La mia mappa interattiva dell’Europa: tutti gli stati che ho visitato! Foto, video, storia e tanto altro

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Da sempre ho avuto il sogno di viaggiare ed immortalare questi momenti con degli scatti fotografici! Il mio sogno da bambino era quello di visitare tutti gli stati dell’Europa … e dalla macchina rossa sulla mappa pian piano forse realizzerò questo sogno 🙂

Cliccate sopra la superfice di una nazione per visionare la mia esperienza con foto, video, guide e altro ancoracopertina

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Weekend a Firenze (Toscana): cosa vedere, dove mangiare e dormire

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Firenze è una città fantastica dalle mille risorse: c’è solo l’imbarazzo della scelta! E’ un museo a cielo aperto che è quasi impossibile vedere in pochi giorni ma in un weekend è possibile visitare anche gli Uffizi (ma ne parleremo dopo).

In questo articolo vi consiglio cosa fare a Firenze, partendo magari dai dintorni della Basilica di Santa Maria del Fiore che è una delle zone più belle e caratteristiche di tutta la città e da qui iniziare un tour dove potrete ammirare dipinti ed opere dei più famosi artisti come Michelangelo, Brunelleschi, Leonardo da Vinci rischiando una vera e propria “overdose” di arte non dimenticate poi che la moda italiana è nata a Firenze e qui abbiamo la sorella gemella della Fifth Avenue Newyorkese: in via Tornabuoni dve ci sono le più prestigiose firme come Gucci, Ferragamo, Armani, Pucci, ecc…


Cosa vedere a Firenze

Visiona il book fotografico completo di Firenze

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Basilica di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e il Battistero

La Basilica di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto e il Battistero sono il cuore di Firenze, visitati ogni giorno da miglia e migliaia di turisti, dovrete veramente portare una pazienza infinita perché per entrare in ciascuno di questi tre luoghi simbolo dovrete fare la fila e non c’è modo di evitarla … ma …vi assicuro che vale veramente la pena.
La vista dal Campanile sulla città di Firenze è unica e gli interni della Basilica (una delle chiese più grandi al mondo) con le decorazioni del Battistero vi lasceranno senza parole visto che si tratta di uno dei capolavori realizzati dai più importanti artisti del Rinascimento.

L’ingresso alla Basilica è gratuito, mentre l’accesso al Campanile di Giotto, alla Cupola del Brunelleschi e al Battistero dovete pagare un biglietto di 15 € che però vi permette di accedere anche alla Basilica di Santa Reparata, l’antica basilica paleocristiana fiorentina e al Museo dell’Opera del Duomo che si trova proprio dietro la Basilica.

Museo dell’Opera del Duomo

Inaugurato nel 1891, conserva sculture, disegni e oggetti che sono appartenuti alla Basilica, Al Campanile e al Battistero di Firenze.
Qui si trovano le Porte originali del Battistero di Firenze, l’ultima Pietà di Michelangelo, che l’artista desiderava collocare nella sua cappella funeraria a Roma e molti altri capolavori che qui sono protetti e custoditi.

Chiesa di Orsanmichele

Non lontano dalla Basilica e sulla via che porta verso Palazzo Vecchio si trova la Chiesa di Orsanmichele, che conserva le statue le e decorazioni commissionate ai più importanti artisti che dal ‘400 al ‘600 si trovavano a Firenze.
L’ingresso alla Chiesa è gratuito

Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio

Il centro politico di Firenze è Piazza della Signoria, dove si possono ammirare le sculture di Donatello e Michelangelo, di Giambologna e di Cellini (alcune sono copie e gli originali sono conservati nei musei di Firenze, mentre altri sono ancora lì dove furono collocati originariamente).

La Galleria degli Uffizi: tutte le opere da non perdere

Se passate da Firenze non potete perdere la Galleria degli Uffizi che si trova accanto a Palazzo Vecchio. Pochi sanno che il monumentale complesso degli Uffizi non fu creato per essere un museo ma ordinato nel 1560 da Cosimo I de’ Medici era destinata ad accogliere gli “uffizi”, cioè gli uffici amministrativi e giudiziari di Firenze.

Gli Uffizi di Firenze sono un’immensa raccolta di capolavori e per dedicare a tutti la giusta attenzione ci vorrebbero diversi giorni. Se come nel mio caso avete a disposizione solo mezza giornata, vi propongo una selezione di capolavori imperdibili. Ovviamente è una selezione arbitraria: per quanto possano essere famose, importanti e belle le opere proposte non sono che una piccola parte della ricchezza che questo museo famoso in tutto il mondo ha accumulato nei secoli.

Orari e biglietti
Da martedì a domenica 8.15-18.50
Chiusura tutti i lunedì, 1° Gennaio, 1° maggio, 25 dicembre

E’ consigliato prenotare in anticipo i biglietti riducendo al minimo i tempi di attesa all’ingresso del museo degli Uffizi, evitando così le code che spesso caratterizzano i più importanti centri culturali cittadini e per questo motivo vi consiglio di acquistare i biglietti direttamente on-line attraverso il sito ufficiale degli Uffizi.


Visiona il book fotografico con alcune delle più importanti opere della Galleria degli Uffizi

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Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio è il più celebre ponte fiorentino ed uno dei più noti in tutto il mondo. Fu l’unico ponte a resistere alle truppe naziste che nel 1944, durante la loro terribile avanzata, distrussero tutti gli altri ponti cittadini e anche per questo motivo chi visita Firenze non può perdersi una passeggiata sul Ponte Vecchio dove si possono trovare le  migliori botteghe dei mastri orafi o negozi d’oro e gioiellerie.
Col passare degli anni Ponte Vecchio divenne il luogo privilegiato dove aprire le loro botteghe i mastri orafi e, mantenendo viva questa tradizione, ancora oggi ai lati di Ponte Vecchio ci sono numerosissimi negozi d’oro e gioiellerie.


Dove mangiare a Firenze

Firenze, è famosa nel mondo per le sue bellezze artistiche ma anche per la parte enogastronomica. La prime due cose che associo al capoluogo toscano (e a tutta la regione in generale) sono: la bistecca alla fiorentina insieme al vino Chianti. Eh sì, perché a Firenze si mangia bene e si beve anche meglio. Certo, non sempre vi capiterà di cascare in piedi, quindi prima di avventurarsi tra i molti ristoranti del centro è meglio farsi un’idea. Ecco allora una mini guida su dove mangiare a Firenze, dalla cucina classica in trattoria a qualche idea più sfiziosa e particolare.

