Bucarest (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati al Castello di Dracula presso la localita di Bran …

Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

Dopo qualche ora di treno finalmente arrivo a Gara de nord (stazione nord) e così posso dire che per la quarta volta sono a Bucarest pronto a distruggere nuovamente tutti i pregiudizi e stereotipi che l’avvolgono da chi non è mai stato da queste parti e che nel loro immaginario la focalizzano magari come grigia e tetra, piena soltanto di palazzi costruiti nel periodo socialista.

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Bucarest capitale della Romania, con quasi 2 milioni di abitanti ha più cose da fare e da vedere di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti. Quello che affascina di Bucarest è la sua architettura di fin de siècle, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, la sua intensa vita culturale e artistica, tanto da meritarsi anche il soprannome di Piccola Parigi. Inoltre, per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo dal quale inizia Soseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo del celebre Champs Elysees. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Tra i monumenti da non perdere la Curtea Veche, la vecchia corte principesca del Quattrocento, le chiese ortodosse, gli edifici in stile liberty e art nouvea.
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Cosa è vero e cosa non è vero di Bucarest?
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Generalmente sappiamo poco di cosa sia successo in Romania dopo la caduta del regime nel 1989 e l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007. Se si pensa a questo Paese, la prima immagine (sbagliata) che salta alla mente è quella delle badanti che espatriano alla ricerca di un lavoro ma i lavoratori rumeni arrivano soprattutto dalla campagna e non dalla capitale.
Proprio perchè a mio parere c’è molto disinformazione per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza e quello che secondo me c’è di vero e quello che c’è di falso a Bucarest rispetto alle idee più comuni su una città ancora ai margini dei circuiti turistici.

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È piena di cani randagi, pericolosa e sporca
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Capita di leggere che i branchi di cani randagi siano uno dei problemi di Bucarest. Non so bene quando e come la città abbia risolto la questione, quel che è certo è che non se ne vedono più in giro. E a dire il vero non capita di imbattersi nemmeno in molti gatti.

Per quanto riguarda i rifiuti, a parte qualche cumulo di abiti vecchi accatastato vicino ai cassonetti, la città è molto pulita. La raccolta differenziata si sta lentamente diffondendo e in generale è frequente incontrare spazzini che raccolgono i rifiuti o lavano le strade come avviene nella maggior parte delle città europee.

Un altro timore comune è quello della sicurezza. In realtà le città dell’Est sono più sicure di molte località occidentali, forse anche perché la presenza di polizia o di guardie private davanti ad alcuni luoghi – istituzioni, ambasciate, banche, parchi pubblici – è chiaramente percepita, anche se discreta. Bucarest, inoltre, è più illuminata rispetto ad altre città balcaniche. Si può camminare in tutta sicurezza lungo i viali principali del centro, ma anche nelle strade laterali.

Di mendicanti , zingari e persone che chiedono l’elemosina per strada non se ne vedono molti, forse anche meno rispetto ad altre città italiane ed europee. È frequente invece vedere rom che vendono prodotti agricoli al mercato di Obor. I venditori ambulanti sono rari e poco insistenti.

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Ci sono i bambini che vivono nelle fogne
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La questione dei bambini nelle fogne sembra sia stata un po’ superata anche se è complessa.

Di certo, i turisti non hanno la percezione di queste vite ancora ai margini, che sono cominciate sia durante gli ultimi anni del regime di Ceausescu, quando nei canali si rifugiarono gli zingari per sfuggire al dittatore, sia subito dopo, quando divennero la casa di bambini abbandonati o fuggiti dagli orfanotrofi.

A me è capitato di scorgere da lontano, in una zona ai margini del centro, tre adolescenti sulla riva del fiume: che non fossero bambini in un momento di normale gioco era evidente dai vestiti di stracci che avevano addosso e dal fatto che uno di loro sniffava colla da un sacchetto di plastica.

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Costa tutto poco, cibo compreso
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L’Europa dell’Est è una meta low cost, in grado di evitare il dissanguamento dei portafogli. Bucarest però è molto meno economica di quanto si possa immaginare. La moneta è il Lei: 1 Lei vale circa 0,23 Euro. Questo significa che la moneta è molto debole, ma i prezzi sono alti. In generale, i prezzi sono abbastanza simili a quelli italiani e soltanto in qualche caso più bassi.

Tra le cose ancora economiche, ci sono l’alloggio e i mezzi pubblici. Per un appartamento per due in pieno centro ho speso 50 euro per due notti. L’ottimo servizio bus dall’aeroporto in centro città, attivo ogni 20 minuti, 24 ore su 24, costa circa 2 euro. I biglietti metro sono venduti a coppie e costano complessivamente 1,20 euro euro, mentre il biglietto del bus si paga 0,40 euro.

Il cibo ha costi molto variabili: la maggior parte dei ristoranti è di livello medio-alto e si stanno diffondendo a macchia d’olio locali di tendenza, i cui prezzi sono molto vicini a quelli italiani. Il luogo dove tutto costa di più in assoluto è l’aeroporto: se potete non acquistateci nulla. Il cibo è ovunque molto buono, i locali dedicano molta attenzione alla presentazione dei piatti, mentre le porzioni non sono così abbondanti come mi è capitato di trovare nei Balcani.

Un piatto unico di carne con un piccolo contorno costa in media 7/8 euro. Il caffè può costare 60 centesimi o arrivare a 1,5 euro, dipende se bevuto in pieno centro, ad esempio ad un tavolo in piazza Università.

Un frullato di frutta fresca o un cocktail analcolico in uno dei garden bar frequentati dai giovani costa circa 4 euro, mentre mezzo litro di limonata aromatizzata, bevanda romena molto amata, costa circa 2,5 euro. La bevanda più economica è la birra (una media costa 1,5 euro), la più cara l’acqua (una bottiglia arriva anche a 2,50 euro).

Ancora molto economici sono alcuni tipici piatti semplici e poveri, che si possono acquistare anche nei chioschi al mercato: un piatto di mici (polpette speziate) costa 3,50 euro, mentre i cevrigi (ciambelline di pasta dolce ricoperte di sale) costano (0,20 euro).

 

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Non c’è niente da vedere
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Bucarest è perfetta per gli appassionati di musei. Le strutture espositive sono numerose e di molti generi diversi, che vanno oltre le strutture museali tradizionali di storia, arte moderna e contemporanea. Tra i più famosi, anche per la loro originalità, il Museo del Villaggio, il primo museo all’aperto in Europa con decine di ricostruzioni rurali come fattorie, chiese, mulini a vento provenienti dalla campagna romena e il Museo del Contadino Rumeno, le cui collezioni di costumi, icone e oggetti d’arte hanno ricevuto un prestigioso premio europeo. Ma ci sono anche musei più piccoli e semisconosciuti ai turisti come il Museo Zambaccian che prende il nome dell’imprenditore rumeno che abitò nella villa che oggi ospita la sua collezione di pittura rumena a cui si aggiungono Matisse, Cezanne e Renoir o come il Museo Theodor Pallady ospitato nell’abitazione del ricco mercante Melik e dedicato al pittore romeno influenzato dall’arte di Matisse. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Chi invece esplorare la città, può macinare chilometri da Piata Victorei a Piata Unirii, passando per Piata Revolutiei, e arrivare fino a Piata Presei Libere per fare una gita in barca sul lago all’interno dei 22 ettari del parco Herăstrău, oppure spingendosi fino al quartiere di Cotroceni, riqualificato di recente.

Irrinunciabile la visita all’Ateneo Romeno (10 Lei), di cui parlerò a lungo in un altro post. Infine, se amate monumenti, palazzi e chiese, a Bucarest c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Una cosa è certa: non rischierete di annoiarvi o di non sapere cosa fare.

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È una metropoli molto trafficata
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A Bucarest conta i viali e le strade sono intasate di auto tutto il giorno. Il traffico diminuisce soltanto la notte, il sabato e la domenica. I romeni guidano veloci e sono poco pazienti, ne consegue un ampio uso di clacson per cercare di farsi strada nel traffico.

