Bucarest (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati al Castello di Dracula presso la localita di Bran …

Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

Dopo qualche ora di treno finalmente arrivo a Gara de nord (stazione nord) e così posso dire che per la quarta volta sono a Bucarest pronto a distruggere nuovamente tutti i pregiudizi e stereotipi che l’avvolgono da chi non è mai stato da queste parti e che nel loro immaginario la focalizzano magari come grigia e tetra, piena soltanto di palazzi costruiti nel periodo socialista.

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Bucarest capitale della Romania, con quasi 2 milioni di abitanti ha più cose da fare e da vedere di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti. Quello che affascina di Bucarest è la sua architettura di fin de siècle, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, la sua intensa vita culturale e artistica, tanto da meritarsi anche il soprannome di Piccola Parigi. Inoltre, per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo dal quale inizia Soseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo del celebre Champs Elysees. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Tra i monumenti da non perdere la Curtea Veche, la vecchia corte principesca del Quattrocento, le chiese ortodosse, gli edifici in stile liberty e art nouvea.
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Cosa è vero e cosa non è vero di Bucarest?
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Generalmente sappiamo poco di cosa sia successo in Romania dopo la caduta del regime nel 1989 e l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007. Se si pensa a questo Paese, la prima immagine (sbagliata) che salta alla mente è quella delle badanti che espatriano alla ricerca di un lavoro ma i lavoratori rumeni arrivano soprattutto dalla campagna e non dalla capitale.
Proprio perchè a mio parere c’è molto disinformazione per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza e quello che secondo me c’è di vero e quello che c’è di falso a Bucarest rispetto alle idee più comuni su una città ancora ai margini dei circuiti turistici.

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È piena di cani randagi, pericolosa e sporca
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Capita di leggere che i branchi di cani randagi siano uno dei problemi di Bucarest. Non so bene quando e come la città abbia risolto la questione, quel che è certo è che non se ne vedono più in giro. E a dire il vero non capita di imbattersi nemmeno in molti gatti.

Per quanto riguarda i rifiuti, a parte qualche cumulo di abiti vecchi accatastato vicino ai cassonetti, la città è molto pulita. La raccolta differenziata si sta lentamente diffondendo e in generale è frequente incontrare spazzini che raccolgono i rifiuti o lavano le strade come avviene nella maggior parte delle città europee.

Un altro timore comune è quello della sicurezza. In realtà le città dell’Est sono più sicure di molte località occidentali, forse anche perché la presenza di polizia o di guardie private davanti ad alcuni luoghi – istituzioni, ambasciate, banche, parchi pubblici – è chiaramente percepita, anche se discreta. Bucarest, inoltre, è più illuminata rispetto ad altre città balcaniche. Si può camminare in tutta sicurezza lungo i viali principali del centro, ma anche nelle strade laterali.

Di mendicanti , zingari e persone che chiedono l’elemosina per strada non se ne vedono molti, forse anche meno rispetto ad altre città italiane ed europee. È frequente invece vedere rom che vendono prodotti agricoli al mercato di Obor. I venditori ambulanti sono rari e poco insistenti.

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Ci sono i bambini che vivono nelle fogne
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La questione dei bambini nelle fogne sembra sia stata un po’ superata anche se è complessa.

Di certo, i turisti non hanno la percezione di queste vite ancora ai margini, che sono cominciate sia durante gli ultimi anni del regime di Ceausescu, quando nei canali si rifugiarono gli zingari per sfuggire al dittatore, sia subito dopo, quando divennero la casa di bambini abbandonati o fuggiti dagli orfanotrofi.

A me è capitato di scorgere da lontano, in una zona ai margini del centro, tre adolescenti sulla riva del fiume: che non fossero bambini in un momento di normale gioco era evidente dai vestiti di stracci che avevano addosso e dal fatto che uno di loro sniffava colla da un sacchetto di plastica.

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Costa tutto poco, cibo compreso
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L’Europa dell’Est è una meta low cost, in grado di evitare il dissanguamento dei portafogli. Bucarest però è molto meno economica di quanto si possa immaginare. La moneta è il Lei: 1 Lei vale circa 0,23 Euro. Questo significa che la moneta è molto debole, ma i prezzi sono alti. In generale, i prezzi sono abbastanza simili a quelli italiani e soltanto in qualche caso più bassi.

Tra le cose ancora economiche, ci sono l’alloggio e i mezzi pubblici. Per un appartamento per due in pieno centro ho speso 50 euro per due notti. L’ottimo servizio bus dall’aeroporto in centro città, attivo ogni 20 minuti, 24 ore su 24, costa circa 2 euro. I biglietti metro sono venduti a coppie e costano complessivamente 1,20 euro euro, mentre il biglietto del bus si paga 0,40 euro.

Il cibo ha costi molto variabili: la maggior parte dei ristoranti è di livello medio-alto e si stanno diffondendo a macchia d’olio locali di tendenza, i cui prezzi sono molto vicini a quelli italiani. Il luogo dove tutto costa di più in assoluto è l’aeroporto: se potete non acquistateci nulla. Il cibo è ovunque molto buono, i locali dedicano molta attenzione alla presentazione dei piatti, mentre le porzioni non sono così abbondanti come mi è capitato di trovare nei Balcani.

Un piatto unico di carne con un piccolo contorno costa in media 7/8 euro. Il caffè può costare 60 centesimi o arrivare a 1,5 euro, dipende se bevuto in pieno centro, ad esempio ad un tavolo in piazza Università.

Un frullato di frutta fresca o un cocktail analcolico in uno dei garden bar frequentati dai giovani costa circa 4 euro, mentre mezzo litro di limonata aromatizzata, bevanda romena molto amata, costa circa 2,5 euro. La bevanda più economica è la birra (una media costa 1,5 euro), la più cara l’acqua (una bottiglia arriva anche a 2,50 euro).

Ancora molto economici sono alcuni tipici piatti semplici e poveri, che si possono acquistare anche nei chioschi al mercato: un piatto di mici (polpette speziate) costa 3,50 euro, mentre i cevrigi (ciambelline di pasta dolce ricoperte di sale) costano (0,20 euro).

 

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Non c’è niente da vedere
FALSO

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Bucarest è perfetta per gli appassionati di musei. Le strutture espositive sono numerose e di molti generi diversi, che vanno oltre le strutture museali tradizionali di storia, arte moderna e contemporanea. Tra i più famosi, anche per la loro originalità, il Museo del Villaggio, il primo museo all’aperto in Europa con decine di ricostruzioni rurali come fattorie, chiese, mulini a vento provenienti dalla campagna romena e il Museo del Contadino Rumeno, le cui collezioni di costumi, icone e oggetti d’arte hanno ricevuto un prestigioso premio europeo. Ma ci sono anche musei più piccoli e semisconosciuti ai turisti come il Museo Zambaccian che prende il nome dell’imprenditore rumeno che abitò nella villa che oggi ospita la sua collezione di pittura rumena a cui si aggiungono Matisse, Cezanne e Renoir o come il Museo Theodor Pallady ospitato nell’abitazione del ricco mercante Melik e dedicato al pittore romeno influenzato dall’arte di Matisse. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Chi invece esplorare la città, può macinare chilometri da Piata Victorei a Piata Unirii, passando per Piata Revolutiei, e arrivare fino a Piata Presei Libere per fare una gita in barca sul lago all’interno dei 22 ettari del parco Herăstrău, oppure spingendosi fino al quartiere di Cotroceni, riqualificato di recente.

Irrinunciabile la visita all’Ateneo Romeno (10 Lei), di cui parlerò a lungo in un altro post. Infine, se amate monumenti, palazzi e chiese, a Bucarest c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Una cosa è certa: non rischierete di annoiarvi o di non sapere cosa fare.

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È una metropoli molto trafficata
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A Bucarest conta i viali e le strade sono intasate di auto tutto il giorno. Il traffico diminuisce soltanto la notte, il sabato e la domenica. I romeni guidano veloci e sono poco pazienti, ne consegue un ampio uso di clacson per cercare di farsi strada nel traffico.

Nonostante tutto, però, gli automobilisti sono piuttosto attenti ai pedoni e vi capiterà spesso che qualcuno si fermi per lasciarvi attraversare la strada, anche se non siete sulle strisce pedonali: l’importante è che non ci mettiate troppo tempo e che siate veloci. I viali più trafficati del centro hanno passaggi sotterranei per agevolare l’attraverso pedonale: usateli, tanto più che sono puliti e sicuri.

