Chisinau-Кишинёв (Moldavia-Moldova) – Tiraspol/Тирасполь (Transnistria-Transdniestria)- Cosa vedere, storia, foto e video.

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Chișinău/Кишинёв (Moldavia/Moldova) &
Tiraspol/Тирасполь (Transnistria)

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 Tiraspol/Тирасполь (Transnistria)

 

 Album fotografico e video 2009

 

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Il Book fotografico di Tiraspol (Transnistria) 2009

Transnistria (album fotografico e video) 2015

 

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Il Book fotografico di Tiraspol (Transnistria) 2015

Ci siamo lasciati a Odessa (Ucraina) …

Dopo 3 giorni in questo bellissimo gioiellino del Mar Nero è arrivato il tempo di intraprendere un’avventura nell’avventura: da Odessa (Ucraina) mi trasferirò a Tiraspol nello stato fantasma della Transnistria. Non trascurando sempre il fatto che sarò in viaggio completamente solo e in uno stato non ricosciuto da nessuno, tenterò di raggiungere Tiraspol tra mille vicissitudini e mille pericoli.

Ore 12:00 stazione centrale di Odessa: chiedo le prime informazioni su come arrivare a Tiraspol in Transnistria!! L’unico treno che collega le due città è un treno nel pomeriggio verso le 17:00/18:00 ma visto l’orario e visto che è una soluzione molto semplice e lineare, preferisco complicarmi un pò la vita e decido un percorso alternativo! 🙂
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Mi reco alla stazione degli autobus proprio accanto alla stazione ferroviaria al mercato Pryvoz e con un pò di inglese e un pò di russo percepisco subito che non sarà un viaggio molto facile e tranquillo! Devo prendere un autobus urbano per 7/8 km che mi porterà poco fuori Odessa per poi prendere un minibus che in 90 minuti circa mi porterà proprio alla fantomatica dogana tra Ucraina e Transnistria!
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Inizio l’avventura e prendo il bus urbano consigliato da un autista! Come si può percepire dalla foto sottostante non godo poi di un trattamento di prima classe con aria condizionata! 🙂 Sul bus si muore dal caldo e vi assicuro che l’odore non è poi così gradevole! Parlo con l’autista e mi tranquillizza facendomi capire che sarà lui a chiamarmi quando sarà la mia fermata e realmente dopo un 15 minuti sento un grido dal fondo dell’autobus “italiansky italiansky italiansky” raccolgo di fretta tutti i miei bagagli e scendo subito da bus!tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_012Mi ritrovo nel bel mezzo del nulla e le facce che vedo attorno non sono proprio il massimo! A 300 metri vedo una stazione di benzina dove c’è un minibus fermo e intuisco che sarà quello il mezzo con cui raggiungerò la dogana … ma non appena faccio 50 metri mi ritrovo attorno 5/6 zingarelle che mi fanno capire che vogliono qualcosa: tolgo i soldi che mi serviranno per il bus e gli mollo le ultime 40/50 grivna che ho in tasca e mi lasciano andare! Arrivato alla stazione di rifornimento faccio il biglietto per il minibus, parlo con l’autista per chiedere se è possibile sedermi nel posto accanto a lui per poter fare qualche video e ci incamminiamo verso la dagana.

90 minuti e arrivo finalmente alla dogana Ucraina! La fila per le autovetture è di circa 400/500 metri ma io devo attraversare la dogana a piedi e quindi a poco a poco le supero tutte e solo adesso inizio a fare la fila pedonale per il controllo passaporti in uscita dall’Ucraina. Finalmente arriva il mio turno e la polizia di frontiera mi applica il timbro di uscita e proseguo avanti.

La fila di attesa dei controlli per l'uscita dall'Ucraina

La fila di attesa dei controlli per l’uscita dall’Ucraina

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Adesso sono esattamente in un’area internazionale! Sono appena uscito dall’Ucraina e a 300 metri vedo l’avamposto della Transnistria! Le due nazioni sono separate da un ponte dove passa un piccolo fiumiciattolo che ne determina il confine geografico. Sotto un sole cocente a poco a poco e carico come un mulo arrivo in prossimità dei controlli di frontiera per entrare in Transnistria.
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Prima di passare i lunghi controlli vedo che stranamente anche qui è presente un duty free: incuriosito entro dentro ed esclamo subito “Perchè non sono venuto in macchina così potevo fare una scorta da portare in Italia?” 🙂 Sigarette Pall Mall a 0,75€, Sambuca di Sicilia misteriosamente costa ancora meglio rispetto la mia Sicilia a 4,30 €, la vodka a 2,50€ a bottiglia, ecc ecc!  Benvenuto nel paese dei balocchi: prendo solo due bottiglie di vodka, pago e mi dirigo verso la dogana.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_022 tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_021 tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_020Nell’attesa in dogana, la polizia si avvicina e mi passa un foglio da compilare: la carta di migrazione che mi servirà come foglio complementare da portare sempre con il passaporto per tutta la durata del viaggio e che dovrà essere riconsegnata all’uscita dalla Transnistria. Compilo tutto e non appena arriva il mio turno inizia l’interrogatorio della polizia in un inglese maccheronico!
Cosa fai qui? Di Dove sei? Qual è lo scopro del tuo viaggio? Sei mai stato qui? Sei un giornalista? ecc ecc … inizio a rispondere alle domande e nel frattempo il poliziotto inizia a sfogliare il mio passaporto … forte dei miei 2 visti russi, 2 visti bielorussi e molteplici timbri dell’est Europa mi lascia andare dopo qualche minuto e così finalmente posso dire di essere in Transnistria.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_024Adesso sono finalmente in terra di Transnistria e il peggio sembra già tutto alle spalle…ma scoprirò ben presto che non è così! A 5 minuti di cammino vedo un piccolo spiazzale dove parte un minibus che mi porterà alla mia destinazione e in prossimità di quest’ultimo mi rendo di non aver in tasca nessuna grivnia o euro! Come mia consuetudine fare appena arrivo in una nuova nazione dove non hanno l’euro vado subito al bancomat e prelevo un quantitativo qualsiasi di moneta locale che mi permetta di vivere per tutta la durata del viaggio…ma ben presto capisco subito che in questo fantomatico stato con il suo rublo transnistriano gli sportelli bancomat non sono molto in uso e quei pochi che ci sono non accettano i nostri circuiti (Visa, Mastercard, Maestro, ecc) ma accettano solo il loro circuito interno! Ovviamente: che tasso di conversione dovrebbe applicare la mia banca italiana per una moneta che in teoria non esiste!?!?!? 🙂 🙂 🙂 Non so se ridere o piangere! 🙂 Mi trovo in una delle zone più pericolose d’Europa, non riconosciuta dall’Italia, materialmente senza un centesimo in tasca e non so come andare a Tiraspol: capisco subito di essere nella merda! 🙂

Vado a vedere quanto costa il biglietto del bus e la signorina della biglietteria mi risponde 20 rubli e facendo un breve calcolo che 1€ = 15,5 rubli … significa circa 1,30 € ! Allora forse sono salvo!! Mi ricordo che dovrei avere 2€ da qualche parte nel mio zaino tra la mia attrezzatura fotografica e in effetti è proprio così!
Acquisto il biglietto, ricevo come resto anche 11 rubli e salgo sul minibus nel posto più scomodo in assoluto: ultimo posto lato finestrino dove i sedili sono anche più piccoli e rialzati. Durante il viaggio vi assicuro che ho rischiato più volte di sentirmi male per il caldo e l’aria soffocante ma per fortuna dopo circa 90 minuti scendo alla fermata più vicina al mio hotel e dopo qualche passo finalmente mi ritrovo in un’altra dimensione: sono arrivato nella mia suite ultratecnologica, con la tv lcd pure sopra la vasca da bagno, acquario e perfino una sauna tutta per me in appartamento!
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Il tempo di farmi una doccia, mettere in carica qualche batteria e vado subito in giro alla riscoperta di questo posto strano! Ho scritto riscoperta perchè sono già stato da queste parti 6 anni fa nell’estate 2009 con 3 miei amici e devo dire che l’aria che si respira è sempre la stessa! Con quei famosi 11 rubli di resto prendo un minibus con 3 rubli fino in centro e inizio subito a fare qualche bella foto/video!

Mi rimangono in tasca 8 rubli…circa 50 centesimi di euro e togliendo il biglietto di ritorno mi rimangono 30 centesimi!! Non posso prelevare, non posso neanche pagare con il bancomat: in parole povere utilizzare qui la moneta elettronica è impossibile! Non mi resta altro che fare un pò di sano digiuno per questa sera e dovrò aspettare il mio amico dall’Italia che arriverà in tarda serata in hotel per farsi 10 giorni di vacanza con me e chiedere a lui qualche euro in prestito! 🙂

A proposito del mio amico: sapete quanto ha voluto il taxi che da Tiraspol è andato a prenderlo all’aeroporto di Chisinau con tanto di foglio A4 con scritto nome e cognome come nei film ed è ritornato indietro? 10€ per circa 150 km a/r


Consigli importanti sulla Transnistria

La città si è fermata all’era comunista degli anni ottanta con i suoi pregi e difetti! Se venite da queste parti ricordate che:

  • Come detto ampiamente prima i bancomat e la moneta elettronica non è accettata.
  • Se volete prelevare il rublo della transnistria dovete andare al cambio con moneta contante.
  • Non c’è copertura internet dati in tutta la città.
  • Se volete internet è accessibile solo in alcuni pub, ristoranti o pizzerie tramite il loro wifi.
  • E’ possibile (quasi sicuramente) che la Vs. sim italiana o di qualsiasi altra nazione non funzioni.
  • La copertura telefonica funziona al 100% solo con sim della Transnistria che non è acquistabile SOLO per i residenti della Transnistria in abbinato con un nuovo telefono.
  • Ricordate che se pernottate da queste parti anche per una notte avete l’obbligo di registrare la vostra carta di migrazione in polizia o presso gli hotel/ostelli abilitati

IMPORTANTE: loro e ripeto SOLO LORO si credono una nazione vera e propria con una moneta, bandiera, polizia, ecc ecc ma per tutto il resto del mondo la Transnistria è un territorio della Moldavia!!! Se non volete avere problemi in uscita con i timbri sul passaporto vi consiglio:

  • Se venite dall’Ucraina, entrate in Transnistria per poi ritornate in Ucraina facendo la strada al contrario il problema non sussiste! Per esempio Odessa, Tiraspol, Odessa
  • Se entrate dall’Ucraina, passate in Transnistria e poi andate in Moldavia (esempio venite da Odessa, passate da Tiraspol e poi andate in Chisinau) allora qui sono veramente problemi! Perchè non appena uscite dalla Moldavia la polizia di frontiera vi chiederà il passaporto per fare tutti i controlli di routine e vi renderete conto che siete dei veri clandestini in terra moldava senza un timbro di ingresso!! In teoria il timbro dovrebbe essere messo dalla polizia della Transnistria all’ingresso ma loro non si reputano Moldavia … e quindi si crea un bel caso politico internazionale e voi siete in trappola in frontiera. Vi parlo per esperienza personale perchè mi è successo proprio questo (che vi racconterò nel prossimo articolo)!! A norma di legge chiunque entra in territorio Moldavo dalla Transnistria deve denunciare la sua presenza alla prima stazione di polizia (ovviamente non in Transnistria) entro e non oltre i 3 giorni in modo che applicheranno il timbro e siete in regola per l’uscita del paese.