Nonostante tutto, però, gli automobilisti sono piuttosto attenti ai pedoni e vi capiterà spesso che qualcuno si fermi per lasciarvi attraversare la strada, anche se non siete sulle strisce pedonali: l’importante è che non ci mettiate troppo tempo e che siate veloci. I viali più trafficati del centro hanno passaggi sotterranei per agevolare l’attraverso pedonale: usateli, tanto più che sono puliti e sicuri.

I parcheggi sono selvaggi e spesso occupano metà della superficie del marciapiede destinato ai pedoni. Bucarest non è una città a misura di portatori di handicap e nemmeno di passeggini per bambini.

Ciononostante il trasporto pubblico è ben sviluppato, la metro è ottima e collega larga parte della città. Esiste un economico servizio di bus 24/24 dall’aeroporto al centro città. Abbastanza sviluppate, oltre che utilizzate anche per gli skateboard, sono le piste ciclabili, specie sui lunghi e ampi viali.

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È enorme e densamente abitata
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Prima di arrivare in città non avevo la percezione che Bucarest fosse così grande. Dai dati di Wikipedia, sembra invece che sia la sesta città più popolosa d’Europa (dopo Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi), ma la sensazione è che negli ultimi anni Bucarest abbia scalato questa classifica e abbia superato i due milioni di abitanti. Dai dati non ufficiali, la popolazione sarebbe di oltre tre milioni.

Che la città sia molto grande e densamente abitata si percepisce dalle strade intasate dal traffico oltre ogni limite, dai tantissimi bar e ristoranti, dalle file di palazzoni densamente abitati, dall’area vastissima su cui si estende il centro storico, dalle enormi piazze disposte su una città policentrica.

Se volete farvi un’idea di Bucarest, e visitarla in lungo e in largo, preparatevi a camminare e a restare in città almeno quattro giorni.

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Ci sono molti parchi verdi
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Una delle caratteristiche delle città dell’Est è quella di avere grandi spazi verdi frequentati dagli abitanti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante la bella stagione. Bucarest non fa eccezione e, a causa dell’ampiezza della città, le aree verdi sono ancora più numerose e vaste di altre capitali.

Il parco Herăstrău è il più grande, si estende su oltre 200 ettari e ospita un lago su cui si possono fare gite in barca. I parchi sono tutti estremamente curati, con sentieri e panchine su cui fare una sosta. Spesso hanno aree dedicate ai bambini o chioschi a cui rifocillarsi. D’estate la sera alcuni si trasformano in discoteche all’aperto.

Tra i  principali ci sono il parco Carol I, molto vicino al centro e realizzato nel 1906 in occasione dell’esposizione “Romania nel mondo”; il Giardino botanico nel quartiere di Cotroceni, accanto al palazzo del presidente della Romania e il parco Tineretuli, che ospita il Palazzo dello Sport e della Cultura, dove si tengono eventi sportivi e concerti.

Tutti i parchi hanno il wifi free, e funziona!



Da non perdere a Bucarest?

Il Palazzo di Ceauescu: l Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) con una superficie di 350.000 m² è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. La valutazione immobiliare, non ancora ultimata, è di circa 3 miliardi di dollari. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell’era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului. Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna.
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Lipscani: Nessun altro quartiere di Bucarest è cambiato così tanto negli ultimi decenni come Lipscani. Fino agli anni ‘80 questa parte del centro storico, che prende il nome da una delle vie principali, era in rovina, ma oggi rappresenta il cuore della scena artistica rumena, nonché una nota destinazione per la vita notturna.
Tra le 2 guerre mondiali, Bucarest era nota come la “Piccola Parigi”, ma il regime comunista ne ordinò la demolizione. Per fortuna non si arrivò a tanto e oggi Lipscani è probabilmente il quartiere più interessante della città. Sono state create zone pedonali con negozi alla moda, cortili nascosti, negozi di antiquariato e molte gallerie d’arte.
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Piazza Unirii: Nel cuore della città socialista, costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggio parte della vecchia città di Bucarest, si trova Piata Unirii, una delle piazze più grandi della capitale. Nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo, la Piazza dell’Unificazione è dominata dal Centro commerciale Unirea mentre nella sua parte centrale si trova un piccolo parco con delle fontane dove rilassarsi.
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La Lupa Capitolina non è solo a Roma ma anche a Bucarest (Romania) dal 1997 alla 2010 presso Piața Romană (Piazza Romana). Ora la statua è trasferita alla Piața Roma (Piazza Roma): intersezione della Bulevardul I.C. Brătianu e Strada Lipscani

Piața Romană (Piazza Romana)

La Lupa Capitolina a Piața Romană (Piazza Romana).nel 2008

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La lupa a Piața Roma estate 2015

ll viale che collega Piazza Unirii al palazzo del Palamento è veramente una chicca: degli alberi ai bordi e una lunga striscia di terra centrale arricchita con delle bellissime fontane e un prato molto curato.
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Kirche Curtea Veche: Tipica chiesa ortodossa, piccola, raccolta, ma suggestiva. Durante la cerimonia si ascolta la musica sacra anche dal di fuori della chiesa e si trova proprio all’inizio del quartiere Lipscani.
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Arco di Trionfo: Si trova nella parte nord di Bucarest, sulla strada Kiseleff, all’incrocio con i Bulevard Constantin Prezan, Alexandru Averescu e Alexandru Constantinescu, ed è stato costruito in legno e stucco nel 1922. Negli anni 1935/1936, l’Arco è stato ristrutturato e rivestito di pietra in quanto, per il degrado della struttura era diventato un monumento scomodo dal punto di vista architettonico.
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Il Palazzo CEC (rumeno: Palatul CEC) costruito nel 1900 e situato su Calea Victoriei di fronte al Museo Nazionale di Storia rumena, è la sede del CEC Bank.
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La Chiesa Crețulescu (in romeno Biserica Crețulescu o Kretzulescu) è una chiesa ortodossa che si trova sulla Calea Victoriei (viale della Vittoria) nel centro della città, ad un angolo della piața Revoluției (piazza della Rivoluzione), presso il Palazzo Reale che accoglie il Museo nazionale d’arte rumena.
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Come arrivare a Bucarest?

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Bucarest si trova nella Muntenia, una delle Regioni che formano la Valacchia, nel sud della Romania, ed è collegata quotidianamente con l’Italia anche da voli (low cost e non) che raggiungono i due aeroporti Baneasa oppure Otopeni.
E’ è proprio dall’ultimo aeroporto Otopeni che si conclude questo mio lunghissimo viaggio con uno scalo a Barcellona tra 6 nazioni riconosciute (Italia, Ungheria, Ucraina, Moldavia, Romania, Spagna) e uno stato fantasma (Transnistria).
Al prossimo viaggio

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – On the road con un fuoristrada per 2400 KM in Islanda – 12 giorni di avventura

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Un viaggio lungo 2400 km percorrendo l’intero perimetro islandese su un fuoristrada!!! Un’esperienza unica e irripetibile, pazza e selvaggia!
L’Isola è nota per la sua attività vulcanica ancora prima che, nel 2010, la gigantesca nuvola di cenere prodotta dall’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull mettesse in ginocchio il traffico aereo e l’economia europea.
Isola geologicamente molto giovane con una forte attività vulcanica e geotermica che ne caratterizza il paesaggio. Fiumi e cascate (per lo più alimentate dal Vatnajokull, il più grande ghiacciaio d’Europa) scorrono in zone vulcaniche inaccessibili, mentre i territori interni portano ancora i segni della loro genesi, intaccati solamente dall’erosione del vento e dei ghiacci. Scenari lunari creati dal transito della lava, distese di muschio, colline verdeggianti, ghiacciai che si gettano in mare. Poi geyser, soffioni, sbuffi e calde pozze naturali dove immergersi mentre fuori c’è il gelo, deserti di lava, fiordi, fiumi, laghi e cascate a non finire.