Bistecca Toscana: Un locale davvero particolare in un ambiete molto curato e confortevole dove non si ordina e sai quanto paghi. Vi serviranno al tavolo, su un comodo tagliere, bistecche che pesano 1.200g, 1.800g o 2.400g (600g A PERSONA): se sarete in due avrete una bistecca da 1.200g, in tre da 1.800g e se sarete in quattro vi verrà servita una bistecca da 2.400g. Mentre la bistecca cuoce, gusterete un leggero antipasto con prodotti di stagione, per occupare l´attesa, così da apprezzarla di primo appetito. La bistecca, cotta a vista su legna, sarà accompagnata da tre contorni di stagione. Per concludere con dolcezza, vi porteranno dei biscottini artigianali e vino dolce.

Visiona il book fotografico e tutte le info su "Bistecca Toscana"

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Dove dormire a Firenze

Globus Urban Hotel: Se cercate una vacanza rilassante, sia che voi siate a Firenze in vacanza o che per motivi di lavoro, il Globus Urban Hotel di Firenze rappresenta la giusta soluzione. Ristrutturato nel 2016 offre ambienti e camere di design, con tutti i comfort e i servizi più moderni: premiato con la quarta stella proprio nel dicembre 2016. Potrete trascorrere il vostro tempo nel cuore di Firenze: pensate che la Chiesa di San Lorenzo dista soli 20 metri ma allo stesso tempo vi sottolineo il fatto che il Globus Urban Hotel si trova a 5 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria centrale “Santa Maria Novella”.

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Visiona il book fotografico e tutte le info sul “Globus Hotel”

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Il mio giro del mondo tra 43 Nazioni diverse: I Viaggi di Speedy

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Dopo anni e anni di girovagare per il mondo, da qualche mese mi frullava in testa l’idea di fare un video riassuntivo con alcuni spezzoni significativi degli ultimi anni! Per motivi di qualità video non ho inserito i video dei primi anni … spero sia di vostro gradimento 🙂

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Addio Azure Window di Malta: crolla la Finestra Azzurra di Gozo.

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8 marzo 2017 alle ore 09:40 crolla la Finestra Azzurra di Gozo!!!! Non è uno bufala ma soltanto la verità! L’Azure Window dell’Arcipelago di Malta da diverso tempo non godeva di buona salute e per tale motivo le autorità maltesi avevano vietato alle persone di camminare sopra l’arco per pericolo di crolli. Nell’ultimo mio viaggio a Malta a fine novembre 2016 proprio con l’Ente del Turismo Maltese la nostra guida ci aveva spiegato che la “Finestra” sarebbe stata destinata a crollare tra uno, due, tre, dieci o cento anni!! Il suo destino era segnato a causa dell’erosione progressiva che negli ultimi anni aveva indebolita la sua struttura e che personalmente avevo notato anche io tra la mia prima visita nell’estate 2010 e quest’ultima del novembre 2016.

"Finestra Azzurra" nell'autunno 2016

“Finestra Azzurra” nell’autunno 2016

Il maltempo che ha investito il sud Italia e la Sicilia, questa mattina ha scatenato un’autentica tempesta sul Canale di Sicilia dove i fortissimi venti da Nord/Ovest con raffiche di oltre 90-100 km/h hanno sollevato un imponente moto ondoso con onde alte anche più di 6/7 metri nel tratto di mare antistante l’isola di Malta e come afferma Roger Chessell al Times di Malta di aver visto collassare alle 9.40 la Finestra Azzure: “Il mare era in tempesta e dopo che una grande onda è passata sotto la grande scogliera l’arco dell’Azure Window è crollata ed è crollato nel mare”.

"Finestra Azzurra" nell'estate 2010

“Finestra Azzurra” nell’estate 2010

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Foto Mastro di Campo 2017 – Carnevale a Mezzojuso (Palermo)

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È il più grande spettacolo di pantomima ancora oggi rappresentato in Sicilia, ispirato ad una vicenda storica del XV secolo. L’azione ha come protagonista uno strano  personaggio che indossa  una maschera rossa, un cappello e un mantello rosso su una camicia bianca con nastri multicolori; pantaloni rossi. Egli impersona, in forma parodistica, Bernardo Cabrera, conte di Modica che invaghitosi della regina Bianca di Navarra, cercò di sottrarla al castello di Solanto dove si era rifugiata. In ambito popolare, la mascherata del Mastro di Campo , detto anche “atto del castello” era particolarmente diffusa nell’area palermitana nel XVIII secolo, come testimoniano il marchese di Villabianca e Giuseppe Pitrè. Molto probabilmente dal centro urbano questa pantomima si diffuse anche in aree dell’entroterra, come dimostra appunto la tradizione del Mastro di Campo a Mezzojuso. Qui la mascherata ha assunto le caratteristiche di grande festa collettiva a spazio totale, che vede  ogni anno la presenza di migliaia di turisti. Alla manifestazione, infatti, prendono parte oggi alcune centinaia di personaggi che assumono ruoli diversi. La stratificazione storica ha fatto sì che alla corte della regina difesa dai suoi servi e al gruppo d’assalto costituito dal Mastro di Campo accompagnato dal tamburo e dal pecoraio, si siano aggiunte maschere ottocentesche di differente estrazione, come i “maghi” che fanno l’azione dei trovatura, ossia di coloro i quali trovano il tesoro costituito dal “cantaro” ripieno di una gran quantità  di maccheroni ben conditi con ragù; i “Foforii”, ossia briganti che irrompono in schiera catturando persone del pubblico; Garibaldi con i garibaldini, col ruolo di aiutare il Mastro di Campo alla conquista della regina , i geometri che misurano lo spazio d’attacco nella piazza fino al castello e che aiutano con un cannocchiale il Mastro di Campo a vedere da lontano la corte sistemata sul palco, raffigurante appunto il castello.

La pantomima ha inizio il pomeriggio della domenica di carnevale (ore 14,30) con un movimento di maschere che confluiscono nella piazza principale in attesa dell’arrivo del re e della sua corte; mentre alcuni cavalieri in costume barocco irrompono a cavallo , lanciando confetti al pubblico Dopo la sfilata regale e il posizionamento della corte sul palco, inizia la vera e propria bagarre con gli assalti del Mastro di Campo che, dopo aver lanciato la sfida al re, cerca di conquistare la regina. Durante le fasi terminali degli assalti il Mastro di Campo sale su una scala portatile, sostenuta dai suoi accompagnatori, in cima alla quale per ben due volte, ferito, cade all’indietro con un gesto molto plateale e applaudito. Al terzo assalto ha la meglio sul re, che viene catturato. Il tutto si conclude con il percorso trionfale del Mastro di Campo vincitore.