Transnistria

Ai confini orienti dell’Europa esiste uno Stato fantasma: ha una sua bandiera, un suo presidente, un suo governo, un suo parlamento, una sua moneta, un suo esercito, una sua polizia ma nessun paese al mondo ne riconosce l’esistenza. Si chiama Transnistria: una sottile striscia di territorio moldavo che si estende tra la sponda est del fiume Dniester e il confine ucraino. E’ l’unica repubblica sovietica ancora esistente al mondo: stelle rosse e statue bronzee di Lenin fanno ancora parte del panorama urbano della ‘capitale’ Tiraspol. Enorme quella che troneggia davanti al pazzo del Soviet Supremo.

Ma dietro la vernice rossa del veterocomunismo si nasconde il vero potere: la mafia russa, che ha trasformato questa repubblica in un paradiso del contrabbando di droga, petrolio, alcool, sigarette e soprattutto armi.

La Transnistria (in russo Приднестровская Молдавская Республика, Repubblica Moldava di Pridnestrov’e) è uno stato indipendente de facto non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.

La regione, precedentemente parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava (una delle ex – repubbliche dell’Unione Sovietica), dichiarò unilateralmente la propria indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il 2 settembre 1990. Dal marzo al luglio 1992 la regione è stata interessata da una guerra che è terminata con un cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Pridnestrovie comprendente 20 località a ridosso del fiume Nistro.

Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l’adesione alla Russia in seguito all’annessione unilaterale della Crimea.

Il nome della regione deriva dal nome del fiume Nistro a dipendenza dal lato di vista: la Transnistria è, infatti, posta sulla sponda orientale del fiume. In italiano sarebbe corretto il termine Cisnistria per la regione geografica anche se generalmente è conosciuta col suo nome rumeno Transnistria oppure talvolta Transdniestria. L’unico nome formale, sancito dalla Costituzione della Repubblica indipendente è Приднестровская Молдавская Республика (Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika) in russo, Република Молдовеняскэ Нистрянэ (Republica Moldovenească Nistreană) in moldavo, Придністровська Молдавська Республіка (Prydnistrovs’ka Moldavs’ka Respublika) in ucraino. L’abbreviazione usata dalle autorità è quella in lingua russa, ossia PMR (ПМР).

Il nome breve utilizzato localmente è Pridnestrovie, traslitterazione ufficiale del russo Приднестровье secondo un editto presidenziale del 2000 (seguendo un uso parzialmente difforme rispetto alle traslitterazioni scientifiche del cirillico, che imporrebbero di scrivere Pridnestrov’e). Da un punto di vista etimologico i nomi derivano da varianti del termine Transnistria inteso come “oltre il fiume Nistro”: Pridnestrov’e significa, infatti, “presso il fiume Nistro”.


Tiraspol

Tiraspol (letteralmente città del Tyras, antico nome del fiume Nistro) è il centro amministrativo della Transnistria, regione secessionista della Moldavia, dichiaratasi indipendente come “Repubblica Moldava della Transnistria” (“Republica Moldovenească Nistreană” o “Pridnestrovie”).
La città conta circa 190 000 abitanti. Si trova sulla riva sinistra (orientale) del fiume Nistro.

A Tiraspol sono presenti molti tipi di industrie, tra cui mobilifici e industrie di materiali elettrici. La città è anche sede dell’azienda Elektromash, di cui il Presidente Igor Smirnov è stato direttore generale: specializzata in prodotti elettrici, l’azienda è sospettata di fare da copertura per lo smercio di armamenti illegali destinati al terrorismo internazionale.

Nel 1989 la città aveva una popolazione di circa 190.000 abitanti: il 18% erano russi, il 32% ucraini e il 38% moldavi (nel 1919 i moldavi erano il 42%). È stato stimato che, dopo una certa crescita negli anni 1990 la popolazione sia di nuovo diminuita ai livelli del 1989, e secondo il World Gazetteer raggiunge circa 162.000 abitanti. Dopo la secessione dalla Moldavia molti moldavi sono infatti fuggiti, e si pensa che la popolazione moldava nella città sia scesa al 13% del totale.

Tiraspol: cosa vedere

Tiraspol è una città che o ti piace o non ti piace: non si possono avere sfumature! Cose da fare e da vedere non ce ne sono molte; la maggior parte dei viaggiatori si ferma in città solamente perché incuriosita dal fatto che il suo aspetto è ancora molto simile a quello che aveva in epoca sovietica, anche se ormai vi sono molti inserti di “modernità”, con i palazzoni del regime, ora occupati dalla politica e dalla burocrazia transnistriana e i monumenti celebrativi inseriti in un tripudio di stelle rosse e di statue di Lenin e di altri statisti appartenuti all’Unione Sovietica.

Ulitsa 25 Ottobre

Ulitsa 25 Ottobre

La larga Ulitsa 25 Ottobre attraversa tutto il centro cittadino da ovest a est, e la maggior parte dei punti di interesse e delle attività commerciali si trova su questa via.
Alla sua estremità occidentale si trova il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

Il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

Il Palazzo Presidenziale, con una statua di Lenin davanti

mentre poco più avanti, preceduto da alcuni altri palazzi della politica, si apre la vasta Ploschad Konstitutii, più un parco che una piazza, al cui centro si erge il monumento ad Alexander Suvorov.

Il monumento ad Alexander Suvorov.

Il monumento ad Alexander Suvorov.

tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_157Di seguito invece c’è un parco che arriva fino al vicino fiume Dnestr (o Nistro, da cui il nome Transnistria) solcato da un ponte pedonale che permette di arrivare alla spiaggia fatta di sabbia riportata dove gli abitanti si stendono volentieri a prendere il sole e fare il bagno.
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_053Proseguendo invece lungo Ulitsa 25 Ottobre si incontrano, alcuni coperti dalla prima fila di palazzi, il Palazzo della Repubblica, il Museo dello Stato Maggiore, il Palazzo Generale dei Telefoni, la monumentale Casa del Soviet, ora municipio e con un’altra statua di Lenin davanti, il Teatro d’Arte Drammatica e, alla fine della strada, l’Università.

Casa del Soviet.

Casa del Soviet.

Sul lato settentrionale di Ploschad Konstitutii, attraversata Karla Marxa Ulitsa, sorge un insieme di moderni e piacevoli padiglioni, in parte ancora in costruzione, che ospitano il grande mercato cittadino, vicino al quale c’è una delle chiese principali della città
tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_120mentre lungo Ulitsa Lenina, la strada che riporta verso la stazione ferroviaria, si incrociano la fabbrica della Kvint, un liquore tipico della zona (c’è anche uno spaccio della Kvint su Ulitsa 25 Ottobre) e il parco cittadino dedicato a Kirov con un’altra chiesa al centro.

Fuori dalla città andando verso Chisinau infine si può ammirare il modernissimo stadio, con centro sportivo, hotel superlusso, palazzetto dello sport ed enorme supermercato-centro commerciale, della Sheriff: la squadra che domina da anni il campionato moldavo, di proprietà del famigerato magnate dei supermercati figlio dell’ex presidente della Transnistria: una visione piuttosto fuori luogo nel contesto generale.
Passeggiare per la città non è particolarmente piacevole, visto che di negozi non ce ne sono poi moltissimi (qualcosa da mangiare o da bere si può comprare agli spacci o in uno dei mercati, oppure, se li trovate, in uno dei supermercati Sheriff) e la gente in giro è abbastanza poca, tuttavia la popolazione locale si è rivelata piuttosto amichevole e cordiale. Anche la sera non c’è molto movimento, ma qualcuno che passeggia lungo Ulitsa 25 Ottobre fermandosi in uno dei numerosi caffè o dei pochi fast food si trova sempre, e la sensazione è stata che, nonostante le prime impressioni la città sia molto sicura. Qualche ristorante, anche di buon livello, o fast food, appunto, per cenare si trovano lungo la via principale dove assaggiare un bicchiere di gradevolissimo vino bianco locale (per cui tutta la Moldova è famosa) e navigare finalmente col wifi.


Per lasciare Tiraspol alla volta di Chisinau bisogna tenere conto che l’unico treno è quello che parte da Odessa e passa da qui alle 19.20 per arrivare a destinazione circa 2 ore e mezza dopo! Quindi se volete sfruttare una giornata in pieno a Tiraspol vi consiglio questo treno, altrimenti in alternativa ci sono i minibus. Ne partono tantissimi durante tutto il giorno dal piazzale della stazione e il viaggio dura circa 90 minuti circa, tra dolci colline e campi di girasole e mais, permettono di raggiungere comodamente la capitale moldava.


tiraspol_transnistria_www.giuseppespitaleri.com_001_226La mia avventura in questa striscia di terra chiamata Transnistria giunge al termine! Mi dirigo alla stazione ferroviaria e alle 19.20 prendo il mio bel treno per Chisinau! Mi lascio alle spalle falce e martello, statue di Lenin e cimeli comunisti e tra circa due ore e mezza sarò già in una nuova realtà immerso nella capitale moldava.

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Chișinău/Кишинёв (Moldavia/Moldova) – Foto e Video

 

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Sono già sul treno da Tiraspol a Chișinău e mi ritrovo in un contesto molto vintage! Non ci sono poltrone, non ci sono sedili ma in compenso ci sono delle bellissime panchine e dei tavolini in legno molto anni settanta/ottanta.
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Come da tabella di marcia il viaggio dovrebbe durare circa 2 ore ma capisco fin da subito che siamo lontani anni luce da questa tempistica visto che dopo un 30/40 minuti arrivo finalmente alla fantomatica dogana Transnistriana e i tempi di attesa di protraggono un poco! Sale sul treno la polizia per i controlli di routine in uscita dal sedicente stato e riconsegno agli stessi la carta di migrazione che ho compilato precedentemente all’ingresso del Paese.
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Questa volta stranamente tutto scorre liscio, il treno riparte e dopo qualche km ci rifermiamo di nuovo per i controlli di ingresso alla dogana Moldava. Qui perdiamo un altro pò di tempo per alcuni problemi di visto/passaporto con alcuni passeggeri e finalmente dopo altri 30 miunti si riparte in teoria con destinazione Chișinău senza più grosse fermate….ma…ho detto in teoria…infatti a metà strada stranamente il treno fa una lunga sosta di 80/90 minuti in un piccolo villaggio dove non c’è neanche un bancomat o cambio dove prelevare la moneta locale e sgranocchiare qualcosa! Che fortuna!! Non mi resta altro che attendere e guardare gli altri passeggeri mentre mangiano e bevono!! 🙂 Il tempo sembra non trascorrere mai e minuto dopo minuto finalmente il treno riparte e arrivo finalmente a destinazione nella capitale Chișinău!


