Weekend a Marsala (Trapani) tra spiagge e saline, vino e isole abbandonate

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Marsala è una città bellissima: se decidete di passare un weekend o una settimana da queste parti vi assicuro che le attrazioni sono veramente tante! Cittadina con poco più di 80.000 abitanti è notoriamente famosa per la produzione del vino omonimo e per lo sbarco di Garibaldi…ma vi assicuro che Marsala non è soltanto queste due cose!
Visitare Marsala significa fare un tuffo nella storia: nelle acque del suo mare dove si sono combattute le Guerre Puniche, dominazioni antiche che si sono succedute una dopo l’altra e che hanno lasciato traccie sparse in tutta la zona sia sotto il punto di vista monumentale e architettonico ma anche enogastronomico,

Marsala ha un vastissimo territorio che si estende da Trapani e Mazara e raccoglie bellezze senza tempo che meritano sicuramente una visita e qualche scatto fotografico.


COSA VEDERE A MARSALA

Le storiche Cantine Florio

Marsala ha un antico e indissolubile rapporto con il vino, ed è proprio qui che sorgono le storiche Cantine Florio, un luogo magico dove tradizione e innovazione si fondono in una realtà unica ed affascinante. La loro fondazione avviene nel lontano 1833 ad opera di Vincenzo Florio, che fu il primo imprenditore italiano ad appassionarsi alla produzione di vino marsala. Ogni anno migliaia di turisti percorrono le sue maestose navate per vivere un’indimenticabile visita guidata: il percorso comincia con gli otto maestosi tini giganti realizzati a fine ‘800 (tuttora utilizzati per l’affinamento del marsala) e prosegue attraverso diverse sale e numerose attrazioni di interesse storico, fino ad arrivare alla Cantina vera e propria, dove circa 5.500.000 litri di marsala vengono custoditi, nel silenzio e nella tranquilla immobilità.
Il tour guidato include anche la Sala di Degustazione Donna Franca Florio: in questo spazio innovativo tutto è studiato per guidare l’ospite in un’esperienza multi-sensoriale e suggestiva con i profumi ed i colori dei vini Florio.

L’Isola di Mozia (Mothia)

Un altro imperdibile luogo di attrazione se siete nella zona di Marsala è senza dubbio l’Isola di Mozia (oggi San Pantaleo). Nel cuore della laguna dello Stagnone, in una terra dal grande interesse naturalistico fu fondata da una colonia Fenicia e utilizzata come stazione commerciale e attracco strategico per le navi in navigazione nel Mediterraneo. Dista 6 km dal centro di Marsala e si può raggiungere facilmente grazie ad un servizio offerto da piccole imbarcazioni che partono ogni 10 minuti in direzione dell’Isola. I resti urbanistici della vecchia città e i numerosi manufatti archeologici fanno dell’Isola di Mozia una tappa obbligata se siete in transito per Marsala.

Le saline

Lungo l’itinerario che da Trapani conduce a Marsala sicuramente non si può non passare dalle saline: delle montagnette bianche di sale ordinate con rigore più o meno geometrico che brillano sotto la luce del sole siciliano durante il periodo estivo e/o di fine estate. Anche le saline devono ai Fenici la loro introduzione nel territorio: preso atto delle condizioni estremamente favorevoli per l’estrazione  del sale (secondo l’antico processo di evaporazione dell’acqua), decisero di impiantarci delle vasche per ricavare il sale, che da qui veniva poi esportato in tutto il bacino del Mediterraneo.
Nonostante la loro origine antichissima, le saline sono ancora oggi in attività e condotte secondo i metodi tradizionali.

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Tramonto alle saline

Non perdetevi l’occasione di fermarvi un attimo per godervi il tramonto sensazionale che tinge le linee bianche del sale e le acque basse della laguna! Uno spettacolo unico che si completa dopo qualche minuto con il sole che scompare dietro i caratteristici mulino a vento che compaiono qua e là lungo questo indimenticabile paesaggio… magari accompagnato da un bicchiere di buon vino! 😉