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Ciao a tutti amici viaggiatori,
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Tieni sempre vicino il tuo smartphone e rimani pronto a viaggiare 🙂

A presto

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Expo 2017 Astana (Kazakhstan) Future Energy from Expo Milan 2015

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In recent years we Italians have been bombarded by thousands and thousands of news about the all-important international exhibition Expo 2015 which was held from 1 May 2015 until 31 October 2015. For Italy was an outstanding global showcase which brought tremendous opportunities for new jobs, infrastructure, business and much more mainly for the city of Milan.

But ask yourself the question: “Where and when will be the next edition of Expo after that of Milan?

If you have visited the Expo Milan 2015 you could havd seen with your own eyes that the Kazakhstan pavilion showed the inscription “Kazakhstan 2017”: in fact, the next city to host Expo with its theme “Energy Future” will be the capital Astana from 10 June 2017 till 10 September 2017. You will then see all of the issues related to the energy responsible, sustainable forward thinking.

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-131DAYS -7HOURS -56MINUTES -36SECONDS

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I have just returned from Astana last week and I have to say that I was really impressed by this beautiful city where the preparations for the upcoming World Expo 2017 in full swing and every corner of the city recalls this mega event to be held in this new city and in a country relatively unknown. The success of the Expo is estimated to take about 5 million visitors and definitely will help the whole world to discover Kazakhstan and mainly its capital Astana, which in my opinion is comparable to a small Dubai without sea.
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Some information about “Astana Expo 2017”
(Kazakh / Russian “Астана ЭКСПО-2017”)

Look at the photo book of "Astana Expo 2017

Look at the photo book of “Astana Expo 2017

3 MONTHS FOR EXPO 2017
The opening of Expo 2017 Astana will run for three months from June 10 to September 10, 2017

SIZE EXHIBITION
If Milan has dedicated about 110 hectares, here in Astana the total area of the exposition is 174 hectares, of those 25 hectares will accommodate the following EXPO facilities: National Pavilion; Best Practices Area Pavilion; international pavilions for more than 100 countries of the world; thematic pavilions which will demonstrate evolution of the exposition theme. Overall, 38 facilities will be built within the exposition area.
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ENERGY THEME
The theme of exposition – Future Energy, will help Kazakhstan to develop innovations, which include green technologies based on new fundamental discoveries, new physics, developments of Nikola Tesla. Exposition facilities built for this event will further form part of Astana.

A HALL WORLD
Contrary to what happened in Milan, participating countries will be collected in a single World Pavilion. Here, each State is invited to make its contribution to energy efficiency.
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WORKS
The peak of construction and installation work will occur in 2015, with all work to be generally completed in October 2016. Then participant countries will start installation and furnishing of their pavilions.Domestic companies are involved in EXPO construction to the maximum extent possible. 50 to 100 small and medium-size companies from Kazakhstan are expected to be engaged in construction. At present, over 3500 employees work at the construction site, and this number will further grow. The total number of employees working at the facilities at the finishing phase will reach 10,000. Most of them will be Kazakhstan nationals.
I have personally visited the area the 2 October 2016 and I can say that about 85% -90% of the site where you will ‘Expo’ already ‘been realized.

SYMBOL OF EXPO 2017
The symbol of EXPO-2017 will be the pavilion of Kazakhstan in the form of the biggest complete sphere in the world: diameter of 80 meters and 26 thousand square meters of volume. In addition to the Museum of the Future, The Sphere will accommodate a museum telling the history of the country and the history of Kazakhstan nations. To-date, foundation for this building has been completed.
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PARTICIPATING COUNTRIES
As of today, 104 countries and 17 international organizations have officially confirmed their participation in EXPO-2017, including Italy, Russia, Germany, Japan, Turkey, Israel, France, India and many others. Each participating country it’s depicted in the center of Astana with a little man with the colors of their flag and some important national monuments.
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Impact of EXPO-2017 on the Development of Kazakhstan and Astana

As an outcome of this exposition, Astana may become an efficient forum for demonstration of the best world’s developments and trends in the area of utilizing solar, wind, biogas, marine current and thermal water energy. It will present the best knowhow, groundbreaking and advanced projects in the area of conventional and alternative energy generation and consumption.
Facilities built for EXPO will help Kazakhstan in future to be regarded as a large international exposition, information and presentation forum.
Particular focus is made on post-exposition use of EXPO facilities. Each foot is planned as early as now, at the design stage. For example, spaces with the height of 8 meters have special inter-floor beams in the walls, so that they could further be reconstructed into standard office spaces. Funds have already been budgeted for the post-exposition refurbishment of the facilities.

EXPO History for Kazakhstan

The history of EXPO for Kazakhstan dates back to 2008, when Kazakhstan`s delegation headed by President of the country Nursultan Nazarbayev visited EXPO World’s Fair in Zaragoza, Spain. Just like a century ago, expositions continue to generate and consolidate brilliant scientific innovations, provide an impetus to the development of host countries and cities and generally become a powerful incentive for economic development of the countries.

  • 2010: Vicete Loscertales, Secretary General of BIE, first visited our country in order to have an initial discussion of any matters relating to specific plans of Kazakhstan with respect to exposition with the leadership of the country. One year later, Kazakhstan filed an application to host EXPO, where its major competitor was Liege, Belgium.
  • 14 March 2012: President of Kazakhstan had a meeting in Astana with the Expert Commission of the Bureau of International Expositions, at which he reiterated that implementation of EXPO-2017 is the national project for Kazakhstan.
    “Today, we are happy to demonstrate capabilities of our country as an applicant for 2017 exposition. We are fully committed to preparation and implementation of EXPO-2017, in case of favorable resolution of the Commission. Let us deem the national project”, – noted President of the Republic of Kazakhstan.
    It is worth noting that Liege was a very serious competitor – Belgium has previous experience of hosting international expositions, stable political system and well-established diplomatic relations with other countries. What concerns members of the Bureau of International Expositions is that Kazakhstan is the first country in the post-Soviet area applying for the right to host exposition.
    The turning point from the decision-making perspective was EXPO International Conference in 2012, the participants of which were surprised with the scope of construction, pace and opportunities of Astana development.
  • 22 November 2012: Ballot vote held in the BIE headquarters in Paris at the 152nd session of the General Assembly of the Bureau of International Expositions. Astana surpassed Liege with a big edge of 103 votes.
  • 22 October 2013: Evaluation of results of the international architectural tender for the best design concept of EXPO-2017 exposition center. More than 50 architects from around the world submitted their bids for the best design tender. The best design was selected from 10 shortlisted bids; Adrian Smith + Gordon Gill Architecture LLP, US presented it. Their advantage is that, in addition to extensive construction experience, this company is also experienced in the area of green economy.
  • 24 April 2014: President Nazarbayev laid a capsule within the territory of future Exposition Center EXPO-2017, which symbolized commencement of construction. According to regulations of the Bureau of International Expositions (BIE) EXPO construction is not to be started prior to handover of the flag. However, due to severe weather conditions in Astana, BIE responded favorably and the following preparatory work started immediately after laying of the capsule: reclamation, fencing of the area, laying of utility networks, etc.
  • 21 May 2014: Conference EXPO-2017 – Energy for Sustainable Development was held as part of the VII Astana Economic Forum. It was the first public event related to preparation for EXPO-2017 involving both Kazakhstan and international community.
  • 11 June 2014: Kazakhstan was officially handed the flag of EXPO-2017 in Paris at the 155th session of the General Assembly of the BIE.
  • 14 June 2014: BIE approved registration dossier of Astana for the implementation of EXPO-2017. The registration dossier is a final plan for the implementation of exposition, which includes all technical documents for exposition facilities, detailed design, schedule of engineering and construction, communication plan, etc.
  • 22 October 2014: Astana organized the first meeting of international participants of EXPO-2017. Representatives from over 70 countries of the world were invited to take part in that meeting; they were sent official invitations to participate in EXPO. Forum “Future Energy: Reduction of СО2 Emissions” was held as part of this meeting, the attendance exceeded 200 people.
    Vicente Loscertales, Secretary General of the BIE, has been visiting Astana twice a year in order to inspect EXPO facilities under construction. During his last visit that took place on March 19, 2015, Vicente Loscertales noted that the construction was ahead of schedule.
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If you go in Kazakhstan I recommend this App (PC/SMARTPHONE)
Kazakhstan Land of the Great Steppe