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Chișinău (in russo: Кишинёв, traslitterato: Kišinëv) è la più grande città del paese anche dal punto di vista amministrativo, politico, culturale ed economico. la città era conosciuta precedentemente con il suo nome in russo: Кишинёв (Kišinëv o Kišinjov). La traslitterazione italiana deriva invece dalla normalizzazione dei segni diacritici presenti nel nome scritto in alfabeto latino.

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Chișinău è situata al centro della Moldavia sorge sul fiume Bic, ed è costruita su sette colline e copre un’area di 120 kmq. Si tratta di una bellezza naturale in quanto la città ha 23 laghi, la maggior parte dei quali si trova in numerosi parchi della città. La città è spesso definita come la White City, dato che molti dei vecchi edifici sono in pietra calcarea bianca locale. Ci sono diversi siti di interesse storico e culturali mentre i rigogliosi paesaggi verdi e una popolazione generosa ed ospitale che contribuiscono a rendere Chisinau il luogo ideale da visitare.

La maggior parte degli eventi organizzati ogni anno in Moldavia riguardano principalmente le festività religiose e quelle ufficiali dello stato. Il 9 maggio si festeggia il giorno della vittoria (2a guerra mondiale) ed il 27 agosto il giorno nazionale. Importante anche il 31 agosto la giornata nazionale della lingua.


Chișinău/Кишинёв (Moldavia/Moldova) – Cosa vedere

 

Come molte città capitale Chisinau è il trampolino di lancio per esplorare il resto del paese e soprattutto fare escursioni nella famosa cantina di Cricova. Durante la seconda guerra mondiale Chișinău venne quasi interamente rasa al suolo dai bombardamenti e dai combattimenti. Nel dopoguerra la città venne ricostruita secondo il progetto dell’architetto Aleksej Viktorovič Ščusev. La popolazione crebbe in maniera rapida e l’amministrazione sovietica iniziò ad edificare numerosi edifici pubblici e privati in stile stalinista. Negli anni sessanta vennero costruiti numerosi blocchi di abitazioni popolari che ancora oggi dominano le periferie di Chișinău. Nel 1977 venne danneggiata da un violento terremoto.

Nel 1991 Chișinău è capitale della Repubblica Moldava indipendente dall’URSS.

A Chisinau i luoghi di interesse turistico non sono numerosi e poiché non esistono mete da vedere “obbligatoriamente”, la capitale moldava rappresenta più che altro una città da girare e da scoprire passeggiandovi a piedi. Purtroppo del suo antico centro rimane ben poco a causa dei bombardamenti, tuttavia la città offre al turista un ventaglio di possibilità tra le quali risaltano alcuni bei musei ed incantevoli parchi.

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Il punto migliore per cominciare la visita è comunque la zona centrale, dove i più famosi parchi di Chisinau si fronteggiano formando due diamanti nel cuore della città. In quest’area sono da vedere la Porta Sacra, risalente al 1841 è nota anche come l’Arco di Trionfo di Chisinau e il Parcul Chisinau (Kishinev).

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Triumphal Arch

Alle spalle è possibile visitare il  “Parco della Cattedrale”, dominato dalla principale Cattedrale Ortodossa della capitale (Cattedrale della Natività di Cristo), con la sua deliziosa torre campanaria del 1836.

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Catedrala Nasterea Domnului

A pochi metri di distanza è possibile ammirare il mercato dei fiori, aperto 24 ore su 24 sul lato nord-occidentale del parco e il Palazzo del Governo: il colossale edificio posto di fronte alla Porta Sacra.
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Nella parte nord-orientale del parco è situato il grande Cinema Patria, costruito dai prigionieri di guerra tedeschi nel 1947 ed ancora in attività. Particolare e variopinto, il mercato centrale rappresenta una valida alternativa per trascorrere un pomeriggio diverso. Il vociare, le sfrenate contrattazioni, la quantità di gente che percorre la vasta area lungo Str Mitropolit Varlaam ricordano vagamente l’atmosfera del bazar di Istanbul.
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Tra i musei principali ricordiamo: il Museo Nazionale di Storia, il capostipite di tutti i musei della città, dove sono conservati manufatti archeologici provenienti da Orheiul Vechi; il Muzeul de Arte Plastice, che ospita un’interessante collezione di arte europea contemporanea, arte popolare, icone e chincaglieria medievale; il Museo di Archeologia ed Etnografia, dove ammirare ricostruzioni di case tradizionali delle varie regioni della Moldavia ed una pittoresca esposizione di stuoie, tappeti e arazzi tradizionali tessuti a mano; il Museo di Storia di Chisinau, che ripercorre la storia della città dall’epoca della sua fondazione con reperti archeologici e fotografie; ed il Museo Puskin, situato all’interno di un cottage dove il poeta russo Alexander Puskin trascorse tre anni di esilio dal 1820 al 1823.

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Complexul Memorial “Eternitate”

Una cosa da non perdere è sicuramente il parco memoriale delle seconda guerra mondiale (Complexul Memorial  “Eternitate”).
E’ il più grande monumento ai caduti nella capitale della Moldova è stata aperto il 9 maggio 1975. Il monumento centrale è composto da cinque fucili stilizzati: uno in rappresentanza di ogni anno 1941-1945 che formano una piramide di 25 metri di altezza. Una fiamma eterna brucia nel centro del monumento e una guardia d’onore di due soldati a guardia.

Complexul Memorial "Eternitate"

Complexul Memorial “Eternitate”

Lungo un lato del parco è una serie di sculture in bassorilievo in pietra rossa che rappresenta l’andamento della guerra. Di fronte a questi è una serie di lastre di marmo con i nomi dei soldati moldavi caduti in guerra (alcuni che sono stati insigniti del titolo di Eroe dell’Unione Sovietica). Il complesso è composto anche da un cimitero che comprende una serie di tombe militari.L’intera struttura ha subito importanti lavori di restauro nell’estate del 2006 ed è stato riaperto il 24 agosto in onore del  62° anniversario della liberazione della città nel 1944.

Cimitero all'interno Complexul Memorial "Eternitate"

Cimitero all’interno Complexul Memorial “Eternitate”

Un’altra attrazione importante è sicuramente il convento ortodosso di San Teodoro è davvero una meta da non perdere nella visita di Chisinau. E’ formato da tre edifici caratterizzati da vistose cupole dorate che si ammirano da lontano.

Il convento ortodosso di San Teodoro

Il convento ortodosso di San Teodoro

All’interno la chiesa è riccamente decorata con altare e lampadario dorato, con affreschi, marmo e legno intarsiato veramnte molto molto belli.

L'interno del convento ortodosso di San Teodoro

L’interno del convento ortodosso di San Teodoro

E’ collocato vicino al più grande centro commerciale della città, il Mall Dova, e alla fine della str. 31 agosto 1989; pertanto se vorrete arrivarci a piedi dal centro, seguendo la suddetta strada ci arriverete in circa 15 minuti.

Una caratteristica che spesso stupisce i turisti in visita a Chisinau è la movimentata vita notturna della capitale della Moldavia, animata fino all’alba da numerosi locali pieni di gente. Anche nei semplici ristoranti e pizzerie la musica domina sovrana, e tale è il successo di gente che In alcune discoteche ed in certi club bisogna essere preparati a passare attraverso i metal detector ed a sopportare l’esibizionismo macho dei buttafuori, anche se l’atmosfera del locale ripaga spesso le sopportazioni iniziali. Tra i locali più in auge segnalamo il Drive che si trova in Calea Orheiului, e la discoteca Famous in Strada Bucuriei. Le notti spumeggianti di Chisinau sono diventate un mito fra gli occidentali, che purtroppo vengono qui a “caccia” soprattutto di ragazze e donne, per tentare una conquista facile.
Per evitare i locali pretenziosi e divertirsi in un ambiente studentesco, si può fare visita al circolo culturale universitario, aperto ogni venerdì e sabato a partire dalle 20. Un’esperienza da provare è trascorrere una serata al Teatro d’Opera e Balletto, situato in B-dul Stefan cel Mare, il cui programma è particolarmente ricco e variegato.


 

Dopo tre giorni a Chisinau alle ore 21.00 finisce anche questa grande esperienza in Moldavia. Un piccolo paese prevalentemente di cultura rumena, da sempre diviso tra la vocazione europea e la preponderante presenza della Russia dalla quale si è dichiarata indipendente. Camminando lungo la via principale non si può fare a meno di notare le centinaia di bancarelle colme di prodotti tipici o fatti in casa, fiori o souvenir sovietici che le babushke (nonne in russo) vendono ai passanti o turisti ed è proprio qui che prendo gli ultimi ricordini da portare in italia e mi diriggo verso “Autogara du Sud” dove tra un pó prenderò il bus notturno che mi porterà alle prime luci del mattino in una delle più belle città della Romania: una città piena di misteri che hanno evocato grandi film del passato che prende il nome di Brașov.

“Babushka” che vende i tuoi prodotti lungo la via principale

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Concerto di Luciano Ligabue al Palasport Acireale (Catania) – 10 e 11 aprile 2015

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Il tour che arriva a conclusione di oltre un anno di successo sulle scene live, tra palasport e stadi di tutta Italia e club e teatri di tutto il Mondo.
Come ha annunciato lo stesso Luciano Ligabue in un suo “Diario di Bordo” pubblicato su Ligachannel e sui social network ufficiali, le scalette dei concerti del “Mondovisione Tour – Palazzetti 2015” «saranno decisamente diverse da quelle degli stadi dell’anno scorso e recupereremo un po’ di canzoni che abbiamo suonato poco negli ultimi anni».
Ogni scaletta dei concerti nei palazzetti, infatti, varierà con l’inserimento di una “perla nascosta” dal repertorio del LIGA, scelta dai fan sul web tramite un sondaggio (www.ligachannel.com/ligabonustrack). La più votata di ogni data sarà eseguita da LIGABUE in acustico voce e chitarra.

La band che accompagnerà il Luciano sarà la stessa del “Mondovisione Tour – Mondo 2015”: Federico “Fede” Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Luciano Luisi (piano e tastiere), Michael Urbano (batteria), Davide Pezzin (basso).“

Book fotografico Luciano Ligabue al palasport di Acireale

Book fotografico Luciano Ligabue al palasport di Acireale

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VIDEO – Campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau – PRIMAVERA 2012

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Il campo di concentramento di Auschwitz fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso anche il campo di sterminio di Birkenau, situato a Birkenau (in polacco Brzezinka), il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (in polacco Monowice) ed i restanti 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione tedesca della Polonia.

Il complesso dei campi di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di “soluzione finale del problema ebraico” — eufemismo con il quale i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei (nel campo, tuttavia, trovarono la morte anche molte altre categorie di internati) — divenendo rapidamente il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista. Auschwitz, nell’immaginario collettivo, è diventato il simbolo universale del lager.