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Il Castello di Dracula o Bran (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati a Brasov…

Brasov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni: a 15 chilometri a sud/ovest si trova la Fortezza di Rasnov, a 6 chilometri a nord la chiesa fortificata di Harman e poco distante la chiesa fortificata di Prejmer. Nonostante lo sviluppo della città è ancora immersa nella natura e circondata da meravigliosi boschi che sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra. Una cosa che non ho ancora detto se passate da Brasov non potete assolutissimamente perdere a 30 chilometri il castello di Bran, meglio conosciuto come ” Il Castello di Dracula” ed è proprio qui che mi dirigo nella prossima tappa prendendo un comodo taxi approfittando dei prezzi veramente vantaggiosi per noi italiani con un cambio Euro/Leu Rumeno favorevole.

Il taxi mi lascia proprio all’inizio di una stradina che mi porterà al Castello di Bran ma prima di entrare non posso fare a meno di ammirare una miriade di bancarelle che lungo la via principale vendono souvenir di dracula di qualsiasi tipo ma anche souvenir tipici della Transilvania o Romania.
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Avevo sentito parlare del Castello di Dracula, avevo sentito dire che era uno dei più bei castelli della Transilvania ma non immaginavo potesse essere tanto suggestivo.Il principe noto come Dracula, in realtà si chiama Vlad III di Valacchia ed è vissuto al tramonto del Medioevo, nel XV secolo. Egli discendeva dalla famiglia dei Drăculești, da cui poi deriva il nome Dracula secondo la regola del patronimico (figlio di Dracul). Dracul era il soprannome del padre Vlad II e letteralmente vuol dire “diavolo”. Il principe come suo padre era noto in tutta Europa per essere un uomo crudele e sanguinario, tanto da essere ricordato come l’Impalatore, per l’usanza di impalare i suoi nemici.
In Romania Vlad III è considerato un eroe popolare, in particolare per essere stato membro dell’Ordine del Drago, una setta religiosa fondata per difendere il cristianesimo nei territori dell’Europa Orientale.

Guarda il book fotografico completo del Castello di Bran / Castello di Dracula

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La leggenda che il Castello di Dracula fosse la reggia del più crudele e temuto tra i vampiri, il conte Dracula appunto, è pura fantasia. Il personaggio celebrato in tutto il mondo è nato dalla sferzante penna dello scrittore irlandese Bram Stoker. Dall’autore di Dracula discende tutta una letteratura e una filmografia che arriva fino all’ultimo Dracula Untold. Quindi il vero conte Dracula non è mai stato un vampiro, ma non per questo non vale la pena visitare il grandioso castello di Bran ricco di fascino e mistero.

Il Castello di Dracula si trova in un paesaggio molto suggestivo, in una stretta gola tra alte pareti rocciose. Dal vivo è davvero incredibile! Sicuramente a prima vista il paesaggio tanto insidioso aiuta a creare quell’atmosfera di mistero e drammaticità, che ritroviamo perfettamente nel romanzo di Stoker.
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L’architettura del Castello di Bran nei secoli è stata oggetto di continui rimaneggiamenti. La descrizione del castello non renderà mai come una visita diretta, ma posso dirvi che non avrei mai pensato che i famosi castelli della Transilvania fossero così ricchi di fascino.
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Il Castello di Bran è caratterizzato da uno stile neogotico, dovuto alle ristrutturazioni del XIX secolo. L’interno del castello presenta scalinate strette, anguste e tortuose, tenebrosi passaggi sotterranei e imponenti bastioni che chiudono la fortezza e la rendono inespugnabile.
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L’interno del castello custodisce il cosiddetto Museo di arte medievale, che tuttavia ha ben poco di realmente medievale. La maggior parte degli arredi sono ottocenteschi e si rifanno alla tradizione medievale. Fatta questa precisazione, vale comunque la pena entrarci. Se hai letto il romanzo di Stoker, potrai rivivere attraverso la scenografia allestita nel castello le vicende del conte Dracula e le descrizioni gothic horror dell’autore.
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Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO (da pubblicare)

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Brașov (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati alla dogata in uscita dalla Moldavia con qualche problema con un timbro di ingresso…

… 5 minuti dopo ho riavuto il mio bel passaporto con il timbro di uscita dalla Moldavia 🙂 Anche per questa volta l’ho scampata: sono nuovamente un cittadino libero!!! Il bus oltrepassa la dogana, qualche chilometro dopo anche la quella rumena con i relativi controlli e mi diriggo spedito verso verso la Transilvania e precisamente a Brașov.

Dopo una notte intera in bus tra curve a gomito, strade dissestate e problemi alla dogana Moldava, finalmente arrivo in Transilvania di mattina presto. Adesso posso dire di essere proprio nel cuore della Romania e senza ombra di dubbio in una delle province più romantiche di tutta la nazione, dove la catena montuosa dei Carpazi nasconde posti incredibili e la natura è quasi intatta: acqua pura, vegetazione verde e vivace, con tanta flora e fauna.

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Brasov è la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale e come già anticipato prima si trova quasi al centro della Romania a 170 chilometri dalla capitale Bucarest. La pittoresca cittadella medievale è circondata da mura costruite nel XV secolo, alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni e proprio all’interno di queste mure è possibile trovare tutte le bellezze più importanti di questa cittadina.
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Sono ancora un pò stonato dal lungo viaggio in bus e visto l’orario ancora non mi è possibile fare il check-in e approfitto della situazione per riprendermi un pò con un’abbondante colazione seduto in uno dei tanti bar della bellissima piazza principale di Brasov e fare qualche foto.

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Intorno a questa grande piazza si sviluppa una zona pedonale ricchissima di monumenti e chiese ma anche pub, pasticcerie, ristoranti, locali, bar e negozi dove si svolge tutta la “movida” di questa splendida città! Per tutti questi motivi se andate a Brasov vi consiglio di prendere un hotel in centro oppure come ho fatto io anche uno dei tanti appartamenti siti proprio nelle vie limitrofe alla piazza principale.

Cosa vedere a Brasov?

Piazza Sfatului, la piazza del municipio, costruita nel XIII secolo. Questo luogo è stato da sempre punto d’incontro delle fiere e del mercato della città e nel medioevo con i commercianti di tutta Europa. Oggi con invece è il ritrovo di famiglie, ragazzi, turisti e anziani.
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Biserica Neagram, la Chiesa Nera, la più grande chiesa Gotica della Romania, anzi ” la più grande chiesa gotica da Istanbul a Vienna”. Costruita tra il ‘300 e il ‘400, deve il suo nome al colore nero dovuto ad un incendio che gli ha annerito le pareti. L’esterno è possente, elegante, inconfondibile ed è possibile scorgerla quasi da tutta la città mentre l’interno è abbellito con decorazioni barocche, statue rinascimentali e un organo con 4000 tubi. É l’edificio religioso e civile di riferimento di tutta la Romania.
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La scritta Hollywoodiana sopra al Monte Tampa con il nome della città: osservando dall’altra parte della valle potrete notare una scritta sulla montagna, tale scritta è un po’ un punto di riferimento da qualsiasi punto della città e in stile hollywoodiano recita a grandi lettere: “BRASOV“.
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Sebbene essa possa sembrare un tantino eccessiva, negli anni è divenuta non solo uno dei simboli di Brasov, ma anche una meta di visita per i curiosi che decidono di raggiungerla. A tal proposito è stata realizzata una funivia, ma un sentiero di circa quattro chilometri permette di raggiungere la vetta del monte anche a piedi.

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Giardini Pubblici
sia quelli più grandi “Nicolae Titulescu” sia quelli sotto alla funivia che conduce al Monte Tampa, entrambi luogo di ritrovo di ragazzi che vengono a praticare attività fisica all’aperto con gli attrezzi da palestra istallati tra i prati che i sempre presenti tavolini a scacchiera.
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Turnul Alb, la torre bianca.

Cittadella, situata su una collinetta che per raggiungerla ci si impiega una ventina di minuti a piedi e si ha una splendida veduta di Brasov nuova e vecchia. L’antica rocca medievale di Brasov, ancora ben conservata e con mura altissime ma ora è adibita a ristorante e cento commerciale.


