmatico Spalatro), è una città della Croazia, capoluogo della regione spalatino-dalmata, principale centro della Dalmazia e, con i suoi 178.192 abitanti (2011), seconda città del Paese. Spalato è anche sede universitaria e arcivescovile.

Il nome della città deriva dalla ginestra spinosa, arbusto molto comune nella regione, che in greco antico era denominato Aspálathos (Aσπάλαθος). Sotto l’Impero romano la città si chiamò “Spalatum” e nel Medioevo “Spalatro” in lingua dalmatica. In lingua slava viene denominata “Split” mentre in italiano “Spalato”. Nei primi anni del XIX secolo il nome divenne “Spljet” per poi tornare di nuovo alla forma “Split”.

 

Attrazioni

Spalato è famosa soprattutto per il Palazzo di Diocleziano, la porta Aurea e la cattedrale con il suo celebre campanile. È inoltre sede arcivescovile. Nelle vicinanze sono notevoli le rovine romane di Salona e gli scavi archeologici andrebbero ampliati, ma il paesaggio circostante è stato occupato, nel secolo scorso, da una vasta zona industriale. Sono comunque in studio piani di recupero e tutela. Subito ad Ovest si trovano le storiche località turistiche dei Sette Castelli e lo specchio di mare che da essi prende nome: la Baia dei Castelli, che la Penisola di Spalato insieme all’Isola di Bua separano dal Mar Adriatico.

Infine dal 2013 è sede dell’Ultra Music Festival europeo, con 90mila visitatori nella prima edizione e 125mila lo scorso anno.

Lo stadio Poljud, terreno di casa della squadra dell’Hajduk Spalato, dal design innovativo, fu costruito negli anni del regime socialista in occasione dei giochi del Mediterraneo del 1979

 

 

Traù/Trogir (Book fotografico)

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Book fotografico di Trogir (Croazia)

 

 

Traù (in croato Trogir, in tedesco Trau, in dalmatico Tragur) è una città della Croazia, con 13.260 abitanti. Viene considerata una delle città veneziane più belle e meglio conservate dell’intera Dalmazia. Secondo l’autorevole critico Bernard Berenson poche città al mondo annoverano tante opere d’arte in così poco spazio.

Traù è posta vicino alla costa dalmata su due isole della Dalmazia centrale, a circa 30 km a nord-ovest di Spalato. La città è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole. È dotata di un porto attrezzato principalmente per imbarcazioni di turismo. Gode di un clima mediterraneo particolarmente mite.

Il turismo è la maggior fonte di sostentamento della città che offre una capacità ricettiva in albergo ed abitazioni private di oltre 20.000 posti letto.

L’altra attività importante è quella della cantieristica navale con la presenza di una grossa industria, che prende il nome dalla città, e che è stata in grado di varare dall’anno dell’indipendenza della Croazia, il 1991, oltre 90 navi anche di stazza lorda di oltre 50.000 tonnellate


Attrazioni

La città sorge su due isole collegate alla terraferma da due ponti ed è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole. Detta anche la “piccola Venezia”, è un piccolo gioiello che conserva numerosi edifici medievali di impronta veneziana.

Traù, con il suo centro storico risalente quasi interamente al XIII secolo e comprendente più di 10 chiese diverse, ha nella cattedrale romanica di San Lorenzo (1180-1250) il suo punto di maggiore interesse.

Altri monumenti sono la Loggia pubblica (1308), il castello del Camerlengo (1420-1437), il Maschio di San Marco, la torre dell’Orologio, palazzo Cippico, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Nicola con annesso il convento delle benedettine, la porta di Terraferma, la porta Marina e, a fianco, la loggia della Pescheria del 1527.

Parecchi leoni di San Marco ornavano la città, a memoria dell’antica dominazione veneziana. Negli strascichi della lotta che oppose i croati ai concittadini italiani ed italianizzati, nei primi giorni di dicembre del 1932 otto leoni vennero distrutti da un gruppo di croati, anche con l’ausilio della dinamite. Fra questi un celebre leone andante, bassorilievo di Nicolò Fiorentino e Andrea Alessi del 1471, che ornava l’interno della Loggia pubblica. Attualmente alcuni leoni mutilati sono esposti al museo cittadino o giacciono nell’ex convento di San Domenico.

Il lungomare deve il suo fascino alla contrapposizione tra le belle architetture delle abitazioni e le barche (spesso veri e propri yacht di gran lusso) ormeggiati lungo il canali.