Dal 1979, ciò che resta di quel luogo è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ed è visitabile dal pubblico.
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Il campo di sterminio di Birkenau fu uno dei tre campi principali che formavano il complesso concentrazionario situato nelle vicinanze di Auschwitz (in polacco Oświęcim), in Polonia. Facevano parte del complesso, oltre al campo di Birkenau e quello principale di Auschwitz, anche il campo di lavoro di Monowitz, situato a Monowitz, (pol. Monowice) ed altri 45 sottocampi costruiti durante l’occupazione nazista della Polonia.

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VIDEO – Barcellona (Spagna) – INVERNO 2008

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Barcellona (in catalano e spagnolo Barcelona) è una città di 1.602.386 abitanti (area metropolitana istituzionale: 2.215.581 abitanti) della Spagna, capoluogo della Catalogna, una comunità autonoma della parte nord-orientale dello stato, oltre che capoluogo dell’omonima provincia e della comarca del Barcelonès. Soprannominata Ciudad Condal o Ciutat Comtal (Città dei Conti), è la seconda città della Spagna per numero di abitanti dopo Madrid, la capitale. Nel 1992 fu sede dei Giochi Olimpici estivi. Nel 2004, a Barcellona, si è tenuto, per la prima volta assoluta, il Forum Universale delle Culture, la città ha ospitato l’Esposizione internazionale del 1888 e quella 1929, è la sede fissa del mobile world congress, e inoltre Barcellona è sede dell’Unione per il Mediterraneo. Forte del turismo, del porto e della vicinanza alla Francia (160 km da Le Perthus), la città vide la sua già prospera economia impennarsi dopo i giochi olimpici del 1992. La città è il secondo maggior centro industriale e finanziario della Spagna dopo Madrid, nonché il maggior porto commerciale e turistico e uno dei maggiori d’Europa.

Barcellona ha un clima mediterraneo con alcune caratteristiche differenti, da quelle tipiche del clima mediterraneo, come una quantità non trascurabile di piogge in estate e un minimo secondario di precipitazioni in inverno. A Barcellona, come in tutta la Catalogna, il classico clima mediterraneo con inverni umidi e temperati ed estati aride risente della posizione a nord del Mediterraneo Occidentale.

Cosa vedere a Barcellona

A Barcellona si ha la possibilità, percorrendo a piedi le strade, di trovare tracce della sua storia millenaria, dalle rovine romane e della città medievale fino ad arrivare ai quartieri del modernismo catalano, con i suoi edifici caratteristici, i suoi isolati quadrati, i suoi viali alberati e le sue strade larghe. La città antica è praticamente piana mentre i quartieri più recenti acquisiscono maggiore pendenza man mano che ci si avvicina alla catena di colline retrostante.

Alcuni esempi del modernismo sono gli edifici del Quadrat d’Or nel quartiere dell’Eixample, le opere di Antoni Gaudí e il Palau de la Música Catalana di Lluís Domènech i Montaner, dichiarato nel 1997 patrimonio dell’umanità dall’Unesco e situato nel quartiere di Sant Pere, accanto a Via Laietana. Non meno importanti sono i contributi architettonici, sempre d’impianto modernistico, di Josep Puig i Cadafalch.

All’interno del Barri Gòtic, nella Ciutat Vella, da notare la bellissima Cattedrale di Sant’Eulalia, dedicata alla patrona della città. La cattedrale è liberamente visitabile in alcune ore del giorno, altrimenti l’entrata è a pagamento e comprende non solo la chiesa ma anche i musei annessi all’interno dei palazzi collegati alla cattedrale tra cui il Palau del Lloctinent che fa da sfondo alla Plaça del Rei. Sempre nel Barri Gòtic si trova un’altra chiesa degna di nota: Santa Maria del Pi, mentre Santa Maria del Mar si trova nel Born.

Tra i luoghi di maggior attrazione è necessario ricordare Les Rambles (in catalano) o Las Ramblas (in spagnolo), viale situato tra Plaça Catalunya, centro della città moderna, e il Porto Antico. La strada, sia di giorno sia di notte, è colma di gente e lungo il suo marciapiede centrale si possono trovare giornalai, fiorai, venditori di uccelli, artisti di strada, caffetterie, ristoranti e negozi. In prossimità del porto è frequente incontrare bancarelle dove si esercitano e lavorano pittori e disegnatori. Passeggiando lungo Les Rambles si possono ammirare vari edifici di interesse come il Palazzo della Virreina, il colorato Mercato della Boqueria e il famoso Teatro del Liceu, in cui vengono rappresentati opere e balletti. Anche le strade laterali sono caratteristiche; una di queste, molto breve, conduce alla Plaça Reial, una piazza con palme ed edifici i cui portici ospitano birrerie e ristoranti e nella quale, durante il fine settimana, si riuniscono i collezionisti di francobolli e di monete.

Le Ramblas terminano arrivando al Porto Antico, dove si trova la statua di Cristoforo Colombo (Cristòfor Colom in catalano, Cristóbal Colón in spagnolo) che, con il dito puntato, indica metaforicamente la direzione del Nuovo Continente. A pochi passi da lì, si incontra il Museo Marittimo dedicato soprattutto alla storia navale del Mar Mediterraneo, nel quale si può ammirare la riproduzione in scala reale di una galera da combattimento. Il Museo è situato nei cantieri navali medioevali, dove venivano costruite le barche che navigavano per il Mediterraneo, ed i suoi capannoni in pietra sono un esempio di archeologia industriale. Il Porto Antico offre altre attrazioni, come un centro commerciale con negozi, ristoranti, cinema e il maggior Acquario della fauna marina mediterranea.

La città di Gaudí

Barcellona è la città dove ha vissuto e lavorato l’architetto Antoni Gaudí, le cui opere attraggono ogni anno molti turisti da tutto il mondo. La più nota è la chiesa della Sagrada Família, il cui nome completo in catalano è Temple Expiatori de la Sagrada Família (Tempio espiatorio della Sacra Famiglia), che Gaudí lasciò largamente incompiuta e che è tuttora in costruzione dal 1882. In base ai moderni mezzi e materiali si prevede che verrà ultimata intorno al 2020. I lavori per la sua costruzione sono unicamente finanziati dalle offerte dei fedeli e dalle entrate derivanti dalla vendita ai visitatori del biglietto di ingresso. La facciata della Natività era già stata completata prima della morte del progettista; recentemente è stata terminata quella della Passione e otto delle dodici torri previste (corrispondenti agli apostoli). Rimane inoltre da completare la facciata della navata centrale, quella rappresentante la Gloria.

Tra le altre opere di Antoni Gaudí, le più famose e importanti sono il Parc Güell, la Casa Milà, meglio conosciuta con il nome di “La Pedrera”, Casa Batlló, Palau Güell e Casa Vicens.

Musei

Tra i musei dell’arte di Barcellona rivestono un grandissimo interesse quello della Fundació Joan Miró, dove si possono ammirare alcune opere del pittore maiorchino e dove vengono realizzate esposizioni itineranti provenienti da tutti i musei del mondo; il Museu Picasso, contenente un’importante collezione di opere poco conosciute del famoso pittore che risalgono al suo primo periodo. Nel Museo nazionale dell’arte catalana (MNAC) si trova una delle più grandi collezioni di arte romanica del mondo. Tra questi di speciale interesse sono gli affreschi romanici trasferiti al museo direttamente da cappelle e chiese di tutta la Catalogna. A pochi passi dal MNAC, alle falde di Montjuïc si trova il CaixaForum Barcelona, un grande centro culturale che trova sede nell’antica Fàbrica Casaramona. Uno dei musei più celebri della città è il Museo di storia di Barcellona, conosciuto anche con la sigla MUHBA, dedito alla storia e archeologia della città. Il Museo del cioccolato ha per obiettivo la promozione della tradizione cioccolatiera artistica locale. È stato inaugurato dall’inventore Pep Torres nel 2011 il MiBa, Museu d’Idees i Invents de Barcelona.

Il Montjuïc e il Tibidabo

Per godere di uno splendido panorama di tutta la città si può salire a Montjuïc, il piccolo monte situato vicino al porto, sulla cima del quale si trova il Castell de Montjuïc, un’antica fortezza militare che servì per vigilare l’entrata a Barcellona dal mare. Questo luogo è tristemente noto ai catalani perché nel 1940 vi fu fucilato dalla polizia franchista Lluís Companys, presidente della Generalitat de Catalunya, oggi considerato eroe nazionale catalano. Oltre che il già menzionato Museo nazionale dell’arte catalana (MNAC), primaria attrattiva della città, ospita anche impianti olimpici come lo stadio olimpico Lluís Companys, progettato dall’architetto italiano Vittorio Gregotti e sede fino al 2009 delle partite casalinghe della seconda squadra di calcio della città, l’Espanyol; il palazzo dello sport (Palau Sant Jordi, in onore del Santo patrono della Catalogna), disegnato da Arata Isozaki, e le piscine. Domina il paesaggio la torre delle comunicazioni disegnata da Santiago Calatrava e costruita per le Olimpiadi del 1992. Sempre a Montjuïc si trova il giardino botanico, che dispone di una collezione unica di cactus, e il Teatre Grec costruito in occasione dell’Expo 1929.

Un altro luogo dal quale godere di una bellissima vista su Barcellona è la montagna del Tibidabo, situata nell’entroterra nella parte più alta della città. Si può salire con l’automobile, autobus, tram e funicolare. Sul Tibidabo si trova un parco di divertimenti di antiche origini e anche qui è presente, a breve distanza, un’antenna delle telecomunicazioni d’autore, disegnata da Norman Foster.

I parchi

Barcellona conta numerosi parchi. I più conosciuti sono il Parc Güell opera di Antoni Gaudí situato nel distretto di Gracia, il parco di Montjuich, situato sulla cima della montagna omonima e il Parque de la Ciudadela (Parc de la Ciutadella), situato nel centro della città e nel cui interno si trova il Parlamento della Catalogna e il parco zoologico della città famoso per aver ospitato il gorilla albino Fiocco di Neve. Recentemente è stato inaugurato il Parco della Diagonal Mar, il più grande della città, disegnato da Enric Miralles. Altri parchi minori sono: il “Parco della Spagna Industriale” nel quartiere di Sants, il Parc de l’Estació del Nord opera di Beverly Pepper, il “Parco del Forum” dove si è svolto il Forum Universale delle Culture del 2004, il Parco del labirinto di Horta, parco dove gli alberi sono piantati in modo da formare un labirinto, il “Parco del Clot” vicino alla Plaça de las Glòries e il “Turò Park”, vicino alla Plaça de Francesc Macià.

