VIDEO – Pristina e Prizren (Kosovo) – La guerra infinita tra Serbi e Kosovari – ESTATE 2010

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Estate 2010 – Pristina e Prizren (Kosovo) – La guerra infinita tra Serbi e Kosovari non risparmia nessuno: Da Mitrovica, a Graçanicë … passando per Kosovo Polje, Pristina a Prizren ecco gli orrori della guerra.


 

Pristina (in albanese Prishtinë o Prishtina; in serbo Приштина, Priština) è la maggiore città del territorio sotto amministrazione ONU del Kosovo (capitale per gli indipendentisti, semplice capoluogo secondo la Serbia). Ha circa 200.000 abitanti a maggioranza albanese. Dal 1941 al 1944 fu capoluogo della provincia omonima unita all’Albania (occupata dal Regno d’Italia dal 1939 al 1944).

La città ha una maggioranza di popolazione albanese, più altre più piccole comunità di serbi, bosniaci e rom. Il governo provvisorio del territorio e la Missione Provvisoria in Kosovo delle Organizzazione delle Nazioni Unite (UNMIK) ha la sede centrale nella città. È il centro amministrativo, politico e culturale del Kosovo. La città è sede universitaria ed ha un aeroporto internazionale, certificato IATA di PRN ed ICAO LYPR (in effetti temporaneamente BKPR ed UNMIK).

Da oltre trent’anni annualmente si svolge a Pristina un Seminario Internazionale di lingua e letteratura albanese, a cui prendono parte studiosi, intellettuali e professori da ogni parte del mondo.

Gli abitanti di questa città sono chiamati Prishtinali o Prishtinas in albanese e Prištinci (Приштинци) o Prištinjani (Приштињани) in serbo.

(Fonte Wikipedia)


 

Prizren (in albanese Prizren o Prizreni; in serbo: Призрен / Prizren) è una città del Kosovo di circa 165.000 abitanti, principalmente albanesi. È la capitale amministrativa del distretto omonimo, che ha una popolazione stimata di 240.000 persone, suddivise tra la città e i 76 villaggi della municipalità.

(Fonte Wikipedia)

 

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VIDEO – Timisoara e Bucarest (Romania) – ESTATE 2010

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Sesta ed ultima parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della ROMANIA!!!


Timișoara (in ungherese Temesvár, in tedesco Temeswar o Temeschwar o Temeschburg, in serbo Темишвар, in turco Temeșvar) è un municipio della Romania di 307.347 abitanti, capoluogo del distretto di Timiş, nella regione storica del Banato, appartenuto all’Ungheria fino al 1918.

Tutte le varianti del suo nome derivano dal fiume Timiș, che sfocia nel Danubio vicino a Belgrado. Timişoara è una città multiculturale, con influenti minoranze, principalmente tedeschi, magiari, e serbi, ma anche italiani, palestinesi, e greci. Importante centro industriale, fu la prima città europea ad avere lampioni elettrici.

Sull’attuale territorio della città sono state trovate tracce di insediamenti umani che risalgono al neolitico; in seguito vi si sono insediati i Geto-Daci e successivamente i Romani.

La prima menzione scritta si ha in un documento storico dell’XI-XII secolo, nel quale la città viene citata usando il nome di Tibiscum o Tibiskos.

Nel 1175 è menzionato il “comitato di Timiș”, ma le fonti non specificano quale sia il suo centro economico e amministrativo. La prima attestazione documentata del nome Timișoara è incerta (1212 o 1266): in quel momento Timișoara faceva parte del comitato di Timiș, una suddivisione amministrativa territoriale del Regno d’Ungheria. Il territorio, conosciuto più tardi come Banato, con centro amministrativo nell’Urbis Morisena (poi Cenad), era stato conquistato dai Magiari attorno all’anno 1030.

Collocandosi in una posizione strategica, da dove poteva essere controllata una gran parte della pianura del Banato, sia la città di Timișoara che il titolo di conte di Timiș divennero sempre più importanti. Timișoara conobbe eccezionale sviluppo al tempo del re Carlo Roberto d’Angiò che, dopo la sua visita del 1307, ordinò la costruzione di un palazzo reale e vi trasferì la capitale del regno.

Segnò un nuovo capitolo nella storia della città, nel 1440, la nomina a conte di Timiș di János Hunyádi, che sarà conosciuto nell’intera regione per l’importante vittoria di Belgrado del 1456 sui Turchi Ottomani e sarà considerato difensore della cristianità. Il conte trasformò la città in un accampamento militare permanente, trasferendosi qui con la famiglia. La città rimase quindi in possesso del figlio Mattia Corvino fino al 1490.

Episodio importante della storia di Timișoara è rappresentato dall’assedio della città da parte dei villici insorti guidati da Gheorghe Doja. Gli insorti, romeni e ungheresi, dopo alcune vittorie riportate sulle armate nobiliari, furono sconfitti nei pressi di Timișoara dal conte Ioan Zapolya. Gheorghe Doja ispiratore e guida dei rivoltosi, venne catturato e torturato su una sedia di ferro arroventata, quindi arso vivo nei pressi del castello, attuale Museo del Banato (Muzeul Banatului).
Timișoara nel 1650 sotto la dominazione ottomana.