I parcheggi sono selvaggi e spesso occupano metà della superficie del marciapiede destinato ai pedoni. Bucarest non è una città a misura di portatori di handicap e nemmeno di passeggini per bambini.

Ciononostante il trasporto pubblico è ben sviluppato, la metro è ottima e collega larga parte della città. Esiste un economico servizio di bus 24/24 dall’aeroporto al centro città. Abbastanza sviluppate, oltre che utilizzate anche per gli skateboard, sono le piste ciclabili, specie sui lunghi e ampi viali.

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È enorme e densamente abitata
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Prima di arrivare in città non avevo la percezione che Bucarest fosse così grande. Dai dati di Wikipedia, sembra invece che sia la sesta città più popolosa d’Europa (dopo Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi), ma la sensazione è che negli ultimi anni Bucarest abbia scalato questa classifica e abbia superato i due milioni di abitanti. Dai dati non ufficiali, la popolazione sarebbe di oltre tre milioni.

Che la città sia molto grande e densamente abitata si percepisce dalle strade intasate dal traffico oltre ogni limite, dai tantissimi bar e ristoranti, dalle file di palazzoni densamente abitati, dall’area vastissima su cui si estende il centro storico, dalle enormi piazze disposte su una città policentrica.

Se volete farvi un’idea di Bucarest, e visitarla in lungo e in largo, preparatevi a camminare e a restare in città almeno quattro giorni.

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Ci sono molti parchi verdi
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Una delle caratteristiche delle città dell’Est è quella di avere grandi spazi verdi frequentati dagli abitanti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante la bella stagione. Bucarest non fa eccezione e, a causa dell’ampiezza della città, le aree verdi sono ancora più numerose e vaste di altre capitali.

Il parco Herăstrău è il più grande, si estende su oltre 200 ettari e ospita un lago su cui si possono fare gite in barca. I parchi sono tutti estremamente curati, con sentieri e panchine su cui fare una sosta. Spesso hanno aree dedicate ai bambini o chioschi a cui rifocillarsi. D’estate la sera alcuni si trasformano in discoteche all’aperto.

Tra i  principali ci sono il parco Carol I, molto vicino al centro e realizzato nel 1906 in occasione dell’esposizione “Romania nel mondo”; il Giardino botanico nel quartiere di Cotroceni, accanto al palazzo del presidente della Romania e il parco Tineretuli, che ospita il Palazzo dello Sport e della Cultura, dove si tengono eventi sportivi e concerti.

Tutti i parchi hanno il wifi free, e funziona!



Da non perdere a Bucarest?

Il Palazzo di Ceauescu: l Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) con una superficie di 350.000 m² è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. La valutazione immobiliare, non ancora ultimata, è di circa 3 miliardi di dollari. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell’era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului. Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna.
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Lipscani: Nessun altro quartiere di Bucarest è cambiato così tanto negli ultimi decenni come Lipscani. Fino agli anni ‘80 questa parte del centro storico, che prende il nome da una delle vie principali, era in rovina, ma oggi rappresenta il cuore della scena artistica rumena, nonché una nota destinazione per la vita notturna.
Tra le 2 guerre mondiali, Bucarest era nota come la “Piccola Parigi”, ma il regime comunista ne ordinò la demolizione. Per fortuna non si arrivò a tanto e oggi Lipscani è probabilmente il quartiere più interessante della città. Sono state create zone pedonali con negozi alla moda, cortili nascosti, negozi di antiquariato e molte gallerie d’arte.
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Piazza Unirii: Nel cuore della città socialista, costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggio parte della vecchia città di Bucarest, si trova Piata Unirii, una delle piazze più grandi della capitale. Nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo, la Piazza dell’Unificazione è dominata dal Centro commerciale Unirea mentre nella sua parte centrale si trova un piccolo parco con delle fontane dove rilassarsi.
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La Lupa Capitolina non è solo a Roma ma anche a Bucarest (Romania) dal 1997 alla 2010 presso Piața Romană (Piazza Romana). Ora la statua è trasferita alla Piața Roma (Piazza Roma): intersezione della Bulevardul I.C. Brătianu e Strada Lipscani

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La Lupa Capitolina a Piața Romană (Piazza Romana).nel 2008

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La lupa a Piața Roma estate 2015

ll viale che collega Piazza Unirii al palazzo del Palamento è veramente una chicca: degli alberi ai bordi e una lunga striscia di terra centrale arricchita con delle bellissime fontane e un prato molto curato.
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Kirche Curtea Veche: Tipica chiesa ortodossa, piccola, raccolta, ma suggestiva. Durante la cerimonia si ascolta la musica sacra anche dal di fuori della chiesa e si trova proprio all’inizio del quartiere Lipscani.
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Arco di Trionfo: Si trova nella parte nord di Bucarest, sulla strada Kiseleff, all’incrocio con i Bulevard Constantin Prezan, Alexandru Averescu e Alexandru Constantinescu, ed è stato costruito in legno e stucco nel 1922. Negli anni 1935/1936, l’Arco è stato ristrutturato e rivestito di pietra in quanto, per il degrado della struttura era diventato un monumento scomodo dal punto di vista architettonico.
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Il Palazzo CEC (rumeno: Palatul CEC) costruito nel 1900 e situato su Calea Victoriei di fronte al Museo Nazionale di Storia rumena, è la sede del CEC Bank.
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La Chiesa Crețulescu (in romeno Biserica Crețulescu o Kretzulescu) è una chiesa ortodossa che si trova sulla Calea Victoriei (viale della Vittoria) nel centro della città, ad un angolo della piața Revoluției (piazza della Rivoluzione), presso il Palazzo Reale che accoglie il Museo nazionale d’arte rumena.
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Come arrivare a Bucarest?

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Bucarest si trova nella Muntenia, una delle Regioni che formano la Valacchia, nel sud della Romania, ed è collegata quotidianamente con l’Italia anche da voli (low cost e non) che raggiungono i due aeroporti Baneasa oppure Otopeni.
E’ è proprio dall’ultimo aeroporto Otopeni che si conclude questo mio lunghissimo viaggio con uno scalo a Barcellona tra 6 nazioni riconosciute (Italia, Ungheria, Ucraina, Moldavia, Romania, Spagna) e uno stato fantasma (Transnistria).
Al prossimo viaggio

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Il Castello di Dracula o Bran (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati a Brasov…

Brasov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni: a 15 chilometri a sud/ovest si trova la Fortezza di Rasnov, a 6 chilometri a nord la chiesa fortificata di Harman e poco distante la chiesa fortificata di Prejmer. Nonostante lo sviluppo della città è ancora immersa nella natura e circondata da meravigliosi boschi che sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra. Una cosa che non ho ancora detto se passate da Brasov non potete assolutissimamente perdere a 30 chilometri il castello di Bran, meglio conosciuto come ” Il Castello di Dracula” ed è proprio qui che mi dirigo nella prossima tappa prendendo un comodo taxi approfittando dei prezzi veramente vantaggiosi per noi italiani con un cambio Euro/Leu Rumeno favorevole.

Il taxi mi lascia proprio all’inizio di una stradina che mi porterà al Castello di Bran ma prima di entrare non posso fare a meno di ammirare una miriade di bancarelle che lungo la via principale vendono souvenir di dracula di qualsiasi tipo ma anche souvenir tipici della Transilvania o Romania.
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Avevo sentito parlare del Castello di Dracula, avevo sentito dire che era uno dei più bei castelli della Transilvania ma non immaginavo potesse essere tanto suggestivo.Il principe noto come Dracula, in realtà si chiama Vlad III di Valacchia ed è vissuto al tramonto del Medioevo, nel XV secolo. Egli discendeva dalla famiglia dei Drăculești, da cui poi deriva il nome Dracula secondo la regola del patronimico (figlio di Dracul). Dracul era il soprannome del padre Vlad II e letteralmente vuol dire “diavolo”. Il principe come suo padre era noto in tutta Europa per essere un uomo crudele e sanguinario, tanto da essere ricordato come l’Impalatore, per l’usanza di impalare i suoi nemici.
In Romania Vlad III è considerato un eroe popolare, in particolare per essere stato membro dell’Ordine del Drago, una setta religiosa fondata per difendere il cristianesimo nei territori dell’Europa Orientale.