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A one-of-a-kind high quality interactive application, presenting multimedia on the most representative geographic, political, touristic, historical, economic facts about Kazakhstan. Contains hundreds of high quality unique photographs, videos, 3D objects, panoramic tours, interactive charts, and innovative maps. It should be of interest to anyone who wants to learn about the world’s ninth largest country, including tourists, students, and business people. Available in English, Russian, and Kazakh.
“Kazakhstan Land of the Great Steppe” is product of Minister of Foreign Affairs of the Republic of Kazakhstan (Kazakh Сыртқы істер министрлігі, Russian: Министерство иностранных дел) is the Kazakh government ministry which oversees the foreign relations of Kazakhstan.

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Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Ragusa / Ragusa Ibla / Modica (Sicilia): cosa fare e vedere, foto e video

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La strada per Ragusa sale lenta fra i carrubi, le masserie e i muretti a secco dell’entroterra che indicano la via verso questo capolavoro del barocco siciliano. Capoluogo l’omonima provincia fatta di altipiani e di borghi pittoreschi costruiti con la pietra calcarea, Ragusa è conosciuta in tutto il mondo per il suo borgo di Ragusa Ibla, gioiello del barocco con le sue stradine strette ed irregolari, i suoi gradini e scalinate, fulcro della città e affascinante quartiere che ospita una cinquantina di chiese e tantissimi palazzi storici. Ragusa Ibla si estende su una piccola collina e dopo il terremoto del 1693 fu interamente ricostruita in stile barocco.


Come raggiungere Ragusa Ibla dalla città di Ragusa?

La discesa verso Ragusa Ibla, si può effettuare anche a piedi, grazie all’antica strada (e in passato unica) che la collega alla città superiore. Quindi lasciate l’auto a Ragusa superiore nelle viuzze attorno alla fine di Corso Italia o inizio di Corso Mazzini ed iniziate a scendere i 330/340 gradini che collegano la città ad Ibla.
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Chi preferisce invece scendere in auto godrà della vista della città in diverse prospettive: soprattutto di sera, le luci che illuminano le piccole strade e le case addossate l’una con l’altra sul fianco della collina, rappresentano uno spettacolo unico nel suo genere: a molti sembrerà di essere davanti ad un vero e proprio presepe a grandezza d’uomo. E’ importante ricordare che l’ingresso al centro storico di Ibla è consentito soltanto ai veicoli dei residenti, proprio a causa delle piccole strade d’accesso. Sarà possibile lasciare la propria vettura nei parcheggi presenti a poco fuori Ragusa Ibla ma specialmente nei periodi di alta stagione sarà veramente difficoltoso trovare un posto libero.
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Chi preferisce invece scendere in autobus, al costo di 1.20€ ogni 30/40 minuti parte un autobus da Ragusa superiore che vi lascerà direttamente vicino Piazza Pola ovvero la principale del quartiere dove si trovano numerosi bar, locali ed uffici comunali.


Cosa vedere a Ragusa Ibla?

GUARDA IL BOOK FOTOGRAFICO COMPLETO DI RAGUSA IBLA

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Dal 2002 il centro storico di Ragusa per la sua architettura barocca è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità e per tale motivo si può ben capire l’importanza e la ricchezza di Ibla.

I 18 monumenti Unesco della città di Ragusa

Cattedrale di S. Giovanni
Duomo di S. Giorgio
Chiesa di S. Maria dell’Itria
Chiesa di S. Maria delle Scale
Chiesa di S. Filippo Neri
Chiesa di S. Francesco all’Immacolata
Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio
Chiesa di S. Giuseppe
Chiesa di S. Maria del Gesù
Chiesa S. Maria dei Miracoli
Palazzo Zacco
Palazzo Sortino-Trono
Palazzo Cosentini
Palazzo La Rocca
Palazzo Bertini
Palazzo della Cancelleria o Nicastro
Palazzo Battaglia
Palazzo Vescovile Schininà

Partendo proprio dalla centralissima Piazza Pola, potremmo andare alla scoperta delle numerose ricchezze che si susseguono una dopo l’altra affascinando i numerosi turisti tra una serie di palazzi nobiliari e chiese sia in stile barocco che rinascimentale.

 

Duomo di San Giorgioragusaibla_ragusa_sicilia_www.giuseppespitaleri.com_069

Al culmine di un’ampia scalinata spunta la facciata barocca della Basilica di San Giorgio, la più bella fra le tante chiese del centro storico. È il cuore della Ragusa Ibla. Nella parte bassa della piazza, fra i Palazzi Arezzi e Vaninata, zampilla una deliziosa fontana.

Giardini Iblei
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Uscite dal centro storico. Sul margine orientale della città, su uno sperone di roccia con vista sulla valle del fiume Irminio, spunta il più antico dei quattro giardini di Ragusa. A darvi il benvenuto, il viale di palme nel cielo azzurro, i vasi scolpiti nella pietra ragusana e il cinguettio dei pettirossi. Da vedere anche la villa e gli scavi archeologici di Ragusa Ibla.


Cosa vedere a vicino a Ragusa?


