Auschwitz-Oświęcim, Birkenau, Cracovia-Kraków, Rzeszów, Terespol, Varsavia-Warszawa-Warsaw, Wadowice (Polonia-Poland-Polska) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Polonia

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La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia, (in polacco Rzeczpospolita Polska) è situata nell’Europa centrale, ha una popolazione di 38 485 779 abitanti e una superficie di 312 679 km². È una repubblica parlamentare con capitale Varsavia.

Confina a ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, a est con l’Ucraina e la Bielorussia, a nordest con la Lituania e con la Russia (exclave di Kaliningrad) e a nord è bagnata dal mar Baltico.

Lo stato polacco ha una storia lunga più di un millennio; nel XVI secolo, sotto la dinastia Jagellone, era uno dei più ricchi e potenti paesi d’Europa. La Polonia cessò di esistere per 123 anni, in quanto spartita tra Russia, Austria e Prussia. L’indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica di Polonia. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell’Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la seconda guerra mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista. Il 12 marzo 1999 la Polonia è stata ammessa alla NATO. L’ingresso nell’Unione europea è avvenuto il 1º maggio 2004. Fa inoltre parte degli Accordi di Schengen.

Dalla fine del periodo comunista, la Polonia ha raggiunto un alto tasso di sviluppo e un miglioramento della qualità della vita, tant’è che nel 2010 la Polonia ha superato i Paesi bassi per diventare la sesta principale potenza economica europea.

 

 

Campo concentramento di Auschwitz (book fotografico e video)

 

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Il book fotografico del campo concentramento di Auschwitz (Polonia)

Il campo di concentramento di Auschwitz fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso anche il campo di sterminio di Birkenau, situato a Birkenau (in polacco Brzezinka), il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (in polacco Monowice) ed i restanti 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione tedesca della Polonia.

Il complesso dei campi di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di “soluzione finale del problema ebraico” – eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei (nel campo, tuttavia, trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) – divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista. Auschwitz, nell’immaginario collettivo, è diventato il simbolo universale del lager.

Dal 1979, ciò che resta di quel luogo è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ed è visitabile dal pubblico.

Il complesso

Facevano parte del complesso tre campi principali e 45 sottocampi. L’area di interesse del campo (Interessengebiet), con sempre nuove espropriazioni forzate e demolizioni delle proprietà degli abitanti residenti, arrivò a ricoprire, dal dicembre 1941, la superficie complessiva di circa 40 chilometri quadrati. All’interno di questa superficie avevano sede anche alcune aziende modello, agricole e di allevamento, volute personalmente da Hitler, nelle quali i deportati venivano sfruttati come schiavi.

Auschwitz

Era un Konzentrationslager (campo di concentramento). È stato reso operativo dal 14 giugno 1940 e centro amministrativo dell’intero complesso. Il numero di prigionieri rinchiusi costantemente in questo campo fluttuò tra le 15.000 e le oltre 20.000 unità. Qui furono uccise, nella camera a gas ricavata nell’obitorio del Crematorio N.1, o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici, circa 70.000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nei sotterranei del Block 11 di Auschwitz, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 venne sperimentato per la prima volta dal vicecomandante del campo Karl Fritzsch, per l’uccisione di 850 prigionieri, il gas Zyklon B, normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio ebraico.

Auschwitz, che servì come centro amministrativo per l’intero complesso, fu fondato il 20 maggio 1940 convertendo delle vecchie caserme dell’esercito polacco in un campo di concentramento e campo di lavoro. Un gruppo di 728 prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów furono i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940 e lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti[7] e alla costruzione delle recinzioni perimetrali.

Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed “elementi asociali” come mendicanti, prostitute, omosessuali ed ebrei. Normalmente vi erano detenute dalle 13.000 alle 16.000 persone ma nel 1942 si raggiunse la cifra di 20.000 detenuti.