Le spiagge di Barcellona

Una delle principali attrattive di Barcellona negli ultimi anni sono state le sue spiagge. Grazie alla rigenerazione del litorale attuata nel 1992, per le Olimpiadi, Barcellona oggi può contare su sei spiagge che si estendono per più di 4,2 km. Le spiagge sono centrali: collegate con il centro storico e situate tutte a pochi minuti dalla città. Tutte le spiagge sono attrezzate con i più importanti servizi: docce, vigilanza, pronto soccorso e, in alcuni casi, cabine-spogliatoio e servizio di noleggio di amache, lettini e ombrelloni. Le spiagge sono sottoposte a pulizia ogni giorno di tutto l’anno e hanno tutte la bandiera azzurra dell’Unione Europea. Secondo dati del comune di Barcellona, ogni anno le spiagge di Barcellona ricevono più di sette milioni di bagnanti. Anche se la maggior parte di questi bagnanti si concentrano nei mesi estivi tra maggio e settembre, cittadini e turisti possono usufruire delle spiagge per tutto l’anno visto che sono attrezzate per giocare a tennis, pallavolo e altri sport. Nella spiaggia della Barceloneta, vicino all’Hotel Arts, è situato un moderno centro di talassoterapia municipale e il centro polisportivo marittimo, dotato di piscine con acqua di mare che permettono di utilizzare i servizi sportivi tutto l’anno. Le sei spiagge sono, da est a ovest: Sant Sebastià, Barceloneta, Nova Icària, Bogatell, Mar Bella e Nova Mar Bella. In quest’ultima esiste un’area riservata ai nudisti.

La Monumental de Barcelona

La Plaza de toros Monumental di Barcellona fu inaugurata nel 1914 con il nome di “El Sport” e ribattezzata “La Monumental” nel 1916. È situata tra la Gran Via e la Calle Marina nel distretto dell’Eixample. Con una capienza di 19.582 spettatori, è stata l’ultima plaza ancora attiva a Barcellona, dopo la chiusura della Plaza de El Torin e las Arenas.

All’interno della Monumental si trova il Museo Taurino di Barcellona, dove sono esposte carte di famosi toreri, teste di celebri tori, documenti storici e oggetti relazionati con la tauromachia.

Nel 2010, il parlamento catalano ha approvato una legge, entrata in vigore il 1º gennaio 2012, che vieta la corrida in tutta la Catalogna[9], rendendo così inutilizzabile, a tale scopo, la Monumental.

Barcellona olimpica

Barcellona ha ospitato le Olimpiadi nel 1992. Molte delle installazioni sportive utilizzate si trovano sulla montagna di Montjuïc. Lì si trovano: lo Stadio Olimpico Lluís Companys, il museo Olimpico, il Palacio Sant Jordi, le piscine Picornell e la Piscina municipale di Montjuïc. Lontano dalla montagna si trovano le installazioni del FC Barcelona, tra le quali troviamo il Camp Nou, il Palau Blaugrana (Palacio Azulgrana), il Mini Estadi e il Museo del FC Barcelona. Nel nord della città si trova il velodromo di Horta, le installazioni del Tennis della Teixonera e il padiglione de Valle de Hebron. Per ultimo, il quartiere della Villa Olimpica è il luogo dove furono alloggiati gli atleti, oggi accoglie numerose spiagge, ristoranti e zone di divertimento.

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Dubrovnik, Isola di Lukrum, National Park Krka, Split, Trogir, Zagabria (Croazia-Croatia) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Croazia


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La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia (Republika Hrvatska, in croato), è uno Stato dell’Unione europea con una popolazione di 4.290.612 abitanti (censimento 2011), la sua capitale è Zagabria.

Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l’Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata al mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067[6] km².

La Croazia è una repubblica semipresidenziale e la lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell’Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (italiano e croato), ma la sua attuazione varia a livello comunale.

La Croazia tra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d’Ungheria, seguendone le sorti; succesivamente ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991 divenendone indipendente all’inizio delle guerre dei Balcani. La Croazia ha aderito alla NATO il 4 aprile 2009 e dal 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell’Unione europea.

Attualmente la festa nazionale croata (così come quella slovena) ricorre il 25 giugno, anniversario della dichiarazione d’indipendenza del 1991.

Storia

In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventò parte dell’Impero Asburgico. Al termine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, successivamente denominato (1929) Regno di Iugoslavia. Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, grazie all’appoggio italo-tedesco, la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente, ma di fatto satellite delle Potenze dell’Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić.

Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventò membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del maresciallo Tito, che instaurò un governo socialista spesso in disaccordo con l’Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell’Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica.

Il crollo dei regimi comunisti dell’Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava: nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Milošević, di orientamento contrario. I delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclamò stato indipendente. Nonostante l’invito dei capi di Stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l’Islanda, (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson), seguita dalla Città del Vaticano, Austria e Germania procedettero ad un riconoscimento unilaterale. Seguì un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si concluse con gli accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è membro dell’ONU e del Consiglio d’Europa.

 

Morfologia

Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante

Il bassopiano pannonico

Nella parte orientale del paese si trova un’estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, l’area fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava, affluenti del Danubio. In questa zona dal clima continentale, si distinguono la Croazia settentrionale e la Slavonia:

la Croazia settentrionale comprende l’area tra il fiume Kupa e il confine con l’Ungheria, le pianure lungo il fiumi Sava e Kupa, le aree intorno alle città di Zagabria, Karlovac e Sisak che demograficamente ed economicamente rappresentano il centro della Croazia, l’area montuosa dello Zagorje e la regione di Međimurje nella parte nord-orientale del paese fra i fiumi Drava e Mur.
la Slavonia comprende l’estremità orientale del paese costituita in prevalenza da pianure del bassopiano pannonico situate lungo i fiumi Sava (Posavina) e Drava (Podravina) fino al Danubio.

La zona montuosa delle Alpi Dinariche

La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l’Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest’area la regione del Gorski Kotar tra Fiume e Karlovac, le valli di Licca e Crobavia tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell’entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biocovo).

La costa adriatica

La zona costiera è caratterizzata da clima mediterraneo. L’ampiezza della fascia costiera è molto variabile, da pochi chilometri ( in corrispondenza dei rilievi del Velebit e di Biocovo) in altre zone si allarga notevolmente nell’entroterra. Da nord a sud si possono individuare le seguenti regioni storiche:

L’Istria, la penisola nella parte settentrionale del paese
La regione del Litorale Croato (Hrvatsko Primorje) corrispondente all’area intorno a Fiume e Segna con le isole del golfo del Quarnero
La Dalmazia con la sua costa frastagliata e che si estende verso sud da Zara comprendendo le numerose isole antistanti la costa e città storiche come Ragusa e Spalato.

I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un’altitudine di 1.758 m s.l.m.

La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate.

 

Trasporti

Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall’indipendenza è quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.

Oltre all’importanza che per un’economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L’interruzione, negli anni settanta, della costruzione dell’autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo “nazionalistica”, a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un piano di costruzioni autostradali, che vedeva nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti. Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che collegano i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, raggiungendo nel 2010 i 1500 km complessivi. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi.

Ferroviari

Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, gestite da Hrvatske željeznice, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo. Allo stato attuale, la migliore linea è quella tra Zagreb e Ljubljana, abilitata ai fino 160 km/h con tensione alternata, mentre sono obsolete le linee per Rijeka (con sistema di alimentazione elettrica italiano a 3000V continui) e la linea per Split, che si è cercato di migliorare con l’uso di pendolini di costruzione tedesca, ma con scarsi risultati e qualche deragliamento[senza fonte].
Marittimi

Con la presenza nell’Adriatico di numerosissime isole, grande rilevanza hanno i servizi di navigazione, anche grazie al forte turismo balneare della stagione estiva. Il maggiore operatore croato di servizi marittimi è la statale Jadrolinija, che opera anche sulla rotta internazionale con l’Italia. Le linee regolari tra Croazia e Italia sono le rotte Spalato-Ancona e Ragusa – Bari.

Turismo

Grazie alla presenza di una lunga fascia costiera lungo l’Adriatico con spiagge e coste abbastanza pulite e ben conservate (Istria e Dalmazia), il turismo balneare in Croazia è in costante crescita e fonte di buoni ricavi per i relativi operatori. Anche l’entroterra offre con i suoi numerosi parchi naturali una buona attrattiva per i turisti.

 

Flora e fauna

Le regioni della Croazia, essendo così diverse tra di loro, hanno flora e fauna abbastanza differenti: il paese è quindi una delle più ricche in Europa in termini di biodiversità. Ci sono quattro tipi di regioni biogeografiche in Croazia: la zona mediterranea che comprende le coste i il suo immediato entroterra, la zona alpina a Lika e Gorski Kotar, la zona pannonica lungo la Drava e il Danubio, e la zona continentale nelle aree rimanenti. Significativi sono gli habitat che includono le aree carsiche sommerse come lungo il fiume Zermagna (Zrmanja) e i canyon del Cherca (Krka). La geologia carsica ospita circa 7.000 grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat per il proteo, l’unico vertebrato troglobio esistente in territorio europeo.

È da segnalare il fatto che il 44% del territorio nazionale croato (2,490,000 ettari) sia ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie (querce), sempreverdi (pino d’Aleppo, lecci) o macchia mediterranea. La Croazia conta 523 specie vegetali endemiche (circa il 6% della flora nota), tra gli endemismi è da segnalare in Istria una orchidea (Serapias istriaca M.L. Perko).

In Croazia vi sono più di 380 specie animali protette, tra cui quelle maggiormente degne di nota sono il cinghiale, il lupo, l’orso bruno e, principalmente sull’isola di Cres, il grifone eurasiatico

 

Architettura

L’architettura Croata è frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti. Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata (Anfiteatro e Arco dei Sergi a Pola, Palazzo di Diocleziano a Spalato, il sito archeologico di Salona). Vi sono anche molte architetture bizantino-romaniche, come la basilica Eufrasiana a Parenzo o la chiesa di Santa Eufemia a Rovinj. Con la conquista veneziana della costa croata, l’architettura subì decisamente l’influenza del gotico-veneziano, presente in molti palazzi delle città principali; Successivamente, l’architettura barocca si sviluppò prevalentemente nel nord e nella Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar (quest’ultimo purtroppo danneggiato durante la guerra di indipendenza croata). Infine, sotto l’Impero Asburgico, furono costruiti fastosi e austeri edifici in stile austro-ungarico principalmente nelle città di Zagabria, Fiume e Pola.