Nel 1552 un’armata ottomana di 160.000 uomini sotto il comando del pascià Sokollu Mehmed attaccò e conquistò la città, trasformandola in capitale di vilayet ottomano, guidato da un “vali” o “beylerbey”. Per quasi 200 anni Timișoara si trovò sotto la dominazione ottomana, sotto il controllo diretto del sultano, godendo di uno statuto speciale come le città di Belgrado e Buda. In questo periodo la città conobbe diverse trasformazioni: le chiese furono trasformate in moschee, numerosi musulmani si trasferirono qui e la cittadella fu trasformata secondo le necessità strategiche ottomane. Nonostante tutto l’occupazione turca coincise con un periodo di relativa pace essendo la città utilizzata dai turchi soprattutto come punto strategico di partenza per le campagne militari del nord-ovest.

Nel 1716, dopo ripetuti tentativi, Eugenio di Savoia conquistò la città, aprendo la via alla dominazione austro-ungarica per più di 200 anni.

Solo nel 1920 il Banato si unì alla Romania e a Timișoara venne instaurata l’amministrazione romena, dopo un’effimera indipendenza come Repubblica del Banato, di cui era la capitale.

Il 16 dicembre 1989 scoppiò a Timișoara la rivoluzione che avrebbe portato alla caduta di Nicolae Ceauşescu e del regime comunista romeno. Tutto ebbe inizio con la protesta dei parrocchiani contro il trasferimento forzato del pastore battista László Tőkés; ai fedeli che manifestavano davanti alla parrocchia si unirono i passanti e in breve tempo la protesta si estese, raccogliendo nel centro della città decine di migliaia di persone. In seguito a scontri sanguinosi con 73 morti e 253 feriti, il 20 dicembre 1989. Gli avvenimenti di Timișoara portarono una settimana più tardi alla caduta del regime di Ceaușescu.


 

 

Bucarest (romeno București) è la capitale e la città più popolosa della Romania e la sesta più popolosa dell`Unione Europea (1.944.367 abitanti, 2,1 milioni con l’area metropolitana). Posta nel sud del Paese, sul fiume Dâmbovița, è il maggiore centro industriale e commerciale del paese. Il territorio della città è interamente circondato dal distretto di Ilfov, pur non facendone parte.

Probabilmente il nome della città deriva dalla parola rumena “bucurie”, che significa felicità, gioia. La giusta traduzione sarebbe quindi, probabilmente, “città della gioia”.
Clima

Il clima di Bucarest è continentale: la temperatura media di gennaio è di -3 °C, quella di luglio è di 22 °C. Trovandosi in pianura e lontana dal mare, spesso d’estate il caldo è opprimente, con temperature massime che possono toccare anche i 40 °C durante le ondate di caldo più intense. Al contrario, d’inverno, la pianura della capitale si raffredda sensibilmente, con temperature fin sotto i -20 °C.
Storia

Secondo antiche scritture è stata fondata sulla riva del fiume Dâmbovița nel 1459 da Vlad Ţepeş.

Durante la seconda metà del XIX secolo la popolazione di Bucarest è cresciuta molto rapidamente. La particolare architettura d’ispirazione francese e l’ambiente culturale cosmopolita dell’epoca diedero l’appellativo di Piccola Parigi[3] alla città, anche se le differenze sociali tra un crescente ceto agiato e la massa di poveri continuarono a crescere.

Il 6 dicembre del 1916, la città fu occupata dalle forze tedesche e la capitale fu trasferita a Iași. La città fu finalmente liberata nel dicembre del 1918, tornando capitale del Regno di Romania.

Bucarest ha sofferto grosse perdite e distruzioni durante la Seconda guerra mondiale a causa del terremoto del 1940 e dei bombardamenti anglo-americani. Il 30 dicembre 1947, i comunisti, giunti al potere con l’appoggio dell’URSS, abolirono la monarchia instaurando una dittatura comunista che gravitava nell’orbita sovietica.

Alla fine degli anni ’70, durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu, a seguito di un forte terremoto una rilevante parte del centro storico della città (stimabile in un terzo), incluse alcune sue antiche chiese, è stata distrutta e successivamente rimpiazzata con edifici e quartieri di tipici stilemi comunisti. Di quest’epoca è il Centro civico e Palazzo del Popolo, divenuto poi sede del Parlamento dopo la caduta di Ceaușescu, che è reputato essere il più esteso edificio al mondo, dopo il Pentagono.

Fino a pochi decenni addietro le zone circostanti erano principalmente rurali, però dal 1989 si è iniziato a costruire nuovi quartieri intorno alla città; le zone periferiche a Nord (Pipera, Băneasa) sono più ambite dalla per ora limitata parte di popolazione benestante, mentre quelle a Sud ospitano maggiormente quella a basso reddito.

(Fonte Wikipedia)

 

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VIDEO – Belgrado (Serbia) – ESTATE 2010

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Quinta parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale SERBA!!!


 

 

Belgrado (in serbo Бeoгpaд / Beograd) è la capitale della Repubblica di Serbia.