 

Come arrivare a Brasov?
Personalmente sono arrivato a Brasov in autobus dalla capitale della Moldavia (Chisinau), ma non è proprio la scelta adeguata se partite dall’Italia visto che ho dovuto fare una notte intera in autobus. Brasov non ha un aeroporto e per questo motivo la via più semplice (sempre se ci sono voli disponibili dalla vostra città) è volare fino al vicino aeroporto di Sibiu o  Targu Mures, altrimenti optate per l’aeroporto di Bucarest dove ci sono diversi bus che vi porteranno direttamente dall’aeroporto alla città oppure anche in treno.

Brasov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni: a 15 chilometri a sud/ovest si trova la Fortezza di Rasnov, a 6 chilometri a nord la chiesa fortificata di Harman e poco distante la chiesa fortificata di Prejmer. Nonostante lo sviluppo della città è ancora immersa nella natura e circondata da meravigliosi boschi che sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra. Una cosa che non ho ancora detto se passate da Brasov non potete assolutissimamente perdere a 30 chilometri il castello di Bran, meglio conosciuto come ” Il Castello di Dracula” ed è proprio qui che mi dirigo nella prossima tappa prendendo un comodo taxi approfittando dei prezzi veramente vantaggiosi per noi italiani con un cambio Euro/Leu Rumeno favorevole.

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Odessa-Одесса-Одеса (Ucraina-Ukraine-Україна) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati a Leopoli (Ucraina) …

Dopo due giorni fantastici a Leopoli .. (Львів in ucraino o  Львов  in russo) dove ho potuto ammirare una città ricca di monumenti e architetture rinascimentali, barocche, neoclassiche, gotiche e medievali che la fanno assomigliare a Parigi (non per niente vi son stati ambientati anche film come “I tre moschettieri”) vado via da questo posto incantevole e da questa atmosfera mitteleuropea e mi dirigo alla stazione ferroviaria!
Alle 21:31 mi aspetta una cuccetta in prima classe per un viaggio notturno lungo 12 ore che mi porterà al mattino nella “Rimini dell’Ucraina” ovvero la città più importante e più turistica del Mar Nero per il popolo dell’Ucraina: Odessa!

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Dopo 12 ore piene di treno finalmente arrivo ad Odessa! Ho dormito praticamente tutta la notte come un ghiro e adesso mi sento molto carico. La prima classe delle ferrovie ucraine non è per niente male: condividi la cuccetta soltanto con una persona e in linea di massima in queste carrozze non si incontrano persone “strane”.

Il tempo di scendere dal treno, effettuati i soliti patteggiamenti con i tassisti abusivi e con circa 70 grivnie (circa 2,60€) e in 15 minuti di strada finalmente mi trovo presso l’hotel 4 stelle “Vele Rosse” dove pernotterò per i prossimi 3 giorni.

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Odessa

Città eclettica di circa un milione di abitanti mostra subito tutte le sue contraddizioni con i suoi palazzoni del regime comunista in contrapposizione con i palazzi sfarzosi dei primi novecento progettati dai famosi architetti italiani. Il centro storico di Odessa è ben delineato e termina affacciandosi sul porto antico della città, ritenuto il più importante del Mar Nero. Grazie al clima mite e alle grandi spiagge è una rinomata e popolare località di villeggiatura. A Odessa convivono vari stili architettonici: rinascimentali e liberty…le cupole dorate e le case dai colori tenui, creano un suggestivo mix che ha il sempre il suo fascino.
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Il sottosuolo cittadino invece è attraversato da tunnel che raggiungono la lunghezza totale di centinaia di chilometri, utilizzati in passato come catacombe o nascondigli per contrabbandieri.

Puoi muoverti comodamente a piedi tra boulevard e palazzi “alla francese”, negozietti e giardini. Odessa è una città in continuo fermento, molto viva e ha quasi raggiunto quegli standard di accoglienza e di comodità tipiche delle capitali europee! Sicuramente il Mar Nero non è una meta molto gettonata per noi italiani ma vi assicuro che se cercate un posto per fare vita mondana, visitare bei posti e spendere poco…quello è il posto giusto per voi! Anche grazie agli Europei di calcio del 2012, hanno portato alla ribalta questo Paese finora piuttosto “sconosciuto”, tanto che proprio questo è stata la spinta ideale per far sì che l’Ucraina iniziasse ad aprirsi alla modernità e quindi al turismo.

Nonostante l’impegno e la voglia di scambi e conoscenze, l’approccio con la gente resta piuttosto difficoltoso. Nelle comunicazioni più semplici con persone sopra i 35/40 anni quasi nessuno parla l’inglese e se lo fanno è in modo piuttosto stentato; per quanto riguarda il commercio, l’euro non è ben accetto se non in rarissimi contesti, per cui occorre cambiare nella moneta locale: la Grivnia ucraina (UAH). Il livello di polizia e controlli in città è molto alto anche per il rischio di eventuali tensioni e manifestazioni che potrebbero insorgere proprio nella città di Odessa divisa a metà tra chi vuole annettersi alla Russia e chi vuole l’Europa.

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Cosa vedere

Primorsky Boulevard: è sicuramente il viale alberato più conosciuto della città con lampioni in ferro battuto, deliziose panchine e costeggiato da edifici architettonicamente meravigliosi e ben tenuti.

Passeggiando verso la zona occidentale puoi incontrare Palazzo Vorontsov costruito nel 1826 in stile classico, residenza del conte che da lui prese il nome e che divenne il terzo governatore della città. Bellissimo il colonnato situato sul retro che offre una veduta panoramica della città proprio sul porto.

Il Colonnato del Palazzo Vorontsov

Il Colonnato del Palazzo Vorontsov

Al lato opposto, invece, nella parte orientale del viale, è visibile il Municipio riconoscibile per le colonne bianche e rosa che lo caratterizzano e la statua di Pushkin, il grande poeta russo, ricordato come “cittadino di Odessa”.

Scalinata Potemkin: conosciutissima in tutto il mondo in quanto location di uno dei film più famosi nella storia del cinema (La corazzata Potemkin), venne progettata dall’architetto italiano Francesco Boffo e conta 192 scalini. L’effetto ottico che si prova alla sommità è decisamente incredibile: i gradini inferiori, infatti, sono più larghi di quelli posti in cima per cui guardando dall’alto si vedono solo dei tratti orizzontali e non gli scalini che la compongono.
Curiosità:
Almeno per noi italiani questo posto è anche conosciuto grazie al ragionier Ugo Fantozzi e dal suo eroico grido di ribellione “Per me, la corazzata Potiomkin è una cagata pazzesca!” nel film “Il secondo tragico Fantozzi”.

Scalinata Potemkin

Scalinata Potemkin

Vulytsya Derybasivska: è la strada più commerciale della città dove puoi perderti tra boutique, ristoranti e caffè di ogni tipo. Molto carino è il Giardino pubblico, una piccola oasi di verde gradita e frequentata soprattutto in estate. Proprio davanti ci sono diverse bancarelle, tappa ideale per ogni turista desideroso di portarsi a casa qualche souvenir locale. Curiosa e insolita è la presenza della “dodicesima sedia”, una scultura in bronzo che ha attratto anche la mia attenzione! Si tratta proprio di una vera e propria sedia, fotografata da tutti, che ricorda la figura misteriosa e protagonista di un romanzo satirico di Ilya Ilf e Yevgeni Petrov, intitolato “Le dodici sedie”, ambientato ad Odessa e dalla trama piuttosto singolare.

Dall’altra parte della strada si trova il Passazh, una galleria con copertura in vetro che presenta un’architettura in stile neorinascimentale. Un piccolo capolavoro d’arte con festoni e particolari scultorei di grande effetto!

Cattedrale della Trasfigurazione (Cattedrale Preobrazhensky) è la più imponente e maestosa della città, che si affaccia sulla verdeggiante piazza Soborna.


Odessa è anche un città d’arte e musei:

Il museo archeologico è stato costituito da E.Blamberg nel XVIII secolo, con il sostegno della Società di Storia e di Antichità di Odessa.