Guarda il book fotografico completo del Castello di Bran / Castello di Dracula

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La leggenda che il Castello di Dracula fosse la reggia del più crudele e temuto tra i vampiri, il conte Dracula appunto, è pura fantasia. Il personaggio celebrato in tutto il mondo è nato dalla sferzante penna dello scrittore irlandese Bram Stoker. Dall’autore di Dracula discende tutta una letteratura e una filmografia che arriva fino all’ultimo Dracula Untold. Quindi il vero conte Dracula non è mai stato un vampiro, ma non per questo non vale la pena visitare il grandioso castello di Bran ricco di fascino e mistero.

Il Castello di Dracula si trova in un paesaggio molto suggestivo, in una stretta gola tra alte pareti rocciose. Dal vivo è davvero incredibile! Sicuramente a prima vista il paesaggio tanto insidioso aiuta a creare quell’atmosfera di mistero e drammaticità, che ritroviamo perfettamente nel romanzo di Stoker.
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L’architettura del Castello di Bran nei secoli è stata oggetto di continui rimaneggiamenti. La descrizione del castello non renderà mai come una visita diretta, ma posso dirvi che non avrei mai pensato che i famosi castelli della Transilvania fossero così ricchi di fascino.
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Il Castello di Bran è caratterizzato da uno stile neogotico, dovuto alle ristrutturazioni del XIX secolo. L’interno del castello presenta scalinate strette, anguste e tortuose, tenebrosi passaggi sotterranei e imponenti bastioni che chiudono la fortezza e la rendono inespugnabile.
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L’interno del castello custodisce il cosiddetto Museo di arte medievale, che tuttavia ha ben poco di realmente medievale. La maggior parte degli arredi sono ottocenteschi e si rifanno alla tradizione medievale. Fatta questa precisazione, vale comunque la pena entrarci. Se hai letto il romanzo di Stoker, potrai rivivere attraverso la scenografia allestita nel castello le vicende del conte Dracula e le descrizioni gothic horror dell’autore.
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Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO (da pubblicare)

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Brașov (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati alla dogata in uscita dalla Moldavia con qualche problema con un timbro di ingresso…

… 5 minuti dopo ho riavuto il mio bel passaporto con il timbro di uscita dalla Moldavia 🙂 Anche per questa volta l’ho scampata: sono nuovamente un cittadino libero!!! Il bus oltrepassa la dogana, qualche chilometro dopo anche la quella rumena con i relativi controlli e mi diriggo spedito verso verso la Transilvania e precisamente a Brașov.

Dopo una notte intera in bus tra curve a gomito, strade dissestate e problemi alla dogana Moldava, finalmente arrivo in Transilvania di mattina presto. Adesso posso dire di essere proprio nel cuore della Romania e senza ombra di dubbio in una delle province più romantiche di tutta la nazione, dove la catena montuosa dei Carpazi nasconde posti incredibili e la natura è quasi intatta: acqua pura, vegetazione verde e vivace, con tanta flora e fauna.

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Brasov è la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale e come già anticipato prima si trova quasi al centro della Romania a 170 chilometri dalla capitale Bucarest. La pittoresca cittadella medievale è circondata da mura costruite nel XV secolo, alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni e proprio all’interno di queste mure è possibile trovare tutte le bellezze più importanti di questa cittadina.
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Sono ancora un pò stonato dal lungo viaggio in bus e visto l’orario ancora non mi è possibile fare il check-in e approfitto della situazione per riprendermi un pò con un’abbondante colazione seduto in uno dei tanti bar della bellissima piazza principale di Brasov e fare qualche foto.

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Intorno a questa grande piazza si sviluppa una zona pedonale ricchissima di monumenti e chiese ma anche pub, pasticcerie, ristoranti, locali, bar e negozi dove si svolge tutta la “movida” di questa splendida città! Per tutti questi motivi se andate a Brasov vi consiglio di prendere un hotel in centro oppure come ho fatto io anche uno dei tanti appartamenti siti proprio nelle vie limitrofe alla piazza principale.

Cosa vedere a Brasov?

Piazza Sfatului, la piazza del municipio, costruita nel XIII secolo. Questo luogo è stato da sempre punto d’incontro delle fiere e del mercato della città e nel medioevo con i commercianti di tutta Europa. Oggi con invece è il ritrovo di famiglie, ragazzi, turisti e anziani.
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Biserica Neagram, la Chiesa Nera, la più grande chiesa Gotica della Romania, anzi ” la più grande chiesa gotica da Istanbul a Vienna”. Costruita tra il ‘300 e il ‘400, deve il suo nome al colore nero dovuto ad un incendio che gli ha annerito le pareti. L’esterno è possente, elegante, inconfondibile ed è possibile scorgerla quasi da tutta la città mentre l’interno è abbellito con decorazioni barocche, statue rinascimentali e un organo con 4000 tubi. É l’edificio religioso e civile di riferimento di tutta la Romania.
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La scritta Hollywoodiana sopra al Monte Tampa con il nome della città: osservando dall’altra parte della valle potrete notare una scritta sulla montagna, tale scritta è un po’ un punto di riferimento da qualsiasi punto della città e in stile hollywoodiano recita a grandi lettere: “BRASOV“.
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Sebbene essa possa sembrare un tantino eccessiva, negli anni è divenuta non solo uno dei simboli di Brasov, ma anche una meta di visita per i curiosi che decidono di raggiungerla. A tal proposito è stata realizzata una funivia, ma un sentiero di circa quattro chilometri permette di raggiungere la vetta del monte anche a piedi.

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Giardini Pubblici
sia quelli più grandi “Nicolae Titulescu” sia quelli sotto alla funivia che conduce al Monte Tampa, entrambi luogo di ritrovo di ragazzi che vengono a praticare attività fisica all’aperto con gli attrezzi da palestra istallati tra i prati che i sempre presenti tavolini a scacchiera.
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Turnul Alb, la torre bianca.

Cittadella, situata su una collinetta che per raggiungerla ci si impiega una ventina di minuti a piedi e si ha una splendida veduta di Brasov nuova e vecchia. L’antica rocca medievale di Brasov, ancora ben conservata e con mura altissime ma ora è adibita a ristorante e cento commerciale.


 

Come arrivare a Brasov?
Personalmente sono arrivato a Brasov in autobus dalla capitale della Moldavia (Chisinau), ma non è proprio la scelta adeguata se partite dall’Italia visto che ho dovuto fare una notte intera in autobus. Brasov non ha un aeroporto e per questo motivo la via più semplice (sempre se ci sono voli disponibili dalla vostra città) è volare fino al vicino aeroporto di Sibiu o  Targu Mures, altrimenti optate per l’aeroporto di Bucarest dove ci sono diversi bus che vi porteranno direttamente dall’aeroporto alla città oppure anche in treno.

Brasov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni: a 15 chilometri a sud/ovest si trova la Fortezza di Rasnov, a 6 chilometri a nord la chiesa fortificata di Harman e poco distante la chiesa fortificata di Prejmer. Nonostante lo sviluppo della città è ancora immersa nella natura e circondata da meravigliosi boschi che sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra. Una cosa che non ho ancora detto se passate da Brasov non potete assolutissimamente perdere a 30 chilometri il castello di Bran, meglio conosciuto come ” Il Castello di Dracula” ed è proprio qui che mi dirigo nella prossima tappa prendendo un comodo taxi approfittando dei prezzi veramente vantaggiosi per noi italiani con un cambio Euro/Leu Rumeno favorevole.

 

IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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Un agosto 2015 atipico: tra baluardi comunisti e voglia di Unione Europea

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Un lunghissimo viaggio tra 6 nazioni riconosciute e uno stato fantasma.

Ieri sera sono ritornato a casa in tarda nottata molto molto stanco per il lungo viaggio ma felice per la mole di emozioni e posti fantastici che ho potuto vedere e vivere in prima persona. Luoghi tanto vicini ma tanto lontani a noi italiani che preferiamo trascorrere le nostre vacanze nelle solite mete turistiche a noi più familiari come Ibiza, Santorini, Parigi … escludendo a priori senza nemmeno conoscerne la storia molte città o stati che ho avuto la fortuna di vedere!
Nei prossimi giorni/settimane pubblicherò sicuramente un reportage foto/video di ogni città/nazione e butterò giù anche qualche riga.
Quello che vi posso dire a caldo è soltanto che è stata un’avventura pazzesca! In ogni città ho potuto ammirare sempre qualcosa di bello e diverso nello stesso tempo.

