Settembre 2016: alla ricerca dell’unione sovietica perduta: Russia, Kyrgyzstan e Kazakistan. – Сентябрь / октябрь 2016 – В поисках бывшего Советского Союза между Россией, Казахстаном и Кыргызстаном

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Sarà un’altra pazza avventura solitaria in perfetto stile #iviaggidispeedy verso posti inesplorati dove il turismo non la fa proprio da padrona!! Un tour a partire dal 16 settembre 2016 che mi porterà fino ai primi di ottobre alla scoperta dell’unione sovietica perduta tra Russia, Kyrgyzstan, Kazakistan, sfiorando anche Spagna e Ucraina.

Siamo in piena primavera e molti stanno pensando o programmando dove andare in estate: Ibiza, Santorini, Malta, Barcellona, Corfù o altre città/isole dell’Europa che nel periodo estivo sono popolate da migliaia e migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Per la prima volta dopo tanti anni voglio fare un’estate alternativa! Da sempre ho trascorso 20/25 giorni in piena estate all’estero ma per questa estate 2016 voglio cambiare programma e godermi un pò la mia splendida Sicilia facendomi vari weekend tra le isolette di Favignana, Vulcano, Lampedusa per poi girare in Sicilia tra San Vito Lo Capo, Torre Salsa, Cefalù e tanto altro ancora… e poi … e poi … finalmente settembre.

Russia: Per me sarà la terza volta in questa nazione fantastica! Proprio per questo motivo (in attesa del prossimo viaggio che sarà la transiberiana) non mi dilungherò molto da queste parti e andrò fare il classico itinerario di una settimana circa tra San Pietroburgo e Mosca alla riscoperta delle due città simbolo della millenaria storia russa. Tutte le bellezze di Mosca dalle mille cupole dorate e dalle strabilianti fermate metropolitane a San Pietroburgo sede dal museo più bello del mondo e città sull’acqua dai cento ponti.

Kyrgyzstan: La sua capitale è Bishkek (chiamata Frunze durante il periodo sovietico, dal nome di un generale dell’Armata rossa). La domanda che a prima botta mi fanno tutti è: “In Kyrgy…cosa? Dove vai!?!?!??! Ma che ci vai a fare da quelle parti?” Quando tutti si preparano per organizzarsi per il primo maggio o ancora meglio per le vacanze estive tra sole, mare e relax … come faccio a spiegare alla gente perchè vado in vacanza alla scoperta in uno dei tanti “…stan” nati dopo la caduta dell’Unione Sovietica e in molti casi le persone con cui dialogo non hanno neanche idea dove sia geograficamente? Da queste parti la gente parla come unica lingua un russo quasi incomprensibile mangiandosi molte lettere, l’inglese è poco conosciuto e il turismo italiano è praticamente quasi pari a zero.
Ci vado perchè in Kirghisia (questo è il nome italianizzato) posso fare e vedere cose che non ho mai fatto prima. Oltre al giro di rito tra le vie della sua capitale tra monumenti, chiese cristiane, ortodosse e moschee mi alletta tanto anche la parte naturalistica e spettacolare di questa zona: posso fare trekking a quote così alte da mancarmi il fiato mentre di fronte a me si stagliano vette di 7000 metri come il Khan Tengri, posso dormire nelle yurte (le tende dei nomadi) sulle rive di un lago Son Kul a 3.000 metri di altitudine mentre cavalli selvatici brucano l’erba liberi da qualsiasi padrone, posso vedere i cacciatori con le aquile togliere il cappuccio ai loro rapaci per poi lanciarli all’inseguimento di volpi e conigli destinati a fare una brutta fine, posso andare a vedere il più grande lago del Kyrgyzstan e il secondo lago salato del mondo il lago Issik Kul” “il lago caldo” che a differenza del lago Song Kul, questo anche d’inverno non congela e durante il periodo estivo è una nota locali balneare … e tanto tanto altro. Penso che possa bastare per andare a visitare il Kyrgyzstan..no? 🙂

kazakistan_appKazakistan: Un’altra tappa del mio viaggio sarà il Kazakistan, altro stato che si dichiarò indipendente dall’Unione Sovietica precisamente il 16 dicembre 1991, aderendo alla Comunità Stati Indipendenti (CSI). Se non siete appassionati delle infinite steppe semi-aride e delle città industriali decadenti, il Kazakistan vi potrà apparire desolato e sconfortante. Se a volte vi sembra che il territorio sia stato vittima di centinaia di esplosioni nucleari, ricordate che, purtroppo, alcune parti di esso hanno realmente subito questa sorte, da quando alla fine degli anni ’40 gli scienziati russi cominciarono a usare il Kazakistan per le sperimentazioni nucleari. Eccellenti eccezioni a questa implacabile desolazione sono l’ex capitale e la nuova capitale rispettivamente Almaty e Astana dove farò tappa.
Almaty è una bellissima città cosmopolita e secondo me un’attrazione principale della città è proprio questo aspetto delle sue strade frequentate da persone di diverse culture e tradizioni, ciascuna con il proprio modo di vestire e i propri stili di vita. Si può vedere il forte contrasto tra la religione musulmana con la Moschea Centrale alla religione ortodossa con la cattedrale dell’Ascensione ma visitare Almaty vuol dire anche andare alle Terme di Arasan dove gli abitanti si concedono una pausa rilassante di un paio d’ore per sfuggire alla convulsa vita del centro cittadino.
Se invece volete fare una gitarella fuori Almaty personalmente andrò a fare 2 lunghe escursioni quasi al confine con la Cina: una al Charyn Canyon che dista circa 3 ore dalla città e si tratta di un canyon (per farvi un esempio come quello in Colorado negli USA) e da quello che ho visto sul web sembra veramente interessante e avventuroso…la seconda sempre vicino al Canyon è l’escursione presso l’Altyn Emel National Park dove è posibile ammirare anche qui tantissimi animali selvatici e le dune di sabbia
L’altra città che toccherò invece sarà Astana che nel 1997 diventò la nuova capitale del Kazakistan e oggi conta circa 850.000 abitanti. La città è il fiore all’occhiello del turismo in Kazakistan e possiede una bellissima architettura moderna caratterizzata da edifici davvero insoliti, come il Khan Shatyr, il Palazzo della Pace o l’aeroporto disegnato dal giapponese Kisho Kurokawa che è la degna introduzione a questa città futuristica, dove sono presenti le grandi firme dell’architettura del mondo globalizzato. Astana è il posto ideale per chi vuole trascorrere le vacanze in Kazakistan e se decidete di partire verso questa meta, può essere utile pianificare un itinerario per non perdere di vista le più belle attrazioni della città.
Fuori la capitale merita anche una visita il Korgalzhyn National Park a meno di 3 ore da Astana: è possibile trovare una moltitudine di specie di uccelli diversi e un mix di steppa vergine e laghi dove i lupi, marmotte, saiga della Russia e fenicotteri rosa possono vivere allo stado brado.
Infine avrò il piacere di essere accreditato alla Astana Arena come fotografo a bordo campo per la partita di calcio tra  FC Astana/Okzhetpes

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PROGRAMMA



 

 

COMPAGNIA ENTE DEL TURISMO NAZIONALE

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COMPAGNIA AEREA SPONSOR

Vueling Airlines



HOTEL SPONSOR

Hotel Park Inn by Radisson Nevsky **** - San Pietroburgo (Russia)

logo__alpha_hotel_moscow Shah Palace Hotel **** - Bishkek (Kyrgyzstan)

Hotel InterContinental **** Almaty (Kazakistan)

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Hotel Jumbaktas/Отель Жумбактас **** - Astana (Kazakistan)


ALTRI SPONSOR

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RISTORANTI SPONSOR

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Tiraspol/Тира́споль (Transnistria o Repubblica Moldava di Pridniestrov – Приднестровская Молдавская Республика) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati a Odessa (Ucraina) …

Dopo 3 giorni in questo bellissimo gioiellino del Mar Nero è arrivato il tempo di intraprendere un’avventura nell’avventura: da Odessa (Ucraina) mi trasferirò a Tiraspol nello stato fantasma della Transnistria. Non trascurando sempre il fatto che sarò in viaggio completamente solo e in uno stato non ricosciuto da nessuno, tenterò di raggiungere Tiraspol tra mille vicissitudini e mille pericoli.

 

L’avventura da Odessa/Одеса (Ucraina) a Tiraspol/Тира́споль (Transnistria) – Foto e Video

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CLICCA QUI PER VEDERE IL Il Book fotografico di Tiraspol (Transnistria)

Il Book fotografico di Tiraspol (Transnistria) 2015

Ore 12:00 stazione centrale di Odessa: chiedo le prime informazioni su come arrivare a Tiraspol in Transnistria!! L’unico treno che collega le due città è un treno nel pomeriggio verso le 17:00/18:00 ma visto l’orario e visto che è una soluzione molto semplice e lineare, preferisco complicarmi un pò la vita e decido un percorso alternativo! 🙂
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Mi reco alla stazione degli autobus proprio accanto alla stazione ferroviaria al mercato Pryvoz e con un pò di inglese e un pò di russo percepisco subito che non sarà un viaggio molto facile e tranquillo! Devo prendere un autobus urbano per 7/8 km che mi porterà poco fuori Odessa per poi prendere un minibus che in 90 minuti circa mi porterà proprio alla fantomatica dogana tra Ucraina e Transnistria!
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Inizio l’avventura e prendo il bus urbano consigliato da un autista! Come si può percepire dalla foto sottostante non godo poi di un trattamento di prima classe con aria condizionata! 🙂 Sul bus si muore dal caldo e vi assicuro che l’odore non è poi così gradevole! Parlo con l’autista e mi tranquillizza facendomi capire che sarà lui a chiamarmi quando sarà la mia fermata e realmente dopo un 15 minuti sento un grido dal fondo dell’autobus “italiansky italiansky italiansky” raccolgo di fretta tutti i miei bagagli e scendo subito da bus!tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_012Mi ritrovo nel bel mezzo del nulla e le facce che vedo attorno non sono proprio il massimo! A 300 metri vedo una stazione di benzina dove c’è un minibus fermo e intuisco che sarà quello il mezzo con cui raggiungerò la dogana … ma non appena faccio 50 metri mi ritrovo attorno 5/6 zingarelle che mi fanno capire che vogliono qualcosa: tolgo i soldi che mi serviranno per il bus e gli mollo le ultime 40/50 grivna che ho in tasca e mi lasciano andare! Arrivato alla stazione di rifornimento faccio il biglietto per il minibus, parlo con l’autista per chiedere se è possibile sedermi nel posto accanto a lui per poter fare qualche video e ci incamminiamo verso la dagana.