Il museo archeologico

Il museo archeologico

Il Museo di Arte Occidentale e Orientale sito in un palazzo del XIX sec è senza dubbio uno dei più famosi e visitati.
A seguire ecco il Museo Pushkin che è ospitato proprio nella dimora abitata dal poeta durante il suo soggiorno a Odessa e il Museo delle Belle Arti di Odessa che raccoglie una collezione molto interessante di arte russa e ucraina.

Da non perdere, infine, il Teatro dell’Opera e del Balletto, vero simbolo della città e uno dei più bei teatri d’Europa, sede degli spettacoli e della rinomata Compagnia del Balletto di Odessa. Se siete appassionati del balletto o della lirica non posso che consigliarvi di andare in questo magnifico teatro: una struttura di stile classico e tradizionale ma di recentissima costruzione con elaborate decorazioni in oro.

Teatro dell’Opera e del Balletto

Teatro dell’Opera e del Balletto

Ad Odessa i musulmani hanno una lunga tradizione. La città è stata costruita sul sito di un antico insediamento Tartaro chiamato Hadzhibey. Se andate a Odessa non potete non visitare questa stupenda moschea Al-Salam.
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Shopping e cucina

Tantissimi e vari sono i souvenir che si possono acquistare nei negozi o nelle diverse bancarelle del centro. Dagli oggetti della flotta marittima a quelli in legno, dai tessuti ai ricami più esclusivi ai libri (rigorosamente in lingua russa) alle famose matrioske, dai quadri alle specialità gastronomiche della zona (miele, liquori, caviale, ecc). E per gli amanti dei regali davvero esclusivi e originali, non può mancare la sosta in un atelier che vende … spettacolari esemplari di farfalle vive, ne racconta la storia e le loro particolarissime caratteristiche!

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Arcadia e le sue spiagge

Essendo una città di mare, Odessa ha molti chilometri di spiaggia ma la parte più famosa è quella sicuramente di Arkadia. Una zona che la sera diventa il quartiere dei divertimenti con le più famose discoteche dell’Ucraina: una sorta di Ibiza del Mar Nero. Non si può andare a Odessa e non vedere Arkadia! Vi consiglio di prendere un taxi e con poche grivnie a prescindere da dove vi troviate sarete trasportati in questo posto pieno di vita e divertimento con circa 70/80 girvnie pari a 3€ circa.

Faccio una piccola premessa: personalmente vivo in Sicilia e quindi in estate non vado mai a fare una vacanza di solo mare all’estero o in Italia perchè le spiagge e l’acqua cristallina che ho a qualche chilometro di distanza da casa mia sono a dir poco eccezionali! Sono notoriamente sempre molto critico per quanto riguarda ciò … ma … per i miei personalissimi parametri e gusti senza ombra di dubbio posso sicuramente dire: NON ANDATE A ODESSA/ARKADIA PER IL MARE!!

Sarà stato forse che ho beccato la settimana dove l’acqua è molto sporca per via dell’eccessiva presenza di turisti o per altro ma l’acqua è praticamente oleosa, piena di alghe e di color verdastro e nel percorso verso la spiaggia ho visto un bagnasciuga super affollato.

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Invece vi posso sicuramente dire: ANDATE A ODESSA/ARKADIA PER IL LA VITA NOTTURNA, SHOPPING, PISCINE, MONUMENTI MA ANCHE PER LA VITA MONDANA IN GENERALE!

Arcadia è formata da una stradina stretta e lunga piena di locali, ristoranti, pub, negozi, e discoteche all’aperto che si susseguono l’un l’altro a ritmo di musica! Quando entri ad Arkadia non sembra neanche di essere più in Ucraina e non ha nulla da invidiare ad altri posti simili come Ibiza o Santorini! Arcadia è il luogo ideale per divertirsi fino a tarda notte nelle estati di Odessa: numerosi locali, alcuni anche di pregevole fattura, tanti ragazzi e ragazze pronti a divertirsi e i drink sono abbastanza economici se paragonati al costo in Italia!

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Il book fotografico di Odessa (Ucraina)


Dopo 3 giorni in questo bellissimo gioiellino del Mar Nero è arrivato il tempo di intraprendere un’avventura nell’avventura: da Odessa (Ucraina) mi trasferirò a Tiraspol nello stato fantasma della Transnistria. Non trascurando sempre il fatto che sarò in viaggio completamente solo e in uno stato non ricosciuto da nessuno, tenterò di raggiungere Tiraspol tra mille vicissitudini e mille pericoli.

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Leopoli-Львів-Lviv-L’viv-Lvov (Ucraina-Ukraine-Україна) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati a Užhorod (Ucraina) …

Dopo due giorni di avventura ad Užhorod tra passaggi di fortuna, castelli, fiumi, chiese ortodosse e sinagoghe riadattate in sala concerto, adesso è arrivato il momento di rifare le valigie e andare alla stazione ferroviaria! Mi aspetta il treno delle 23:50 che mi porterà alle ore 06:20 presso l’incantevole la città del leone: Leopoli (in ucraino: Львів e traslitterato L’viv, in russo Львов e traslitterato L’vov)


 


 

Sceso dal treno mi ritrovo nella stazione ferroviaria di Leopoli!
E’ mattina presto e sono carico di bagagli come un mulo 🙂 Visto il costo della vita e la situazione non ho altra scelta che prendere un taxi! Neanche il tempo di scendere dalla carrozza e aver fatto 20 metri e sono già fermato dal primo uomo che mi propone la tratta fino al mio hotel a 500 grivnie (18,50 €) e con tono sarcastico gli rispondo “non voglio essere accompagnato fino a Kiev oppure Odessa! Ho chiesto soltanto di essere accompagnato in un hotel a Lviv” 🙂
Camminando camminando..contrattando contrattando…fuori la stazione trovo uno dei pochi taxisti abusivi che parla un buon inglese e pattuiamo la cifra di 60 grivnie (2,25€ circa) e così già alle 06.50 del mattino mi ritrovo in hotel! La settimana prima avevo richiesto il check anticipato e la struttura mi aveva chiesto il 50% in più del prezzo di un pernottamento … cosa che io ho rifiutato! Nonostante ciò chiedo se era possibile effettuare il check in (gratuito) a quell’ora e la signorina della reception mi risponde in modo affermativo visto che la mia camera è libera! Che botta di fortuna!! Il tempo di sistemare i bagagli, farmi una doccia e riprendere il taxi che alle 08:30 sono già operativo in pieno centro storico armato di reflex e GoPro

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Leopoli

 

Leopoli è la culla dell’Ucraina dove lingua e cultura nazionale sono sopravvissute durante le varie occupazioni. Si trova a 70 km dalla Polonia e presenta dei centri urbani completamente trasformati durante l’era sovietica. La città ha circa 700.000 abitanti ma ogni giorno alla popolazione locale si aggiungono circa 200.000 pendolari che raggiungono capoluogo dell’oblast’ (regione) omonimo per lavoro o per studio.
A Leopoli è inoltre sede di un’orchestra filarmonica e del Teatro d’Opera e di Balletto di Leopoli. A partire dal 1998 il suo centro storico è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Quando un’intera città viene inserita nell’elenco dell’UNESCO non è proprio così difficile trovare cose da vedere e/o da visitare durante un soggiorno. Un discorso che vale appieno per Leopoli, quella che viene considerata la più occidentalizzata (meno sovietica) città dell’Ucraina.

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La storia di Leopoli inizia con la sua fondazione per volere del principe Halicz Daniele Romanovic nel XIII secolo (1256), che volle intitolarla a suo figlio Lev. A Lviv inizò a batte il cuore commerciale di un territorio di confine e ciò segnò il suo destino di area contesa da predoni, imperi, regni e nazioni: mongoli, polacchi, austriaci, tedeschi e russi si alternarono nel dominio di quest’area dell’Ucraina.

A seguito del disgregamento dell’URSS, nel 1991 Leopoli divenne definitivamente una città ucraina.