Il Centro storico

Marsala deve il suo nome agli arabi ( Marsa-Allah porto di Dio), ma il nome originario era Lilybeo, un quadrilatero attorno al quale si trovavano le mura in difesa della città con le quattro porte. Oggi se andate in piazza della Repubblica ( Piazza Loggia) e vi posizionate all’angolo con piazzetta “dittatura Garibaldina” con la vista rivolta verso il mare avrete la possibilità di ammirare due delle quattro porte rimaste: Porta Garibaldi ( Portamare), e, a destra Porta Nuova; a sinistra alla fine del “Cassaro” si trovava Porta Mazara (distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale) e dietro di voi Porticella ( non più visibile ). Da lì potete iniziare il percorso per la visita del Centro Storico, interamente isola pedonale, iniziate con il Duomo dedicato al Vescovo di Canterbury, perché costruito in origine dagli imprenditori inglesi. Alla fine della visita della cosddetta “Matrice” prendete l’uscita laterale e vi troverete in una piazzetta coperta da alberi secolari andate a sinistra e dopo una decina di metri scorgerete la bellissima piazzetta Purgatorio con la fontana barocca e la chiesa del Purgatorio. Subito sulla destra e siete sulla Via Garraffa camminando sulla sinistra ci sono degli interessanti reperti archeologici della vecchia Lilybeo, proseguite fino a Piazza del Carmine, sede della Pinacoteca Comunale. Tutto l’anno vengono organizzate delle importanti mostre, ma comunque vale la pena visitarla, all’interno troverete uno splendido chiostro del XIII secolo. Adesso prendete la stradina che porta sulla via Bottino girate a sinistra e percorretela tutta fino ad arrivare in Piazza dell’Addolorata, siete nel cuore della città, lì trovate la sede del Comune uno splendido palazzo spagnolo e il mercato, esempio di una presenza degli arabi resa evidente dalla sua architettura. L’Antico Mercato la sera si trasforma in un punto di ritrovo grazie ai numerosi locali presenti. Dopo aver visto porta Garibaldi, chiamata così perché è da lì che entro il Generale dopo lo sbarco dell’11 maggio 1860, risalite la via Garibladi e non perdetevi il museo degli Arazzi fiamminghi, curato dalla Chiesa locale. Meritate un po’ di riposo. La via Garibladi è piena di bar e tavolini all’aperto. Fanno anche dell’ottima granita di limone.

 

Le Spiagge

Spiaggia di San Teodoro

Se siete a Marsala tra il mese di aprile/maggio e ottobre/novembre non potete perdervi un tuffo nelle e un pò di sole tra le tante spiagge marsalesi tra le più belle della Sicilia. Ad un paio di chilometri dalla città si trovano i “lidi” facilmente raggiungibili anche con gli autobus che partono da Piazza del Popolo, tra i vari stabilimenti balneari spiccano il lido Signorino (oggi Tiburon Beach), che non hanno nulla da invidiare alle spiagge tropicali.

I piatti tipici di Marsala

Nei ristoranti trovate i classici piatti della tradizione locale, a partire dal Cuscusu di pesce, dalla pasta coi ricci di mare (non la trovate sui menu, la dovete chiedere) alla pasta al forno. Ma ci sono delle pietanze che non dovete assolutamente perdervi: il panino con le panelle, il pane cunzatola rianata, e le arancine (in provincia di Palermo e Trapani si pronunciano al femminile) per il salato; la brioscia con il gelato, la granita di limone e la cassata siciliana per il dolce. Il panino con le panelle lo trovate in diversi chioschi, quasi tutti i panifici preparano il pane cunzato (un’invitante e gigantesca mezza pagnotta cotta artigianalmente condita con pomodorini, origano, i celebri capperi e il formaggio primo sale, ottima nelle varianti con tonno) e le rianate ( una pizza morbida che prende il nome dalla grande quantità di origano con cui si condisce). Se preferite il dolce le cassatelle (“cassateddi” in siciliano), sono dolci tipici del trapanese che nel marsalese prendono il nome di “cappidduzzi” e sono totalmente dei dolci con della crema di ricotta all’interno


Cosa vedere vicino a Marsala

Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull’Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)

Se cercate qualche altro spunto sulla città potete guardare il video che abbiamo girato in città ma molto altro c’è poi da fare nei dintorni di Marsala, qui vi riportiamo alcuni spunti:

  • L’antico sito di Segesta: che questa volta abbiamo saltato ma che Roberto ricorda con piacere dove ancora oggi vanno in scena performance teatrali estive.
  • Marettimo, Favignana, Levanzo: le 3 Isole Egadi meritano una visitare tra spiegge e relax, vino e pesce fresco
  • Trapani: che dista solo mezz’ora di auto da Marsala e di cui vi abbiamo già raccontato.
  • Erice: un piccolo borgo dai vicoli stretti dove si trova la famosa Pasticceria di Maria Grammatico.