Si trova nella provincia della Serbia centrale, nel punto di confluenza tra i fiumi Sava e Danubio, dove il territorio della Penisola Balcanica incontra la Pannonia. Con una popolazione di 1.232.731 abitanti secondo una stima ufficiale del 2011, quella di Belgrado è l’area metropolitana più popolosa dell’ex Jugoslavia, nonché la quarta nell’Europa sudorientale, dopo quelle di Istanbul, di Atene e di Bucarest; l’estensione superficiale dell’area urbana occupa il 3,6% del territorio della Serbia e vi risiede il 21% della popolazione serba (escludendo quella della provincia del Kosovo).

La città possiede uno status che le conferisce una maggiore autonomia rispetto altri centri urbani della Serbia. È divisa in 17 comuni, dotati anch’essi di una propria autonomia organizzativa. Belgrado non solo è la capitale economica e finanziaria della Serbia, ma anche culturale e scientifica, ed è uno dei principali luoghi turistici della nazione.

Nel 4800 a.C. circa, nell’area dell’attuale città di Belgrado si sviluppò la cultura Starčevo. Il medesimo territorio fu occupato alcuni secoli dopo dal popolo dei Vinča. Nel III secolo a.C. i Celti fondarono un villaggio nella zona che oggi è il centro storico di Belgrado, che fu, successivamente, conquistato dai Romani, che gli diedero il nome di Singidunum. Dal IX al XVI secolo Singidunum fu, alternativamente, sotto il potere dei Bizantini, dei Bulgari, dei Magiari e dei Serbi. Nel 1521, gli Ottomani la conquistarono. Tra il XVII secolo e il XVIII secolo Belgrado fu più volte espugnata e perduta della Casa d’Asburgo. Dopo la definitiva liberazione, nel 1841, dal dominio turco, divenne la capitale del Principato di Serbia, che, nel 1882 fu rinominato Regno di Serbia. La città fu capitale della Jugoslavia dal 1918 al 1991.

Belgrado si trova a 116,75 metri sul livello del mare nel punto di confluenza tra il fiume Danubio e il fiume Sava, alle coordinate geografiche 44°14′N 20°44′E. la città ha un’area metropolitana di 2.839.472 abitanti
La statua del Vincitore, nei pressi della confluenza fra Danubio e Sava

Il centro storico di Belgrado è situato sulla sponda destra dei fiumi. Dal XIX secolo la città iniziò a svilupparsi a sud e a est, e dopo la seconda guerra mondiale si sviluppò sulla sponda sinistra dei fiumi, unendosi a Zemun. Piccole città residenziali come Krnjača e Ovča si unirono anch’esse a Belgrado. La città copre un’area di 360 chilometri quadrati, mentre la sua area metropolitana copre 3.223 chilometri quadrati.

Belgrado gode di un moderato tiepido clima continentale. La temperatura media annua è di 11,7 °C: la più calda è quella di luglio (22,1 °C). In un anno a Belgrado, mediamente, ci sono trenta giorni in cui la temperatura è superiore ai 30 °C, e novantacinque giorni in cui la temperatura è sopra i 25 °C. Annualmente, le precipitazioni ammontano a 700 mm di pioggia. Le ore annuali di sole sono, di media, 2 096. I mesi con più ore di luce sono luglio e agosto, con circa 10 ore di sole, mentre i mesi con meno ore di sole sono dicembre e gennaio, che ne hanno solo 2 al giorno. La più alta temperatura registrata a Belgrado è stata di 43,1 °C, mentre la più bassa è stata di -27 °C.

In inverno un vento molto freddo, la Kosava, colpisce la città da nord-est. L’estate è di solito assai calda, con temperature spesso superiori a 40 °C. I mesi con il clima più mite sono maggio, settembre e ottobre.

Le popolazioni neolitiche Starčevo e Vinča abitavano la zona di Belgrado e parte dell’Asia Minore sin dal 5000 a.C.

Con la nascita dell’Impero romano d’Oriente, nel 395, fu sottomessa al potere di Costantinopoli.

La città fu invasa dagli Unni, dai Sarmati, dagli Ostrogoti e dagli Avari, prima che, nel 630, giungessero gli Slavi. Furono proprio loro che rinominarono Singidunum in Belgrado: la prima volta in cui il termine Beograd fu menzionato fu nell’anno 878. Per quattro secoli, Bizantini, il Ungheresi e Bulgari si contesero il dominio di Belgrado.

Nel 1284, i Serbi conquistarono la città, che divenne parte del Regno di Stefano II Dragutin che la governò tra il 1276 e il 1282.

Dopo la Battaglia di Kosovo Polje, i territori meridionali della Serbia furono inglobati nell’Impero ottomano; Belgrado prima restò indipendente, poi fu ceduta alla corona ungherese.

Il 28 agosto del 1521, Belgrado fu conquistata da Solimano il Magnifico. Nel XVII secolo la popolazione ammontava attorno ai 100.000 abitanti. In città furono costruite diverse moschee e parecchi turchi vi si trasferirono al seguito della nuova amministrazione ottomana.

Per tre volte, (1688-1690, 1717-1739, 1789-1791), Belgrado fu espugnata dagli austriaci e riconquistata dai turchi.