Sopra il cancello di ingresso si trovava la cinica scritta Arbeit macht frei (il lavoro rende liberi). Sembra che la scritta sia stata ideata dall’SS-Sturmbannführer Rudolph Höss, primo comandante responsabile del campo e sembra anche che il fabbro che costruì la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz (detenuto con numero di matricola 1010), l’abbia fatta appositamente saldando la lettera “B” al contrario come segno di protesta in quanto conscio di quale sarebbe stata la vera funzione del campo di Auschwitz, un gesto che gli sarebbe potuto costare la vita (a tal proposito, sembra che lo stesso fabbro, sopravvissuto all’Olocausto, quando il campo fu liberato dall’Armata Rossa, chiese di riavere l’insegna in quanto, essendo stata realizzata da lui, “gli apparteneva”, cosa che non avvenne dato che, ormai, la scritta apparteneva alla storia). I prigionieri che lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto questo cancello, accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da una orchestra di deportati appositamente costituita. Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte dei prigionieri ebrei non era detenuta nel campo di Auschwitz e quindi non passava per questo cancello.

Le SS selezionarono alcuni prigionieri, spesso criminali comuni di origine tedesca o ariana (e quindi appartenenti alla “razza superiore”), come supervisori per gli altri detenuti. Tali supervisori, chiamati Kapo, si macchiarono, nella maggior parte dei casi, di orrendi crimini abusando del proprio potere e divenendo così complici dei propri carnefici.

Gli internati vivevano in baracche chiamate Block dotate di letti a castello a tre piani di tipo militare; le condizioni di sovraffollamento delle baracche, spesso utilizzate al doppio della capienza massima, costringevano i prigionieri a dividere un pagliericcio in due o più favorendo la trasmissione di parassiti e germi, che aumentavano le già elevate possibilità di infezioni e malattie.

Gli ebrei, nella scala sociale del campo, erano all’ultimo posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati avevano l’obbligo di lavorare (quelli inabili al lavoro venivano invece uccisi subito, appena arrivati nel campo); gli orari variavano a seconda delle stagioni ma si assestavano su di una media di 10-11 ore di lavoro giornaliero. Una domenica ogni due, tranne per chi lavorava presso aziende belliche che funzionavano a ciclo continuo, era considerata giorno festivo e dedita ai lavori di pulizia e manutenzione del campo e all’igiene personale dei detenuti. Le disumane condizioni di lavoro, le scarse razioni di cibo e le condizioni igieniche pressoché inesistenti portavano rapidamente i detenuti alla morte.

La liberazione del campo

Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato dalle truppe sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla Vistola all’Oder. Il primo reparto che entrò nel campo faceva parte della LX Armata del generale Kurockin del 1° Fronte Ucraino del maresciallo Ivan Konev[18]. Furono trovati circa 7.000 prigionieri ancora in vita. Inoltre, furono trovati migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nel campo e otto tonnellate di capelli umani imballati e pronti per il trasporto.

L’ingresso del campo principale sormontato dall’insegna che recita “il lavoro rende liberi”
Auschwitz non fu tuttavia il primo campo di sterminio a essere scoperto: in realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo poche unità speciali.


 

Campo concentramento Birkenau (album fotografico)

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Il book fotografico del campo concentramento di Birkenau (Polonia)

Il campo di sterminio di Birkenau fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso, oltre al campo di Birkenau e quello principale di Auschwitz, anche il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (pol. Monowice) ed altri 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione nazista della Polonia.

Il campo

Era il Vernichtungslager (campo di sterminio) del complesso. Era l’immenso lager nel quale persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, russi, polacchi e zingari. Le vittime erano condotte alle camere a gas immediatamente dopo la tipica selezione degli inabili al lavoro agli arrivi dei convogli.

Birkenau era inoltre il più esteso Konzentrationslager dell’intero universo concentrazionario nazista e arrivò a contare fino a oltre 100.000 prigionieri contemporaneamente presenti. Era dotato di quattro grandi Crematori e di «Roghi», fosse ardenti ininterrottamente giorno e notte, usate per l’eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Gli internati, reclusi separatamente in diversi settori maschili e femminili, erano utilizzati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento verso altri campi. Il campo, situato nell’omonimo villaggio di Brzezinka, distava circa tre chilometri dal campo principale e fu operativo dall’8 ottobre 1941.

Birkenau fu concepito inizialmente, secondo i piani di Himmler del marzo 1941, come campo per i prigionieri di guerra russi. Il campo di Birkenau fu il principale campo di sterminio del complesso concentrazionario di Auschwitz. Qui furono imprigionate parecchie centinaia di migliaia di deportati, in diversi sotto-campo, e trovarono la morte circa 1,1 milioni di persone.