Come raggiungere Marsala

IN AEREO: Marsala si può raggiungere con i voli low-cost Ryanair che vola sull’aeroporto di Trapani-Birgi che in realtà è più vicino a Marsala visto che si trova proprio nel territorio di Marsala.

BUS AEROPORTO BIRGI DA/PER MARSALA CENTRO: con una linea extraurbana, si può raggiungere Marsala dall’Aeroporto di Trapani-Birgi e viceversa. Sono 10 le corse giornaliere predisposte al costo poco meno di 4 euro andata e ritorno (la corsa semplice costa € 2,40) con le seguenti fermate: Piazza Del Popolo – Via Mazzini – Piazza F. Pizzo – Viale Fazio – via F. Crispi – Lungomare – Viale Isonzo – Via Del Fante – Via G. Falcone – Strada SP 21 – Contrada Spagnola – Contrada San Leonardo – Stazione ferroviaria Mothia Birgi – Aeroporto Vincenzo Florio
Partenza autostazione (Piazza del Popolo):
04,45 – 06,15 – 08,45 – 10,45 – 12,30 – 14,15 – 15,35 – 16,50 – 18,50 – 22,50
Ritorno da Aeroporto:
05,30 – 07,00 – 09,30 – 11,30 – 13,15 – 15,00 – 16,15 – 18,00 – 21,00 – 23,30

IN AUTO: Marsala è raggiungibile in auto attraverso l’autostrada A29 da Palermo e vi segnalo che non ci sono stazioni di servizio in autostrada. Tuttavia, è possibile trovare alcune stazioni per il rifornimento di carburante appena fuori dalle uscite principali. Quindi vi consiglio di partire con il carburante sufficiente se non volete perdere tempo.

IN TRENO: Da Palermo, ci sono alcuni treni tutti i giorni ma il viaggio dura circa 4/5 ore!! Quindi a mio parere vi sconsiglio questo tipologia di spostamento.

IN NAVE DA PALERMO:  distante dal centro di Marsala circa 120 chilometri, arrivano i traghetti delle seguenti compagnie:
La Tirrenia e la SNAV assicurano un collegamento giornaliero da Palermo a Napoli.
La Grimaldi collega Palermo a Salerno due volte a settimana.
La società GNV invece assicura un collegamento con Genova 6 giorni la settimana e con Civitavecchia 3 giorni la settimana.
La Tirrenia, infine, collega Palermo a Cagliari una volta la settimana.

IN NAVE DA TRAPANI: Distante da Marsala appena 30 chilometri, la Tirrenia assicura settimanalmente la linea con Cagliari, mentre la Grimaldi collega Civitavecchia bisettimanalmente.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Valle dei Templi di Agrigento – Secondo sito Italiano

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Il sito archeologico più affascinante di Agrigento è senza dubbio la nota Valle dei Templi, imponente testimonianza della Magna Grecia in Sicilia.
Dal 1997 la Valle dei Templi fa parte della lista del Patrimonio mondiale dell’umanità secondo l’UNESCO Il parco che la accoglie è il più esteso parco archeologico del mondo: circa 1300 ettari.
La Valle dei Templi raccoglie dieci templi dorici, tre santuari e diverse necropoli:
Montelusa, Mosè, Pezzino, necropoli romana e tomba di Terone, Paleocristiana e Acrosoli.

Sono presenti nell’area anche opere idrauliche come il giardino della Kolymbetra e gli Ipogei, fortificazioni e una parte di un quartiere ellenistico-romano. Fra i luoghi di riunione dell’antica Grecia, troviamo l’Agorà inferiore nei pressi del tempio di Zeus olimpio e l’Agorà superiore nel complesso museale. E ancora un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.

