Tutto quello che c’è da sapere sulle ferrovie dell’ex Unione Sovietica tra Russia, Ucraina e Bielorussia

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Che abbia un debole per i paesi dell’ex Unione Sovietica non è stato mai un segreto ma durante i miei articoli non vi ho parlato molto delle loro ferrovie! Durante i miei viaggi ho visitato tutte le nazioni indipendenti dopo la caduta dell’Unione Sovietica ad eccezione dell’Azerbaijan, Uzbekistan, Turkmenistan e Tagikistan e in quasi tutti questi posti ho viaggiato almeno con una volta un treno locale.
Per questo motivo in questo articolo vi voglio parlare in modo generale di queste ferrovie, magari prendendo come esempio quelle più efficienti e/o relativamente più vicine a noi: ovvero Russia, Ucraina, Bielorussia (ci rivedremo tra qualche settimana quando mi soffermerò su ogni singola nazione).

Se avete intenzione di viaggiare nella terra degli zar, dovete sapere che il modo più semplice per spostarsi da una città all’altra in linea di massima è proprio il treno e dalla mia esperienza personale posso affermare che i treni sono buoni e non così fatiscenti come magari pensiate.
Durante questi anni ho avuto il modo di spostarmi tra le varie città quasi sempre con il treno, usando qualche accorgimento e un poco di lingua russa mi sono sempre trovato bene!


TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE

Quali sono le classi dei treni?

Vi ricordo che le carrozze si suddividono in 3 classi e non solo 2 come in Italia!! In genere i comfort standard sono: lenzuola pulite e sigillate, radio e luci per tutto lo scompartimento, luce personale sopra il letto, appendiabiti, box dove mettere i bagagli sotto i due letti bassi e sopra la porta, riscaldamento e aria condizionata (non sempre presente e non sempre funzionante).

Prima classe: Lyuks (Люкс) gli scompartimenti sono con soli 2 letti e tanti comfort aggiuntivi come tv, prese di corrente vicina e altro ancora.
Seconda classe: Kupe (Купе) gli scompartimenti sono con 4 letti, 2 sopra e 2 sotto ed è secondo me è il giusto rapporto qualità/prezzo.
Terza classe: Platskart (Плацкарт) è un pezzo della memoria sovietica rimasta ancora indelebile! Gli scompartimenti sono del tutto simili a quelli di seconda classe ma con l’unica differenza che non sono chiusi e quindi praticamente senza privacy visto che tutti vi possono vedere.

Su alcuni treni esiste anche un’ulteriore quarta classe Zahal’nyi (Загальний), dove ci sono solo posti a sedere che in genere è utilizzato per i tragitti a o senza la necessità di viaggiare di notte

Fatta questa lunga premessa ovviamente il prezzo tra le 3 classi cambia tantissimo: in base al proprie esigenze, ai vostri compagni d’avventura e al vostro budget si potrà scegliere quella più adeguata! Personalmente ho viaggiato da solo in prima classe prenotando un solo posto, ho viaggiato da solo  in seconda classe prenotando un singolo posto e ho anche viaggiato da solo prenotando da solo l’intero scompartimento da 4 posti per avere la massima tranquillità visto che in certe tratte non è prevista la prima classe.


Dove prenotare i treni?

Sul web troverete svariati siti che vi permetteranno di prenotare un biglietto delle ferrovie russe, ucraine o bielorusse ma quasi sempre i prezzi che troverete saranno sicuramente più alti rispetto a quelli reali ufficiali perchè questi portali applicano un ricarico di guadagno e in alcuni casi anche triplo o quadruplo. Fino a qualche anno fa l’unica cosa che poteva indurre il turista a prenotare su questi siti era il fattore lingua inglese perchè in passato i siti ufficiali erano solo in lingua locale e quindi scritti anche in cirillico ma da qualche anno anche loro si sono occidentalizzati e utilizzano la doppia lingua russa/inglese facilitando così le prenotazioni dall’occidente.
I siti di riferimento sono:

RZD (РЖД) – ferrovie russe – https://pass.rzd.ru/main-pass/public/en
Ukrzaliznycja (Укрзалізниця) –  ferrovie ucraine – https://booking.uz.gov.ua
Ferrovie Bielorusse – Беларуская чыгунка – http://www.rw.by/en/


Il biglietto acquistato online è valido per salire a bordo?biglietto lviv-odessa

Nel 90%-95% dei casi il biglietto acquistato online permette di salire a bordo senza la necessità di ritirare il biglietto cartaceo ma semplicemente mostrando il codice prenotazione al provodnìk o alla provodnitsa (addetto o addetta alla carrozza) che sparerà il vostro QR code per verificarne la validità.

Nei miei viaggi non ho avuto quasi mai problemi con il biglietto online tranne 2 volte dove ho dovuto ritirare il biglietto direttamente allo sportello ma in quei casi si trattava entrambi di 2 città di confine: una volta in Bielorussia da Brest a Minsk e un’altra volta in Ucraina da Užhorod a Lviv


Si riesce a dormire senza problemi?

A seconda della vostra classe di appartenenza guadagnerete una percentuale più alta o più bassa di dormire: ogni cuccetta ha un materasso, lenzuola e cuscino ma i contesti sono totalmente diversi!
In prima classe si è soltanto con un’altra persona e teoricamente chi spende di più e sceglie la classe più alta è per riposare senza grossi problemi (se siete fortunati magari viaggerete addirittura da soli).
La seconda classe è il giusto mix qualità/prezzo e quindi tutti i posti sono quasi sempre tutti pieni e sarete in compagnia di altre 3 persone. Se vi troverete con famiglie locali sarete in una botte di ferro: sono molto diligenti e rispettosi, si mettono a dormire presto e non fanno baccano durante la notte … ma….se vi trovate con un gruppo di amici con bottiglie al seguito potreste avere qualche problemino in più 🙂
La terza classe invece è tutto un’incognita: preparatevi a stare tra uomini, donne, bambini, caldo insopportabile, freddo impensabile ma soprattutto a convivere tutto il viaggio con un odore inconfondibile di un mix tra cibo, bevande e pulizia non proprio adeguata di qualche soggetto che viaggerà con voi! La platskart è tanto economica ma anche tanto pazzesca e una volta nella vita vi consiglio di farla.


Sicurezza sui treni

Su ogni treno c’è almeno un poliziotto che quasi sicuramente parlerà solo russo ma quando c’è da farsi capire ci si fa capire. Su ogni vagone c’è un provodnìk o una provodnitsa: i conduttori del vagone che stanno sempre svegli e per qualunque problema andate da lui/lei.
Riguardo ai furti state tranquilli che siete tutti sulla stessa barca (anzi, sullo stesso treno): un ladro non ha modo di scappare facilmente visto che le fermate non sono molto frequenti e i treni in genere percorrono lunghe tratte senza fermarsi.
Inoltre per salire sul treno il provodnik fa scendere una scaletta solo dopo aver verificato che il passeggero abbia un biglietto valido e quindi è semplicemente impossibile che di notte nel vagone entri gente a caso.

Un capitolo a parte è per la terza classe platskart dove dopo poche ora si crea un grande patto di fiducia tra le tantissime persone e si inizia a condividere la propria quotidianità con enorme naturalezza: dal vecchietto che si impietosisce vedendo i tuoi pasti scadenti e ti offre i formaggi, alla vecchietta che ti racconta storie incredibili di cui tu capisci solo una parola su cinquanta, ai bambini che giocano a un due tre stella correndo per il corridoio … e così via … e vi sembrerà assurdo ma difficilmente succede qualche furto.