90 minuti e arrivo finalmente alla dogana Ucraina! La fila per le autovetture è di circa 400/500 metri ma io devo attraversare la dogana a piedi e quindi a poco a poco le supero tutte e solo adesso inizio a fare la fila pedonale per il controllo passaporti in uscita dall’Ucraina. Finalmente arriva il mio turno e la polizia di frontiera mi applica il timbro di uscita e proseguo avanti.

La fila di attesa dei controlli per l'uscita dall'Ucraina

La fila di attesa dei controlli per l’uscita dall’Ucraina

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Adesso sono esattamente in un’area internazionale! Sono appena uscito dall’Ucraina e a 300 metri vedo l’avamposto della Transnistria! Le due nazioni sono separate da un ponte dove passa un piccolo fiumiciattolo che ne determina il confine geografico. Sotto un sole cocente a poco a poco e carico come un mulo arrivo in prossimità dei controlli di frontiera per entrare in Transnistria.
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Prima di passare i lunghi controlli vedo che stranamente anche qui è presente un duty free: incuriosito entro dentro ed esclamo subito “Perchè non sono venuto in macchina così potevo fare una scorta da portare in Italia?” 🙂 Sigarette Pall Mall a 0,75€, Sambuca di Sicilia misteriosamente costa ancora meglio rispetto la mia Sicilia a 4,30 €, la vodka a 2,50€ a bottiglia, ecc ecc!  Benvenuto nel paese dei balocchi: prendo solo due bottiglie di vodka, pago e mi dirigo verso la dogana.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_022 tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_021 tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_020Nell’attesa in dogana, la polizia si avvicina e mi passa un foglio da compilare: la carta di migrazione che mi servirà come foglio complementare da portare sempre con il passaporto per tutta la durata del viaggio e che dovrà essere riconsegnata all’uscita dalla Transnistria. Compilo tutto e non appena arriva il mio turno inizia l’interrogatorio della polizia in un inglese maccheronico!
Cosa fai qui? Di Dove sei? Qual è lo scopro del tuo viaggio? Sei mai stato qui? Sei un giornalista? ecc ecc … inizio a rispondere alle domande e nel frattempo il poliziotto inizia a sfogliare il mio passaporto … forte dei miei 2 visti russi, 2 visti bielorussi e molteplici timbri dell’est Europa mi lascia andare dopo qualche minuto e così finalmente posso dire di essere in Transnistria.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_024Adesso sono finalmente in terra di Transnistria e il peggio sembra già tutto alle spalle…ma scoprirò ben presto che non è così! A 5 minuti di cammino vedo un piccolo spiazzale dove parte un minibus che mi porterà alla mia destinazione e in prossimità di quest’ultimo mi rendo di non aver in tasca nessuna grivnia o euro! Come mia consuetudine fare appena arrivo in una nuova nazione dove non hanno l’euro vado subito al bancomat e prelevo un quantitativo qualsiasi di moneta locale che mi permetta di vivere per tutta la durata del viaggio…ma ben presto capisco subito che in questo fantomatico stato con il suo rublo transnistriano gli sportelli bancomat non sono molto in uso e quei pochi che ci sono non accettano i nostri circuiti (Visa, Mastercard, Maestro, ecc) ma accettano solo il loro circuito interno! Ovviamente: che tasso di conversione dovrebbe applicare la mia banca italiana per una moneta che in teoria non esiste!?!?!? 🙂 🙂 🙂 Non so se ridere o piangere! 🙂 Mi trovo in una delle zone più pericolose d’Europa, non riconosciuta dall’Italia, materialmente senza un centesimo in tasca e non so come andare a Tiraspol: capisco subito di essere nella merda! 🙂

Vado a vedere quanto costa il biglietto del bus e la signorina della biglietteria mi risponde 20 rubli e facendo un breve calcolo che 1€ = 15,5 rubli … significa circa 1,30 € ! Allora forse sono salvo!! Mi ricordo che dovrei avere 2€ da qualche parte nel mio zaino tra la mia attrezzatura fotografica e in effetti è proprio così!
Acquisto il biglietto, ricevo come resto anche 11 rubli e salgo sul minibus nel posto più scomodo in assoluto: ultimo posto lato finestrino dove i sedili sono anche più piccoli e rialzati. Durante il viaggio vi assicuro che ho rischiato più volte di sentirmi male per il caldo e l’aria soffocante ma per fortuna dopo circa 90 minuti scendo alla fermata più vicina al mio hotel e dopo qualche passo finalmente mi ritrovo in un’altra dimensione: sono arrivato nella mia suite ultratecnologica, con la tv lcd pure sopra la vasca da bagno, acquario e perfino una sauna tutta per me in appartamento!
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Il tempo di farmi una doccia, mettere in carica qualche batteria e vado subito in giro alla riscoperta di questo posto strano! Ho scritto riscoperta perchè sono già stato da queste parti 6 anni fa nell’estate 2009 con 3 miei amici e devo dire che l’aria che si respira è sempre la stessa! Con quei famosi 11 rubli di resto prendo un minibus con 3 rubli fino in centro e inizio subito a fare qualche bella foto/video!

Mi rimangono in tasca 8 rubli…circa 50 centesimi di euro e togliendo il biglietto di ritorno mi rimangono 30 centesimi!! Non posso prelevare, non posso neanche pagare con il bancomat: in parole povere utilizzare qui la moneta elettronica è impossibile! Non mi resta altro che fare un pò di sano digiuno per questa sera e dovrò aspettare il mio amico dall’Italia che arriverà in tarda serata in hotel per farsi 10 giorni di vacanza con me e chiedere a lui qualche euro in prestito! 🙂

A proposito del mio amico: sapete quanto ha voluto il taxi che da Tiraspol è andato a prenderlo all’aeroporto di Chisinau con tanto di foglio A4 con scritto nome e cognome come nei film ed è ritornato indietro? 10€ per circa 150 km a/r


Consigli importanti sulla Transnistria

La città si è fermata all’era comunista degli anni ottanta con i suoi pregi e difetti! Se venite da queste parti ricordate che:

  • Come detto ampiamente prima i bancomat e la moneta elettronica non è accettata.
  • Se volete prelevare il rublo della transnistria dovete andare al cambio con moneta contante.
  • Non c’è copertura internet dati in tutta la città.
  • Se volete internet è accessibile solo in alcuni pub, ristoranti o pizzerie tramite il loro wifi.
  • E’ possibile (quasi sicuramente) che la Vs. sim italiana o di qualsiasi altra nazione non funzioni.
  • La copertura telefonica funziona al 100% solo con sim della Transnistria che non è acquistabile SOLO per i residenti della Transnistria in abbinato con un nuovo telefono.
  • Ricordate che se pernottate da queste parti anche per una notte avete l’obbligo di registrare la vostra carta di migrazione in polizia o presso gli hotel/ostelli abilitati

IMPORTANTE: loro e ripeto SOLO LORO si credono una nazione vera e propria con una moneta, bandiera, polizia, ecc ecc ma per tutto il resto del mondo la Transnistria è un territorio della Moldavia!!! Se non volete avere problemi in uscita con i timbri sul passaporto vi consiglio:

  • Se venite dall’Ucraina, entrate in Transnistria per poi ritornate in Ucraina facendo la strada al contrario il problema non sussiste! Per esempio Odessa, Tiraspol, Odessa
  • Se entrate dall’Ucraina, passate in Transnistria e poi andate in Moldavia (esempio venite da Odessa, passate da Tiraspol e poi andate in Chisinau) allora qui sono veramente problemi! Perchè non appena uscite dalla Moldavia la polizia di frontiera vi chiederà il passaporto per fare tutti i controlli di routine e vi renderete conto che siete dei veri clandestini in terra moldava senza un timbro di ingresso!! In teoria il timbro dovrebbe essere messo dalla polizia della Transnistria all’ingresso ma loro non si reputano Moldavia … e quindi si crea un bel caso politico internazionale e voi siete in trappola in frontiera. Vi parlo per esperienza personale perchè mi è successo proprio questo (che vi racconterò nel prossimo articolo)!! A norma di legge chiunque entra in territorio Moldavo dalla Transnistria deve denunciare la sua presenza alla prima stazione di polizia (ovviamente non in Transnistria) entro e non oltre i 3 giorni in modo che applicheranno il timbro e siete in regola per l’uscita del paese.

Transnistria

Ai confini orienti dell’Europa esiste uno Stato fantasma: ha una sua bandiera, un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento, una sua moneta, un suo esercito, una sua polizia ma nessun paese al mondo ne riconosce l’esistenza. Si chiama Transnistria: una sottile striscia di territorio moldavo che si estende tra la sponda est del fiume Dniester e il confine ucraino. E’ l’unica repubblica sovietica ancora esistente al mondo: stelle rosse e statue bronzee di Lenin fanno ancora parte del panorama urbano della ‘capitale’ Tiraspol. Enorme quella che troneggia davanti al pazzo del Soviet Supremo.

Ma dietro la vernice rossa del veterocomunismo si nasconde il vero potere: la mafia russa, che ha trasformato questa repubblica in un paradiso del contrabbando di droga, petrolio, alcool, sigarette e soprattutto armi.