Tempio della Concordia

Nella meravigliosa ed incantata Valle dei Templi, lì dove la storia è restata intatta e presente, si trova il Tempio della Concordia.
È un tempio dell’antica città greca di Akragas e fu costruito nel 430 a. C., ha forma quadrangolare e occupa una superficie di 843,38 metri quadrati e sviluppa per 13,481 metri di altezza, misure davvero imponenti che tramandano la grandezza della civiltà greca. La cella principale era preceduta da un’anticamera molto spartana con due colonne ed era seguita da un altro vestibolo, adibito a tesoriera dei doni votivi e dell’archivio del tempio.
Il colonnato rispetta i modelli classici, con 6 colonne per 13, ed ogni colonna è costituita da 4 tamburi, con un fascio di 20 scanalature a spigolo vivo.

Il nome di questo tempio fu scelto dallo storico Fazello che rinvenne un’iscrizione latina nelle vicinanze dedicata alla Concordia degli Agrigentini, ma che non ha alcuna relazione con esso. Nel 597 il Tempio della Concordia fu trasformato in basilica cristiana dal vescovo Gregorio.
Come il Tempio di Hera quello della Concordia è stato costruito su un massiccio basamento, edificato al fine di limitare i dislivelli del terreno roccioso.

L’ottimo stato di conservazione fa di questo tempio uno degli edifici sacri dell’epoca classica più notevoli. L’interno e l’esterno del tempio erano ricoperti da un rivestimento di stucco bianco sottolineato da elementi policromi, le dodici arcate che si possono ammirare furono scavate nei muri della cella e le tombe scavate nel pavimento risalgono al periodo in cui il Tempio fu trasformato in basilica. Arrivare in questo posto è come tornare indietro nel tempo, la magnificenza ti avvolge e ti fa rivivere le magiche atmosfere antiche, ti fa sentire il patos di coloro che con fede e ammirazione si recavano in questi posti, una volta ad Agrigento è impossibile non visitare la Valle dei Templi e il tempio della Concordia.

Noi di Esplora Sicilia consigliamo vivamente di visitare il Tempio della Concordia e tutta la Valle dei Templi per non perdersi uno dei posti più belli che la Sicilia offre.

Tempio di Giunone (Hera Lacinia)

Sul punto più alto della collina della Valle dei Templi si trova il Tempio di Giunone, Hera Lacinia, fondato nel 460 a.C., un magnificente tempio le cui colonne gravano direttamente su quattro gradoni, costruite con venti scanalature e quattro tamburi. All’interno del tempio si trovano il Pronao, la Cella o Naos, dove sono ancora visibili le tracce dell’incendio provocato dai cartaginesi nel 406 a.C., e l’Opistodomo.
Ai lati della porta della cella si trovavano le scale di accesso al tetto mentre il basamento con tre gradini sul fondo fu aggiunto in epoca successiva.
Sul lato est si trovano i resti dell’altare preceduto da una scalinata di dieci gradini che conduceva al piano dove si celebravano i sacrifici.

I restauri che questo tempio ha subito sono numerosi a partire dalla fine del XVIII secolo fino agli ultimi del 2000/2006. A Ovest del tempio si trova Porta III della quale oggi si può ammirare ben poco a causa della frana del costone roccioso. Originariamente questa porta era aperta in una rientranza obliqua rispetto alla linea delle fortificazioni ed era percossa da una carreggiata stradale tuttora visibile. Il sistema difensivo, della fine del VI sec. a.C., fu rinforzato durante il IV sec. a.C. con un imponente torrione di cui oggi rimane parte del crollo dell’elevato. L’attribuzione di questo tempio a Giunone è dovuta ad un’errata interpretazione di un brano di un autore latino. Quanta bellezza e quanto fascino racchiusi in uno dei templi più importanti della storia, lì dove un tempo venivano eseguiti sacrifici, lì dove gli uomini si recavano a chiedere perdono o una grazia, lì dove il tempo ha spazzato via le piccole tracce con il vento e con la pioggia ma che nulla ha potuto contro la monumentalità di queste opere antiche.


TUTTI I TEMPLI

Tempio di Hera Lacinia

Questo tempio sorge su un dirupo vicino al noto Tempio della Concordia. L’origine del nome è confusionaria: si riferisce per sbaglio al tempio di Hera a Crotone ed indica la dea della fecondità. Qui di solito venivano celebrate le nozze.
Nel 406 a.C. il tempio, in origine identico a quello della Concordia, fu distrutto dai Cartaginesi e le tracce di fuoco si possono ancora notare sulle mura della cella.
Ad est si trova un altare per sacrifici e nelle vicinanze una strada che portava i carri dalla porta III.