Regioni storiche e geografiche

Accanto alle regioni amministrative, vengono talora individuate alcune regioni storiche e geografiche, prive di status istituzionale; oltre alle regioni storiche note, ve ne sono alcune proposte in sedi pubblicistiche:

Banovina o Banija, nella Croazia centrale tra i fiumi Sava, Una e Kupa;
Baranya o Baranja, compresa tra la Slavonia e l’Ungheria, nel nord-est della Croazia; gran parte della regione storica si trova in Ungheria;
Dalmazia, regione che include la gran parte delle isole croate; va dall’isola di Arbe fino alle Bocche di Cattaro, comprende la città di Ragusa, la più importante meta turistica della Croazia[senza fonte], e ha una superficie totale di circa 13.100 km²;
Gorski Kotar, l’area tra le città di Karlovac e Fiume; comprende anche la città di Delnice e il fiume Kupa la separa dalla Slovenia, a nord;
Istria (parte croata della penisola); Pola è la città maggiore, nella parte meridionale;
Val di Canali; piccola regione pianeggiante nella parte meridionale della Croazia da Ragusa Vecchia fino alla penisola di Prevlaka, vicino al Montenegro;
Kordun, regione della Croazia centrale situata tra la Licca e la Banovina;
Licca, tra la Croazia continentale e la costa, via di comunicazione tra Zagabria e il mare; ospita il Parco nazionale dei laghi di Plitvice;
Međimurje, piccola regione nella parte settentrionale della Croazia, situata tra i fiumi Mura e Drava;
Moslavina, che comprende le regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina e di Bjelovar e della Bilogora; le sue città più importanti sono Kutina e Ivanić-Grad;
Podravina, intorno alla Drava lungo il confine settentrionale con l’Ungheria;
Podunavlje, lungo il confine serbo-croato che, nella parte orientale della Slavonia, segue il corso del Danubio che dà il nome alla regione (Dunav in serbocroato);
Posavina, intorno al fiume Sava e poi lungo il confine croato-bosniaco nella Slavonia meridionale;
Prigorje, intorno a Zagabria, tra Žumberak e la Moslavina;
Slavonia, la più parte maggiore della Croazia orientale, giace tra le microregioni Posavina, Podravina, Baranja e Podunavlje (verso est, lungo il confine serbo); tra le città più importanti, Osijek e Đakovo;
Sirmia (o Srijem), divisa tra la Serbia e la parte più orientale della Croazia;
Turopolje, microregione nella valle del fiume Sava a sud di Zagabria, con al centro la città di Velika Gorica;
Hrvatsko Zagorje (o semplicemente Zagorje), a nord di Zagabria, include il sito archeologico di Krapina; a nord confina con la Slovenia, la Podravina e il Međimurje, a est con la Slavonia, a ovest con il Kordun e il Gorski Kotar.

 


Dubrovnik e Isola di Lokrum

Ragusa in croato Dubrovnik, è una città della Croazia meridionale situata lungo la costa della Dalmazia.

La città, che ha lungamente mantenuto la sua indipendenza, vanta un centro storico di particolare bellezza che figura nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO e che le è valso il soprannome di “perla dell’Adriatico“.

Le 5 cose da fare a Dubrovnik

1.     Camminare sulle mura della città
Visitare Dubrovnik senza vedere le mura della città sarebbe una visita incompleta. Le mura della città offrono una splendida vista della Città di Dubrovnik, delle sue piazze, viuzze strette e delle numerose attrazioni. Sono lunghe 1960 metri e si compongono di numerose fortezze, torri e bastioni. Vi consigliamo di visitare le mura della città di Dubrovnik di mattina o nel tardo pomeriggio.

2.     Visitare l’isola di Lokrum

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Book fotografico Isola di Lokrum (Croazia)

L’isola di Lokrum si trova a soli 15 minuti di barca da Dubrovnik. Lokrum offre un indimenticabile soggiorno nella natura grazie ad una moltitudine di baie tranquille. Sull’isola ci sono un giardino botanico e un monastero benedettino. Lokrum è facilmente accessibile, si può raggiungere in barca grazie ad imbarcazioni che durante la stagione salpano ogni quindici minuti dal Porto Vecchio di Dubrovnik.
3.     Un drink nel café Buža
Stiamo parlando di un bar che va semplicemente visitato. Si trova in un posto bellissimo sugli scogli fuori le mura di Dubrovnik. Goditi un drink con la bellissima vista aperta sul mare e sull’isola di Lokrum. Se fa caldo, c’è una spiaggia di scogli a portata di mano e potete tuffarvi dagli scogli in mare e rinfrescarvi. Potete raggiungere Buža passando per una piccola porta nelle mura. Vi consigliamo di visitare lo splendido café di Dubrovnik di sera per potervi godere la stupenda vista del tramonto del sole.
4.    Visitare il Monte Srđ con la funivia
Il punto più alto di Dubrovnik, che offre una splendida vista dell’intera città e dei suoi dintorni, si può raggiungere tramite la funivia di Dubrovnik che è operativa dal luglio 2010 dopo 19 anni. A Srđ c’è un delizioso ristorante con una vista panoramica e una vasta gamma di piatti e bevande. Visitale il negozio di souvenir locale e acquistate un souvenir come ricordo del vostro soggiorno. C’è anche un anfiteatro sulla collina che si può affittare per occasioni speciali, come matrimoni, riunioni private, formali o di famiglia.

5.    La cucina di Dubrovnik
La cucina di Dubrovnik è principalmente mediterranea, fatta di piatti leggeri a base di pesce e frutti di mare, e anche di ottimi piatti fatti in case. Gli ingredienti di base della cucina locale sono bietola, olive, olio di oliva, varie verdure e molti altri ingredienti. Il Dubrovačka rozata è un delizioso dessert che dovete provare. Gli amanti del vino possono godersi una varietà di vini locali provenienti dalla regione di Dubrovnik, dalla Penisola di Peljesac e Konavle, un posto vicino a Dubrovnik.

 


 

Spalato, Trau e Parco Nazionale di Krka

 

Spalato/Split

Spalato (in croato Split, in dalmatico Spalatro), è una città della Croazia, capoluogo della regione spalatino-dalmata, principale centro della Dalmazia e, con i suoi 178.192 abitanti (2011), seconda città del Paese. Spalato è anche sede universitaria e arcivescovile.

Il nome della città deriva dalla ginestra spinosa, arbusto molto comune nella regione, che in greco antico era denominato Aspálathos (Aσπάλαθος). Sotto l’Impero romano la città si chiamò “Spalatum” e nel Medioevo “Spalatro” in lingua dalmatica. In lingua slava viene denominata “Split” mentre in italiano “Spalato”. Nei primi anni del XIX secolo il nome divenne “Spljet” per poi tornare di nuovo alla forma “Split”.

 

Attrazioni

Spalato è famosa soprattutto per il Palazzo di Diocleziano, la porta Aurea e la cattedrale con il suo celebre campanile. È inoltre sede arcivescovile. Nelle vicinanze sono notevoli le rovine romane di Salona e gli scavi archeologici andrebbero ampliati, ma il paesaggio circostante è stato occupato, nel secolo scorso, da una vasta zona industriale. Sono comunque in studio piani di recupero e tutela. Subito ad Ovest si trovano le storiche località turistiche dei Sette Castelli e lo specchio di mare che da essi prende nome: la Baia dei Castelli, che la Penisola di Spalato insieme all’Isola di Bua separano dal Mar Adriatico.

Infine dal 2013 è sede dell’Ultra Music Festival europeo, con 90mila visitatori nella prima edizione e 125mila lo scorso anno.

Lo stadio Poljud, terreno di casa della squadra dell’Hajduk Spalato, dal design innovativo, fu costruito negli anni del regime socialista in occasione dei giochi del Mediterraneo del 1979

 

 

Traù/Trogir (Book fotografico)

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Book fotografico di Trogir (Croazia)

 

 

Traù (in croato Trogir, in tedesco Trau, in dalmatico Tragur) è una città della Croazia, con 13.260 abitanti. Viene considerata una delle città veneziane più belle e meglio conservate dell’intera Dalmazia. Secondo l’autorevole critico Bernard Berenson poche città al mondo annoverano tante opere d’arte in così poco spazio.

Traù è posta vicino alla costa dalmata su due isole della Dalmazia centrale, a circa 30 km a nord-ovest di Spalato. La città è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole. È dotata di un porto attrezzato principalmente per imbarcazioni di turismo. Gode di un clima mediterraneo particolarmente mite.

Il turismo è la maggior fonte di sostentamento della città che offre una capacità ricettiva in albergo ed abitazioni private di oltre 20.000 posti letto.

L’altra attività importante è quella della cantieristica navale con la presenza di una grossa industria, che prende il nome dalla città, e che è stata in grado di varare dall’anno dell’indipendenza della Croazia, il 1991, oltre 90 navi anche di stazza lorda di oltre 50.000 tonnellate


Attrazioni

La città sorge su due isole collegate alla terraferma da due ponti ed è unita alla vicina isola di Bua per mezzo di un ponte girevole. Detta anche la “piccola Venezia”, è un piccolo gioiello che conserva numerosi edifici medievali di impronta veneziana.

Traù, con il suo centro storico risalente quasi interamente al XIII secolo e comprendente più di 10 chiese diverse, ha nella cattedrale romanica di San Lorenzo (1180-1250) il suo punto di maggiore interesse.

Altri monumenti sono la Loggia pubblica (1308), il castello del Camerlengo (1420-1437), il Maschio di San Marco, la torre dell’Orologio, palazzo Cippico, la chiesa di San Domenico, la chiesa di San Nicola con annesso il convento delle benedettine, la porta di Terraferma, la porta Marina e, a fianco, la loggia della Pescheria del 1527.

Parecchi leoni di San Marco ornavano la città, a memoria dell’antica dominazione veneziana. Negli strascichi della lotta che oppose i croati ai concittadini italiani ed italianizzati, nei primi giorni di dicembre del 1932 otto leoni vennero distrutti da un gruppo di croati, anche con l’ausilio della dinamite. Fra questi un celebre leone andante, bassorilievo di Nicolò Fiorentino e Andrea Alessi del 1471, che ornava l’interno della Loggia pubblica. Attualmente alcuni leoni mutilati sono esposti al museo cittadino o giacciono nell’ex convento di San Domenico.

Il lungomare deve il suo fascino alla contrapposizione tra le belle architetture delle abitazioni e le barche (spesso veri e propri yacht di gran lusso) ormeggiati lungo il canali.

 

 

Parco nazionale Cherca/Krka (Book fotografico)

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Book fotografico del parco nazionale di Krka(Croazia)

 

Il Parco nazionale della Cherca (Krka in croato) è il settimo parco naturale della Croazia, istituito nel 1985.

Si trova nella regione di Sebenico e di Tenin, in Dalmazia. Il parco confina anche con la cittadina di Scardona, che del parco rappresenta anche l’ingresso principale.

 

Le cascate

La sorgente del fiume Cherca si trova pochi km fuori dall’omonimo Parco, sotto una cascata di un suo affluente (il fiume Krčić); quando d’estate il fiume Krčić è in secca, la sorgente è visibile.