La Transnistria (in russo Приднестровская Молдавская Республика, Repubblica Moldava di Pridnestrov’e) è uno stato indipendente de facto non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex – repubbliche dell’Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990. Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.

Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l’adesione alla Russia in seguito all’annessione unilaterale della Crimea.

Il nome della regione deriva dal nome del fiume Nistro a dipendenza dal lato di vista: la Transnistria è, infatti, posta sulla sponda orientale del fiume. In italiano sarebbe corretto il termine Cisnistria per la regione geografica anche se generalmente è conosciuta col suo nome rumeno Transnistria oppure talvolta Transdniestria. L’unico nome formale, sancito dalla Costituzione della Repubblica indipendente è Приднестровская Молдавская Республика (Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika) in russo, Република Молдовеняскэ Нистрянэ (Republica Moldovenească Nistreană) in moldavo, Придністровська Молдавська Республіка (Prydnistrovs’ka Moldavs’ka Respublika) in ucraino. L’abbreviazione usata dalle autorità è quella in lingua russa, ossia PMR (ПМР).

Il nome breve utilizzato localmente è Pridnestrovie, traslitterazione ufficiale del russo Приднестровье secondo un editto presidenziale del 2000 (seguendo un uso parzialmente difforme rispetto alle traslitterazioni scientifiche del cirillico, che imporrebbero di scrivere Pridnestrov’e). Da un punto di vista etimologico i nomi derivano da varianti del termine Transnistria inteso come “oltre il fiume Nistro”: Pridnestrov’e significa, infatti, “presso il fiume Nistro”.


Tiraspol

Tiraspol (letteralmente città del Tyras, antico nome del fiume Nistro) è il centro amministrativo della Transnistria, regione secessionista della Moldavia, dichiaratasi indipendente come “Repubblica Moldava della Transnistria” (“Republica Moldovenească Nistreană” o “Pridnestrovie”).
La città conta circa 190 000 abitanti. Si trova sulla riva sinistra (orientale) del fiume Nistro.

A Tiraspol sono presenti molti tipi di industrie, tra cui mobilifici e industrie di materiali elettrici. La città è anche sede dell’azienda Elektromash, di cui il Presidente Igor Smirnov è stato direttore generale: specializzata in prodotti elettrici, l’azienda è sospettata di fare da copertura per lo smercio di armamenti illegali destinati al terrorismo internazionale.

Nel 1989 la città aveva una popolazione di circa 190.000 abitanti: il 18% erano russi, il 32% ucraini e il 38% moldavi (nel 1919 i moldavi erano il 42%). È stato stimato che, dopo una certa crescita negli anni 1990 la popolazione sia di nuovo diminuita ai livelli del 1989, e secondo il World Gazetteer raggiunge circa 162.000 abitanti. Dopo la secessione dalla Moldavia molti moldavi sono infatti fuggiti, e si pensa che la popolazione moldava nella città sia scesa al 13% del totale.

Tiraspol: cosa vedere

Tiraspol è una città che o ti piace o non ti piace: non si possono avere sfumature! Cose da fare e da vedere non ce ne sono molte; la maggior parte dei viaggiatori si ferma in città solamente perché incuriosita dal fatto che il suo aspetto è ancora molto simile a quello che aveva in epoca sovietica, anche se ormai vi sono molti inserti di “modernità”, con i palazzoni del regime, ora occupati dalla politica e dalla burocrazia transnistriana e i monumenti celebrativi inseriti in un tripudio di stelle rosse e di statue di Lenin e di altri statisti appartenuti all’Unione Sovietica.

Ulitsa 25 Ottobre

Ulitsa 25 Ottobre

La larga Ulitsa 25 Ottobre attraversa tutto il centro cittadino da ovest a est, e la maggior parte dei punti di interesse e delle attività commerciali si trova su questa via.
Alla sua estremità occidentale si trova il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

Il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

Il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

mentre poco più avanti, preceduto da alcuni altri palazzi della politica, si apre la vasta Ploschad Konstitutii, più un parco che una piazza, al cui centro si erge il monumento ad Alexander Suvorov.

Il monumento ad Alexander Suvorov.

Il monumento ad Alexander Suvorov.

tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_157Di seguito invece c’è un parco che arriva fino al vicino fiume Dnestr (o Nistro, da cui il nome Transnistria) solcato da un ponte pedonale che permette di arrivare alla spiaggia fatta di sabbia riportata dove gli abitanti si stendono volentieri a prendere il sole e fare il bagno.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_053Proseguendo invece lungo Ulitsa 25 Ottobre si incontrano, alcuni coperti dalla prima fila di palazzi, il Palazzo della Repubblica, il Museo dello Stato Maggiore, il Palazzo Generale dei Telefoni, la monumentale Casa del Soviet, ora municipio e con un’altra statua di Lenin davanti, il Teatro d’Arte Drammatica e, alla fine della strada, l’Università.

Casa del Soviet.

Casa del Soviet.

Sul lato settentrionale di Ploschad Konstitutii, attraversata Karla Marxa Ulitsa, sorge un insieme di moderni e piacevoli padiglioni, in parte ancora in costruzione, che ospitano il grande mercato cittadino, vicino al quale c’è una delle chiese principali della città
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_120mentre lungo Ulitsa Lenina, la strada che riporta verso la stazione ferroviaria, si incrociano la fabbrica della Kvint, un liquore tipico della zona (c’è anche uno spaccio della Kvint su Ulitsa 25 Ottobre) e il parco cittadino dedicato a Kirov con un’altra chiesa al centro.

Fuori dalla città andando verso Chisinau infine si può ammirare il modernissimo stadio, con centro sportivo, hotel superlusso, palazzetto dello sport ed enorme supermercato-centro commerciale, della Sheriff: la squadra che domina da anni il campionato moldavo, di proprietà del famigerato magnate dei supermercati figlio dell’ex presidente della Transnistria: una visione piuttosto fuori luogo nel contesto generale.
Passeggiare per la città non è particolarmente piacevole, visto che di negozi non ce ne sono poi moltissimi (qualcosa da mangiare o da bere si può comprare agli spacci o in uno dei mercati, oppure, se li trovate, in uno dei supermercati Sheriff) e la gente in giro è abbastanza poca, tuttavia la popolazione locale si è rivelata piuttosto amichevole e cordiale. Anche la sera non c’è molto movimento, ma qualcuno che passeggia lungo Ulitsa 25 Ottobre fermandosi in uno dei numerosi caffè o dei pochi fast food si trova sempre, e la sensazione è stata che, nonostante le prime impressioni la città sia molto sicura. Qualche ristorante, anche di buon livello, o fast food, appunto, per cenare si trovano lungo la via principale dove assaggiare un bicchiere di gradevolissimo vino bianco locale (per cui tutta la Moldova è famosa) e navigare finalmente col wifi.


Per lasciare Tiraspol alla volta di Chisinau bisogna tenere conto che l’unico treno è quello che parte da Odessa e passa da qui alle 19.20 per arrivare a destinazione circa 2 ore e mezza dopo! Quindi se volete sfruttare una giornata in pieno a Tiraspol vi consiglio questo treno, altrimenti in alternativa ci sono i minibus. Ne partono tantissimi durante tutto il giorno dal piazzale della stazione e il viaggio dura circa 90 minuti circa, tra dolci colline e campi di girasole e mais, permettono di raggiungere comodamente la capitale moldava.


tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_226La mia avventura in questa striscia di terra chiamata Transnistria giunge al termine! Mi dirigo alla stazione ferroviaria e alle 19.20 prendo il mio bel treno per Chisinau! Mi lascio alle spalle falce e martello, statue di Lenin e cimeli comunisti e tra circa due ore e mezza sarò già in una nuova realtà immerso nella capitale moldava.

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IL VIAGGIO CONTINUA … NEL PROSSIMO ARTICOLO

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VIDEO – Mosca (Russia) – ESTATE 2009

Video


Quinta ed ultima parte del Viaggio estivo 2009, tra Bucarest (Romania), Chisinau (Moldavia), Tiraspol (Transnistria), Kiev (Ucraina) e Mosca (Russia)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale RUSSA!!!


Mosca (in russo: Москва́, traslitterato: Moskvá, in latino: Moscua/Mosqua, Moscovia, Moscha) è la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa. Sorge sulle sponde del fiume Moscova, e occupa una superficie di 2.550 km². Con quasi 12 milioni di abitanti (16 milioni nell’area metropolitana) è la prima città d’Europa per popolazione e la residenza di circa un decimo dei cittadini russi nonché seconda per estensione superficiale, sempre per quanto concerne il continente europeo.

Mosca fu fondata nell’anno 1147 da Jurij Dolgorukij. Il suo perimetro si estese nel 1960 fino a includere i paesi limitrofi di Babuškin, Kuncevo, Ljublino, Perovo, Tušino e (nel 1986) di Solncevo.

Il primo riferimento storico a Mosca è datato 1147, quando era un’oscura città di una piccola provincia con una popolazione ugrofinnica (i Merja) e in un’antica cronaca russa si narra che il principe russo Jurij Dolgorukij invitò il principe Svjatoslav di Novhorod-Sivers’kij, nonché suo alleato, a visitare il villaggio: “Vieni da me, fratello, vieni a Mosca!”.

Nel 1156, il principe Jurij Dolgorukij fortificò la città, cingendola di mura. Dopo il saccheggio del 1237-1238, quando i Mongoli la rasero al suolo uccidendone tutti gli abitanti, Mosca fu ricostruita e divenne la capitale d’un principato indipendente.
XIV secolo

Nel 1300 Mosca fu conquistata da Daniil Aleksandrovič, il figlio di Aleksandr Nevskij e membro della dinastia Rurik. La sua posizione favorevole sulle rive del fiume Moscova contribuì a una rapida espansione. Mosca fu anche stabile e prospera per diversi anni successivi attraendo di conseguenza un gran numero di immigrati dall’intera Russia.