Nel 1806 i Serbi si ribellarono agli occupanti ottomani che, però, repressero la sommossa; successivamente, nel 1817, a séguito di una nuova rivolta, l’Impero ottomano riconobbe alla Serbia una larga autonomia e Belgrado, nel 1841, divenne capitale del nuovo Principato di Serbia.

Dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1878, e l’integrazione nel Regno di Serbia del 1882, Belgrado divenne un importante nodo commerciale nella Penisola Balcanica, e per questo motivo si popolò molto rapidamente. Così, la gente di Belgrado abbandonò l’agricoltura per occuparsi di altri settori: divennero operai e manovali, in particolare per la costruzione della ferrovia per Niš.

All’inizio del XX secolo, Belgrado aveva solo 69.100 abitanti[16], nel 1905, 80.000, nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, contava più di 100.000 abitanti (senza contare i residenti di Zemun).

A seguito delle conferenze di pace e dello smantellamento dell’Impero austro-ungarico, alla fine della prima guerra mondiale, nel 1929 divenne capitale del Regno di Jugoslavia.

Il 6 aprile del 1941 Belgrado subì un durissimo bombardamento da parte delle forze tedesche, che causò migliaia di vittime. La Jugoslavia fu invasa dagli eserciti tedesco, italiano, ungherese e bulgaro.

Nell’estate del 1941, i tedeschi bombardarono nuovamente Belgrado e deportarono molti cittadini, in particolare quelli di origine ebraica, sotto il comando del generale Franz Böhme, il militare tedesco che in quel periodo governava la Serbia. Böhme ebbe questo incarico allo scopo di sterminare la comunità ebraica di Belgrado[18].

La città fu bombardata ancora una volta il 16 aprile 1944; più di 1.500 persone persero la vita. La maggior parte della città rimase sotto il dominio dei tedeschi fino al 20 ottobre 1944, finché l’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia e l’Armata Rossa liberarono la città. Il 29 novembre 1945 il Maresciallo Josip Broz Tito onorò Belgrado facendo di essa la capitale della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Nel 1958 fu costruita la prima stazione televisiva della città. Nel 1961, una conferenza del Movimento dei Non-Allineati fu tenuta in città durante la presidenza di Josip Broz Tito. Gli studenti nel 1964 protestarono contro di lui. La disputa terminò con la frase di Tito:
« Gli studenti hanno ragione! »

Il 9 marzo del 1991 sorsero spontanee manifestazioni contro il governo socialista di Slobodan Milošević. Il governo di Milošević fece intervenire contro i manifestanti la polizia e l’esercito con i carri armati che causarono l’arresto di 213 persone e due morti e fece arrestare uno dei leader dell’opposizione scesi in piazza Vuk Drašković.

Altre proteste contro il Governo ebbero luogo dal novembre 1996 al febbraio 1997; il malcontento popolare portò a nuove elezioni. Attacchi da parte di elementi filo governativi furono portate avanti contro il Sindaco Zoran Đinđić anche lui membro dell’opposizione al regime di Milošević.

Belgrado fu bombardata dalle forze aeree della NATO durante la guerra del Kosovo nel 1999 e subì danni considerevoli. I bombardamenti colpirono i ministeri della difesa, dell’interno e delle finanze, la residenza presidenziale, alcune stazioni radio-televisive, l’ospedale Dragiša Mišović, case private nella zona di Zvezdara, la sede del partito socialista, l’hotel Jugoslavija e l’ambasciata cinese. Gli ufficiali della NATO dichiararono che quest’ultima venne bombardata per errore, perché i piloti statunitensi avevano usato vecchie mappe della città che non riportavano gli ultimi aggiornamenti.

Dopo le elezioni del 2000, che sono state caratterizzate da numerosi brogli, Belgrado è stata teatro di numerose manifestazioni, che hanno causato le dimissioni ed il conseguente arresto di Slobodan Milošević.

Belgrado è un municipio autonomo con una propria amministrazione. L’Assemblea cittadina (Скупштина града, Skupština grada), con sede nel Palazzo Vecchio, è composta da 110 membri eletti dal popolo per un mandato di quattro anni.

Il sindaco (Градоначелник, Gradonačelnik) è eletto dall’Assemblea cittadina e presiede il Consiglio cittadino (Градско веће, Gradsko veće) composto da 13 Consiglieri e dal Vice sindaco. Il Consiglio cittadino sovraintende all’attività dell’Amministrazione municipale (Градска управа, Gradska uprava), strutturata in 14 assessorati (Секретаријати, Sekretarijati). Il primo Sindaco di Belgrado fu Ilija Čarapić che governò la città dal 1839 al 1840 al tempo del Principato di Serbia, prima che il Paese raggiungesse la piena indipendenza; Zoran Đinđić fu primo cittadino per alcuni mesi nel 1997. Dopo le elezioni amministrative del 2008, l’assemblea cittadina ha eletto sindaco Dragan Đilas.