Cosa mangiare sui treni

Sul treno l’unica cosa che non potrà mancare è l’acqua bollente a volontà per farvi il classico tè! Se dovete fare un piccolo tragitto allora no problem altrimenti vi consiglio di farvi una bella spesa prima di partire oppure tra una sosta e l’altra scendete un attimo dal treno per fare un poco di spesa nei minimarket delle varie stazioni o ancora meglio nelle babushke (nonnine) che passano per vendere il proprio cibo fatto in casa che io adoro.

Certe volte a seconda della tratte e dei treni più o meno nuovi è presente anche un vagone ristorante dove potersi sedere a ordinare qualcosa oppure magari nei treni a lunga percorrenza e a seconda della classe ho avuto anche servito dell’acqua in bottiglia con del cibo confezionato per fare uno spuntino o la colazione.


 Consigli e informazioni da ricordare

Numero del treno: più alto è il numero, più il treno è lento e vecchio.
Numero cuccetta: i numeri pari identificano le cuccette superiori, i numeri dispari quelle inferiori.
Posizione cuccetta: meglio evitare quelle dal numero 1 al numero 4 perché vicine all’assistente di carrozza e al samovar (un contenitore metallico tradizionalmente usato per scaldare l’acqua)  quindi ci sarà un viavai continuo) e la stessa cosa vale dalla 33 alla 36 perchè vicine alla toilette.
Orari in Russia: gli orari dei treni indicati sui biglietti, gli orari in stazione e gli orari sui treni fa sempre riferimento all’orario di Mosca a prescindere del fuso orario ma questo vale solo se viaggiate in Russia e non negli altre nazioni.
Tempi di sosta: nel corridoio di ogni carrozza c’è l’elenco delle fermate con l’indicazione degli orari di arrivo e ripartenza: in alcune stazioni i treni si fermano solo per un paio di minuti e in questo caso non potrete scendere per prendere una bocca d’aria e comprare qualcosa.
Tempi di chiusura delle toilette: i bagni vengono chiusi per un tot di minuti prima di arrivare nelle stazioni principali e riaperti solo dopo un tot di minuti: i tempi sono indicati sulla porta della toilette (con le stazioni più grandi possono venir chiuse anche 30-40 minuti prima e riaperte solo dopo 30-40 minuti).

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Minsk-Мінск-Минск, Mahilëŭ-Магілёў-Могилёв-Mogilev, Homel-Гомель-Gomel, Hrodna-Гро́дна-Grodno, Brėst-Брэст (Bielorussia-Белару́сь-Belarus) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Bielorussia-Белару́сь-Belarus

bandiera_mappa_bielorussia

La Bielorussia (in bielorusso: Белару́сь, in russo: Белору́ссия?, detta anche Russia Bianca, è uno stato dell’Europa orientale.

Confina a ovest con Polonia e Lituania, a est con la Russia, a sud con l’Ucraina e a nord con la Lettonia; è uno stato senza sbocco al mare, ma esistono corsi d’acqua navigabili.

La Bielorussia è una repubblica, l’attuale presidente è Aleksandr Lukašenko e il primo ministro è Mikhail Myasnikovich, che sostituisce dal 2010 Sjarhej Sidorski.

Le lingue ufficiali sono il bielorusso e il russo dal 1995.

Viene attraversata da tre fiumi principali: il Nëman, il Pripjat e il Dnepr che si dirige verso l’Ucraina per sfociare nel Mar Nero. Molto importante è anche la Dvina occidentale, che attraversa le regioni settentrionali del paese. La Bielorussia è relativamente pianeggiante e ricca di paludi. Il più grande territorio paludoso è la Polesia.

Il suo punto più alto è la Dzjaržynskaja Hara (Monte Dzeržinskij), con 345 m, mentre il punto più basso è sul fiume Neman a 90 m.