Marina di Ragusa

È la frazione più mondana della costa iblea. Se siete a caccia di onde o di relax, questa è la meta giusta. Per una passeggiata mano nella mano, vi consigliamo il Lungomare Andrea Doria e Bisani – evitatelo, però, nei weekend estivi. In alternativa, scegliete una delle spiaggette fra Borgo Sampieri e Donnalucata, a pochi minuti da Scicli.

Spiaggia di Punta Secca e la casa del Commissario Montalbano

GUARDA IL BOOK FOTOGRAFICO COMPLETO DI PUNTA SECCA

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Punta secca è una piccola località balneare in provincia di Ragusa, diventata molto famosa nell’ultimo decennio grazie alle vicende del “Commissario Montalbano”. Il suo nome deriva dalla conformazione del suo territorio: qui la spiaggia di sabbia fine è intervallata da zone rocciose che emergono dal mare, le cosiddette secche.
Punta secca deve la sua recente notorietà alle vicende del Commissario Montalbano, serie tv tratta dai romanzi di Cammilleri, le cui riprese vengono in parte girate qui a punta secca. Proprio a destra della piazzetta di questo borgo sorge la “Casa di Montalbano”, adesso diventato un Bed and Breakfast: un immobile storico, originariamente magazzino per la dissalazione delle sarde, che venne ceduto nel 1904 agli avi dell’attuale proprietario e trasformato in abitazione.
L’atmosfera che si respira è lontanissima dalla mondanità di certe spiagge famose: Montalbano, per fortuna non ha modificato le frequentazioni di Punta Secca, cosi come Punta Secca non ha snaturato se stessa, offrendo “soltanto” la sua affascinante semplicità, con la piazzetta centrale, il suo porticciolo dominato dalla Madonna di Portosalvo e la chiesetta a lei dedicata. Un minuscolo angolo di Sicilia assolutamente da visitare!

Castello di Donnafugata
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Il Castello di Donnafugata dista circa 15 chilometri da Ragusa. Non fatevi ingannare dal nome: più che un castello, è una residenza baronale del tardo ‘800. Nel suo giardino storico troverete un labirinto in pietra bianca ragusana, un tempo colorato dalle rose rampicanti. Entrate nella dimora. Le stanze sono più di centoventi – solo una ventina sono aperte al pubblico. Avete mai letto Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa? La residenza ha conservato le stesse atmosfere del romanzo.
L’edificio si sviluppa su una superficie di 2500 m² e consta di ben 122 vani. Il piano nobile è dotato dell’arredamento originale dell’epoca; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece (tipica della zona ragusana ricca di bitume e olio minerale)
La leggenda narra che la principessa Bianca di Navarra, imprigionata dal conte Bernardo Cabrera signore della Contea di Modica, riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna circostante il palazzo. Il castello è stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca. Una parte dell’edificio, tra cui la torre stessa, risale alla metà del Settecento ma nel suo complesso il possente edificio è dovuto al Barone Corrado Arezzo, che lo fece realizzare un secolo dopo inserendo nella facciata principale, in stile neo-gotico con richiami del veneziano, la bella loggia con gli eleganti archi trilobati.

Modica

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Un’altra tappa imperdibile a circa 20 km da Ragusa è Modica. Perla della Sicilia orientale, durante il suo tour tra le vie e viuzze non si può fare a meno di ammirarne l’arte barocca di cui i suoi monumenti sono intrisi e in particolare il Duomo di San Giorgio che è uno degli esempi più significativi dell’arte barocca in Sicilia.
Modica è la seconda città della provincia di Ragusa e da alcuni anni è inserita tra i patrimoni mondiali dell’Unesco come “città delle cento chiese” in riferimento all’altissimo numero di edifici religiosi barocchi che conserva. Ma è anche la città della cioccolata con la sua antica tradizione e obbligo di degustazione in una delle cioccolaterie storiche aperte tutto l’anno. Meglio ancora in occasione festa del ciottolato dove Modica diventa teatro a cielo aperto tutta da gustare.


 

Dove mangiare a Ragusa e dintorni?

La ricerca del “Made in Sicily” ormai è sinonimo di qualità e genuinità dei prodotti. Se cercate un posticino dove degustare del buon vino e mangiare prodotti veramente locali vi consiglio la “Salumeria Barocco”.
Con tavoli e sedie fuori che si affacciano su uno dei corsi principali di Ibla, ho avuto il piacere assaporare un’apericena una bottiglia di vino veramente eccelsa accompagnata da un tagliere disalumi e i formaggi locali di qualità come: salame d’asino, lonzino di maiale, salame al pistacchio, salame al finocchietto, formaggio Ragusano Dop, piacentino ennese, novello al basilico e pomodoro, formaggi fatti col latte di capra girgentana in foglia di fico, formaggio stagionato sotto legno di mandorlo, formaggio affinato al Nero d’Avola, accompagnati con confetture di cipolla di Giarratana e marmellata di arance e pistacchio.
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Foto – Un salto nel mondo tra mari e montagne, vulcani e geysir. 43 Stati diversi #iviaggidispeedy