Il complesso di Birkenau divenne operativo il 7 ottobre 1941, inizialmente appunto come campo per i prigionieri di guerra russi catturati in grande numero durante le prime fasi dell’invasione tedesca. Degli oltre 13.000 deportati russi di questi primi trasporti solo 92 erano ancora vivi il 27 gennaio 1945 alla liberazione del campo.

Il campo fu installato presso la cittadina a Brzezinka (in tedesco Birkenau), a circa 3 km dal campo Auschwitz. Il luogo fu selezionato per la vicinanza della linea ferroviaria che avrebbe semplificato le operazioni logistiche per le previste grandi deportazioni successive. Successivamente il campo fu utilizzato come strumento principale di sterminio nel contesto della tristemente famosa soluzione finale della questione ebraica.

Quando il campo fu costruito, furono distrutte le abitazioni di alcuni abitanti del luogo per ricavarne materiale da costruzione. Le dimensioni del campo erano di circa 2,5 km per 2 km ed era circondato da filo spinato elettrificato usato da alcuni prigionieri, stremati dalla impossibili condizioni di vita – addirittura peggiori di quelle di Auschwitz e di Monowitz -, per suicidarsi (nel gergo del campo: «andare al filo»). Il modo migliore per percepire l’impressionante vastità del campo di sterminio è quello di fare a piedi il percorso che dall’ingresso principale e costeggiando per più di un Km i binari ferroviari porta fino al monumento alla memoria delle vittime, posto nella zona dei crematori. Voltandosi indietro si vede appena in lontananza la costruzione dell’ingresso.


 

Cracovia (album fotografico)

 

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Il book fotografico di Cracovia (Polonia)

Cracovia (in polacco Kraków) è una città polacca di 756 300 abitanti della Polonia meridionale, una delle più antiche ed estese dello Stato. È capoluogo del relativo voivodato della Piccola Polonia dal 1999; in precedenza è stata capoluogo del Voivodato di Cracovia fin dal 1308. Inoltre è un grande centro commerciale e industriale (stoffe, pelli, macchine agricole, cartiere, editoria) e un importante nodo ferroviario.

Cracovia è stata a lungo la capitale del paese e a tutt’oggi rimane il suo principale centro culturale, artistico e universitario – è sede tra le altre della Università Jagellonica, la più antica del paese e una delle più antiche d’Europa. Con più di otto milioni di visitatori ogni anno, è la principale meta turistica internazionale della Polonia. È famosa per il suo piccolo e curato centro storico, iscritto nella Lista UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, per la sua immensa piazza centrale e per la curatissima fascia di giardini ampia da 50 a 100 metri che circonda completamente il centro. Nel Castello di Wawel è custodito il famoso dipinto di Leonardo da Vinci, Dama con l’ermellino, prima esposto all’interno del Museo Czartoryski, ubicato nella Città Vecchia.

È sede arcivescovile dal X secolo e ne fu vescovo dal 1964 al 1978 Karol Wojtyła, futuro papa Giovanni Paolo II.

Capitale europea della cultura nel 2000, nel 2013 ha ricevuto dall’UNESCO anche il riconoscimento di città della letteratura, prima città dell’Europa continentale a ricevere questo titolo e nel 2014 la città è stata scelta come Città europea dello sport.

Cracovia è stata città organizzatrice del campionato mondiale di pallavolo nel 2014 e lo sarà del campionato europeo di pallamano nel 2016. Nel 2016 sarà anche organizzatrice della 31ª Giornata Mondiale della Gioventù.