(Fonte Wikipedia)

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VIDEO – Skopje (FYROM – Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia) – ESTATE 2010

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Terza parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (FYROM – Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale MACEDONE!!! Montaggio By Speedy83


Skopje (in macedone Скопје, in albanese Shkupi) è la capitale e la città più popolosa della Repubblica di Macedonia, con 668.518 abitanti. Con più di un quarto della popolazione del paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione.

Era conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi. La città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.

Skopje si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.

Il nome della città in macedone è Skopje (Скопје) e in albanese è Shkupi /’ʃkupi/. La città ha un antico nome greco che significa “torre d’osservazione”, poiché l’area si trovava ai confini dell’antico Impero Macedone. Durante la dominazione romana la città veniva menzionata sotto il nome di Skupi. La Skupi romana non dev’essere confusa con Justiniana Prima i cui resti si possono visitare nelle vicinanze della città serba di Leskovac. Il nome turco della città è Üsküb ed era conosciuta come Uskub o Uskup nella maggior parte delle lingue europee occidentali durante il periodo del governo ottomano. Il nome serbo della città è Скопље (Skoplje) ed in tal modo era conosciuto nel mondo occidentale durante il periodo del Regno di Jugoslavia.

Skopje ebbe origine da un insediamento, Scupi, conquistato dai Romani e centro importante prima della Dardania e poi della Mesia. Per la sua posizione strategica sotto Augusto fu sede di una fortezza legionaria. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Skopje cadde sotto il dominio bizantino e a Tauresio, a 20 chilometri dalla città, nacque Giustiniano, uno degli imperatori che resero grande Costantinopoli. Proprio sotto il suo dominio Scupi venne devastata da un terremoto, nel 518, l’imperatore allora, ordinò la ricostruzione della città che venne ribattezzata Justiniana Prima. Con l’arrivo dei Bulgari nell’area balcanica, iniziò una lotta secolare tra i bizantini e i nuovi venuti. Nel 972 cadde in mano bulgara e sotto il regno di Samuele divenne capitale del fugace Primo Impero bulgaro, ma già nel 1018 tornò sotto il governo di Costantinopoli. Nel 1282 Stefano Uroš II Milutin entrò a Skopje e nel 1346 Stefano Dusan, che aveva fatto la città capitale del suo regno vi si proclamò zar. Nel 1392 i Turchi Ottomani conquistarono la città, che ribattezzarono Üskub: iniziò una dominazione lunga 520 anni, che lasciò un’impronta indelebile. Furono costruite importanti infrastrutture, tra cui il ponte sul Vardar, si aprirono alberghi, si innalzarono moschee e minareti. Skopje divenne una città cosmopolita, e proprio per questo motivo molti ebrei in fuga dalla Spagna si trasferirono qui; la popolazione raddoppiò e nonostante nel 1555 un terremoto l’avesse colpita, la città risorse rapidamente. Non si risollevò invece dal sacco perpetrato, nel 1689, dalle truppe austriache di Piccolomini. Dilagò anche un’epidemia di colera, scoppiata in origine tra gli occupanti, ma che ben presto decimò gli abitanti di Skopje, che non si risollevò più dopo quell’avvenimento.

Skopje, al termine della prima guerra balcanica, nonostante le rivendicazioni del governo di Sofia, fu annessa dalla Serbia, che la tenne anche dopo il secondo conflitto. Invasa dai bulgari nel 1915, tornò al termine della prima guerra mondiale al neonato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Durante la seconda guerra mondiale venne annessa, come buona parte della Macedonia, alla Bulgaria, seppur la maggioranza della popolazione locale fosse di etnia albanese. Liberata nel 1944 Skopje fu capitale della Repubblica Socialista di Macedonia e face parte della Jugoslavia. Il terremoto del 1963 rase al suolo buona parte della città, composta per lo più da edifici risalenti al periodo ottomano; vennero così innalzati edifici di stampo socialista e aperti i larghi viali che oggigiorno attraversano la città. Nel 1991, la Macedonia diventò stato indipendente e Skopje ne divenne la capitale. Nel 2001 vi furono gravi scontri tra l’esercito macedone e i miliziani albanesi.

(Fonte Wikipedia)

 

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VIDEO – Sofia (Bulgaria) – ESTATE 2010

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Seconda parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale BULGARA!!!


 

Sòfia (in bulgaro София, Sofija) è la capitale e la maggiore città della Bulgaria. È il principale centro amministrativo, industriale, culturale e dei trasporti di tutto il Paese. Con una popolazione di quasi 1.300.000 abitanti, a cui se ne aggiungono altrettanti considerando l’area metropolitana,[2] è anche la città più estesa e densamente popolata della Repubblica di Bulgaria.

È situata nella parte occidentale del Paese, ai piedi del monte Vitoša. La città conta sedici istituti universitari, tra cui l’Università di Sofia, fondata nel 1889. La città è sede di un metropolita ortodosso e di una diocesi cattolica. Tra le principali attrazioni troviamo la chiesa di San Giorgio, la chiesa di Santa Sofia e la cattedrale di Aleksandăr Nevski.