I Bagni Széchenyi di Budapest sono il più grande centro termale d’Europa costruzione del 1881 ma venne ultimata nel 1913 ed intitolata al conte István Széchenyi.

La Cattedrale di Cristo Salvatore è la chiesa principale ortodossa della Transcarpazia. Costruita nel 1990, alta 60 metri di altezza e cinque cupole, domina la piazza Cirillo e Metodio nella città di Uzhgorod.

La città vecchia di Lviv patrimonio dell’UNESCO, presenta una concentrazione di architetture e monumenti di grande valore attorno alla piazza Rynok (piazza del Mercato), di vari periodi e varie influenze culturali e stilistiche: russe, bizantine, armene, italiane, tedesche.

La Scalinata Potëmkin di Odessa vista dal vivo sembra molto più grande rispetto alla famosa scena della carrozzina del film di Ejzenstejn: la scalinata, infatti, ha una larghezza decrescente dei gradini salendo dal basso verso l’alto, cosa che determina l’illusione ottica di una profondità maggiore.

La Transnistria e Tiraspol vorrebbe essere l’ultimo baluardo dell’eredità comunista dell’Unione Sovietica. In realtà notando le catene di supermercati Sheriff, i distributori di benzina sempre di proprietà della Sheriff (la più grande e influente azienda transnistriana) e vedendosi attraversare la strada da un molte Lada ma nello stesso tempo anche da lussuole Porsche Cayenne si capisce che di comunismo e gli ideali di uguaglianza e condivisione ce ne sono ben pochi.

Camminando lungo la via principale di Chișinău non si può fare a meno di notare le centinaia di bancarelle colmi di prodotti tipici o fatti in casa, fiori o souvenir sovietici che le babushke (nonne in russo) vendono ai passanti o turisti.

Brasov è una città fantastica nonché la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale e si trova quasi al centro della Romania.  La pittoresca cittadella medievale è circondata da mura alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni, e qui si trovano la Chiesa Nera, la più grande chiesa gotica in Romania, la Strada Rope o Sforii, la via più stretta d’Europa che collega via Cerbului con via Poarta Schei, la Cattedrale di San Nicola e la bellissima Piazza del Municipio o Piata Sfatului, circondata da strutture barocche e case mercantili con al centro il vecchio cuore amministrativo della città oggi Museo di Storia.

Il Palazzo del Parlamento (Palatul Parlamentului) di Bucarest è un edificio di 12 piani, lungo 270 metri ed ampio 245 metri; 48 metri visibili sopra al suolo e 15 metri sotto la superficie. Non è facile trovare edifici più grandi del Palazzo del Parlamento di Bucarest visto che è secondo solo al Pentagono degli USA. Quando il dittatore rumeno Nicolae Ceauşescu ordinò la costruzione di questa sfarzosa struttura, un’ampia parte del centro storico di Bucarest dovette pagarne il prezzo. Un intero caseggiato, uno stadio, alcune chiese, conventi e sinagoghe furono eliminati per fare spazio.
Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte

Per la riusciata di questo bel tour si ringrazia #vueling con cui ho volato e #GoPro per le bellissime foto (ma anche video) grandangolari che ho potuto fare con la GoPro – HERO 4 Siver. #vueling #vuelingambassador #vuelingairlines #speedy83 #palermo #giuseppespitaleri #travelblogger #samsung #samsungs6 #romania #bucarest #hungary #transnistria #unesco #transilvania #ukraine #Lviv #Lviv #budapest #tiraspol #chisinau #barcelona #roma #moldova #bucharest #goproitalia #gopro #goproitalia #odessa

26 Agosto 2015

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – Timisoara e Bucarest (Romania) – ESTATE 2010

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Sesta ed ultima parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della ROMANIA!!!


Timișoara (in ungherese Temesvár, in tedesco Temeswar o Temeschwar o Temeschburg, in serbo Темишвар, in turco Temeșvar) è un municipio della Romania di 307.347 abitanti, capoluogo del distretto di Timiş, nella regione storica del Banato, appartenuto all’Ungheria fino al 1918.

Tutte le varianti del suo nome derivano dal fiume Timiș, che sfocia nel Danubio vicino a Belgrado. Timişoara è una città multiculturale, con influenti minoranze, principalmente tedeschi, magiari, e serbi, ma anche italiani, palestinesi, e greci. Importante centro industriale, fu la prima città europea ad avere lampioni elettrici.

Sull’attuale territorio della città sono state trovate tracce di insediamenti umani che risalgono al neolitico; in seguito vi si sono insediati i Geto-Daci e successivamente i Romani.

La prima menzione scritta si ha in un documento storico dell’XI-XII secolo, nel quale la città viene citata usando il nome di Tibiscum o Tibiskos.

Nel 1175 è menzionato il “comitato di Timiș”, ma le fonti non specificano quale sia il suo centro economico e amministrativo. La prima attestazione documentata del nome Timișoara è incerta (1212 o 1266): in quel momento Timișoara faceva parte del comitato di Timiș, una suddivisione amministrativa territoriale del Regno d’Ungheria. Il territorio, conosciuto più tardi come Banato, con centro amministrativo nell’Urbis Morisena (poi Cenad), era stato conquistato dai Magiari attorno all’anno 1030.

Collocandosi in una posizione strategica, da dove poteva essere controllata una gran parte della pianura del Banato, sia la città di Timișoara che il titolo di conte di Timiș divennero sempre più importanti. Timișoara conobbe eccezionale sviluppo al tempo del re Carlo Roberto d’Angiò che, dopo la sua visita del 1307, ordinò la costruzione di un palazzo reale e vi trasferì la capitale del regno.

Segnò un nuovo capitolo nella storia della città, nel 1440, la nomina a conte di Timiș di János Hunyádi, che sarà conosciuto nell’intera regione per l’importante vittoria di Belgrado del 1456 sui Turchi Ottomani e sarà considerato difensore della cristianità. Il conte trasformò la città in un accampamento militare permanente, trasferendosi qui con la famiglia. La città rimase quindi in possesso del figlio Mattia Corvino fino al 1490.

Episodio importante della storia di Timișoara è rappresentato dall’assedio della città da parte dei villici insorti guidati da Gheorghe Doja. Gli insorti, romeni e ungheresi, dopo alcune vittorie riportate sulle armate nobiliari, furono sconfitti nei pressi di Timișoara dal conte Ioan Zapolya. Gheorghe Doja ispiratore e guida dei rivoltosi, venne catturato e torturato su una sedia di ferro arroventata, quindi arso vivo nei pressi del castello, attuale Museo del Banato (Muzeul Banatului).
Timișoara nel 1650 sotto la dominazione ottomana.

Nel 1552 un’armata ottomana di 160.000 uomini sotto il comando del pascià Sokollu Mehmed attaccò e conquistò la città, trasformandola in capitale di vilayet ottomano, guidato da un “vali” o “beylerbey”. Per quasi 200 anni Timișoara si trovò sotto la dominazione ottomana, sotto il controllo diretto del sultano, godendo di uno statuto speciale come le città di Belgrado e Buda. In questo periodo la città conobbe diverse trasformazioni: le chiese furono trasformate in moschee, numerosi musulmani si trasferirono qui e la cittadella fu trasformata secondo le necessità strategiche ottomane. Nonostante tutto l’occupazione turca coincise con un periodo di relativa pace essendo la città utilizzata dai turchi soprattutto come punto strategico di partenza per le campagne militari del nord-ovest.

Nel 1716, dopo ripetuti tentativi, Eugenio di Savoia conquistò la città, aprendo la via alla dominazione austro-ungarica per più di 200 anni.

Solo nel 1920 il Banato si unì alla Romania e a Timișoara venne instaurata l’amministrazione romena, dopo un’effimera indipendenza come Repubblica del Banato, di cui era la capitale.

Il 16 dicembre 1989 scoppiò a Timișoara la rivoluzione che avrebbe portato alla caduta di Nicolae Ceauşescu e del regime comunista romeno. Tutto ebbe inizio con la protesta dei parrocchiani contro il trasferimento forzato del pastore battista László Tőkés; ai fedeli che manifestavano davanti alla parrocchia si unirono i passanti e in breve tempo la protesta si estese, raccogliendo nel centro della città decine di migliaia di persone. In seguito a scontri sanguinosi con 73 morti e 253 feriti, il 20 dicembre 1989. Gli avvenimenti di Timișoara portarono una settimana più tardi alla caduta del regime di Ceaușescu.