Tempio di Eracle (Ercole)

Il Tempio di Ercole o Eracle è stato distrutto da un terremoto. Oggi restano solo otto colonne del più antico dei templi greci.
All’interno si trovava la statua di Ercole, dio particolarmente amato ad Akragas come fosse un eroe.

Tempio di Castore e Polluce

Il Tempio di Castore e Polluce è dedicato ai due gemelli Dioscuri che secondo la leggenda sono figli della Regina di Sparta e di Giove.

Si conservano solo quattro colonne del tempio simbolo di Agrigento.

Tempio della Concordia

Il tempio che ha mantenuto più degli altri l’aspetto originale è il Tempio della Concordia sulla via Sacra. Costruito intorno al V secolo, è diventato successivamente edificio sacro.
Il nome del tempio è legato ad una iscrizione latina ritrovata nei dintorni.

Tempio di Zeus Olimpico (Giove)

Il Tempio è stato costruito in onore di Zeus, dopo la vittoria sui Cartaginesi del 480 a.C. Caratteristici di questo tempio sono i Talamoni: statue enormi dalle sembianze umane.

Tempio di Vulcano

Questo enorme tempio del passato (V secolo) oggi ha purtroppo solo pochi resti.
Nelle fondamenta del tempio sono stati trovati resti di un altro tempietto arcaico.

Tempio di Esculapio

Questo tempio era dedicato agli uomini in cerca di guarigione fisica ed era posto all’esterno delle mura della città. Sulle pareti si potevano leggere i messaggi di chi era guarito.

Tomba di Terone

La Tomba di Terone è stata costruita in onore dei caduti della seconda guerra punica.
La costruzione è di forma piramidale ed è fatta di pietra tufacea.


BIGLIETTO E ORARI DI INGRESSO

  • Orari di apertura tutti i giorni compresi domeniche e festivi dalle ore 08,30 alle 19,00.
  • Costo biglietto intero 10,00 € – ridotto 5,00 €
  • Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito

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L’Isola Grande (detta Isola Lunga): uno spettacolo a Marsala (Trapani)

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L’Isola Grande di Marsala in provincia di Trapani, come dice la parola stessa è la più estesa delle 4 isole che formano lo Stagnone e viene chiamata dalla popolazione locale anche come Isola Lunga o Isola Longa a causa della sua forma allungata.


La laguna di Marsala comprende quattro isole: Santa Maria coperta da vegetazione, San Pantaleo, Schola un isolotto caratterizzato da casolari scoperchiati che gli conferiscono un’aria di suggestiva decadenza e infine come già anticipato l’isola Grande che personalmente reputo un posto molto affascinante e ogni anno visito e rivisito almeno una decina di volte.
L’Isola Grande è l’affioramento sabbioso più grande dello Stagnone e la sua formazione piuttosto recente ha dato origine alla laguna. In principio era formata da due isolotti rocciosi che si unirono formando la lunga isola dove oggi vi sono alcune saline in stato di abbandono, un boschetto e alcune spiagge di sabbia fine.

Alla fine dell'estate troverete questo spettacolo

Alla fine dell’estate troverete questo spettacolo

Il mare da queste parti si mantiene molto ma molto basso e la cosa che personalmente mi fa impazzire è percorrere quella lingua di mare che per lunghi tratti non supera l’altezza delle ginocchia che dalla spiaggia di San Teodoro porta direttamente all’Isola Lunga con una attraversata a piedi di circa 300/400 metri che fino a qualche decennio fa era transitato da carretti e cavalli che si immergevano in acqua per fare da spola tra l’isola e la terra ferma.