Il parco è noto per le sue cascate, formate da letti di tufo:

la Bilušića buk (22.4 m di salto) è la prima cascata, posta a 16 km dalla sorgente, e anche l’unica a non essere stata toccata dallo sfruttamento energetico (sulla Cherca furono costruite alcune tra le prime centrali idroelettriche in Europa);
la Ćorića buk (15.5 m) si trova 3 km a valle, sotto il lago Ćorić (superficie di circa 50000 m2). Nelle vicinanze fu costruito l’accampamento romano di Burnum. Una diga ferma le acque della Cherca e sfrutta il salto per una centrale idroelettrica;
la Manojlovaĉki slapovi (una serie di cascate alta in tutto quasi 60 m) si trova poche centinaia di metri a valle ed è anch’essa utilizzata dalla centrale Miljacka:
la Roŝniak slap (8.4 m);
la Miljacka slap (23.8 m) non è visitabile in quanto sede dell’omonima centrale idroelettrica: riceve le sue acque dal fiume Zermagna;
il Roŝki slap (15.5 m) si trova poco a monte del lago Visovac. È formata da un’innumerevole serie di cascatelle, inframmezzate da isolotti di tufo, per una larghezza di ben 450 m e una lunghezza di 650 m. Le cascate sono visibili da una strada statale. Il complesso dei mulini di Roški slap sono tra i munumenti etnografici di particolare interesse e valore della Dalmazia e della Croazia. I mulini sono ancora funzionanti e azionano una serie di telai per la tessitura e di mulini per macinare il grano. Sul lato destro delle cascate è presente un’altra centrale idroelettrica;
la grande cascata di Scardona, lo Skradinski buk (complesso di cascate alto circa 45 m), è una delle bellezze naturalistiche più note della Croazia: le acque della Cherca e della Cicola (Čikola) si uniscono e raggiungono il mare. Anche presso le Cascate di Scardona è presente una raccolta etnografica con vecchi mulini ad acqua dove i cereali vengono macinati con macine di pietra mosse dall’acqua o i cesti e i mortai, meccanismi antichi per lavare tappeti, coperte, indumenti e stoffe.

Il fiume Cherca presenta fenomeni di carsismo.

 

Il monastero di Cherca

Il monastero di Cherca è un centro spirituale della diocesi ortodossa dalmata con sede a Sebenico. Fu citato per la prima volta in documenti scritti nel 1402. Il monastero fu costruito e ampliato fino al XVIII secolo. La chiesa è stata costruita in stile bizantino, mentre il campanile è stato ultimato nel 1790 in stile rinascimentale. Il monastero e la chiesa conservano oggetti di valore culturale e storico che vanno dal XIV secolo a oggi.

 

Il lago di Visovac

Il lago Visovac si trova tra le cascate Roŝki slap e quelle di Scardona. In mezzo al lago è presente un isolotto, sul quale sorge un convento di frati francescani, una chiesa e un museo.

 


 

Zagabria

 

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Book fotografico di Zagabria 2011 (Croazia)


Book fotografico di Zagabria 2017 (Croazia)

Book fotografico di Zagabria 2017 (Croazia)

 

Zagabria (in croato Zagreb) è la capitale e la maggiore città (792 875 ab.) della Croazia. Il centro cittadino costituisce una delle regioni della Croazia, mentre l’area geografica intorno alla città fa parte di un’altra unità amministrativa, la Regione di Zagabria.

Zagabria è sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri. È anche sede universitaria e arcivescovile.

 

Geografia

Zagabria è situata a 120 m s.l.m., tra le pendici meridionali del monte Medvednica e la sponda nord della Sava.

La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l’Europa centrale e l’Adriatico.

L’importanza per i commerci, la concentrazione di industrie (siderurgica, apparati elettrici, tessile, chimica, farmaceutica, lavorazione della pelle, del legno e della carta ecc.), le istituzioni scientifiche e la tradizione industriale ne determinano la predominante posizione economica.
Clima

La città di Zagabria è collocata nella fascia del clima oceanico vicino al confine del clima continentale umido. Zagabria è caratterizzata da estati molto calde e afose e inverni freddi. La temperatura media invernale è di 1 °C (34 °F), mentre la temperatura media estiva è di 20 °C (68 °F). Durante l’autunno pioggia e nebbia sono comuni mentre la neve si presenta facilmente da dicembre fino a marzo. La temperatura più alta mai registrata sono i 40,4 °C (104,7 °F) di luglio del 1950, la più bassa venne registrata nel febbraio 1956, -27,3 °C (17 °F).

 

Storia

L’area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All’epoca romana risalgono le ben conservate vestigia di Andautonia. La storia moderna della città ricorre però solo dall’XI secolo. Nel 1094, infatti, il re d’Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò, nel contempo, un’altra comunità, indipendente dal vescovo. I due insediamenti soffrirono l’invasione dei Mongoli del 1242. Quando il pericolo mongolo ebbe termine, il re Bela IV fece di Gradec una città regia, ossia non soggetta a signorie feudali, per attirarvi artigiani forestieri.

Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste lunghe dispute, la città vescovile poteva scomunicare Gradec, che rispondeva incendiando la rivale. I due centri collaboravano solo per motivi commerciali, come le tre grandi fiere, della durata di due settimane, che si svolgevano nel corso dell’anno. Gradec e Kaptol divennero un’unica città, Zagabria, all’inizio del XVII secolo. Insieme costituiscono ora il centro culturale della capitale croata, mentre il polo cittadino degli affari e del commercio si è spostato più a sud. Dalla sede vescovile di Kaptol ha avuto origine l’odierno Arcivescovato di Zagabria. La cattedrale, dedicata a Santo Stefano d’Ungheria, conserva importanti resti artistici. Durante il XVII e il XVIII secolo Zagabria venne funestata da un incendio e dalla peste. Nel 1621 Zagabria fu scelta come sede dei viceré di Croazia. Nel 1776 il governo venne spostato da Varaždin (Varasdino) a Zagabria e durante il regno di Giuseppe II Zagabria divenne la sede del comando generale di Varaždin (Varasdino) e Karlovac.

Durante il XIX secolo Zagabria assume ancora più importanza, nel 1862 venne aperto il primo tratto ferroviario che la collegava con Zidani Most (Slovenia) e Sisak, mentre l’anno dopo venne costruito un impianto per la lavorazione del gas. Nel 1878 venne aperto l’acquedotto e nel 1891 girano i primi tram. La costruzione della ferrovia aiutò anche l’unificazione delle due parti della città. Nel 1907 venne costruita una centrale elettrica e dopo il terremoto la città cominciò a svilupparsi. La prima metà del XX secolo vide una grande espansione della città. I sobborghi di Stara Peščenica a est e di Črnomerec ad ovest furono eretti antecedentemente la prima guerra mondiale. Dopo la guerra i quartieri della classe lavoratrice furono costruiti tra la linea ferroviaria e il fiume Sava mentre i quartieri residenziali nelle pendici meridionali della montagna detta Medvenica. La popolazione crebbe del 70% negli anni venti, la più grande crescita demografica nella storia di Zagabria, nel 1926 la stazione Radio cominciò a trasmettere anche al di fuori della città.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, Zagabria fu la capitale dello Stato Indipendente di Croazia retto da Ante Pavelić, leader allo stesso tempo dei croati ultra-nazionalisti detti Ustascia che promossero la pulizia etnica dello stato contro i serbi, gli ebrei e i rom.

Al termine della seconda guerra mondiale Zagabria entrò nella RFS di Jugoslavia divenendo la capitale della Repubblica Socialista di Croazia.

Dopo la guerra Zagabria registrò un’altra grande fase di crescita urbanistica. La costruzione verso sud portò alla creazione di Novi Zagreb mentre con l’espansione verso est ed ovest si incorporarono i sobborghi di Dubrava, Podsused, Jarun, Blato ed altri settori. L’aeroporto internazionale venne costruito nel 1962 mentre a sud-est venne creato un grande centro industriale.

Zagabria rimase all’interno della Jugoslavia fino al 1991 quando Franjo Tuđman dichiarò l’indipendenza della Croazia. La guerra che seguì tra le truppe indipendentiste e la JNA non portò gravi danni alla città anche se nel 1995 alcuni colpi di artiglieria sparati dalle truppe serbe uccisero sette civili.

Nel 1995 gli accordi di pace portarono all’indipendenza della Croazia e Zagabria divenne la sua capitale.

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Lubiana-Ljubljana (Slovenia) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Lubiana (book fotografico e video)

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Book fotografico Lubiana (Slovenia)

 


Lubiana (in sloveno Ljubljana) è la capitale della Repubblica Slovena fin dall’indipendenza (1991). Adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica presenta un interessante centro storico in stile barocco e Art Nouveau. L’architettura della città, ricca di case col tetto a punta, risente molto dell’influenza della vicina Austria. La città è divisa in 17 circoscrizioni e ha 33 frazioni. Situata nel centro del paese, la città possiede una popolazione di circa 274.826 abitanti. Lubiana è considerata il cuore culturale, scientifico, economico, politico e amministrativo della Slovenia. Nel corso della sua storia è stata influenzata dalla sua posizione geografica, all’incrocio della cultura tedesca, slava e latina.

Alcuni fattori che contribuiscono alla sua situazione economica sono la presenza di collegamenti viari, la concentrazione di industrie e istituti di ricerca scientifica. Lubiana è la sede del governo centrale, degli organi amministrativi e di tutti i ministeri della Slovenia. È anche la sede del Parlamento e dell’Ufficio del Presidente.

La città, che si estende su una superficie di 275 km², si trova nel centro della Slovenia. La sua posizione centrale tra l’Austria, l’Ungheria, il nord-est dell’Italia (in particolare Venezia) e la Croazia ha fortemente influenzato la storia della città. La città si trova 140 km a ovest di Zagabria, 250 km a nord-est di Venezia, 350 km a sud-ovest di Vienna, e 400 km a sud-ovest di Budapest.

 

Architettura

Nonostante la comparsa di grandi edifici, soprattutto nei dintorni della città, Lubiana mantiene intatto il suo centro storico, dove si mescolano lo stile architettonico barocco e Art nouveau. Lo stile della città è fortemente influenzato da quello delle città austriache di Graz e Salisburgo.

La città vecchia è costituita da due quartieri. Quella del municipio, che ospita le principali opere architettoniche e l’area dei Cavalieri della Croce, dove si trova la chiesa delle Orsoline, l’edificio della società filarmonica (1702) e la casa di Cankar.

Dopo il terremoto del 1511, Lubiana è stata ricostruita sul modello di una città rinascimentale e dopo il terremoto del 1895, che ha gravemente danneggiato la città, è stata nuovamente ricostruita in stile Art nouveau. L’architettura della città è una miscela di stili. Vaste zone della città sono state costruite dopo la Seconda guerra mondiale e trovano spesso un tocco personale dell’architetto sloveno Jože Plečnik.

Il castello di Lubiana domina la collina che sovrasta il fiume Ljubljanica. Il nucleo originale del castello risale al XII secolo di cui sono visibili ancora alcune tracce nei basamenti dei muri attuali, il castello fu la residenza dei margravi, poi duchi di Carinzia. Oltre al castello, le principali opere architettoniche della città sono la Cattedrale di San Nicola, la chiesa di San Pietro, la Chiesa francescana dell’Annunciazione, come il Triplo Ponte e il Ponte dei Draghi.