Un passato ricco di storia e un’attualità che la vuole centro culturale del Paese: una ricetta ideale per fare di Lviv una città piena di attrazioni da non perdere, tanto da essere paragonata a una delle più belle città del mondo. Leopoli, infatti, è detta “la Firenze dell’Est”.

 

Di seguito le cose da vedere assolutamente durante una visita a Leopoli:

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE Il book fotografico di Leopoli/Lviv

Il book fotografico di Leopoli/Lviv


Città Vecchia – Una visita a Lviv non può che partire da qui: il centro storico e autentico di questa città dell’Ucraina.

Ploshcha Rynok – Il centro del centro è la piazza del mercato, ploshcha Rynok. Su di essa si affacciano molti dei palazzi più belli di tutta l’Ucraina; edifici risalenti al XVI e XVIII secolo voluti dai ricchi mercanti di Leopoli e costruiti secondo gli stili in voga in Europa. Per sottolineare la centralità di quest’area, la piazza ospita anche il Municipio. L’Opera, l’università e l’ex parlamento si trovano in questa zona.
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Cattedrale di San Giorgio (cattolica romana) – In ploshcha Rynok si trova anche uno splendido esempio di architettura gotica: la cattedrale cattolica romana di San Giorgio (XIV secolo). Tra le cose da vedere nell’edificio sacro, la Cappella Boyim con le sue incisioni in pietra.

Museo Apteka – Assieme alla farmacia più antica di Leopoli che si trova nello stesso edificio, il museo è testimonianza di una tradizione d’eccellenza nel campo farmaceutico.

Museo storico (Casa Kornjaktaora) – Sempre affacciato sulla piazza del mercato, l’edificio noto come Casa Kornjaktaora è oggi sede del museo storico.

Chiesa della Dormizione (ortodossa)– Con i suoi tetti colorati, la chiesa della Dormizione è un complesso architettonico sacro in stile rinascimentale. Lo compongono la chiesa, la Cappella dei Tre Gerarchi e la torre Kornyakt

Zamok Gora – Per poter godere di una vista panoramica su tutta Leopoli, una cosa da visitare è il punto più alto dell’area di Leopoli: la collina dell’Alto Castello (Vysokyi Zamok). Nel verde e nella natura che domina questa collina, ancora si possono ammirare i ruderi di un’antica fortificazione posta qui per dominare i territori attorno a Leopoli.

Il Teatro d’Opera e di Balletto di Leopoli è un grandioso teatro che ogni anno si apprezza per il folto programma teatrale e di balletto e si trova lungo un viale alberato e alla fine proprio in prossimità del teatro una bellississima piazza.
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Questo elenco non esaurisce tutte le cose da vedere durante un viaggio a Leopoli. Per vivere la magica atmosfera d’altri tempi che Lviv regala, non c’è nulla di meglio che recarsi in questa sorprendente città dell’Ucraina.


 

Dopo due giorni fantastici a Leopoli .. (Львів in ucraino o  Львов  in russo) dove ho potuto ammirare una città ricca di monumenti e architetture rinascimentali, barocche, neoclassiche, gotiche e medievali che la fanno assomigliare a Parigi (non per niente vi son stati ambientati anche film come “I tre moschettieri”) vado via da questo posto incantevole e da questa atmosfera mitteleuropea e mi dirigo alla stazione ferroviaria!
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Alle 21:31 mi aspetta una cuccetta in prima classe per un viaggio notturno lungo 12 ore che mi porterà al mattino nella “Rimini dell’Ucraina” ovvero la città più importante e più turistica del Mar Nero per il popolo dell’Ucraina: Odessa!

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Da Zahony (Ungheria) a Užhorod (Ucraina) in autostop per visitare l’oblast’ della Transcarpazia

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Ci siamo lasciati a Budapest …

Dopo questa parentesi ungherese è arrivato il momento di cambiare aria e nazione!
Dalla stazione Nyugati di Budapest alle ore 07:23 prendo il treno diretto per la piccola cittadina di Zahony che conta meno di 5.000 anime ma crocivia tra Unione Europea/NON Unione Europea con la sua dogana tra Ungheria e Ucraina

Sceso dal treno mi ritrovo nella stazione di Zahony!
Non proprio un posto molto raccomandabile sia per facce che vedo ma anche dai movimenti strani si capisce benissimo che da queste parti c’è qualcosa di “caldo”.
Qui siamo ancora in Unione Europea visto che l’Ungheria fa parte dei 28 paesi membri dell’UE ma a pochi chilometri da me si intravede già l’Ucraina. Un paese spaccato in due dopo il 21 novembre 2013 quando iniziarono le prime manifestazioni Euromaidan proprio a Maidan Nezalezhnost (la piazza Indipendenza nel centro di Kiev) che divisero la popolazione ucraina prevalentemente in due: quella occidentale a favore dell’UE e quella orientale più filorussa e quindi contro l’UE.
La mia meta per questo primo pomeriggio è Užhorod in Ucraina o come scrivono dall’altra parte della frontiera Ужгород. La prima cosa che devo fare è andare via da questo postaccio a maggior ragione se viaggi da solo, hai 2 trolley, un borsa porta notebook, un Samsung S6 come smarphone e uno zaino con dentro tutta la roba per la fotografia e il video come la mia inseparabile reflex Canon 700D con i vari obiettivi, una GoPro silver 4 appena sfornata e una videocamera.
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Non passo certamente inosservato qui! Per questo motivo mi dirigo subito fuori la stazione ferroviaria per prendere un taxi più o meno ufficiale che mi porti fino alla dogana ungherese per fare tutti i controlli di routine e da li poi oltrepassare a piedi anche la Ucraina.
Arrivato fuori la stazione vengo accerchiato da 2/3/4/5 uomini che a loro dire fanno la tratta stazione centrale/dogana abusivamente al costo di 5/10 € ma non mi sembrano facce molto raccomandabili e allora temporeggio un pò fino a quando alle mie spalle sento una coppia sulla cinquantina parlare tra di loro in ucraino e dire un paio di volte la parola magica Užhorod, Užhorod, Užhorod!! A questo punto con un pò di incoscienza ma tanto spirito di avventura sfoggio le mie quattro parole di russo imparate per sopravvivere nelle zone dell’ex unione sovietica e gli faccio capire che anche io devo andare ad Užhorod e se era possibile avere un passaggio direttamente fino alla città! Da qui arriva la controproposta loro direttamente in moneta ucraina di 100 grivnie pari a 3,70€ visto che il cambio ad agosto 2015 è di circa 1€ = 27 UAH.
Senza pensarci su due volte rispondo in modo affermativo Да Да Да, poso i bagagli dentro la loro “nuovissima” macchina e ci incamminiamo verso la dogana ma neanche il tempo di fare 100 metri e la coppia di coniugi fanno salire in macchina un altro uomo fermo in una specie di bar che ovviamente si siede accanto a me sui sedili posteriori. A questo punto faccio un pò di mente locale e rifletto che se riesco ad arrivare veramente a Užhorod ho avuto una gran botta di fortuna perchè con una minima spesa evito di oltrepassare a piedi due dogane ma in caso contrario rischio di rimanere in balia di questi perfetti sconosciuti che possono derubarmi di tutto e lasciarmi in mutande!
Arrivati alla dogana ungherese attendiamo circa 20/25 minuti e subito dopo mi ritrovo la dogana Ucraina dove l’attesa si protrae per circa un’ora ed è proprio qui che cerco di capire un pò la situazione: la coppia di coniugi parlano rigorosamente solo ucraino invece tramite l’uomo che è seduto al mio fianco che parla anche inglese riesco a capire che lui fa spesso questa tratta e viaggia quasi sempre con passaggi di fortuna ma a differenza mia si fermerà una decina di km prima di Užhorod.
A questo punto capisco che tutti e due siamo nella stessa barca e iniziamo a dialogare un pò e scopro che è un appassionato di musica italiana e ama Celentano, Toto Cutugno e Riccardo Fogli e inizia a cantarmi qualche pezzo in italiano che filmo subito con la mia GoPro.

budapest_ungheria_2015_www.giuseppespitaleri.com_079Cantando i grandi classici della canzone italiana passiamo la dogana Ucraina e il signore al mio fianco viene accompagnato a Čop (Чоп in Ucraino) ovvero la prima cittadina subito dopo la frontiera così rimango da solo con i due coniugi e ci incamminiamo finalmente verso Užhorod!