 

 

Bucarest (romeno București) è la capitale e la città più popolosa della Romania e la sesta più popolosa dell`Unione Europea (1.944.367 abitanti, 2,1 milioni con l’area metropolitana). Posta nel sud del Paese, sul fiume Dâmbovița, è il maggiore centro industriale e commerciale del paese. Il territorio della città è interamente circondato dal distretto di Ilfov, pur non facendone parte.

Probabilmente il nome della città deriva dalla parola rumena “bucurie”, che significa felicità, gioia. La giusta traduzione sarebbe quindi, probabilmente, “città della gioia”.
Clima

Il clima di Bucarest è continentale: la temperatura media di gennaio è di -3 °C, quella di luglio è di 22 °C. Trovandosi in pianura e lontana dal mare, spesso d’estate il caldo è opprimente, con temperature massime che possono toccare anche i 40 °C durante le ondate di caldo più intense. Al contrario, d’inverno, la pianura della capitale si raffredda sensibilmente, con temperature fin sotto i -20 °C.
Storia

Secondo antiche scritture è stata fondata sulla riva del fiume Dâmbovița nel 1459 da Vlad Ţepeş.

Durante la seconda metà del XIX secolo la popolazione di Bucarest è cresciuta molto rapidamente. La particolare architettura d’ispirazione francese e l’ambiente culturale cosmopolita dell’epoca diedero l’appellativo di Piccola Parigi[3] alla città, anche se le differenze sociali tra un crescente ceto agiato e la massa di poveri continuarono a crescere.

Il 6 dicembre del 1916, la città fu occupata dalle forze tedesche e la capitale fu trasferita a Iași. La città fu finalmente liberata nel dicembre del 1918, tornando capitale del Regno di Romania.

Bucarest ha sofferto grosse perdite e distruzioni durante la Seconda guerra mondiale a causa del terremoto del 1940 e dei bombardamenti anglo-americani. Il 30 dicembre 1947, i comunisti, giunti al potere con l’appoggio dell’URSS, abolirono la monarchia instaurando una dittatura comunista che gravitava nell’orbita sovietica.

Alla fine degli anni ’70, durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu, a seguito di un forte terremoto una rilevante parte del centro storico della città (stimabile in un terzo), incluse alcune sue antiche chiese, è stata distrutta e successivamente rimpiazzata con edifici e quartieri di tipici stilemi comunisti. Di quest’epoca è il Centro civico e Palazzo del Popolo, divenuto poi sede del Parlamento dopo la caduta di Ceaușescu, che è reputato essere il più esteso edificio al mondo, dopo il Pentagono.

Fino a pochi decenni addietro le zone circostanti erano principalmente rurali, però dal 1989 si è iniziato a costruire nuovi quartieri intorno alla città; le zone periferiche a Nord (Pipera, Băneasa) sono più ambite dalla per ora limitata parte di popolazione benestante, mentre quelle a Sud ospitano maggiormente quella a basso reddito.

(Fonte Wikipedia)

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

VIDEO – Bucarest (Romania) – ESTATE 2009

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Prima parte del Viaggio estivo agosto 2009, tra Bucarest (Romania), Chisinau(Moldavia), Tiraspol(Transnistria), Kiev (Ucraina) e Mosca (Russia)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale RUMENA!


 

 

Bucarest (romeno București ) è la capitale e la città più popolosa della Romania e la sesta più popolosa dell`Unione Europea (1.944.367 abitanti, 2,1 milioni con l’area metropolitana). Posta nel sud del Paese, sul fiume Dâmbovița, è il maggiore centro industriale e commerciale del paese. Il territorio della città è interamente circondato dal distretto di Ilfov, pur non facendone parte.

Probabilmente il nome della città deriva dalla parola rumena “bucurie”, che significa felicità, gioia. La giusta traduzione sarebbe quindi, probabilmente, “città della gioia”.

Il clima di Bucarest è continentale: la temperatura media di gennaio è di -3 °C, quella di luglio è di 22 °C. Trovandosi in pianura e lontana dal mare, spesso d’estate il caldo è opprimente, con temperature massime che possono toccare anche i 40 °C durante le ondate di caldo più intense. Al contrario, d’inverno, la pianura della capitale si raffredda sensibilmente, con temperature fin sotto i -20 °C.
Storia

Secondo antiche scritture è stata fondata sulla riva del fiume Dâmbovița nel 1459 da Vlad Ţepeş.

Durante la seconda metà del XIX secolo la popolazione di Bucarest è cresciuta molto rapidamente. La particolare architettura d’ispirazione francese e l’ambiente culturale cosmopolita dell’epoca diedero l’appellativo di Piccola Parigi[3] alla città, anche se le differenze sociali tra un crescente ceto agiato e la massa di poveri continuarono a crescere.

Il 6 dicembre del 1916, la città fu occupata dalle forze tedesche e la capitale fu trasferita a Iași. La città fu finalmente liberata nel dicembre del 1918, tornando capitale del Regno di Romania.

Bucarest ha sofferto grosse perdite e distruzioni durante la Seconda guerra mondiale a causa del terremoto del 1940 e dei bombardamenti anglo-americani. Il 30 dicembre 1947, i comunisti, giunti al potere con l’appoggio dell’URSS, abolirono la monarchia instaurando una dittatura comunista che gravitava nell’orbita sovietica.

Alla fine degli anni ’70, durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu, a seguito di un forte terremoto una rilevante parte del centro storico della città (stimabile in un terzo), incluse alcune sue antiche chiese, è stata distrutta e successivamente rimpiazzata con edifici e quartieri di tipici stilemi comunisti. Di quest’epoca è il Centro civico e Palazzo del Popolo, divenuto poi sede del Parlamento dopo la caduta di Ceaușescu, che è reputato essere il più esteso edificio al mondo, dopo il Pentagono.

Fino a pochi decenni addietro le zone circostanti erano principalmente rurali, però dal 1989 si è iniziato a costruire nuovi quartieri intorno alla città; le zone periferiche a Nord (Pipera, Băneasa) sono più ambite dalla per ora limitata parte di popolazione benestante, mentre quelle a Sud ospitano maggiormente quella a basso reddito.

(Fonte Wikipedia)

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Bucarest-Bucharest-București e Timișoara (Romania) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Romania

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Confina a ovest con l’Ungheria e la Serbia, a sud con la Bulgaria, a est con il Mar Nero e la Moldavia e a nord con l’Ucraina. Il 29 marzo 2004 la Romania è stata ammessa alla NATO. L’ingresso nell’Unione europea è avvenuto il 1º gennaio 2007.

Gran parte della frontiera romena con la Serbia e la Bulgaria a sud e a sud-ovest è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Repubblica di Moldavia a nord-est, dove la foce del fiume sul Mar Nero delimita anche il confine con l’Ucraina.

I monti Carpazi dominano gran parte della Romania soprattutto a nord-ovest disponendosi a ferro di cavallo, con cime alte fino a 2.500 m e raggiungendo i 2.544 m del monte Moldoveanu.

Le città principali sono Bucarest (București), Iași, Brașov, Timișoara, Cluj-Napoca, Costanza (Constanța), Craiova, Ploiești, Sibiu, Suceava, Galați, Brăila, Oradea, Bacău.

Accanto al Danubio, i fiumi più importanti della Romania sono: il Mureș, l’Argeș, il Someș, il Siret e infine il Prut e l’Olt sfociano nel Danubio, che delimita il confine tra Romania e Bulgaria.



Timisoara (book fotografico e video)

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL Book fotografico Timisoara (Romania)

Book fotografico Timisoara (Romania)

 

Timișoara è un municipio della Romania di 307.347 abitanti, capoluogo del distretto di Timiș, nella regione storica del Banato.

Tutte le varianti del suo nome derivano dal fiume Timiș, che sfocia nel Danubio vicino a Belgrado. Timişoara è una città multiculturale, con influenti minoranze, principalmente tedeschi, magiari, e serbi, ma anche italiani, palestinesi e greci. Importante centro industriale, fu la prima città europea ad avere lampioni elettrici.