Geografia

Cracovia è situata nelle aree meridionali della Polonia, sulle rive del fiume Vistola, in una valle ai piedi dei monti Carpazi ad un’altitudine di circa 219 metri s.l.m., ai piedi della collina di Wawel, nell’area meridionale della Piccola Polonia (Małopolska). L’altitudine varia da 220 (dolina Wisły), 238 (Wzgórze Wawelskie), 250 (Górka Borkowska-Jugowice), 380 (Kopiec Piłsudskiego).
A mezza strada tra gli altopiani della Jura Polacca di origine giurassica a nord e dei Monti Tatra distanti soltanto 100 km a sud, costituisce il confine naturale tra Slovacchia e Repubblica Ceca e si trova a 230 km ad ovest dal confine con l’Ucraina. Ci sono cinque riserve naturali vicino Cracovia, per un’area complessiva di 48,6 ettari (120 acri), che a causa del loro valore ecologico sono legalmente protette. La parte occidentale della città, assieme alle estremità nord e nord-occidentale, raggiunge un’area di importanza internazionale conosciuta come Jurassic Bielany-Tyniec refuge. I principali motivi di protezione di quest’area includono salvaguardia faunistica e della flora così come caratteristiche geomorfiche e paesaggistiche. Un’altra parte della città è situata lungo il ‘corridoio’ ecologico della Vistola, anch’esso di rilevanza internazionale in quanto parte della rete ecologica Pan-Europea. Il centro cittadino è sviluppato sulla sponda sinistra (a nord) del fiume.

Cosa vedere a Cracovia

L’architettura gotica, rinascimentale e barocca della Città Vecchia (Stare Miasto) è mirabile testimone della lunga e gloriosa storia di Cracovia: al centro del nucleo medievale, conservatosi quasi completamente intatto, vi è la Piazza del Mercato, la più grande piazza medievale d’Europa, un quadrato di 200 metri di lato (Rynek Głowny), attorno alla quale sorgono bellissimi palazzi dei secoli XVII e XVIII, alcuni dei quali di impronta veneta, la torre civica del Municipio, il grande Mercato dei Tessuti (Sukiennice) e soprattutto la chiesa di Santa Maria. Attorno alla Città Vecchia correva una possente cinta muraria completamente abbattuta, ad eccezione di un breve tratto superstite contiguo alla porta di San Floriano e al Barbacane, durante la dominazione austriaca. Sul suo antico tracciato oggi sorge il giardino del Planty. L’altro nucleo storico di Cracovia sorge a sud della Città Vecchia, sulla collina di Wawel (residenza dei re di Polonia fino al XVII secolo), dove si trovano le più importanti vestigia: la chiesa dei Ss. Felice e Adaucto (IX secolo), il Castello con il cortile rinascimentale degli architetti fiorentini Francesco della Lora e Bartolomeo Berecci, la Cattedrale, che racchiude le tombe dei re polacchi a partire dal Trecento e la cappella funeraria del re Sigismondo I, d’impronta italiana al pari della chiesa barocca dei Santi Pietro e Paolo, la più bella dell’Europa centrale nel suo genere.

Ad oriente della Città Vecchia sorge il quartiere di Kazimierz, il centro della vita religiosa e sociale della Cracovia ebraica fino alla deportazione di massa della comunità locale avvenuta durante l’occupazione nazista.

Il centro storico di Cracovia è patrimonio dell’umanità tutelato dall’UNESCO dal 1987.

Nei dintorni di Cracovia, a Wieliczka, si trova l’antica miniera del sale, anch’essa monumento UNESCO.

Architetture religiose

La più conosciuta chiesa di Cracovia è senz’altro la Basilica di Santa Maria che non passa inosservata sia per la posizione, nel pieno centro della città nella Piazza del Mercato, sia per l’imponenza delle sue due torri, una di guardia l’altra campanaria. Del XIV secolo, raggiunge 80 metri di altezza ed è nota oltre che per le sue vertiginose architetture, per un importante pala d’altare lignea al suo interno scolpita da Veit Stoss, la più grande al mondo. Da una delle due torri della chiesa viene ogni ora intonata la celebre Hejnał, la “chiamata a raccolta” tradizionale mai interrotta dall’invasione della città dei tartari. Proprio accanto a Santa Maria, nella stessa Piazza del Mercato, è situata la piccola e pregevole Chiesa di Sant’Adalberto (Kościół św. Wojciecha), che con circa mille anni di storia è una delle più antiche chiese in pietra erette in tutta la Polonia. Ben più antica di circa quattro secoli della sua imponente controparte, appare oggi curiosa nella piazza per le sue esigue dimensioni.