Religione

Come in tanti stati dell’ex-URSS, la maggioranza della popolazione si dichiara cristiana Dalla fine del governo comunista, avvenuta nei primi anni novanta, le chiese cristiane hanno avuto una forte ripresa e oggi il 60% dei bielorussi si dichiara ortodosso, il 17% cattolico, circa il 2% protestante, con percentuali minori di altre confessioni cristiane. Sono sostanzialmente assenti o quasi assenti altre fedi religiose. Come conseguenza storica dell’ateismo di Stato della ex Unione Sovietica, una parte consistente della popolazione si dichiara non appartenente ad alcuna fede religiosa: ben il 28,9%, nella voce “agnostici” (che comprende atei, agnostici e non credenti) secondo Quaderni della Chiesa che soffre – Rapporto 2002 sulla libertà religiosa nel mondo.

Lingue

Le lingue ufficiali dello Stato sono il bielorusso e il russo[1] dal 1995. Sebbene entrambe siano ufficiali e gran parte delle indicazioni siano scritte in bielorusso, la popolazione tende a parlare il russo. È molto difficile trovare una persona che parli solo bielorusso, mentre è facile il contrario. Il russo è la lingua usata dal 70% della popolazione, contro il 23% del bielorusso; il resto è rappresentato da minorazione linguistiche, tra cui polacco e ucraino.

Regioni

l più alto livello amministrativo, la Bielorussia è divisa in 6 voblasci e un territorio della capitale (horad, ovvero “città”), ossia la città di Minsk.

Minsk, horad
Voblasc’ di Brėst (Brėst)
Voblasc’ di Homel’ (Homel’)
Voblasc’ di Hrodna (Hrodna)
Voblasc’ di Mahilëŭ (Mahilëŭ)
Voblasc’ di Minsk (Minsk)
Voblasc’ di Vicebsk (Vicebsk)


Minsk (book fotografico)

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Book fotografico di Minsk (Bielorussia) 2013

 

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Book fotografico di Minsk (Bielorussia) 2014


Minsk (in bielorusso: Мінск o Менск, in russo: Минск) è la capitale e principale città della Bielorussia (1.921.861 abitanti al 2014) e sede della Comunità degli Stati Indipendenti. È anche il capoluogo della voblasc’ omonima (Regione di Minsk) dalla quale è extraterritoriale, costituendosi come un’entità autonoma.

Essendo Minsk la capitale di uno stato autoritario, il sentimento nazionale e la propaganda sono molto radicati nel pensiero e nel paesaggio cittadino. Non è difficile infatti vedere numerosi slogan in rosso e verde (il colore della bandiera nazionale) con scritto “Io amo la Bielorussia” o “Insieme noi siamo la Bielorussia” o ancora “Siamo bielorussi!”. Non è difficile nemmeno imbattersi in palazzi colorati di rosso e verde.

Musei

Museo della Grande Guerra Patriottica
Museo delle arti nazionali
Museo della storia e della cultura nazionale
Museo del folklore e dell’etnografia
Museo letterario Maksim Bagdanovič
Museo letterario
Museo della storia antica bielorussa
Museo della natura e dell’ambiente
Museo della civiltà contadina bielorussa
Museo della “Storia Moderna”

Biblioteche

Biblioteca Nazionale di Bielorussia

Teatri

Teatro nazionale Maksim Gorkij
Teatro nazionale Yanka Kupala

Chiese principali

Cattedrale del Santo Spirito
Cattedrale di Santa Maria Vergine
Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa dei Santi Simone e Elena
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Cattedrale cattolica di San Simeone
Chiesa di San Donnino

Università

Università di stato bielorussa
Università statale della tecnologia agricola
Università tecnica nazionale
Università medica statale
Università economica statale
Università statale della cultura e delle arti
Università statale degli studi pedagogici “Maksim Tank”
Università statale di informatica e radioelettronica
Università statale dell’educazione fisica
Università statale della tecnologia
Università statale linguistica di Minsk
Università statale internazionale degli studi ambientali Andrej Saharov


Mahilëŭ (book fotografico)

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Book fotografico di Mogilev (Bielorussia)

 

Mahilëŭ (in bielorusso Магілёў, in russo: Могилёв, Mogilёv) è una città della Bielorussia orientale, capoluogo della voblasc’ omonima. Sorge sul fiume Dnepr, in una zona collinare situata circa 180 km a est di Minsk.