Sofia si trova nelle immediate vicinanze del versante nord del Monte Vitoša, circondata dalle montagne intorno alla Valle di Sofia (Monti Balcani, Antibalcani, Monte Ljulin, Lozenska Planina). Quattro passi montani portano alla città, il Vladajski, il Dragomaski, il Petrohanski ed il Botevgradksi. Attraverso di loro nell’antichità passavano importanti vie di comunicazione che collegavano il mare Adriatico e l’Europa centrale con il mar Nero, il mar Egeo e il Medio Oriente. Grazie alla sua posizione centrale nella penisola balcanica, Sofia è stata anche nel passato una città grande e florida. Attraverso Sofia scorrono alcuni fiumi di piccola portata, i più grandi dei quali sono il Vladajska e il Perlovska. Lungo i quartieri orientali scorre il fiume Iskăr, ma in questo suo tratto non ha ancora una grande portata. Sofia è famosa dall’antichità per le sue numerose fonti termali (di cui 15 hanno una portata comune di 130 litri/s), mentre negli ultimi 60 anni sono stati costruiti anche laghi e bacini artificiali. Sofia ha una superficie di 1 311 km² e si trova a circa 550 metri sopra il livello del mare.

(Fonte Wikipedia)

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VIDEO – Istanbul (Turchia) – ESTATE 2010

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Prima parte del viaggio estivo 2010, tra Istanbul (Turchia), Sofia (Bulgaria), Skopje (Macedonia), Pristina (Kosovo), Prizren (Kosovo), Belgrado (Serbia), Timisoara (Romania), Bucarest (Romania)! In questa sintesi montata ammirerete le bellezze della capitale TURCA!!!


 

 

Istanbul (in turco İstanbul, pronuncia [isˈtanbuɫ], nota fino alla metà del XX secolo in italiano come Costantinopoli, nome ufficiale fino al 1923 قسطنطينيه, Kostantiniyye; in latino Constantinopolis; in greco Κωνσταντινούπολις, Kōnstantinoúpolis) è la città capoluogo della provincia omonima ed il principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia.

Con una popolazione di 13.854.740 abitanti[1], Istanbul (considerando però anche i quartieri asiatici) è il centro municipale più popoloso d’Europa (quarto nel mondo).

Istanbul è una megalopoli situata nel nord-ovest del paese, la quale si estende lungo lo stretto del Bosforo, alla cui estremità meridionale si situa il porto naturale del Corno d’Oro, e lungo la sponda settentrionale del Mar di Marmara. La città, divisa dal Bosforo, si estende sia in Europa (Tracia) che in Asia (Anatolia) risultando l’unica metropoli al mondo appartenente a due continenti. Istanbul è considerata una città globale.

Nel corso della sua lunga storia, la città (chiamata Bisanzio fino al 330, poi Costantinopoli sino al 1453, Istanbul o Costantinopoli sino al 1930, e da allora in poi solo Istanbul) è stata la capitale:

dell’Impero romano (330-395),
dell’Impero bizantino (395-1204 e 1261-1453),
dell’Impero latino (1204-1261) e
dell’Impero ottomano (1453-1922).

Conosciuta anche con l’appellativo di “seconda Roma”, è stata fino alla conquista ottomana nel 1453 una tra le più grandi città della cristianità, divenendo in seguito per quasi cinquecento anni la capitale di uno dei più grandi imperi della storia e crocevia di culture. Quando è stata proclamata la Repubblica di Turchia, il 29 ottobre 1923, Ankara, che in precedenza aveva servito come quartier generale del movimento cittadino turco durante la guerra d’indipendenza turca, è stata scelta come capitale del nuovo Stato turco.

Nel 2010 Istanbul è stata una delle capitali europee della cultura.[2] Sin dal 1985 le aree storiche di Istanbul fanno parte della lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità.

Secondo un aneddoto, il nome attuale deriverebbe da una circostanza curiosa: quando i turchi alla conquista dell’Anatolia chiedevano ai greci dove fosse “la città” ricevevano come risposta, senza capirne il significato Isten polis, cioè “quella è la città”, che finì per diventare il nome equivocato di Costantinopoli. Più probabilmente deriva da un’enfatizzazione della parola “città” per indicarla come la “città” per antonomasia, in analogia con la parola Urbe (o -in latino- Urbs) con cui si indica Roma.[senza fonte] Il nome İstanbul le venne dato ufficialmente solo attorno al 1930.

Il nome dell’odierna Istanbul comunque riflette, nel corso dei secoli, il succedersi delle civiltà che ne hanno segnato la storia. Fondata dai coloni greci di Megara, nel 667 a.C., viene chiamata originariamente Βυζάντιον (Byzántion) in onore del loro re Byzas. Sarà dunque Byzantium in latino e successivamente Bisanzio in italiano.

Il nome greco di Κωνσταντινούπολις (Konstantinoupolis), da cui il latino Constantinopolis e l’italiano Costantinopoli, significa “Città di Costantino”. Tale nome le fu dato in onore dell’imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell’Impero romano, l’11 maggio dell’anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questa denominazione non entrò mai nell’uso comune, sebbene ancora oggi la denominazione ufficiale secondo la Chiesa ortodossa e il Patriarcato ecumenico sia “Costantinopoli Nuova Roma”. Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell’Impero bizantino fino a quando, nel 1453, venne espugnata dai Turchi Ottomani.