Parimenti antica e celebre è la Cattedrale del Wawel, facente parte dell’omonimo complesso antico della città situato sull’altrettanto omonima collina. È considerata il santuario nazionale polacco ed è il luogo dove storicamente venivano incoronati i sovrani polacchi. Costruita anch’essa nel XIV secolo, ospita nel suo complesso la celebre Cappella di Sigismondo, uno degli esempi architettonici più pregevoli della città ed eretta il secolo successivo rispetto alla cattedrale dalla dinastia Jagellonica.

Le due chiese principali non sono le più antiche: la Chiesa di Sant’Andrea ad esempio è del 1098, costruita in circa 20 anni in stile romanico e dagli interni barocchi del XV secolo, uno dei pochi edifici salvati dalle devastazioni tatare: particolarità della chiesa sono le feritoie tipiche del tempo che rendevano questi edifici luoghi di culto ma anche di difesa. La Chiesa di San Francesco, situata nella strada Florianska di fronte al Palazzo Arcivescovile, è invece del 1269 e più che per le sue sobrie e semplici forme architettoniche è apprezzata per le sue splendide vetrate dell’artista polacco Stanisław Wyspiański.

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in stile barocco e attorniata dalle imponenti 12 statue degli apostoli, è la più apprezzata chiesa del XV secolo dopo la Chiesa del Gesù di Roma. La Chiesa di San Floriano nella strada Warszawska, all’inizio della Strada Reale, è una chiesa collegiata che ospita un mausoleo dove sono custodite le reliquie di San Floriano, santo patrono della Polonia.

Altre chiese di interesse sono la chiesa barocca di Sant’Anna costruita tra il 1689-1705 da Tielman van Gameren; la Chiesa di Santa Barbara, anch’essa con interni barocchi nella piazza Mariacki, vicino alla Basilica della Vergine Maria; e la Chiesa barocca di San Bernardo vicino a Wawel, con numerosi dipinti al suo interno. Al di fuori della Città Vecchia sono da annoverare le gotica Basilica della Santa Trinità in piazza Dominikanski e la Chiesa del Corpus Christi nel quartiere di Kazimierz databile al XIV secolo e contenente un alto altare del 1634.

Particolare interesse suscita la Chiesa di San Casimiro Principe (Kościół św. Kazimierza Królewicza), sempre nella Città Vecchia, sia per l’adiacente monastero francescano barocco, sia soprattutto per la cripta con relative catacombe: questa parte della Chiesa contiene alcuni dei luoghi più segreti ed affascinanti della città, come l’area delle mummie, circa mille, conservate nella cripta ed esposte ogni 1º novembre ai visitatori. La Chiesa della Madre di Dio nel moderno quartiere comunista di Nowa Huta è invece il contributo religioso della città alle architetture moderne.

Nel ghetto ebraico di Kazimierz ci sono oltre alle chiese cristiane, numerose sinagoghe, tra le quali spicca senz’altro la Sinagoga Tempel in stile neo-moresco costruita nel 1860 e danneggiata durante la seconda guerra mondiale e per importanza di culto la Vecchia Sinagoga, ad oggi attive.

Architetture civili

È impossibile non iniziare una trattazione degli edifici civili della città non partendo dalla Piazza del Mercato, centro nevralgico di Cracovia. Il palazzo di spicco di questa piazza è il Sukiennice, il Mercato dei Tessuti di epoca rinascimentale (XV secolo) dove una volta si intrecciavano le trame mercantili internazionali che giungevano in Polonia: i mercanti qui si incontravano, discutevano di affari e barattavano o contrattavano merci. La struttura ha ospitato personalità importanti per secoli. Altro edificio della piazza di particolare prominenza è la Torre del Municipio (Wieża ratuszowa), unica parte rimasta dell’antico Municipio demolito nel 1820 e che conteneva, tra le varie stanze, delle camere di tortura medievali. La torre, alta 70 metri, fu costruita nel XIII secolo in mattonatura ed in stile gotico ma ha subito numerosi incidenti. Il tetto, ricostruito nel 1686, rimase danneggiato da un incendio causato dall’illuminazione, mentre una tempesta di vento fece inclinare di circa 55 centrimetri l’intera torre nel 1703[16]. Nella piazza praticamente ogni casa circostante è di interesse architettonico, essendo tutte kamienica, case in mattoni del XV secolo.