 

Lungo il tragitto la coppia tenta di parlare in ucraino con me e una volta comunicato il nome del mio hotel a loro dire stiamo marciando direttamente verso l’Olymp Hotel ma dai loro dialoghi ho la vaga sensazione che stanno tentando di fregarmi e depositarmi nel primo hotel di Užhorod in modo da sbarazzarmi di me e prendersi i soldi.
Per non tirare troppo la corda faccio il finto tonto, mi faccio lasciare in questo fantomatico hotel, prelevo al bancomat un pò di moneta locale, pago le 100 grivnie pattuite e subito dopo i signori vanno via! Ovviamente non appena entro in hotel e chiedo informazioni alla reception mi confermato la mia prima sensazione: non si tratta dell’Olymp Hotel ma di un altro hotel e quindi faccio chiamare direttamente dalla signorina un taxi e con 20 grivnie circa 0,80 € finalmente arrivo a destinazione.


Il book fotografico di Užhorod

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE Il book fotografico di Užhorod (Ucraina)

Il book fotografico di Užhorod (Ucraina)

Užhorod (in ucraino: Ужгород) è una piccola cittadina di circa 110.000 abitanti dell’Ucraina occidentale al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. E’ attraversata dal fiume Už (Уж) ed è capoluogo dell’Oblast’ (regione) della Transcarpazia.
Proprio a causa della posizione di frontiera e della moltitudine di etnie che vi hanno vissuto nel corso dei secoli, la città si è arricchita di numerose denominazioni: in ucraino Ужгород (Užhorod), in ruteno Ужгородъ (Užhorod”), in russo Ужгород (Užgorod), in slovacco e ceco Užhorod, in ungherese Ungvár, in tedesco Ungwar o anche Ungstadt ed altre traslitterazioni meno scientifiche, ricalcate sul toponimo russo (quali Uzhgorod, Ushgorod, Uzgorod ecc.), godevano di una certa diffusione ai tempi dell’Unione Sovietica.

Se avete intenzione di visitare la cittadina dovete mettere in conto che non siamo certamente a Lviv, Odessa oppure a nella capitale Kiev.
Il turismo da queste parti non è certamente una fonte di ricchezza primaria e i turisti che si vedono in giro sono veramente pochi! Tanto per farvi un’idea basta digitare su google il nome della città e potete ben capire dai risultati che in pochissimi sono stati in questo posto e ancora di meno hanno recensito o scritto qualcosa.

Come tutte le città poco turistiche ci sono i pro e i contro:

I pro:

  • Prezzi dei taxi bassi (una tratta i 4/5 km circa 20 grivnie – 0,7/0,8 €)
  • Prezzi dei ristoranti bassi (zuppa borsch, pane e birra 0,5 cl circa 50 grivnie – 2€)
  • Prezzi degli hotel bassi (un 4 stelle con piscina e sauna l’ho pagato 220 grivnie – 8€)
  • Puoi goderti la città senza troppo caos
  • Girovagando potrai mescolarti con la popolazione locale visto che ci sono pochi turisti
  • Il turista è trattato bene e viene rispettato
  • Si mangia bene

I contro:

  • Se non conoscete almeno qualche parola in russo e leggere il cirillico siete veramente messi male! La nuova generazione parla in linea di massima l’inglese ma le persone dai 40 anni in su decisamente no! I problemi possono nascere quando vi sedete in un ristorante e vi portano il menu rigorosamente tutto scritto in cirillico, quando dovete prendere un taxi e nel 99,9% dei casi non parlano inglese, quando dovete comprare qualcosa o quando perfino nell’hotel parlano un inglese maccheronico! Prima di entrare in Ucraina specialmente se viaggiate da solo come me vi consiglio di imparare almeno i numeri e le parole “salvavita” come quanto costa, devo andare alla stazione dei treni, portami in hotel, acqua, birra, ecc ecc.
  • Se viaggiate specialmente da soli come me evitate i vicoli bui, evitare di trovarvi sia di giorno e ma specialmente di notte in zone malfamate e camminate sempre nelle vie principali. Ammetto che di tutto ciò non ho fatto completamente nulla perchè in quanto “malato” di fotografia e video mi piace addentrarmi tra i vicoletti più internati ma dopo la mia esperienza a Užhorod posso sicuramente dirvi che come tutti o cittadine non turistiche il turista è guardato con un occhio particolare! Durante il giorno andavo in giro con lo zaino da battaglia con tutta l’attrezzatura per foto/video dentro ma evitavo di tenere per lunghi periodi la reflex al collo. La notte invece anche a causa dell’illuminazione veramente molto molto scarsa per non espormi troppo andavo in giro come un semplice cittadino con una tracolla e dentro un il cellulare (se avete una buona fotocamera incorporata è ancora meglio perchè specialmente di sera fare delle belle foto è un problema) e per fare qualche video la GoPro.


Cosa vedere

La stazione ferroviaria vale la pena di essere vista! Se arrivate o ripartite in treno da/per Kiev, Lviv, Chernivtsi, Simferopol, Odessa, Kharkiv, Mosca non potete fare a meno di scattare qualche foto! Tipica struttura ex sovietica che ha avuto un restyling nell’ottobre 2004. Si trova su piazza Heorhiy Kirpa.
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Il Castello di Uzhgorod (ucraino: Ужгородський замок) è una vasta cittadella su una collina. I primi edifici in pietra sul sito del castello sono datati al XIII secolo. E’ una struttura difensiva rettangolare con bastioni romboidali che richiamavano i castelli del Sud Italia.
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La cattedrale dell’Esaltazione della Croce è una chiesa bizantino-rutena, la chiesa madre dell’eparchia di Mukačeve. È dedicata all’Esaltazione della Santa Croce.  La chiesa fu costruita in forme barocche nel 1646 a cura dei padri della Compagnia di Gesù grazie a donazioni provenienti dalla nobile famiglia Drugeth. Subì alcuni danni durante la guerra di indipendenza di Rákóczi (1703-1711). Fu ricostruita sempre in forme barocche fra il 1732 e il 1740. Dopo che la Compagnia di Gesù fu soppressa nel 1773, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria concesse ai cattolici di rito bizantino di prendere possesso della chiesa. Nel 1779 fu ricostruita a cura dell’architetto Gilebrand. Nel 1799 fu realizzata l’iconostasi. Durante il periodo sovietico la chiesa fu espropriata a favore della Chiesa ortodossa. Il 10 ottobre 1991 la Chiesa greco-cattolica rutena e l’eparchia di Mukačeve ottennero il riconoscimento dello Stato e la cattedrale fu riconsegnata ai cattolici. Il 29 giugno 2003 le reliquie del beato Teodoro Romža sono state traslate nella cattedrale.
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La sinagoga venne costruita nel 1904 in stile neomoresco venne vandalizzata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma non demolita, nel dopoguerra è stata restaurata e riadattata a sala da concerto, destinazione che conserva tuttora.

La Cattedrale del Cristo Salvatore è la principale chiesa ortodossa in Transcarpazia e si trova nella piazza Cirillo e Metodio. Alta 60 metri ha cinque cupole ed è stata costruita nel 1990 dopo la cattedrale di Santa Croce è stata restituita alla Chiesa cattolica rutena. Il moderno edificio può contenere fino a 5000 fedeli e nel suo piano terra contiene una cappella dedicata alla Esaltazione della Santa Croce. La cattedrale appartiene alla Chiesa Ortodossa Ucraina (Patriarcato di Mosca). Nel 2008 la struttura è stato perquisita dalla National Security Agency per sospetto di attività separatiste.