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Un salto alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao con la torre campanaria di Gedimino, alta 57 metri. di Vilnius (Lettonia)Un salto a Castelfranco Veneto (Italia)Un salto sulle Dolomiti Un salto a Passo Pordoi 2240 metriUn salto sulle Dolomiti Un salto sulle Dolomiti Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Castello di Eggenberg a Graz (Austria)Un salto al municipio di Graz (Austria)Un Salto nel Lago d'Antorno 1866 slm (Dolomiti - Italy)Un Salto nel Lago di Misurina 1754 slm (Dolomiti - Italy)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2016Un salto sul Vesuvio (Italia)Un salto alla Moschea Blu di Istanbul (Turchia)Un salto alla Cattedrale di Aleksandr Nevskij di Sofia (Bulgaria)Un salto in Sicilia nella Valle dei Templi di Agrigento (Sicilia/Italia)Un salto alla Cattedrale dell'Ascensione ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto lungo le montagne che portano al Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto ad Almaty (Kazakhstan)Un salto ad Astana (Kazakhstan)Un salto al Partenone di Atene (Grecia)Un salto allo stadio Panathinaiko di Atene (Grecia)Un salto lungo la trada da Bishkek che porta al Lago Issyk-Kul (Kyrgyzstan)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto nel Castello di Dracula a Bran (Romania)Un salto all'Atomium di Bruxelles (Belgio)Un salto a Bucarest (Romania)Un salto al parco memoriale della seconda guerra mondiale. Chisinau (Moldavia)Un salto sull'Isola di Comino (Malta)Un salto alla Sirenetta (Den lille Havfrue) di Copenaghen (Danimarca)Un salto a Passo San Pellegrino sulle Dolomiti (Italia)Un salto nella spiaggia del Bue Marino sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto nella spiaggia di Cala Azzurra sull'Isola di Favignana (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto al Ponte Vecchio di Firenze (Italia)Un salto al Parco Naturale delle Dune di Corralejo . Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Playa de Sotavento. Fuerteventura, Isole Canarie (Spagna)Un salto alla Cattedrale di Helsinki (Finlandia)Un salto nel lago glaciale Jökulsárlón (Islanda)Un salto on the road verso il ghiacciaio Mýrdalsjökull (Islanda)Un salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto nel lago glaciale Fjallsárlón (Islanda)Un tuffo alla Laguna Blu (Blaa lónið) IslandaUn salto nella cascata Skógafoss (Islanda)Un salto all'Isola Grande (detta anche Isola Lunga) di Marsala (Trapani/Sicilia/Italia)Un salto alla moschea Qol-Şärif a Kazan. Tatastan (Federazione Russia)Un slto alla Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino di Kazan (Tatastan/Federazione Russa)Un salto alla Cattedrale di Santa Sofia a Kiev (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un salto al Teatro dell'Opera di Leopoli.Leopoli (Ucraina)Un saltocon la Lampada gigante a piazza Lilla Torg, Malmö (Svezia)Un salto in Piazza Umberto I a Mezzojuso (Palermo) con la La Chiesa Matrice latina dell'Annunziata e la Chiesa Matrice greca di San Nicola (Sicilia/Italia)Un salto a Piazza Rossa a Mosca (Russia) 2014Un salto ad Almaty (Kazakistan)La mia faccia sui manifesti Vueling AirlinesUn salto al Palazzo Danzante di Praga (Repubblica Ceca)Un salto nela piazza di San Venceslao a Praga (Repubblica Ceca)Un salto a Ragusa Ibla (Sicilia/Italia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto nella chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a San Pietroburgo (Russia)Un salto a San Vito Lo Capo, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto al Parco archeologico di Selinunte, Trapani (Sicilia/Italia)Un salto a Plaza de Toros di Siviglia (Spagna)Un salto a Plaza de España a Siviglia (Spagna)Un salto nela Cattedrale di Santa Maria della Sede a Siviglia (Spagna)Un salto alla spiaggia Las Teresitas, Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto alla spiaggia La Tejita sull'Isola di Tenerife (Isole Canarie - Spagna)Un salto sull'Isola di Tenerife( Isole Canarie - Spagna)Un salto al Palazzo del Governo di Tiraspol (Transnistria/Moldavia).Un salto a Tiraspol capitale dello stato fantasma della Transnistria (Moldavia)Un salto alle Saline di Nubia a Trapani (Sicilia/Italia)Un salto lungo la scalata al cratere dell'Isola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto al cratere del'lIsola di Vulcano, Isole Eolie (Messina/Sicilia/Italia)Un salto alla Statua della madrepatria A Yerevan (Armenia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)Un salto nella Cattedrale Aleksandr Nevskij a Tallinn (Estonia)Un salto dal castello Toompea di Tallinn (Estonia)Un salto a Brasov (Romania)Un salto a Odessa (Ucraina)Un Salto ad Astana (Kazakhstan)Un Salto nel Big Almaty Lake (Kazakhstan)Un salto a Piazza San Marco a Venezia (Italia)Un salto nella collina delle Croci di Vilnius (Lettonia)Un salto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria (Croazia)

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Bucarest (Romania) 2015 – Cosa vedere, storia, foto e video

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Ci siamo lasciati al Castello di Dracula presso la localita di Bran …

Dopo una giornata intera in questa aura di mistero che circonda il Castello di Dracula e le zone limitrofe tra bancarelle, giochi horror e ristoranti della Transilvania è arrivato il momento di prendere il taxi per ritornare a Brașov, cenare e prendere il treno del mattino dopo che mi porterà nell’ultima tappa del mio lungo viaggio estivo 2015: Bucarest.

Dopo qualche ora di treno finalmente arrivo a Gara de nord (stazione nord) e così posso dire che per la quarta volta sono a Bucarest pronto a distruggere nuovamente tutti i pregiudizi e stereotipi che l’avvolgono da chi non è mai stato da queste parti e che nel loro immaginario la focalizzano magari come grigia e tetra, piena soltanto di palazzi costruiti nel periodo socialista.

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Bucarest capitale della Romania, con quasi 2 milioni di abitanti ha più cose da fare e da vedere di quanto ci si potrebbe aspettare. E’ una delle capitali europee più incantevoli e gioiose, come spiega anche l’etimologia del nome visto che bucura significa essere contenti. Quello che affascina di Bucarest è la sua architettura di fin de siècle, fatta di ampi viali e di gloriosi edifici della Belle Epoque, la sua intensa vita culturale e artistica, tanto da meritarsi anche il soprannome di Piccola Parigi. Inoltre, per completare il paragone, uno dei monumenti più belli di Bucarest è l’Arco di Trionfo dal quale inizia Soseaua Kiseleff, un grande viale anche più lungo del celebre Champs Elysees. Bucarest vanta 37 musei, 22 teatri, 2 teatri dell’opera, 3 auditorium, numerose biblioteche pubbliche, librerie e i tipici book-caffè. Tra i monumenti da non perdere la Curtea Veche, la vecchia corte principesca del Quattrocento, le chiese ortodosse, gli edifici in stile liberty e art nouvea.
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Cosa è vero e cosa non è vero di Bucarest?
VERO-FALSO

Generalmente sappiamo poco di cosa sia successo in Romania dopo la caduta del regime nel 1989 e l’ingresso nell’Unione Europea nel 2007. Se si pensa a questo Paese, la prima immagine (sbagliata) che salta alla mente è quella delle badanti che espatriano alla ricerca di un lavoro ma i lavoratori rumeni arrivano soprattutto dalla campagna e non dalla capitale.
Proprio perchè a mio parere c’è molto disinformazione per questo motivo voglio raccontarvi la mia personale esperienza e quello che secondo me c’è di vero e quello che c’è di falso a Bucarest rispetto alle idee più comuni su una città ancora ai margini dei circuiti turistici.

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È piena di cani randagi, pericolosa e sporca
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Capita di leggere che i branchi di cani randagi siano uno dei problemi di Bucarest. Non so bene quando e come la città abbia risolto la questione, quel che è certo è che non se ne vedono più in giro. E a dire il vero non capita di imbattersi nemmeno in molti gatti.

Per quanto riguarda i rifiuti, a parte qualche cumulo di abiti vecchi accatastato vicino ai cassonetti, la città è molto pulita. La raccolta differenziata si sta lentamente diffondendo e in generale è frequente incontrare spazzini che raccolgono i rifiuti o lavano le strade come avviene nella maggior parte delle città europee.