 

 

Parco nazionale Cherca/Krka (Book fotografico)

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Book fotografico del parco nazionale di Krka(Croazia)

 

Il Parco nazionale della Cherca (Krka in croato) è il settimo parco naturale della Croazia, istituito nel 1985.

Si trova nella regione di Sebenico e di Tenin, in Dalmazia. Il parco confina anche con la cittadina di Scardona, che del parco rappresenta anche l’ingresso principale.

 

Le cascate

La sorgente del fiume Cherca si trova pochi km fuori dall’omonimo Parco, sotto una cascata di un suo affluente (il fiume Krčić); quando d’estate il fiume Krčić è in secca, la sorgente è visibile.

Il parco è noto per le sue cascate, formate da letti di tufo:

la Bilušića buk (22.4 m di salto) è la prima cascata, posta a 16 km dalla sorgente, e anche l’unica a non essere stata toccata dallo sfruttamento energetico (sulla Cherca furono costruite alcune tra le prime centrali idroelettriche in Europa);
la Ćorića buk (15.5 m) si trova 3 km a valle, sotto il lago Ćorić (superficie di circa 50000 m2). Nelle vicinanze fu costruito l’accampamento romano di Burnum. Una diga ferma le acque della Cherca e sfrutta il salto per una centrale idroelettrica;
la Manojlovaĉki slapovi (una serie di cascate alta in tutto quasi 60 m) si trova poche centinaia di metri a valle ed è anch’essa utilizzata dalla centrale Miljacka:
la Roŝniak slap (8.4 m);
la Miljacka slap (23.8 m) non è visitabile in quanto sede dell’omonima centrale idroelettrica: riceve le sue acque dal fiume Zermagna;
il Roŝki slap (15.5 m) si trova poco a monte del lago Visovac. È formata da un’innumerevole serie di cascatelle, inframmezzate da isolotti di tufo, per una larghezza di ben 450 m e una lunghezza di 650 m. Le cascate sono visibili da una strada statale. Il complesso dei mulini di Roški slap sono tra i munumenti etnografici di particolare interesse e valore della Dalmazia e della Croazia. I mulini sono ancora funzionanti e azionano una serie di telai per la tessitura e di mulini per macinare il grano. Sul lato destro delle cascate è presente un’altra centrale idroelettrica;
la grande cascata di Scardona, lo Skradinski buk (complesso di cascate alto circa 45 m), è una delle bellezze naturalistiche più note della Croazia: le acque della Cherca e della Cicola (Čikola) si uniscono e raggiungono il mare. Anche presso le Cascate di Scardona è presente una raccolta etnografica con vecchi mulini ad acqua dove i cereali vengono macinati con macine di pietra mosse dall’acqua o i cesti e i mortai, meccanismi antichi per lavare tappeti, coperte, indumenti e stoffe.

Il fiume Cherca presenta fenomeni di carsismo.

 

Il monastero di Cherca

Il monastero di Cherca è un centro spirituale della diocesi ortodossa dalmata con sede a Sebenico. Fu citato per la prima volta in documenti scritti nel 1402. Il monastero fu costruito e ampliato fino al XVIII secolo. La chiesa è stata costruita in stile bizantino, mentre il campanile è stato ultimato nel 1790 in stile rinascimentale. Il monastero e la chiesa conservano oggetti di valore culturale e storico che vanno dal XIV secolo a oggi.

 

Il lago di Visovac

Il lago Visovac si trova tra le cascate Roŝki slap e quelle di Scardona. In mezzo al lago è presente un isolotto, sul quale sorge un convento di frati francescani, una chiesa e un museo.

 


 

Zagabria

 

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Book fotografico di Zagabria 2011 (Croazia)


Book fotografico di Zagabria 2017 (Croazia)

Book fotografico di Zagabria 2017 (Croazia)

 

Zagabria (in croato Zagreb) è la capitale e la maggiore città (792 875 ab.) della Croazia. Il centro cittadino costituisce una delle regioni della Croazia, mentre l’area geografica intorno alla città fa parte di un’altra unità amministrativa, la Regione di Zagabria.

Zagabria è sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri. È anche sede universitaria e arcivescovile.

 

Geografia

Zagabria è situata a 120 m s.l.m., tra le pendici meridionali del monte Medvednica e la sponda nord della Sava.

La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l’Europa centrale e l’Adriatico.