Intorno al 1304 Jurij di Mosca entrò in competizione con Michail Jaroslavič (e successivamente con il figlio di quest’ultimo Dimitrij) per il trono del Principato di Vladimir-Suzdal. Con Ivan I Mosca ebbe finalmente la meglio su Tver’ assumendo il ruolo di capitale del principato, e d’unico centro di raccolta delle tasse destinate ai governanti Mongoli. Attraverso il pagamento di un cospicuo tributo, Ivan ottenne un’importante concessione dal Khan. Al contrario di altri principati, Mosca non fu divisa fra i figli del principe, ma passò interamente al maggiore di essi.

Se inizialmente il Khan dell’Orda d’Oro tentò di limitare l’influenza di Mosca, in seguito, quando l’ascesa del Granducato di Lituania cominciò a minacciare l’intera Russia, il Khan stesso, per controbilanciare la Lituania, rinforzò Mosca, consentendole di diventare una delle città più potenti in Russia. Nel 1380, il principe Dimitri Donskoj di Mosca condusse un’armata panrussa a un’importante vittoria sui Mongoli nella Battaglia di Kulikovo. Da quel momento Mosca assunse un ruolo di primo piano nella liberazione della Russia dalla dominazione Mongola.
Dal XV al XVI secolo

Nel 1480, Ivan III di Russia sottrasse definitivamente i Russi al controllo Tartaro e Mosca divenne la capitale d’un impero destinato a racchiudere, oltre all’intera Russia e alla Siberia, molte altre terre. Ivan III sposò poi Sophia Paleologa, nipote dell’ultimo imperatore di Costantinopoli, andando così a rafforzare l’importanza della città. Il cuore della Chiesa ortodossa si spostò a questo punto dall’antica Bisanzio a Mosca.

La nuova posizione politica e religiosa che nel frattempo era stata raggiunta da Mosca sul piano internazionale portò alla nascita dell’idea che la città fosse la terza Roma (dove Roma e Costantinopoli erano state le prime due).

La tirannia dei successivi zar, come Ivan IV di Russia detto anche Ivan il Terribile, portò alla decadenza dello stato, benché allo stesso tempo l’impero andasse espandendosi. Nel 1571 i Tartari del Canato di Crimea s’impadronirono di Mosca, dandola alle fiamme. Dal 1610 al 1612 Mosca fu occupata da truppe del Regno polacco-lituano, il cui sovrano Sigismondo III tentò d’usurpare il trono russo.
Dal XVII al XIX secolo

Nel 1612, gli abitanti di Nižnij Novgorod e di altre città russe si sollevarono contro gli occupanti polacchi, assediarono il Cremlino e sterminarono gli invasori. Nel 1613, un’assemblea dell’Impero elesse lo zar Michele Romanov, instaurando la Dinastia Romanov. Lo zar già allora istituì una festa a ricordo della cacciata dei Polacchi e dei Lituani, nota sotto il nome di: giorno della liberazione di Mosca dagli invasori polacchi

Mosca cessò d’essere la capitale del Regno russo nel 1703, quando Pietro il Grande costruì San Pietroburgo sulla costa del mar Baltico. Quando Napoleone invase il paese nel 1812, i moscoviti evacuarono e arsero la città il 14 settembre, mentre le forze di Napoleone s’avvicinavano. L’esercito di Napoleone, stremato dalla fame, dal freddo, e dalla mancanza di approvvigionamenti, si ritirò.
Il XX secolo

Nel gennaio del 1905, l’istituzione del governatore della Città, o sindaco, fu introdotta ufficialmente a Mosca, e Aleksandr Adrianov divenne il primo sindaco ufficiale di Mosca (il sindaco attuale è Sergej Sobjanin). Dopo il successo della Rivoluzione Russa nel 1917, Lenin, nel timore di possibili invasioni straniere, spostò la capitale da San Pietroburgo di nuovo a Mosca, il 5 marzo 1918.

La città di Mosca ha un clima continentale freddo. Lontana da mari o laghi di grande dimensione che possano mitigare il clima, Mosca ha un clima caratterizzato da inverni molto rigidi e lunghi ed estati brevi anche se talvolta molto calde.

Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l’anno ma raggiungono i picchi durante la primavera e l’autunno. Durante l’inverno le precipitazioni nevose sono piuttosto abbondanti e la temperatura è attorno a −5/−10 °C sotto lo zero, ma può discendere anche a −30/−35 °C.

Mosca è nota per essere una delle metropoli più fredde del mondo ed è spesso associata alla neve, ma le estati possono anche essere calde (record storico 39,7 °C nel luglio 2010) e ogni tanto afose.

(Fonte Wikipedia)

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Mosca-Moscow-Москва, San Pietroburgo-Санкт Петербург, Kazan-Казань-Казан (Russia/Россия) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Russia

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La Federazione Russa (in russo: Российская Федерация, traslitterato: Rossijskaja Federacija), chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia, il più vasto stato del pianeta con una superficie di 17 075 400 km² (per oltre la metà quasi disabitato).

Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi (14), considerando anche stati con ridotto riconoscimento internazionale gli stati confinanti con la Russia diventano 16 (vanno aggiunti Abcasia e Ossezia del Sud entrambe riconosciute dalla Russia). Inoltre possiede dei confini marittimi con il Giappone (attraverso il mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering). È bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall’oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l’exclave dell’Oblast’ di Kaliningrad, compresa tra mar Baltico, Polonia e Lituania. Nel 2013 contava circa 143,5 milioni di abitanti, ha come capitale Mosca ed è tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e asiatica dalla catena montuosa degli Urali.

Come principale successore dell’Unione Sovietica, la Russia ha mantenuto il seggio di membro permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Resta tutt’oggi una grande potenza, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel secondo dopoguerra, con la Guerra fredda e l’opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l’altra superpotenza, gli Stati Uniti. Stato con una forte influenza politica, specialmente all’interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell’Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, e la Georgia (uscita nel 2008). È inoltre uno degli stati fondatori dell’Unione eurasiatica, che comprende oltre la Russia, la Bielorussia, l’Armenia e il Kazakistan.

Nei primi anni del XXI secolo l’economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è considerata uno dei cinque paesi a cui ci si riferisce con l’acronimo BRICS.[6] La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall’autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione.[7] Dal 18 marzo 2014, in seguito all’esito di un referendum che vide la schiacciante vittoria di coloro favorevoli all’annessione alla Russia ed era stato indetto dalle forze politiche della Repubblica autonoma di Crimea che si era proclamata unilateralmente indipendente dall’Ucraina in data 11 marzo 2014, è cominciato l’iter amministrativo di integrazione della penisola di Crimea (compresa quindi anche la città autonoma di Sebastopoli) come nuovo soggetto federale della Federazione Russa, sebbene la mossa sia contestata dalla quasi totalità delle nazioni.


 

 

Mosca (book fotografico e video)

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Book fotografico di Mosca (Russia) 2009

 

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Book fotografico di Mosca (Russia) 2014

Mosca (in russo: Москва, traslitterato: Moskva; in latino: Moscua/Mosqua, Moscovia, Moscha) è la capitale nonché il principale centro economico e finanziario della Federazione Russa. Secondo Forbes 2013, Mosca è la città con il più alto numero di milionari residenti nel mondo, è stata classificata come la nona città più costosa al mondo da Mercer ed è una delle più grandi economie urbane, essendo classificata come una città alfa globale, ed è anche una delle destinazioni turistiche in più rapida crescita secondo il MasterCard Global Destination Cities Index. Mosca è la megalopoli più settentrionale e fredda della Terra,[senza fonte] la più popolosa in Europa, e la settima più popolosa del mondo. È sede della Torre di Ostankino, la più alta struttura d’Europa; della Mercury City Tower, il più alto grattacielo d’Europa e del Centro internazionale di affari di Mosca. Con più di 12 milioni di abitanti (18 milioni nell’area metropolitana) è la prima città d’Europa per popolazione e la residenza di circa un decimo dei cittadini russi nonché seconda per estensione superficiale, sempre per quanto concerne il continente europeo.

Mosca sorge sulle sponde del fiume Moscova, e occupa una superficie di 2.550 km². La città è ben nota per la sua architettura unica che consiste in molti edifici storici tra cui la Cattedrale di San Basilio con le sue cupole colorate e i magazzini GUM. Con più del 40% del suo territorio ricoperto da piante, è una delle capitali più verdi d’Europa e del mondo; tra i parchi più belli della città ricordiamo: il Gorkij Park, il Kolomenskoye Park e il Parco Caricyno. Nel corso della sua storia la città è stata capitale di una successione di stati: del Granducato di Mosca prima, del Regno russo poi, e infine dell’Unione Sovietica. Mosca è considerata il centro della cultura russa, essendo stata casa di molti prestigiosi artisti, scienziati e sportivi russi nel corso della sua storia e perché è sede di molti musei, accademie, istituzioni politiche e teatri. Mosca è anche sede del Governo della Federazione russa, situato nel Cremlino di Mosca, una cittadella medievale fortificata, oggi sede del Presidente russo. Il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa sono uno dei tanti siti Patrimonio dell’umanità della città. Infine anche il Parlamento russo (composto dalla Duma di Stato e dal Consiglio federale) ha sede nella città.

La città è servita da un’ampia rete di transito, che include: 4 aeroporti internazionali (Šeremet’evo, Domodedovo, Vnukovo e Bykovo), 9 stazioni ferroviarie, numerosi tram, un sistema monorotaia, e una delle più grandi e profonde metropolitane del mondo, la Metropolitana di Mosca, la prima più frequentata in Europa e la quarta più frequentata nel mondo. Essa è conosciuta come uno dei punti di riferimento della città ed è famosa per la ricchezza dell’architettura delle sue 194 stazioni (tra quelle considerate più belle troviamo: Komsomol’skaja, Ploščad’ Revoljucii, ovvero Piazza della Rivoluzione che da sulla Piazza Rossa, e Kievskaja).