Altri sono i palazzi interessanti oltre il centro storico e la Piazza del Mercato, in particolare a Kazimierz, dove spicca il Municipio del quartiere. Meno apprezzabile esteticamente, ma di sicuro interesse culturale è la fabbrica di Oskar Schindler. Da ricordare anche il Palazzo della Fenice.

Architetture militari

Tra le architetture militari della città di particolare importanza sono il Castello di Wawel (Zamek wawelski), nella tradizionale collina della città, utilizzato come residenza reale dai sovrani di Polonia, quando Cracovia era capitale, dal 1038 al 1596 e luogo di incoronazione degli stessi. Costruito in stile gotico da Casimiro III fu fortificato nel XVI secolo con le attuali mura e torri ancora oggi visibili. Sotto il castello è presente una grotta, dove sarebbe vissuto il leggendario drago sconfitto dalla popolazione in epoche antiche con un espediente, drago immortalato in una statua sulla rive della Vistola proprio sotto il complesso di Wawel.

Delle antiche mura cittadine poco è rimasto, oltre all’interessante Barbacane vicino alla Porta Florianska. Basato curiosamente più sulle strutture difensive arabe che europee, questa struttura fu aggiunta alle mura difensive nel 1498 secolo assieme alla fortificazione circolare. Era un passaggio obbligato per entrare in città una volta passata la porta antecedente e conduceva direttamente alla Via Reale che percorre tutt’oggi il centro cittadino antico. Il cortile interno ha un diametro di 24,4 metri e sette torrette, mentre i muri circostanti, spesse tre metri, dispongono di 130 feritoie.


 

Wadowice (album fotografico)

 

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Il book fotografico di Wadowice (Polonia)

Wadowice (in tedesco Wadowitz) è una città di 19.275 abitanti della Polonia meridionale, situata tra Cracovia (a 48 km in direzione sud-est) e Bielsko-Biała, ai piedi della catena montuosa dei piccoli Beskidy, antistante i Carpazi. Si trova sul fiume Skawa (in tedesco Schaue) ed è il centro amministrativo del distretto di Wadowice; appartiene al voivodato della Piccola Polonia (in polacco Małopolskie).

Oggi Wadowice è un piccolo centro amministrativo, con la presenza delle istituzioni fondamentali per tale funzione quali il tribunale e l’ufficio dei lavoratori, e industriale con la sede di alcune importanti industrie nel settore alimentare una delle quali (Maspex) è tra le più grandi d’Europa.

È nota soprattutto per aver dato i natali a papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła.

Da ormai molti anni il punto di attrazione principale di Wadowice è la casa natale di Karol Józef Wojtyła, Papa Giovanni Paolo II, dove il futuro pontefice nacque il 18 maggio 1920 come terzo figlio di Karol Wojtyła e Emilia Wojtyłowa; si tratta di una casa piuttosto modesta situata in via Rynek 3 al primo piano. L’edificio, che ora è un museo, è molto frequentato, soprattutto dopo la morte del Santo, da pellegrini italiani.

Un altro luogo turistico, in piazza Jana Pawła II, è la Basilica risalente al XIV secolo, chiesa parrocchiale. Reperti della città e della regione si trovano nel museo “Muzeum Miejskie w Wadowicach” ul. Kościelna 4. Gli edifici più vecchi risalgono al XIX secolo.


 

Varsavia (album fotografico)

 

 

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Il book fotografico di Varsavia (Polonia)

Varsavia (in polacco Warszawa, ufficialmente Miasto Stołeczne Warszawa, Città capitale di Varsavia, in tedesco Warschau) è la capitale della Polonia, e la più grande città del paese, situata nella parte centro-orientale della Polonia nel voivodato della Masovia, sul fiume Vistola. Varsavia è il principale centro scientifico, culturale, politico ed economico della Polonia. Varsavia è anche il capoluogo del voivodato della Masovia, e costituisce al contempo comune e distretto.

Varsavia è la più grande città polacca in termini di popolazione (1.726.581 residenti registrati nel 2014) con una estensione superficiale di 517,24 km² (compresa la Vistola), si classifica al decimo posto delle città più popolose dell’Unione europea (escludendo la sua area metropolitana di circa 2.666.000 abitanti).