Situata nel nord-est della Bielorussia, secondo le stime del 2001 Mahilëŭ contava 360.000 abitanti. La città è situata sul fiume Dnepr, e non è molto lontana dai grandi centri industriali di Orša, Vicebsk e Smolensk

Importante nodo ferroviario, Mahilëŭ possiede industrie specializzate nei settori meccanico, chimico, elettrotecnico, edile, alimentare, tessile. Ospita inoltre diversi istituti di studio, un teatro e un museo regionale. È sede di un aeroporto.


Homel (book fotografico)

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Book fotografico di Gomel (Bielorussia)

 

Homel’ (in bielorusso: Гомель?, traslitterato: Homel; in russo: Гомель, traslitterato: Gomel) è la seconda città (515.325 ab. al 2013) più popolosa della Bielorussia, capoluogo.

Homel’ è situata nella parte sudorientale del paese, sulla sponda destra del fiume Sož, nei pressi del confine ucraino e della dismessa centrale nucleare di Černobyl’. Pur essendo stata fortemente contaminata in seguito al disastro di Černobyl’ (1986), la città continua ad essere abitata.

Turismo

La città non è meta turistica d’eccellenza, come tutta la Bielorussia, ciononostante possiede alcune attrattive, esse si trovano principalmente nel parco presso il fiume Sož e comprendono il Palazzo Paskevič, la bellissima cappella, il Giardino d’Inverno e altri palazzi secondari.

Inoltre, si organizzano regolarmente nel periodo estivo brevi crociere turistiche sul fiume Sož.

Come è usuale in Bielorussia, la città è ricca di spazi verdi e parchi


Hrodna (book fotografico)

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Book fotografico di Grodno (Bielorussia)

Hrodna (in bielorusso: Гро́дна; in russo: Гро́дно, traslitterato: Grodno; in polacco: Grodno; in lituano: Gardinas) è una città della Bielorussia, al confine con la Polonia. La città, che è posta sul fiume Nëman e conta 317.000 abitanti, è abitata da una consistente minoranza polacca (25%).

La città di Hrodna è stata nota per tutto il XX secolo con il corrispondente esonimo russo Гро́дно (Grodno). Dall’indipendenza della Bielorussia il nome ufficiale della città è quello bielorusso, Hrodna

Monumenti

Di particolare interesse sono il Castello Reale, la chiesa della Fara, la cattedrale cattolica di San Francesco Saverio, la cattedrale ortodossa di Nostra Signora della Salute e la sinagoga grande corale (in corso di restauro).


Brėst (book fotografico)

 

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Book fotografico di Brest (Bielorussia)

 

Brėst (in bielorusso Брэст, (Берасце, Bieraście); in polacco Brześć nad Bugiem; in russo Брест, Brest) è una città della Bielorussia, al confine con la Polonia, con circa 300.000 abitanti.

La città sorge all’incontro fra il fiume Bug Occidentale e il Muchavec ed è il capoluogo della voblasc’ di Brėst. Le sue coordinate sono 52°08′N 23°40′E. Confina direttamente con la cittadina polacca di Terespol, nel Voivodato di Lublino (Lubelskie).

Brest-Litovsk è stata dal XV secolo fino alla spartizione della Polonia del 1795, capitale del Voivodato di Brest-Litovsk, che fu un’unità di divisione amministrativa e di governo locale del Granducato di Lituania e in seguito della Confederazione Polacco-Lituana. Nel 1596 fu stabilita l’Unione di Brest. I territori slavi assoggettati al Granducato di Lituania accettavano i dogmi cattolici e l’obbedienza al pontefice romano, ma conservavano il rito bizantino. La città fece parte dell’eparchia di Volodymyr-Brėst fino al 1839.