Mosca fu fondata nell’anno 1147 da Jurij Dolgorukij. Il suo perimetro si estese nel 1960 fino a includere i paesi limitrofi di Babuškin, Kuncevo, Ljublino, Perovo, Tušino e (nel 1986) di Solncevo. Nel corso del tempo la città ha ricevuto numerosi epiteti, che si riferiscono alle sue dimensioni e allo status preminente all’interno della nazione: La Terza Roma (Третий Рим), La Pietra Bianca (Белокаменная), Il Primo Trono (Первопрестольная), Le Quaranta Fortezze (Сорок Сороков), e Città Eroe (город-герой). Il nome degli abitanti in russo è “москвич” (moskvich), reso in italiano con moscovita al singolare e moscoviti al plurale.

La metropolitana di Mosca

La metropolitana di Mosca (in russo: Московский метрополитен имени В.И. Ленина, Moskovskij metropoliten imeni V.I. Lenina?, trad. Metropolitana moscovita a nome di V.I. Lenin), che si estende per quasi tutta la capitale russa, è il secondo sistema di metropolitana più frequentato al mondo per numero medio di passeggeri al giorno (dopo quello di Tokyo). È degna di nota anche per la ricca realizzazione di alcune stazioni, che recano esempi dell’arte del realismo socialista.

Molte stazioni hanno cambiato nome, alcune persino più di una volta; la metropolitana stessa fu inizialmente intitolata a Lazar’ Moiseevič Kaganovič.

La metropolitana di Mosca comprende 320,9 km di binari, 12 linee e 192 stazioni. In una normale giornata lavorativa trasporta tra gli 8 ed i 9 milioni di passeggeri. Tutte le linee sono identificate da un numero. La linea 5 – Kol’cevaja (in russo kol’co significa “anello”), interseca con un percorso circolare lungo circa 20 km tutte le altre linee, escluse la Kachovskaja e la Butovskaja.

Sulle linee radiali gli annunci delle stazioni sono fatti da una voce maschile sui treni diretti verso il centro cittadino, da una voce femminile sui treni che invece si allontanano verso le periferie. Sulla linea circolare gli annunci con voce maschile sono fatti sui treni che percorrono la linea in senso orario e con voce femminile per i treni che viaggiano in senso antiorario.

La maggior parte dei binari e delle stazioni è nel sottosuolo, benché le linee 1, 2 e 4 attraversino la Moscova viaggiando su ponti. Su un ponte, la linea 1 attraversa anche il fiume Jauza. Un’eccezione è costituita dalla linea Filëvskaja, che percorre un lungo tratto in superficie tra le stazioni Kievskaja e Molodëžnaja comprendendo 7 altre stazioni.

Architettura

Mosca possiede un patrimonio architettonico di rilevanza mondiale. La città è nota soprattutto per la Cattedrale di San Basilio, con le sue eleganti cupole a cipolla, così come la Cattedrale di Cristo Salvatore e le Sette Sorelle. Il primo Cremlino fu costruito a metà del XII secolo.

La struttura medioevale di Mosca era concepita con mura concentriche e strade radiali che si intersecano. Questo layout, così come i fiumi di Mosca, hanno contribuito a plasmare lo sviluppo della città nei secoli successivi.

Il Cremlino è stata ricostruito nel XV secolo. Le sue torri e alcune delle sue chiese sono state costruite da architetti italiani, prestando alla città un po’ di aura del rinascimento. Dalla fine del XV secolo, la città fu abbellita da un numero crescente di strutture in muratura come monasteri, palazzi, mura, torri e chiese.

L’aspetto della città non cambiò molto dal XVIII secolo. Le case erano costruite con tronchi di pino e abete rosso, con tetti a scandole intonacate con zolle o coperti da corteccia di betulla. La ricostruzione di Mosca nella seconda metà del XVIII secolo è stata resa necessaria non solo dagli incendi costanti, ma anche per le esigenze della nobiltà. Gran parte degli edifici cittadini in legno sono stati sostituiti da edifici in stile classico.

Per gran parte della sua storia architettonica, Mosca è stata dominata da chiese ortodosse. Tuttavia, l’aspetto generale della città è cambiato drasticamente durante il periodo sovietico, soprattutto a causa dello sforzo su larga scala di Iosif Stalin di “modernizzare” la città. I piani di Stalin inclusero una rete di ampi viali e strade, alcune delle quali con più di dieci corsie, che, pur semplificando notevolmente il movimento attraverso la città, sono state realizzate a spese di un gran numero di edifici e distretti storici. Tra le molte vittime delle demolizioni di Stalin era la torre Sukharev, un punto di riferimento cittadino di lunga tradizione, così come numerosi palazzi ed edifici commerciali che costeggiavano le strade principali. Il nuovo status della città come la capitale di una nazione totalitaria profondamente laica, portò alla demolizione di numerosi edifici religiosamente significativi particolarmente vulnerabili. Molte delle chiese della città, che nella maggior parte dei casi erano gli edifici più antichi e importanti della città, andarono distrutti; alcuni esempi notevoli sono la Cattedrale di Kazan e la Cattedrale di Cristo Salvatore. Negli anni 1990, entrambe sono stati ricostruite. Molte chiese più piccole, invece, sono andate perdute.

Mentre il periodo stalinista è stato caratterizzato dalla decurtazione della creatività e dell’innovazione architettonica, i precedenti anni post-rivoluzionari avevano visto una crescita di radicali nuovi edifici realizzati in città. Particolarmente degni di nota furono gli architetti costruttivisti della Vchutemas, realizzatori di importanti edifici come il Mausoleo di Lenin. Un altro importante architetto fu Vladimir Šukhov, famoso per la torre Šukhov, una delle tante torri iperboloidi progettate da Šukhov. Fu realizzata tra il 1919 e il 1922 come torre di trasmissione per una società televisiva russa. Šukhov lasciò un’eredità duratura per l’architettura costruttivista dei primi anni della Russia sovietica. Progettò spaziose gallerie di negozi, in particolare i grandi magazzini GUM sulla Piazza Rossa.

Forse il contributo più riconoscibile del periodo staliniano sono le cosiddette Sette Sorelle, che comprendono sette grattacieli enormi sparsi in tutta la città, posti a una distanza circa uguale dal Cremlino. Una caratteristica distintiva dello skyline di Mosca, la loro forma imponente sarebbe stata ispirata dal Manhattan Municipal Building a New York City, e il loro stile, con esterni intricati e una grande guglia centrale, è stato descritto come architettura gotica stalinista. Tutte le sette torri possono essere viste dalla maggior parte dei punti più alti della città; sono tra le costruzioni più alte del centro di Mosca, a parte la torre di Ostankino, che, quando è stato completata nel 1967, era la più alta struttura autoportante del mondo e oggi rimane la settantaduesima, collocandosi tra edifici come il Burj Khalifa di Dubai, il Taipei 101 a Taiwan e la CN Tower di Toronto.

L’obiettivo sovietico di fornire alloggi per ogni famiglia e la rapida crescita della popolazione cittadina hanno portato alla costruzione di grandi blocchi abitativi monotoni. Questi possono spesso essere identificati per età, robustezza di costruzione o ‘stile’, a seconda della zona ed i materiali utilizzati. La maggior parte di esse risalgono al periodo post-Staliniano e gli stili spesso prendono il nome del leader di allora al potere (Brežnev, Khruščëv, ecc.). Solitamente si trovano in uno stato di cattiva manutenzione.

Anche se la città possiede ancora alcuni palazzi di cinque piani, costruiti nella prima metà del 1960, i recenti edifici con più appartamenti sono di solito alti almeno 9 piani e hanno ascensori. Si stima che Mosca abbia oltre il doppio degli ascensori di New York City e quattro volte di più di Chicago. Moslift, una delle principali società operanti negli ascensori della città, ha circa 1500 meccanici reperibili su chiamata, per liberare i residenti rimasti chiusi in essi.

Gli edifici di epoca stalinista, presenti soprattutto nella parte centrale della città, sono enormi e di solito ornati con motivi che richiamano al realismo socialista. Tuttavia, piccole chiese – quasi sempre Ortodosse- possono essere trovate in tutta la città e offrono scorci del suo passato. La vecchia via Arabat, una popolare strada turistica che un tempo era il cuore di una zona bohémien, conserva la maggior parte dei suoi edifici antecedenti al XX secolo. Molti edifici che hanno trovato posizione lungo le strade principali del centro città (dietro le facciate staliniste di via Tverskaya, per esempio) sono anch’essi esempi di architettura borghese tipiche dei tempi zaristi. Il palazzo Ostankino, Kuskovo, Uzkoe e altri grandi patrimoni, appena fuori Mosca originariamente appartenerono ai nobili di epoca zarista, e alcuni conventi e monasteri, sia all’interno che all’esterno della città, sono aperti ai moscoviti e turisti.

Vari tentativi sono stati fatti per ripristinare i molti esempi meglio conservati dell’architettura cittadina pre-sovietica. Queste strutture restaurate sono facilmente individuabili per i loro nuovi colori brillanti e dalle facciate immacolate. Molti di questi restauri sono stati criticati per la presunta mancanza di rispetto all’autenticità storica. Il facciatismo è ampiamente praticato.[13]

All’esterno delle case spesso si trovano targhe che informano i passanti che un personaggio noto un tempo viveva lì. Spesso, le placche sono dedicati alle celebrità sovietiche non note al di fuori della Russia. Vi sono anche molte “case museo” di famosi scrittori russi, compositori e artisti.

Lo skyline di Mosca si sta rapidamente modernizzando con diversi nuovi grattacieli in costruzione.

Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale è stata ampiamente criticata per la pesante distruzione che ha colpito molti edifici storici. Si stima che un terzo del centro storico di Mosca è stato distrutto negli ultimi anni[14] per fare spazio ad appartamenti e hotel di lusso.[15] Altri edifici storici, tra cui l’hotel Moskva del 1930 e il magazzino Voentorg del 1913, sono stati rasi al suolo e ricostruiti nuovamente con l’inevitabile perdita del valore storico. Negli ultimi 12 anni più di 50 edifici con lo status di monumento furono abbattuti e molti di essi risalivano al XVII secolo.[16] Alcuni critici si chiedono anche se il denaro utilizzato per la ricostruzione degli edifici rasi al suolo non poteva essere utilizzato per la ristrutturazione delle strutture decadenti, tra cui molte opere dell’architetto Konstantin Melnikov[17] e la stazione della metropolitana Majakovskaja.

Parchi e monumenti

Vi sono 96 parchi e 18 giardini a Mosca, tra cui quattro giardini botanici. Vi sono anche 450 chilometri quadrati di zone verdi oltre a 100 chilometri quadrati di foreste.[18] Mosca è una città molto verde rispetto ad altre città di dimensioni analoghe dell’Europa occidentale e del Nord America. Vi sono in media di 27 metri quadrati di parchi per persona a Mosca rispetto ai 6 di Parigi, ai 7,5 di Londra e agli 8,6 di New York.

Il Gorkij Park (che prende il nome da Maksim Gor’kij), è stato fondato nel 1928. La parte principale (689 mila quadrati metri)[19] lungo il fiume Moscava contiene attrazioni per bambini (compresi una ruota panoramica, specchi d’acqua con barche e biciclette d’acqua), spazi per la danza, campi da tennis e altre strutture sportive. Confina con il Giardino Neskutčnyj (408 mila metri quadrati), il più antico parco di Mosca ed ex residenza imperiale, creato come risultato dell’integrazione di tre tenute nel XIX secolo. Il giardino ospita il Teatro Verde, uno dei più grandi anfiteatri aperti in Europa, in grado di contenere fino a 15 mila persone.

Diversi parchi comprendono una sezione conosciuta come “Parco della Cultura e riposo”, talvolta posti accanto ad una zona selvaggia (questo include parchi come Izmajlovskij, Fili e Sokolniki. Alcuni parchi sono designati come parchi forestali (Lesopark).

Izmajlovskij Park, creato nel 1931, è uno dei più grandi parchi urbani del mondo insieme a Richmond Park a Londra. La sua superficie di 15,34 chilometri quadrati è sei volte superiore a quella del Central Park a New York.[19]

Sokolniki Park, dal nome della caccia al falco che si teneva in passato, è uno dei più antichi parchi di Mosca e ha una superficie di 6 chilometri quadrati. Un cerchio centrale con una grande fontana è circondato da betulla, acero e olmi. Un labirinto composto di sentieri immersi nel verde si trova al di là dei laghetti del parco.

Il parco nazionale Losiny Ostrov, con una superficie totale di oltre 116 chilometri quadrati, confina con il parco Sokolniki ed è stato il primo parco nazionale della Russia. Appare abbastanza selvaggio ed è anche conosciuta come la “città taiga”. Qui possono essere visti degli alci.

Cycin è il principale Orto Botanico di Accademia delle Scienze, fondato nel 1945, è il più grande d’Europa.[21] Esso copre il territorio di 3,61 chilometri quadrati e preserva una esibizione dal vivo di oltre 20 mila diverse specie di piante provenienti da diverse parti del mondo, nonché un laboratorio per la ricerca scientifica. Esso contiene anche un roseto con 20 mila cespugli, un dendrarium e un bosco di querce rosa, con l’età media degli alberi di oltre 100 anni. Vi è anche una serra che occupa più di 5000 metri quadrati di superficie.

Il Centro espositivo di tutte le Russie (Всероссийский выставочный центр), anche se ufficialmente nominato “fiera permanente”, è in realtà uno degli esempi più importanti di architettura monumentale di epoca stanliniana. Tra le grandi aree del parco ricreativo vi sono decine di padiglioni elaborati, ciascuno dei quali rappresenta sia un settore dell’industria sovietica e della scienza o di una delle repubbliche dell’URSS. Anche se, nel corso del 1990, è stato, e per qualche parte lo è ancora, impropriamente usato come un gigantesco centro commerciale (la maggior parte dei padiglioni sono affittati alle piccole imprese), esso conserva ancora la maggior parte dei suoi monumenti architettonici, tra cui due fontane monumentali (Fiore di Pietra e amicizia delle nazioni) ed una panoramica a 360 gradi.

Il parco Lilac, fondato nel 1958, è noto per la sua esposizione permanente di sculture e un grande roseto.

Mosca è sempre stata una destinazione popolare per i turisti. Alcune delle più famose attrazioni includono la città, patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Cremlino di Mosca e la Piazza Rossa che è stato costruito tra il XIV e XVII secolo. La chiesa dell’Ascensione presso Kolomenskoe, risalente al 1532, è anch’essa un patrimonio mondiale dell’UNESCO e un’altra attrazione molto popolare.

Vicino alla nuova Galleria Tret’jakov vi è un giardino di sculture, Museon, spesso chiamato “il cimitero dei monumenti caduti” che espone le statue dell’ex Unione Sovietica rimosse dal loro posto dopo lo scioglimento.

Altre attrazioni popolari includono lo Zoo di Mosca, un giardino zoologico in due sezioni collegate da un ponte, con quasi un migliaio di specie e più di 6.500 esemplari. Ogni anno, lo zoo attira più di 1,2 milioni di visitatori.

Molti dei parchi di Mosca e giardini sono ambienti naturali protetti.

Panoramica

Uno dei musei d’arte più importanti di Mosca è la Galleria Tret’jakov, fondata da Pavel Michajlovič Tret’jakov, un ricco mecenate delle arti che ha donato la sua grande collezione privata alla città. La Galleria Tret’jakov è divisa in due edifici. La galleria Tret’jakov antica, che è la galleria originale e si trova sulla riva sud del fiume Moscava, ed espone lavori della classica tradizione russa. Qui possono essere ammirate le opere di pittori pre-rivoluzionari famosi, come Il’ja Efimovič Repin, nonché la opere dei primi pittori delle icone russe. I visitatori possono anche osservare i rari originali dell’iconografo Andrej Rublëv della prima metà del XV secolo.[48] La galleria di Tret’jakov nuova, realizzata in epoca sovietica, contiene principalmente opere di artisti sovietici, così come di alcuni dipinti contemporanei, ma vi è una certa sovrapposizione con l’antica Galleria Tret’jakov per quanto riguarda l’arte degli inizi del XX secolo. La nuova galleria comprende una piccola ricostruzione del celebre monumento di Vladimir Evgrafovič Tatlin alla Terza Internazionale e una miscela di altre opere d’avanguardia di artisti come Kazimir Severinovič Malevič e Vasilij Vasil’evič Kandinskij. Opere caratteristiche del realismo socialista si possono trovare all’interno dei padiglioni della nuova Galleria Tretyakov.

Un altro museo d’arte della città di Mosca è il Museo Puškin delle belle arti, fondato tra gli altri dal padre di Marina Ivanovna Cvetaeva. Il Museo Pushkin è simile al British Museum di Londra in quanto i suoi saloni rappresentano una sezione trasversale di opere sulla civiltà del mondo, con molte copie di sculture antiche. Tuttavia, ospita anche dipinti famosi di ogni epoca occidentale; opere di Claude Monet, Paul Cézanne, e Pablo Picasso sono presenti nella collezione del museo.

Il Museo statale di storia della Russia (Государственный Исторический музей) è un museo di storia russa situato tra la Piazza Rossa e Piazza del Maneggio. La sua collezione va dalle reliquie di tribù preistoriche che abitavano la Russia, a opere d’arte inestimabili acquisite dai membri della dinastia Romanov. Il numero totale di oggetti che qui si trovano raggiunge i diversi milioni. Il Museo Politecnico[49], fondato nel 1872 è il più grande museo tecnico della nazione, offre una vasta gamma di invenzioni storiche e conquiste tecnologiche, tra cui automi umanoidi dal XVIII secolo e il primo computer sovietico. La sua collezione contiene più di 160.000 articoli.

Mosca è anche il cuore dello spettacolo russo, tra cui il balletto e il cinema. Vi sono 93 teatri, 132 cinema e 24 sale da concerto a Mosca. Tra i molti teatri di Mosca e di balletto vi è il Teatro Bol’šoj, il teatro Vachtangov e il Teatro d’Arte di Mosca. I repertori in una tipica stagione di Mosca sono numerosi e moderne interpretazioni di opere classiche, sia operistiche o teatrali.

La Casa Internazionale di Musica inaugurata nel 2003 è conosciuto per i suoi spettacoli di musica classica. Essa possiede anche il più grande organo della Russia.

Vi sono anche due grandi circhi di Mosca: Il Circo Statale di Mosca e il Circo sul Tsvetnoy Boulevard.

Il Museo dei cosmonauti posto sotto il Monumento ai conquistatori dello spazio che si trova alla fine del Viale dei Cosmonauti è il luogo della memoria per il programma spaziale sovietico.

La filmografia sovietica sono parte integrante della storia del cinema russo e del cinema russo d’avanguardia e lo studio cinematografico Mosfil’m è stato il luogo di produzione di molti film classici.[53] Tuttavia, nonostante la continua presenza e la grande reputazione internazionale dei cineasti russi, lo studio oggi è molto meno prolifico di un tempo. Film rari e storici possono essere visti nel cinema Salut, dove i film della collezione dal Museo del Cinema[54] vengono mostrati regolarmente.

Il Museo di Architettura statale Ščusev, che si trova non lontano dal Cremlino, è il museo nazionale di architettura russa e prende il nome dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev.

Tra gli altri musei cittadini che si possono menzionare l’Arsenale del Cremlino, il Museo Bulgakov, il Museo centrale della Federazione Russa delle aeronautiche militarie il Museo di arte multimediale.

Vita notturna

La città è ricca di diversi tipi di locali, ristoranti e bar. Il centro della città di Mosca e Rublevka (la zona più costosa della città) possiedono una vasta scelta di strutture di lusso. La via Tverskaya è una delle strade più trafficate dello shopping.