GIROVANGANDO PER L’ISOLA LUNGA

evidenziata la “strada a mare” che dalla spiaggia di San Teodoro collega l’Isola Lunga

Attraversando quella lingua di mare che separa a spiaggia di San Teodoro all’Isola Lunga, si arriva in un piccolo molo in legno che ormai è diventato l’ingresso principale per i turisti che visitano questa riserva naturale.
Lo scenario che vi ritroverete subito ai vostri occhi percorrendo qualche passo oggettivamente non è dei migliori: visitando l’area e percorrendo il sentiero principale si possono vedere senza problemi carte e cartaccie, cisterne e altro materiale accatastato, frigoriferi e copertoni, un edificio che assomiglia a una tonnara o una fabrica veramente fatiscente e pericolante ma con grande stupori si possono anche vedere alcuni mezzi abbandonati e arrugginiti come una pala meccanica, un camion e altro ancora.

La domanda sorge spontanea: “perchè amo questo posto?”
La risposta si avrà dopo circa 15/20 minuti di camminata a piedi lungo la strada principale quando sulla sinistra si inizia a scorgere una catasta di sale alta una quindicina di metri a forma piramidale con un pavimento circostante bianco luccicante dovuto alla solidificazione del sale! Che spettacolo!! Questo accumulo di sale apre le porte alle saline che si trovano all’interno della riserva naturale che versano in uno stato di completo abbandono che regalano colori e sensazioni uniche!
Un vero paradiso per gli amanti della fotografia che di volta in volta mi regala scatti mozzafiato e anche un senso di libertà, visto che alla fine mi piace rilassarmi a bordo delle saline godendomi lo scenario e i suoni fantastici che solo questo posto può regalarmi: i fenicotteri rosa che danzano sulle saline, gli uccelli che svolazzano, l’acqua frange contro i muretti divisori formando consistenti strati di soffice schiuma bianca e nei mesi estivi le vasche si colorano di rosso a causa del basso livello dell’acqua e della presenza di alcuni tipi di batteri che vivono qui e prosperano in condizioni estreme dovute all’altissima salinità!!! CHE SPETTACOLO!!!
Solo questo può bastare per rimanere incantati da quest’isola ma se vi spostate dalla parte opposta dell’isola (solo 10 minuti) vi ritroverete sulla spiaggia del Corto denominata anni fa “Tahiti” per la sua bellezza che allo stato odierno è di completo abbandono e di conseguenza ridotta un pò maluccio visto che dalla strada fino alla battigia bisogna fare uno slalom tra tonnellate di canne, legno e altro ancora per poi ad un trentina di metri dal mare ritrovarsi in una distesa di cumuli di alghe “calpestabili” che vi porteranno finalmente a mare! Si capisce bene che il percorso non è molto semplice e sicuramente poco adatto a bambini ma una volta arrivati in acqua vi ritroverete a farvi il bagno in un’acqua cristallina con un fondale sabbioso che varia tra il rossiccio e il dorato non dimenticando in lontananza la vista sulle isole Egadi.
l’Isola Grande o la ami o la odi: non ci sono mezze misure! Divisa tra la natura incontaminata della macchia di lentisco e palme nane all’abbandono più totale, tra un mare da sogno e spiaggie devastate dalle intemperie e dall’uomo, tra le spettacolari saline alle costruzioni e mezzi abbandonati: sicuramente un posto da visitare che lascerà a voi un proprio giudizio finale.
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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Parco Archeologico / Templi di Selinunte: il più grande d’Europa

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Il Parco archeologico di Selinunte, conserva i resti monumentali di alcuni templi intorno all’acropoli e altri su una collina più interna e insieme a costruzioni secondarie testimoniano la grandezza dell’architettura dell’antica Grecia sulla costa sud occidentale della Sicilia che con i suoi 270 ettari di estensione, lo rendono il più vasto d’Europa.
Il parco archeologico di Selinunte è enorme, incorporando templi greci, mura antiche, le rovine di edifici residenziali e commerciali, strade di campagna e le zone non ancora scavate. Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano al Museo Nazionale Archeologico di Palermo ad eccezione dell’Efebo di Selinunte, rimasto nel territorio ed esposto al Museo Comunale di Castelvetrano.
Se siete interessati alla Sicilia greca, questo è un sito molto importante da visitare non tralasciando il fatto che proprio a ridosso del parco ci sono tante spiaggie di sabbia e quindi prima o dopo il tour si può fare un bagno o rilassarsi sulla battigia.