L’importanza per i commerci, la concentrazione di industrie (siderurgica, apparati elettrici, tessile, chimica, farmaceutica, lavorazione della pelle, del legno e della carta ecc.), le istituzioni scientifiche e la tradizione industriale ne determinano la predominante posizione economica.
Clima

La città di Zagabria è collocata nella fascia del clima oceanico vicino al confine del clima continentale umido. Zagabria è caratterizzata da estati molto calde e afose e inverni freddi. La temperatura media invernale è di 1 °C (34 °F), mentre la temperatura media estiva è di 20 °C (68 °F). Durante l’autunno pioggia e nebbia sono comuni mentre la neve si presenta facilmente da dicembre fino a marzo. La temperatura più alta mai registrata sono i 40,4 °C (104,7 °F) di luglio del 1950, la più bassa venne registrata nel febbraio 1956, -27,3 °C (17 °F).

 

Storia

L’area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All’epoca romana risalgono le ben conservate vestigia di Andautonia. La storia moderna della città ricorre però solo dall’XI secolo. Nel 1094, infatti, il re d’Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò, nel contempo, un’altra comunità, indipendente dal vescovo. I due insediamenti soffrirono l’invasione dei Mongoli del 1242. Quando il pericolo mongolo ebbe termine, il re Bela IV fece di Gradec una città regia, ossia non soggetta a signorie feudali, per attirarvi artigiani forestieri.

Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste lunghe dispute, la città vescovile poteva scomunicare Gradec, che rispondeva incendiando la rivale. I due centri collaboravano solo per motivi commerciali, come le tre grandi fiere, della durata di due settimane, che si svolgevano nel corso dell’anno. Gradec e Kaptol divennero un’unica città, Zagabria, all’inizio del XVII secolo. Insieme costituiscono ora il centro culturale della capitale croata, mentre il polo cittadino degli affari e del commercio si è spostato più a sud. Dalla sede vescovile di Kaptol ha avuto origine l’odierno Arcivescovato di Zagabria. La cattedrale, dedicata a Santo Stefano d’Ungheria, conserva importanti resti artistici. Durante il XVII e il XVIII secolo Zagabria venne funestata da un incendio e dalla peste. Nel 1621 Zagabria fu scelta come sede dei viceré di Croazia. Nel 1776 il governo venne spostato da Varaždin (Varasdino) a Zagabria e durante il regno di Giuseppe II Zagabria divenne la sede del comando generale di Varaždin (Varasdino) e Karlovac.

Durante il XIX secolo Zagabria assume ancora più importanza, nel 1862 venne aperto il primo tratto ferroviario che la collegava con Zidani Most (Slovenia) e Sisak, mentre l’anno dopo venne costruito un impianto per la lavorazione del gas. Nel 1878 venne aperto l’acquedotto e nel 1891 girano i primi tram. La costruzione della ferrovia aiutò anche l’unificazione delle due parti della città. Nel 1907 venne costruita una centrale elettrica e dopo il terremoto la città cominciò a svilupparsi. La prima metà del XX secolo vide una grande espansione della città. I sobborghi di Stara Peščenica a est e di Črnomerec ad ovest furono eretti antecedentemente la prima guerra mondiale. Dopo la guerra i quartieri della classe lavoratrice furono costruiti tra la linea ferroviaria e il fiume Sava mentre i quartieri residenziali nelle pendici meridionali della montagna detta Medvenica. La popolazione crebbe del 70% negli anni venti, la più grande crescita demografica nella storia di Zagabria, nel 1926 la stazione Radio cominciò a trasmettere anche al di fuori della città.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, Zagabria fu la capitale dello Stato Indipendente di Croazia retto da Ante Pavelić, leader allo stesso tempo dei croati ultra-nazionalisti detti Ustascia che promossero la pulizia etnica dello stato contro i serbi, gli ebrei e i rom.

Al termine della seconda guerra mondiale Zagabria entrò nella RFS di Jugoslavia divenendo la capitale della Repubblica Socialista di Croazia.

Dopo la guerra Zagabria registrò un’altra grande fase di crescita urbanistica. La costruzione verso sud portò alla creazione di Novi Zagreb mentre con l’espansione verso est ed ovest si incorporarono i sobborghi di Dubrava, Podsused, Jarun, Blato ed altri settori. L’aeroporto internazionale venne costruito nel 1962 mentre a sud-est venne creato un grande centro industriale.

Zagabria rimase all’interno della Jugoslavia fino al 1991 quando Franjo Tuđman dichiarò l’indipendenza della Croazia. La guerra che seguì tra le truppe indipendentiste e la JNA non portò gravi danni alla città anche se nel 1995 alcuni colpi di artiglieria sparati dalle truppe serbe uccisero sette civili.

Nel 1995 gli accordi di pace portarono all’indipendenza della Croazia e Zagabria divenne la sua capitale.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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