L’adiacente Tretyakovsky Proyezd, posta a sud di via Tverskaya, ospita boutique di lusso come Bulgari, Tiffany & Co., Armani, Prada e Bentley.[55] La vita notturna a Mosca è cresciuta dalla fine dell’era sovietica oggi la città vanta alcune tra le più grandi discoteche del mondo.


 

San Pietroburgo (book fotografico e video)

 

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Book fotografico di San Pietroburgo (Russia)

San Pietroburgo (in russo: Санкт-Петербург, traslitterato: Sankt-Peterburg) è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione, con circa 5 milioni di abitanti (2012), nonché il porto più importante del paese. È inoltre una città federale. Fondata dallo Zar Pietro il Grande (1682-1725) sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nella baia omonima, parte del golfo di Finlandia, fu a lungo capitale dell’Impero russo, sede della Corte degli Zar ed oggi è uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa. Si può considerare la metropoli più a nord del mondo.

La città sorge alla foce del fiume Neva, sul Mar Baltico e include nella sua ampia area urbana anche alcune isole. È situata ai confini con la Finlandia e l’Estonia, sulla riva più orientale del Golfo di Finlandia, equidistante da Helsinki e Tallinn. È capoluogo del Distretto Federale Nordoccidentale e dell’Oblast’ di Leningrado, pur non facendone parte.

L’area della città di estende per 605,8 chilometri quadrati. L’area del soggetto federale è di 1.439 chilometri quadrati, che comprende San Pietroburgo (con gli ottantuno circondari comunali), nove città comunali – (Kolpino, Krasnoe Selo, Kronštadt, Lomonosov, Pavlovsk, Petergof, Pushkin, Sestroretsk, Zelenogorsk) – e ventuno insediamenti comunali.

San Pietroburgo è situata sulla pianura della taiga lungo le rive della Baia della Neva del Golfo di Finlandia e sulle isole del delta del fiume. Le isole più grandi sono l’isola Vasil’evskij, l’Isola Krestovskij e l’isola Dekabristov e Krestovsky. L’istmo careliano, nord della città, è una zona rinomata per il turismo. A sud di San Pietroburgo si trovano spesso delle formazioni di Klint baltico.

L’altitudine della città varia dal livello del mare al suo punto più alto di 175,9 metri della collina Orekhovayas. Parte del territorio della città a ovest della Prospettiva Liteyny non supera i 4 metri sul livello del mare e ha sofferto di numerose inondazioni. Le inondazioni a San Pietroburgo sono conseguenti ad un’onda lunga nel Mar Baltico, causata da condizioni meteorologiche, dai venti e dalla superficie della Baia della Neva. Le quattro inondazioni più disastrose si sono verificate nel 1824 (421 centimetri sopra il livello del mare, durante la quale oltre trecento edifici sono stati distrutti), nel 1924 (380 centimetri), nel 1777 (321 centimetri), nel 1995 (293 centimetri) e nel 1975 (281 centimetri). Per preveire questi eventi, è stata inaugurata nel 2005 la diga di San Pietroburgo.

Dal XVIII secolo, il terreno della città è stato innalzato artificialmente, in alcuni punti di oltre 4 metri, fondendo insieme le varie isole e cambiando l’idrologia cittadina. Oltre alla Neva e ai suoi affluenti, altri importanti fiumi del soggetto federale di San Pietroburgo sono il Sestra, l’Okhta e l’Izhora. Il lago più grande è il Sestroretsky Razliv a nord, seguito dal Lakhtinsky Razliv e da altri laghi più piccoli.

Grazie alla sua posizione in circa 60° N di latitudine la lunghezza del giorno a Pietroburgo varia attraverso le stagioni, dalle 5:53-18:50. Il periodo che va da metà maggio a metà luglio, quando il crepuscolo può durare tutta la notte è chiamato le “notti bianche” o “sole di mezzanotte”.

Precedenti nomi

Pietrogrado (in russo: Петроград, traslitterato: Petrograd), dal 31 agosto (18 agosto del Calendario Giuliano) 1914 al 26 gennaio 1924[1].
Leningrado (in russo: Ленинград, traslitterato: Leningrad), dal 26 gennaio 1924 al 6 settembre 1991.

La città

San Pietroburgo possiede tre grattacieli: la “Torre Leader” (140 m), L'”Alexander Nevsky” (124 m) e l'”Atlantic City” (105 m), tutti e tre sono situati lontano dal centro storico. L’attuale normativa vieta la costruzione di edifici alti nel centro della città. La torre televisiva di San Pietroburgo con i suoi 310 metri è la struttura più alta in città. Tuttavia, vi è stato un controverso progetto approvato dalle autorità cittadine, e conosciuto come “Centro Okhta”, per costruire un palazzo di 396 metri. Nel 2008, il World Monuments Fund ha incluso lo skyline storico di San Pietroburgo sulla lista dei 100 siti più a rischio di estinzione a causa delle previste edificazioni che rischiano di danneggiarlo irrimediabilmente.[16] Il progetto del “Centro Okhta” è stato definitivamente annullato alla fine del 2010 mentre il progetto del “Centro Lakhta” si avvia alla periferia della città. Il complesso comprende un grattacielo di 463 metri di altezza adibito ad ospitare uffici e vari altri edifici più bassi per diversi usi. Il progetto del “Centro Lakhta” ha suscitato molte meno polemiche e, a differenza del precedente progetto abbandonato, non è considerato dall’UNESCO come una potenziale minaccia per il patrimonio culturale trovandosi molto lontano dal centro storico. La costruzione del grattacielo è già iniziata, l’edificio dovrebbe essere pronto per il 2017. Si presume che esso sarà il più alto in Russia e in Europa.

A differenza di Mosca, a San Pietroburgo l’architettura storica dal centro della città, in gran parte costituita da edifici barocchi e neoclassici del XVIII XIX secolo è stata in gran parte conservata; anche se un certo numero di edifici sono stati demoliti dopo la presa del potere da parte dei bolscevichi. Il più antico edificio tutt’oggi esistente è una casa in legno costruita per Pietro I nel 1703 sulla riva del Neva vicino a piazza Trinity. Dal 1991 il centro storico di San Pietroburgo e i relativi gruppi di monumenti sono stati elencati dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

L’insieme della Fortezza di Pietro e Paolo con la Cattedrale di Pietro e Paolo prendono una posizione dominante sull’isola Zayachy lungo la riva destra del fiume Neva. Ad ogni mezzogiorno un cannone spara un colpo a salve dalla fortezza. La moschea di San Pietroburgo, la più grande moschea d’Europa, quando è stata aperta nel 1913, è situata sulla riva destra. La Strelka, che divide il fiume in due grandi bracciali, la Neva Bolshaya e la Neva Malaya, è collegata alla sponda nord (Isola di Petrogradsky) attraverso il ponte Birzhevoy. La costa meridionale dell’isola Vasil’evskij lungo la Neva Bolshaya presenta alcuni degli edifici più antichi della città, risalenti al XVIII secolo, tra cui il Kunstkamera, i Dodici collegi, il Palazzo Menšikov e la Accademia russa di belle arti.

Al sud, sulla riva sinistra del Neva, collegata all’isola di Vasil’evskij attraverso il ponte del palazzo, si trovano il palazzo dell’Ammiragliato, il vasto complesso del Museo dell’Ermitage che si estende lungo il Lungoneva Dvorcovaja e che comprende il barocco Palazzo d’Inverno, ex residenza ufficiale degli imperatori russi, così come il neoclassico Palazzo di Marmo neoclassico. Il Palazzo d’Inverno si affaccia sulla Piazza del Palazzo, la piazza principale della città dove vi è la Colonna di Alessandro.

La Prospettiva Nevskij, è anch’essa situata sulla riva sinistra della Neva, ed è il viale principale della città. Inizia all’Ammiragliato e corre verso est vicino alla Piazza del Palazzo. La Prospettiva Nevskij attraversa il Moika (ponte verde), il canale Griboedov, la via Sadovaya, il canale Fontanka, incontra la Prospettiva Liteyny e procede alla piazza Vosstaniya vicino alla stazione ferroviaria Moskovsky, dove si incrocia con la Prospettiva Ligovsky e si rivolge verso il Monastero di Aleksandr Nevskij. Il Passaggio, la Chiesa cattolica di Santa Caterina, la casa dei libri (ex edificio dell’azienda Singer in stile Art Nouveau), il Grand Hotel Europa, la Chiesa Luterana di San Pietro e San Paolo, la biblioteca nazionale russa, il teatro Aleksandrinskij la statua di Caterina la Grande, la Cattedrale di Kazan’, il palazzo Stroganov, il palazzo Aničkov e il palazzo Beloselsky-Belozersky sono tutti situati lungo quel viale.

Il monastero di Aleksandr Nevskij, destinato ad ospitare le reliquie di San Alexander Nevsky, è un importante centro di educazione cristiana in Russia. Contiene anche il Cimitero Tichvin con tombe di molti pietroburghesi celebri.

Sul terreno tra la Neva e Prospettiva Nevsky si trovano la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, il palazzo Mikhailovsky che ospita il Museo Russo, il Campo di Marte, il castello Mimajlovskij, il giardino d’estate, il Palazzo di Tauride, l’Istituto Smol’nyj e il convento Smol’nyj.

Molti punti di riferimento importanti sono situati ad ovest e a sud del Palazzo dell’Ammiragliato, tra cui la Cattedrale della Trinità – Izmajlovskij, il Palazzo Mariinskij, l’Hotel Astoria, il famoso Teatro Mariinskij, la Cattedrale di Sant’Isacco e la Piazza del Senato, anche noto come Piazza dei Decabristi con la statua del Cavaliere di Bronzo, monumento equestre del XVIII secolo a Pietro il Grande, che è considerato uno tra i simboli più riconoscibili della città.