IL PARCO ARCHEOLOGICO

L’area archeologica può essere divisa in quattro parti:

1) l’area sacra posta sulla collina orientale (piana Marinella) di cui sono noti i tre grandi templi dorici “Tempio E”, “Tempio F” e il “Tempio G” che, assieme al Didymaion di Mileto, all’Artemision di Efeso e al Tempio G di Agrigento è uno dei più grandi dell’antichità;
2) a sud, l’Acropoli e le sue mura che si trovano sulle sponde del fiume Cottone;
3) la bassa collina di Manuzza a nord, occupata dall’abitato vero e proprio, e i due santuari extraurbani;
4) il santuario di Malaphoros sulla valle del fiume Selinus.

scarica la mappa completa del parco archeologico – scala 1:4000  (formato PDF 939 Kb)

BIGLIETTI E COSTI

Visitare il parco non è molto costoso ma se volete visitare l’area archeologica gratuitamente allora il giorno perfetto per fare un salto da queste parti è ogni prima domenica di ogni mese, visto che l’accesso alle zone archeologiche del parco di Selinunte e Cave di Cusa (che parleremo in un altro articolo) sono completamente grauitite.

Tel. : 0924 46540 / 0924 46277

Orari ingresso: Tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00. Chiusura biglietteria ore 17.00.

Biglietto singolo intero : 6,00 €
Biglietto singolo ridotto: 3,00 €
Biglietto residenti: 1,00 €

Chi acquista il biglietto per Selinunte, oltre a potere visitare tutte le zone (Collina orientale, Acropoli, Malophoros, ecc.), ha diritto all’ingresso con lo stesso biglietto anche alle Cave di Cusa che acquistato singolarmente costerebbe 2 € intero e di soli 1 € invece per i residenti e gli aventi diritto allo sconto.

Per quanto riguarda ingressi gratuiti e agevolati, in base alla circolare del Dipartimento reg.le BB. CC. n. 62984 del 23.6.08 e al D. M. del Ministero BB. CC. n. 239 del 20.4.06:

Hanno diritto all’ingresso gratuito (con riferimento ai cittadini della U. E. e equiparati):

  • I minori di anni 18 e i maggiori di 65.
  • Le comitive di studenti delle scuole di ogni ordine e grado accompagnati dai loro insegnanti.
  • Docenti e studenti universitari delle facoltà di architettura, BB. CC., lettere, filosofia e delle accademie di belle arti.
  • I portatori di handicap e  un loro accompagnatore.
  • Giornalisti, magistrati e forze di polizia nell’esercizio delle loro funzioni.

Hanno diritto al biglietto a metà prezzo i cittadini fra 18 e 25 anni.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Cosa vedere in Sicilia: la mappa dei monumenti e dei luoghi da visitare

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La Sicilia è un’isola fantastica tutta da visitare e lo dimostrano i 111 siti della regione che rappresentano il 26,4% di quelli presenti in tutta l’Italia! Un dato veramente incredible che dimostra il valore e la bellezza di un’isola che da sempre accoglie milioni di turisti ogni anno e la collocano come ambita meta sia per le vacanze balneari durante l’estive ma anche al top come viaggi culturali 365 giorni all’anno per l’altissimo numero di monumenti, chiese e tanto altro di influenza araba, normanna, bizantina, barocca e tanto altro.
E’ la più grande isola in Italia e nel Mediterraneo e comprende nel suo territorio gli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi, delle Pelagie e le isole di Ustica e Pantelleria. ll paesaggio vario e multicolore della Sicilia è semplicemente stupefacente! Un equilibrio perfetto tra mare, vulcani, siti di enorme interesse storico e artistico, in  uno scenario ideale per qualsiasi tipo di attività all’aria aperta come: mare e sport acquatici, montagna, trekking, escursioni di vario tipo, visite di siti archeologici patrimonio mondiale Unesco, tour enogastronomici e tanto altro.

Non credete a tutto quello che ho appena scritto? Esiste veramente un paradiso così a pochi chilometri da casa nostra? Se volete vedere con i vostri occhi potete fare un salto qui in Sicilia per un weekend, una settimana, un mese o ancora meglio per tutta la vita 😉 oppure visionate tutti gli articoli e i book fotografici che si apriranno cliccando sulla mappa interattiva sottostante, alla scoperta dei posti più belli della Sicilia che ho visitato personalmente durante questi anni.