Turismo
Timișoara detiene il più ampio numero di edifici storici della Romania, costituito dagli insiemi architettonici urbani dei quartieri Cetate, Iosefin e Fabric. La varietà architettonica, le influenze del barocco viennese e il gran numero di parchi sono valsi a Timişoara il soprannome di “Piccola Vienna” e di “Città dei parchi”. Alcune delle più importati attrazioni turistiche sono:

Piazze

Piaţa Unirii (Piazza dell’Unione)
Piaţa Victoriei (Piazza della Vittoria)
Piaţa Libertăţii (Piazza della Libertà)
Piaţa Maria (Il luogo dove ebbe inizio la Rivoluzione del 1989)
Piaţa Traian (centro del quartiere storico Fabric)
Luoghi di culto

Cattedrale Ortodossa
Cattedrale cattolica di San Giorgio
Chiesa episcopale serba
Sinagoga del quartiere Cetate
Sinagoga Fabric

Monumenti ed edifici storici

Castello Huniade
Palazzo Dicasteriale
Palazzo Barocco
Teatro Nazionale
Bagni Pubblici Neptun
Palazzo Lloyd

 


Brasov (book fotografico)

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Ci siamo lasciati alla dogata in uscita dalla Moldavia con qualche problema con un timbro di ingresso…

… 5 minuti dopo ho riavuto il mio bel passaporto con il timbro di uscita dalla Moldavia 🙂 Anche per questa volta l’ho scampata: sono nuovamente un cittadino libero!!! Il bus oltrepassa la dogana, qualche chilometro dopo anche la quella rumena con i relativi controlli e mi diriggo spedito verso verso la Transilvania e precisamente a Brașov.

Dopo una notte intera in bus tra curve a gomito, strade dissestate e problemi alla dogana Moldava, finalmente arrivo in Transilvania di mattina presto. Adesso posso dire di essere proprio nel cuore della Romania e senza ombra di dubbio in una delle province più romantiche di tutta la nazione, dove la catena montuosa dei Carpazi nasconde posti incredibili e la natura è quasi intatta: acqua pura, vegetazione verde e vivace, con tanta flora e fauna.

Brasov è la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale e come già anticipato prima si trova quasi al centro della Romania a 170 chilometri dalla capitale Bucarest. La pittoresca cittadella medievale è circondata da mura costruite nel XV secolo, alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni e proprio all’interno di queste mure è possibile trovare tutte le bellezze più importanti di questa cittadina.
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Sono ancora un pò stonato dal lungo viaggio in bus e visto l’orario ancora non mi è possibile fare il check-in e approfitto della situazione per riprendermi un pò con un’abbondante colazione seduto in uno dei tanti bar della bellissima piazza principale di Brasov e fare qualche foto.

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Intorno a questa grande piazza si sviluppa una zona pedonale ricchissima di monumenti e chiese ma anche pub, pasticcerie, ristoranti, locali, bar e negozi dove si svolge tutta la “movida” di questa splendida città! Per tutti questi motivi se andate a Brasov vi consiglio di prendere un hotel in centro oppure come ho fatto io anche uno dei tanti appartamenti siti proprio nelle vie limitrofe alla piazza principale.

Cosa vedere a Brasov?

Piazza Sfatului, la piazza del municipio, costruita nel XIII secolo. Questo luogo è stato da sempre punto d’incontro delle fiere e del mercato della città e nel medioevo con i commercianti di tutta Europa. Oggi con invece è il ritrovo di famiglie, ragazzi, turisti e anziani.
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Biserica Neagram, la Chiesa Nera, la più grande chiesa Gotica della Romania, anzi ” la più grande chiesa gotica da Istanbul a Vienna”. Costruita tra il ‘300 e il ‘400, deve il suo nome al colore nero dovuto ad un incendio che gli ha annerito le pareti. L’esterno è possente, elegante, inconfondibile ed è possibile scorgerla quasi da tutta la città mentre l’interno è abbellito con decorazioni barocche, statue rinascimentali e un organo con 4000 tubi. É l’edificio religioso e civile di riferimento di tutta la Romania.
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La scritta Hollywoodiana sopra al Monte Tampa con il nome della città: osservando dall’altra parte della valle potrete notare una scritta sulla montagna, tale scritta è un po’ un punto di riferimento da qualsiasi punto della città e in stile hollywoodiano recita a grandi lettere: “BRASOV“.
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Sebbene essa possa sembrare un tantino eccessiva, negli anni è divenuta non solo uno dei simboli di Brasov, ma anche una meta di visita per i curiosi che decidono di raggiungerla. A tal proposito è stata realizzata una funivia, ma un sentiero di circa quattro chilometri permette di raggiungere la vetta del monte anche a piedi.

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Giardini Pubblici
sia quelli più grandi “Nicolae Titulescu” sia quelli sotto alla funivia che conduce al Monte Tampa, entrambi luogo di ritrovo di ragazzi che vengono a praticare attività fisica all’aperto con gli attrezzi da palestra istallati tra i prati che i sempre presenti tavolini a scacchiera.
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Turnul Alb, la torre bianca.

Cittadella, situata su una collinetta che per raggiungerla ci si impiega una ventina di minuti a piedi e si ha una splendida veduta di Brasov nuova e vecchia. L’antica rocca medievale di Brasov, ancora ben conservata e con mura altissime ma ora è adibita a ristorante e cento commerciale.


Come arrivare a Brasov?
Personalmente sono arrivato a Brasov in autobus dalla capitale della Moldavia (Chisinau), ma non è proprio la scelta adeguata se partite dall’Italia visto che ho dovuto fare una notte intera in autobus. Brasov non ha un aeroporto e per questo motivo la via più semplice (sempre se ci sono voli disponibili dalla vostra città) è volare fino al vicino aeroporto di Sibiu o  Targu Mures, altrimenti optate per l’aeroporto di Bucarest dove ci sono diversi bus che vi porteranno direttamente dall’aeroporto alla città oppure anche in treno.

Brasov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni: a 15 chilometri a sud/ovest si trova la Fortezza di Rasnov, a 6 chilometri a nord la chiesa fortificata di Harman e poco distante la chiesa fortificata di Prejmer. Nonostante lo sviluppo della città è ancora immersa nella natura e circondata da meravigliosi boschi che sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra. Una cosa che non ho ancora detto se passate da Brasov non potete assolutissimamente perdere a 30 chilometri il castello di Bran, meglio conosciuto come ” Il Castello di Dracula” ed è proprio qui che mi dirigo nella prossima tappa prendendo un comodo taxi approfittando dei prezzi veramente vantaggiosi per noi italiani con un cambio Euro/Leu Rumeno favorevole.


Castello di Dracula / Castello di Bran (book fotografico)

Guarda il book fotografico completo del Castello di Bran / Castello di Dracula

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Ci siamo lasciati a Brasov…

Il taxi mi lascia proprio all’inizio di una stradina che mi porterà al Castello di Bran ma prima di entrare non posso fare a meno di ammirare una miriade di bancarelle che lungo la via principale vendono souvenir di dracula di qualsiasi tipo ma anche souvenir tipici della Transilvania o Romania.
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Avevo sentito parlare del Castello di Dracula, avevo sentito dire che era uno dei più bei castelli della Transilvania ma non immaginavo potesse essere tanto suggestivo.Il principe noto come Dracula, in realtà si chiama Vlad III di Valacchia ed è vissuto al tramonto del Medioevo, nel XV secolo. Egli discendeva dalla famiglia dei Drăculești, da cui poi deriva il nome Dracula secondo la regola del patronimico (figlio di Dracul). Dracul era il soprannome del padre Vlad II e letteralmente vuol dire “diavolo”. Il principe come suo padre era noto in tutta Europa per essere un uomo crudele e sanguinario, tanto da essere ricordato come l’Impalatore, per l’usanza di impalare i suoi nemici.
In Romania Vlad III è considerato un eroe popolare, in particolare per essere stato membro dell’Ordine del Drago, una setta religiosa fondata per difendere il cristianesimo nei territori dell’Europa Orientale.

La leggenda che il Castello di Dracula fosse la reggia del più crudele e temuto tra i vampiri, il conte Dracula appunto, è pura fantasia. Il personaggio celebrato in tutto il mondo è nato dalla sferzante penna dello scrittore irlandese Bram Stoker. Dall’autore di Dracula discende tutta una letteratura e una filmografia che arriva fino all’ultimo Dracula Untold. Quindi il vero conte Dracula non è mai stato un vampiro, ma non per questo non vale la pena visitare il grandioso castello di Bran ricco di fascino e mistero.