Il nome İstanbul potrebbe derivare dalla frase greca medievale “εἰς τήν Πόλιν” (da leggersi con la pronuncia “istimˈbolin”), oppure da quella in dialetto ionico “εἰς τάν Πόλιν” (pron. “istamˈbolin”), che significa “verso la Città” o “nella Città”[4]. In questo modo i Greci si riferivano alla “Città delle Città”, come Costantinopoli era conosciuta durante l’era bizantina e successivamente.

Potrebbe altresì trattarsi di una semplice corruzione del greco [Kon]stan[tinou]pol[is] dove “pol” è diventato “bul”. La riluttanza araba, persiana e turca, a pronunciare una parola che cominci con due consonanti, potrebbe aver indotto a premetter loro una alif (che può essere letta a volte “A”, altre “I” e altre ancora “U”) e ciò potrebbe spiegare il motivo di quella “I” per l’antica Costantinopoli turchizzata. Il nome Stamboul o Stambul denominava in passato la penisola storica, cioè la città all’interno delle mura.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati altri nomi: Nèa Ròmē o “Nuova Roma” come si è detto, Polis o “La Città” (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā (“la Maggior Roma” in arabo), Qustantiniyya (“Costantinopoli” in arabo), e in turco İslambol (“Centro dell’Islam”), perché fu sede, dal 1527 al 1924, del Califfato Islamico, Pây-i taht (“Il piede del trono” in persiano), Mikligardur (“Città grande” dei mercenari Vareghi (o Variaghi), cioè Vichinghi, che parlavano l’antico germanico norreno), Car(i) grad (cioè “Città degli Imperatori”, in generale nelle lingue slave), Gostandnubolis (il suo nome in armeno).

La sua ricchissima storia, che la vede alle origini città greca dal nome di Bisanzio (in greco antico, Βυζάντιον), poi capitale dell’Impero bizantino col nome di Costantinopoli (in latino Constantinopolis) e infine capitale dell’Impero ottomano senza un nome né grafia ufficiale, ha lasciato notevoli testimonianze archeologiche e architettoniche che la rendono anche un centro turistico di rilevanza mondiale.

La fondazione di Bisanzio, da parte dei coloni greci di Megara, risale al 667 a.C. Grazie alla posizione di controllo sul Bosforo, la città si sviluppò in breve tempo tanto da diventare oggetto di contesa durante le guerre del Peloponneso.

Dopo essersi schierata con Pescennio Nigro contro il vittorioso Settimio Severo, la città fu assediata e largamente distrutta fra il 193 e il 195. Nel 196 Bisanzio entrò a far parte dell’Impero romano e fu ricostruita dallo stesso Settimio Severo, divenuto Imperatore, riottenendo rapidamente la sua precedente prosperità.

Creata nel 1422 da Cristoforo Buondelmonti, questa è la più antica mappa sopravvissuta di Costantinopoli e l’unica che precede la conquista ottomana.

La posizione strategica di Bisanzio attrasse anche l’imperatore Costantino I che, l’11 maggio 330, la rifondò come “Nova Roma”, anche se la città prese presto il nome di Costantinopoli. Il modello a cui l’imperatore si ispiro’ fu Roma: venne quindi eretto un enorme palazzo imperiale, un Foro, un ippodromo, il quale fu testimone nel corso dei secoli di sommosse e assemblee popolari, e un numero impressionante di palazzi e chiese. La città continuò a crescere anche dopo Costantino, e dopo un secolo furono erette da Teodosio II nuove mura che quasi raddoppiarono la superficie della città.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la posizione strategica di Costantinopoli, posta al crocevia fra Mar Mediterraneo e Mar Nero e fra Europa e Asia fece della città un centro commerciale, culturale e politico di rilievo mondiale. Costantinopoli controllò per lungo tempo il commercio lungo la via della seta e fra il Mediterraneo e la Russia.

A Costantinopoli nasce ciò che è considerato il fondamento del diritto romano, il Corpus iuris civilis, voluto da Giustiniano I tra il 528 e il 565.

Durante il Medioevo, Costantinopoli fu la più grande e ricca città d’Europa: si pensa che nel X secolo potesse avere fino a un milione di abitanti. La maggior basilica costantiniana, Hagia Sophia (Divina Sapienza), monumento di estrema rilevanza architettonica dedicato al Logos, da sempre centro religioso della città, divenne il centro della cristianità greco-ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale dell’imperatore, l’oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille anni dell’impero.