 

Il clima dell’isola è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da temperature medie tutto l’anno: inverni umidi ed estati secche. La temperatura in Sicilia viene influenzata dal caldo mar mediterraneo e dalla sua posizione in prossimità dell’Equatore. Le temperature dell’acqua vanno da un minimo di 15° in inverno a un massimo indicativo di 26 in estate. Le aree costiere della Sicilia hanno temperature diurne piacevoli in primavera, dai 15 gradi in media di marzo ai 27 di metà maggio. Quando arriva l’estate, le temperature diurne, nelle zone costiere, arrivano a 35 gradi e l’estate dura fino a ottobre inoltrato, con temperature che vanno via via diminuendo in autunno. In Sicilia si può organizzare una vacanza al mare da aprile ad ottobre. Non gela quasi mai sulle coste, con temperature che non scendono mai sotto i 10 gradi a gennaio, il mese più freddo per questa regione. Le zone montane dell’entroterra, invece, hanno temperature di quasi 10 gradi in meno della costa durante tutto l’anno. In dicembre e gennaio, sul Monte Etna compare spesso la neve, e si può praticare lo sci oppure semplicemente divertirsi con slittini e ciaspole.

«L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» […] «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita».
(J.W.Goethe, “Viaggio in Italia”, 1817)

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Foto Mastro di Campo 2017 – Carnevale a Mezzojuso (Palermo)

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È il più grande spettacolo di pantomima ancora oggi rappresentato in Sicilia, ispirato ad una vicenda storica del XV secolo. L’azione ha come protagonista uno strano  personaggio che indossa  una maschera rossa, un cappello e un mantello rosso su una camicia bianca con nastri multicolori; pantaloni rossi. Egli impersona, in forma parodistica, Bernardo Cabrera, conte di Modica che invaghitosi della regina Bianca di Navarra, cercò di sottrarla al castello di Solanto dove si era rifugiata. In ambito popolare, la mascherata del Mastro di Campo , detto anche “atto del castello” era particolarmente diffusa nell’area palermitana nel XVIII secolo, come testimoniano il marchese di Villabianca e Giuseppe Pitrè. Molto probabilmente dal centro urbano questa pantomima si diffuse anche in aree dell’entroterra, come dimostra appunto la tradizione del Mastro di Campo a Mezzojuso. Qui la mascherata ha assunto le caratteristiche di grande festa collettiva a spazio totale, che vede  ogni anno la presenza di migliaia di turisti. Alla manifestazione, infatti, prendono parte oggi alcune centinaia di personaggi che assumono ruoli diversi. La stratificazione storica ha fatto sì che alla corte della regina difesa dai suoi servi e al gruppo d’assalto costituito dal Mastro di Campo accompagnato dal tamburo e dal pecoraio, si siano aggiunte maschere ottocentesche di differente estrazione, come i “maghi” che fanno l’azione dei trovatura, ossia di coloro i quali trovano il tesoro costituito dal “cantaro” ripieno di una gran quantità  di maccheroni ben conditi con ragù; i “Foforii”, ossia briganti che irrompono in schiera catturando persone del pubblico; Garibaldi con i garibaldini, col ruolo di aiutare il Mastro di Campo alla conquista della regina , i geometri che misurano lo spazio d’attacco nella piazza fino al castello e che aiutano con un cannocchiale il Mastro di Campo a vedere da lontano la corte sistemata sul palco, raffigurante appunto il castello.

La pantomima ha inizio il pomeriggio della domenica di carnevale (ore 14,30) con un movimento di maschere che confluiscono nella piazza principale in attesa dell’arrivo del re e della sua corte; mentre alcuni cavalieri in costume barocco irrompono a cavallo , lanciando confetti al pubblico Dopo la sfilata regale e il posizionamento della corte sul palco, inizia la vera e propria bagarre con gli assalti del Mastro di Campo che, dopo aver lanciato la sfida al re, cerca di conquistare la regina. Durante le fasi terminali degli assalti il Mastro di Campo sale su una scala portatile, sostenuta dai suoi accompagnatori, in cima alla quale per ben due volte, ferito, cade all’indietro con un gesto molto plateale e applaudito. Al terzo assalto ha la meglio sul re, che viene catturato. Il tutto si conclude con il percorso trionfale del Mastro di Campo vincitore.

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