Un altro timore comune è quello della sicurezza. In realtà le città dell’Est sono più sicure di molte località occidentali, forse anche perché la presenza di polizia o di guardie private davanti ad alcuni luoghi – istituzioni, ambasciate, banche, parchi pubblici – è chiaramente percepita, anche se discreta. Bucarest, inoltre, è più illuminata rispetto ad altre città balcaniche. Si può camminare in tutta sicurezza lungo i viali principali del centro, ma anche nelle strade laterali.

Di mendicanti , zingari e persone che chiedono l’elemosina per strada non se ne vedono molti, forse anche meno rispetto ad altre città italiane ed europee. È frequente invece vedere rom che vendono prodotti agricoli al mercato di Obor. I venditori ambulanti sono rari e poco insistenti.

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Ci sono i bambini che vivono nelle fogne
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La questione dei bambini nelle fogne sembra sia stata un po’ superata anche se è complessa.

Di certo, i turisti non hanno la percezione di queste vite ancora ai margini, che sono cominciate sia durante gli ultimi anni del regime di Ceausescu, quando nei canali si rifugiarono gli zingari per sfuggire al dittatore, sia subito dopo, quando divennero la casa di bambini abbandonati o fuggiti dagli orfanotrofi.

A me è capitato di scorgere da lontano, in una zona ai margini del centro, tre adolescenti sulla riva del fiume: che non fossero bambini in un momento di normale gioco era evidente dai vestiti di stracci che avevano addosso e dal fatto che uno di loro sniffava colla da un sacchetto di plastica.

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Costa tutto poco, cibo compreso
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L’Europa dell’Est è una meta low cost, in grado di evitare il dissanguamento dei portafogli. Bucarest però è molto meno economica di quanto si possa immaginare. La moneta è il Lei: 1 Lei vale circa 0,23 Euro. Questo significa che la moneta è molto debole, ma i prezzi sono alti. In generale, i prezzi sono abbastanza simili a quelli italiani e soltanto in qualche caso più bassi.

Tra le cose ancora economiche, ci sono l’alloggio e i mezzi pubblici. Per un appartamento per due in pieno centro ho speso 50 euro per due notti. L’ottimo servizio bus dall’aeroporto in centro città, attivo ogni 20 minuti, 24 ore su 24, costa circa 2 euro. I biglietti metro sono venduti a coppie e costano complessivamente 1,20 euro euro, mentre il biglietto del bus si paga 0,40 euro.

Il cibo ha costi molto variabili: la maggior parte dei ristoranti è di livello medio-alto e si stanno diffondendo a macchia d’olio locali di tendenza, i cui prezzi sono molto vicini a quelli italiani. Il luogo dove tutto costa di più in assoluto è l’aeroporto: se potete non acquistateci nulla. Il cibo è ovunque molto buono, i locali dedicano molta attenzione alla presentazione dei piatti, mentre le porzioni non sono così abbondanti come mi è capitato di trovare nei Balcani.

Un piatto unico di carne con un piccolo contorno costa in media 7/8 euro. Il caffè può costare 60 centesimi o arrivare a 1,5 euro, dipende se bevuto in pieno centro, ad esempio ad un tavolo in piazza Università.

Un frullato di frutta fresca o un cocktail analcolico in uno dei garden bar frequentati dai giovani costa circa 4 euro, mentre mezzo litro di limonata aromatizzata, bevanda romena molto amata, costa circa 2,5 euro. La bevanda più economica è la birra (una media costa 1,5 euro), la più cara l’acqua (una bottiglia arriva anche a 2,50 euro).

Ancora molto economici sono alcuni tipici piatti semplici e poveri, che si possono acquistare anche nei chioschi al mercato: un piatto di mici (polpette speziate) costa 3,50 euro, mentre i cevrigi (ciambelline di pasta dolce ricoperte di sale) costano (0,20 euro).

 

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Non c’è niente da vedere
FALSO

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Bucarest è perfetta per gli appassionati di musei. Le strutture espositive sono numerose e di molti generi diversi, che vanno oltre le strutture museali tradizionali di storia, arte moderna e contemporanea. Tra i più famosi, anche per la loro originalità, il Museo del Villaggio, il primo museo all’aperto in Europa con decine di ricostruzioni rurali come fattorie, chiese, mulini a vento provenienti dalla campagna romena e il Museo del Contadino Rumeno, le cui collezioni di costumi, icone e oggetti d’arte hanno ricevuto un prestigioso premio europeo. Ma ci sono anche musei più piccoli e semisconosciuti ai turisti come il Museo Zambaccian che prende il nome dell’imprenditore rumeno che abitò nella villa che oggi ospita la sua collezione di pittura rumena a cui si aggiungono Matisse, Cezanne e Renoir o come il Museo Theodor Pallady ospitato nell’abitazione del ricco mercante Melik e dedicato al pittore romeno influenzato dall’arte di Matisse. L’elenco potrebbe continuare a lungo.

Chi invece esplorare la città, può macinare chilometri da Piata Victorei a Piata Unirii, passando per Piata Revolutiei, e arrivare fino a Piata Presei Libere per fare una gita in barca sul lago all’interno dei 22 ettari del parco Herăstrău, oppure spingendosi fino al quartiere di Cotroceni, riqualificato di recente.

Irrinunciabile la visita all’Ateneo Romeno (10 Lei), di cui parlerò a lungo in un altro post. Infine, se amate monumenti, palazzi e chiese, a Bucarest c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Una cosa è certa: non rischierete di annoiarvi o di non sapere cosa fare.

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È una metropoli molto trafficata
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A Bucarest conta i viali e le strade sono intasate di auto tutto il giorno. Il traffico diminuisce soltanto la notte, il sabato e la domenica. I romeni guidano veloci e sono poco pazienti, ne consegue un ampio uso di clacson per cercare di farsi strada nel traffico.

Nonostante tutto, però, gli automobilisti sono piuttosto attenti ai pedoni e vi capiterà spesso che qualcuno si fermi per lasciarvi attraversare la strada, anche se non siete sulle strisce pedonali: l’importante è che non ci mettiate troppo tempo e che siate veloci. I viali più trafficati del centro hanno passaggi sotterranei per agevolare l’attraverso pedonale: usateli, tanto più che sono puliti e sicuri.

I parcheggi sono selvaggi e spesso occupano metà della superficie del marciapiede destinato ai pedoni. Bucarest non è una città a misura di portatori di handicap e nemmeno di passeggini per bambini.

Ciononostante il trasporto pubblico è ben sviluppato, la metro è ottima e collega larga parte della città. Esiste un economico servizio di bus 24/24 dall’aeroporto al centro città. Abbastanza sviluppate, oltre che utilizzate anche per gli skateboard, sono le piste ciclabili, specie sui lunghi e ampi viali.