Il Castello di Dracula si trova in un paesaggio molto suggestivo, in una stretta gola tra alte pareti rocciose. Dal vivo è davvero incredibile! Sicuramente a prima vista il paesaggio tanto insidioso aiuta a creare quell’atmosfera di mistero e drammaticità, che ritroviamo perfettamente nel romanzo di Stoker.
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L’architettura del Castello di Bran nei secoli è stata oggetto di continui rimaneggiamenti. La descrizione del castello non renderà mai come una visita diretta, ma posso dirvi che non avrei mai pensato che i famosi castelli della Transilvania fossero così ricchi di fascino.
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Il Castello di Bran è caratterizzato da uno stile neogotico, dovuto alle ristrutturazioni del XIX secolo. L’interno del castello presenta scalinate strette, anguste e tortuose, tenebrosi passaggi sotterranei e imponenti bastioni che chiudono la fortezza e la rendono inespugnabile.
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L’interno del castello custodisce il cosiddetto Museo di arte medievale, che tuttavia ha ben poco di realmente medievale. La maggior parte degli arredi sono ottocenteschi e si rifanno alla tradizione medievale. Fatta questa precisazione, vale comunque la pena entrarci. Se hai letto il romanzo di Stoker, potrai rivivere attraverso la scenografia allestita nel castello le vicende del conte Dracula e le descrizioni gothic horror dell’autore.
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Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

 


 

Bucarest (book fotografico e video)

Guarda il book fotografico completo di Bucarest 2015

Guarda il book fotografico completo di Bucarest 2015

 

 

Guarda il book fotografico completo di Bucarest 2009

Guarda il book fotografico completo di Bucarest 2009

Ci siamo lasciati al Castello di Dracula presso la localita di Bran …

Dopo qualche ora di treno finalmente arrivo a Gara de nord (stazione nord) e così posso dire che per la quarta volta sono a Bucarest pronto a distruggere nuovamente tutti i pregiudizi e stereotipi che l’avvolgono da chi non è mai stato da queste parti e che nel loro immaginario la focalizzano magari come grigia e tetra, piena soltanto di palazzi costruiti nel periodo socialista.

Bucarest capitale della Romania, con quasi 2 milioni di abitanti ha più cose da fare e da vedere di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti. Quello che affascina di Bucarest è la sua architettura di fin de siècle, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, la sua intensa vita culturale e artistica, tanto da meritarsi anche il soprannome di Piccola Parigi. Inoltre, per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo dal quale inizia Soseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo del celebre Champs Elysees. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Tra i monumenti da non perdere la Curtea Veche, la vecchia corte principesca del Quattrocento, le chiese ortodosse, gli edifici in stile liberty e art nouvea.
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Cosa è vero e cosa non è vero di Bucarest?
VERO-FALSO

Generalmente sappiamo poco di cosa sia successo in Romania dopo la caduta del regime nel 1989 e l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007. Se si pensa a questo Paese, la prima immagine (sbagliata) che salta alla mente è quella delle badanti che espatriano alla ricerca di un lavoro ma i lavoratori rumeni arrivano soprattutto dalla campagna e non dalla capitale.
Proprio perchè a mio parere c’è molto disinformazione per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza e quello che secondo me c’è di vero e quello che c’è di falso a Bucarest rispetto alle idee più comuni su una città ancora ai margini dei circuiti turistici.

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È piena di cani randagi, pericolosa e sporca
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Capita di leggere che i branchi di cani randagi siano uno dei problemi di Bucarest. Non so bene quando e come la città abbia risolto la questione, quel che è certo è che non se ne vedono più in giro. E a dire il vero non capita di imbattersi nemmeno in molti gatti.

Per quanto riguarda i rifiuti, a parte qualche cumulo di abiti vecchi accatastato vicino ai cassonetti, la città è molto pulita. La raccolta differenziata si sta lentamente diffondendo e in generale è frequente incontrare spazzini che raccolgono i rifiuti o lavano le strade come avviene nella maggior parte delle città europee.

Un altro timore comune è quello della sicurezza. In realtà le città dell’Est sono più sicure di molte località occidentali, forse anche perché la presenza di polizia o di guardie private davanti ad alcuni luoghi – istituzioni, ambasciate, banche, parchi pubblici – è chiaramente percepita, anche se discreta. Bucarest, inoltre, è più illuminata rispetto ad altre città balcaniche. Si può camminare in tutta sicurezza lungo i viali principali del centro, ma anche nelle strade laterali.

Di mendicanti , zingari e persone che chiedono l’elemosina per strada non se ne vedono molti, forse anche meno rispetto ad altre città italiane ed europee. È frequente invece vedere rom che vendono prodotti agricoli al mercato di Obor. I venditori ambulanti sono rari e poco insistenti.

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Ci sono i bambini che vivono nelle fogne
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La questione dei bambini nelle fogne sembra sia stata un po’ superata anche se è complessa.

Di certo, i turisti non hanno la percezione di queste vite ancora ai margini, che sono cominciate sia durante gli ultimi anni del regime di Ceausescu, quando nei canali si rifugiarono gli zingari per sfuggire al dittatore, sia subito dopo, quando divennero la casa di bambini abbandonati o fuggiti dagli orfanotrofi.

A me è capitato di scorgere da lontano, in una zona ai margini del centro, tre adolescenti sulla riva del fiume: che non fossero bambini in un momento di normale gioco era evidente dai vestiti di stracci che avevano addosso e dal fatto che uno di loro sniffava colla da un sacchetto di plastica.

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Costa tutto poco, cibo compreso
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L’Europa dell’Est è una meta low cost, in grado di evitare il dissanguamento dei portafogli. Bucarest però è molto meno economica di quanto si possa immaginare. La moneta è il Lei: 1 Lei vale circa 0,23 Euro. Questo significa che la moneta è molto debole, ma i prezzi sono alti. In generale, i prezzi sono abbastanza simili a quelli italiani e soltanto in qualche caso più bassi.

Tra le cose ancora economiche, ci sono l’alloggio e i mezzi pubblici. Per un appartamento per due in pieno centro ho speso 50 euro per due notti. L’ottimo servizio bus dall’aeroporto in centro città, attivo ogni 20 minuti, 24 ore su 24, costa circa 2 euro. I biglietti metro sono venduti a coppie e costano complessivamente 1,20 euro euro, mentre il biglietto del bus si paga 0,40 euro.

Il cibo ha costi molto variabili: la maggior parte dei ristoranti è di livello medio-alto e si stanno diffondendo a macchia d’olio locali di tendenza, i cui prezzi sono molto vicini a quelli italiani. Il luogo dove tutto costa di più in assoluto è l’aeroporto: se potete non acquistateci nulla. Il cibo è ovunque molto buono, i locali dedicano molta attenzione alla presentazione dei piatti, mentre le porzioni non sono così abbondanti come mi è capitato di trovare nei Balcani.

Un piatto unico di carne con un piccolo contorno costa in media 7/8 euro. Il caffè può costare 60 centesimi o arrivare a 1,5 euro, dipende se bevuto in pieno centro, ad esempio ad un tavolo in piazza Università.

Un frullato di frutta fresca o un cocktail analcolico in uno dei garden bar frequentati dai giovani costa circa 4 euro, mentre mezzo litro di limonata aromatizzata, bevanda romena molto amata, costa circa 2,5 euro. La bevanda più economica è la birra (una media costa 1,5 euro), la più cara l’acqua (una bottiglia arriva anche a 2,50 euro).

Ancora molto economici sono alcuni tipici piatti semplici e poveri, che si possono acquistare anche nei chioschi al mercato: un piatto di mici (polpette speziate) costa 3,50 euro, mentre i cevrigi (ciambelline di pasta dolce ricoperte di sale) costano (0,20 euro).