Nello stile barocco, vicino al municipio si trova la fontana di Robba in piazza Mestni Trg disegnata sul modello di Piazza Navona a Roma. Essa è decorata con un obelisco, ai piedi del quale cifre il marmo bianco simboleggiano i tre principali fiumi della Carniola. È il lavoro dello scultore italiano Francesco Robba (Venezia, 1º maggio 1698 – Zagabria, 24 gennaio 1757) che ha scolpito molte altre statue barocche della città. Le chiese sono intrise di questo stile, che risale a dopo il terremoto del 1511.

L’Art nouveau è stato usato sulle facciate in piazza Prešeren fino al ponte dei Draghi.Influenze nella città si devono all’architetto sloveno Jože Plečnik che ha costruito numerosi ponti compreso il Triplo Ponte, ma anche la biblioteca nazionale.

Il Castello di Lubiana

Il castello di Lubiana (Ljubljanski grad) è un castello in stile medievale completamente ristrutturato nella forma attuale nel 1960 è arroccato in cima alla collina che domina il centro storico. La cima della collina fu probabilmente un accampamento dell’esercito romano, dopo un periodo celtico e illirico.

La Cattedrale di San Nicola

La Cattedrale di San Nicola (Stolnica svetega Nikolaja) è l’unica cattedrale di Lubiana. Facilmente identificabili nella città con la sua cupola verde e le due torri, si trova sulla piazza vicino al Vodnik Tromostovje (Triplo Ponte).

Il sito era inizialmente occupato da una chiesa di architettura romanica la cui prima testimonianza risale al 1262. Nel 1361 un incendio provocò la sua distruzione e pertanto fu ricostruita in stile gotico. L’Arcidiocesi di Lubiana arriva nel 1461 e nel 1469, un nuovo incendio devastata l’edificio.

Tra il 1701 e 1706, l’architetto gesuita Andrea Pozzo disegna una nuova chiesa barocca, con due cappelle sui lati per rappresentare una croce latina. La cupola venne costruita nel centro nel 1841. L’interno è decorato con affreschi in stile barocco di Giulio Quaglio, dipinti tra il 1703 il 1706 e tra il 1721 e il 1723.

Ponte dei Draghi

Il ponte dei Draghi (Zmajski most) venne costruito tra il 1900 e il 1901, quando la città ancora apparteneva all’Impero Austro-Ungarico. Progettato da un architetto dalmata che aveva studiato a Vienna e costruito da un ingegnere austriaco, il ponte è considerato una delle più belle opere cittadine in stile Art Nouveau Nella regione talvolta il ponte prende il soprannome di “matrigna” in riferimento agli spaventosi draghi disposti sui suoi quattro angoli.

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Bruxelles/Brussels (Belgio/Belgium) – Cosa vedere, storia e foto

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Bruxelles (book fotografico)

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Book fotografico Bruxelles (Belgio)

Bruxelles è la capitale del Belgio. Amministrativamente costituisce uno dei 19 comuni della regione di Bruxelles-Capitale. La città ha il suo centro nel cosiddetto Pentagone ed è considerata capitale de facto dell’Unione europea per il fatto che sia la sede di alcune delle sue più importanti istituzioni, tra cui il Parlamento europeo.

La città sorge su sette colli: St. Michielsberg, Koudenberg, Warmoesberg, Kruidtuin, Kunstberg, Zavel e St. Pietersberg.

Monumenti e luoghi d’interesse

La Grand place è la piazza centrale e storica della città. Circondata dai maggiori monumenti cittadini e dalle belle case delle corporazioni, è ritenuta una delle più belle piazze del mondo. La Grand Place di Bruxelles è stata iscritta nel 1998 nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Il Municipio di Bruxelles è uno dei più belli esempi di Palazzi pubblici in Europa, e uno dei più alti capolavori dello stile Gotico brabantino, eretto fra il 1402 e il 1455.

La Tour Inimitable è il Beffroi di Bruxelles e sorge al centro della facciata del Municipio. Costituisce uno dei capolavori assoluti dell’Architettura gotica secondo lo stile Gotico brabantino, è tra le più belle torri civiche del mondo, eretta fra il 1449 e il 1454 da Jan van Ruysbroeck.

La Maison du Roi, era l’antico mercato coperto del pane, costruito nel XVI secolo in stile gotico brabantino e restaurato nel XIX secolo.

Il Palazzo Reale, residenza ufficiale del re del Belgio, venne costruito fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo in stile neobarocco francese.

Il Palazzo di Egmont è un antico palazzo nobiliare eretto a partire dal 1548 e più volte rifatto fino ad assumere le forme odierne nel XVIII secolo. Attualmente ospita il Ministero degli esteri belga.

Le Case di Victor Horta a Bruxelles sono una serie di edifici progettati da Victor Horta in stile Art Nouveau, sono uno dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO del Belgio.

Architetture religiose

La Cattedrale di Bruxelles è un grandioso edificio gotico brabantino eretto a partire dal 1226 e ricco di opere d’arte.

La Chiesa di Notre-Dame du Sablon è uno dei maggiori monumenti cittadini e uno dei capolavori del gotico brabantino. Venne eretta fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo.

La Chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, venne eretta in stile romanico nel 1210 e rifatta dopo l’incendio del 1475 in stile gotico brabantino.

La Chiesa di Nostra Signora delle Clarisse è una bella opera eretta in uno stile di transizione dal rinascimento al barocco dell’architetto Lucas Faydherbe.

La Chiesa di San Giovanni Battista al Beghinaggio è il più bell’edificio barocco della città, eretto a partire fra il 1657 e il 1676 da Lucas Faydherbe. All’interno conserva un ricco mobilio coevo.

La Chiesa di Saint Jacques-sur-Coudenberg, costruzione neoclassica eretta a partire dal 1776.

Basilica del Sacro Cuore a Koekelberg

Castelli e architetture militari

Castello reale di Laeken
Porta di Halle

Teatri

Teatro de la Monnaie

Altre attrazioni

L’arco del Parco del Cinquantenario
Manneken Pis
Atomium
Parco del Cinquantenario
Heysel
Mini-Europe
Statua dell’Europa
Ric’s Art Boat e Ric’s River Boat
Torre del Sud

Musei

Museo Magritte
Centro belga del fumetto
Museo Charlier
Musée communal des Beaux-Arts d’Ixelles
Museo reale dell’esercito e della storia militare
Musei reali dell’arte e della storia
Autoworld
Museo degli strumenti musicali
Musée d’art spontané
Musée juif de Belgique
Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique
Musée royal d’art ancien
Musée royal d’art moderne
Musée Antoine Wiertz
Musée Constantin Meunier
Musée du jouet
Musée du cinéma
Horta Museum
Musée Bellevue
Musée bruxellois de la gueuze

Biblioteche principali

Biblioteca reale del Belgio
Bibliothèque des Archives générales du Royaume
Cinémathèque Royale
La Médiathèque
Bibliothèque Centrale Francophone du CERIA
Bibliothèque scientifique de l’Institut royal des Sciences naturelles
Bibliothèque et photothèque de l’Institut royal du Patrimoine artistique
L’Infothèque-Bibliothèque du Service public fédéral Finances
Bibliothèque du Jardin Botanique National de Belgique
Bibliothèque centrale du Service Public Fédéral Justice
Bibliothèque du Conservatoire royal de Bruxelles
Bibliothèque du Musée des Instruments de Musique
Bibliothèques du Musée royal de l’Afrique Centrale
Bibliothèques des Musées royaux d’Art et d’Histoire
Bibliothèque et centre de documentation des Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique
Bibliothèque de l’Observatoire royal de Belgique
Archives et bibliothèques de l’Université Libre de Bruxelles
Bibliothèque de Facultés universitaires Saint-Louis
Bibliothèque Erasme
Bibliothèque Duden

Istituzioni dell’Unione europea

Due delle tre principali istituzioni dell’Unione europea, la Commissione europea e il Consiglio dell’Unione europea, hanno la loro sede a Bruxelles. La terza istituzione principale, il Parlamento europeo, ha anch’essa una camera parlamentare a Bruxelles (le sue sessioni plenarie si tengono però nella sede di Strasburgo). Bruxelles ospita anche gli uffici della Presidenza europea, le commissioni del Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni, ed è anche la sede politica della NATO, e dell’Unione Europea Occidentale (UEO). Ospita inoltre la sede dell’EPC, ente no-profit legato all’UE.

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Castelnuovo-Herceg Novi (Montenegro-Crna Gora) – Cosa vedere, storia e foto.

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Herceg Novi (book fotografico)

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Book fotografico Herceg Novi (Montenegro)


 

 

Castelnuovo (in italiano anche Castelnuovo di Cattaro o Castelnuovo in Dalmazia, in montenegrino Herceg Novi) è un comune del Montenegro situato lungo la costa adriatica all’ingresso delle Bocche di Cattaro, non lontano dal confine con la Croazia.

Castelnuovo, con 12.739 abitanti, è il capoluogo e il centro principale del comune che si estende dalla penisola di Prevlaka allo Stretto delle Catene (Verige). La cittadina è un centro turistico di prim’ordine.

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog "I VIAGGI DI SPEEDY". Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato "de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com

Skopje (Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia , FYROM) – Cosa vedere, storia, foto e video

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Skopje (book fotografico e video)

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Book fotografico Skopje (Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia , FYROM)

 

 


Skopje (in macedone Скопје, in albanese Shkupi) è la capitale e la città più popolosa della Repubblica di Macedonia, con 668.518 abitanti. Con più di un quarto della popolazione del paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione.

Era conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi. La città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.

Skopje si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.

Il nome della città in macedone è Skopje (Скопје). La città ha un antico nome greco che significa “torre d’osservazione”, poiché l’area si trovava ai confini dell’antico Impero Macedone. Durante la dominazione romana la città veniva menzionata sotto il nome di Skupi. La Skupi romana non dev’essere confusa con Justiniana Prima i cui resti si possono visitare nelle vicinanze della città serba di Leskovac. Il nome turco della città è Üsküb ed era conosciuta come Uskub o Uskup nella maggior parte delle lingue europee occidentali durante il periodo del governo ottomano. Il nome serbo della città è Скопље (Skoplje) ed in tal modo era conosciuto nel mondo occidentale durante il periodo del Regno di Jugoslavia.

 

Monumenti

Il terremoto del 1963 ha distrutto diversi monumenti di rilievo e molte zone storiche ma sono comunque ancora visibili alcuni siti di rilievo culturale.

Fra i monumenti della città si annoverano chiese bizantine, il ponte di pietra voluto dal conquistatore turco Maometto II e il bazar. È inoltre presente una targa commemorativa a ricordo della nascita di Madre Teresa di Calcutta, a cui recentemente è stato eretto un mausoleo in pieno centro, nella Makedonska Ulica.

Chiesa Bizantina di San Pantaleone
Campanile della Chiesa di San Demetrio Megalomartire
Acquedotto romano di Skopje
Vecchia stazione ferroviaria
Moschea Mustafà Pasha
Fortezza di Skopje
Museo archeologico

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