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È enorme e densamente abitata
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Prima di arrivare in città non avevo la percezione che Bucarest fosse così grande. Dai dati di Wikipedia, sembra invece che sia la sesta città più popolosa d’Europa (dopo Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi), ma la sensazione è che negli ultimi anni Bucarest abbia scalato questa classifica e abbia superato i due milioni di abitanti. Dai dati non ufficiali, la popolazione sarebbe di oltre tre milioni.

Che la città sia molto grande e densamente abitata si percepisce dalle strade intasate dal traffico oltre ogni limite, dai tantissimi bar e ristoranti, dalle file di palazzoni densamente abitati, dall’area vastissima su cui si estende il centro storico, dalle enormi piazze disposte su una città policentrica.

Se volete farvi un’idea di Bucarest, e visitarla in lungo e in largo, preparatevi a camminare e a restare in città almeno quattro giorni.

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Ci sono molti parchi verdi
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Una delle caratteristiche delle città dell’Est è quella di avere grandi spazi verdi frequentati dagli abitanti a tutte le ore del giorno e della notte, soprattutto durante la bella stagione. Bucarest non fa eccezione e, a causa dell’ampiezza della città, le aree verdi sono ancora più numerose e vaste di altre capitali.

Il parco Herăstrău è il più grande, si estende su oltre 200 ettari e ospita un lago su cui si possono fare gite in barca. I parchi sono tutti estremamente curati, con sentieri e panchine su cui fare una sosta. Spesso hanno aree dedicate ai bambini o chioschi a cui rifocillarsi. D’estate la sera alcuni si trasformano in discoteche all’aperto.

Tra i  principali ci sono il parco Carol I, molto vicino al centro e realizzato nel 1906 in occasione dell’esposizione “Romania nel mondo”; il Giardino botanico nel quartiere di Cotroceni, accanto al palazzo del presidente della Romania e il parco Tineretuli, che ospita il Palazzo dello Sport e della Cultura, dove si tengono eventi sportivi e concerti.

Tutti i parchi hanno il wifi free, e funziona!



Da non perdere a Bucarest?

Il Palazzo di Ceauescu: l Palazzo del Parlamento (in rumeno: Palatul Parlamentului) con una superficie di 350.000 m² è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. La valutazione immobiliare, non ancora ultimata, è di circa 3 miliardi di dollari. Il suo nome originale era Casa del Popolo (Casa Poporului), ma a partire dalla fine dell’era comunista è chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului. Durante la costruzione, l’intera economia del paese confluì nel palazzo. Si utilizzarono esclusivamente materiali rumeni. Tutta la produzione di marmo in quel periodo era destinata al palazzo e le lapidi dei defunti dovevano essere costruite con altri materiali, come il legno. Oggi, il palazzo ospita il parlamento della Romania, che non basta però a riempirlo. Perciò, l’edificio svolge numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. L’ala ovest dell’edificio ospita il Museo Nazionale di Arte Moderna.
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Lipscani: Nessun altro quartiere di Bucarest è cambiato così tanto negli ultimi decenni come Lipscani. Fino agli anni ‘80 questa parte del centro storico, che prende il nome da una delle vie principali, era in rovina, ma oggi rappresenta il cuore della scena artistica rumena, nonché una nota destinazione per la vita notturna.
Tra le 2 guerre mondiali, Bucarest era nota come la “Piccola Parigi”, ma il regime comunista ne ordinò la demolizione. Per fortuna non si arrivò a tanto e oggi Lipscani è probabilmente il quartiere più interessante della città. Sono state create zone pedonali con negozi alla moda, cortili nascosti, negozi di antiquariato e molte gallerie d’arte.
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Piazza Unirii: Nel cuore della città socialista, costruita dal dittatore Ceausescu radendo al suo la maggio parte della vecchia città di Bucarest, si trova Piata Unirii, una delle piazze più grandi della capitale. Nodo centrale nel trasporto pubblico di superficie e sotterraneo, la Piazza dell’Unificazione è dominata dal Centro commerciale Unirea mentre nella sua parte centrale si trova un piccolo parco con delle fontane dove rilassarsi.
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La Lupa Capitolina non è solo a Roma ma anche a Bucarest (Romania) dal 1997 alla 2010 presso Piața Romană (Piazza Romana). Ora la statua è trasferita alla Piața Roma (Piazza Roma): intersezione della Bulevardul I.C. Brătianu e Strada Lipscani

Piața Romană (Piazza Romana)

La Lupa Capitolina a Piața Romană (Piazza Romana).nel 2008

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La lupa a Piața Roma estate 2015

ll viale che collega Piazza Unirii al palazzo del Palamento è veramente una chicca: degli alberi ai bordi e una lunga striscia di terra centrale arricchita con delle bellissime fontane e un prato molto curato.
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Kirche Curtea Veche: Tipica chiesa ortodossa, piccola, raccolta, ma suggestiva. Durante la cerimonia si ascolta la musica sacra anche dal di fuori della chiesa e si trova proprio all’inizio del quartiere Lipscani.
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Arco di Trionfo: Si trova nella parte nord di Bucarest, sulla strada Kiseleff, all’incrocio con i Bulevard Constantin Prezan, Alexandru Averescu e Alexandru Constantinescu, ed è stato costruito in legno e stucco nel 1922. Negli anni 1935/1936, l’Arco è stato ristrutturato e rivestito di pietra in quanto, per il degrado della struttura era diventato un monumento scomodo dal punto di vista architettonico.
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Il Palazzo CEC (rumeno: Palatul CEC) costruito nel 1900 e situato su Calea Victoriei di fronte al Museo Nazionale di Storia rumena, è la sede del CEC Bank.
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La Chiesa Crețulescu (in romeno Biserica Crețulescu o Kretzulescu) è una chiesa ortodossa che si trova sulla Calea Victoriei (viale della Vittoria) nel centro della città, ad un angolo della piața Revoluției (piazza della Rivoluzione), presso il Palazzo Reale che accoglie il Museo nazionale d’arte rumena.
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Come arrivare a Bucarest?

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Bucarest si trova nella Muntenia, una delle Regioni che formano la Valacchia, nel sud della Romania, ed è collegata quotidianamente con l’Italia anche da voli (low cost e non) che raggiungono i due aeroporti Baneasa oppure Otopeni.
E’ è proprio dall’ultimo aeroporto Otopeni che si conclude questo mio lunghissimo viaggio con uno scalo a Barcellona tra 6 nazioni riconosciute (Italia, Ungheria, Ucraina, Moldavia, Romania, Spagna) e uno stato fantasma (Transnistria).
Al prossimo viaggio

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com