Varsavia è situata sul medio corso del fiume Vistola a una altezza media di 100 m s.l.m. La città è collocata su entrambe le rive del fiume, a una distanza di circa 350 chilometri dai monti Carpazi e dal Mar Baltico. Il paesaggio caratteristico della città è costituito dalla pianura creata dall’erosione del fiume Vistola. Sono presenti anche alcuni tumuli, costituiti dalle rovine della seconda guerra mondiale e dai rifiuti, accatastati da parte dell’uomo, come il Tumulo della rivolta di Varsavia (altezza di 121,0 m s.l.m.), e il tumulo Szczęśliwicki (altezza di 138,0 m s.l.m. – il punto più alto di Varsavia).

Cosa vedere a Varsavia

Nel XVIII e XIX secolo Varsavia era conosciuta con il nome di “Parigi del nord”, per i suoi ampi viali alberati e la struttura architettonica classicheggiante e di ampio respiro. Tuttavia, durante la seconda guerra mondiale la città venne quasi completamente distrutta e la successiva ricostruzione ne cambiò sensibilmente il carattere e l’assetto urbanistico.

Nonostante la ricostruzione dei maggiori monumenti e parchi storici, riportati al loro antico splendore, l’aspetto di Varsavia venne caratterizzato indelebilmente dall’architettura del realismo socialista, come emerge da uno dei nuovi simboli della città e principale punto di riferimento spaziale, il Palazzo della Cultura e della Scienza (Pałac Kultury i Nauki, o PKiN), esempio di architettura real-socialista monumentale.

Questo enorme edificio, eretto negli anni 1952-1955, situato accanto alla stazione centrale, occupa quello che attualmente è il centro commerciale, finanziario e economico di Varsavia.

Una delle maggiori attrattive è costituita, comunque, dalla Città Vecchia (Stare Miasto), che corrisponde all’incirca alla “Vecchia Varsavia”, il primo nucleo urbano della città risalente al XIII secolo. Seriamente danneggiato dagli eventi bellici, questo quartiere venne ricostruito con precisione negli anni cinquanta e sessanta, basandosi in gran parte sulle famose vedute attribuite al Canaletto (e in realtà dipinte da Bernardo Bellotto). Il cuore della città vecchia è costituito dal Rynek Starego Miasta, attorno a cui si dipana un reticolo di vicoli e stradine molto suggestivi, tra cui la bella via Piwna (ulica Piwna), su cui si affacciano numerosi palazzi in stile neoclassico e barocco.

Il Barbacane, edificato nel 1548, introduce alla Città Nuova (Nowe Miasto) situata a settentrione, fuori delle antiche mura medievali e risalente al XV secolo. Il centro di questo quartiere è costituito dal Rynek Starego Miasta.

Nella parte meridionale della Città Vecchia si trova la “Piazza del Castello” (Plac Zamkowy) dominata dal Castello Reale (Zamek Królewski), risalente al XIV secolo e ricostruito tra il 1971 e il 1988 dopo la sistematica distruzione da parte degli occupanti nazisti nel 1944. Sulla piazza si affaccia anche la “Colonna di Sigismondo” (Kolumna Zygmunta), punto di ritrovo dei varsaviani e uno dei maggiori simboli della città, eretta nel 1644 in onore del re Sigismondo III Vasa dal figlio Ladislao IV Vasa.

Dalla piazza del Castello inizia la cosiddetta “Strada Reale” (Trakt królewski), antica via che conduceva verso sud dalla città vecchia alla residenza reale di Wilanów. Il primo tratto è costituito dal Krakowskie Przedmieście, grande viale alberato dove si trovano il “Palazzo del presidente della repubblica”, la chiesa neoclassica di Sant’Anna, il monumento al poeta nazionale Adam Mickiewicz e la città universitaria. Successivamente inizia la via Nowy Świat, una tra le strade più belle della città, costeggiata da palazzi e edifici della antica nobiltà, e oggi pulsante di vita con i suoi numerosi ristoranti, caffè, negozi alla moda.

 

Tra i luoghi di maggiore interesse artistico dobbiamo citare il grande “parco di Łazienki”, costruito nel XVIII secolo per volere del re Stanislao Augusto Poniatowski, in cui si trovano splendidi edifici neoclassici, come il “Palazzo sull’acqua” (Pałac na Wodzie) e un teatro costruito su un isolotto nel laghetto artificiale al centro del parco.