Altri simboli di San Pietroburgo includono la banderuola a forma di una piccola nave in cima alla guglia dorata dell’Ammiragliato e l’angelo dorato sulla sommità della Cattedrale di Pietro e Paolo. Vi sono centinaia di piccoli ponti a San Pietroburgo che si estendono sui numerosi canali e affluenti della Neva, alcuni tra i più importanti dei quali sono il Moika, Fontanka, il canale Griboedov, l’Obvodnyj kanal, la Karpovka e la Smolenka. A causa della intricata rete di canali, San Pietroburgo è spesso chiamata la “Venezia del Nord”. I fiumi e canali nel centro della città sono fiancheggiati da argini di granito. Gli argini e i ponti sono separati da fiumi e canali di granito o parapetti in ghisa.

I sobborghi meridionali della città sono caratterizzati da antiche residenze imperiali, tra cui Peterhof, con le maestose fontane a cascata fontana e parchi, Carskoe Selo, con il Palazzo di Caterina in stile barocco e il neoclassico Palazzo di Alessandro e la reggia di Pavlovsk (reggia), contenente un palazzo a cupola dell’imperatore Paolo I di Russia e uno dei più grandi parchi in stile inglese in Europa. Alcuni altri palazzi situati nelle vicinanze e facenti parte del patrimonio mondiale, tra cui un castello e il parco di Gatčina, in realtà appartengono a l’Oblast’ di Leningrado piuttosto che a San Pietroburgo. Un altro sobborgo notevole è Kronštadt con le sue fortificazioni del XIX secolo e monumenti navali, che occupa l’isola Kotlin nel Golfo di Finlandia.

Musei

San Pietroburgo possiede più di duecento musei, molti dei quali sono ospitati in edifici storici. Il più grande di essi è il Museo dell’Ermitage, all’interno della ex residenza imperiale e con una vasta collezione di arte. Il Museo Russo è un grande museo dedicato specificamente all’arte russa. Un altro museo di ate importante è il Museo Stieglitz.

Gli appartamenti di alcuni pietroburghesi famosi sono stati trasformati in musei, tra cui Alexander Pushkin, Fëdor Dostoevskij (Museo letterario memoriale Fëdor Michajlovič Dostoevskij), Nikolaj Rimskij-Korsakov, Feodor Chaliapin, Alexander Blok, Vladimir Nabokov (Museo letterario Vladimir Nabokov), Anna Achmatova, Michail Michajlovič Zoščenko, Iosif Aleksandrovič Brodskij, così come alcuni del palazzi e parchi dei sobborghi meridionali (il Palazzo di Alessandro, il Palazzo di Caterina e il Palazzo di Marmo).

Il Kunstkamera, con la sua collezione iniziata nel 1714 da Pietro il Grande per raccogliere curiosità provenienti da tutto il mondo, a volte è considerato il primo museo della Russia. Il Museo etnografico russo, che è stato diviso dal Museo russo, è dedicato alle culture dei popoli della Russia, ex Unione Sovietica e dell’Impero Russo.

Un certo numero di musei forniscono informazioni sulla storia sovietica di San Pietroburgo, tra cui il Museo dell’assedio, che descrive l’assedio di Leningrado e il Museo di Storia Politica.

Altri musei importanti sono il Museo navale militare centrale fino al 2013 ospitato nel palazzo della Antica Borsa di San Pietroburgo, il Museo dell’Artico e dell’Antartico e il Museo memoriale Suvorov. In città si trovano ormeggiate due navi storiche oggi trasformate in musei l’incrociatore Aurora e il rompighiaccio Krasin.

Turismo

San Pietroburgo vanta un notevole patrimonio storico e culturale ed è quindi considerata una destinazione turistica molto attraente.

Il complesso architettonico cittadino e suburbano del XVIII e XIX secolo è conservato in forma praticamente invariata. Per vari motivi (compresa la distruzione su larga scala durante la seconda guerra mondiale e la costruzione di edifici moderni nel dopoguerra nei più grandi centri storici d’Europa), San Pietroburgo è diventata una riserva unica degli stili architettonici europei degli ultimi tre secoli. La perdita da parte di San Pietroburgo dello status di capitale ha aiutato la città a conservare molti dei suoi edifici pre-rivoluzionari, in quanto le architetture moderne e i “progetti di prestigio” proposti nel periodo sovietico sono state realizzate a Mosca; ciò ha impedito in gran parte il sorgere di architetture del medio-tardo XX secolo e ha contribuito a mantenere l’aspetto architettonico del centro storico della città.

L’aspetto originale e maestoso di San Pietroburgo, nonostante la presenza di palazzi dall’architettura un po’ severa e formale del dopoguerra, nasce dalla varietà di dettagli architettonici, compresi viali lunghi e diritti, vasti spazi, giardini e parchi, sculture monumentali e decorative. Il fiume Neva e i numerosi canali sono ben integrati con gli spazi cittadini. Tutte queste vie d’acqua sono in evidente rilievo attraverso tutta la città, con i loro argini e ponti che aggiungono dettagli ulteriori di fascino all’atmosfera già unica di San Pietroburgo.

Il centro storico di San Pietroburgo, incluso dal 1990 nella lista dell’UNESCO dei Patrimoni dell’umanità, annovera architetture, monumenti e musei celebri in tutto il mondo. Nuovi programmi turistici e visite guidate sono state sviluppati per coloro che desiderano godere del patrimonio culturale cittadino.

La città dispone di 221 musei, 2000 biblioteche, più di 80 teatri, 100 organizzazioni concertistiche, 45 gallerie e sale espositive, 62 cinema e circa 80 altri istituti culturali. Ogni anno la città ospita circa 100 festival e vari concorsi di arte e cultura.

Nonostante l’instabilità economica degli anni 1990, non un solo teatro importante o museo fu chiuso a San Pietroburgo; al contrario molti nuovi sono stati aperti, ad esempio, un museo privato di marionette (aperto nel 1999) è il terzo museo del suo genere in Russia, dove le collezioni di oltre 2000 bambole sono presentate. La città non è solo sede del famoso Museo dell’Ermitage e del Museo di Stato Russo con la sua ricca collezione di arte russa ma anche di palazzi e monumenti prestigiosi.

Le attrazioni architettoniche del XVIII e XIX secolo comprendono poi la Fortezza di San Pietro e San Paolo, la Cattedrale della Resurrezione, l’Istituto Smol’nyj, la Piazza del Palazzo con il Palazzo d’Inverno, la Prospettiva Nevskij, il palazzo della borsa e la sede dell’Università statale, ospitata nel Collegio dei dodici sull’Isola Vasilyevskiy, Piazza Dekabristov con il monumento a Pietro il Grande (eretto nel 1782), il Teatro Mariinsky, Via Rossi e Piazza Ostrovskij, Piazza delle Arti, il Castello degli ingegneri, e la Sinagoga grande corale.

Con un programma culturale ricco e un gran numero di siti del patrimonio mondiale, nonché una infrastruttura turistica in via di sviluppo, San Pietroburgo è diventata tra i centri più importanti del mondo della cultura e del turismo.

La posizione di San Pietroburgo, vicina al circolo polare artico, fa sì che il crepuscolo duri per tutta la notte durante l’estate, soprattutto da metà maggio a metà luglio; questo fenomeno è conosciuto come notti bianche e in questo periodo la vita culturale della città è ancora più fervente e attiva.

Molti edifici storici della città sono stati restaurati per il trecentesimo anniversario della fondazione di San Pietroburgo (27 maggio 2003) e per il G8, svoltosi nella città nel 2006, altri sono in corso di restauro.


 

Kazan (book fotografico)

 

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Book fotografico di Kazan (Russia)

Kazàn’ (in russo: Казань in tàtaro Казан Qazan, in latino: Casanum o Cazanum) è la capitale del Tatarstan e l’ottava città della Russia per popolazione. È un importante centro commerciale, industriale e culturale, e rimane il più importante sito della cultura tatara. Si trova alla confluenza del Volga con il Kazanka, nella Russia europea centrale. La città è stata sede della XXVII Universiade dal 6 al 17 luglio 2013.

Luoghi d’interesse

Cremlino di Kazan
All’interno del cremlino della città, considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si trovano alcuni degli edifici più rappresentativi della capitale del Tatarstan. Ovvero:

La Torre Sjujumbike, edificio simbolo del cremlino, la cui storia è ancora avvolta nel mistero;
La Torre Spasskaja, che prende il nome dall’icona del Volto Santo (in russo: Спас Нерукотворный?);
La moschea di Qol-Şärif, considerata tra le più grandi moschee dell’intera Europa;
La cattedrale dell’Annunciazione, per secoli la più importante chiesa ortodossa della città;
Il monastero della Trasfigurazione, fondato nel 1556 da San Barsanufio di Tver’.

Chiese e monasteri
Nonostante numerose demolizioni, avvenute durante il periodo sovietico, la città conserva ancora edifici religiosi cristiani di rilievo, come:

La cattedrale dell’Epifania;
La cattedrale di San Nicola;
La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo;
La chiesa in memoria dei caduti durante l’assedio di Kazan’;
La chiesa di Santa Barbara;
La chiesa di San Nicola;
La chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce (cattolica);
Il monastero della Madonna di Kazan’;
Il monastero della Dormizione Zilantov;
Il monastero di San Giovanni Battista;
Il monastero Kizičeskij;

Nelle immediate vicinanze di Kazan’ hanno sede:
Il monastero di Raifa.
Il monastero della Dormizione di Svijažsk;

Moschee

La città ospita varie moschee di particolare interesse storico ed architettonico, come:

La moschea Märcani;
La moschea Nurulla;
La moschea Äcem;
La moschea Soltan;
La moschea Apanay;
La moschea Bornay;
La moschea dell’Anniversario.

Altri luoghi d’interesse

Il canale Bolaq;
L’Arco dell’Anniversario;
Il Palazzo degli agricoltori;
Il Tempio di tutte le religioni.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com