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Non c’è niente da vedere
FALSO

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Bucarest è perfetta per gli appassionati di musei. Le strutture espositive sono numerose e di molti generi diversi, che vanno oltre le strutture museali tradizionali di storia, arte moderna e contemporanea. Tra i più famosi, anche per la loro originalità, il Museo del Villaggio, il primo museo all’aperto in Europa con decine di ricostruzioni rurali come fattorie, chiese, mulini a vento provenienti dalla campagna romena e il Museo del Contadino Rumeno, le cui collezioni di costumi, icone e oggetti d’arte hanno ricevuto un prestigioso premio europeo. Ma ci sono anche musei più piccoli e semisconosciuti ai turisti come il Museo Zambaccian che prende il nome dell’imprenditore rumeno che abitò nella villa che oggi ospita la sua collezione di pittura rumena a cui si aggiungono Matisse, Cezanne e Renoir o come il Museo Theodor Pallady ospitato nell’abitazione del ricco mercante Melik e dedicato al pittore romeno influenzato dall’arte di Matisse. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Chi invece esplorare la città, può macinare chilometri da Piata Victorei a Piata Unirii, passando per Piata Revolutiei, e arrivare fino a Piata Presei Libere per fare una gita in barca sul lago all’interno dei 22 ettari del parco Herăstrău, oppure spingendosi fino al quartiere di Cotroceni, riqualificato di recente.

Irrinunciabile la visita all’Ateneo Romeno (10 Lei), di cui parlerò a lungo in un altro post. Infine, se amate monumenti, palazzi e chiese, a Bucarest c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Una cosa è certa: non rischierete di annoiarvi o di non sapere cosa fare.

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È una metropoli molto trafficata
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A Bucarest conta i viali e le strade sono intasate di auto tutto il giorno. Il traffico diminuisce soltanto la notte, il sabato e la domenica. I romeni guidano veloci e sono poco pazienti, ne consegue un ampio uso di clacson per cercare di farsi strada nel traffico.

Nonostante tutto, però, gli automobilisti sono piuttosto attenti ai pedoni e vi capiterà spesso che qualcuno si fermi per lasciarvi attraversare la strada, anche se non siete sulle strisce pedonali: l’importante è che non ci mettiate troppo tempo e che siate veloci. I viali più trafficati del centro hanno passaggi sotterranei per agevolare l’attraverso pedonale: usateli, tanto più che sono puliti e sicuri.

I parcheggi sono selvaggi e spesso occupano metà della superficie del marciapiede destinato ai pedoni. Bucarest non è una città a misura di portatori di handicap e nemmeno di passeggini per bambini.

Ciononostante il trasporto pubblico è ben sviluppato, la metro è ottima e collega larga parte della città. Esiste un economico servizio di bus 24/24 dall’aeroporto al centro città. Abbastanza sviluppate, oltre che utilizzate anche per gli skateboard, sono le piste ciclabili, specie sui lunghi e ampi viali.

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È enorme e densamente abitata
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Prima di arrivare in città non avevo la percezione che Bucarest fosse così grande. Dai dati di Wikipedia, sembra invece che sia la sesta città più popolosa d’Europa (dopo Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi), ma la sensazione è che negli ultimi anni Bucarest abbia scalato questa classifica e abbia superato i due milioni di abitanti. Dai dati non ufficiali, la popolazione sarebbe di oltre tre milioni.

Che la città sia molto grande e densamente abitata si percepisce dalle strade intasate dal traffico oltre ogni limite, dai tantissimi bar e ristoranti, dalle file di palazzoni densamente abitati, dall’area vastissima su cui si estende il centro storico, dalle enormi piazze disposte su una città policentrica.

Se volete farvi un’idea di Bucarest, e visitarla in lungo e in largo, preparatevi a camminare e a restare in città almeno quattro giorni.

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Ci sono molti parchi verdi
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Una delle caratteristiche delle città dell’Est è quella di avere grandi spazi verdi frequentati dagli abitanti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante la bella stagione. Bucarest non fa eccezione e, a causa dell’ampiezza della città, le aree verdi sono ancora più numerose e vaste di altre capitali.

Il parco Herăstrău è il più grande, si estende su oltre 200 ettari e ospita un lago su cui si possono fare gite in barca. I parchi sono tutti estremamente curati, con sentieri e panchine su cui fare una sosta. Spesso hanno aree dedicate ai bambini o chioschi a cui rifocillarsi. D’estate la sera alcuni si trasformano in discoteche all’aperto.

Tra i  principali ci sono il parco Carol I, molto vicino al centro e realizzato nel 1906 in occasione dell’esposizione “Romania nel mondo”; il Giardino botanico nel quartiere di Cotroceni, accanto al palazzo del presidente della Romania e il parco Tineretuli, che ospita il Palazzo dello Sport e della Cultura, dove si tengono eventi sportivi e concerti.

Tutti i parchi hanno il wifi free, e funziona!



Da non perdere a Bucarest?

Il Palazzo di Ceauescu: l Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) con una superficie di 350.000 m² è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. La valutazione immobiliare, non ancora ultimata, è di circa 3 miliardi di dollari. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell’era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului. Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna.
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Lipscani: Nessun altro quartiere di Bucarest è cambiato così tanto negli ultimi decenni come Lipscani. Fino agli anni ‘80 questa parte del centro storico, che prende il nome da una delle vie principali, era in rovina, ma oggi rappresenta il cuore della scena artistica rumena, nonché una nota destinazione per la vita notturna.
Tra le 2 guerre mondiali, Bucarest era nota come la “Piccola Parigi”, ma il regime comunista ne ordinò la demolizione. Per fortuna non si arrivò a tanto e oggi Lipscani è probabilmente il quartiere più interessante della città. Sono state create zone pedonali con negozi alla moda, cortili nascosti, negozi di antiquariato e molte gallerie d’arte.
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Piazza Unirii: Nel cuore della città socialista, costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggio parte della vecchia città di Bucarest, si trova Piata Unirii, una delle piazze più grandi della capitale. Nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo, la Piazza dell’Unificazione è dominata dal Centro commerciale Unirea mentre nella sua parte centrale si trova un piccolo parco con delle fontane dove rilassarsi.
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La Lupa Capitolina non è solo a Roma ma anche a Bucarest (Romania) dal 1997 alla 2010 presso Piața Romană (Piazza Romana). Ora la statua è trasferita alla Piața Roma (Piazza Roma): intersezione della Bulevardul I.C. Brătianu e Strada Lipscani

Piața Romană (Piazza Romana)

La Lupa Capitolina a Piața Romană (Piazza Romana).nel 2008

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La lupa a Piața Roma estate 2015

ll viale che collega Piazza Unirii al palazzo del Palamento è veramente una chicca: degli alberi ai bordi e una lunga striscia di terra centrale arricchita con delle bellissime fontane e un prato molto curato.
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Kirche Curtea Veche: Tipica chiesa ortodossa, piccola, raccolta, ma suggestiva. Durante la cerimonia si ascolta la musica sacra anche dal di fuori della chiesa e si trova proprio all’inizio del quartiere Lipscani.
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Arco di Trionfo: Si trova nella parte nord di Bucarest, sulla strada Kiseleff, all’incrocio con i Bulevard Constantin Prezan, Alexandru Averescu e Alexandru Constantinescu, ed è stato costruito in legno e stucco nel 1922. Negli anni 1935/1936, l’Arco è stato ristrutturato e rivestito di pietra in quanto, per il degrado della struttura era diventato un monumento scomodo dal punto di vista architettonico.
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Il Palazzo CEC (rumeno: Palatul CEC) costruito nel 1900 e situato su Calea Victoriei di fronte al Museo Nazionale di Storia rumena, è la sede del CEC Bank.
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La Chiesa Crețulescu (in romeno Biserica Crețulescu o Kretzulescu) è una chiesa ortodossa che si trova sulla Calea Victoriei (viale della Vittoria) nel centro della città, ad un angolo della piața Revoluției (piazza della Rivoluzione), presso il Palazzo Reale che accoglie il Museo nazionale d’arte rumena.
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Come arrivare a Bucarest?

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Bucarest si trova nella Muntenia, una delle Regioni che formano la Valacchia, nel sud della Romania, ed è collegata quotidianamente con l’Italia anche da voli (low cost e non) che raggiungono i due aeroporti Baneasa oppure Otopeni.
E’ è proprio dall’ultimo aeroporto Otopeni che si conclude questo mio lunghissimo viaggio con uno scalo a Barcellona tra 6 nazioni riconosciute (Italia, Ungheria, Ucraina, Moldavia, Romania, Spagna) e uno stato fantasma (Transnistria).
Al prossimo viaggio

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com