L’altra residenza reale è il Palazzo di Wilanów (Pałac w Wilanowie), costruito alla fine del XVII secolo per il re Giovanni III Sobieski. Merita una menzione il “Giardino Sassone” (Ogród Saski), il primo parco pubblico aperto ai cittadini, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, con 21 statue delle muse e delle virtù, l’orologio solare e una fontana costruita sul modello del tempio di Vesta di Tivoli. All’entrata di questo parco è situato il “Monumento al Milite ignoto” (Pomnik Nieznanego Źołnierza).

Di grande valore sono anche il “Cimitero ebraico” e il “Cimitero di Powązki” (Cmentarz Powązkowski), tra i più antichi in Europa, dove riposano molti polacchi celebri.

Nel luogo dove si trovava l’antico Ghetto di Varsavia si trovano ora, tra palazzi nello stile dell’architettura del realismo socialista, monumenti alla memoria storica e alle tragedie della guerra.

Il quartiere di Praga, situato sulla riva destra della Vistola, dove anticamente venivano incoronati i re polacchi, nonostante l’attuale degrado conserva molti edifici d’anteguerra dalla caratteristica architettura e alcuni esempi di splendide chiese ortodosse come la Cattedrale di Santa Maria Maddalena.


 

Terespol (album fotografico)

 

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Il book fotografico di Terespol (Polonia)

Terespol è una città polacca del distretto di Biała Podlaska nel voivodato di Lublino.
Ricopre una superficie di 10,11 km² e nel 2007 contava 6.002 abitanti.

La cittadina, che dal 1975 al 1998 ha fatto parte del voivodato di Biała Podlaska[1], si trova sul versante occidentale della riva del fiume Bug, che la divide dall’attigua città bielorussia di Brěst.
Da Biała Podlaska dista 40 km, da Lublino 164, da Varsavia 200, da Kovel’ (UA) 142, da Grodno (BY) 306 e da Minsk 360.
La frontiera Terespol – Brěst

La cittadina, le cui prime notizie risalgono al 1697, ha un’importante e trafficata dogana stradale (e ferroviaria), condivisa con la dogana bielorussa di Brěst; e rappresenta uno dei confini dell’Unione europea. Questa linea di frontiera ha una lunga storia di eventi e vicissitudini a cavallo fra i 2 conflitti mondiali.
Nel 1919, durante la guerra sovietico-polacca (1919-1921), venne ipotizzata la creazione di una linea di confine (Linea Curzon, dall’omonimo ministro inglese) che avrebbe portato Terespol a divenire un posto di confine con la nascente URSS. Il Trattato di Riga (1921) dividerà invece l’attuale Bielorussia a metà fra le due fazioni belligeranti.

Nel 1939, con il Patto Molotov-Ribbentrop (patto di non aggressione fra l’Unione Sovietica e la Germania Nazista), viene creata la “Linea Molotov” (praticamente identica alla Linea Curzon), che separa la Polonia e la Bielorussia. Tale confine metteva a diretto contatto le due contrapposte potenze, mettendo così Terespol nella posizione di città di frontiera del “III Reich”, contrapposta a Brěst in Unione Sovietica.

Trasporti

Terespol si trova lungo un’importante arteria stradale, che collega Berlino a Mosca, interessata da un progetto autostradale che dovrà affiancarla e che in Bielorussia è già esistente nella tratta Brěst-Borisov.
Per via del suo “status” di città di frontiera conta un’importante stazione ferroviaria per i traffici nazionali ed internazionali. Fra i treni a lunga percorrenza è notevole un espresso chiamato Sibirjak, che da Berlino raggiunge la Russia per diramarsi in varie direzioni, fra cui Novosibirsk, al centro della Siberia.


 

Rzeszów (album fotografico)

 

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Il book fotografico di Rzeszow (Polonia)

 

Rzeszów (in tedesco Reichshof, in ucraino Ряшів, Rjashіv, in russo Жешув, Zhjeshuv) è una città polacca del voivodato della Precarpazia. Ricopre una superficie di 116,36 km² e nel 2012 contava 181.204 abitanti.

 

 

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

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