Il fiume Už (ucraino: Уж) è un fiume dell’Ucraina e della Slovacchia. Il suo nome proviene dal dialetto Antico slavo e significa “serpente”. Il fiume è ghiacciato per buona parte dell’inverno ma durante il periodo estivo i cittadini di Užhorod si recano al fiume per pescare o farsi un bagno. Ovviamente si tratta di un fiume e da quello che ho visto non è poi proprio così pulito ma se vivi da queste parti e non la possibilità di recarti nella lontana Odessa se hai un pò un grande spirito di adattamento puoi immergerti in queste acque non proprio limpidissime
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Dopo due giorni di avventura ad Užhorod tra passaggi di fortuna, castelli, fiumi, chiese ortodosse e sinagoghe riadattate in sala concerto, adesso è arrivato il momento di rifare le valigie e andare alla stazione ferroviaria! Mi aspetta il treno delle 23:50 che mi porterà alle ore 06:20 presso l’incantevole la città del leone: Leopoli (in ucraino: Львів e traslitterato L’viv, in russo Львов e traslitterato L’vov)!
Dimenticavo …. Ci sono tre tipi di carrozze sui treni a lunga distanza in Ucraina e in tutti gli stati dell’ex unione sovietica: prima classe (SV), seconda classe (Coupe’) e terza classe (Platzkart) e in alcuni treni ci sono anche le carrozze cosiddette “con posti a sedere”, ovvero senza cuccette. Nelle carrozze di prima classe ci sono 2 letti in uno spazio riservato (cuccetta), in seconda classe ci sono 2 letti superiori e 2 letti inferiori in uno spazio riservato (cuccetta), in terza classe ci sono 4 letti in uno spazio non riservato (le cuccette sono aperte). Visto che la tratta in questione non aveva la prima classe ho deciso di comprare tutti e 4 i posti in cuccetta in seconda classe con 447,04 grivnie circa 16,50€ in modo da non condividere la cabina con nessuno e poter dormire tranquillamente per tutta la notte!

 

treno_da Uzhhorod_ucraina_ per lviv


IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – Come vestirsi con il contenuto di 4 bagagli in 1 nel bagno dell’aeroporto – (Compagnie low cost)

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Se hai viaggiato con qualche compagnia low cost specialmente negli anni passati ti sarà capitato sicuramente qualche piccolo problema del bagaglio a mano!!
Per fortuna tutte le compagnie aeree adesso sono diventate più tolleranti in materia e accettano anche il secondo bagaglio purchè non di grosse dimensioni e peso.
Negli anni precedenti Ryanair l’ha fatta da padrona con la sua politica aziendale molto rigida con cui si autorizzava a portare sopra l’aereo UN SOLO BAGAGLIO (max 10 kg) a prescindere della dimensione!
Chi non si è mai imbattuto in donne costrette a mettere dentro il trolley la propria borsa oppure in uomini a far lo stesso con il proprio marsupio o borsetta della reflex?
Chi di voi non ha mai visto qualche viaggiatore seduto con tutto il suo peso sopra il trolley pur di riuscirla a chiudere?
Nonostante ciò il risultato in alcuni casi non è stato sempre positivo perchè per esempio il trolley è gonfiato troppo oppure sforava spesso i famosi 10 Kg consentiti rischiando così di dover imbarcare il proprio bagaglio in stiva e pagare quindi un supplemento.
Un altro capitolo a parte va dedicato al viaggiatore “temerario” che consapevole di essere in difetto porta con se molteplici bagagli sfidando i controlli della compagnia aerea! Quando gli va bene riesce a passare senza grossi problemi ma quando viene fermato è costretto ad escogitare qualcosa in fretta e furia per non pagare il prezzo della registrazione del bagaglio in stiva.

Personalmente mi identifico più nel viaggiatore “temerario” e devo dire che ho un conto in sospeso con la compagnia aerea Ryanair!
Adesso vi illustro che cosa ho combinato durante questi anni proprio con la compagnia aerea Irlandese.

DICEMBRE 2008 – Ecco come vestirsi con il contenuto di 4 bagagli e passare dai controlli dell’aeroporto con un solo bagaglio a mano

 

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VIDEO – Un anno da Ambasciatore Vueling per Palermo – 2014 volte grazie Vueling Airlines

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Un anno da Ambasciatore Vueling Airlines per Palermo.
Un’esperienza fantastica che mi ha portato a viaggiare per tutto il 2014 tra 16 nazioni e tantissime città!

 2014 volte grazie … Vueling Airlines

 

Negli ultimi 7 anni ho visitato 34 stati europei riconosciuti (Andorra, Armenia, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Inghilterra, Italia, Islanda, Kosovo, Macedonia FYROM ex repubblica di Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldavia, Montenegro, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ucraina, Ungheria, Vaticano) e uno “de facto” come la Transnistria.

Da fine aprile 2014 sono diventato testimonial e ambasciatore nella mia splendida Palermo della compagnia aerea spagnola VUELING AIRLINES ! Un’esperienza unica e irripetibile che mi darà la possibilità fino al 31 dicembre 2014 di seguire in Italia, in Europa e nel mondo, tutti i maggiori eventi organizzati da questa splendida compagnia aerea catalana e avrò anche la fortuna di poter usufruire di 50 voli gratis da utilizzare ovviamente in tutte le città servite da Vueling

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VIDEO – Sarajevo (Bosnia Erzegovina) tra croci, minareti e sinagoghe – ESTATE 2011

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« Una città che nel suo centro ha quattro luoghi di preghiera. È raro.
Un luogo musulmano, due cristiani, uno ebraico. A un centinaio di metri uno dall’altro. Non esiste in nessuna altra parte del mondo.
L’aveva scritto tempo fa, prima della guerra, un rabbino sefardita, chiamato Kaa »
Predrag Matvejević

Sarajevo (in alfabeto cirillico Сарајево; in italiano: Saraievo o, meno frequente, Seraievo) è la capitale e la più grande città della Bosnia-Erzegovina. La sua popolazione si aggira attorno ai 750.000 abitanti. Conosciuta principalmente come scenario dell’attentato all’arciduca austriaco Francesco Ferdinando, la città ha ospitato, nel 1984, i XIV Giochi olimpici invernali e, tra il 1992 e il 1995, ha sofferto più di tre anni d’assedio da parte delle forze serbo-bosniache, durante la guerra di Bosnia.
Il momento di massima crescita della città si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando Sarajevo venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali.

A causa dell’inizio della guerra in Jugoslavia, il 6 aprile 1992 la città venne accerchiata ed in seguito assediata dalle forze serbe. La guerra, che è durata fino all’ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.

Tra i beni culturali maggiormente devastati dal conflitto si rammentano la Biblioteca Nazionale ed Universitaria, che era il monumento più rappresentativo dell’architettura pseudo-moresca del XIX secolo, il “Museo di Stato della Bosnia-Herzegovina” e la Moschea di Gazi Husrev Beg (del XVI secolo).

La ricostruzione della città è iniziata a partire dal marzo del 1996, subito dopo la fine della guerra. Sebbene già nel 2003 la maggior parte della città presentasse il frutto dei primi processi della ricostruzione, ad oggi (novembre 2011) Sarajevo mostra ancora i diversi segni del conflitto, sia nella parte nuova che in quella più antica (in particolare risultano abbastanza evidenti i colpi di proiettile presenti su moltissimi edifici ricoperti di gesso). Il centro storico ottomano e la parte ottocentesca, di impronta austriaca, a parte alcuni singoli edifici sono completamente rimesse a nuovo. I segni più evidenti della guerra si possono ancora trovare nella città nuova, Novo Sarajevo, dove molti edifici sono ancora distrutti, e accanto ad essi sono molti i cantieri di nuovi centri commerciali ed edifici destinati ai servizi.
Sarajevo è da sempre città multi-etnica e multi-religiosa, al suo interno convivono tre diverse religioni: l’islam, il cristianesimo (con due confessioni: cattolica ed ortodossa) e l’ebraismo. Il grande clima di tolleranza e rispetto tra queste confessioni ha portato a soprannominare Sarajevo la Gerusalemme d’Europa. I rapporti tra queste fedi si sono incrinati in seguito alle guerre jugoslave.

(Fonte Wikipedia)

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