La frontiera Brėst (Bielorussia) – Terespol (Polonia)

La città ha una trafficata ed importante dogana stradale (e ferroviaria) con la Polonia, sul fiume Bug. La corrispettiva dogana polacca è nell’attigua cittadina di Terespol. Questa linea di frontiera ha una lunga storia di eventi e vicissitudini a cavallo fra i due conflitti mondiali.

Nel 1919, durante la guerra russo-polacca (1919-1921), venne ipotizzata la creazione di una linea di confine (Linea Curzon, dall’omonimo ministro inglese) che avrebbe portato Brėst dalla Polonia alla nascente URSS. Il Trattato di Riga (1921) divise invece l’attuale Bielorussia a metà fra le due fazioni belligeranti.

Nel 1939, con il Patto Molotov-Ribbentrop (patto di non aggressione fra l’Unione Sovietica e la Germania Nazista), viene creata la “Linea Molotov” (praticamente identica alla Linea Curzon), che separa la Polonia e la Bielorussia. Tale confine metteva a diretto contatto le due contrapposte potenze. Brėst (la cui fortezza era proprio sul confine) fu teatro nel 1941 di una strenua resistenza militare che le valse il titolo di Città eroina.

Città eroina (in russo город-герой, gorod-geroj) è un titolo onorario conferito a dodici città ed una città-fortezza dell’Unione Sovietica per il loro eroismo durante la grande guerra patriottica del 1941-1945. Questa onorificenza simbolica per le città equivale all’onorificenza individuale di Eroe dell’Unione Sovietica, che veniva riconosciuta assieme alla medaglia della Stella d’Oro.

Fortezza di Brest

La fortezza di Brěst, a Brěst in Bielorussia, era collocata esattamente sul confine appena stabilito tra Unione Sovietica e Germania Nazista. Questo confine venne tracciato in un’appendice segreta del Patto Molotov-Ribbentrop e rapidamente stabilito de facto, dopo che le due nazioni invasero e si spartirono la Polonia, nel settembre 1939, a poche settimane dalla firma del suddetto patto. Data la sua posizione la fortezza ebbe poco preavviso quando le Potenze dell’Asse iniziarono l’invasione il 22 giugno 1941, e divenne il teatro della prima grande battaglia tra le guardie di frontiera sovietiche e le forze tedesche del Gruppo d’armate Centro. L’artiglieria tedesca bombardò pesantemente la fortezza; comunque i successivi tentativi di prenderla rapidamente con la fanteria fallirono, e i tedeschi iniziarono un lungo assedio.

La guarnigione di Brest, circa 4.000 soldati rinchiusi nella fortezza, offrirono una strenua resistenza agli assalti tedeschi. Anche se vennero inizialmente sorpresi dall’attacco e in inferiorità numerica con un rapporto di 10 a 1, e benché fossero isolati dal resto del mondo e a corto di cibo, acqua e munizioni, i difensori combatterono e contrattaccarono fino all’ultimo. I tedeschi impiegarono carri armati, gas lacrimogeni e lanciafiamme ma non riuscirono a spezzare la resistenza sovietica. Dopo che i Tedeschi ebbero catturato la maggior parte delle fortificazioni distrutte, subendo forti perdite, i sanguinosi combattimenti continuarono sottoterra. La battaglia finì solo alla fine di luglio. Il fronte si era per quel momento spostato di centinaia di chilometri verso est. Anche dopo che la fortezza venne conquistata ufficialmente, i pochi difensori sopravvissuti continuarono a nascondersi nei sotterranei e ad assalire i Tedeschi per diversi mesi. La fortezza di Brest ricevette il titolo di “Fortezza eroina” nel 1965.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 48 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Ho messo piedi in tutti gli stati dell’Europa ad eccezione dell’Albania. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com