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase inespugnata fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata che instaurarono per poco più di mezzo secolo “l’impero latino”. Per Costantinopoli fu l’inizio del suo declino. Dopo la riconquista greca nel 1261, la città, spopolata e centro di uno stato ormai di scarsa importanza, conobbe tuttavia una grande rinascita artistica e culturale. Circondata dal potente impero turco ottomano, il 29 maggio 1453 Costantinopoli venne infine espugnata dal Sultano Maometto II, detto a causa di cio’ il Conquistatore (Fatih), che ne fece la capitale dell’Impero ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell’Impero bizantino, è indicata talvolta come l’evento che convenzionalmente chiude il Medioevo e inizia l’evo moderno.
L’Istanbul ottomana e turca

Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede de facto del califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del Patriarcato greco-ortodosso (nonostante la forzata conversione della Basilica di Santa Sofia in moschea) e in generale il carattere cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Subito dopo la conquista, e sino all’inizio del 17º secolo, vennero costruite le grandi moschee imperiali: quella del conquistatore, di Selim I, di Beyazit, di Moschea di Solimano (Suleymaniye, la più grande moschea di Istanbul), di Ahmet (Sultanahmet), e la moschea nuova. Queste erano parte di complessi (kulliye) comprendenti ospedali, cucine per i poveri (imaret) e scuole coraniche (medresse). Questi complessi erano amministrati da fondazioni religiose (vakif) le quali ricavavano il denaro necessario al loro funzionamento da rendite fondiarie e immobiliari. Parallelamente, la città venne dotata di strutture per il commercio, come il Gran Bazaar e il Bazar Egiziano, e tornò a essere il crocevia dei traffici fra Europa ed Asia.
Ponte di Galata alla fine del XIX secolo.

L’impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra mondiale, finì ufficialmente il 1º novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. In un primo tempo trascurata in favore della nuova capitale, Istanbul passò attraverso un periodo di grande trasformazione negli anni ’50 e ’60. Prima degli anni sessanta, in particolare, il governo di Adnan Menderes perseguì lo sviluppo economico del paese attraverso la costruzione di nuove strade e industrie. Anche nel centro storico, moderne pavimentazioni stradali rimpiazzarono l’acciottolato e una larga parte dei quartieri vecchi venne demolita.

Dagli anni settanta, la popolazione di Istanbul sta subendo una rapida crescita in seguito alla forte immigrazione dall’Anatolia. Nuovi quartieri (molto spesso abusivi, i cosiddetti “geceköndu”) e zone industriali sono sorti alla periferia della città e molti dei villaggi limitrofi sono stati incorporati nella grande area metropolitana.

Istanbul è tuttora sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.
Anni recenti
Veduta del Bosforo
Piazza Taksim

In anni recenti la città è stata oggetto di diversi attacchi terroristici, come il massacro di piazza Taksim avvenuto nel 1977, e gli attacchi del 1999, del 2003 e del 2008, per un totale di più di 120 vittime e 1000 feriti.

Nell’estate del 2008 si è verificata inoltre una sparatoria fuori dal consolato degli Stati Uniti d’America, con il rapimento di tre turisti tedeschi.

Nel giugno 2010 un attentato contro un minibus ha portato alla morte di quattro persone; potrebbe essersi trattato di una rappresaglia in seguito agli scontri fra esercito e Pkk che nel solo giugno hanno portato alla morte di 18 militari.

Un nuovo attentato compiuto da un kamikaze in piazza Taksim porta, nell’ottobre 2010, alla morte del kamikaze e al ferimento di 15 agenti di polizia e 17 civili.

Il governo del premier Erdoğan sta proponendo o portando avanti una serie di grandi opere (Tunnel ferroviario sotto il Bosforo, terzo ponte sul Bosforo, terzo aeroporto, diverse linee di metropolitana, canale navigabile per decongestionare il Bosforo) le quali, se da una parte costituiscono un potente stimolo per l’economia, dall’altra stanno alterando irreparabilmente l’immagine della città, sfregiata al tempo stesso da una speculazione edilizia ormai senza freni.

Conseguenza di cio’ sono stati fra l’altro i violenti scontri avvenuti nel giugno 2013 a piazza Taksim e a Beşiktaş tra studenti, intellettuali, e cittadini da una parte e la polizia dall’altra in difesa del parco Gezi (e dei suoi 600 alberi) che il governo cittadino vuole distruggere per ricostruire antiche caserme ottomane che dovranno ospitare un centro commerciale e una moschea. Quella che doveva essere una semplice protesta ha provocato manifestazioni in tutta la Turchia, approfittando del malcontento generale causato da varie misure attuate dal governo di Ankara.
Geografia

L’attuale area urbana si estende su entrambe le sponde del Bosforo, lo stretto che divide l’Europa dall’Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara, e sul Mar di Marmara stesso. Il “Corno d’Oro” (in Turco ‘Halic’) è il nome del porto naturale nella parte europea ed all’imbocco del Bosforo su cui si affaccia il centro storico.

La città si trova ai margini della faglia sismica dell’Anatolia settentrionale, che corre nel Mar di Marmara. Recenti studi[13], prendendo in esame una serie di terremoti iniziata nel 1939 e proseguita nei successivi decenni, ritengono probabile che un evento sismico di notevoli proporzioni possa colpire Istanbul in un prossimo futuro.

La città è servita dall’Aeroporto di Istanbul-Atatürk e dall’Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen.

(Fonte Wikipedia)

Travel blogger, fotografo ed influencer per diversi siti web ma soprattutto per il mio blog “I VIAGGI DI SPEEDY”. Ho visitato 43 nazioni diverse e uno stato “de facto” come la Transnistria. Brand Ambassador per diverse aziende italiane e internazionali. Fondatore del fanclub unofficial su Luciano Ligabue più famoso del web lucianoligabuefanclub.com